ANALISI DEL GESTO SPORTIVO

 

 

maggio 2001

"L’esito di una prestazione sportiva tradizionalmente viene spiegato con tre elementi chiave: forza fisica, resistenza e potenza. In realtà vi è un altro fattore fondamentale: la strategia motoria adottata, frutto dell’apprendimento o trasmessa geneticamente" così spiega Antonio Pedotti, Direttore del Centro di Bioingegneria della Fondazione Don Gnocchi e del Politecnico di Milano.

Il Centro di Bioingegneria sta lavorando sulla ricerca – in collaborazione con il C.O.N.I. -, attraverso strumenti computerizzati, per la prevenzione, il miglioramento della performance, l’ottimizzazione dei programmi d’allenamento e delle procedure riabilitative post-infortunio.

Tra i tanti fasci muscolari che abbiamo a disposizione, solo alcuni servono all’azione sportiva specifica. Sovraccaricare certi muscoli e creare delle posture errate per compensazione o per abitudine è spesso un fatto inconscio ed automatico ma finisce per compromettere la prestazione o, meglio, ridurla rispetto alle potenzialità.

La bioingegneria, oltre a fornire informazioni su come migliorare le attrezzature sportive (es. le calzature specialistiche) e sulle tecniche riabilitative, cerca di migliorare la biodinamica corporea rilevando errori nella strategia motoria.

Devo affermare che, migliorare le prestazioni sportive in questo modo, anziché assumendo farmaci, e/o stimolatori e/o beveroni dopanti, è rassicurante, dignitoso e fa bene allo sport.

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