Mia corrispondenza con il servizio di inserimento lavorativo e gli assistenti sociali

Pubblico alcune email inviate ultimamente da me al servizio di inserimento lavorativo e all'assistente sociale, adattandole laddove altrimenti potrebbero non risultare comprensibili a tutti ed omettendo alcuni fatti personali che sono concernenti solo per i destinatari, quindi non perché ci sia qualcosa di indicibile ma perché non credo siano interessanti per altri; lascio solo quelli che credo possano suscitare interesse o spiegano le ragioni per cui ho scritto le email; per cui se trovate delle cose che vi appaiono decontestualizzate è per questo motivo, ossia si riferiscono a testi presenti nelle email ma che in questa pagina ho omesso. Solo di una ne ho valutato di ometterne parti appositamente non tanto perché indicibili quanto perché evidentemente fraintendibili (dato che loro lo hanno fatto), ma essendo essa molto breve, le parti rimanenti risulterebbero incontestualizzabili, per cui la ho omessa interamente. Si tratta di quella che me li ha *scatenati contro* avendola loro evidentemente fraintesa anche se non comprendo come possa essere possibile farlo, in quale altro modo possa essere letta se non nel senso che ha.
Mi scuso della sintassi, so non essere buona.

Se volete saltare l'incipit ed andare direttamente alle email: qui.

Premetto che quando nel corso dell'analisi del mercato del lavoro definisco con termini spregiativi (tipo "stupidi") "le persone", mi riferisco SOLO ad una peculiare *categoria di persone*, ossia a quei pochi (nei quali però, frequentando io gruppi su internet inerenti il tema in questione e correlati, mi imbatto spesso) che pretendono di pontificare ad altri su cose che loro non conoscono, in particolare mi riferisco a quelli che oltretutto persistono anche quando ciò è attuato nei confronti di persone che quelle cose invece le conoscono (e che se le conoscono è anche, ma non solo, per esperienza personale), e soprattutto a quelli tra essi che pretendono anche di mettere cose in bocca o appiccicano arbitrariamente etichette che loro desidererebbero gli altri avessero (alla gente che sa di essere infima e non riesce ad innalzare sè stessa evidentemente sminuire gli altri serve ad ergersi, abbassando nelle sue narcisistiche fantasie tutti gli altri al suo livello); NON mi riferisco perciò a *tutti*, e tantomeno in paragone a me ma bensì generalmente. A chi "sa di non sapere" cioè a quella che potremmo definire "maggioranza silenziosa" riconosco intelligenza certamente; nessuno è onniscente e non c'è motivo di pretendere che lo si debba essere, e io di sicuro non ho alcuna legittimità di poterlo pretendere da nessuno e non lo faccio: chi in un ambito che non conosce "sa di non sapere" è degno di tutto rispetto per quanto mi riguarda e l'identifico come tutt'altro che "stupidità" e non ho alcuna critica da muovere non avendo alcun motivo di farlo. Come la maggior parte delle persone, anch'io se una cosa non la conosco non pretendo di pontificarci sopra; al limite cerco di informarmici, anche chiedendola a chi invece la conosce già. Per cui con "stupidi", anche quando generalizzando con "persone" o "umanità" mi riferisco solo a quella minoranza che invece, ignorante di una cosa pretende di pontificarci sopra e pure di "insegnarla" (e poterlo fare non si sa sulla base di quali pretesi requisiti, ammettendo implicitamente al contempo loro stessi mancargli...) anche a chi invece la conosce e quindi i requisiti li ha, quindi mi riferisco SOLO ai classici "bulli" che pretendono di stabilire loro la "verità" senza aver alcuna prerogativa per poterlo fare ed oltretutto si arrogano di poter accusare e deprecare qualcuno, le vittime da loro "designate"; mi scaglio contro essi perché trovo irritante quando qualcuno pretende non solo di insegnare e voler aver ragione su qualcosa che chiaramente lui non conosce e farlo anche verso chi quella cosa la conosce, ma oltretutto regolarmente (almeno nel caso specifico) pure invertendo ignobilmente le relative attribuzioni vittima/carnefice pretendendo di far passare per suoi "carnefici" quelli che sono invece le sue "vittime", mettendo loro in bocca cose che desidererebbero dicessero o appiccicandogli arbitrariamente etichette che desidererebbero avessero, per questo me la prendo con questi personaggi definendoli come minimo "stupidi"... perché se su un giudizio vago che non mi tocca personalmente posso anche soprassedere, altra cosa è uno scenario nel quale sto subendo effettivamente un danno materiale da parte di qualcuno (il quale assume perciò la forma di mio "carnefice"), ritrovarmi proprio da egli stesso accusato addirittura di essere io il suo con così un inversione letterale delle attribuzioni addirittura pretendendo e aspettandosi che pure io debba concordarne, con le farneticazioni che dalla loro contorta fantasia appicicano e mettono in bocca a quelli come me, questo no, non è tollerabile, io non mi lascio appiccirare etichette false, surreali e paradossali, e mettermi in bocca cose solo perché loro desidererebbero mi appartenessero, è ignobile ed indecente ed io non me ne sto zitto a subire da questi bulli l'inversione arbitraria delle attribuzioni! Io non me ne sto zitto e non accetto lezioni provocatorie da chi sta su una colonna come uno stilita ignorando la realtà a me che invece la realtà la conosco perché la vivo sulla mia pelle e quindi sono io a poterla insegnare a lui, di sicuro non lui a me, nel momento stesso in cui è proprio lui stesso a dimostrare ciò, e non io ad accamparlo così dal nulla, dato che sono le loro stesse parole (come credessero di stare a parlare ad un cretino...) che mi fanno capire che parlano di cose che non conoscono pretendendo, non si sa sulla base di cosa, di poterlo fare, perché ad uno come me non può non suonare come demenziale un comportamento del genere, per cui se per loro non lo è, per me invece si, e non certo sulla base del nulla ma sulla base dell'esperienza che io avendo capisco che invece loro non hanno. Non può esserci alcun dibattito con qualcuno che non conosce un argomento ma sul quale per qualche strana ragione pretende ottusamente di poter pontificare e addirittura di aver ragione lui nei confronti di chi invece quell'argomento lo conosce, e addirittura arrogandosi di poter fare lui morali a chi invece la realtà la conosce. Io non pretendo di insegnare cose che io non conosco a chi le conosce, perché alcuni lo fanno? Questi, che io identifico quantomeno come stupidi, sono solo una "minoranza petulante" di bulletti da strapazzo, la tipologia di persone descritta nella canzone "quelli che ben pensano", per intenderci, che si credono ognuno di essere sempre migliore degli altri in tutto (eccetto dei loro "idoli" ed "esempi" "alla Renzo Rosso" ai quali, nel loro narcisismo, riconoscono superiorità anche rispetto sè stessi), apparentemente convinti di non poter incappare nel *vero* (e non quelli da loro mitizzati fantasticamente) "più puro che li epura" nelle qualità che essi attribuiscono arbitrariamente ai loro "idoli" contrapponendoli sulla base di esse "agli altri", a quelli che loro chiamano con quell'odioso ignorante neologismo da loro coniato "fancazzisti" che palesa così in modo evidente la loro ignoranza lessicale sul fatto che in lingua italiana esistesse già il termine "fannullone". Poi ci si crucciano se li si chiama "analfabeti funzionali"... Per cui solo ad essi mi riferisco, solo (per fortuna) un infima minoranza, considerando che effettivamente il 99% delle persone a cui lo si chiede non solo non ne concordano ma proprio non hanno neanche mai sentito parlare prima delle farneticazioni che essi propagandano, farneticazioni nelle quali però io nel corso della mia lotta contro la disoccupazione finisco per imbattermici spesso e dai quali autori tramite la loro tipica inversione delle attribuzioni (e non ho mai potuto comprendere altrimenti tramite quale contorto e delirante ragionamento possa scaturire tale "risultato") vengo paradossalmente accusato di farne l'apologia... non posso proprio starmene zitto di fronte a questo indecente ed ignobile arbitrario e demenziale capovolgimento della realtà, cretini coi quali, occupandosi dell'argomento, ci si ritrova purtroppo immancabilmente ad aver a che fare per via della loro passione nel volersi immischiare in qualcosa che tra l'altro nemmeno li riguarda personalmente (dato che si presume disoccupati non lo siano). Fanno sempre tutto da soli, si fanno le domande e si danno le risposte sugli altri, loro da soli, ma pretendono di farle credere pure ai diretti interessati, ditemi se non è pazzesca questa cosa... Se non avete mai sentito parlare di questi mentecatti, beati voi, vi auguro di non averci mai a che fare, e nel caso, lasciar perdere perché come si suol dire "ti trascinano nel loro campo e ti battono con l'esperienza". Io oramai li conosco "i miei polli", per cui farmi trascinare nel loro campo non lo faccio più, perché nonostante il suonargliele chiaramente (non potrebbe essere altrimenti), è come "giocare a scacchi con un piccione" come dice il famoso paragone: "puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui". Non può esistere discussione con essi, può esistere solo la loro erudizione, e se vogliono farlo, imparare qualcosa che ignorano, questa pagina è per loro, non c'è altro da poter dire, è tutto qui, io altro da dire non ce l'ho (e non dovrei nemmeno aver la necessità di farlo: non posso dire di doverli ringraziare per darmi spunti per cose da scrivere, per il semplice motivo che non dovrebbe nemmeno esserci il bisogno di rispondere con semplici ovvietà a farneticazioni inconcepibili: "non dare troppe spiegazioni alla gente: le persone intelligenti non ne hanno bisogno, gli stupidi non le capiranno"), loro qualcosa da poter obbiettare non lo possono certo avere, possono solo limitarsi a fare ciò che fanno ossia ripetere a pappagallo falsi luoghi comuni che loro desidererebbero sussistessero (ma purtroppo per loro sempre falsi rimangono nonostante il loro desiderio che siano veri, mi dispiace debbano rodere di fronte alla realtà innegabile ed evidente) appiccicandoli agli altri (rigorosamente agli altri, sia mai), per cui non ha senso far qualcosa di più che far leggere ciò che è già scritto qui, per erudirli, dibattito non ce ne può essere, ci può essere solo l'erudizione di chi le cose non le sa da parte di chi invece le sa. E per far questo il testo è già qui pronto, io l'ho scritto, chi vuole lo legga anziché blaterare in giro senza cognizione delle cose.

"Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi" (Carl Gustav Jung)

Essendo queste email incentrate sul tema del lavoro, chiarisco subito questo aspetto perché questo è un tema dove l'immischiarsi in cose che si ignorano capovolgendole è molto diffusa, data quasi perfino come "naturale" dai bulli, essendo evidentemente stati da sempre abituati a suonarsela e cantarsela tra loro prima di incappare in uno come me (che, in ogni caso, regolarmente "gliele suona")... soggetti che il mercato del lavoro palesemente non lo conoscono neanche lontanamente, avendo evidentemente loro da sempre vissuto nella bambagia trovando sempre "la pappa pronta" e col mercato del lavoro non essendocisi quindi mai dovuti "confrontare" (e sono appunto proprio le loro parole a dimostrarlo, se così non fosse non parlerebbero così ma come chi come me la pappa pronta non l'ha trovata, è inutile che poi vengano a dire che non è vero, nel momento in cui con le loro parole lo dimostrano esplicitamente, allo stesso modo della famosa foto di una pipa con sotto scritto "questa non è una pipa", per intenderci, facile auto-incensarsi sulla base del nulla totale) e verso il quale nemmeno tuttora (presumendo un lavoro avendolo) ne avrebbero apparentemente un qualche interesse, ma sul quale per qualche ignoto motivo pretendono di immischiarsi e pontificare con farneticazioni pregne di ignorante fanatismo fondato su demenziali o addirittura chiaramente paradossali pregiudizi del tutto avulsi dalla realtà dei quali, prescindendo dall'ignoranza in merito, io non riesco nemmeno ad immedesimarmi per poter comprendere in che modo li abbiano potuti partorire originariamente, se non dalla prospettiva di un voler invertire apposta dati di fatto dei quali anche loro sono consapevoli ma sui quali solo per puro dispetto pare godano misantropicamente nel far appositamente i "bastian contrari" per poter dare una giustificazione morale al loro desiderio di scagliarsi bullisticamente contro qualcuno verso il quale provano inconsciamente dei sensi di colpa oppure dell'acredine, questa è l'unica spiegazione razionale che si riesce a darsi (perché lo ammetto, questa analisi sull'origine psicologica del loro comportamento, con la quale certamente comunque concordo e per quanto di mia conoscenza confermo, non è farina del mio sacco), perché il pensiero che loro credano veramente agli abomini che apparentemente sostengono è deprimente ed offensivo per l'intelletto umano. Quelli praticamente del "la colpa è anche tua e delle tue scelte"... certo, perché io ho la sfera di cristallo per leggere il futuro, no? Ma a parte questo, in che modo "scelte" (a parte il voto) di ogni soggetto preso appunto singolarmente potrebbero avere influenza sulla direzione del sistema economico da parte di chi lo dirige le quali vanno esse a creare la situazione di disoccupazione? Se i candidati sono 10 ed i posti 7, 3 resteranno fuori in ogni caso, c'è ben poco da dibattere sulle loro scelte, 3 su 10 resteranno inevitabilmente fuori, in ogni caso, chiunque dei 10 essi siano, per cui non ha alcun senso imputare "scelte" dei singoli. Sia i 7 occupati che i 3 disoccupati possono aver fatto ciascuno le loro "scelte", sta di fatto che i posti sono e restano 7, e 3 tra i 10 devono restare fuori per semplice matematica, chiunque tra i 10 sia a rientrare tra i 7 o i 3. No "scelte", non è che se i 3 avessero fatto scelte diverse i posti disponibili sarebbero diventati 10, bisogna essere veramente ma veramente deficienti per credere questo! E quale differenza fa quali siano i 3 e quali i 7? Chiunque di loro sia a rientrare in uno o nell'altro campo, sempre 3 restano fuori, chiunque tra i 10 essi siano, non è che sostituirne uno con un altro a seconda delle rispettive "scelte" modifichi il fatto che i posti sono 7 e 3 restano inevitabilmente esclusi chiunque di loro sia tra i 10. Che differenza fa uno o l'altro??? Certo che per non riuscire a comprendere qualcosa di talmente semplice deve volercene eh! Lo può giustificare solo il vivere in un loro mondo di fantasia auto-creato, ma desiderare che una cosa sia come la si immagina non la rende reale solo perché lo si desidera, perchè qui mi pare si invertano perfino le cose, essere accusato io di essere un utopista da chi mi dimostra chiaramente dalle sue stesse parole di vivere in un mondo tutto suo di fantasia, ed ovviamente non è che io posso non notarlo, perché mica è una mia opinione, se uno mi viene a presentare una cosa che SO essere falsa dovrei forse ometterlo per la sua soddisfazione? Non posso fare a meno di notarne la surrealtà, mica si possono venire a raccontare bugie SUL diretto interessato AL diretto interessato stesso e pretendere ed aspettarsi che lui stesso debba crederci, non è normale questa cosa, ed io non mi capacito di come lo si possa fare. Se io sono disoccupato è per un motivo molto semplice: perché sussiste la disoccupazione. Se io avessi un lavoro ora, lo starei togliendo ad un altro, così come in questo momento c'è qualcuno che lo sta togliendo a me, unico motivo per il quale io non ce l'ho. E quindi che differenza farebbe??? Se la disoccupazione non sussistesse, non esisterebbero disoccupati, né io né altri; se trovo lavoro io lo tolgo ad un altro, così come oggi c'è uno che lo sta togliendo a me, e cosa cambia??? Questa è semplice logica, niente di speciale, non c'è bisogno di essere un genio per capirlo. Viceversa, per non capirla, una cosa talmente ovvia da essere scontata, deve volercene eh, e non poco! Ovviamente l'unica spiegazione possibile è che facciano apposta solo per provocare, non è proprio concepibile che possano credere veramente alle farneticazioni che esprimono, gliela dò buona cercando di essere comprensivo e tollerante.
Fate conto che la prima volta che ho letto il capovolgimento letterale del senso del termine "disoccupazione" io non riuscivo nemmeno a capire cosa intendesse dire quello che lo scriveva... era una cosa per me del tutto nuova ed inaspettata nel mio cercare di capire cosa intendesse esprimere quella frase... man mano che scervellandomi cercando di interpretarla ne sospettavo il senso, trovavo la cosa talmente demenziale che non volevo credere ai miei occhi... non riuscivo a credere che quello che stavo intuendo fosse effettivamente il senso che quella frase intendeva esprimere... tanto che avevo dovuto chiedere esplicitamente conferma che quello fosse il senso, da tanto inverosimile mi suonava... perché altrimenti non avevo nemmeno modo di poter dare una risposta, cosa avrei potuto rispondere a quello che inizialmente avevo superficialmente interpretato solo come un farfugliamento senza capo nè coda? Voi cosa rispondereste ad una frase tipo "oggi non mi sono abbronzato perché c'era il sole" o "oggi non ho mangiato perché avevo fame"? E ricevere la conferma che il senso fosse proprio quello scritto letteralmente nella frase (altrimenti sbilenca e priva di senso) ossia che non vi fossero errori sintattici è stata una cosa scioccante! Perché il concetto non era esplicitato, la frase era articolata in un modo che alla luce del suo senso confermatomi poi dall'autore, dal mio punto di vista è poi apparso subdolo, ossia come se egli nel redarla avesse dato per scontato che io dovessi già conoscerne il senso e che quindi dargli quel senso fosse una cosa perfino spontanea normale e scontata per tutti, quindi addirittura non solo come "ne concordassi" ma proprio "ne fossi consapevole" come "dando per assodato" il concetto espresso! E dopo lo sbalordimento della "prima volta" ho verificato che fanno SEMPRE così, non dandoti neanche modo di capire come dando per scontato tu dovessi afferrarlo spontaneamente come fosse una cosa naturale il senso di quel farneticante concetto che esprimono! Per cui, se la prima volta ho dovuto *interpretare*, oggi il concetto che esprimono quelli posso afferrarlo al volo si certo, ma solo in quanto conoscendone già preventivamente il senso, per cui se tutte le volte che quel concetto me lo sono trovato davanti avessi sorvolato le frasi relative interpretandole superficialmente come senza capo né coda magari pure oggi potrei non essere al corrente di questo abominio ossia che esiste qualcuno che incolpa come "responsabili" *della disoccupazione*... i disoccupati!!! A questo punto perché non incolpare *della morte* i defunti? Ed ecco così spiegato il motivo per il quale il 99% delle persone non ha mai sentito le farneticazioni propagandate da questi mentecatti: è difficile che tutti loro non ci siano proprio mai incappati, molti di loro probabilmente se le sono già trovate davanti, solamente non si sono mai soffermati a cercare di "tradurle", le ignorano considerandole superficialmente "senza capo né coda". Mentre io per via sia del mio impegno che della pervasività (perché si tratta di persone che apparentemente dedicano la loro intera esistenza a fare ciò e lo si deduce sia dall'assenza di interventi su altri argomenti sia nella loro ossessione di portare altri argomenti su questo anche qualora non ce ne possano essere apparentemente neanche appigli per farlo) dei deficienti una prima volta soffermato mi ci sono, e nonostante essere abituato a dibattere su opinioni (e comprendo ognuno possa avere la sua) ed eventi storici, non mi era mai capitato incappare nello stravolgimento grammaticale del significato di un concetto e quindi doverci "dibattere", cosa che ovviamente non può sussistere, il significato di un concetto lo si puntualizza, NON lo si "dibatte", quindi io non contesto questo abominio per l'esserne direttamente interessato o in sè, lo farei in ogni caso, anche solo per mera logica e buon senso, perché se opinioni su una cosa è anche comprensibile possano differire, le definizioni dei concetti non sono certo opinabili, e, certo, anche l'ignorare la definizione di un concetto è pur sempre comprensibile (per quanto fino a quel momento io non avessi mai conosciuto nessuno che ignorasse il significato del di per sè banalissimo termine "disoccupazione" e non mi aspettavo qualcuno potesse anche solo ignorarlo data la sua semplicità che dovrebbe portare anche solo spontaneamente a comprenderlo come era sempre stato per me senza dover andare a leggerla appositamente su un dizionario), ma, ignorandola e non essendo in grado di comprenderla da sè ("e deve volercene" eh per non poterlo comprendere! forse per via dell'essere vissuti da sempre nella bambagia, in altro modo non ce lo si può spiegare, cosa ci sia di così complicato da non riuscire a capirlo da sè), inventarsene però una di sana pianta partorendola dalla propria immaginazione oltretutto nel verso di un interpretazione talmente demenzialmente stravolta che nemmeno si capisce *come* possa essere scaturita, è una cosa allucinante e che nemmeno ci si aspetta... lasciando quindi comprensibilmente scioccati la prima volta che si assiste oltretutto al pretendere di stabilire che quella da loro inventata debba essere la definizione esatta (almeno la indicassero a chi scrive i dizionari...) ed insistere imperterriti anche quando li si informa che è non solo errata ma proprio totalmente demenziale.

