History

HRB (1983-1984)

 

Nel pieno del periodo di massima diffusione della NWOBHM, Luigi Ametta decide di mettere fine alle inconcludenti jam con gli amici del suo quartiere e fonda, insieme ai suoi compagni di scuola Marcello Sabiu e Paolo Thkalez, una band di heavy metal che verrà battezzata HRB (abbreviazione di Hardness Rockwell B, una tipologia di test di durezza sui metalli) a richiamare gli studi tecnici dei tre componenti.
La band venne completata con l'inserimento di Massimo, un amico di Marcello che grazie alla sua abilità come organista possedeva dita sufficientemente sciolte per poterle muovere con qualche risultato sulla tastiera di una chitarra, e al quale venne quindi affidato il ruolo di chitarrista solista. Fin dai primi giorni Marcello e Luigi iniziarono a comporre materiale proprio (in un'occasione dopo una robusta bevuta di vino accompagnata dall'ascolto di dischi di Tank, Raven e Riot); dopo qualche mese HRB fu in grado di registrare un grezzo demo comprendente quattro pezzi, un altro intitolato Loneliness venne accantonato (riemergerà brevemente, in versione diversa, nel primo periodo di prove di Circle Of Fairies ma rimarrà nuovamente incompiuto). Dopo un paio di concerti ed un passaggio radiofonico, la mancanza di un vocalist di ruolo diventa evidente : le parti vocali erano state affidate fino ad allora a Marcello e, per quanto riguarda Die Bastard e Loneliness, a Luigi, ma i risultati erano tutt'altro che apprezzabili. Luigi coinvolse allora l'amico Riccardo Pesce, tastierista da poco fuoriuscito dalla pop band SPA, chiedendogli di ricoprire il ruolo di vocalist. Dopo un paio di inconcludenti sessions, Riccardo e Luigi decidono di introdurre le tastiere nel sound della band; pochi giorni dopo matura anche la decisione di spostare la sede delle sessions da Lanzo a Torino : questo significa perdere in un colpo solo batterista, chitarrista solista e sala prove. Inizia così la transizione da HRB a Cutting Blade ...

 

 

CUTTING BLADE (1984-1986)

 

Dall'autunno del 1984 al febbraio del 1986 si assiste ad un continuo via vai di musicisti all'interno della formazione, che nell'intero periodo della sua esistenza non incide una singola nota e non suona mai dal vivo; in effetti Cutting Blade, instabile formazione in cerca di una direzione musicale, non possiede nemmeno un repertorio, ma spende il suo tempo in jam disarticolate e ad attaccare cartoni delle uova alle pareti della cantina. L'unico embrione di traccia a prendere forma è Beyond The Gates Of Eternity, che si evolverà nella futura On The Run, mentre l'unico componente ad entrare stabilmente in formazione è il drummer Roberto Tassone. Intanto l'avvento nel Regno Unito della cosiddetta New Wave Of British Prog Rock contribuisce al nuovo cambio di pelle della band ...

 

 

HOP FROG (1986-1991)

 

