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SYNTHETIC LIPS

dicembre 1987
Videoradio
LP vinile - 33 giri
12"

Credits
Deca: sintetizzatori, campionatori, effetti vocali, sintesi e programmazione ritmica
Max Marsella: chitarra elettrica su "Hard-Expo"
Registrazioni: M2 Studio
Mixaggio: Tan Labs
Tecnico del suono: Clizio
Artwoks: Psy-Images e Deca

Lato A
Tangram - 5.32
Hydrogene - 3.31
Aliena Lips - 5.16
Nuova Dheli - 2.22
Neon Glory - 3.52

Lato B
The Crab - 1.58
A Juicy Body - 3.42
Tecnomate - 3.13
This Solitude - 3.24
Hard-Expo - 3.23
Death Of Sex - 3.55

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La progettazione di Synthetic Lips avvenne contestualmente alla fase compositiva, dove Deca ebbe modo di utilizzare nuovi strumenti messi a disposizione dal solito Beppe Aleo. Nell’estate del 1987,quest’ultimo aveva allestito un suo studio personale con attrezzature professionali e un gran numero di sintetizzatori e campionatori. Con la prospettiva di disporre di un nuovo album di pezzi strumentali lontani dalle abituali produzioni pop della sua etichetta, Aleo incaricò proprio Deca di analizzare la nuova strumentazione e di trarne un’opera completa. Deca realizzò nell’arco di quattro mesi undici tracce, di cui due ispirate a temi già elaborati negli anni precedenti, ma totalmente rivestite di sonorità originali. Come nel precedente Alkaid, anche in questo caso si basò su una linea narrativa di fondo, che faceva riferimento all’evoluzione della specie umana con simbologie scientifiche e sessuali piuttosto enigmatiche.
Con anni di anticipo sulle dilaganti discussioni intorno alla chirurgia plastica, alle modificazioni del corpo, al sesso virtuale e tutto ciò che ne consegue, Deca dimostrò di meritare il nomignolo che all'epoca circolava sulle riviste musicali: ovvero "profeta onirico". I brani che comparivano sul lato B, in particolare, facevano specifico riferimento a temi oggi attualissimi e chiudono la riflessione concettuale del disco con l'emblematica "Death of Sex", pezzo di straordinario pathos.
L’impronta dell’album risulta estremamente ritmica e solare, fatta eccezione per qualche squarcio lirico di ampio respiro; e l’immediatezza dell’ascolto sembrò in un primo momento indicare una direzione diversa da quella che Deca, in effetti, intraprese successivamente. Tuttavia la veste simbolica che l’autore volle sottolineare, a cominciare dalla copertina e dai titoli dei pezzi, apre col senno di poi un’interpretazione diversa da quella più immediata e scontata. Perchè Synthetic Lips è un’opera sull’estinzione delle emozioni, sull’alienazione, sulla riduzione della sessualità a mero meccanismo genetico. Musicalmente, Synthetic Lips resta aderente solo in parte all’atmosfera “cosmica” e va ad incardinarsi su arrangiamenti più vicini al primo Jarre e a Vangelis, ibridate da tocchi orchestrali e inserimenti funk-rock. A tale proposito fu indicativa la collaborazione del chitarrista Max Marsella, che registrò in mezza giornata alcune parti con la sua Fender Stratocaster nel brano “Hard-Expo”, uno dei più controversi dell’intero album. Deca presentò in anteprima due assaggi di Synthetic Lips durante una breve apparizione dal vivo a Genova, in quella stessa estate. E l’approvazione di un folto pubblico, unitamente alla presenza di una troupe RAI, confermò la versatilità dell’approccio musicale dei nuovi componimenti.
Tra le curiosità da segnalare sulla produzione di Synthetic Lips, l'esistenza di almeno due versioni del brano "Nuova Delhi" differenti da quella pubblicata ufficialmente; una estesa con un finale molto ritmato ed una più minimalista con sonorità acustiche e orchestrali, entrambe scartate dalla tracklist definitiva (anche se la prima è stata poi scelta per la ristampa australiana su vinile del 2016, mentre la seconda finì per errore sui primi press-test del disco, oggi pressoché introvabili).
Sempre in merito a versioni alternative di brani, esiste una registrazione del pezzo di apertura "Tangram" cantato, circolato su alcuni demo pirata alla fine degli anni '80 e mai più ricomparso; anche questo scartato dall'edizione definitiva del disco perché non in linea con il sound strumentale dell'opera.

a. bianchi



La copertina

Per la copertina di Synthetic Lips vennero scattate alcune fotografie in prossimità di una centrale elettrica (per la precisione la Centrale Termoelettrica a carbone di Vado Ligure, negli anni successivi al centro di inchieste sui rischi per la salute ambientale). Location di cui però non è rimasta traccia evidente sul disco, in quanto Deca alla fine scelse un'immagine che lo ritrae appoggiato ad un muro, con la sua ombra (enorme) proiettata sopra. La foto venne elaborata successivamente per ottenere un bianco e nero appiattito e stilizzato, mantenendo in parte l'iconografia minimalista dell'album precedente. Nessun altro scatto di quel set venne mai utilizzato. Synthetic Lips è l'unica produzione su cui compare anche il nome di battesimo Federico, scritto in piccolo sopra a Deca. I caratteri del titolo furono disegnati a china dall'autore e quindi negativizzati in tipografia. Sul retro della copertina soltanto i titoli della tracklist e i credits.