"I social media sono un fenomeno certamente positivo, ma hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. E' l'invasione degli imbecilli. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità" (Umberto Eco)

E' una cosa che a un certo punto assume aspetti inquietanti, il fatto di continuare imperterriti a diffondere le farneticazioni partorite dalla loro surreale fantasia dopo che gli si è spiegato più volte la realtà non credo possa essere segno di sanità mentale, a tutto c'è un limite insomma. Perché nonostante l'averci assistito più volte, non è una cosa alla quale ci si possa fare l'abitudine: rimango OGNI VOLTA INORRIDITO! La cosa che mi ha sempre lasciato perplesso è: ma se non c'ero io a cercare di puntualizzare le cose, andava avanti impunemente questo andazzo di cantarsi e suonarsi liberamente falsità tra i 4 cretinetti e tutti gli altri sempre zitti a subire? Ma non ho mica capito... qua le cose non sono mica chiare eh, pure io fino ad un certo punto ho sempre cercato di far buon viso a cattivo gioco e mostrarmi tollerante verso il palese ritardo mentale di quelli, perché chiaramente tale è e non solo così per dire (perché anche il "fare apposta" non sarebbe comunque segno di sanità mentale), ma a tutto c'è un limite, a un certo punto basta però! Il gioco è bello finché dura poco, a un certo punto sarebbe ora di darsi una regolata e che a pretenderlo siano anche gli altri, quelli normali insomma, mica devo essere l'unico a dirlo!? E' ora di finirla insomma che le vittime stiano a subire le angherie di sti 4 cretinetti annoiati che trovano l'unico sollazzo della loro evidentemente misera esistenza a spargere odio e falsità sull'umanità senza che nessuno obietti. Io non parlo per me, io parlo per tutti, ed anche se li ignorassi io questa gentaglia continuerebbe ad esistere comunque, e non è un comportamento normale il loro, la cosa che mi cruccia è appunto che gli altri non lo capiscono cosa fanno questi, la cui attività esistenziale pare consista UNICAMENTE in questo, nel proiettare quelli che evidentemente sono propri difetti sugli altri (analisi che va per la maggiore, non è farina del mio sacco) come se farlo ne auto-giustificasse il loro essere una merda, ossia secondo la logica per cui se anche gli altri lo sono loro non solo si sentono a loro agio ma addirittura tirandosene pure fuori diventano migliori loro degli altri ai quali imputano la PROPRIA nefandezza, e questa ribadisco è la loro UNICA attività (da cui il mio tipico "glielo ordina il dottore"?) perché lo fanno alla minima occasione anche quando non si vede che senso abbia ossia quale attinenza possa avere nel contesto. Il problema è che c'è anche chi li giustifica, perché non disapprovare è comunque un giustificare, ed è questo l'abominio, che dai e dai questa gentaglia finisce per fare presa anche su gente altrimenti normale, perché praticamente anche quando giustificando la disoccupazione con specifiche caratteristiche è come dire che se uno non le porta non dovrebbe essere disoccupato, il che a fronte del fatto che nella realtà possiamo vedere tutti coi nostri stessi occhi che indipendentemente da tutto IL LAVORO NON C'E', è una cosa demenziale, con quale diritto ci si arroga di dire che gli altri (sempre gli altri ovviamente) dovrebbero avere una cosa che non esiste??? Dammela no, se esiste! Dimmi dov'è, se tu la vedi! A me non risulta, eppure io un lavoro non ce l'ho, per cui di conseguenza lo sto auspicando, è implicito, se quelli che "lo vedono" (anche se non si sa cosa si intenda con tale concetto...) potessero essere più precisi e dire anche a chi il lavoro lo cerca esattamente dove lo vedono, ci farebbero un favore a tutti; occhio che ho scritto lavoro, non truffe eh, non è la stessa cosa... e qui sorge il sospetto: non è che magari loro con lavoro intendono anche le truffe? Quelle certo che ci sono e le vedo pure io, bella forza! Ma solitamente la gente non mi pare ci tenga molto ad essere truffata... o si? E se invece dal novero escludono pure loro le truffe, e "lo vedono", invece di tenerlo così appositamente occultato lo palesassero? A che pro tenerlo nascosto in modo che lo si debba cercare?
La criminalizzazione dei disoccupati è semplicemente una cosa abominevole e vergognosa ed io non me ne sto zitto quando ci incappo, però preferendo appunto non incapparci oramai cerco di evitare proprio perché sono stanco di assistere a farneticazioni demenziali di gentaglia la quale pare ci tenga pure tanto a dimostrarmi la propria idiozia come se di farlo glielo avesse prescritto il dottore. Per cui la cosa che lascia sconcertati è: ma loro se lo chiedono quale opinione una persona normale si possa fare di loro? Per questo mi chiedo se di palesare pubblicamente i loro deliri glielo ha prescritto il dottore... Ma io avessi una mente così contorta mi guarderei bene dal metterlo in mostra! Cosa li spinge? E' una cosa inconcepibile proprio! Ed anche nonostante l'averci assistito più volte ancora lo è! Io fino alla prima volta in cui ci ho assistito credevo che quella sensata e reale fosse la definizione UNIVERSALMENTE identificata come *univoca* da CHIUNQUE, essendo tale, se non altro perché era quella che avevo sempre sentito anche dagli altri, anche solo per questo (per cui viene da chiedersi *dove* abbiano vissuto quelli che non ne comprendono il significato... appunto solo nella bambagia possono aver vissuto, evidentemente; di sicuro non nello stesso mondo nel quale ho vissuto io), anzi non solo non avevo mai sentito nessuno ma non credevo nemmeno proprio qualcuno ne potesse identificare anche di solo alternative, figurarsi il capovolgimento completo... cioè come se uno si mettesse a dire che i frigoriferi servono a scaldare i cibi, con la differenza che chi dicesse ciò lascia il tempo che trova e nemmeno troverebbe qualcuno ad appoggiarlo, mentre nel caso in questione i personaggi persistono pure, come esserne convinti SUL SERIO della paradossale farneticazione che esprimono, ed oltretutto trovando appoggio altrui! Rimango ogni volta allibito nonostante dovessi ormai averci fatto l'abitudine dopo quella prima volta che mi è toccato assistere al capovolgimento del senso del concetto "disoccupazione" (appunto come dire che i frigoriferi servono a scaldare i cibi), anche se è successo solo da poco, tipo 5-6 anni fa, eppure io allora di questa tematica me ne interessavo attivamente già da parecchi anni, ma fino a quel momento non avevo mai letto nessuno capovolgere il senso del concetto di "disoccupazione" come oggi ormai pare sia diventato perfino "normale", per cui presumo l'origine di tale aberrazione fosse recente, scaturita *come* non so proprio immaginarlo, perché non è una cosa che una persona normale possa interpretare come naturale, che se la si possa aspettare ed alla quale ce ne si possa abituare, il fatto che qualcuno se ne salti fuori a credere veramente un "interpretazione alternativa" che a me anche qualora ignorandone il significato non sarebbe neanche mai saltato (non solo non sarei riuscito) di partorire nel più remoto angolo del cervello, per cui nemmeno riesco ad immedesimarmi a comprendere in che modo a qualcuno sia saltato fuori originariamente di ideare dal suo un interpretazione addirittura diametralmente capovolta rispetto al senso sensato e reale nonché comune del concetto dandone perciò uno totalmente surreale, avulso non solo dalla definizione scientifica (che magari uno può anche non conoscere, ok) ma, tralasciando quello comune, addirittura sia dalla logica che dalla semantica stessa, ossia che "la disoccupazione è causata... dai disoccupati"! Cioè come dire che le vittime di una cosa ne sono la causa?! Che i defunti sono la causa *della morte*? Non cioè che lavoro *pagato* (ma per molti nemmeno gratuito e per alcuni nemmeno *pagando*, lo posso confermare personalmente) *per tutti* non c'è, no, secondo quelli invece la "causa" *DELLA disoccupazione* sarebbe che "sono i disoccupati che non vogliono lavorare"... e la causa *della morte* sarebbero quindi i defunti che hanno voluto morire? Non perciò, quando sussista, tutt'al più "responsabili" *della LORO* inoccupazione o della *LORO* morte, che nel caso uno scelga lui di non lavorare o di vivere è perfino ovvio: allo stesso modo in cui se uno vuole morire si suicida ed è morto, lui, se uno lavorare non vuole, *lui* E' inoccupato; ma non è *LA* "disoccupazione", e così come il morire NON E' *la morte* o la sua causa ma ne è *la conseguenza*, l'essere disoccupati è *la conseguenza* *della disoccupazione*; in entrambi i casi il concetto stesso che la vittima quando involontaria di quella cosa ne sia *la causa* è una cosa totalmente demenziale che nessuna persona sana di mente riuscirebbe a solo partorire! Inoltre anche la locuzione "lavorare non vuole" è logicamente inesatta in quanto è solo una questione di prezzo, ed ogni cosa ha il suo: non esiste *scientificamente* come concetto qualcuno che "lavorare non vuole", esistono invece persone *troppo esigenti*. Invece esiste VERAMENTE, per quanto incredibile possa sembrare, qualcuno di reale che sostiene apparentemente con convinzione sincera che *le* vittime di un concetto sistemico matematico identificato come problema come è la disoccupazione ne possano essere *la causa*, e non solo della propria condizione di inoccupazione (che appunto qualora sia volontaria lo è, ovviamente, ma in quel caso mica può assumere la forma di un problema da risolvere qual'è *la disoccupazione*... sono solo fatti loro e che a loro si limitano, ovviamente, e quindi mica assume l'aspetto di una "colpa" e di un "problema da risolvere"), no, proprio *DELLA* *DISOCCUPAZIONE* come concetto semantico e situazione sistemica! Appunto come dire che chi muore involontariamente è *la causa* *DELLA MORTE* come concetto stesso... non perciò tutt'al più *della sua* morte, proprio *DELLA MORTE*. Non so se ci arrivate a capirlo, ma da questa follia ne deriverebbe che se uno decidesse di non morire, non morirebbe, potrebbe vivere anche in eterno... e quindi se uno *decidesse* di avere un lavoro, lo potrebbe avere solo perché "lo vuole"... e lo avrebbe. Che nemmeno si può riuscire a comprendere da quale illogico e contorto ragionamento possa mai essere originariamente scaturita una simile paradossale pazzesca assurdità al primo che l'ha partorita mettendola in internet pochi anni fa... perché viene difficile immaginare possa essere sorta "naturalmente"... uno deve essercisi spremuto le meningi insomma, per partorirla... e a quale pro poi? Solo per poterla mettere in giro allo scopo di seminare zizzania?

Quella di chi lavorare "sceglie" di non farlo *NON E'* "disoccupazione" per definizione stessa!

O vogliamo definire disoccupati pure i defunti e chi nemmeno è mai esistito? Di sicuro chi non è vittima di qualcosa non ha motivo di lamentarsene e non lo fa; se uno se ne lamenta, è implicito ipso facto che di quella cosa ne è vittima. Se poi le modalità della "lamentela" siano sensate o meno (chi viene additato identificandolo come responsabile) è un altro discorso. Ma di una cosa la quale non viene percepita come un problema dai diretti interessati, perché mai lo dovrebbe essere da qualcun'altro??? Perché uno dei corollari di questa follia è che apparentemente se ne ricaverebbe che, anche secondo i bulli misantropi in questione, anche chi un lavoro lo ha dovrebbe considerare la disoccupazione come un problema, ossia anche chi nonostante quel problema in quel momento non lo abbia dovrebbe considerarlo comunque un problema anche per sè stesso, giustamente... e di conseguenza verrebbe da pensare di trovarsi di fronte a dei veri "filantropi" nel loro apparente prendersi quindi così a cuore la condizione delle vittime di quel problema, eh? Se non fosse che accusando le vittime stesse di esserne la causa volontaria, a questo punto non si comprende più nemmeno sulla base di cosa loro lo identifichino come "un problema" ai loro occhi... un problema per chi quindi? Dato che a loro non può certo causare nocumento (anzi! gli va a giovare ovviamente, "mors tua vita mea") se non solo nella prospettiva di poter perdere il lavoro pure loro... ma dato che apparentemente di questa prospettiva sembrerebbero, non si sa sulla base di cosa, considerarsene immuni a priori, differentemente da me che anche quando un lavoro lo avevo mi preoccupavo perlomeno per me del PROBLEMA consistente nel poterlo perdere in ogni momento e farei la stessa cosa lo avessi oggi, il punto per loro non può essere nemmeno questo... Quale allora? Perché a questo punto, "sulla base di cosa" loro possano considerare la disoccupazione un problema che coinvolge anche loro, diventa un vero mistero... quindi questa cosa assume dei contorni perfino inquietanti nel momento in cui accusando le vittime di esserne la causa e pure volontaria, se ne ricaverebbe che considerano la disoccupazione un problema... di chi quindi? Di chi un lavoro ce l'ha??? Ma sarebbe inconcepibilmente pazzesco se fosse così!!! Sinceramente, sapere che esista una persona il cui cervello potrebbe arrivare a partorire qualcosa di così talmente contorto, sarebbe inquietante al pensiero che essi girino liberamente per le strade potendocisi incappare, vengano lasciati votare, e possano essergli affidati ruoli di responsabilità eh...
In ogni caso la follia in questione nel suo complesso rimane un'assurdità ignorante e demenziale, dato che anche ammettendo l'assioma di partenza sussista (cioè che ci sia qualcuno che "sceglie" di non *vendersi* *a nessun prezzo*, e in alcuni casi-limite certamente ciò può sussistere, se non altro per mera questione statistica, non siamo tutti uguali come robot fatti con lo stampo), non è che "se" e nel momento in cui "lui" o "essi" lo volessero, e per chi di essi lo volesse, il lavoro "pagato" per ognuno singolarmente o addirittura per TUTTI loro assieme ci sarebbe (salterebbe fuori per magia rispetto alla situazione nella quale comunque in ogni caso non c'è?), ossia che verrebbero "acquistati" ceteris paribus quando oggi non lo sono perché "sono loro a non vendersi", per cui il fatto che essi lo desiderino oppure lo rifiutino (ossia siano sul mercato ad un dato prezzo o proprio se ne auto-escludano a priori), passerebbe e passa, perlomeno ed *in ogni caso*, in "secondo piano" rispetto *ALLA* causa della disoccupazione che è, ovviamente, definizione stessa convenzionale per antonomasia del concetto il cui termine lo esprime, che IL LAVORO NON C'E'! Ma appunto pur essendo questa la definizione *comune* ed univoca (almeno fino a qualche anno fa, prima del comparire delle "legioni di imbecilli" su internet), del termine, in realtà la definizione scientifica e fattiva è più precisamente che A NON ESSERCI non è *IL* lavoro in sè, ma, ripeto, il lavoro *PAGATO* (il termine esatto per definirlo sarebbe *compensato* dato che in realtà *nessun* lavoro è *pagato* realmente ma solo nominalmente se non nella frazione marginale chiamata in economia "salario di efficienza"), dato che cose da fare ce ne sarebbero eccome, ma finché si sarà vincolati ad ottusi "bilanci" che regolarmente sono svuotati dal dover fornire a quelli che oltre un salario naturale averlo ricevono pure livelli salariali da efficienza anche senza che ce ne sia un vero motivo (che non siano le classiche cieche pretese sindacali) di merito o di bisogno o di disponibilità specifica che li giustifichi (come potrebbe essere il valore di mercato del titolo di studio o l'esperienza acquisita), e in concomitanza dei vincoli di bilancio, lasciando così il "salvadanaio" perennemente vuoto da disponibilità per gli anche soli salari naturali (ossia la *compensazione*) destinabili a cose comunque utili da far fare a chi oggi è lasciato totalmente privo non solo di un salario anche pur sia quello naturale o di poco inferiore (tollerabilmente, per "rendita del consumatore"), ma perfino di un qualunque reddito sia reale che nominale, con tutte le relative conseguenze derivanti (che trovate elencate nel corso del testo delle varie email). E per questo la cosa assume aspetti grotteschi nel momento in cui ammettendo che "il lavoro c'è" ma a chi si offre di svolgerlo (i disoccupati) quelli che ne "gestiscono" l'assegnazione si rifiutano di assumerlo, o almeno di *pagarlo* (ed io comprendo che è perché permettersi di farlo non possono, ma i misantropi no che non lo capiscono questo, per cui la cosa assume aspetti anche inquietanti nel cercare di identificarne i ragionamenti, sconclusionati alla luce di ciò), a rigor di logica dovrebbero essere proprio LORO a sostenere che non c'è, non certo fare il contrario! Come giustificano il fatto che essendoci non viene "dato"??? Poiché alla luce di ciò, dal fatto che il lavoro c'è ma non viene "dato" è chi si offre vanamente (i disoccupati) che ha legittimità ad accusare chi pur il lavoro essendoci non lo "dà"! Per cui: "loro" dicono a "noi" che il lavoro c'è??? *NOI* LO DICIAMO A LORO!!! Certo che il lavoro c'è!!! NOI lo diciamo che il lavoro c'è!!! SONO LORO A NON VOLERLO ASSEGNARE, A NON VOLERLO PAGARE, in definitiva a non voler assumere!!! Per cui la frase "il lavoro c'è" LORO NON HANNO ALCUN DIRITTO DI DIRLA come un accusa verso altri!!! Siamo "NOI" casomai che gliela possiamo muovere come accusa! Loro possono solo *ammetterlo* vergognandosene, non sbandierare una cosa della quale LORO si dovrebbero vergognare essendone loro i colpevoli del fatto che nonostante il lavoro ci sia *LORO* (o comunque *a causa* loro) si rifiutano di assegnarlo e farlo svolgere!!! Certo che il lavoro c'è, solo che è chi lo gestisce che si rifiuta di assumere e pagare il personale necessario a svolgerlo! Ergo chi ha legittimità ad affermare che IL LAVORO C'E'? Chi invece dovrebbe negarlo? Qua le parti sono proprio invertite rispetto ad ogni buon senso logico!

IL LAVORO C'E'! SIAMO NOI A DIRLO! Siete "voi" a non volerlo far svolgere! NOI accusiamo voi di questo!