L'ambizione di coniugare l'energia dell'heavy metal con l'elaborata sintassi del progressive rock si fa strada nelle teste dei tre giovani musicisti, molti anni prima che il termine progressive metal diventi di uso comune : Luigi, Riccardo e Roberto si mettono alla ricerca di elementi per stabilizzare la formazione. Dopo breve ricerca nel Marzo del 1986 vengono inseriti nella band il chitarrista solista Massimo Pigozzi e il bassista Massimo Molinaro. La ricerca del vocalist è quella più lunga e difficile, ma infine Massimo convince un suo amico, Mauro, ad entrare a far parte della band, alla quale nel frattempo Roberto Tassone ha trovato un nome, Hop Frog, dopo aver letto l'omonimo racconto di E.A. Poe.
Le prove nel primo periodo sono incentrate su tre pezzi : Like A Hero, Beyond The Gates Of Eternity ed Hop Frog, un pezzo strumentale che verrà presto abbandonato. Ma il primo line-up non é destinato a durare a lungo: divisi tra l'attitudine Hard-Rock/Heavy-Blues del nucleo composto da Pigozzi, Tassone e dal vocalist Mauro (non se ne ricorda il cognome) e quella Progressive del trio Pesce, Molinaro e Ametta, Hop Frog Mk.I si spacca in due tronconi. Pochi giorni dopo Hop Frog Mk.II é pronto per ricominciare: nella stessa session di prove fanno il  loro ingresso in formazione Fernando Fiorentino e Fabrizio Goria. Compositivamente fu un periodo molto fertile: in poco tempo il gruppo appronta altri tre pezzi, Memories, Cefalus Legend e From My Window. Nel mese di Aprile del 1987 Hop Frog entrò negli Studi Minirec di Gigi Guerrieri per registrare un demo di cinque pezzi. Il risultato fu un demo di tre pezzi,"Hop Frog" contenente Like A Hero, Cefalus Legend e On The Run. Alcune copie contenevano anche una versione su due piste in diretta di From My Window. Memories andò persa per mancanze da parte del tecnico, della cui opera buona parte del gruppo rimase insoddisfatta. In particolar modo i suoni di basso e chitarra non erano quelli desiderati, ma la mancanza di esperienza ed il fatto che il gruppo era già considerevolmente fuori dal budget previsto li fece soprassedere. Bisogna, a distanza di anni, dire che in studio ci furono parecchie discussioni. A Luigi non piaceva il tecnico del suono, ne come persona ne come tecnico; a Guerrieri non piaceva Luigi, ne come persona ne come chitarrista. E sorsero le prime discussioni con Goria, al quale non piaceva lo stile chitarristico di Luigi e mirava alla sua estromissione dalla band. Hop Frog é sempre stato (e questo più che un pregio é stato il suo reale limite) un gruppo a conduzione democratica, in cui ognuno era responsabile al 20% e contribuiva a livello decisionale in accordo con tutti gli altri. Fabrizio Goria tento a più riprese di modificare questo stato di cose, fino al giorno in cui si trovò costretto ad annunciare il suo abbandono. Si concludeva cosi il  ciclo di Hop Frog Mk.II, al cui proposito bisogna fare alcune considerazioni a posteriori. Quella più evidente é che non é stata una buona band. Composta da elementi ancora troppo immaturi per determinate scelte musicali, si trovò a suonarle a dispetto di tutto, con un organico non bene assortito: Fernando era un batterista di potenza che cercava di elevarsi a virtuoso, lavorando costantemente sulla soglia dell'errore; Massimo era un bassista molto fantasioso, con la tendenza ad utilizzare sempre qualche nota di troppo. Con Fernando, formava una sezione ritmica spesso troppo debordante. Riccardo era l'unico in grado di improvvisare in continuazione le sue parti, con un sostanziale equilibrio tra buone e pessime trovate. La limitata padronanza della sua vasta strumentazione e la tendenza a lavorare sempre sulla stessa tonalità non gli hanno mai consentito di rendere quanto realmente era nelle sue potenzialità. A Fabrizio bisogna riconoscere la bontà di alcune sue idee, costantemente controbilanciate da una sua carenza di impostazione vocale, che veniva impietosamente evidenziata nelle prestazioni on stage. Su Luigi non c'é da dire molto, oltre al fatto evidente