|
Biografia |
Juan Mirò |
| Juan Mirò (Montroig, Barcellona, 1893-Palma di Maiorca 1983) si forma a Barcellona prima di incontrare a Parigi con i fauves, Picasso e Tzara l’atmosfera della ricerca artistica cosmopolita del Novecento. Con André Masson è fra i fondatori del movimento surrealista, di cui è il primo a rivelare un’accezione non figurativa che sfocia in un vero astrattismo lirico, in qualche modo tributario di Kandinskij. Sulla quarantina si dedica con passione alla scultura e in particolare all’opera ceramica, ottenendo anche importanti commissioni. La sua freschezza, la frequente allegria del colore, il guizzo del segno ne hanno fatto un artista molto amato da un vasto pubblico, specie nella sua lunga vecchiaia. | |
|
Interno Olandese I |
|
|
1928. Olio su tela (92x73 cm). New York, Museum of Modern Art |
Mirò applica i due elementi caratteristici della sua pittura: da un lato il gusto e la ricerca del particolare, della precisione; dall'altro la sua capacità di sognare, di ritrovare nelle immagini del sogno le origini subconsce dell'ispirazione, per arrivare ad una pittura festosa che evochi la sorpresa e la meraviglia dei fuochi d'artificio. "Secondo me, dichiara Mirò, un dipinto deve somigliare a scintille. Deve avere luminosità, deve essere come quelle pietre di cui si servono i pastori dei Pirenei per accendere le loro pipe". Sullo sfondo verde e marrone risalta la sagoma arancione del liuto e quella ondeggiante come un fantasma, bianca, del suonatore mentre lo spazio interno si apre sulla finestra e si anima di cento particolari, cose e animali in un clima di festosa, scoppiettante allegria. |
|
Il corpo della mia Bruna |
|
|
1952. Olio su tela (130x96 cm). New York, Collezione privata |
Ci troviamo di fronte ad una creazione di una semplicità insieme misteriosa e disarmante: il "fantasma" chiaro che attraversa il fondo color marrone e sembra guardarci con i due grandi occhi azzurri spalancati, attraversato dai caratteri delle parole, non appartiene, in fondo, né alla pittura né alla poesia. L'immediatezza del messaggio, fatto di segni e parole, lo spazio vuoto nel quale sembra ondeggiare e la riscoperta del rapporto tra le parole e le immagini riescono a suggerire le "immagini di sogno" in cui forme e segni fluttuano recando ognuno il proprio messaggio e suggerendo alla fine quel movimento di cui parla Mirò: "... le forme sono allo stesso tempo mobili ed immobili nella mia arte... e proprio perché sono immobili esse suggeriscono il movimento". |
|
Donne circondate da un volo di un uccello |
|
|
1941. Guazzo e pittura a benzina su carta. (46x38 cm), Parigi, Collezione André Breton |
Ancora un esemplare delle Costellazioni, ricco di segni, forme geometriche, fluttuanti sullo sfondo chiaro. "Quando dipingo cerco di determinare un rapporto tra il segno e il colore: così, su un nero posso mettere toni di blu e rosso che abbiano un significato plastico e poetico, per dare vita e calore a quel nero". I quadri di Mirò vivono nell'armonia delle forme e nel rapporto dei colori. |
|
Donna, uccello al chiaro di luna |
|
|
1949. Olio su tela (81,5x66 cm). Tate Gallery, Londra |
In un acrobatico gioco, figure fantastiche si mescolano scherzosamente tra loro, proiettandosi vivacemente in primo piano. Lo sfondo è stato parzialmente cancellato per mettere a nudo la tela, ruvida e terrosa. Come immagini di un mondo primitivo, le magiche figure evocano preistoriche pitture rupestri, riportate a noi in tutta la loro freschezza. Il dipinto appartiene alla serie "Donne e uccelli" ed è considerato uno dei più importanti dell'artista spagnolo. Nella raffigurazione di esseri misteriosi e bizzarri, che sembrano scaturire dal mondo dei sogni, il quadro è tipico del surrealismo, movimento nel quale Mirò ebbe un ruolo preminente. |
|
Vladimir |
|
|
1975. Litografia su carta d'Arches. (90,5x63,2 cm) Acquisita dallo Stato spagnolo in pagamento delle tasse di successione. |
Ritroviamo nella litografia di Mirò gli elementi della sua visione, le stelle, gli occhi, i soli e le sagome scure con i toni trasparenti sullo sfondo chiaro. Le immagini di Mirò nascono da una singolare libertà espressiva che conferisce una motivazione alle stelle, alle falci di luna e alle corolle dei fiori. Tra la motivazione nascosta e l'evidenza dell'immagine c'è solo l'azione del pittore. Allora il quadro non è più una proiezione ma un prolungamento della personalità dell'artista e dei sogni ad occhi aperti. |