MAURO SUMA E IL DERBY D’ITALIA 

Per tutte le persone che non conoscono mauro suma – e ci auguriamo francamente che siano la maggioranza  - diamo qualche cenno di presentazione. 

Il soggetto comincia a farsi vedere in video ( bacino d’utenza: lombardia ) su telelombardia già negli anni ottanta. Da qui si trasferisce per andare a fare il capo a sei milano dove fallisce miseramente. 

Con qualche trucchetto riesce a riciclarsi fino a diventare – udite udite - il responsabile di milan channel. Ultimamente, grazie alla “prestigiosa” carica da lui ricoperta, fa la sua brava comparsata settimanale su telenova in una trasmissione dedicata alle squadre milanesi. 

E’ proprio qui che il personaggio coglie al volo l’occasione per fare la figura del coglione e per coprirsi di ridicolo. Perché ? Ve lo spieghiamo subito. 

Il fenomeno ( da baraccone ) apre una sua personalissima polemica con chi – praticamente tutti – definisce Inter – Juventus il derby d’Italia, in quanto a suo modo di vedere il vero derby nazionale sarebbe milan – Juventus, perché ci sono più scudetti, più coppe e bla bla bla. 

Tutto questo, badate bene, proprio nell’anno in cui Inter e Juventus sono rispettivamente prima e seconda, mentre il milan naufraga nel suo oceano di tristezza.

Ma se questa partita è sempre stata definita derby d’Italia anche in quegli anni in cui le due formazioni non stavano ai vertici, figuriamoci se si cambia proprio quest’anno !!! 

E poi, pagliaccio, analizziamo un po’ i motivi di questa unanime definizione. 

Si sa nel calcio contano le tradizioni e cambiare le tradizioni è molto dura…

Inter e Juventus sono le uniche due squadre che hanno sempre giocato nella massima serie nazionale, non avendo mai subito l’onta della retrocessione, onta che “qualcuno ha conosciuto due volte – parafrasando il mitico PEPPINO PRISCO la prima pagando, la seconda gratis –  

Quindi già questo potrebbe bastare... 

Ma c’è dell’altro. Cari amici antimilanisti, forse non tutti voi sapete una cosa riguardo le vittorie del milan e questa sembra essere proprio la sede ideale per sottolinearla. 

La definizione della partita Inter – Juventus quale derby d’Italia conosce la sua origine in un passato remoto, quando tra le squadre a disputarsi il campionato c’erano squadre quali il grande Torino, il Bologna oltre ovviamente a Inter e Juventus. Proprio il fatto che queste due erano sempre presenti ha fatto nascere il vero e unico derby d’Italia. Quindi è la tradizione che impone questa definizione e non è una semplice addizioncina da ragionieruccio delle vittorie ottenute. 

Ma torniamo a quegli anni… 

La Juventus onnipresente – anche grazie ai suoi soliti trucchi come per esempio quello degli anni trenta quando risulta essere l’unica squadra che non presta atleti all’esercito italiano impegnato nelle varie campagne coloniali riuscendo così a vincere cinque scudetti consecutivi con sempre seconda l’Inter – il Bologna, che “tremare il mondo fa ! “, il Torino !!! il grande Torino !!! oltre ovviamente alla fantastica, affascinante, gloriosa Inter, Ambrosiana Inter e poi ancora Inter con i suoi campioni, la sua vitalità, il suo blasone.

Ma in tutto questo il milan dove si colloca ? 

Il milan – i cui tifosi sono definiti “casciavitt ( cacciavite ) – non vince praticamente nulla per 43 ( QUARANTATRE ) anni. NON VINCE PRATICAMENTE NULLA PER 43 – QUARANTATRE – ANNI. 

NON VINCE NULLA PER 43 – QUARANTATRE – ANNI. 

Infatti se vediamo l’albo d’oro del campionato italiano di calcio gli inferiori appaiono quali vincitori nella stagione 1907/08 per poi tornare nella stagione 1950/51. 

Allora “carissimo” suma, ti basta ? non hai ancora capito che anche se vi mettete sulla maglietta 15 coppe – sì, perché il milan è riuscito ad avere anche questa leggendaria caduta di stile – e 38 scudetti, il derby d’Italia sarà sempre Inter – Juventus ?

Come noi la pensano in tanti, ad esempio il sito del Corriere della Sera… 

Inter-Juve, la sfida più attesa

Domani il «derby d'Italia». Pronostici Le curiosità - Le cifre - Il sondaggio e i risultati

Fonte : http://www.corriere.it  del 8 marzo 2002