IL LICENZIAMENTO DI TERIM  (parte seconda)


L’ex allenatore del milan, licenziato dalla società con una telefonata, non ha gradito i modi dell’esonero. «
Il comportamento del milan non è stato né adeguato né corretto, anche se l’esonero non mi sorprende - ha detto terim prima di partire per Milano -. È successo oggi, ma poteva succedere domani. È dall’inizio del campionato che mi sento nel mirino». Poi il rospo che non è riuscito a inghiottire: «Sono rimasto ferito perché hanno deciso di cacciarmi mentre ero a Istanbul, senza nemmeno guardarmi in faccia. Non è un comportamento da professionisti. Io sono un professionista che lavora seriamente e ho grande rispetto per il lavoro dei dirigenti: mi aspettavo di essere trattato con lo stesso rispetto». Terim ha poi smentito di puntare alla panchina della nazionale turca, che guidò alla storica qualificazione all’Europeo ’96: «Al momento non c’è in piedi alcuna trattativa. Fino all’altro giorno allenavo il milan e non sono una persona che lavora alle spalle degli altri. La mia etica non mi consente di allacciare trattative con altri club mentre ho un impegno con una squadra». Quanto al contratto con il milan, terim avrebbe detto di «volere fino all’ultima lira» anche se oggi, naturalmente, galliani tenterà una transazione. L’imperatore è già corteggiato all’estero (Spagna, club turchi) e, in cambio della liberatoria, il milan potrebbe chiedere al tecnico turco uno «sconto» sullo stipendio che gli sarà dovuto fino al 30 giugno 2002. fatih terim. Alle 19.30 si spalancano le porte dell’aeroporto di Malpensa. Sguardo in tralice, scuro in volto, l’imperatore spodestato fende telecamere e taccuini lanciando occhiate di fuoco. Signor terim, gli chiedono, è vero che avrebbe accusato il milan di scorrettezza? «Io? Quando? Dove? No, non è vero», risponde terim. Poi si infila in macchina con la moglie, destinazione Arese, dove in programma c’era una cena con Roggi per studiare la strategia da adottare oggi. La Turchia, intanto, fedele ai suoi miti (il ritratto di Ataturk, fondatore e primo presidente della Repubblica turca, è ancora appeso in ogni locale pubblico), si schiera dalla parte di fatih terim. Il giorno dopo l’esonero, i quotidiani hanno dedicato i titoli di testata al «tradimento» di alcuni giocatori (nel mirino soprattutto filippo inzaghi, l’uomo che ha spedito alle stelle il rigore contro il Torino che avrebbe potuto allungare la vita al tecnico), al «trionfo» della stampa italiana e alle «lacrime di coccodrillo» che i rossoneri avrebbero versato per un allenatore mai troppo amato. Senol Gunes, attuale c.t. della nazionale turca, è sceso in campo in favore del suo probabile successore: «Fatih è stato vittima della confusione e degli intrighi del calcio italiano. È stato maltrattato senza aver demeritato. L’esonero non lo sminuisce. Certo la simpatia per il milan in Turchia oggi è sotto zero». A Kahramanmaras, nella zona orientale del Paese, un negozio di articoli sportivi ha esposto il primo cartello anti-rossonero: «Non vendiamo più prodotti del milan». Boicottaggio. Nel nome dell’imperatore.

Tratto da "Il Corriere della Sera" del 7-11-01