TELEKOM SERBIA:

riflessioni su una montatura politica!

 

Novembre 2003

Una commissione istituita su un’operazione effettuata all’estero che non può – per lo statuto che si è data – indagare sull’attività estera del governo di quel periodo, è una commissione che non vuole la verità.

Una commissione che dà credito ad un truffatore, non vuole la verità.

Una commissione nata nel 2003 che indaga su un fatto del 1997 e che, pertanto, distoglie risorse ed energie dai tanti problemi ATTUALI del Paese, non vuole l’interesse degli italiani.

Una commissione nata per indagare su esponenti dell’attuale opposizione è un’altra delle anomalie italiane, in quanto le commissioni parlamentari – gli Stati Uniti insegnano! – generalmente, servono a far luce su episodi poco chiari di esponenti governativi.

Una commissione che nasce in un momento di forte calo di popolarità del Presidente del consiglio Silvio Berlusconi, di sondaggi – per lui – allarmanti, di sconfitte elettorali in alcune elezioni amministrative locali, sa di montatura contro il centro-sinistra ed alcuni suoi esponenti di punta, insomma è un modo per riposizionare il trend sfavorevole.

Le indagini della commissione su Telekom Serbia non hanno rivelato nulla al riguardo delle presunte tangenti o di operazione effettuate al di fuori delle procedure istituzionali.

D’altra parte, alla maggioranza di centro-destra interessava solo "montare la panna" e "fare del fumo"!!!!

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