Halley
Nel 1705 Edmund Halley
predisse, utilizzando le nuove leggi di Newton, che la cometa
osservata nel 1531, nel 1607 e nel 1682 sarebbe ritornata nel
1758. In effetti essa ritornò come previsto e quindi fu
denominata in suo onore.
Il periodo medio
dell'orbita della Halley è 76 anni ma non si possono calcolare
le date del suo ritorno aggiungendo semplicemente multipli di 76.
L'attrazione gravitazionale dei pianeti maggiori, infatti, altera
il periodo orbitale da una rivoluzione all'altra. Anche alcuni
effetti non dovuti alla gravità (come ad esempio le reazioni dei
gas in sublimazione durante il passaggio vicino al Sole) giocano
un ruolo importante, sia pure limitato, nell'alterazione
dell'orbita. Tra il 239 a.C. e il 1986 d.C. il periodo orbitale
è variato da 79,3 anni (nel 451) a 76,0 anni (nel 1986).
L'orbita della Halley è retrograda, inclinata di 18 gradi
sull'eclittica e, come per tutte le comete, assai eccentrica.
Solo tre comete sono
state visitate dalle sonde. La ICE della NASA ha attraversato la
coda della cometa Giacobini-Zinner nel 1985; la cometa Grigg
Skjellerup è stata visitata dalla sonda Giotto nel 1989. Nel
1986, ben cinque sonde provenienti dall'URSS, dal Giappone e
dalla Comunità Europea hanno incontrato la cometa di Halley; la
sonda Giotto dell'ESA ha ottenuto delle fotografie ravvicinate
del nucleo della Halley.
Il nucleo della cometa di
Halley è all'incirca 16x8x8 chilometri.
Contrariamente alle
aspettative, il nucleo della Halley si è rivelato molto scuro:
il suo albedo è pari soltanto a 0,03; ciò lo rende più nero
del carbone e quindi uno degli oggetti più scuri del sistema
solare.
La densità del nucleo
della Halley è molto bassa: circa 0,1 g/cm3 e ciò indica che
probabilmente esso è poroso, forse a causa della grande
quantità di polvere rimasta dopo che i ghiacci sono sublimati.
La Halley è unica tra le
comete per il fatto che è grande e attiva, ma al tempo stesso ha
un'orbita ben definita e regolare. Ciò l'ha resa un obiettivo
relativamente facile per la Giotto e le altre sonde, ma potrebbe
non essere rappresentativa delle comete in generale.
Ritornerà nel sistema
solare intorno nell'anno 2061.
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