SCANDALO CORRUZIONE NEL CALCIO:

un’altra questione di etica

Un’altra questione di etica

Maggio 2006

 

A pochi giorni dall’inizio dei mondiali di calcio, si sta rompendo un giocattolino fatto di poteri forti, di corruzione, di disonestà, a tutti i livelli.

I troppi miliardi che girano intorno al mondo del calcio hanno creato una tale avidità da rincorrere un risultato positivo ad ogni costo.

Alcune partite erano giocate a tavolino dove i poteri forti ne decidevano il risultato; partite vinte in campo, ma senza merito, attraverso la corruzione d’arbitri, giocatori ed allenatori.

Un sistema corrotto ed opportunista dove gli affari avevano la prevalenza e la precedenza sullo sport.

Fioccavano miliardi sia per chi vinceva che per chi perdeva, senza rispetto per il pubblico – ingannato - che credeva di vedere giocare al calcio.

 

Una pentola ribollente d’odori putridi ha iniziato ad essere scoperchiata ed ha fatto uscire tutto il suo fetore.

Perché ora, ci chiediamo, quando il sistema è operativo da diversi anni!?!

Io credo che questi scandali vengono alla luce principalmente per due motivi: quando assumono dimensioni troppo grandi per rimanere nascosti e/o quando qualche deluso comincia a passare informazioni al di fuori del sistema. Il cambiamento di politica può – poi – aver dato la spinta finale.

Il calcio avrebbe bisogno – ora – di un rinnovamento totale, ma sappiamo che ciò non succederà, perché ci sono i mondiali e perché l’opinione pubblica vuole credere che sia una questione di poche mele marce. Tuttavia, occorre provvedere – urgentemente - ad un ricambio, anche se graduale.

 

Detto questo vorrei soffermarmi sulla questione etica che c’è dietro questa brutta vicenda.

In questi anni si è cullata l’idea che è furbo chi non paga le tasse, chi evade il fisco, chi corrompe, chi ruba, chi riesce a farla franca; chi riesce a far soldi - in qualunque modo e con poca fatica – è un furbo. Questa logica si è fatta strada con tanti esempi pubblici ed è stata raccontata - mai criticata – quindi sostenuta dai media, televisione in testa.

Oggi l’etica è un problema trasversale a tutti i settori ed in tutti in campi: dalla politica allo sport, all’economia, alla salute, al lavoro.

Fare soldi trattando a tavolino il risultato delle partite non è diverso dal fare soldi vendendo sogni agli elettori.

Fare soldi inventando disturbi e malattie, per vendere meglio i farmaci sui quali ci sono margini di guadagno maggiori, mentre altre persone soffrono o muoiono per mancanza di medicine, non è diverso dall’assumere un giovane solo per fare un favore ad un politico, lasciandone a casa uno più bravo e preparato.

In tutti questi casi prevale l’interesse personale al merito, prevale la cosa opportuna non la cosa giusta.

 

E’ ora di cambiare aria.

 

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