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I Rapporti con la
Natura
Prendere coscienza che la
natura è viva.
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Quando esco dal mio chalet, in Svizzera, per andare verso la sala delle conferenze, guardo
il sole, guardo le montagne, il lago, il bosco, la neve che brilla, e mi rivolgo a loro e
agli esseri luminosi della natura; dico loro quanto sono belli e li saluto. Questo è un
comportamento non comune fra gli uomini, perchè per loro tutto è morto, la natura è
vuota; allora, perchè salutarla ?... Essi non fanno neppure un gesto di amicizia verso il
creato ; se sapessero invece quante benedizioni potrebbero ricevere con questo gesto!
I figli della nuova vita si sentiranno protetti, cullati da tutto il creato, perchè
riconosceranno che esso è vivo, è cosciente, e perciò lo saluteranno.
I discepoli della scienza spirituale sanno che tutto è vivo; perciò sono coscienti delle
piante, degli insetti, delle pietre. Talvolta accarezzano una roccia e le dicono: «Abbi
pazienza, un giorno sarai liberata da questa prigione.» Infatti, in quel blocco di pietra
si trova una entità che è limitata, imprigionata, e che attende di essere liberata
quando la pietra sarà finalmente frantumata. Effettivamente, quando la roccia è ridotta
in polvere si trova nelle condizioni migliori per evolvere, per essere assimilata dal
regno vegetale. Passando vicino ad una roccia, il discepolo può anche dirle: «Ammiro la
tua pazienza: da secoli sei lì, esposta alle bufere, al gelo, al calore intenso, e non ti
lamenti mai. Mi congratulo con te e ti chiedo un po' della tua resistenza, della tua
solidità.» Forse voi pensate che questo comportamento non ha nulla di straordinario, e
che è perfino ridicolo. Invece, vi posso assicurare che, se lo fate molte volte, con
amore e fiducia, assorbirete quella forza, quella stabilità che la roccia possiede, e voi
la manifesterete nella vita.
Il discepolo è cosciente della natura e degli esseri invisibili che l'abitano. Per lui la
terra è sacra, viva, abitata da innumerevoli esseri. Voi potete pensare: « Che
differenza fa se rispetto la terra o no ? Per lei non cambia nulla, non le faccio nè del
bene nè del male. » Certo, ma dovete rispettare la terra, non per lei, bensì per voi.
Se avete riguardo delle pietre, delle piante, degli animali, la vostra coscienza del mondo
invisibile si sviluppa molto di più. Certamente non avete mai pensato a tutto questo...
Essere un discepolo della scienza ìniziatica significa sviluppare la coscienza che ogni
cosa è viva e quindi va rispettata, conservata, protetta; significa rinforzare in sè lo
spirito costruttivo.
Attirare gli spiriti della natura verso un lavoro per
il Regno di Dio.
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La Natura è popolata da una quantità di creature, invisibili all'uomo, alle quali,
secondo i paesi e gli elementi od i luoghi in cui vivono, sono stati dati molti nomi:
elfi, fate, gnomi, salamandre, silfidi, ondine, ninfe, driadi, amadriadi, sirene, nereidi,
naiadi, koboldi...
E quando entrate in un bosco od in qualsiasi altro luogo della natura, dovete essere
coscienti del fatto che tutti quegli esseri, che sono svegli e molto sviluppati, vi
vedono. E'quindi bene legarsi ad essi, ammirarli, perfino estasiarsi, ed apprezzare il
lavoro che fanno. Infatti questi esseri sono molto contenti che la bellezza e l'utilità
del loro lavoro siano riconosciute, e se vedono che li apprezzate, diventano vostri amici,
vi sorridono, danzano davanti a voi e possono perfino offrirvi dei regali: la vitalità,
la gioia, l'ispirazione poetica, la chiaroveggenza...
