L'inseguimento degli astri

Oculari e ingrandimenti

 

Servono un buon oculare con reticolo e i giusti ingrandimenti

L'idea che uno strumento dotato di moto orario possa esattamente controbilanciare il moto diurno della Terra è ottimistica.

Per controllare e correggere le imprecisioni - sistemi automatici a parte - esistono sostanzialmente due metodi: uno fa uso di un cannocchiale montato in parallelo allo strumento principale; l'altro utilizza parte della stessa immagine formata dal telescopio principale.

In entrambi i casi l'osservatore deve portare l'immagine di una stella in un preciso riferimento (normalmente il centro di un reticolo o di un crocicchio) e controllare se questa immagine rimane ferma nel punto in cui è stata portata, oppure no.

Generalmente, con le focali telescopiche, dopo un minuto o due, si può notare che l'immagine inizia a scostarsi dal riferimento.

Non appena l'osservatore nota una variazione, dovrebbe riportare l'immagine nel punto di partenza. Questo può avvenire tramite un variatore di frequenza o un secondo motorino che agisce sull'asse orario o per mezzo di un movimento micrometrico manuale.

A causa di uno stazionamento non perfetto e/o della rifrazione atmosferica, dopo un po' occorre correggere pure lungo la declinazione. Pertanto, uno strumento per la fotografia a lunga posa deve consentire una correzione anche in questa coordinata.

L'ingrandimento ottimale

Per effettuare le correzioni l'ingrandimento non deve essere necessariamente fortissimo.

Le case costruttrici di telescopi professionali applicano ai loro sistemi di guida un numero di ingrandimenti equivalente al numero di centimetri della focale dello strumento fotografico. Cioè, quando si fotografa con 100 cm di fuoco, occorrono 100x al cannocchiale-guida e così via. Alcuni astrofili invece applicano ai loro cannocchiali ingrandimenti nell'ordine dei 300-400x anche se usano focali modeste per fotografare. Uno degli argomenti più convincenti, per dimostrare che il numero degli ingrandimenti uguale ai centimetri di focale del telescopio fotografico è sufficiente, è che il famoso ed eccellente Atlante fotografico di Monte Palomar è stato eseguito controllando il moto orario dello Schmidt di 126 cm di diametro di lastra correttrice e 307 cm di focale con un cannocchiale-guida (di 25 cm di diametro) munito di 300-400x.

Alludiamo, beninteso, alla prima edizione, poiché nella seconda si è fatto ricorso ad una guida automatica.

Inoltre, forzando molto gli ingrandimenti, diventa sempre più difficile trovare una stella abbastanza luminosa (di magnitudine dalla 5 alla 8) nel campo dell'oculare o nei dintorni: e se l'obiettivo non è in grado di "sopportare" l'ingrandimento, l'immagine della stella risulta indebolita e confusa e l'identificazione del suo centro con il centro del crocicchio diventa problematica.

Occorre però riconoscere come con moti orari irregolari siano auspicabili ingrandimenti maggiori, ad esempio due per ogni centimetro di focale dello strumento fotografico.

In genere non conviene applicare al cannocchiale-guida un ingrandimento superiore a due volte il diametro obiettivo espresso in millimetri; cioè si hanno 100x per un 50 mm, 200x per un 100 mm e così via.

Applicando un ingrandimento tale, inoltre, si ottiene già il massimo guadagno nella percezione delle stelle deboli. Studi empirici hanno dimostrato che il fondo ciclo visto attraverso il campo dell'oculare tende sempre di più a scurirsi e di conseguenza a favorire la visibilità di astri deboli fino a quando l'ingrandimento applicato equivale a 1,7 volte il diametro obiettivo espresso in millimetri, cioè circa due volte; oltre non si ha più alcun guadagno, ma diminuisce il campo e peggiora la qualità dell'immagine.

Tutto questo discorso non vuole arrivare a concludere che, quando si fotografa con l'obiettivo normale di una macchina fotografica, bisogna guidare con un cannocchialetto da 5 o 6x: si deve sempre seguire con il migliore strumento a disposizione. Vogliamo invece sottolineare che, se il moto orario è abbastanza regolare, con focali da 1 a 2 metri vanno bene 100-200X, ottenuti da un rifrattore di 5 o 10 cm di diametro.

 

Il complesso oculare

 

Come complesso oculare conviene prendere in considerazione la lente di Barlow che, rendendo possibili buoni ingrandimenti con oculari di fuoco relativamente lungo, permette una buona estrazione pupillare e pertanto una buona comodità di osservazione. L'estrazione pupillare è la distanza che intercorre tra l'ultima lente dell'oculare e l'occhio dell'osservatore.

Nel caso di oculari di focale molto corta, l'osservatore per vedere tutto

11 campo deve avvicinarsi tanto che le ciglia vanno a sbattere contro l'ultima lente, che così tende ad appannarsi con facilità, specialmente nella stagione fredda.

Naturalmente l'oculare usato deve essere a fuoco esterno, come quello di Ramsden, di Kellner o di Abbe, per avere la possibilità di montare il reticolo o il crocicchio di fili all'esterno.

Una grande importanza per la guida nelle fotografie a lunga posa riveste tanto il reticolo quanto il sistema che lo illumina.

Un reticolo grossolano e un'illuminazione orientata male possono rendere vani tutti i buoni propositi dell'osservatore. È necessario che il reticolo sia formato da linee (o fili) molto sottili e che essi risultino uniformemente illuminati. Alcuni appassionati si sono costruiti da soli crocicchi e sistemi di illuminazione, ma in commercio essi sono reperibili anche a prezzi contenuti. Per avere un'idea di come deve essere un reticolo per cannocchiale-guida (o per guida fuori asse), si pensi a quelli esistenti nei tacheometri e nei teodoliti.

Ma nell'effettuazione dell'inseguimento degli astri il vero punto dolente per gli amatori è costituito dalla solidità della montatura e dalla regolarità del motorino di trascinamento. Seguendo la stella al cannocchiale-guida, in molti strumenti spesso si può vedere l'immagine oscillare ad ogni colpo di vento e vibrare continuamente per i movimenti della trasmissione del moto orario. Si tenga presente questo aspetto all'atto dell'acquisto di un telescopio.

 

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