che Luigi non sapeva suonare la chitarra! Esattamente! Trovatosi, nel primo periodo di Hop Frog, a lavorare da solo in attesa che Massimo Pigozzi terminasse il servizio militare, aveva cominciato ad abbozzare dei solos provvisori in luogo di quelli che Massimo avrebbe inserito al suo ritorno. Con lo scioglimento di Hop Frog Mk.I, non venne più cercato un chitarrista solista per sostituirlo. All'indomani della realizzazione del demo, le lacune di Luigi erano diventate evidenti. Goria propose il suo allontanamento, gli altri proposero l'inserimento in formazione di un secondo chitarrista. Luigi si dichiarò disposto a lasciare la band ma non a farsi affiancare da un altro chitarrista che sicuramente non gli avrebbe lasciato spazio. Fernando, Massimo e Riccardo non vollero nemmeno prendere in considerazione l'ipotesi che Luigi abbandonasse la band, cosi rimase con Hop Frog assumendosi l’impegno di lavorare al miglioramento della sua tecnica. Nel frattempo il demo tape aveva raggiunto se non i quattro, almeno i tre angoli del globo, senza che Hop Frog ne avesse venduta una sola copia. Un losco individuo al seguito della band aveva infatti, senza consultare il gruppo e con chissà quale fine, immediatamente iniziato a copiare uno dei primi esemplari in un quantitativo incalcolabile di copie. Questa abitudine ha tristemente preso piede : capita infatti molto spesso di vedere sulle liste di scambio di collezionisti di live tapes anche titoli di demo tapes di gruppi in attività o comunque ancora disponibili a prezzi contenuti. Un collezionista ha detto tempo fa che grazie a questa abitudine i gruppi diventano conosciuti. Sicuramente si ritrovano al verde!
Hop Frog continuò a lavorare in versione strumentale per un paio di mesi, registrando tre tracce sul suo portastudio con l'intento di pubblicare un nuovo demo tape. Abbandonate le varie Cefalus, Window e The Storm, vennero registrate The Forest, Three And Half ed un altro strumentale che rimase senza titolo, in quanto non venne portato a termine : le parti di batteria non erano a tempo, e Fernando non poteva risuonarle in quanto era nel frattempo partito per il servizio militare. Durante il mixing , una pista di Forest si rovinò : altri due mesi di lavoro erano andati persi. Tutto ciò che é rimasto del mixing finale é la coda inclusa in "Autumn Colours 1986-1991", mentre una versione senza solos di chitarra é inclusa in "Scraps...", raccolta di outtakes pubblicata diversi anni più tardi. Anche Riccardo partì per il servizio militare, fu il momento in cui fecero il loro ingresso nella band i primi due elementi di buon livello : Massimo Francescon alle tastiere (un eccellente polistrumentista Jazz, più tardi sound engineer per i concerti di Hop Frog) e Serena Saccione, una cantante con un timbro molto potente che aveva già fatto due tour nei paesi scandinavi come corista per una Pop band. Alla batteria tornò il vecchio amico Roberto Tassone.  Ma anche quella formazione si sciolse come neve al sole. Alla base dello split c'era una sostanziale mancanza di un comune background tra i cinque componenti, due dei quali fin dall'inizio non erano comunque membri effettivi (Roberto e Massimo Francescon) ed erano musicalmente su posizioni diametralmente opposte. Serena non si trovava a suo agio con il repertorio del gruppo, e lasciò per unirsi ad un gruppo milanese di New Wave. Massimo Molinaro e Luigi Ametta attesero il ritorno di Fernando e Riccardo, mentre nel frattempo Hop Frog perdeva un'opportunità con una casa discografica. Cosi non fu per Fabrizio, che lasciato Hop Frog mise insieme Fancyfluid, sul cui primo LP incluse "The Legend Of Cefalus". Tra le note di copertina di quel disco si può leggere una sentenza del tipo "Non ho mai detto che mi piacciono i nani". Hop Frog ebbe il suo bel da fare per inviare smentite a tutti i giornali che in quel periodo pubblicavano la notizia dello scioglimento della band. Riassemblato lo zoccolo duro di Hop Frog, completò la formazione l'ingresso di Alberto Carlini; era il mese di