associazione liberi

 


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La risposta del Sindaco
La replica di Liberi
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Il contributo di Liberi per il
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Il volantino del luglio 2002
L'eco dell'iniziativa sulla stampa
La risposta del Sindaco
La replica di Liberi al Sindaco
La controreplica del Sindaco
L'osservazione di Liberi al piano
Le osservazioni al piano dei Comparti Centrali
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LO SVILUPPO URBANISTICO DI ABANO
La petizione del settembre 2002
Il successo dell'iniziativa
L'eco dell'iniziativa sulla stampa
Liberi nuovo partito ?
1485 cittadini senza risposta
Il volantino del dicembre 2002
Il volantino del giugno 2003

Abano Terme. Un futuro per la città - Una città per il futuro.
Documento e note.

Il volantina del marzo 2004

Comunicato stampa: crisi politica delComune di Abano Terme
Il volantino del settembre 2004
COMMENTI E INTERVENTI
SATIRA
I vincitori
Il piano della residenza
Arrivo di clienti dalla russia
Lifting
Italia condonata a morte
Medici senza frontiere
Abanodanza
Cambio della guardia ... medica
Rigodanza
DOCUMENTI
Le dimissioni del Prof.Gennaro dalla Commissione Edilizia
La risposta del Sindaco
Centro Ricreativo Comunale, la vicenda in Tribunale

All'interno

I retroscena di un fallimento annunciato

Piano della residenza

Hotel Orologio: meglio ripeterci

Prospettive

Dopo il passaggio all'opposizione della lista Pezzato e l'operazione trasformistica del sindaco Ponchio per rimanere in sella, non ci resta che rivolgere un caloroso invito ai nostri amministratori

CORAGGIO, TORNATEVENE A CASA!

Nel consiglio comunale del 20 settembre scorso si è definitivamente consumato il divorzio politico tra la lista civica capeggiata dal dr. Pezzato e la coalizione di sinistra monopolizzata dal triumvirato Pillon, Ponchio e Rigodanzo.
Con l'allontanamento dalla giunta comunale degli assessori Cosentino ed Ingrosso, rappresentanti della civica "Abano di Tutti", e col formale passaggio all'opposizione dei Consiglieri Pezzato, Meneghetti e Polito, è così venuta meno la maggioranza politica e numerica che aveva consentito l'elezione a sindaco nel maggio 2001 del prof. Ponchio.

LA COERENZA DEL SINDACO
Ci si attendeva da quest'ultimo un comportamento coerente: dopo aver preso atto del fallimento dell'alleanza politica da lui guidata, dei deludenti risultati dell'azione amministrativa e del sostegno di soli 8 consiglieri sui 20 eletti, reputavamo che, con un gesto di onestà intellettuale, il primo cittadino non potesse che rassegnare le dimissioni.

TRA OPPORTUNISMO E TRASFORMISMO
Ci illudevamo: con una deprecabile operazione, fondata su una mera spartizione del potere, e contraddistinta dal peggior opportunismo e trasformismo politico, il sindaco Ponchio si è garantito una nuova raffazzonata maggioranza, assicurandosi l'appoggio dei consiglieri di opposizione Donolato e Gruppo.
Il consigliere Donolato, novello figliol prodigo, già P.C.I., P.D.S., Patto Segni, Verdi e Lista Consumatori, dopo aver aspramente criticato la politica urbanistica e culturale della maggioranza da poco dissoltasi, dalla quale era polemicamente uscito un anno e mezzo fa, si ripropone come "salvatore della patria", facendosi assertore delle posizioni politiche di Socialisti Italiani e Rifondazione Comunista, forse alla ricerca di una nuova collocazione politica.

Il consigliere Gruppo, orgoglioso della propria militanza democristiana, rappresentante nell'assemblea comunale dell'U.D.C. di Follini e Buttiglione, da anni convinto dell'opportunità di riunire gli ex democristiani in una formazione che si ispiri al Partito Popolare Europeo, ottiene in cambio del suo appoggio la poltrona di Presidente del consiglio comunale, appena lasciata libera dal dr. Pezzato, e si rende utile stampella di una nuova coalizione politica che spazia dall'UDEUR di Mastella a Rifondazione Comunista.

