Biografia

Giacomo Balla

Balla, Giacomo (Torino 1871 - Roma 1958), pittore italiano, tra i maggiori esponenti del movimento futurista e tra i primi rappresentanti dell'arte astratta italiana. Nel 1908 conobbe Umberto Boccioni, di cui fu maestro, e insieme a lui e a molti altri artisti firmò, nel 1910, il Manifesto dei pittori futuristi e il Manifesto tecnico della pittura futurista. In opere quali Dinamismo di un cane al guinzaglio (1912, Albright-Knox, Art Gallery, Buffalo) e Bambina che corre sul balcone (1912, Galleria d'Arte Moderna, Milano), Balla cercò di catturare sulla tela movimento e velocità, espressioni del dinamismo che i futuristi consideravano l'essenza della civiltà moderna. Altre opere significative di questo periodo sono Velocità di automobile (1913, Museum of Modern Art, New York) e Voli di rondine (1913, Museum of Modern Art, New York). Dopo aver redatto con Fortunato Depero il manifesto della Ricostruzione futurista dell'universo nel 1915 Balla, allontanandosi progressivamente dal futurismo nel corso degli anni Venti, lo abbandonò del tutto nel decennio seguente, tornando alla pittura figurativa. 

Volo di rondini

1913. Tempera su carta (51x76 cm). Museum of Modern Art, New York

Uno stormo di rondini passa turbinando fuori dalla finestra. Balla ne ha colto la velovità e il movimento collocandole in una sequenza precisa una dietro l'altra. Sembra che abbia incluso la rigidità dell'imposta per contrastare con l'immobilità il continuo movimento degli uccelli. Il quadro è un ottimo esempio del movimento futurista italiano, che esaltava il concetto di movimento e dinamismo come massima espressione del mondo moderno. 
Balla dichiarò pubblicamente le proprie idee e firmò il "Manifesto del movimento futurista" con Gino Severini, Umberto Boccioni e Carlo Carrà. Insieme svilupparono la rappresentazione del concetto di movimento attraverso la molteplice riproduzione di un unico soggetto come in una sequenza di fotogrammi.

Compenetrazione iridescente

1913. Olio su tela. (cm 60 x 100). Birmingham (Michigan), Collezione privata

Balla era cosciente dell'importanza dei suoi risultati dovuti < ad un'infinità di prove e riprove >, come scrive in una lettera del 1912: < altri cambiamenti porterà nella pittura tale studio e l'iride potrà, mediante l'osservazione del vero, avere e dare infinità di sensazioni e colori >.