Aprile del 1989. Due mesi dopo, a distanza di due anni dall'ultimo concerto, Hop Frog tornava a calcare un palco. Alla presenza di Fabrizio Goria, Hop Frog sfoderava la sua migliore prestazione live di sempre. Pur non essendo dei buoni musicisti, i cinque componenti erano cresciuti e si erano affiatati in quei due anni di sala prove, ed alla luce di quella energetica performance apparve chiaro che le loro carte potevano giocarsele. Venne programmata l'autoproduzione di un disco, previsto per i primi mesi del 1990. Ma il destino aveva deciso diversamente. Il 3 Settembre 1989 Hop Frog é a Genova, per partecipare ad una maratona musicale di otto giorni che vede impegnate sul palco decine di bands. L'emozione tradisce Riccardo, e la pur buona esibizione di Hop Frog risente della mancanza del suo apporto : la magia si é persa irrimediabilmente. Le session di registrazione per il debutto discografico subirono un'immediata battuta di arresto : Riccardo, Massimo e Fernando si resero conto di non essere pronti per registrare un LP, e proposero di realizzare un demo, cosa che non trovò d'accordo Alberto e Luigi. Rimanevano due impegni concertistici per il mese di Dicembre. Luigi confidò ad Alberto la sua intenzione di lasciare il gruppo all'indomani dell'ultimo concerto, in quanto le distanze createsi tra lui e gli altri erano diventate incolmabili, e Luigi preferiva lasciare prima che i rapporti interpersonali degenerassero. Alberto, convinto di riuscire a salvare il gruppo, lo convinse a rimanere, proponendo la creazione di un gruppo parallelo ad Hop Frog, in attesa di tempi migliori. Nel frattempo anche Riccardo, Massimo e Fernando avevano iniziato a lavorare per conto loro. A Gennaio del 1990, dopo l'ultima inconcludente session di prove e l'ultima accesa discussione, Luigi prese la decisione definitiva di lasciare Hop Frog, decisione che avrebbe comunicato al resto della band alla session successiva. Venne inaspettatamente anticipato da una telefonata da parte di Alberto, che aveva nel frattempo affrontato la discussione con il resto del gruppo: Hop Frog si divide così in due tronconi, Luigi ed Alberto da una parte (con il diritto a mantenere il nome del gruppo), Riccardo, Massimo e Fernando dall'altra. Fu l'episodio che sancì virtualmente la fine di Hop Frog, ma Luigi ed Alberto avevano intenzione di andare avanti. Cercarono a lungo, inutilmente, nuovi membri per la band. Giunsero quindi a prendere in considerazione l'ipotesi di trasformare Hop Frog in un gruppo aperto, ma non trovarono nessuno interessato a collaborare con loro. Il 1990 é stancamente scandito dalla realizzazione del demo tape "Autumn Colours" realizzato con la collaborazione di Tony Velardi alle tastiere, e dalla ricostituzione di Hop Frog con l'ingresso di Piero Pedicini al basso e del nucleo composto da Sergio Cherubin, Stefano Bosco e Roberto Cossio. Era questa la miglior formazione di Hop Frog tra quelle assemblate, almeno a  livello potenziale. Gli ultimi arrivi erano tutti ottimi musicisti, per di più con materiale pronto per almeno due albums. Ma non funzionò nemmeno questa volta : non c'era l'accordo tra i sei componenti sul metodo di lavoro, e Luigi non riuscì a governare la situazione in quanto era mentalmente svuotato da un'esperienza personale. Il gruppo andava progressivamente sfaldandosi : prima se ne andò Stefano, poi Alberto di sua iniziativa allontanò Roberto. In seguito ad un diverbio legato all’esito delle ultime sessions di prova si incrinarono anche i rapporti tra Alberto e Luigi, finché una sera del Gennaio 1991, Piero confidò a Luigi che se fosse rimasto Alberto sarebbe rimasto anche lui, altrimenti avrebbe lasciato a sua volta. Luigi realizzò che Hop Frog aveva concluso la sua lunga agonia, inutile continuare a battersi contro il fato avverso. Per un breve periodo rimase in contatto con Sergio Cherubin, con il quale era rimasto d'accordo che avrebbero riformato il gruppo, ma poi capì che la soluzione migliore per Sergio era quella di tornare a suonare con i suoi vecchi amici, per lui era quella di ritirarsi dalla scena. Non immaginava che l'interesse verso il gruppo era rimasto. Alcune fanzines dalla Francia e dall'Olanda richiesero materiale della band, Luigi assemblò quindi una prima versione di "Autumn Colours Compilation 1986-1991". Durante la fine del 1992 la fanzine olandese Background, recensendo il nastro antologico, scrisse : "(...) Il talento era presente, ma queste registrazioni sottolineano la mancanza di perseveranza che ha caratterizzato questa band".