In ogni caso, visto che una cosa che anche c'è ma non viene "data" è comunque come non ci fosse, rimane valido che la conseguenza del fatto che *non ci sono soldi* per "pagarlo" (e quindi la forza-lavoro disponibile a svolgerlo non può venir assunta) detta in parole povere si traduce comunque nel risultato che IL LAVORO NON C'E', definizione inopinabilmente univoca di "disoccupazione" nel senso comune ("univoca" almeno fino a qualche anno fa, ripeto, ed oggi tale solo escludendo dal novero i malati di mente che nella loro alterazione della realtà "credono" e sostengono che il lavoro *avendolo loro* ci sia anche per tutti gli altri). Ovviamente dal novero del "lavoro" vanno escluse le truffe che oggi è molto in voga far passare per tale. Eppure i bulli misantropi nonostante a rigor di logica dovrebbero essere loro a dire che il lavoro "non c'è" dicono che invece che "c'è", lo "vedono" ma, dando per scontato che anche loro escludano dal novero le truffe (non ho mai potuto assodarlo perché è impossibile stabilirci un vero dialogo con questi squilibrati che sono capaci solo di ripetere un repertorio standard di frasi sconnesse che definire "luoghi comuni" è elogiativo), guarda un pò, non ti dicono però MAI *dove* eh? Forse vogliono "tenerselo tutto per sè" dato che loro lo "vedono" ma non ti vogliono dire dove lo "vedono"... anche se non si capisce cosa intendano loro con "c'è", dato che "il lavoro" non è certo un oggetto fisico che si possa "osservare" materialmente... non è ben chiaro come si possa "vedere" una vacanza, invisibile per definizione stessa in quanto tale... perché è solo a posti vacanti che ci si può riferire con "c'è", mica a quelli già occupati, giusto? Per dire che ci sono posti vacanti devono *saperlo*, è necessario appositamente *saperlo*, ma se loro (come si presume) un lavoro già lo hanno, come fanno anche a solo sapere se per gli altri il lavoro "c'è" o non "c'è"? E' questa la cosa più enigmatica... Per loro certo che c'è, e bella forza: lo hanno! Chi un lavoro non lo ha sa ovviamente per certo che non c'è (non avendolo, è ovvio che lo sappia), ma a fronte di questo banale assioma la cosa appunto inspiegabile è: quelli che ce l'hanno come fanno a sapere se per gli altri c'è o non c'è? E' proprio un vero giallo! Chi un lavoro non lo ha lo sa che non c'è, per definizione stessa, dato che non avendolo, se ci fosse è conseguentemente implicito che lo avrebbe, ipso facto, questa è mera logica, niente di speciale, niente per cui sia necessario scervellarsi insomma. E' proprio anche solo dal fatto stesso che alcuni del lavoro ne sono privi che è (e dovrebbe esserlo per chiunque...) implicito e logico ricavarne che esso non ci sia, e quelli che del lavoro ne sono privi è proprio *in quanto privi* che SANNO non esserci, per la semplice logica che se ci fosse lo avrebbero, ed è appunto proprio in quanto non avendolo che loro SANNO non esserci; ma chi ce l'ha come può sapere se c'è oppure no? Da cosa lo può ricavare egli se c'è o non c'è? Non si capisce, e loro non lo spiegano. O meglio, lo spiegano col fatto che hanno lasciato un lavoro per un altro... ovviamente vano è aspettarsi che soggetti simili possano arrivare da sè a capire che un ragionamento tramite il quale, partendo dal presupposto che avendo loro una cosa, ne ricavano che possano di conseguenza averla anche TUTTI gli altri, riguardo chi lo partorisce non dà certo un impressione che possa essere interpretata come una dimostrazione indice di intelligenza... poi sbaglio a definirli stupidi? A me piace la chimica, quindi dovrei ricavarne che essa piace a tutti?
Riporto l'incipit della definizione di bias, da Wikipedia:

Il bias cognitivo, in psicologia, indica un giudizio (o un pregiudizio) non necessariamente corrispondente all'evidenza, sviluppato sulla base dell'interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio.
E' sempre curioso come dell'esistenza di una cosa ne è "consapevole" solo chi di quella cosa non ne ha bisogno... Come si suol dire, "chi ha denti non ha pane e chi ha pane non ha denti". Ok, c'è, dimmi dove no? Anzi, DAMMELO, visto che c'è, dammelo, no? Ovviamente no, c'è, lo vedono, non ti dicono dove, e di dartelo loro guai a polemicamente chiederglielo: le cose le devono fare sempre e solo GLI ALTRI. "Dartelo" lo devono fare "gli altri", mai sè stessi, sempre "gli altri". Non puoi darmelo tu? Ok, allora STATTENE ZITTO! Chi ti ha chiesto qualcosa??? Dato che sono loro ad esporsi, mica io a chiedergli di farlo. Loro usano le strategie di portare le cose a livello personale anche quando non è quello il punto della questione dato che io non ho MAI parlato per me ma per i disoccupati come categoria! Perché qui parlo della mia attività sul web, non delle mie questioni personali col Sil. Che senso dovrebbe avere sul web farlo per me??? E chi sono io??? Dopotutto altro quelli non possono fare, essendo incapaci di fare un ragionamento concreto tutto ciò che possono fare è portare i "proverbi della nonna" per arrampicarsi sugli specchi. Ma cosa cambierebbe se un lavoro lo avessi io??? Quale differenza farebbe??? Chi ha mai detto che il punto della questione sarei io? E a quale titolo? Solo loro, io no di certo! E' molto indicativa questa cosa, non trovate? Se io sono disoccupato è per un motivo molto semplice: perché sussiste la disoccupazione. Se la disoccupazione non sussistesse, non esisterebbero disoccupati, né io né altri; questa è semplice logica, niente di speciale, non c'è bisogno di essere un genio per capirlo. Viceversa, per non capirla, una cosa talmente ovvia da essere scontata, deve volercene eh, e non poco!
In ogni caso, lasciando da parte le polemiche, credere che *implicitamente*, per il solo fatto di ignorarne l'assenza, una cosa esista, non implica effettivamente che quella cosa poi esista, non determina la sua comparsa implicita solo perché se ne ignora l'assenza e per il fatto stesso che egli l'ignori e solo in conseguenza dell'ignorarlo eh... sempre assente rimane anche quando lo si ignora. Perché in questo consiste ovviamente il "c'è": semplicemente nel *non sapere* che non c'è, NON certo nel "sapere che c'è". Ed è a fronte di questo che ad una persona normale non può risultare semplice comprendere cosa spinga questi a metterci una tale foga nel sostenere che "c'è"... Facile credere nel proprio immaginario che una cosa esista quando non se ne ha bisogno e quindi non si ha la necessità di verificarlo personalmente... per il solo essersene creato il pregiudizio "non necessariamente corrispondente all'evidenza, sviluppato sulla base dell'interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio" sulla base dei propri schemi mentali. Ma perché tutta questa foga? E' questa la cosa difficile da comprendere. Aspettate il momento in cui ne avrete bisogno, così potrete verificare da voi se c'è o non c'è. Anzi, lo potete fare pure ora, è una cosa che chiunque può appurare da sè: provate a mettere un annuncio in un sito apposito, un annuncio tipo "cerco giardiniere, pago 800 euro al mese", ma considerate che il numero di telefono che metterete come contatto poi per almeno qualche giorno (finché l'annuncio non diventa obsoleto) dovrete tenerlo spento (quindi vi conviene farlo solo se avete un numero di telefono secondario usando questo) perché sarete tempestati di telefonate una dietro l'altra giorno e notte, e quando lo riaccenderete vi troverete centinaia se non migliaia di sms ricevuti. Provate no? Non è difficile. No, certo, berciare senza sapere è più semplice che verificare personalmente le cose... eppure non mi pare sia una cosa che ci voglia molto a fare... mettere un annuncio per verificare da voi se "i disoccupati non vogliono lavorare". Provate, che vi costa? Ci vogliono 5 minuti a farlo. Probabilmente l'iter sarebbe lo stesso fino ai 400 euro, scemando progressivamente al calare della cifra (logicamente...), solo al di sotto di essi la quantità di telefonate ed sms ricevuti potrebbe probabilmente risultare tutto sommato gestibile. E non parlo senza cognizione, ma perché l'ho fatto verso uno di questi pezzi di merda, ho messo un annuncio col suo numero di telefono, ed il risultato ovviamente è stato questo (io già lo davo per scontato, volevo solo mostrarlo a lui). Non essere consapevoli che una cosa manca rimane quello che è, ossia *non sapere se c'è oppure no*. E finché non "si aprirà la scatola" non lo si potrà sapere, se "il gatto è vivo o morto". Ricavare che "il gatto è vivo" quando come unico presupposto sul quale potersi basare vi è l'ignorare se "è vivo o morto" è un bias ed un ragionamento capzioso. Come dire che un determinato oggetto, un normale sasso ad esempio, tiene lontane le tigri: funziona? Io non vedo tigri in giro, per cui funziona no? "Io il lavoro ce l'ho, per cui il lavoro c'è". Per loro certo che c'è, bella forza: lo hanno! Dal fatto che io un lavoro non ce l'ho dovrei ricavarne che non ce l'ha nemmeno nessun altro? Io fino a ieri ignoravo l'esistenza della sindrome di Lesch-Nihan, ergo fino a ieri la sindrome di Lesch-Nihan non esisteva... bisogna avvisare chi affetto, che, dato che io fino a ieri ne ignoravo l'esistenza, fino a ieri loro non ne sono stati affetti! Bisogna avvisare i disoccupati che dato che tal dei tali un lavoro ce l'ha, possono averlo pure loro! Perché dato che tal dei tali il lavoro ce l'ha, ed anzi riesce pure a scambiarsene a volontà con altri attualmente occupati come lui, il lavoro "c'è"! Alla faccia dell'egocentrismo! Ripeto: poi sono io quello che sbaglia a definirli stupidi...
Questo ragionamento non me lo si può girare contro, perché il credere che una cosa ci sia per TUTTI sulla base del fatto che ci sia per uno è illogico e demenziale, idem il credere che una cosa non ci sia per nessuno sulla base del fatto che non ci sia per uno, mentre ricavare che quella cosa manca per alcuni (anche fosse solo per sè stesso) ossia non ce n'è PER TUTTI dal fatto che manca per sè è un assioma che per quanto semplice è logico, anche se a mancare fosse solo quella per sè, dato che indica chiaramente che ne manca almeno una, e un esubero (di forza-lavoro, o scarsità di "posti") anche qualora fosse solo uno sempre un esubero rimane, indice che quella cosa per tutti non c'è. Quindi anche il lavoro mancasse solo per quella singola persona che dal solo fatto che gli manchi ne ricava *che manca*, fornisce come risultato logico e fattivo CHE MANCA tout court. Anche qualora l'esubero fosse solo uno, solo *quello*. Quindi, dato che nella realtà oggettiva lavoro per tutti NON C'E' e posso confermarvelo io dato che io lo so dato che a me manca, questa *E'* la constatazione di un dato di fatto innegabile, perché anche un singolo esubero sempre esubero rimane. E se il solo "credere" che "il lavoro c'è" in assenza di fondati motivi per ricavarlo si riduce a un proprio bias e niente più, pretendere di farlo credere anche quando colui al quale lo si dice conosce invece la realtà e quindi sa benissimo non corrispondervi, non è più solo limitato all'essere un proprio bias, ma è semplicemente dichiarare apertamente di essere un vero idiota e fiero di esserlo senza farne segreto. Sinceramente non mi capacito di come qualcuno possa tenerci così tanto ad auto-dichiararsi un idiota dimostrandolo apertamente in maniera talmente palese ed innegabile... Non so se qualcuno può considerare normale il raccontare una falsità su una persona... al diretto interessato stesso! Magari anche pretendendo e aspettandosi pure egli debba dire "si è vero"! La si può raccontare agli altri, ma che senso ha raccontare una bugia alla persona stessa oggetto di quella bugia? Loro questo fanno, se finora non fosse stato chiaro. Come si può ossia accusare uno perché disoccupato di esserlo per causa propria? Lo si può fare a sè stessi ossia auto-convincersene, oppure raccontarlo ad altri coi quali ce la si canta e suona, ma che senso ha farlo verso il diretto interessato il quale ovviamente non può per definizione stessa "non sapere" trattarsi di una falsità?! E questi misantropi fanno sempre questa cosa, ed io non riesco ancora a capire se facciano apposta per provocazione consapevoli che di falsità si tratta (essendosele inventate loro, è ovvio ed implicito...) o per quale motivo, spinti da che cosa, ma in ogni caso non è una cosa normale, che ci si possa aspettare, che ci si possa fare l'abitudine, non è una cosa che a me verrebbe naturale nè fare nè attendermi, è semplicemente solamente un puro delirare senza capo nè coda... eppure tocca assisterci! In tutti i casi, restando al credere che "il lavoro c'è" senza aver nulla su cui basarsi per stabilirlo, esso rimane in ogni caso solo un pregiudizio partorito nella fantasia tramite bias, riconducibile al desiderio di avere una scusa per poter giustificare l'espressione dell'odio verso il prossimo... questa è l'unica possibile spiegazione che si riesca a darsi, per quanto difficile (per me impossibile proprio) possa essere immedesimarcisi per comprenderne il contorto meccanismo mentale dal quale deriva. Che poi ce ne si approfitti per farlo oppure se lo si tenga per sè, perché magari può darsi anche ci sia chi non lo esplicita questo odio, timoroso della deprecazione che ne riceverebbe (perché ovviamente essi sono solo una minoranza che può limitarsi a cantarsela e suonarsela tra loro quando ci si incontrano, tipo come in forum su internet, solo lì proprio però, nel mondo reale non ci si incappa mai, per fortuna il 99% delle persone è normale, anzi quando gli racconto ste cose restano increduli proprio). Occhio al termine che ho usato: non verso *i disoccupati*, ma verso IL PROSSIMO, verso "gli altri"; loro non criticano i disoccupati: nei disoccupati loro scagliano il loro odio altrimenti represso verso l'umanità intera approfittando di questa scusa per poterlo fare liberamente, quindi verso anche tutti voi, dato che "disoccupato" non è un marchio ma una condizione variabile, quindi odio verso IL PROSSIMO tout court, perché disoccupato lo può essere chiunque (nessuno è immune), uno NON "E' disoccupato", ma E' disoccupato *in quel momento*, dato che mica è un marchio invariabile, ed in ogni caso anche nei confronti di chi in quel momento un lavoro lo ha ci sarà sempre "il più puro che ti epura". Quindi il loro è odio verso IL PROSSIMO tout court, anche perché qua c'è una cosa che non è ben chiara: secondo i misantropi, da quel che mi par di capire, uno quando il lavoro non lo ha è un fannullone mentre nel momento in cui lo trova cessa di essere tale? E quando lo perde lo ridiventa? Bella logica! In tal caso bisognerebbe segnarsi i loro nomi per quando lo perderanno loro, per segnalarli alla linea anti-suicidi. E poi, qual'è secondo il loro canone il confine che segna il distinguo tra fannullone e non fannullone? Uno che lavora 10 minuti al giorno cos'è tra i due? A quale livello di orario si pone quindi il confine? 1 ora è fannullone? 2 ore? 4? 10? 12? 24? Quante? Quanto bisogna essere "puri" per non rischiare di trovare "il più puro"? Altra cosa: chi lavora senza ottenere nulla in cambio è fannullone o non lo è? Dato che io nel corso della giornata non mi dò MAI un attimo libero (sono ossessivo-compulsivo, a stare senza far nulla non ci riesco neanche per un istante), evidentemente per quelli come loro la "valutazione" non si basa su cosa uno fa ma su cosa ne ricava, giusto no? Quindi per loro chi vince la lotteria e poi sta ad oziare il resto della vita è degno di lode, esatto? Mentre uno come me che a parte il *purtroppo* necessario dormire si ferma solo perché anche costretto ogni tanto a pisciare è degno solo di deprecazione perché fa tutto gratis, esatto? Bene bene. Ad ognuno farsi la sua idea in merito. Io, per quanto mi riguarda, SO (dopotutto non è che posso non saperlo, mica si possono raccontare bugie sul diretto interessato AL diretto interessato aspettandosi e pretendendo egli debba crederci, no?) che a questi, scusate la volgarità, *gli piscio in culo* (e questo me lo dimostrano loro eh, mica che vada a me così, quando uno è un mentecatto mica posso evitare di notarlo; posso tenermelo per me, ma mica posso non notarlo, è lui che si espone volontariamente a dimostrarmelo), e l'importante è che questo lo sappia io, io non sento di dover dimostrare proprio un bel niente a nessuno, per quanto mi riguarda, e non vedo perché dovrei e sulla base di cosa qualcuno possa magari aspettarselo o addirittura pretenderlo, e quindi non ho alcuna ragione di farlo, io. Ma il punto alla fine ed indipendentemente da tutto è: ma chi cazzo si credono di essere questi per permettersi di poter giudicare altri??? Perfino superfluo aggiungere che l'unica cosa che dovrebbero fare è solo vergognarsi...
Certo, vista la carenza di lavoro oggi, i misantropi stanno chiaramente vivendo nella loro "età dell'oro".
E se il lavoro non c'è il motivo non è certo ignoto, anzi, proprio sulla base dell'esistenza di motivi matematici che vanno ad eliminarne posti sarebbe da stupirsi ci fosse per tutti! Nel momento in cui la domanda di una merce è inferiore alle unità disponibili ("sott-occupazione"), in generale le unità più costose (ossia quelle che si assegnano un prezzo più alto rispetto a quello identificato dalla domanda come conveniente in rapporto all'utilità apportata) non saranno acquistate; questa logica matematica, corrispondente al mancato incontro tra domanda ed offerta all'ottimo paretiano, prende nome "dis-occupazione" nel caso la domanda vi sia ma il prezzo della merce è artificialmente troppo alto poiché sottoposto a costi spuri ossia anche qualora la merce sia offerta gratis. Il lavoro per tutti c'è, certo, basta pagare centinaia di euro a chi ti fa lavorare, ed il lavoro c'è, certo che c'è, e per tutti! Oggi neanche letteralmente gratis esiste la possibilità *per tutti* di essere utilizzati, lo so perché nonostante tutto io personalmente mi ci ero proposto anni fa, ricevendo un incredibile rifiuto. Voi magari ne sarete ignari, ma pure per fare volontariato bisogna avere santi in paradiso. Forse se mi fossi offerto di fornire io a loro delle banconote, magari mi avrebbero preso, no? Difatti la cosa che lascia perplessi è che ti dicono "il lavoro c'è" e a questo si limitano, non chiariscono mai cosa intendono con tale concetto. Vediamo quindi, oltre ad una frase in sè priva di alcun senso blaterata senza cognizione, di vedere se "il lavoro c'è" ossia come si analizza tale concetto scientificamente (matematicamente). Ribadendo che di una merce le unità più costose non saranno acquistate ("dis-occupazione"), a causa di costi spuri apposti legislativamente la forza-lavoro (che è una merce) disponibile oggi non viene interamente utilizzata fino all'ultima unità neanche *nominalmente* gratis (ossia senza alcun interscambio monetario, "dandoti 0" in parole povere) quindi nemmeno se *realmente* a chi la potrebbe utilizzare gli si paga interamente il proprio lavoro (salario 0 nominale), e non lo è ("acquisita") perché chi la utilizza ne avrebbe comunque delle altre spese grandi o piccole che siano, per cui forse pagandogli *nominalmente* (ossia dandogli letteralmente soldi) *quelle spese* almeno parzialmente magari in quel caso si che si potrebbe venir utilizzati, quindi non solo non dandoti nulla (trattenendosi loro interamente tutto il tuo prodotto) ma addirittura pagando tu a loro materialmente ("nominalmente", cedendogli letteralmente denaro) le spese, ecco, così si *IL LAVORO C'E'* "per tutti", cedendo materialmente (e non solo facendosi trattenere lo spettante del prodotto) 3-4-5-600 euro (la cifra anche solo parziale equivalente alle spese o a parte di esse, qualunque sia) a "chi ti fa lavorare" ed usufruisce dei frutti del tuo lavoro, la *tua* merce, in modo che ad egli costi totalmente 0 nominali o parzialmente quel minimo che egli ritiene accettabile, ecco che allora così si *IL LAVORO C'E'* "per tutti", consentendogli perciò di guadagnare *realmente* 1.100 euro (il tuo lavoro meno le spese che gli copri tu materialmente nel caso di copertura totale di esse, cosa che certamente sussisterebbe almeno per l'ultima frazione marginale). Ecco che abbiamo il lavoro che c'è: basta pagare 1.100 euro mensili a chi ti fa lavorare, ed il lavoro c'è per tutti fino all'ultimo! Possono essere considerati persone sane di mente questi? E la cosa surreale è che se gli fai notare che i salari "accettabili" (poiché vengono accettati da qualcuno) oggi sono scesi a 400 euro al mese, cifra per la quale non rimane vacante alcun posto ed anzi c'è la fila, loro (dimostrando di esserne all'oscuro, beati loro) ti vengono a rispondere come una beffa che "non è possibile" e che "il salario minimo è di 1.200"... no un attimo, fatemi capire... se "il lavoro c'è" e "il salario minimo è di 1.200"... vorrebbe dire che, a differenza di quel che avevo capito fino a quel momento (che loro pretendessero si dovesse lavorare gratis), la loro immaginazione raggiunge livelli talmente aberranti da credere che quel lavoro che a loro vedere c'è, oltre ad "esserci" è pure pagato 1.200 euro e a chiunque solo "lo voglia"??? Ma vi rendete conto??? Ergo loro non stanno pretendendo che gli altri debbano lavorare sia gratis che pagando come ho creduto dall'inizio e fino ad un certo momento (e quale altro senso avrei potuto dargli?), ma nella loro contorta fantasia oggi sussiste qualcuno che sta offrendo 1.200 euro al mese vanamente, e nessuno che si presenti... me la sono ritrovata sul serio a leggerla sta stupidaggine demenziale! Fate conto che fino a quando sono incappato in questa io non capivo nemmeno cosa intendessero esattamente con "il lavoro c'è"... proviamo a vederla in questo verso: devono esserci persone disposte a darti tot soldi (addirittura 1.200 euro poi!), e devono esserci perché lo hanno deciso loro, logico no? E "ci sono", sempre perché lo hanno deciso loro. Li vedono! Se magari questi informassero pure i soggetti in questione (quelli che a loro vedere "dovrebbero" darmi 1.200 euro ed essere tuttora lì in attesa che io mi ci presenti), magari non sarebbe male. Avvisateli però! Avvisateli che devono darmi tot soldi, 1.200 euro addirittura poi, perché così avete deciso voi! Oppure dite a me dove essi si trovano in modo che possa io recarmi da questi poverini che stanno là solo in attesa che io mi rechi da loro. Ovviamente devono essere altri a darmeli, questo è ovvio, mai sè stessi. Non voi. Viene difficile capire altrimenti come si concilino le due frasi "il lavoro c'è" e "il salario minimo è di 1.200"... o "c'è" (gratis) o è pagato 1.200 (e quindi solo a pochi), ma non entrambe le cose assieme! Quando la realtà è che c'è si qualcuno che lavoro e nominalmente soldi ne offre, ma 400 euro, e per un posto disponibile si presentano in 10 e gli altri 9 restano fuori, gli altri 9 per poter essere utilizzati dovrebbero offrirsi per ancora meno di 400 e progressivamente fino anche a lavorare gratis nominalmente fino anche a pagare materialmente, 3-4-5-600 euro per coprire interamente le spese del proprio utilizzo, e l'ultimo dei 9 fino anche a cifre maggiori di queste. Perché lui i soldi li stampa con la stampante, no? Non cerca lavoro proprio per ottenere soldi in cambio, mancandogli, no, ovvio, dovrebbe essere lui a pagare per cedere la sua merce, ha molto senso no? Perché se non fosse chiaro, il fatto che per paghe nominali di 400 euro ci sia la fila e molti ne vengano addirittura ("addirittura" secondo chi crede ci sia una fantomatica fila per darne 1.200 che "nessuno vuole", ovviamente) esclusi ovviamente indica che c'è anche chi disposto per meno, progressivamente fino a 0. Solo sotto questa linea (0) tutti "i disoccupati non vogliono lavorare" (è più esatto dire *non possono*: essendo disoccupati che cercano lavoro proprio allo scopo di ottenere un reddito oggi mancantigli, non dispongono obtortocollo di soldi per poter pagare, ovviamente, "si presume"); sopra lo 0, qualunque sia la cifra, anche 1, si troverà sempre teoricamente *statisticamente parlando* ALMENO 1 persona come frazione marginale disposta ad offrirsi a tempo pieno, per mera questione di probabilità statistica, anche qualora realmente essa non ci fosse; ed invece ce ne sono eccome: ognuno ha il suo prezzo, già esistono persone che (potendoselo permettere per via di altri redditi che gli consentono di farlo) lavorano per 0, "volontariato" si chiama, e tutti sappiamo ce ne sono (negarlo quindi è solo ammettere di essere un cretino), perfino *pagando* nominalmente dato che certamente molti di essi sostengono da sè le spese nominali implicite (anche fossero solo quelle di trasporto), quindi anche sotto zero, chi se lo può permettere. Difatti come conseguenza della presenza di qualcuno che si offre a 0 esuberando i posti pagati 0 ne deriva che tutti i posti sotto i 400 (nel nord Italia, nel sud sotto i 300-250) non sono "assegnati" progressivamente al decrescere del prezzo ma sono assegnati in blocco a prezzo 0 (al volontariato esuberante le necessità di esso) che così fa un ingiusta concorrenza a chi si offre anche per meno di 400 (250 al sud) ma non può permettersi di farlo per 0. E' questo meccanismo a dare la cifra di 400 come salario minimo: fino a quella cifra disponibile i posti sono colmati, i posti rimanenti sono tutti colmati da chi si offre a 0, per cui non ha senso offrire tipo 350 a chi si sta offrendo a 0. Esigere che il "volontariato" debba farlo chi permetterselo non può (forse si pretende abbia la stampante per i soldi?) ha solo un termine per definirlo: pura demenza! Vi giuro, è veramente complicato analizzare argomenti che sono di per sè sconclusionati e demenziali, non immaginate che fatica faccio ad elaborarli per rispondervici.

