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Biografia |
Henri Matisse |
| Henri Matisse (Le Caveau 1869-Cimiez, Nizza 1954) è fra i maestri del secolo. Ha un’ottima e varia formazione professionale e si rivela già prima dell’esposizione del 1905 che lancia il gruppo dei fauves. Per tutta la vita, come pittore e scultore e dedicandosi in modo sporadico alle arti decorative, continua una ricerca sui valori del colore che lo porta nei territori di varie avanguardie conservandogli sempre una squisita originalità. Il rosso, l’azzurro, il verde e il nero sono per Matisse soggetti come La gioia di vivere. | |
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La stanza rossa |
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1908. Olio su tela (180x246 cm). Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo |
Una ridda di colori primari domina il vivace dipinto di un interno con una donna che apparecchia la tavola. L'intera superficie è resa armonica da uno schema unificante di colore puro, abilmente integrato nella struttura della composizione, così da saturare la stanza. La tovaglia si fonde con la parete e le figure sono state completamente appiattite, distorte e semplificate. Questo rinforza il flusso lirico delle forme ornamentali e dei colori iridescenti. Matisse ha usato come mezzo di espressione i colori più che la descrizione e ha |
| deliberatamente ignorato le regole convenzionali di disegno e prospettiva. Aderente al gruppo dei fauves dal 1905 al 1908, il pittore non cessò mai di sviluppare il suo stile personale nel corso di una lunga carriera. Il colore però ha sempre avuto un ruolo centrale nella sua opera, come si può notare nei vibranti papiers découpés (carte ritagliate) che realizzò negli ultimi anni. | |
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La danza |
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1910. Olio su tela (2,60 x 3,90). San Pietroburgo, Museo dell'Ermitage |
Quest'opera ci permette di capire cosa significhi, per Matisse, < decorativismo >, da intendersi, dunque, non nel senso che si attribuisce normalmente alla parola riferendosi a qualcosa di elegantemente superfluo, ma nel senso di organizzazione razionale di ciò che si sovrappone alla superficie neutra del quadro, perché, lo dice lui stesso, < la composizione è l'arte di sistemare in modo decorativo i vari elementi di cui la pittura dispone per esprimere i propri sentimenti > e < L'espressione non è [...] riposta nella passione che appare |
| improvvisa su un volto o si rivela in un violento movimento; essa consiste nell'intera composizione del mio quadro: il posto occupato dai corpi, i vuoti attorno ad essi, le proporzioni; [...] io sogno un'arte equilibrata, pura, tranquilla >. Qui sono i tre colori dominanti; sono loro che permettono di percepire immediatamente la composizione distinguendone nettamente ogni elemento; sono loro che creano una spazialità, non certo imitativa del reale, ma ideale, adeguata al sogno splendente matissiano, quella Gioia di vivere che è il titolo emblematico di un'altra sua opera di poco precedente (1906). | |
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Ritratto con la riga verde |
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1905. Olio su tela. ( cm 40 x 32 ). Copenaghen, Statens Museum for Kunst |
I colori sono innaturalistici eppure funzionali, come dimostra l'irreale linea verde che taglia in due il viso conferendogli rilievo (perché costituisce quasi un crinale divisorio che, sporgendo in avanti, modifica l'incidenza della luce sulle due parti dell'ovale) e come dimostra il risalto luminoso del viso stesso, determinato dall'accostamento dei suoi colori chiari con quelli della veste, del fondo e, soprattutto della massa dei capelli che lo incorniciano e degli occhi profondi (sottolineati da alcune macchie verdi e brune e dalla netta arcata sopracciliare). |