Hop Frog non é stata una buona band, eccettuato forse un breve periodo tra Aprile e Settembre del 1989. Sicuramente non ha mai reso quanto era nelle sue potenzialità. Quando Hop Frog  tenne il suo primo concerto nel Giugno del 1987 il set era composto di sei pezzi (Hero, On The Run, Cefalus, The Storm, Window e The Forest), quando tenne il suo ultimo concerto nel 1989 il set era ancora composto di sei pezzi (Hero, On The Run, Lizard Tail, Fragments, Three  And Half e The Forest). Decine di altre composizioni erano state nel frattempo lasciate per strada, abbandonate dopo poche prove o scartate dopo il primo abbozzo, o addirittura dimenticate da chi le aveva ideate. Massimo si assentava spesso per lunghi periodi quando incombeva qualche esame universitario, e al suo ritorno doveva ogni volta praticamente ricominciare a suonare daccapo. Riccardo durante le jam era capace di creare cose incredibili improvvisando, salvo dimenticarsele dopo appena cinque minuti. I continui cambi di personale, nel corso dei cinque anni di vita della band, non hanno certo giovato : un line-up stabile, o almeno un nucleo centrale invariabile, é fondamentale nell'economia di un gruppo, specialmente se questo é privo di leader come nel caso di Hop Frog. Massimo, Riccardo e Fernando richiamarono con loro Massimo Pigozzi alle chitarre, e perseverarono nel gestire la band con una leadership divisa in parti uguali. Alberto e Luigi portarono avanti Hop Frog con una leadership al 50%. Entrambe le bands fallirono. Presto Massimo abbandonò (seppur temporaneamente) l'attività musicale, mentre Fernando e Riccardo assemblarono una band di Rock Italiano che si sciolse nella primavera del 1993. Alberto si cercò sistemazioni provvisorie a gettone, in quanto unicamente interessato ad arrotondare le entrate economiche con l’attività di musicista. Luigi collaborò per un breve periodo con un valido chitarrista dell'area Torinese in un progetto New Age per sole chitarre, dopodiché confluì in un gruppo di Progressive Metal, Producers Of Absurdity. Fu per Luigi un'esperienza più che negativa, che fu seguita a ruota dall'immediato fallimento del progetto per una sorta di supergruppo underground in cui si ritrovò momentaneamente coinvolto. Smarriti anche gli ultimi stimoli, Luigi si ritirò momentaneamente dal circuito.
Cinque anni sono un periodo abbastanza lungo di vita per una band, soprattutto se questa si trova a dover affrontare una serie pressocché ininterrotta di difficoltà. In un circuito allora allo stato embrionale, privo di punti di riferimento, privo di locali in cui poter programmare l'attività live, con poche fanzines operanti anch'esse ai limiti della sopravvivenza, il massimo che si potesse fare era appunto sopravvivere. In quel periodo non erano molti i gruppi sparsi per la penisola: Faerie Queene, Asgard, Nuova Era, Zint, Notturno Concertante, Ezra Winston ... non se ne ricordano altri, ma Hop Frog affrontò l'avventura con grande entusiasmo, conscio che difficilmente sarebbe giunto al traguardo vinilico, ma desideroso di dire la sua in quel campo musicale. L’avventura fallì. L'unico momento in cui Hop Frog é stato molto prossimo a ritornare in vita fu nella seconda metà del 1994, quando si prospettò la necessità di cambiare il nome alla successiva band Circle Of Fairies e Gianfranco Milone si dichiarò favorevole a riprendere l'antica denominazione. Carlo Biorcio si oppose decisamente, e l'ipotesi sfumò. Hop Frog poté quindi continuare a riposare in pace. Ma Luigi continua a preferire le rane...