disoccupazione

Il che si traduce in "il lavoro NON C'E'" dato che quello NON LO E' se come lavoro vogliamo intendere mezzo di sostentamento e non... non si capisce nemmeno bene cosa intendano loro, quelli che dicono che *IL LAVORO C'E'* "per tutti"... esattamente cosa intendano loro con il termine "lavoro"... ossia quale sia secondo loro lo scopo dello svolgerlo... non so, ma "a casa mia" detto in parole povere è ricevere qualcosa in cambio, un reddito, sotto forma di soldi insomma, non per vezzo ma perché necessario (non so a voi, ma a me il salumiere non regala il salame), ma non credo doverlo spiegare io a voi, no? Presumo sia una concezione univoca, no? Evidentemente, come ipotesi alternativa all'immaginaria "esistenza" di qualcuno che è attualmente in vana attesa di cedere 1.200 euro a chiunque si presenti, i misantropi insinuano sia sensato lavorare non solo gratis ma pagando (non si vede altra spiegazione alternativa al dire *IL LAVORO C'E'* quando ad esserci *per tutti* è solo quello non solo gratis ma proprio pagando; cosa che ovviamente però vale solo per gli altri, come sempre), anche senza avere la possibilità di farlo (pagare con cosa? nel momento in cui quello per cui dovrei pagare è finalizzato proprio ad ottenere il mezzo stesso di pagamento), e la spiegazione di ciò non può arrivare da psicosi (a tutto c'è un limite), ma solamente appunto dal fare apposta per indispettire gli astanti (per invidia, mi suggeriscono, anche se non so invidia *di che cosa*...), quindi una nevrosi. Di fare la figura dei dementi pare non gli interessi, ma vabbè, contenti loro. Evidentemente ne traggono soddisfazione dal suonarsela e cantarsela tra loro, poco importa che siano chiaramente deliri farneticanti, finché se li raccontano tra di loro (pur ovviamente consapevoli ciascuno che di farneticazioni demenziali si tratta, è difficilmente credibile dicano sul serio). Almeno questo è ciò che credevo prima di incappare in chi, partorendolo chiaramente dalla sua fantasia, è convinto attualmente ci sia qualcuno che offre ben 1.200 (neanche 7-8-900 euro, che già è vano, addirittura 1.200!) e ci sia gente che muore di fame che li rifiuta... vi rendete conto??? Certo che il lavoro c'è per tutti e c'è chi lo "offre": basta che le unità oggi inoccupate gli paghino ogni mese 3-4-5-600 euro, magari un pò di più per l'ultimissima unità, mettiamo 900 o più, ed il lavoro c'è, anche fino all'ultima unità sarà "assunta"! Basta solo che essa paghi 900 o più euro a chi la utilizza, e verrà utilizzata anch'essa! Evviva!!! Il lavoro c'è! Che parassiti quei disoccupati che non vogliono pagare per lavorare eh? E che dire di quelli che potrebbero pure farlo senza dover pagare? Maledetti fannulloni!!!
La "dis-occupazione" può ovviamente riferirsi a qualunque merce, per cui: che *fannulloni* quei frigoriferi che non vogliono farsi acquistare! E che *irresponsabili* quei venditori che non li vogliono regalare! Per non parlare poi di chi tra loro addirittura pretende che l'"acquirente" debba pagare ALMENO la consegna! Vogliamo pretendere che il venditore ci paghi pure la fornitura della corrente elettrica necessaria al suo funzionamento vita natural-durante? Tanto vale esagerare!!! Se questi ultimi concetti vi hanno fatto storcere il naso, sappiate che nel commercio del lavoro oggi sono invece considerati (probabilmente anche da voi stessi) normalissimi: pare che il concetto di "lavorare pagando" (farlo solo "gratis" sarebbe pretendere troppo!) stia benissimo per tutti, l'importante è e rimane sempre che a farlo siano "gli altri"... e dato che un "sacco vuoto non sta in piedi", pretendere e aspettarsi (come parrebbe facciano i bulli misantropi che accusano gli inoccupati di essere loro i responsabili "della disoccupazione", neanche *della loro inoccupazione*, ma proprio *della disoccupazione* tout court) che qualcuno (ma rigorosamente "gli altri" eh, mai sè stessi, sempre "gli altri") debba svolgere qualcosa NON solo gratis ma perfino realmente *pagando* (e in certi casi pure nel momento in cui ad esso viene perfino interamente realmente SOTTRATTA ogni base reddituale stessa lasciandolo totalmente perfino privo di un qualunque reddito spendibile!), ha una sola parola a poterlo definire, ripeto: pura demenza!

"Egoismo non è fare quel che si vuole, ma pretendere che gli altri facciano quello che vogliamo noi" (Oscar Wilde)

Che fannulloni i disoccupati che non vogliono farsi assumere a 400 euro al mese eh? Incollo un post da facebook, di Andrea Canbianco:

Circa 5 anni fa sono stato quasi 8 mesi senza lavoro tra cassa integrazione e disoccupazione, e mentre percepivo circa 900 euro al mese c'erano persone che mi proponevano lavori da 600-700 e familiari che mi pregavano in ginocchio e piangenti di accettarne uno purché sia ma nonostante lo stigma sociale che mi si era venuto a creare attorno io ho tenuto duro ed ho continuato a rifiutare finché non ho trovato un lavoro che mi pareva vantaggioso, e quel lavoro è quello che a suo tempo mi ha permesso di crearmi una famiglia, sebbene poi non sia diventato indeterminato. Ecco a cosa serve il turpe "assistenzialismo" tanto odiato sia dagli europeisti liberali che dai sovranisti duri e puri. A permetterti di scegliere un lavoro dignitoso, a dartene il tempo e la serenità. Ora fatemi essere chiaro: il lavoro che, da poco, svolgo mi piace molto. Mi diverte ancora, mi eccita, mi onora. Colgo l'occasione di scrutarmi ad ogni vetrata che incontro per mirare la mia divisa e dire a me stesso "ecco l' uomo che volevo diventare", anche se sono l'ultima ruota del carro. Mi riempie di orgoglio e mi fa sentire utile alla società. Le mie bordate contro il lavoro non sono uno sfogo personale per il fatto che non mi piace quello che faccio. Sono al contrario perché vorrei farlo per amore, non per necessità. Certo, posso unire amore e necessità, ma quanto potrei meglio goderne se potessi contentrarmi solo sull'amore? Quando dico "un uomo liberato dal lavoro" io non intendo un uomo che abbia fatto la fossa sul divano, ma un uomo che liberato dalla necessità di lavorare, dona autonomamente il suo tempo alla collettività, poiché è lì che cresceranno i suoi figli, perché compito dello Stato è anche quello di insegnare un etica all'individuo e fargli capire che esso non è che una cellula di un corpo maggiore, che se sta meglio l'uno, ne giova pure l'altro. Un reddito di cittadinanza reale, universale, incondizionato può essere lo strumento per arrivare a questo mondo, altro che schiavitù.
Stigma??? Ma in che cazzo di mondo mi è toccato capitare??? Un mondo nel quale essere dotato di mero buon senso è deprecabile mentre quelli "sensati" appaiono i mentecatti che contro ogni minimo raziocinio "mi pregavano in ginocchio e piangenti di accettarne uno purché sia" non è un mondo normale! Ma bisogna veramente essere bacati nel cervello per definire "scuse" e fannullone chi giustamente si rifiuta di regalare la propria merce! Però, guarda un pò, quando a rifiutarsi è il salumiere allora si che fa bene, eh? E' questa la cosa pazzesca, il "due pesi e due misure" e l'incapacità di comprendere che è la stessa cosa! Anzi, proviamo a fare un paragone ancora più azzeccato: un proprietario di casa che non trova affittuari perché esige una cifra troppo alta e si rifiuta di abbassarla, col risultato che la casa rimane vuota. Verso questo non hanno nulla da criticare, lui non è un fannullone, no, questo secondo i dementi non è il medesimo meccanismo di chi si rifiuta di cedere il proprio tempo gratis o pagando, no di certo. Ed invece è la medesima cosa! Ma evidentemente certa gente è troppo ritardata mentalmente per arrivarci a comprenderlo. Quelli dell'esempio vanno bene, gli altri sono fannulloni... è semplicemente aberrante, da far cadere le braccia... intanto la casa è vuota, inutilizzata, e gente costretta a coabitare con altri o addirittura a dormire per strada. Loro si permettono di arrogarsi di stigmatizzare me??? Io stigmatizzo loro!!! Che ne prendano atto! Io su una cosa che non comprendo non vado a pontificare pretendendo pure imperterrito di aver ragione anche dopo che chi la comprende me l'ha spiegata! Pagando (anzi, *compensando*) OGNI cosa viene fatta, ma non serve certo che venga io a spiegarlo a voi che state leggendo, si presume che anche voi non facciate cose per altri senza un motivo che vi ci spinga a farle (definizione di "compensazione" del tempo impiegato), e che se non lo fate non è perché "non vi va" di farlo ma perché avete NECESSITA' di ottenere qualcosa in cambio dato che si presume che nemmeno a voi il salumiere regali il salame. Per chi non ha necessità è facile fare cose senza contropartite! Già le ha! E magari senza aver dovuto fare qualcosa in cambio. Certo che in certi casi il "prezzo" è talmente infondatamente alto che lo si può anche considerare un "non voler lavorare" vero e proprio, essendo il risultato il medesimo, allo stesso modo per cui se un salumiere mette il salame a 10 volte il suo prezzo avrà la bottega vuota; ma rimane SEMPRE il fatto che E' "non voler lavorare *per meno di tot*", e per mera questione di probabilità statistica certo che qualcuno ci sarà. Certo. Eppure spesso ad "essere acquistati" (ossia avere un lavoro) sono proprio loro (magari uno siete proprio voi), le sanguisughe che, esigendo un prezzo alto a fronte di una resa bassa, a tutti gli effetti si può dire che "non vogliono lavorare"... quelli che "non vogliono lavorare" sono proprio loro, magari pure voi. I VERI fannulloni e parassiti nella maggior parte dei casi sono proprio i bulli "barboni nell'animo" che ne accusano gli altri! E lo sono per forza di cose (in un sistema economico dove ad essere privilegiati nell'assunzione sono appunto i parassiti "barboni nell'animo" come è questo vigente oggi), dato per scontato che un lavoro ce l'abbiano. E così facendo lo tolgono agli altri, a chi parassita "barbone nell'animo" non lo è, come a me, che nonostante il propormi ad un prezzo bassissimo, per qualche ragione che anche dopo tutti questi anni di *esperienza* non sono ancora riuscito del tutto ad inquadrare (se non alla luce dell'avere un etica del lavoro di tipo giapponese ed un animo pauperistico che evidentemente in un paese come l'Italia sono paradossalmente disprezzati al contrario di ciò che sarebbe in un mondo normale), dalla "domanda" mi viene "assegnato" un valore evidentemente ancora inferiore... praticamente nullo quindi! E nonostante altri nella mia condizione lo facciano, io so non essere giusto e corretto "fare" dumping pagando (solo "regalandomi" sarebbe per me pretendere troppo, già ora mi ci sto offrendo come minimo gratis...) un esagerazione a quegli accattoni. Lasciargli generosamente un 200 euro di "mancia" potrebbe pure starmi bene, ma farmi sottrarre con arbitrio unilaterale 6-700 no! Sarò anche modesto e altruista, ma una dignità ce l'ho, oltre al buon senso e alla capacità di valutare e le conoscenze su cui basarmi per poterlo fare. Perché se loro, quelli che accettano di lavorare per 400 euro al mese, sono convinti di star ricevendo 400 euro al mese, io sto cercando di informarli che in realtà nel momento in cui ceteris paribus il livello salariale naturale è 1.100 (quale è realistico valutare grossomodo quello odierno) quello che stanno facendo è REGALARE 500 in più oltre agli accettabili 200 di quei 700 che stanno regalando a coloro (che assumono così la qualifica di *estorsori*) i quali se non lo facessero li accuserebbero oltretutto di essere loro i ladri! In questo mondo capovolto.
Per quale ragione "gli imprenditori accattoni" preferiscano acquistare merce più costosa (prezzo alto/resa bassa) di quella che vendo io, devo ancora capirlo. Forse la qualità "intimorisce" o insospettisce... non so darmi altra spiegazione per il momento. Sta di fatto che in un mondo capovolto è comprensibile che ad essere assunti saranno i più parassiti, e viceversa. Ed il fatto che in questo mondo ad essere assunti e quindi ad avere un lavoro siano difatti notoriamente per antonomasia stessa i parassiti e se non proprio i più fannulloni tra essi almeno i mediocri diciamo, ne conferma se non proprio il suo capovolgimento almeno il suo dissesto. E spiega semplicemente anche per quale motivo essi invertano le accuse imputando con accanimento i loro difetti agli altri, a quelli che invece vengono scartati: "senso di colpa". Ma io non mi permetto di deprecare loro su questo aspetto, io non pretendo che tutti debbano essere uguali, io sensi di colpa e peccati di cui dovermi redimere non ne ho, e tantomeno acredine. Io le persone se le giudico lo faccio prima di tutto solo se nuociono a me, ed in ogni caso sulla base di ciò che esse sono, non di ciò che esse fanno o posseggono, soprattutto in questo ambito, perché sono consapevole che indipendentemente dal fatto che uno (o molti) lavorare lo desideri o lo rifiuti (per quanto entrambi i concetti sono surreali applicati ad una merce) ciò sarebbe *in ogni caso* totalmente irrilevante, quando a mancare sono i valori nominali per compensarlo in cambio ("acquistarlo"); ossia ancor fosse il rifiuto di qualcuno (anche presi tutti assieme) come ipotetica (per quanto surreale) "causa" del loro mancato smercio, possibilità di lavoro compensato (ossia di "essere acquistati") non essendocene per tutti (per cause strutturali tipo appunto i bilanci vincolati, in concomitanza all'esosità di chi un lavoro lo ha), quelli che ne sono lasciati privi (ossia che "non vengono acquistati") indipendentemente dalla loro volontà (ossia compresi quelli che sul mercato ci sono ammettendo ci sia qualcuno che ci si esclude a priori), volenti o nolenti, non farebbe alcuna differenza *SULLA* *dis-occupazione* che è un concetto matematico, mancato incontro tra domanda ed offerta al 100%. In ogni caso rimane valida la semplice banalissima logica: mica che una cosa salta fuori così dal nulla quando prima non c'era solo nel momento in cui uno la desidera e solo perché lui "la desidera" quando prima la rifiutava! Vi rendete conto che, per quanto incredibile possa sembrarvi, esistono VERAMENTE persone che sostengono e pure apparentemente convintamente che *la disoccupazione* non "è", ma addirittura proprio "SONO"... "i disoccupati che non vogliono lavorare"? Io sinceramente in un cervello che sulla base dell'ignoranza del significato di una cosa riesce a partorirsene uno "tutto suo" oltretutto talmente demenzialmente paradossale non riesco proprio ad immedesimarmici per poterlo comprendere... non me ne capacito proprio nonostante averci assistito diverse volte negli ultimi anni... se non altro proprio perché esula anche dalla sola banalissima logica: un pò come dire che la causa delle rapine sono quelli che vengono rapinati... o della morte chi muore... vi pare normale pensare ciò? Eppure c'è chi lo sostiene apparentemente sul serio, e lo fa pure con veemenza! Che poi sul fatto che egli lo pensi veramente ripeto che ho sempre avuto anch'io (come altri che mi ci hanno messo la pulce nell'orecchio su tale ipotesi) forti dubbi eh, ripeto che presumo sia piuttosto un qualche meccanismo mentale del tipo di quello che sta alla base del fenomeno del "bullismo", come ho già accennato, voler fare polemicamente il "bastian contrario", questa è la spiegazione più razionale che riesco a darmi, ossia un modo per sfogare la propria misantropia ed allo stesso tempo esorcizzare i propri sensi di colpa ed il proprio "complesso d'inferiorità", un auto-giustificazione insomma per potersi scagliare auto-legittimandosene moralmente contro un "mostro" auto-creato... appiccicandogli etichette inventate e mettendogli in bocca cose che loro desidererebbero dicessero o pensassero, tipico ragionamento auto-giustificatorio che permette ai bulli di tormentare i più deboli sentendosi nel giusto di farlo... e ad avvalorare questa ipotesi è il fatto che regolarmente questi soggetti nel momento in cui gli si spiega la realtà ossia l'univoco senso logico e semantico del concetto, nonché fattivo e scientifico, questi NON ti rispondono "ah scusa, avevo frainteso il senso del termine, ora tutto assume finalmente quell'aspetto sensato che, a causa di pregiudizi che mi ero messo in testa non so nemmeno sulla base di quale errata percezione, finora da solo non ero riuscito a cogliere" come ci si attenderebbe comprensibilmente da una persona sana di mente, ma persistono pure imperterriti e veentemente con furore a pretendere di voler aver ragione sulla loro demenziale "versione"!

