NOVI LIGURE, una storia contemporanea

 

 

 

Novi Ligure, madre e figlio dodicenni uccisi ferocemente con decine e decine di coltellate. Sopravvissuta la figlia sedicenne che afferma di essere riuscita a fuggire dai ladri-assassini dove aver rotto una bottiglia in testa ad uno di loro. In paese subito si additano gli extracomunitari, la lega è già pronta ad una manifestazione contro gli immigrati.

Ma alcune circostanze non tornano: nulla è stato rubato, la porta ed il garage non sono forzati, i cani non hanno abbaiato né prima né dopo.

Un’intercettazione ambientale scioglie alcuni dubbi, la ragazza dice al suo fidanzatino che "non riusciranno mai a prenderci".

Famiglia tranquilla, benestante e religiosa, figlia ribelle, gelosa e, forse, con compagnie pericolose (droga), questo si dice.

Ma i motivi, al momento in cui scrivo, non si conoscono, la ragazza non ha ancora confessato e non si sa se ha agito da sola.

La gelosia verso il fratello? La gelosia tra fratelli è frequente ma da sola non spinge ad uccidere.

La droga? La droga può indurre a comportamenti violenti ma non tali da giustificare una tale efferratezza.

Io credo che "il latte" che ha legato i vari ingredienti e ne ha fatto uscire una simile "ciambella" sia da cercare nell’eccessiva trasmissione di violenze d’ogni tipo da parte dei mass-media (televisioni, in testa). La violenza e gli omicidi perdono la loro amoralità perché se ne fa un uso abnorme, in film e telefilm, nei telegiornali ed al cinema, al punto che diventa normale, tanto ne è diffusa l’espressione – spesso non commentata.

Anche un’omicidio, tra le mura domestiche, può diventare allora un fatto normale come risposta ad impulsi che non è necessario controllare, come in una fiction televisiva.

Quello di Novi Ligure, purtroppo, non è un caso isolato: figli che uccidono genitori, genitori che uccidono figli, adolescenti che uccidono la fidanzatina sono fatti di cronaca non poco frequenti.

Che fare? Non lasciare soli i figli piccoli davanti alla tv in modo da accompagnare la visione con adeguati commenti educativi e richiamare i gestori ed i programmatori del palinsesto televisivo ad un maggior senso di responsabilità.

Saluti.

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