 

CIRCLE OF FAIRIES (1992-1997)

 

Carlo Biorcio ha già da tempo deciso di lasciare il ruolo di vocalist dei From Beyond quando Luigi Ametta capita casualmente nel mezzo di una session di prove del gruppo. Luigi comincia a seguire con interesse l'evoluzione della giovane band, con l'intento di aiutarla ad orientarsi nell'allora rinascente circuito del New Prog. Ma in Carlo si fa rapidamente strada l'idea di fondare un'altra band profondamente diversa da From Beyond, e nel Luglio 1991 all'indomani del suo ultimo concerto con il suo ex gruppo telefona a Luigi proponendogli la sua idea. I due si incontrano al Frida's Pub in Torino per discuterne: inizialmente Luigi consiglia a Carlo di rimanere con i From Beyond, dopo di che si prende un pò di tempo per pensarci. In un successivo incontro nello stesso locale la nuova band prende virtualmente vita: i due discutono a lungo sulla direzione musicale da prendere, Carlo é interessato in qualcosa di profondamente diverso dal repertorio dei From Beyond, da lui ritenuto troppo diretto. Diventa subito evidente la possibilità di riprendere parte del repertorio di Hop Frog per ricominciare dal punto in cui si era interrotto il discorso. Carlo e Luigi rimangono d'accordo di cominciare l'attività all'inizio del 1992, anche per avere il tempo necessario per completare la formazione.
Nel Gennaio del 1992 Roberto Marongiu, ex batterista degli Alchimia, sfogliando un giornale di annunci alla ricerca di un'auto da acquistare legge l'annuncio di Carlo e Luigi in cerca di musicisti per il loro nuovo gruppo. Roberto, in ordine di tempo, é l'ultimo di una lunga serie di musicisti contattati da Luigi, senza che fino a quel momento ne sia uscito fuori uno adatto. I due si incontrano per discutere sui rispettivi gusti musicali e sulle idee per il nuovo gruppo. Roberto é un grande estimatore di Phil Collins, con il quale ha anche una vaga somiglianza fisica, ed é interessato a suonare pezzi con una struttura che richiami il primo repertorio dei Genesis. La ricerca dei musicisti mancanti prosegue infruttuosa, così il 2 Marzo 1992, stanchi di rimandare ulteriormente l'inizio dell'attività, Carlo, Luigi e Roberto, con l'aiuto di Roberto Viarengo e Luca Ferrero dei From Beyond, si ritrovano nella sala 5 della cooperativa Dracma per la prima session di prove. Il pezzo provato é "Like A Hero", primo ripescaggio dal repertorio degli Hop Frog. Con questa formazione il gruppo lavora per tutto il mese di Marzo, fino a quando Viarengo e Ferrero si dichiarano non più disponibili a continuare nelle vesti di session men. Il caso vuole che nei primi giorni di Aprile Luigi Ametta riceve una telefonata da un conoscente, il quale lo informa della presenza, in un negozio di dischi, dell'annuncio di un tastierista alla ricerca di un gruppo. Gianfranco Milone, proveniente dagli Albatross, e Luigi si incontrano al Victory Pub in Collegno : Gianfranco é completamente a digiuno di Progressive Rock, ma può contare su un background classico integrato dalla conoscenza di gruppi come i Depeche Mode e dei lavori più sperimentali di Franco Battiato. La settimana seguente Gianfranco prova con la band ed ottiene il posto. Durante il mese di Maggio il gruppo, ancora alla ricerca di un bassista, si sceglie il nome: Circle Of Fairies.
Il mese seguente Luigi Ametta e Massimo Molinaro si incontrano casualmente tra il pubblico di una rassegna di gruppi al Teatro Juvarra di Torino. Dopo una breve conversazione, durante la quale non viene fatto alcun accenno al passato comune degli Hop Frog, Luigi offre a Massimo il posto vacante di bassista. I Circle Of Fairies sono finalmente al completo. A Luglio viene programmata la registrazione, tra Ottobre e Novembre, di un demo tape contenente i tre brani che compongono il repertorio della band; a tale scopo vengono prenotati due week-end di sessions di registrazione presso gli studi Dracma. A pochi giorni dall’ingresso in studio Pietro Ratto, leader degli Aton's, viene incaricato della produzione del demo; la data di registrazione viene cosi rimandata ed il gruppo ricomincia con Pietro il lavoro di pre-produzione.