"Gli uomini son più duri del macigno e meno malleabili del ferro" (Benito Mussolini)

Nonostante sia palese la demenzialità del concetto stesso di incolpare di una cosa chi di quella cosa ne è la vittima per definizione stessa (la "merce" rimasta invenduta, la cosiddetta "scorta"), non quindi per "opinione" ma anche solo per significato sia logico che semantico del concetto e del termine che lo definisce univocamente, nonchè di fatto. Ma poi, appunto, se non la logica ed i fatti, almeno la semantica porcogiuda... se la disoccupazione è il problema, è spontaneo identificare di tale problema nella semantica del termine le vittime in quello che prende nome convenzionalmente "disoccupati", che benché termine effettivamente semanticamente scorretto nell'uso finalizzato ad indicare *uno status* (il termine "disoccup-azione" indica una situazione sistemica di distorsione, non può esistere un soggetto che è al contempo sia una cosa che l'altra in una distorsione), è comunque ovvio ne possa indicare convenzionalmente solo "chi ne è vittima", "chi ne è oggetto", "chi vi è soggetto" (dopotutto, chi altri potrebbe indicare? dato che i responsabili sono occupati per definizione, il termine che definisce chi va a causarla è "occupati", ovviamente, quindi non servirebbe nemmeno inventarsene uno esistendo già); quindi anche se il termine esatto sarebbe "inoccupati" quest'ultimo semanticamente comprenderebbe anche quei rari che "non occupati" lo sono per propria scelta e non solo involontariamente in conseguenza di una situazione generale distorta, e che quindi non possono considerarsi "soggetti ad un problema" (se è una loro scelta non può certo essere un problema che si possa interpretare riguardarli, ovviamente), e convenzionalmente il termine "inoccupato" indicherebbe chi "in attesa di prima occupazione" ("prima" in senso temporale, non in contrapposizione a "seconda" intesa come lavoro precario) e quindi comunque sempre in conseguenza della disoccupazione inoccupato lo è, per cui, in definitiva, con licenza poetica possiamo usare *per convenzione* il termine "disoccupato" per definire "colui il quale è vittima" *della disoccupazione* (soprattutto in relazione alla categoria, più che ai singoli soggetti) ossia è inoccupato involontariamente sia che abbia già lavorato in precedenza oppure no, diversamente dal distinguo tra i termini usato in economia che io noto essere semanticamente errato in quanto appunto anche in relazione a chi non ha mai lavorato in precedenza e quando tale status è involontario ciò è comunque a causa della situazione di disoccupazione e quindi non si vede ragione dell'uso di due termini distinti per indicare il medesimo status... ma a parte le mie sottigliezze semantiche (sulle quali magari sono lezioso io, ok), rimanendo nell'ambito dei significati convenzionali dei termini almeno un libro di grammatica o un vocabolario i misantropi non ce l'hanno? Ripeto che senza averci assistito coi miei occhi io non sarei MAI riuscito ad ipotizzare autonomamente la possibilità stessa che qualcuno potesse "interpretare" l'altrimenti univoco concetto di "disoccupazione" e SOPRATTUTTO ricavarne un senso diametralmente capovolto (nel senso di invertire l'attribuzione tra "vittime" e "carnefici") rispetto a quello che dovrebbe venir anche solo spontaneo leggerci a chiunque, anche senza necessità di apprenderlo appositamente o di leggerlo in un vocabolario e di doverlo analizzare leziosamente... anche senza conoscerne la definizione sia semantica che logica nonché realistica nei fatti e senza saperla essere univocamente "ininterpretabile" dovrebbe comunque venire spontaneo coglierla da sè, non dovrebbe essere necessario andarsene ad inventare una surreale di sana pianta! E pretendere poi di stabilire che quella da loro inventata debba essere quella corretta! Peccato per loro che chi scrive i dizionari lo faccia sulla base della definizione esatta e non su fantomatiche cagate messe in giro da malati di mente.
Ma tralasciando temporaneamente la matematica e la semantica e venendo alla sociologia, è curioso notare come per i misantropi la "deprecazione" valga però SOLO verso chi è privo di lavoro senza che ciò sia determinato dal fatto che "se lo può permettere", ma immancabilmente il giudizio di "parassita" viene improvvisamente meno quando a non far nulla è chi agisce in tal modo perché "se lo può permettere" o perché lo può scansare grazie alla scusa della scuola eh? Loro non sono parassiti, no, certo che no. Questo apparentemente imprevedibile paradosso striderebbe con la "diagnosi" che l'auto-giustificazione di tale accanimento bullistico deriverebbe, almeno da quel che mi è sempre parso di capire e per quanto assurdo possa sembrare, dal fatto che questi misantropi frustrati nella loro contorta fantasia percepirebbero, non si sa sulla base di cosa, ADDIRITTURA di ricevere un qualche danno personale da parte di chi non lavora. Ed anche se non è chiaro sotto quale forma si presenterebbe esattamente questo presunto "danno", alla luce di questa peculiare *mania di persecuzione* la cosa che appunto lascia abbastanza perplessi sulla sua possibile "origine" psicopatologica è che non si mettano ad accusare per primi non solo i "rentier" o gli studenti, ma perfino i defunti e chi non è nemmeno mai esistito... cosa che, sulla base di questa loro paranoica ossessione, ci si aspetterebbe comprensibilmente facessero... ed invece ("giallo" pazzesco!) a quanto pare no, contro "essi" non ci si scagliano lanciando furiose accuse demenziali come invece fanno verso i "disoccupati" convenzionalmente propriamente detti ossia coloro i quali sono *in cerca di lavoro* per definizione stessa non potendosi permettere di rinunciarci volontariamente, sia che ancora lo cerchino attivamente o scoraggiati abbiano smesso di farlo per rimanere solo passivamente in attesa della cosiddetta "botta di culo", il fattore grazie al SOLO quale quelli ai quali è già capitata possono permettersi di accusare e bullizzare quelli ai quali non è ancora capitata... Piuttosto, la foga con la quale sti frustrati si scagliano contro "i disoccupati" farebbe quasi sospettare acredine, come se essi li identificassero come soggetti "più fortunati" di loro (che evidentemente un lavoro si presume l'abbiano, oppure non ce l'hanno perché non ne hanno bisogno, ossia, in entrambi i casi, quelli che un reddito lo hanno, altrimenti se conoscessero il mercato del lavoro non parlerebbero a vanvera senza sapere - come invece fanno)... ora, come qualcuno che un reddito lo ha possa ritenersi MENO fortunato di me che porto le stesse scarpe da almeno 8 anni, come cintura ho una corda, la mia giacca è talmente lisa che al posto della "leva" della cerniera ho dovuto mettere una graffetta, da quasi 2 anni non ho più un cellulare e non bevo un caffè al bar, non esco quasi più di casa, e solo per fortuna finora non ho avuto necessità di medicine altrimenti non saprei proprio come fare a comprarle... non so... facciamo cambio? Però, guarda un pò, immancabilmente verso i parassiti nullafacenti (quelli effettivamente tali, alla "Briatore", per intenderci) no che non provano acredine eh? Dei parassiti ne hanno solo invidia e basta, invece... e magari pure rispetto!!! Evidentemente non sono molto diversi da loro... gli mancano solo i loro soldi per potersi permettere di non lavorare. E loro sono quelli che si permettono di accusare quelli come me... vorrei proprio vederli se vincessero milioni alla lotteria cosa farebbero...

"Il denaro che si possiede è strumento di libertà; quello che si insegue è strumento di schiavitù" (Jean-Jacques Rousseau)

Ma non serve immaginarlo, dato che già ora nel momento in cui gli si gira la cosa, immancabilmente e regolarmente se ne saltano incredibilmente fuori con "ah io per meno di tot non mi alzo neanche dal letto", LORO! E lo ammettono CON CANDORE! Come se nemmeno si rendessero conto che è proprio ciò di cui LORO stanno accusando GLI ALTRI! Quanto contorta debba essere una mente che nel momento stesso in cui ammette una cosa di sè stesso ne accusa gli altri come se lui fosse, a questo punto non si sa più sulla base di cosa, "differente", mi è impossibile immedesimarmici per poterlo capire. Quale filo logico ricolleghi l'ammissione (anzi, il vanto, proprio, perché lo sputano apertamente come per farsene un vanto!) di essere, nell'"accusa" in questione, *peggio* di quelli che stanno accusando proprio nel medesimo contesto, lo spiega solo la stupidità ed ignoranza del nemmeno rendersi conto che quel "vanto" E' PROPRIO CIO' DI CUI STANNO ACCUSANDO GLI ALTRI! Dato che, come abbiamo visto, *logicamente* parlando NON ESISTE qualcuno che "non vuole lavorare"; esistono persone che *hanno un prezzo* ed altre che *ne hanno un altro*, ognuno ha il proprio, e quindi chi passa erroneamente sotto la definizione "non vuole lavorare" nella realtà logica si traduce con *si assegna un prezzo troppo alto*, e loro "vantandosi" di avere un prezzo alto si collocano nella posizione di quelli che stanno accusando, dato che a rimanere inoccupate ("invendute") dovrebbero essere appunto le unità più costose ossia quelle che si assegnano un prezzo più alto rispetto a quello identificato dalla domanda come conveniente per ottenere il loro valore in rapporto all'utilità apportata, per cui non saranno acquistate ("dis-occupazione"). Il fatto che loro siano stati acquistati (altrimenti si presume non si permetterebbero di accusare chi acquistato in quel momento non lo è) nonostante il dichiarare di avere un prezzo alto (auto-classificandosi letteralmente come "sanguisughe" quindi) è assai indicativo... Il prezzo di una persona non è arbitrario ma deriva dai costi di opportunità, spiego il concetto con un esempio: comprate un gratta e vinci in un autogrill a 300 chilometri da casa; lo grattate solo arrivati a casa e scoprite di aver vinto, ma potete ritirare la vincita solo nell'autogrill dove lo avete comprato e non avete occasioni di passarvi presso prima della scadenza del biglietto. Per indurvi a recarvi appositamente fino a quell'autogrill unicamente allo scopo di ritirarla, di quanto dovrebbe essere la vincita? Ecco, questo è il costo di opportunità. Il costo del viaggio fino all'autogrill, costo sulla base del quale valutare se sussista l'opportunità o meno di recarvicisi apposta solo per ritirare quella vincita. Non è complicato no? Questo è il costo di opportunità, ossia quella legge matematica che gli ignoranti in economia chiamano "scuse" accusandone sulla base della sua valutazione i disoccupati di "accamparle allo scopo di scansare il lavoro"; è curioso come per gli ignoranti il costo di opportunità assuma la forma di "scusa" quando a valutarlo sono i disoccupati, mentre invece d'incanto cessa di esserlo quando a valutarlo sono i loro adorati imprenditori ed i commercianti eh? Allora il valutarlo diventa giustissimo. Va preso in considerazione anche il fatto che i costi non sono solo quelli visibili ma vi sono anche costi invisibili, e sono questi ultimi a variare da persona a persona; di conseguenza il prezzo che una persona "si assegna" non è necessariamente quello poi pure identificato dagli altri per quella persona. C'è chi si assegna un prezzo più alto rispetto a quello assegnatogli dagli altri, e viceversa. Ovviamente nel primo caso egli dovrebbe venir "smerciato" più difficilmente rispetto al secondo caso. Il caso in cui nonostante un prezzo alto si è "comprati" dovrebbe essere dovuto normalmente a qualche valore aggiunto tipo il titolo di studio o esperienza acquisita, allorché il prezzo non sarebbe "alto" ma adeguato; un prezzo è alto o basso "rispetto al valore assegnato dal compratore", non in sè; ma in certi casi, soprattutto in una situazione nella quale vige la disoccupazione ossia il mercato è distorto e quindi chi assume è conseguentemente carente di lucidità di valutazione, l'essere smerciati dipende più che altro da "santi in paradiso" o "botta di culo" o il cosiddetto "sapersi vendere". Anche quando il caso in questione è quest'ultimo, io fossi in loro non me ne farei proprio un vanto... "vantarsi" di mancare di dignità e di valore...
Quindi con quale immaginaria coerenza si possano conciliare in una medesima persona il proprio vanto "per meno di tot non mi alzo neanche dal letto" ed il loro altro "classico", la fastidiosa locuzione della quale si riempiono la bocca compulsivamente come una sorta di mantra "auto-gratificante", il lodare "quelli che muovono il culo"... dato che paradossalmente i loro "eroi" sono appunto quelli che "muovono il culo" anche fosse inutilmente o addirittura in perdita, tipo il fare 300 chilometri per ritirare 10 euro o "portare pietre su un argine" (trovate la spiegazione di questa frase virgolettata in una delle email)... per la loro soddisfazione di dimostrare ai "fannulloni" che c'è chi fannullone non è portandogli esempi specifici noti (perché non ci si riferiscono mai a sè stessi con questo secondo mantra, ma ad esempi generici), che loro paiono venerare come "idoli". Si consideri che il riconoscere esplicitamente anche rispetto a sè stessi "superiorità" a degli "idoli" mitizzati ai quali far riferimento come esempi da imitare è una caratteristica specifica del narcisismo. Idoli da poter contrapporre come esempio a tutti gli altri, da cui ne consegue che, seguendo l'esempio dei loro idoli, "gli altri", rigorosamente "gli altri", DEVONO "muovere il culo", non importa che magari sia per fare cose inutili e/o in perdita... mentre loro "per meno di tot euro" si "vantano" di non alzarsi nemmeno dal letto (il che può anche essere giusto eh, loro "vanto" a parte, per costo di opportunità, dato che io so benissimo essere raziocinio e non "scuse", niente di cui vantarsi ma nemmeno di cui doversi vergognare, casomai a doversi vergognare è proprio chi lo definisce "scusa", vergognare della propria ignoranza e dell'odio verso il prossimo, che in questo si è una SCUSA per poterlo esibire)... e questi "idoli" corrispondono tipicamente nel loro immaginario ai "Renzo Rosso" cioè proprio a quelli che in un mondo normale starebbero in una casa di cartone sotto un ponte sopravvivendo solo grazie al reddito di cittadinanza! Capito quale cognizione ne hanno i misantropi? Per loro quelli che "muovono il culo" sarebbero, se non proprio "i Briatore", almeno i "Renzo Rosso" e i "Vladimiro Tallini", cioè i tipi che tutti sappiamo il loro status derivare NON da capacità ma dalla perfino stereotipata classica *occasione* "posto giusto - momento giusto"... quindi tutt'al più, all'occasione aver *saputo coglierla*, questo si, ma in quale mondo "fortuna" e "furbizia" sono sinonimi di "azione" e/o "capacità"? Per cui nel loro vocabolario il termine "fannullone" si riferisce sia a chi non ha avuto fortuna o non è stato abbastanza *furbo* da saperla cogliere, sia a chi SA valutare *realisticamente* i costi di opportunità anche invisibili. Qualcuno avvisi l'Accademia della crusca delle modifiche da fare!
Inoltre, l'impressione che ho ricavato nel corso degli anni di analisi della loro stupidità, mi ha portato anche alla conclusione che essi non siano in grado di discernere tra i due concetti semantici di "fannullone" e "pigro" facendone invece un tutt'uno... tocca spiegare quindi a me che i due termini indicano distintamente due concetti ben diversi uno dall'altro: c'è una bella differenza tra *non riuscire* a fare una cosa, ed il *non volerla fare*! "Pigro" indica comunemente ciò che in termini medici prende nome *letargico*, conseguenza tipica di vari tipi di patologie non sempre ufficialmente diagnosticate non venendone i loro sintomi sempre identificati dagli affetti come conseguenza di possibili patologie specifiche; molte delle quali, come le disfunzioni epatiche o le anemie, hanno appunto la letargia proprio come sintomo principale, causata quindi da patologie organiche, e della quale in realtà si tratta nella maggior parte dei casi diagnosticati per superficialità come "depressione", scambiata perciò come avente origine psichica, e sulla quale in molti casi per via di tale confusione si riesce a farsi riconoscere un invalidità (massima) del 75% ottenendo la relativa pensione. Quindi anche nei casi nei quali l'inoccupazione fosse volontaria dovuta a letargia, alla luce così del fatto che i bulli misantropi accusano alcuni tipi di malati di essere responsabili della loro condizione, viene spontaneo chiedere perché non facciano la stessa cosa anche verso ad esempio chi nato con altri tipi di disabilità, tipo deficit mitocondriali o lisosomiali... o vogliamo accusare di essere fannullone anche un paraplegico? O un sasso? E' curioso come i bulli misantropi non si scaglino anche contro i sassi accusandoli di essere fannulloni eh? Difatti un'altra delle classiche incoerenze che li caratterizzano è il giustificare l'inoccupazione di chi tatuato o avente altre caratteristiche di questo tipo... ma come, non sono gli stessi che dicono che il lavoro c'è per TUTTI? Quelli a "non volersi far assumere" non erano i disoccupati?
Che poi se uno sceglie di non lavorare NON E' nemmeno classificabile come *disoccupato* e NON facendo parte della categoria lui col concetto di *disoccupazione* non ce ne ha proprio nemmeno nulla a che vedere, altroché "causa". Le persone non sono merci, la *forza-lavoro* lo è. Se uno anche sceglie di sua volontà di non lavorare proprio, ossia a nessun prezzo, l'espressione che definisce il suo status è tutt'al più che *LUI* sarà "non occupato", non certo che lui (o la somma di tutti quelli come lui, quindi loro) - *CAUSI* - *LA* - *DISOCCUPAZIONE*! O addirittura che *LUI* (o *LORO*) sia *LA* disoccupazione! Anzi, per essere più precisi uno che sceglie di non lavorare NON E' nemmeno forza-lavoro, quindi non è nè occupato nè inoccupato; è solamente ciò che è, ossia *una persona*. E uno che è "disoccupato" è "disoccupato" (*inoccupato*) e basta, lui, NON E' *LA* *disoccupazione*! I "disoccupati" NON SONO *LA* *disoccupazione*! Essere "disoccupati" è *la condizione* di chi *E'* inoccupato, e basta, e *LA* disoccupazione è *LA* distorsione ("mancato incontro") della legge domanda-offerta nel mercato della manodopera in regime di vincolo di bilancio dovuta tipicamente dalla "perdita secca" causata dalle esternalità artificialmente apposte (*la disoccupazione* è *espressa graficamente* in uno dei modelli che trovate più sotto), generalmente da imposte e contributi obbligatori (e marginalmente dalla sottrazione della base reddituale che altrimenti abbasserebbe il costo del lavoro, e, oggi, anche dal "pizzo" dovuto agli intermediari nella cosiddetta "somministrazione"). Non "dai disoccupati che non vogliono lavorare", asserzione totalmente demenziale a fronte della suddetta distorsione ("dis-") matematica da sempre univocamente ed inequivocabilmente *scientificamente* "riconosciuta" NON come causa *DELLA* *disoccupazione* ma definizione stessa di essa, ossia l'*ESSERE* proprio LA disoccupazione, "disoccupazione" è cioè il termine che descrive il concetto espresso, ossia convenzionalmente della situazione sistemica nella quale, detto in parole povere, *lavoro pagato ("compensato") per tutti non c'è* che appunto è il significato univoco sia comune (quest'ultimo almeno fino a 5-6 anni fa... prima del "lavaggio del cervello" orwelliano e delle "legioni di imbecilli") che tradotto da quello scientifico, nonché di fatto, del termine.

"Se non state attenti i media vi faranno odiare gli oppressi e amare gli oppressori" (Malcom X)

Ma indipendentemente dal fatto che le cause siano riconosciute, rimane in ogni caso demenzialmente illogico in sè il concetto che le vittime di un *problema* ne siano volontariamente la causa: in certi casi un problema può essere auto-originato involontariamente (ad esempio un ricco attirerà inevitabilmente a sè i ladri pur non volendolo), ma "qui" si sta accusando di agire *volontariamente* così, e se è un azione che si sceglie di propria volontà, secondo loro perché ciò verrebbe identificato comunemente (ed in primis dalle vittime stesse poi, secondo loro "volontariamente tali"...) come *problema*? Una cosa scelta appositamente non la si può considerare come "problema" e nessuno lo farebbe! Non avrebbe alcun senso! Per cui secondo voi è normale che qualcuno incolpi di una cosa chi di quella cosa ci si considera egli stesso vittima? Io consapevole di ciò non vado ad accusare chi potendoselo permettere perché avendo vinto la lotteria o alla stregua di gente tipo Briatore "sceglie di sua volontà di non lavorare proprio, ossia a nessun prezzo", perché non credo proprio egli lo interpreti come un problema! Mentre chi non lo sceglie si, per definizione stessa. Il punto è e rimane che se lavoro *pagato* (leggi: "compensato") ci fosse per tutti, quella di chi pur potendolo avere ci rinunciasse (che sia determinato dal fatto che se lo può permettere o meno), NON prende nome "disoccupazione" e di fatto NON lo sarebbe. Dato che la *disoccupazione* è la *situazione* sistemica nella quale cause di natura matematica riproducibili esattamente in un modello grafico alterano ovvero *DIS-*torcono l'incontro tra domanda ed offerta (da cui appunto deriva la definizione per la quale è usato non certo per caso il prefisso "dis-"). L'ipotetica situazione nella quale lavoro *pagato* (o anche solo compensato) invece ce n'è per tutti è una situazione nella quale *la disoccupazione* NON SUSSISTE per definizione stessa, dato che appunto la definizione di *disoccupazione* è quella situazione sistemica nella quale lavoro *compensato* ovvero valori nominali per compensarlo non ce n'è per tutti. Per definire chi in quel frangente *non vuole* lavorare (o meglio, *si assegna* un prezzo troppo alto, perché di questo si tratta, e certamente ce ne sarebbero, ripeto che non siamo fatti tutti uguali con lo stampo), per quel che mi concerne i bulli narcisisti possono usare pure il termine che più gli aggrada, ma NO che nel momento in cui il lavoro per tutti NON C'E' ("disoccupazione") si permettono di accusare quelli ai quali solo per sfortuna (e nient'altro) è toccato rientrare (temporaneamente o indefinitamente che sia) nel campo degli esclusi da esso! "Sfortuna" perché in un sistema normale ossia nel quale non vi siano vincoli di bilancio ed esternalità, ogni unità verrebbe smerciata al relativo prezzo, eccetto appunto chi assegnandosene uno esageratamente alto in tal caso si potrebbe pure definirlo propriamente "non voler lavorare"; quindi la sfortuna in questione consiste nell'essere capitati in un mondo come questo, anormale, dove oltretutto il tipo più ambìto come lavoratore dipendente parrebbe essere quello il più peggiore possibile tra tutti (impressione che ricava superficialmente chi come me abituè delle agenzie interinali; in realtà sarebbe più esatto dire i mediocri)! Il fatto, innegabile, che in Italia ad essere assunti preferenzialmente siano i più parassiti e tra essi se non proprio i veri "pelandroni" sicuramente i mediocri non determina però che automaticamente diventino tali tutti gli altri ossia quelli esclusi dal lavoro; se uno lo è, sempre tale rimane, sia che un lavoro lo abbia oppure no; idem se uno non lo è, non lo è sia che un lavoro lo abbia sia che non lo abbia. Non è che lavorare o no ti tramuti per magia in un altra persona. "Chi nasce tondo non muore quadrato". Ma questa è semplice logica, non pretendo che uno stupido possa arrivarci a capirla, e sono consapevole che è comprensibile che chi essendo fannullone ma un lavoro ce l'ha neghi anche a sè stesso di esserlo potendosi nascondere dietro tale puerile e capziosa auto-giustificazione. E a questo proposito ai misantropi bulli narcisisti ricordo sempre due cose delle quali quelli come loro dovrebbero far tesoro: *nessuno "è immune"* e "ci sarà sempre qualcuno più puro che ti epura".