QUELLE MOTIVAZIONI BIZZARRE E SENZA PUDORE
Siamo di fronte all'ennesima farsa. Il perché è facile da comprendersi.
Le ragioni ufficiali della rottura tra la lista Pezzato e le forze di sinistra sono a tutti note: l'assessore Cosentino e alcuni esponenti della civica "Abano di tutti" avrebbero sostenuto nelle ultime elezioni provinciali il candidato del centro-destra, Vittorio Casarin.
Ma la militanza politica dell'assessore e dei suoi compagni di lista era già conosciuta alle forze di sinistra, che evidentemente solo oggi giudicano insopportabile la convivenza. Il problema politico esisteva quindi sin dall'elezione del maggio 2001: forse allora i voti delle civiche facevano però comodo.
Ma, soprattutto, è pretestuoso ed incoerente licenziare due assessori accusandoli di aver sostenuto nelle ultime elezioni provinciali il centro-destra, per poi garantirsi la sopravvivenza politica arruolando il dr. Gruppo, consigliere di centro-destra, sostenitore alle elezioni comunali del candidato sindaco di Forza Italia, e, ironia della sorte, addirittura candidato nelle scorse elezioni provinciali a fianco di quel Vittorio Casarin, presunta pietra dello scandalo.

IL SILENZIO DELLA SINISTRA
Di fronte a questo scenario politico francamente mortificante, la sinistra ha scelto il silenzio. In un consiglio comunale affollato non ha speso alcuna parola per commentare la situazione. Nel frattempo, anche le segreterie provinciali dei partiti di sinistra e dell'U.D.C. tacciono. Ci vorrebbe un sussulto di dignità: gli elettori faranno tesoro di quanto accaduto quando si tratterà di tornare alle urne.

COSTRUIRE L'ALTERNATIVA
Passiamo a noi. Abbiamo assistito negli ultimi anni allo scempio del territorio e ad una gestione deprecabile della cosa pubblica. Lo abbiamo già scritto: in tanti settori i danni prodotti da questi amministratori sono irrecuperabili. Tuttavia non abbiamo intenzione di piegarci ai comodi di questi signori. Ogni giorno che passa rappresenta un danno per la città. Non vale invocare la crisi del termalismo o lo spettro del commissariamento per rimanere in sella ! E' bene che questi amministratori vadano a casa.
In questo senso, l'Associazione Liberi, esprimendo viva preoccupazione per il quadro di instabilità e di incertezza determinatosi, ritiene opportuno intraprendere un'azione politica intransigente e seria, che avvii una fase di rinnovamento e radicale cambiamento nell'amministrazione della nostra comunità, coinvolgendo in questo processo persone oneste e competenti, anche attraverso il confronto con tutti quei gruppi politici che si dimostreranno liberi dal condizionamento di interessi forti o particolari.

 

I RETROSCENA DI UN FALLIMENTO ANNUNCIATO

L'esplodere della crisi politica dell'amministrazione comunale ha consentito di svelare alcuni significativi retroscena relativi al varo e alla successiva travagliata navigazione della giunta Ponchio.
Gli interventi in Consiglio Comunale dei consiglieri Pezzato e Polito hanno confermato
quelle "verità inconfessabili" che da tempo correvano di bocca in bocca.