Nel mese di Febbraio del 1993 i Circle Of Fairies entrano negli studi "Rainbow", preferiti a quelli della Dracma, dove iniziano le registrazioni del primo demo tape. Con l'aiuto di Fabrizio Argiolas, la band registra tre pezzi provenienti (seppur in versioni totalmente differenti) dal repertorio di Hop Frog: The Troubled Wake (precedentemente intitolata The Forest, mai pubblicata in versione da studio), My Camouflage (inclusa in Autumn Colours in una primitiva versione) e Like A Hero (inclusa nel demo tape del 1987). Il 6 Maggio 1993 i Circle Of Fairies pubblicano Twilight, che nei mesi seguenti otterrà consensi di critica e pubblico in Europa e Nord America. Rilevante il successo sulla stampa Britannica; Twilight ottiene anche pareri favorevoli da parte di esponenti di spicco del New Progressive Inglese, quali Clive Nolan, Steve Leigh e Brian Devoil.
L’esordio dal vivo avviene il 29 Maggio 1993 sul palco del Teatro Valdocco in Torino, durante una rassegna di gruppi : entrati in scena tra lo scettico silenzio del numeroso pubblico (fiaccato da ore di anonime esibizioni), Circe Of Fairies conquista l’attenzione dell’audience con una breve ma convincente performance, ripresa in video dall’organizzazione della rassegna. A Luglio, The Troubled Wake conquista l’ottavo posto nella PlayList della fanzine inglese The Organ.
Il 21 Gennaio 1994 Circle Of Fairies tiene il primo di una serie di concerti di supporto ai Calliope, durante i quali vengono presentate anche nuove composizioni. Il 27 Febbraio Massimo Molinaro annuncia la sua decisione di lasciare il gruppo per sopraggiunti motivi di lavoro, non appena sarà disponibile un sostituto. Il suo ultimo concerto con Circle Of Fairies si tiene al Pub Manhattan il 12 Aprile 1994. Il mese successivo, dopo una serie di audizioni viene scelto come nuovo bassista Piero Pedicini, proveniente dai Djanee e già membro delle ultime effimere formazioni di Hop Frog. È una breve fase di avvicendamenti : il 12 Giugno 1994 problemi di varia natura portano all'allontanamento di Roberto Marongiu. Al termine delle audizioni che si tengono nelle settimane successive Elisa Pilotti, ex Aknowledge e già allieva dell'ex Arti&Mestieri Furio Chirico, viene scelta come nuovo batterista dei Circle Of Fairies.
Il 24 Settembre 1994 Circle Of Fairies firmano per l'etichetta discografica milanese Vinyl Magic. Il debut album viene registrato nei Synergy Studios, con la produzione di Beppe Crovella, tra il 25 Settembre ed il 20 Dicembre del 1994. As The Years Go By viene pubblicato il 28 Marzo 1995 dall'etichetta Vinyl Magic nell'ambito della collana New Prog '90. L’album riceve diverse recensioni positive, ma la distribuzione è deficitaria e le vendite risultano scarse. L’etichetta non esercita l’opzione per la realizzazione di un nuovo album con il gruppo; intanto a Settembre Carlo Biorcio e Piero Pedicini lasciano, per diversi motivi, i Circle Of Fairies. A Dicembre Massimo Molinaro torna a ricoprire il ruolo di bassista, ma nel Febbraio del 1996 si trasferisce in Lombardia e lascia nuovamente il gruppo, i Circle Of Fairies decidono di proseguire l'attività come trio.
Tra Marzo e Luglio del 1996 Circle Of Fairies registrano alcune nuove composizioni stilisticamente differenti da quelle incluse nel loro album, con lo scopo di trovare un'altra etichetta interessata al nuovo materiale. A Settembre il gruppo cambia il proprio nome in Castalia. 
 