Perché a fronte di tutte queste paturnie dialettiche e mantra auto-gratificanti per difendere la condizione ALTRUI (rigorosamente ALTRUI, *ci mancherebbe*!) sempre più di servitù della gleba e di sofferenza alimentata anche dall'egoismo delle avide sanguisughe che si raggruppano nella categoria dei misantropi benpensanti che dicono che "il lavoro c'è", questi paiono non essere consapevoli che "essere poveri" è una *condizione* e non un marchio; servi sciocchi, cornuti e contenti finché non arriva il loro turno, stanno sul loro piedistallo ignari nella loro stupidità di non essere immuni dal poterci cadere e del poter incappare nel "più puro che li epura". Questi soggetti sono talmente stupidi da non riuscire a cogliere una cosa che dovrebbe essere evidente a tutti: quelli che ogni tanto da quel che si legge sui giornali si suicidano per questioni finanziarie non sono quelli come me, ma sono proprio quelli come loro. E' difficile che uno che ad una cosa ci è abituato da sempre ci si disperi per quella cosa; è casomai più plausibile che a disperarsi sia chi prima ci si credeva immune e poi quando *arriva il suo turno* si ritrova spaesato, quindi loro, che non essendo abituati e credendocisi prima "immuni", fino al momento in cui *arriva il loro turno* si cullano sugli allori lanciando farneticanti accuse agli "altri", ma nel momento in cui (e sono appunto i casi in questione, quelli che si suicidano e si leggono nelle cronache) questi bulli narcisisti si ritrovano (perché nessuno è immune anche se ora si credono tali) nella condizione alla quale io sono abituato (e lo sono sempre stato perché nonostante la ricchezza materiale contingentemente posseduta periodicamente, io posso fregiarmi di aver sempre mantenuto un animo pauperistico), loro invece ci si trovano spaesati, ed il risultato è che non sapendo cosa fare (io *in quel momento* gli consiglierei sadicamente "perché non ti apri la partita iva *ora*?") e appurando finalmente a quel punto pure loro che *non c'è niente da poter fare* (come quelli come me avevano cercato di metterli dell'avviso), l'unica possibile prospettiva che vedono come "cosa da poter fare" è suicidarsi, cosa che spesso quelli come loro fanno. Chi è causa del suo mal pianga sè stesso... perché qua anche se a quelli non fosse ben chiara la cosa, quello che si può permettere di pronunciare questa frase sono io eh. Io della mia condizione me ne sto facendo *un vanto*, non me ne sto "lamentando". E questo deriva appunto dal mio animo pauperistico, e chiamatelo narcisismo se volete, ma di farmi un vanto della mia povertà non riesco a farne a meno. Io, che sono un fautore estremo della libertà di eutanasia, per chi però si suicida (e si identifica come talmente "disperato" da riuscire perfino a trovarne il coraggio poi!) per motivi FRIVOLI come l'essere diventato povero non ci ho alcun rispetto. Io che di essere povero me ne faccio un vanto.

"La povertà stessa, quando è immeritata, rende orgogliosi" (Johann Wolfgang Goethe)

I loro deliri persecutori assumono un aspetto paradossale nel momento in cui, come nel sistema odierno ossia in una situazione nella quale *VIGE* una situazione reale (ossia matematica) *di disoccupazione*, l'ovvio dato di fatto è che se uno vuole restare volontariamente inoccupato questa viene ad essere una questione che riguarda unicamente lui ed a lui si limita; di sicuro non si vede come possa in qualche modo avere un influenza, nemmeno presi nel complesso *TUTTI* quelli che rinunciano volontariamente a lavorare, su altre persone o sulla intera collettività o *sul sistema economico-finanziario*, o quantomeno, se un influenza ce l'hanno, ce l'hanno si ma solo sulle singole persone (non possono certo averla in alcun modo *sulla collettività* o *sul sistema economico-finanziario* finché si è dall'"ottimo paretiano" in giù e quindi in una situazione nella quale vige la dis-occupazione), certamente NON è e NON può essere a rigor di logica un influenza interpretabile in senso negativo, anzi, dato che, in un sistema in cui *VIGE* una *SITUAZIONE* *di disoccupazione*, la rinuncia da parte di un soggetto ad occupare un posto lascerebbe libero quel posto alla disponibilità di un altra persona, per cui chi rinuncia di sua volontà a lavorare ha si quindi un influenza sulle altre persone (ma assolutamente non sul sistema in sè o sulla collettività), ma ce l'ha ovviamente in senso positivo! Dato che chi rinunciasse volontariamente ad occupare un posto che potrebbe così essere occupato da un altra persona compierebbe, indipendentemente che quella sia la sua intenzione o meno, un atto di altruismo e perciò a rigor di logica dovrebbe essere degno della massima stima da parte altrui. Da parte mia sicuramente, dato che va ovviamente ad aumentare le mie possibilità di essere assunto per minor competizione. Ergo: a rigor di logica casomai ad essere responsabili *DELLA* disoccupazione sono proprio quelli che un lavoro ce l'hanno!!! E questo casomai sarebbe ciò che, avendo a disposizione solo le due opzioni e dovendo optare per una di esse, a me verrebbe naturalmente spontaneo A RIGOR DI LOGICA assegnare come causa *della disoccupazione* se non fossi già consapevole delle cause logico-matematiche! Non certo l'opposto, che esula in maniera perfino paradossale proprio da ogni buon senso stesso! No perché, ovviamente, se non avessi assistito PRIMA alle altre farneticazioni, nel momento in cui dicono che "il lavoro c'è", verrebbe spontaneo chiedersi quindi loro COME spieghino l'esistenza di disoccupati (e quindi della disoccupazione)... cosa che ovviamente mi sarei chiesto se questa fosse stata la prima delle farneticazioni alle quali ho assistito. Ma comunque avendo assistito PRIMA alla risposta e solo successivamente (perché pare quasi l'invenzione di queste cose abbia seguito una progressione temporale...) al "il lavoro c'è" non ho avuto mai modo di poter porre questa domanda, il "come se lo spieghino". Resta il fatto che accusare di una cosa chi di quella cosa è per univoca definizione la vittima involontaria è e rimane solamente un abominio che non sta nè in cielo nè in terra. Con questo ovviamente non intendo dire che alle vittime della disoccupazione dovrebbe apparir giustificato accusare chi un lavoro ce l'ha, seppur potrebbe apparire prevedibilmente come più che lecito che possano provare un certo rancore verso essi, potendoli superficialmente identificare come responsabili della propria condizione, ma farlo sarebbe sbagliato alla luce del fatto che ovviamente ognuno fa il proprio interesse, e quindi non ha senso accusare chi già fa una cosa che stai cercando di fare anche tu stesso pur essendo consapevole che allorquando occupassi un posto andresti implicitamente a tua volta a toglierlo a qualcun'altro che ne resterebbe inevitabilmente e conseguentemente privo. Dato che nel momento in cui i posti sono limitati, è colui il quale ne occupa uno a togliere un posto ad un altro soggetto e quindi a causarne la relativa inoccupazione. Questa è logica, semplice logica.
Ma appunto io ragiono con la logica, che ci volete fare, è un mio difetto... le cose che dalla logica esulano per me sono incomprensibili, ad esempio il dare sussidi solo a chi in quel momento nemmeno ne ha bisogno... prassi, che nonostante ha certamente dei motivi su base razionale, esula però dalla logica e perciò tali motivi pur razionali (per quanto "razionalmente" abominevoli essi siano nei casi in questione) se non spiegatimi da altri io autonomamente non riuscirei mai ad arrivare a cogliere (difatti li ho sempre appresi da altri, mai intuiti da me).

Da legittimamente deprecare casomai sono questi e chiunque abbia storto il naso leggendo ciò che ho scritto finora (in particolare la polemica parte di testo qui sopra, a buon intenditor...), questo si, certamente, dato che chi porta una mentalità che da "i posti sono limitati" gli fa ricavare "quelli sono e stop" invece di "il numero di posti per quanto variabile rimane inferiore a quello degli aspiranti occupanti" o gli fa storcere il naso di fronte a questo testo sicuramente vota per chi allo sfacelo odierno ci ha portati, il cui responsabile è quindi anche lui. Coloro che soffiano sul fuoco della guerra tra poveri chi pensano di favorire? Dato che la colpa non è certo della forza-lavoro se questo mondo è fatto funzionare male. Nè di chi un lavoro ce l'ha, nè di chi un lavoro non ce l'ha. Ma anche se io non incolpo nessuno, a provocazione rispondo però! Se tra le due parti una dovesse essere accusata, legittimamente questa sarebbe quella che un lavoro ce l'ha, di certo non quella che un lavoro non ce l'ha e quindi per definizione stessa del concetto di disoccupazione ne è univocamente la vittima!

"Il tempo libero è una cosa ottima per i ricchi, piuttosto buona per i professori di Harvard e pessima per i poveri. Più sei benestante e più si ritiene che tu abbia diritto al tempo libero. Per i poveri, avere del tempo libero è considerato una cosa riprovevole" (John Kenneth Galbraith)

"L'artista deve essere prima di tutto indipendente da preoccupazioni materiali. Le vere grandi opere non possono nascere se l'artista deve lottare con le preoccupazioni quotidiane e lavorare per vivere e non per l'opera" (Benito Mussolini)

E tanto per cambiare, "rieccoli"... ora, laddove ho usato il concetto "i posti sono limitati", sinceramente rimango ogni volta basito davanti queste cose... mi hanno contestato qualcosa a cui rispondo qui così: ma come cavolo se ne può ricavare il senso "quelli sono e stop"? E' ovvio che il senso si riferisce al fatto che per quanto variabili (e NON "statici" come mi hanno contestato avendolo inteso loro non so come) siano i posti, sono comunque in numero inferiore agli aspiranti occupanti (definizione di "i posti sono limitati" e comunemente intesa di "disoccupazione")! Mica "limitati" nel senso di "statici" ossia che quella sia la quantità fissa di posti e stop invariabile in eterno! Ma io sono allibito dal doverlo perfino spiegare... capite con che tipi mi trovo a dovermi confrontare? E arrivano addirittura a risponderti che "non è vero che i posti sono inferiori agli aspiranti occupanti"... per cui a questo punto, le cose assumono finalmente una spiegazione: visto che equivale a dire che "il lavoro c'è" e lo impersonifica esplicandolo, verrebbe spontaneo chiedersi come essi si spieghino l'esistenza della disoccupazione... semplice, di "spiegazione" nella loro così palese ignoranza e mancanza di cognizione (dovute a tutti gli effetti chiaramente a disinteresse personale, però pretendono comunque di immischiarcisi eh? perché???) se ne inventano di sana pianta una, che per quanto demenziale possa essere, nella loro palese stupidità evidentemente appare "sensata": sarebbero le vittime stesse della situazione, sarebbero "i disoccupati" che "non vogliono lavorare"... e pretendono di stabilire loro che sia così! Facendolo per giunta pure verso chi invece la realtà vera la conosce! Che poi, detto da chi tipicamente si *vanta* "per meno di tot non mi alzo nemmeno dal letto" non può altro che indurre ad un interpretazione ed una risposta: il fatto che una cosa varrebbe PER TE non implica che debba valere anche per tutti gli altri. Facciamo cambio? Se tu non vuoi lavorare (secondo loro io in quale altro modo potrei e dovrei leggere e spiegarmi il fatto che credano SERIAMENTE che *la disoccupazione* "sono i disoccupati che non vogliono lavorare"? sapendo io esser surreale, ne ricavo che è ciò che vale per loro, NEL LORO CASO, nonostante un lavoro lo abbiano, è ovvio, e che LORO credono che così come vale per loro valga anche per tutti gli altri), io mi prendo il tuo lavoro, tu ti prendi la mia disoccupazione, ti va? Pensa che io sarei talmente magnanimo da non solo non pretendere di essere pagato dal tuo attuale datore di lavoro, ma addirittura di lasciargli io un 200 euro di mancia... eppure nonostante la TUA esosità lui TIENE TE, apparentemente inspiegabilmente, se non alla luce che egli sia un totale imbecille dalla lucidità offuscata, ipotesi (per mia esperienza) probabilmente aderente alla realtà, UNICO motivo per il quale TU hai un lavoro e io no: l'imbecillità altrui. Sei fortunato, complimenti, in un mondo normale staresti tu al mio posto. Anzi no, dato che in un mondo normale, nel *MIO* mondo, la disoccupazione non esisterebbe, a differenza del *TUO*. Poi chiediti e risponditi da te "cosa la causi". Non che non ci sono soldi per pagare cose extra oltre lo stretto necessario, no, certo che no. Anzi si, è solo per le cose utili che non c'è extra, ma per cose inutili o perfino deleterie (che assumono così la caratteristica di parassitismo, lavoro parassitario) gli extra saltano fuori si, eh? Venendo così distolti da cose utili, ma ai benpensanti non importa, per loro il lavoro parassitario "è pur sempre lavoro". No cari miei, chi guadagna più di quello che merita, e specialmente chi svolge un attività inutile o perfino deleteria (e quindi l'INTERO guadagno è immeritato), è PARASSITA.
Il bello è che a fronte del sostenere che i posti non sono limitati loro sono proprio i medesimi che difendono e giustificano i vincoli di bilancio... allora, vediamo di uscire dal loro *mondo di fantasia* e chiarirci: i soldi per pagare extra ci sono a volontà (definizione di "il lavoro c'è" e "i posti non sono limitati"), o i bilanci sono e devono essere vincolati (fattore che impedisce che ci siano soldi per pagare extra e quindi LIMITA i posti)? In un mondo reale e non di fantasia, come si conciliano le due cose? Come possono coesistere allo stesso tempo vincoli imposti ad una cosa e disponibilità illimitata della stessa? Nel momento in cui appunto gli si mette un limite vincolandone le possibilità!? Qual'è la pretesa coerenza secondo la quale in regime di vincolo di bilancio difeso con le unghie e coi denti, dovrebbero e potrebbero al tempo stesso esserci soldi *a volontà* per pagare "illimitatamente"? Facile, basta che tra *gli altri* alcuni lavorino gratis e alcuni pagando. Questo tipo di "occupazione" certo che c'è, certo che ci sono posti vacanti e quindi potrebbe apparire superficialmente come "illimitata", eppure ("alla faccia loro!") nemmeno essa è totalmente senza limiti, e lo posso testimoniare personalmente dato che a uno come me nemmeno i truffatori lo prendono. Ho dovuto paventare tragedie a sindaco e assessori per riuscire ad ottenere la possibilità di essere truffato dal Sil, io... se nemmeno pagandoli si viene utilizzati, cosa bisogna fare di più per poter essere impiegato in questo mondo? Come ho scritto a quelli, "devo pure farmi mettere una scopa in culo così nel frattempo vi ramazzo la stanza?". E questi sarebbero quelli che si permettono di fare ironia sulla differenza tra 2,4 e 2,04 senza nemmeno sapere *rispetto a cosa*, persistendo a farlo pure sul "questo lo dice lei"... a non umiliarsi agli occhi di uno come me non ci riescono proprio. Certo non gli si può negare di essere invece dei furbi maestri nel girare i concetti capziosamente come gli fa comodo... addirittura negando di voler far lavorare "gli altri" gratis... non lo dicono esplicitamente che si debba lavorare gratis, no, certo, ma implicitamente lo fanno, perché dire che il lavoro c'è "illimitatamente" e lo si deve fare, quando quello a cui ci si riferisce può essere solo quello gratis, è dire che gli altri (ovviamente sempre gli altri) debbano lavorare gratis, quindi implicitamente lo è, inutile girare la frittata come fa comodo. Posti vacanti certo che ce ne sono, basta semplicemente girare la frittata ed "il lavoro c'è". E' irrilevante il fatto che questi posti vacanti abbiano la peculiarietà che per acquisire la merce il compratore non solo pretende che gli venga regalata, non solo che ci si debba pagare il costo della consegna, non solo di essere pagato per riceverla (auto-qualificandosi come una *discarica* in pratica...), non solo che gli si paghino vita natural-durante i costi dell'energia per far funzionare la merce, ma addirittura di potersi lamentare se queste cose non le ottiene da chi a suo vedere dovrebbe farle!!! Ma cosa vorrebbe dire "il sistema è tutt'altro che statico"??? Facile "creare" vacanze così! Anche io ne sarei capace! Tutti ne sarebbero capaci! Anzi, se qualcuno volesse venirmi a pulire casa, "pago" "ben" 2 euro per farlo, il "posto" è attualmente vacante eh... "io creo lavoro", farlo non è difficile, in questo modo, no? E bella forza! Che stupenda flessibilità! Altroché "staticità"! "E' un sistema tutt'altro che statico"! "E' un BEL sistema!" Cattivoni quelli che non vogliono venirmi a pulire casa per 2 euro! Fannulloni! Parassiti!
Eppure c'è effettivamente una categoria di persone che si fa pagare per farsi pulire casa e trova chi disposto a farlo: le prostitute. In Italia non abbiamo imprenditori, abbiamo prostitute al loro posto. Prostitute, discariche, e accattoni. Mentre si vantano "io non lavoro gratis, e manco per il minimo sindacale", sarebbero quelli che accusano gli altri di essere parassiti. Gli altri però lavorare gratis per prostitute monnezzari e accattoni devono, per la soddisfazione dei misantropi barboni nell'animo, giusto? Loro no, sempre gli altri devono fare le cose, mai sè stessi, sempre e solo "gli altri". Che poi gratis è perfino un eufemismo, in realtà come già ho puntualizzato si pretende pure che debba essere il sottoscritto "gli altri" a pagare, dato che solo operare al livello salariale naturale è "lavorare gratis" ("compensazione"), mentre operare SOTTO di esso è lavorare *pagando*; quando a compensazione mensile di un lavoro di orario normale si ottiene quello che sotto tale luce assume la forma di risarcimento spese di 400 euro, non si sta guadagnando 400 euro, si sta *pagando* 6-700; ma questa è matematica economica, non pretendo che quelli debbano conoscerla e ci arrivino a comprenderla. Ma magari gratis! Gratis sarebbe *compensazione* completa e non risarcimento spese, oggi diciamo sui 1.100 euro al mese è il confine del lavorare gratis, solo al di sopra di tale confine il lavoro è realmente *pagato*, sotto sei tu *a pagare*; solitamente rendite del consumatore di 200 euro sono anche tollerabili come mancia da lasciare a quegli accattoni che in tal modo dimostrano di essere, ma essere estorto di 6-700 no cavolo!
Certo che i posti potrebbero essere illimitati, sono il primo a saperlo e dirlo, ma il fatto che di una cosa ne esista la possibilità ipotetica, secondo quale logica implicherebbe che essa debba sussistere comunque in ogni caso a prescindere da tutto? Certo che se possedessi un aereo lo possiederei, bella forza! Ma il fatto di poterlo possedere (ossia che "niente me l'impedisca") non implica anche avere i soldi NECESSARI per comprarlo, e bisognerebbe negarlo solo per la loro soddisfazione di essere accondiscesi? Certo che un aereo niente e nessuno mi impedisce di averlo, siete contenti che vi accondiscenda? Peccato che per comprarlo mi manchino i soldi necessari, per cui il fatto che "niente e nessuno me l'impedisca" è del tutto irrilevante nell'ottenere lo scopo prefisso, la "possibilità", che di fatto in realtà non esiste; devo negarlo per la vostra soddisfazione di gongolarvi del fatto che "in teoria tutti lo possono avere"? In un mondo normale sarebbe certamente così; il fatto che una cosa *possa essere* non implica lo sia in ogni caso a prescindere da tutto; in *questo* mondo, certamente NON lo è: rispetto allo scenario normale, nel quale i posti sarebbero illimitati (e sono il primo a dirlo), sono loro a limitarli a causa dei loro ignoranti vincoli di bilancio (e, presi singolarmente, dalla loro avidità che li svuota)! Volete che i posti siano illimitati? E' facile: lasciate fare a chi sa fare e rimanete in un cantuccio zitti ad osservare invece di pretendere di immischiarvici voi ignorantoni! Ma no ovviamente, l'osso non lo vogliono mollare. E' demenziale pretendere e credere che i posti siano illimitati, quando allo stesso tempo ci si oppone all'abolizione dei vincoli che i posti li limitano! E che volete, la botte piena e la moglie ubriaca??? E io dovrei accondiscendere ammettendo una cosa falsa solo per la vostra soddisfazione??? Certo che i posti potrebbero essere illimitati, ma questo non implica che lo siano! Oggi lo sono TUTT'ALTRO!