DATE A CESARE QUEL CHE È DI CESARE

Cesare Pillon, uscito bastonato dalle elezioni comunali del maggio 2001, con sole 53 preferenze personali, ultimo degli eletti tra le fila dei D.S., non doveva, secondo gli accordi stipulati e le promesse fatte, divenire assessore. Non doveva: il sindaco neoeletto gli affidò immediatamente l'assessorato alle Terme e al Turismo. Doveva essere un incarico a termine, necessario all'amministrazione per partire senza traumi e resistenze: questa fu la giustificazione del prof. Ponchio. L'attesa del termine si rivelò, tuttavia, vana. Nel tentativo di rassicurare quelle componenti di maggioranza che mal digerivano lo straripante ruolo in giunta dell'ex primo cittadino, l'attuale sindaco prospettò la soluzione al problema. L'occasione per liberarsi dell'imbarazzante tutore sarebbe stata rappresentata dalle elezioni comunali di Padova: se le avesse vinte il centro-sinistra, Cesare Pillon avrebbe trasferito armi e bagagli nella giunta patavina. Ma, nonostante la vittoria di Zanonato, nulla di tutto questo capitò. Fortunatamente si svolgevano in contemporanea le elezioni provinciali: quale miglior occasione -riferì il sindaco- per sistemare l'ingombrante ospite di giunta, sponsorizzandone la promozione nell'amministrazione provinciale ? La dea bendata, però, voltò le spalle una seconda volta all'audace sindaco, e la sconfitta del centro-sinistra alle provinciali fece miseramente fallire il suo geniale piano. Un destino amaro ci accompagna: tenerci stretto il buon Cesare, che da tre anni regna incontrastato con la complicità di un accomodante sindaco. Il quale, intanto, rassicura gli scettici: "Vedrete, con le elezioni regionali del prossimo anno o con le politiche del 2006, troveremo per Cesare una sistemazione adeguata".
E c'è ancora chi gli crede

LA DICHIARAZIONE DI UN FALLIMENTO

Ha affermato Livio Pezzato: "Ci sono state numerose riunioni di un gruppo di lavoro sull'urbanistica con persone dello stesso partito del sindaco che bene avevano amministrato per il passato la città. Ponchio aveva assicurato immediati interventi in urbanistica, che in seguito non abbiamo visto". Ebbene, sono trascorsi più di tre anni ed abbiamo assistito ad una sfrenata ed incontrollata edificazione che ha fatto scempio del territorio. I limitatissimi provvedimenti amministrativi in materia si sono rivelati tardivi e comunque del tutto inadeguati. Constatiamo con favore come il consigliere Pezzato abbia finalmente preso atto dell'impossibilità di giungere a risultati concreti in tema di piano della residenza, edilizia per le giovani coppie, difesa del territorio. Le assicurazioni del sindaco si sono rivelate, anche in questo caso, promesse al vento. Era tuttavia necessario attendere addirittura tre anni per prendere consapevolezza dell'ennesimo fallimento, nel frattempo rendendosi corresponsabili, magari in buona fede, di scelte urbanistiche devastanti per il territorio termale ?

GRUPPO, IL CURATORE FALLIMENTARE

Un tempo si diceva che la storia è maestra di vita; dall'esperienza si dovrebbero cioè trarre insegnamenti per il futuro. Vorremmo ricordare questo antico detto al consigliere Paolo Gruppo, esponente di centro-destra, passato a sostenere la coalizione di sinistra al potere. Ha giustificato il suo appoggio appellandosi, tra l'altro, alle ampie garanzie ricevute in tema di edilizia per le giovani coppie, difesa del territorio e lotta alla cementificazione, guarda caso, quegli stessi temi in relazione ai quali il dr. Pezzato ha dovuto constatare il fallimento dell'attuale amministrazione.
Quali sono allora le vere ragioni del suo appoggio ? Noi non le abbiamo ancora comprese.

COSA PUBBLICA O COSA LORO ?

Nel suo intervento in Consiglio Comunale, il consigliere Polito, capogruppo della lista civica del dr. Pezzato, rende note alcune delle ragioni che avrebbero condotto alla crisi politica dell'amministrazione di Abano. Egli riferisce la posizione del sindaco Ponchio in occasione dell'ultimo incontro tenutosi con i rappresentanti della civica, prima del precipitare della situazione: "Ponchio rispose facendo questa analisi: il nodo è uscito allo scoperto perché tanto lui quanto noi (lista Pezzato) volevamo nominare all'ufficio tecnico funzionari non graditi ai rappresentanti del passato, perché non si erano date risposte positive a richieste di alcuni dipendenti per adeguamenti tecnici e di stipendio". Nel prosieguo del dibattito consiliare, il sindaco non ha negato le suddette gravi circostanze. Rimaniamo del parere che chi tace acconsente. Ma, visto che si tratta di questioni riguardanti il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione, principi posti a tutela dei diritti di tutti i cittadini, siano essi di centro, di destra o di sinistra, non possono il signor sindaco e la sua giunta degnarsi di una risposta, chiarendo la situazione ?
La gestione della cosa pubblica, infatti, sarebbe, per la verità, affar nostro, non affar loro.