Potete anche rivolgere loro la parola. Avvicinandovi ad un albero, per esempio, gli
direte: «Come sei bello! Quanto sei forte, resistente, robusto! Puoi vivere così a
lungo! Ah, se potessi avere anch'io la tua resistenza, la tua solidità! ... Ti prego di
dire a tutti gli altri alberi del bosco, che sono magnífici, che li amo; saluta ciascuno
da parte mia, dà loro un mio bacio. » E poi baciate l'albero, che trasmetterà il vostro
amore a tutto il bosco. E così, mentre continuerete la vostra passeggiata, molti altri
esseri che abitano negli alberi verranno fuori a guardarvi. Saranno stupiti, danzeranno
intorno a voi, e forse potrete anche vedere un essere immenso che vi guarda con occhi
pieni di luce. E'il Reggente del bosco, una specie di egregore che riunisce tutte queste
creature, che costituisce la loro anima e che proietta luci e colori. E quando tornerete a
casa, vi sentirete felici, sentirete che questa è la vera vita.
Perciò, dovete parlare agli esseri della natura, ed invitarli anche a fare qualcosa per
la gloria di Dio, dicendo loro: «Beh, che fate? Dovete aiutare la Fratellanza Bianca
Universale che ha lo scopo d'illuminare gli uomini, renderli saggi, affinchè il Regno di
Dio venga sulla terra. Dateci una mano; riunitevi, prendete le vostre piccole trombe e
lanciate messaggi su tutta la terra.» Ed allora, come facevano i popoli primitivi che
comunicavano fra loro a mezzo dei tam-tam e dei fuochi accesi sulle colline, anche loro
manderanno ovunque dei messaggi e lavoreranno per il Regno di Dio.
E quando vi trovate vicino all'oceano o in riva al mare, dovete parlare agli abitanti
dell'acqua in questo modo: «Che fate? Riunitevi, e ad ogni nave che passa dite agli
uomini che sono dentro, che devono cambiare, migliorare. » Essi vi ascolteranno ed
eseguiranno l'incarico loro affidato. Naturalmente gli esseri umani sono un po' coriacei,
un po' duri e non si lasciano facilmente influenzare, ma non importa; tutte queste
creature che avete sollecitato sono già in marcia: le avete messe al lavoro, cosa che a
loro piace. La maggior parte di queste creature ignora che cosa significhi lavorare per un
ideale divino, poichè non hanno alcun senso morale. Esse non sanno che cosa sono il bene
ed il male; hanno soltanto paura di una certa forza cosmica, che però non conoscono molto
bene. Perciò, quando certi occultisti vogliono adoperarle nei loro lavori di magia nera,
esse si prestano tranquillamente. Dato che non hanno senso morale, possono essere
utilizzate per il bene o per il male. Perchè dunque non utilizzarle per cose buone, per
la realizzazione del Regno di Dio?
Il nostro debito verso la natura.
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Per tutto ciò che si prende dalla natura: aria, acqua, calore, raggi solari, ecc..., si
contrae un debito verso di lei. E dato che questo debito non può essere pagato con
denaro, dobbiamo pagarlo col nostro amore, la nostra riconoscenza, il nostro rispetto e la
nostra volontà di studiare tutto quanto sta scritto nel suo grande libro. Lo pagheremo
anche facendo del bene a tutte le creature: dando loro il nostro calore, la nostra luce.
E' così che possiamo pagare la natura.
Non siamo obbligati a restituire l'aria che abbiamo respirato, sotto forma di aria, nè
l'acqua che abbiamo bevuto, sotto forma di acqua. Come faremmo a fabbricare l'aria o
l'acqua, oppure il calore e la luce del sole ?... Abbiamo ricevuto il nostro corpo dalla
terra ed un giorno glielo restituiremo, impossibile evitarlo; ma nel frattempo, finchè
siamo vivi, ci teniamo il nostro corpo, nessuno ci chiede di darlo via. Ciò che possiamo
dare sono le nostre emanazioni luminose, poichè l'uomo è stato creato nei laboratori del
Signore per irradiare, per brillare, per inviare raggi nell'universo intero. Egli ha
ricevuto una quintessenza di luce, che può continuamente amplificare, vivificare ed
inviare nello spazio, a patto però di essersi esercitato, altrimenti emanerà solo
tenebre.
Sul piano fisico noi siamo limitati, ma sul piano spirituale le nostre possibilità sono
infinite e possiamo restituire centuplicato quanto ci è stato dato.
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