"Non riuscirai mai a pareggiare il bilancio attraverso misure che riducono il reddito nazionale. Prenditi cura della disoccupazione, e il bilancio si prenderà cura di se stesso" (John Maynard Keynes)

E questo scenario non è certo privo di spiegazioni, anzi è non solo ovvio ma perfino matematico: le cifre dei salari di efficienza sono distolte realmente dai salari naturali altrui, e nei casi siano prive di apparenti motivazioni (cioè a vari livelli e nella maggior parte dei casi in una situazione di disoccupazione) assumono la forma di "rendita del produttore" (invece le rendite da capitale ossia quello che Marx chiamava "plusvalore" non hanno alcuna influenza), con la conseguenza che la cifra aggregata non sarà sufficiente a compensare al salario naturale tutte le unità disponibili, e per alcune di esse verrà a mancare del tutto dovendo utilizzare le relative frazioni marginali sottraendole del tutto alla disponibilità di queste unità (per ottenere le quali in ogni caso le cifre non sarebbero comunque state sufficienti) allo scopo di rimpinguare quelle destinate ad altre unità fino al raggiungere la sufficienza finalizzata ad ottenerle; ovviamente le unità residue lasciate totalmente prive di compenso rimarranno totalmente inutilizzate. In questo scenario le unità che vengono utilizzate (ossia che aggregatamente ricevono più di ciò che sarebbe disponibile sottraendolo ai potenziali salari delle unità lasciate inutilizzate) non sono responsabili solo indirettamente ed involontariamente dell'inoccupazione altrui, ma sono, loro si, proprio direttamente e volontariamente responsabili *DELLA disoccupazione* stessa. Ovviamente sempre e comunque lo sono tramite e come conseguenza della situazione sistemica di distorsione della legge domanda-offerta del mercato del lavoro derivata da cause non imputabili a loro come persone (ma come "elettori" si), cioè le varie esternalità. E' a causa delle conseguenze della distorsione del mercato che essi possono andare a ricevere più di quanto gli spetterebbe sottraendolo ad altri lasciati totalmente privi. Sarebbe più esatto dire "vanno a costare", ma dovendo inquadrare lo scenario ceteris paribus comunque vanno a ricevere più di quanto gli spetterebbe ceteris paribus ovverosia considerate le spese spurie causate dalle esternalità di natura politico-sindacale. Per definire i soggetti in questione esiste un termine colloquiale specifico: "sanguisuga".
Io quando guadagnavo 3 milioni al mese ero ben consapevole di star "rubando il lavoro" e quindi l'intero reddito ad almeno 3 o 4 persone, per cui di sicuro non andavo ad accusare quei 3-4 di essere "responsabili della loro inoccupazione" e TANTOMENO *della disoccupazione*: sapevo bene di esserlo io. Non avevo certo bisogno di studiare economia per "capire" una cosa che è semplicemente logica... ma a parte la logica, a quei tempi era in ogni caso la definizione comune a tutti in modo univoco. Prima della comparsa su internet delle "legioni di imbecilli" non se n'era mai sentita una anche solo "alternativa" a quella reale. Ma di certo non era una mia scelta, ognuno fa il proprio interesse: o io o loro. La colpa è di ciò che va a determinare che un posto occupato da me viene tolto ad un altro (o a più di uno, a seconda dell'entità del mio salario). Se con un orario standard e a seconda dei valori extra (tipo quello del titolo di studio) voi state ricevendo più di tale valore extra assommato al salario naturale (il quale oggi possiamo porre attorno ai 1.100 euro), la causa *della disoccupazione* siete voi, proprio VOI. Seppur, ripeto, la causa "a monte" è ciò che vi permette di ricevere ceteris paribus più di ciò che vi sarebbe destinato in uno scenario di piena occupazione: la distorsione del mercato del lavoro causata dalle esternalità (cuneo fiscale, "contributi" obbligatori, sottrazione della base reddituale, tangente agli intermediari).

Capirete quindi che per quelli nella mia situazione oggi è un tema "caldo" da questo punto di vista, per cui nel corso di queste email puntualizzo spesso la stupidità altrui in riferimento ai farneticanti deliri ai quali spesso assisto e alcuni dei quali riporto letteralmente, deliri che qualora non fossero determinati appositamente dal voler fare i "bastian contrari", sarebbero spiegabili implicitamente di conseguenza solo come essere stati partoriti da menti contorte e avulse dalla realtà oggettiva e logica, da loro percettivamente falsata secondo ciò che desidererebbero essa "fosse" (definizione di bias, termine che uso spesso in queste email) e che per qualche ragione che a me viene difficile comprendere pare pure ci tengano (e con furore!) a dimostrare agli altri questa loro misantropica perversione nel volersi ergere dalla loro infimità abbassando chi evidentemente da loro inconsciamente percepito come più "alto". Quelli ai quali se dici "ho tot anni di esperienza nella ricerca di lavoro" ti rispondono "ah ora essere disoccupati da tot anni si chiama avere esperienza?".. si certo, così si chiama, *AVERE ESPERIENZA*, esperienza in un campo sul quale chi risponde con quella frase ammette implicitamente e conseguentemente, proprio in tal modo, di NON AVERE e quindi mostrando platealmente di aprire bocca senza alcuna cognizione di ciò su cui vorrebbe pretendere di pontificare, nella sua fortuna di non poter capire proprio per via dell'aver evidentemente lui sempre vissuto nella bambagia ed aver trovato la pappa pronta a differenza di quelli verso i quali, non si sa con quale presunto diritto, si arroga di scagliarcisi contro con la bava alla bocca accusandoli di una condizione della quale, nella sua ignoranza non sa di esserne proprio lui stesso il responsabile (seppur non per sua volontà, ma implicitamente lo è e questo è innegabile) e quindi il carnefice di quelli verso i quali pure si permette di infierire invertendo diametralmente le accuse e le colpe. E la chiara conferma che questa gente ha sempre vissuto nella bambagia trovando la pappa pronta ce la dà l'altra loro tipica cagata surreale, il classico dei classici, il demenziale "perché non ti apri la partita iva?" immancabilmente dato come "consiglio" ai disoccupati, che inorridisco al pensiero di dovervelo pure analizzare nella sua evidente imbecillità (ormai quelli come me si limitano a risponderci con faccine ironiche, perché "lavare la testa all'asino si spreca acqua e sapone"), e sebbene appunto non dovrebbe nemmeno essere necessario, l'analisi per voi la lascio a chi più degno di me:

"Molti economisti suppongono, almeno nelle teorie astratte, una situazione di democrazia economica nella quale chiunque sia dotato di capacità imprenditoriali può ottenere il capitale per lanciarsi in un affare rischioso. Questo quadro delle attività del puro imprenditore è, a dir poco, irrealistico. Il requisito più importante per diventare un imprenditore è la proprietà del capitale" (Michal Kalecki, "Teoria della dinamica economica")

Se disponessi di un capitale avrei già provveduto ad impiegarlo, no? Se disponessi di un capitale non mi lamenterei di esserne privo, no? Se disponessi di un capitale non avrei bisogno di consigli paternalistici, no? Non disponendo di un capitale che senso ha "consigliarmi" di "aprire la partita iva"? Per farmene che cosa????
Un altro tra i molti indizi che portano alla conclusione che questa gente ha vissuto nella bambagia trovando la pappa pronta e che di conseguenza ha una cognizione totalmente avulsa dalla realtà di cosa è "essere disoccupato" ci arriva dall'altro classico "consiglio": "perché non emigri?"... ma lo volete capire che SONO DISOCCUPATO????? E che quindi OVVIAMENTE di conseguenza NON HO I SOLDI NEANCHE PER IL BIGLIETTO DELL'AUTOBUS per andare fino alla stazione ferroviaria della mia città!?!? Se avessi talmente tanti soldi da permettermi di emigrare, ipso facto non avrei nemmeno più il bisogno di farlo no? Almeno la logica! Perché io qualcuno che mi ci paghi le spese per poterlo fare NON CE L'HO! Facile elargire consigli dalle piste da sci a chi vive nella fogna! La totale assenza di cognizione di cosa sia essere disoccupati ve la mostro con un altro esempio: avendo la carta d'identità scaduta da anni, in concomitanza con le ultime elezioni avevo chiesto su internet se mi avrebbero permesso di votare, dato che rinnovarla non posso non potendo permettermi di spendere 5 euro per le foto-tessera; uno si è offerto di spedirmi lui i 5 euro... eccola la cognizione che ne hanno... o meglio, assenza di cognizione, vivono fuori dal mondo proprio. Ma secondo loro, se mi mandano 5 euro io li spenderei per rinnovare la carta d'identità??? Disponendo di 5 euro potrei permettermi di usarli per una cagata che non è nemmeno mio interesse e lo dovrei fare? "Avrei" cose un attimino più impellenti da farci con quei 5 euro! Per potermi permettere di usare 5 euro per "rinnovare la carta d'identità" dovrei disporre di ben più di 5 euro! Ma la questione non è tanto la cifra disponibile, quanto la garanzia della sua continuità ossia la disponibilità indefinita di un qualche potere d'acquisto per quanto minimo. Di certo avendo in un dato momento 5 euro non vado a buttarli via con la consapevole prospettiva che ciò che mi rimarrebbe per il resto della vita è zero. E se le istituzioni pretendono che io abbia la carta d'identità, devono perlomeno mettermi nelle condizioni di poterla avere, non pretendere e aspettarsi che io una cosa la possa fare dopo che me ne si inficia la possibilità! "Contratto sociale" si chiama, e ne parlo spesso nelle email. Se mi fanno le foto gratis, sono ben disposto a rinnovarla. 5 euro non li ho e se avessi quelli e basta non potrei certo permettermi di buttarli via per una cosa che nemmeno è mio interesse; loro ne hanno a volontà di "5 euro", io no.

"La persona sazia non crede a quella affamata" (proverbio popolare)

Loro, i veri PARASSITI, quelli del "io non lavoro gratis, e manco per il minimo sindacale", che nemmeno si rendono conto che questa frase è un ammissione plateale di essere una sanguisuga, dato che la causa diretta (derivata a sua volta però come ho già scritto da altre cause a monte che la rendono "possibile" o anche perfino necessaria) della disoccupazione sono i livelli salariali troppo alti di alcuni (che assumono di conseguenza l'attributo di "sanguisughe"), cifre ("salari di efficienza" è sempre il termine tecnico) che vengono realmente sottratte dalla cifra aggregata altrimenti disponibile per i "salari naturali" (o anche di poco inferiori per "rendita del consumatore") di quelli ai quali il reddito è così tolto totalmente (i disoccupati); difatti quando prima ho scritto che io "rubavo" il lavoro a 3-4 persone questi numeri li baso sul salario che ricevevo all'epoca (tra 3 e 5 milioni di lire al mese), mentre è ovvio che chi ha oggi un salario di tipo 1.500 il lavoro lo sottrae in media a 0,qualcosa unità di manodopera diciamo; più il salario è alto e a più persone si sottrae lavoro e relativo reddito. Quindi con "parassiti" non mi riferisco a chi ha salari seppur anche superiori a quello naturale ma solo di poco, ossia tra i 1.100 e i 1.500 ai quali aggiungere il valore di mercato del titolo di studio e/o dell'esperienza, ed in ogni caso, ci mancherebbe, ripeto che comunque sono ben consapevole dell'"o io o loro" già descritto, per cui non depreco e non definisco "parassita" chi solo si limita a "rubarmi il lavoro" e basta, dato che io stesso sto cercando di fare la stessa cosa, ma solo chi di ciò ne fa l'apologia. Ciò non toglie che, ripeto, chi guadagna più di quello che merita, e specialmente chi svolge un attività inutile o perfino deleteria è PARASSITA. Ma nonostante tale consapevolezza io non accuserei di mia spontanea iniziativa NESSUNO di essere parassiti che "mi rubano il lavoro" e quindi il reddito se non fossero loro ad iniziare a provocare, ma lo faccio appunto solo in risposta ai loro deliri, di quelli che sostengono che "il lavoro c'è", cosa ovviamente falsa altrimenti ipso facto ce l'avrei, io come molti altri (almeno la logica perdio!), di conseguenza facendo passare implicitamente il messaggio che TUTTI quelli che non lavorano lo fanno per scelta... è questo l'abominio che mi irrita, perché oltre ad essere un concetto avulso dalla logica e dalla realtà è ciò che viene usato come auto-giustificazione dai carnefici per poter accusare le vittime. Mi ha sempre incuriosito la cosa che ti dicono che il lavoro c'è, ma, guarda un pò, però non ti dicono MAI *dove*, eh? Anche se quella di non lavorare fosse in alcuni casi (o in tutti, com'è nella loro fantasia) una scelta, non è che se chi oggi lo sceglie ma poi cambiasse idea il lavoro per lui ci sarebbe. In una situazione nella quale vige la disoccupazione i posti sono inferiori al numero di aspiranti, ergo necessariamente qualcuno ne resta inevitabilmente tagliato fuori volente o nolente che sia. Questa è matematica. In verità, se chi prima scegliendo di non lavorare poi cambiasse idea, il lavoro per lui ci sarebbe pure, certo, ma sottraendolo ad uno che lo ha ora però! Bella forza! E cosa cambierebbe? Se io sono disoccupato è per un motivo molto semplice: perché sussiste la disoccupazione. Se la disoccupazione non sussistesse, non esisterebbero disoccupati, né io né altri; questa è semplice logica, niente di speciale, non c'è bisogno di essere un genio per capirlo. Viceversa, per non capirla, una cosa talmente ovvia da essere scontata, deve volercene eh, e non poco! Per cui il punto è: perché loro i disoccupati li accusano? Di che cosa??? Gli arrecano forse qualche danno??? Io non credo proprio e non so nemmeno come potrebbero! Gente che di queste parole schifose deve solo vergognarsi e che coi suoi deliri dimostra ampiamente di farsi guidare solo dai bias, affibbiando ciecamente e pure con sicurezza i classici falsi pregiudizi "barboneschi" sui disoccupati che stanno solo nella fantasia malata dei misantropi del "il lavoro c'è", veri "barboni nell'animo" quali LORO sono e che mostrano di essere proprio proiettando sugli altri i propri difetti, che del loro *stereotipo* da loro proiettato sui disoccupati ne hanno loro la mentalità, loro, a differenza di quelli come me, con il paradosso che in questo mondo il lavoro sono quelli come loro ad averlo, ed i risultati si vedono eccome nel disastro a cui assistiamo.

"Il copione teatrale dell'anti-italiano consiste nell'attribuire all'intera collettività nazionale i difetti specifici ed irripetibili della propria canagliesca personalità individuale, con in più l'ipocrisia del tirarsene fuori e del fingersi un sofisticato lord anglo-scandinavo capitato per caso in un mondo di trogloditi mediterranei" (Costanzo Preve)