QUESTIONE DI FIDUCIA

E' venuta meno la fiducia, che costituisce una condizione pre-politica, che vien prima di ogni altra cosa, anche dei programmi. Così il sindaco Ponchio ha giustificato la rottura con la lista Pezzato, denunciando il venir meno del rapporto fiduciario con i rappresentanti della civica.
Ma il sindaco non molla la poltrona perché -sostiene- è forte di un consenso politico che va oltre le preferenze raccolte dalle liste che lo hanno sostenuto ed oggi abbandonato. Ha la fiducia dei cittadini e quella fiducia non sarà tradita.
Ci limitiamo ad una breve riflessione: è proprio sicuro, il sindaco Ponchio, che quei cittadini che lo hanno votato nutrano ancora un'incrollabile fiducia nel suo operato ? O i fatti e le promesse non mantenute stanno invece a dimostrare che ad essere tradita è stata proprio la loro fiducia ?

PIANO DELLA RESIDENZA

Il sindaco ha preannunciato per il 24 ottobre l'adozione del Piano per la residenza, promesso tre anni fa. Era stato descritto come un progetto di edilizia convenzionata a favore delle giovani coppie e dei lavoratori della città.
Non sappiamo ancora in cosa consista, perché questo strumento, ritenuto dall'Amministrazione determinante, è stato sino ad oggi tenuto ben nascosto a tutti, compresi gli stessi alleati (vedi le dichiarazioni del dr. Pezzato).
Attendiamo con curiosità la sua presentazione, sperando che non sia stato partorito il classico topolino.

HOTEL OROLOGIO: MEGLIO RIPETERCI

Il recupero dello storico complesso alberghiero sembra rientri tra le cose da fare richieste dal nuovo Presidente del Consiglio Comunale, dr. Gruppo.
L'ENPAM (la Cassa di previdenza dei medici), proprietaria dell'Orologio, si aspetta da qualsiasi operazione ad esso relativa un ritorno economico adeguato.
Ma adeguato a che cosa ?
Ricordiamo (già lo abbiamo scritto) che l'Enpam nel 1986 acquistò l'Hotel Orologio per una cifra pari a 46 miliardi e 500 milioni delle vecchie lire.
Operazione, all'epoca, ritenuta incauta da esperti del settore che giudicarono esorbitante il valore stimato e pagato.
Ci auguriamo che l'Amministrazione si impegni a non accettare soluzioni dirette a favorire la mera speculazione ed eviti che si finisca con lo scaricare sulla cittadinanza le perdite dell'Enpam.
Ribadiamo, infine, la preoccupazione per le voci da tempo ricorrenti che vorrebbero lo stabilimento ed il suo parco oggetto di baratto con l'area retrostante Villa Rigoni, evidentemente destinata, in questa prospettiva, ad interventi edilizi particolarmente consistenti.

PROSPETTIVE

A seguito dell'assemblea del 14 settembre scorso, il direttivo dell'Associazione Liberi ha affidato al vice-presidente Alberto Bianchi, al coordinatore Alberto Sanasi ed al Prof. Raffaele Bottin il compito di intraprendere ogni iniziativa utile a disegnare una prospettiva politica capace di tradurre in progetti e programmi i contributi e le idee sino ad oggi propugnati dall'associazione. Consapevoli delle difficoltà di questo cammino, ci auguriamo di trovare persone e forze sociali disponibili al confronto e all'impegno.


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