Leone

 

 

Bella costellazione zodiacale, di 947 gradi quadrati, facilmente riconoscibile dalla disposizione di alcune stelle che rammentano la figura di un leone.

Regolo, la stella alfa di prima grandezza, con la beta, Denebola, la gamma, Algeiba e la delta, Zosma, formano il corpo, mentre la zeta, la mu e la epsilon delineano la testa; una zampa posteriore si stende verso il basso.

Anticamente il Leone era più esteso; la testa si prolungava dentro la costellazione del Cancro, mentre il gruppo di stelle nell'angolo di nord-ovest della Chioma di Berenice rappresentava il ciuffo all'estremità della coda.

Si dovrebbe pensare che il Leone esistesse ancora prima della divisione dell'eclittica nei segni zodiacali. Pure interessante è l'origine del nome di qualche stella; è strano, ma la alfa, la più luminosa, sembra avesse presso molti popoli diversi qualcosa a che fare con un re.

Nell'antica Babilonia era il re; Plinio la chiama regale; si arriva a Ticone, che la chiama Basiliscos ed infine a Copernico che la chiama latinamente Regulus, cioè il Reuccio (Attilio Regolo, dunque non c'entra).

Si trova circa mezzo grado a nord dell'eclinica e sembra che questa combinazione servisse ai Caldei ed ai Babilonesi per la determinazione del tempo.

Ricordiamo che dalle loro misure della posizione di questa stella, come pure da quelle di Aristillo e Timocari, il grande Ipparco scoprì il fenomeno della precessione degli equinozi nel 130 a.C.

Aggiungiamo ancora che Regolo è una stella tripla perchè per compagna ha una stella doppia: la primaria è di magnitudine 7,9 ma la secondaria è molto debole e di difficile reperimento.

Questa doppia si trova a 177" da Regolo.

L'origine del nome della beta, Denebola, sta nel significato di coda del Leone, dall'arbo Al Dhanab al Arad.

Ma a proposito di stelle doppie, la più bella è certamente la gamma, di nome Algeiba, forse da al Giabbah, la criniera: e composta da due stelle giganti giallo - arancione, di magnitudini 2,61 e 3,80. Il moto orbitale è molto lento (il periodo è sui 700 anni); attualmente, la separazione di 4",5 permette una buona osservazione.

Un'altra notevole coppia è la 54 Leo, posta a nord, sul bordo della costellazione del Leone Minore; la differenza di quasi due magnitudini tra le componenti, bianche, è compensata da una separazione di 6",5.

La 39 Leo, circa mezzo grado a sud di zeta Leo, è una doppia interessante perché la compagna, purtroppo debole (magnitudine 11,4), è una stella rossa, in contrasto con la primaria bianca.

Da non trascurare infine la 83 Leo (a nord - ovest della tau) è la tau Leo medesima, stelle molto facili date le separazioni enormi delle loro componenti, rispettivamente di 29" e 91".

Tra le stelle variabili, da non perdere assolutamente la R Leo, a circa 5 ad ovest di Regolo; forma un triangolo con due stelle di nona magnitudine situate ad ovest di essa.

E' una delle più brillanti variabili a lungo periodo ed una delle prime (la quarta) ad essere stata scoperta, nel 1782, da Koch a Danzica. Questa gigante rossa oscilla tra la quarta grandezza e l'undicesima in 310 giorni.

Meno appariscente è la 56 Leo, che ha pure la sigla VY Leo; e una variabile irregolare con ampiezza di circa quattro decimi di magnitudine intorno alla sesta.

Infine, passiamo agli oggetti non stellari, anzi, essenzialmente alle galassie; ce ne sono quasi una settantina fino alla magnitudine tredici, dato che la costellazione e adiacente a quelle della Chioma di Berenice e della Vergine. Qui descriveremo soltanto alcune tra le più luminose.

NGC 2903 è la galassia spirale più luminosa di tutte e piuttosto estesa.

NGC 3190 è una spirale, alquanto allungata e vista quasi di taglio; si trova al centro di un quartetto, di cui due sono piuttosto deboli e la quarta, NGC 3193, è una galassia ellittica, 5' a nord - est di essa.

M95 (NGC 3351) e M96 (NGC 3368) formano una coppia piuttosto luminosa, quasi al centro del Leone, circa 9 ad est di Regolo. Sono separate di 42' e vennero scoperte da Méchain nel 1781. Nelle fotografie, M95 si presenta come una spirale barrata, con un centro brillante; l'aspetto globale è simile alla lettera greca theta. M96, nebulosa a spirale, mostra pure una notevole condensazione centrale da cui si dipartono i bracci. Fa parte di un sottogruppo, che include anche M65 e M66 (v. avanti).

Se ci spostiamo circa 48' a NNE da M96 si trova la galassia ellittica NGC 3379 (talvolta chiamata M105), la quale, con due compagne, NGC 3384 e 3389, forma un piccolo triangolo di circa 8' di lato.

Nella parte bassa della costellazione si trova NGC 3521, staccata dalle altre; è una galassia a spirale, pure a notevole condensazione centrale. Anche le galassie M65 (NGC 3623) ed M66 (NGC 3627) costituiscono una bella coppia, scoperta da Méchain nel 1780. Si trovano a meta strada tra le stelle theta e iota; M66 è la più luminosa, M65 la più allungata.

Spostandosi di soli 36' a nord di M66 si vede NGC 3628, una spirale più grande delle altre due, ma più debole, forse perchè è vista di taglio e presenta una striscia di materia interstellare oscura lungo tutto il bordo. Infine, NGC 3810 si trova circa 5' a sud-ovest di Denebola ed è pure una spirale abbastanza luminosa.

 

 

Cartina

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