CASTALIA (1998 - 2008)

 

Con il tacito abbandono di Elisa Pilotti, sempre più impegnata nel suo nuovo gruppo Ventra, e di Gianfranco Milone, divenuto un sound engineer dopo l’esperienza con il suo progetto Sine, Castalia diviene nel 1998 il progetto avant-garde di Luigi Ametta. Luigi continua a perseguire con Castalia l’obbiettivo (non raggiunto da Circle Of Fairies) di realizzare un nuovo album con il materiale che cominciò a prendere forma nel periodo immediatamente successivo alla realizzazione di As The Years Go By. La band tentò a lungo di dare una forma alle nuove composizioni, sia in sala prove che nell’home studio di Gianfranco, dove vennero gettate le basi per alcuni demos che ricevettero diversi pareri incoraggianti. Castalia, sotto forma di one man band, cominciò a comporre senza tregua tutto il materiale che spontaneamente veniva fuori da tre anni di inattività, arrivando a registrare dei grezzi MIDI demos per quasi una ventina di pezzi. Il progetto prevedeva per la sua prima fase la realizzazione in contemporanea, o quasi, di due distinti albums : Postcards From The Exile, che avrebbe dovuto sancire il definitivo abbandono delle formule prog rock in favore di una musica decisamente sperimentale, e Voices From The World, nel quale sarebbe stato esplorato il formato canzone attraverso tre songs ed una lunga piece di oltre venti minuti che avrebbe dato il titolo all’album. Le cose andarono ancora una volta diversamente : Luigi non ebbe più modo e tempo di rimettere in sesto le basi MIDI per poter iniziare a registrarvi sopra le parti definitive, nè trovò collaborazione alcuna. Lo scorrere del tempo si portò via l’entusiasmo residuo, lo smarrimento del software e dei files MIDI fece si che il materiale di Castalia raggiungesse il fondo del cassetto insieme al materiale delle precedenti bands. Successivamente Luigi sentì la necessità di scrivere un finale diverso per la sua avventura musicale, che non lasciasse la sua opera totalmente incompiuta; viene così assemblato l’album postumo Postcards From The Exile. Alcune tracce, oltre ad essere in formato demo, sono anche incomplete o in forma parziale : è il caso di Tekeli-li, la cui scrittura iniziò nel 1987 e che nel 1996 non aveva ancora un finale, tanto che nel Giugno di quello stesso anno Castalia stava cercando ancora di concluderla; oppure Voices From The World, della quale venne inclusa solo la parte iniziale in quanto le sue ricche orchestrazioni avrebbero richiesto una resa nettamente superiore a quella consentita dalla scheda audio di un PowerMac. Ma il valore di questo album risiede nella varietà di ispirazioni e di background che hanno contribuito alla composizione di queste musiche : la formazione classica e le conoscenze tecnologiche di Gianfranco, evidenti in Stock e Quartet, e la vena avantgarde combinata con un sottile legame alla tradizione rock di Luigi che caratterizzano Tekeli-li e Chinese Boxes (il cui riff originario risale addirittura all’epoca di HRB) vanno a sfumare in tracce come Nut & Geb e A New Land. Il materiale “solo” è quello che Luigi defini “della mia piena maturità”, ed il rammarico per non essere mai riuscito a portarlo a conclusione ha lavorato sotterraneamente per anni, fino a far intravedere la possibilità di un ritorno in attività per Castalia. Il resto della storia rimane ancora da scrivere …