Poi c'è sempre questa cosa che mi lascia esterrefatto: non si capisce nemmeno quale possa essere il motivo di tutta quella veemenza nell'accanirsi verso chi non ha avuto le loro fortune... ma perché? Nessuno mi ha mai risposto a questa domanda se non con pure farneticazioni del tipo "ti stiamo mantenendo"... mantenendomi sto cazzo proprio!!! Casomai sottraendo è quello che mi state facendo! Ma sia chiaro, io non li accuso di mentire; io li accuso di essere talmente deficienti da essere pure sul serio convinti di star mantenendo loro me invece che io loro come è in realtà! Oppure: "cosa dobbiamo fare in più per rendere la tua vita felice?"... la mia vita felice si? Ripeto: ho le scarpe coi buchi, una corda come cintura, una graffetta come cerniera della giacca, da 2 anni non ho un cellulare e non posso permettermi neanche un caffè al bar, non esco quasi più di casa, casa nella quale patisco le pene dell'inferno... da invidiarmi proprio eh? E giusto per infierire: "io non mi posso permettere di stare a casa senza lavorare tu invece si. Sei fortunato, complimenti"... io non mi posso proprio per niente "permettere" di stare a casa senza lavorare, ne sono costretto!!! Ergo entrambi non ce lo possiamo permettere, con la differenza che lui la fortuna di avere un reddito col quale potersi indipendentemente auto-sostenere ce l'ha, io no, a me tocca affidarmi ad altri con tutte le relative devastanti conseguenze che mi tocca subire, nel mio caso cose che altri non possono neanche immaginare, e secondo il soggetto in questione il fortunato sono io... non fa una piega, no? Facciamo scambio? E per finire in bellezza, la perla: "cosa vorresti ancora dalla società?"... dalla società io vorrei che smettesse almeno di sottrarmi ciò che *ancora* mi sta sottraendo PER DARLO A QUELLI COME LUI, PARASSITI CHE CAMPANO ALLE MIE SPALLE! LORO SI! Questo vorrei, "ancora".
Cosa *ANCORA* LORO vogliono da quelli nella mia situazione ho io la legittimità di chiederglielo e di fargli i complimenti per la fortuna che a loro è capitata! E dopo ci sono quelli che evidentemente non possono capire che mi chiedono perché io me la prenda tanto... vorrei vedere loro se dopo aver subito un furto venissero accusati di essere loro ladri di ciò che i ladri gli hanno lasciato in casa! Provate ad immaginare che la vostra casa venisse svaligiata lasciandovi solo un quadro... e che dopo qualche tempo vi venisse recapitata nei vostri confronti un'accusa di furto denunciata dai ladri che chiedono pretendono e si aspettano la consegna pure del quadro che hanno dimenticato di prendere durante il furto, come vi sentireste? E che oltretutto ci sia anche qualcuno (tra cui le istituzioni stesse!) che dà ragione ai ladri. Di cedergli pure il quadro neanche è da prenderlo in considerazione discuterne essendo una cosa totalmente demenziale, ma sulla pretesa avanzata e l'accusa rivoltatami contro dai ladri dovrei pure starmene zitto??? Dopo che ci sono dei microcefali che danno pure ragione a loro!?!? Che dire, faccio IO i complimenti a chi da ladro è talmente furbo da riuscire a farsi passare per derubato, non gli si può proprio negare il riconoscimento della sua furbizia e complimentarsene.
E se loro stanno, con un ragionamento forzato, indirettamente "mantenendo" me, rimarrebbe in ogni caso conseguenza proprio del fatto che LORO stanno togliendomi DIRETTAMENTE la possibilità di farlo da me, per cui che senso avrebbe lamentarsene LORO??? O addirittura contestarlo LORO A ME??? Danneggiato ok, pure beffato no però! Mi tolgono la canna da pesca e poi mi accusano di non poter pescare da me e si lamentano di dovermi dar loro il pesce a me necessario per la sola sopravvivenza??? Incitandomi pure a pescare sventolandomi davanti gli occhi la MIA canna senza restituirmela!!! Anche loro stessero fattivamente "mantenendo me" sarebbe grazie a ciò che loro stanno sottraendo a me REALMENTE! La "CANNA DA PESCA"! Facile così, accusarti di sottrarre a loro 200 dopo che loro hanno sottratto a te 1.000! Ma restituire la refurtiva ai derubati NON E' derubare i ladri! Sono loro che la canna da pesca me la stanno tenendo sottratta! Ma lasciando da parte i toni polemici, vediamo di metterlo con un esempio: loro stanno togliendo a me 1.000 e (secondo loro) me ne starebbero "dando" 200; a loro, in aggiunta ai loro 1.000, non vanno interamente i potenzialmente miei 800, ma gliene vanno tipo 300, facendo lievitare il "loro" a 1.300; gli altri 500 sono distrutti, non vanno a nessuna delle due parti. Per avere 300 dei miei ipotetici 1.000 a me ne tolgono 800 distruggendone 500, e si lamentano che io me ne possa "trattenere" per vie indirette quel 200 minimo necessario (sotto qualunque forma si presenti, non certo in denaro ovviamente) alla sola sopravvivenza???? Dopo che ste sanguisughe "vivono nel lusso" coi 300 in più che loro hanno sottratto a me, vorrebbero sottrarmi pure i 200 rimastimi, sti PEZZENTI??? Perché spiegato in termini letterali in questo consiste il loro ragionamento forzato secondo il quale loro starebbero mantenendo me. Da quale parte pende la bilancia? Loro mantengono me? No, loro come sanguisughe mi sottraggono realmente 800, un reddito intero, "lasciandomi" indirettamente solo il minimo per la sopravvivenza, per aumentare realmente solo di poco il loro! Questo c'è sul piatto della bilancia! Tutto il resto è distrutto, eliminato, cancellato, annullato, e lo è a causa loro, a causa della loro esosità, e loro, le sanguisughe si permettono di accusare me??? Qui se c'è qualcuno che ha il diritto di lamentarsi sono io, e di accusare, io a loro! Pure i 200 residui che consumo solo sotto forma di cibo, unico mio consumo ora come ora, vorrebbero togliermi, sti accattoni, sanguisughe avide, ignoranti o meno che siano (perché è difficile credere che il loro scopo sia quello di guadagnarne loro, nonostante tutto non è ipotizzabile che qualcuno possa essere stupido a livelli talmente abnormi da fargli credere seriamente che il risultato sarebbe quello) che togliere la base reddituale SOTTO QUALUNQUE FORMA SI PRESENTI (ossia quindi LA SOPRAVVIVENZA STESSA, perché solo di questo può trattarsi, di ogni minimo consumo compresi quelli necessari alla sola mera sopravvivenza, non possono certo riferirsi a fantomatici extra non essendovene di essi già ora) non apporterebbe nulla a loro... Cos'è, gli manca "il pane"? Se sul serio qualcuno di loro credesse che togliendo il pane a me andrebbe una Ferrari a lui, questi dovrebbe essere proprio bacato nel cervello! A lui andrebbe/"resterebbe" solo ciò che sottrarrebbe a me, e io solo pane ho da dargli, visto che solo quello consumo solo quello andrebbe a loro togliendolo a me. Per farsene cosa, non si sa, visto che si presume a loro non ne manchi proprio, possono permettersene già ora ben oltre le loro necessità. Ma a queste sanguisughe non interessa tanto ricavarne ulteriore "sangue" altrui per loro, l'importante per loro è sempre *togliere agli altri*, anche solo per distruggerlo per spregio, unico utilizzo che potrebbero fare del pane tolto a quelli come me; di una canna da pesca in più cosa se ne fanno se già ce l'hanno, non si sa. Anzi sarebbero disposti a rimetterci loro stessi pur di *togliere agli altri*. E già lo fanno: a causa loro ci sono beni equivalenti a 500 euro pro capite per ogni disoccupato letteralmente distrutti, a causa loro, per raccattarne come dei barboni quali i misantropi sono nell'animo quei miseri 300 extra nominali scampati al "massacro"... senza il quale, grazie al trickle down indotto, a loro magari ne andrebbero altri 100 in più e quindi 400 complessivi, per questo io non li accuso di essere "egoisti", io li accuso di essere dei mentecatti!
E poi hanno pure il coraggio di fare i paternalisti mandandoti link ad annunci di lavoro raccattati da loro a casaccio! Ma cosa vorrebbe dire sta cosa? Secondo loro non ne sono capace pure io??? Vedermi mandare come una carità pelosa (tanto a loro che gli costa? è facile "fare il frocio col culo degli altri"!) un annuncio raccattato a casaccio dopo che sanno che sono privo di lavoro da 16 anni non può non suonarmi come una presa per il culo. Secondo loro, io nei primi di questi 16 anni cosa avrei fatto? Secondo loro io ho bisogno che qualcun altro mi mandi una cagata di link a un annuncio di quelli che sono capace anch'io da me di trovarne centinaia sul web? Il fatto che dovesse pure essere necessario fargli notare che se non lo faccio da me "magari" è perché nel corso di ANNI *IO* (a differenza loro evidentemente) ho potuto ampiamente assodare personalmente la totale inutilità di farlo, indica che quelli non sanno minimamente come funzionano le cose, e loro pretendono di insegnarle a me e di mandarmi link inutili come un gesto di carità! Come se io fossi incapace di fare la medesima cosa cioè andare a raccattare in giro annunci a casaccio! Perché il fatto che quello possa anche essere un annuncio magari a loro noto e quindi scelto apposta non lo squalifica dal novero dell'"a casaccio" nei miei confronti, uno sconosciuto rimane tale "finché rimane tale" e anche se con esso ci si hanno amici in comune! Cos'avrebbe di "speciale" rispetto agli altri *quel* loro annuncio preciso? Invariabilmente un bel nulla, ho appreso per esperienza: nessuno potendo scegliere tra due persone sceglierebbe me, e questa non è un auto-commiserazione ma una constatazione risultato di anni di esperienza. Quale utilità dovrebbe avere continuare imperterrito a fare una cosa dopo averne AMPIAMENTE appurato l'inutilità? Ma uno dovrebbe essere proprio deficiente! "Il lavoro c'è"... e bella forza, per quelli che vengono assunti certo che c'è! E se a me perfino i truffatori mi scartano...
Io non ho mai "pianto la mia miseria", altro stereotipo affibbiato dai misantropi ai disoccupati... no, io me ne faccio un vanto, no "piangere", non dovrebbe essere necessario chiarire la differenza tra le due cose e nemmeno specificarlo essendo quello solo uno stereotipo inventato di sana pianta, o meglio, affibiato arbitrariamente dal pregiudizio che ciò che varrebbe per essi (mostrando così di essere BARBONI nell'animo, loro) nel caso, debba valere anche per gli altri, da cui se ne ricava che casomai proprio a loro, "povere vittime dei crudeli disoccupati", appartiene e loro proiettano sugli altri... *loro*, da BARBONI nell'animo, sono quelli che nella loro mania di persecuzione si lamentano di essere nella condizione di vittime, io della mia condizione quello che faccio è vantarmene, no "piangere"! E non ho mai sostenuto di essere "perseguitato, povero sfruttato, rifiutato dal mondo, sorpassato dalla gente raccomandata" e "che non può trovare il lavoro perché il mondo è cattivo", e questo se non altro per il semplice motivo che io non ho MAI parlato *per me* in riferimento alle cose a cui i mentecatti si riferiscono con le frasi in questione minuziosamente elaborate girando tramite la loro furba dialettica i concetti nel verso che gli fa comodo ed etichettandole come "egocentrismo"; chiamando le cose col loro nome però e non come nelle loro sarcastiche furbe parafrasi, io ne parlo, e lo faccio *a nome* di *quelli COME me*, non "per me", tutto l'opposto di egocentricamente quindi. Se non trovo il lavoro è per il semplice motivo che il lavoro NON C'E', non so da cosa qualcuno possa ricavare "perché il mondo è cattivo" da ciò che dico io... soprattutto alla luce del fatto che io non ho mai definito il mondo "cattivo", lo definisco *stupido*, non "cattivo"; non è la stessa cosa. E quella di "essere raccomandati" è una constatazione che faccio, non un accusa, quelli come me sono le ultime persone a poter intendere la "raccomandanzione" come un "accusa" da muovere dato che io, come tutti quelli come me, i lavori che ho svolto non li ho mai "cercati" io ma mi sono sempre e solo *capitati* su chiamata ossia "per raccomandazione" (il cosiddetto "passaparola"), unico modo in questo mondo per avere un lavoro, per uno come me. E dato che da quando sono finito sui telegiornali nel 2002 tutti mi evitano come la peste, nella loro stupidità di non essere riusciti a capire che lì in quel caso si *vittima di cattiveria* altrui lo ero innegabilmente e di conseguenza non posso esimermi dal lamentarmene apertamente ed esplicitamente, essendolo stato fattivamente, in quel caso, da allora le mie possibilità di poter avere un lavoro si limitano a chi NON mi conosce e non è talmente una merda da andare appositamente ad "investigare" sul passato come invece fanno quegli schifosi (e che proprio agendo così si auto-qualificano come tali, loro) delle interinali. Qui una cosa che forse ad essi non è chiara, è che, se c'è qualcuno che ha qualcosa di cui doversi "redimere" è proprio sta gentaglia, non certo io, come ho risposto una volta ad una mia conoscente che ha avuto la faccia tosta di rispondermi "PREFERIAMO assumere non pregiudicati", perfino con candore, come se secondo questa demente dovessi trovare pure io stesso sensato e comprensibile questo concetto invece abominevole! Se mi dicono che non sono capace di svolgere quella mansione non avrei nulla obiettare, potrebbe benissimo essere vero e certamente in molti casi lo sarebbe (ma se giudichi un elefante dalla sua abilità nel volare...), ma sulla base di pregiudizi non corrispondenti alla realtà quello no che non è accettabile, in particolare quello in questione dato che se io sono pregiudicato, di esserlo rispetto a me lo meriterebbe ben più il restante 99% delle persone! Compresa quella demente stessa tra essi, con l'aggravante a suo carico che essa proprio perché conoscendomi dovrebbe saperlo bene ciò. "Preferiamo", sta schifosa... e dopo che anche i conoscenti mi rifiutano esplicitamente e pure candidamente dicendo di "preferire" assumere sconosciuti a me, mi trovo sul web bastardi dai quali vengo accusato io di essere colpevole della mia inoccupazione, e dovrei pure starmene zitto??? Cos'è, gli dà fastidio che io protesti? Perché gli dà fastidio che io protesti? Io credo di averlo intuito: perché io rappresento l'emblema del LORO fallimento. Del fallimento della LORO società.

"Il male è negli occhi di chi guarda" (Daniel Schlosschen)

Se non gli aggrada che io protesti, è semplice: che non mi diano motivo di farlo; che cambino ciò che ora mi fa protestare. No che pretendano che subendo una danno debba stare zitto e continuare a subire. In definitiva, io della mia condizione me ne faccio un vanto e accuso, NON "mi lamento", LANCIO ACCUSE, in quale lingua ACCUSARE è sinonimo di "lamentarsi"? E non *accuse* di "essere cattivi", ma accuse, a chi le lancio, di avere il cervello delle dimensioni di una nocciolina! In quale lingua ciò è "lamentarsi della cattiveria"? Ma mica perché mi piaccia farlo! Semplicemente perché è ciò che mi tocca verificare. Che me lo dimostrino di non essere stupidi, se non ci tengono ad essere definiti tali è semplice, basterebbe dimostrarmelo, no? Ma non lo fanno, si lamentano se li definisco stupidi e accusano me di essere "un pesante cagacazzi", però smentirmi quello non lo fanno... secondo loro devo essere io ad omettere la realtà, non loro a smentirmi. Io finché vivo resto sempre in attesa di smentite, non ho pregiudizi io, sono sempre disponibile ed accetto di essere smentito. Ma finora non è mai stato fatto. E anche se mi lamentassi, non ne ho forse diritto? Subendo un danno, dovrei anche starmene zitto? Se uno mi danneggia, poi si becca la lamentela e le accuse, e SENZA LAMENTARSI, LUI! ZITTO! "Lamentarsi non serve" ti rispondono... si certo, ma nemmeno non farlo, anzi, tantomeno non farlo, dato che standosene zitti si nascondono i problemi mentre "lamentandosene" almeno li si palesa, cos'è, gli dà fastidio che io gli dimostri quanto schifo fa la società che loro lodano? Se non vogliono sentire critiche, che cambino atteggiamento, loro. Dato che qui se c'è qualcuno danneggiato sono quelli come me da quelli come loro! E dovrei starmene zitto, perchè? Per la loro bella faccia? Si lamentano delle accuse che gli lancio, smentire non lo fanno, ma sono dei maestri solo nel girare i concetti capziosamente come gli fa comodo. E' vergognoso il loro stravolgimento della realtà, una cosa ignobile ed indecente, io non vado ad accusare i paraplegici di avere qualche colpa! Perché c'è gente che fa cose simili? Io proprio non riesco a capacitarmene... a parte l'ipotesi che siano usciti da un manicomio. Io nè ora nè quando un lavoro lo avevo, di fare ciò che fa questa gente non mi saltava nel più remoto angolo del cervello, perchè? Io non vorrei essere maleducato, ma non credo che il loro sia un comportamento che si possa considerare normale eh, deve esserci certamente qualche disturbo alla base di un comportamento peculiare così talmente immondo. Sarebbe anche ora di finirla con la cazzata "chi produce e chi no". Il mondo si divide SOLO in chi ha avuto la fortuna e chi no, e chi l'ha avuta dovrebbe solo starsene zitto perché qui chi ha legittimità di lanciare accuse casomai a rigor di logica è chi la fortuna non l'ha avuta verso chi invece l'ha avuta. Proviamo con un semplice esempio: voi avrete un reddito, no? Che sia da lavoro o da pensione e qualunque sia la cifra è uguale ai fini dell'esempio. Ecco, partendo da tale cifra, immaginate che qualcuno vi dica che se non vi vengono dati (perché mica vi si materializzano in mano dal nulla no? dovrà qualcuno essere a darveli, no?) 200 euro in più rispetto al vostro attuale reddito la colpa è vostra ("la lavandaia svogliata non trova mai la pietra adatta"), come prendereste la cosa? Ed il bello è che vale anche per la medesima persona che questa cosa la dice, per cui non si comprende a quale livello di stupidità egli possa arrivare per imputare a qualcuno una cosa che vale anche per egli stesso! Provate cioè ad immaginare che qualcuno accusi voi del fatto che in questo momento "qualcun'altro" non voglia darvi 200 euro, tipo come incolpare qualcuno di non vincere al lotto ad esempio, vedete voi insomma se è una cosa normale. Dato che se qualcuno non ha un lavoro e quindi un reddito, è semplicemente perchè quel qualcuno che quei "200 in più" glieli dia non c'è... o dovrebbero materializzarsi dal nulla? La colpa non è di chi "non li dà" (sarebbe il medesimo discorso, la pretesa che uno li debba avere non si sa come: se uno non li ha non può darli) e non è certo verso di loro che me la prendo, ci mancherebbe. E' verso chi pretende che qualcuno debba avere qualcosa che non esiste che mi scaglio. La loro inversione della realtà è semplicemente pazzesca, e verso questa gente qui io si provo schifo e non ne faccio segreto, perché dopo esserne esistenzialmente di fatto da loro danneggiato materialmente, invece di starsene almeno zitti a "crogiolarsi" nei sensi di colpa evitando almeno di pungolare le vittime invece si permettono pure con arroganza di invertire le colpe pretendendo spudoratamente di poter lanciare accuse a quelli che le loro fortune non le hanno avute... eh no, questo è obiettivamente intollerabile! Per fortuna essi sono solo una minoranza, ma una minoranza parecchio querula però, nella quale io mi ci imbatto spesso e non certo per mia scelta dato che sono loro che si espongono proditoriamente a pretendere di pontificare agli altri invece di restarsene in un cantuccio a vergognarsi o tutt'al più se proprio vogliono esporsi farlo per ringraziare contriti coloro i quali come conseguenza del cui patimento, loro, i bulli misantropi barboni nell'animo, un reddito lo possono avere. Sottraendolo realmente a quelli come me. Poi sbaglio a definirli accattoni se tali mostrano di essere?

"Il disprezzo per la sventura altrui è nel pensiero di chi vive nella prosperità; esso è sempre pronto a colpire, se uno ha il piede che vacilla" (Giobbe 12:5)

Su facebook c'è una pagina dal titolo interessante: "Se è così dura fare il padrone, tranquilli, dateci i mezzi di produzione" con copertina molto simpatica ed indicativa nella verità che esprime nel testo ironico che contiene, peccato che i misantropi che si credono migliori degli altri nella loro ottusità sicuramente non possano essere in grado di saperla cogliere: "se quel barbone avesse avuto la mia leadership e il mio spirito di iniziativa, avrebbe già ereditato l'azienda di suo padre, come me".
Io non dovrei nemmeno avere bisogno di puntualizzare un qualcosa che dovrebbe essere semplicemente inopinabile per tutti e che tale era fino a pochi anni fa, l'univoca definizione stessa sia logica che semantica che fattiva di un concetto dal significato talmente semplice (anche senza dover ricorrere al significato scientifico quindi "pur ignorandolo") che come possano esserci anche solo "fraintendimenti involontari" nella sua comprensione è semplicemente incredibile (e ben poco credibile lo è). Ma mi tocca farlo, e per doverlo fare a volte posso apparir fare di tutta l'erba un fascio correndo il rischio di inimicarmi anche chi bullo non lo è, potendo egli pensare mi riferisca anche a lui. Solo ai bulli mi riferisco, non a chi è consapevole e non nega demenzialmente che i disoccupati della disoccupazione ne sono ovviamente di fatto e per definizione le vittime involontarie. Più specificatamente, mi riferisco ai bulli che spacciano tipicamente la loro misantropia per "liberismo", senza necessariamente essere davvero pure liberisti; ma non tutti quelli che si dicono liberisti fanno anche i bulli ed io non faccio l'equivalenza "liberismo=misantropia", e di sicuro a chi sedicente liberista ma non misantropo non ho alcuna critica da muovere sul fronte "bullismo" e non lo definisco "stupido" a priori. Idem verso chi un lavoro ce l'ha: non avrebbe senso accusare chi sta facendo una cosa che sto cercando di fare pure io, e per questo di accusarli non me lo sogno nemmeno; così come nel caso del liberismo anche nel caso di chi un lavoro ce l'ha accuso tra essi SOLO quelli che fanno i bulli. Ma a causa di questa minoranza di mele marce, sadici aguzzini misantropi, che si spacciano per qualcosa che non sono credendo (LORO!) che essere misantropi equivalga ad essere liberisti, mi tocca farlo, mi tocca puntualizzare qualcosa che non dovrebbe essere necessario puntualizzare, qualcosa che dovrebbe essere naturale per chiunque intendere da sé nel suo significato sensato e fattivo senza necessità di puntualizzazioni altrui e di particolari nozioni di scienza economica. E generalizzando a volte posso apparire accusare anche altri, mentre io solo ai classici bulli mi riferisco. NON mi riferisco ai liberisti (veri o sedicenti che siano) e a chi un lavoro ce l'ha. Mi riferisco solo a chi tra essi fa il bullo. I bulli non è lecito chiamarli "stupidi"?

"La superstizione, l’idolatria e l’ipocrisia percepiscono ricchi compensi, mentre la verità va in giro a chiedere l’elemosina" (Martin Lutero)

"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne. Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse appartiene la verità" (Antoine De Rivarol)

"Prima di discutere con qualcuno occorre sapere e capire fino a che punto quella persona può comprendere le nostre parole. Per quelli che sanno, il parlare nonostante l'impossibilità di essere compresi dall'altro è sempre una perdita di tempo e di energia. Chi è saggio, parla solo quando è certo che chi ascolta è in grado di capire" (Georges Ivanovic Gurdjieff)

"Discutere con una persona che ha rinunciato all'uso della ragione è come somministrare una medicina a un morto" (Thomas Paine)


Le cognizioni sul sistema economico e sul mercato del lavoro si suddividono in queste categorie:

Le email in cima (le prime in ordine cronologico quindi) sono meramente colloquiali, mentre man mano che si procede approfondisco le analisi più nello specifico, per cui qualunque opinione vi facciate, qualunque obiezione abbiate da fare, fate conto che verosimilmente la risposta ad esse è già presente nel testo, un pò più avanti; essendo abituato a leggerne di cotte e di crude, penso di aver già avuto modo di rispondere all'intero scibile di possibili demenzialità. Quindi non fatevi superficialmente un idea solo sulla base delle prime cose che leggete: la risposta è già presente certamente, poco più avanti. In ogni caso, quello che dico sempre agli ignoranti frustrati che pretendono di fare loro la lezione a me che ho ben più di un decennio di esperienza nel campo del mercato del lavoro è: se volete parlare del mercato del lavoro, prima iscrivetevi ad un gruppo di annunci, seguitelo per un mese, e poi potrete permettervi di parlare.
Le pagine pubbliche di annunci oggi sono diventate solo un ricettacolo ingestibile di truffe e di spam delle agenzie interinali, che sommergono i rarissimi annunci *veri* rendendoli di fatto inaccessibili nell'inestricabile dedalo che ne consegue. Data la massa di disoccupati oggi esistente, chi "offre" un lavoro, per quanto precario (tipo fattorino porta-pizze, dal quale nella maggior parte dei casi non si può obiettivamente pretendere di più), almeno non truffaldino, non ha bisogno di cercare manodopera tramite annunci: gli basta il "passaparola" e nessuno ci si lascia scappare l'occasione... è curioso come in quel settore, pur non essendoci la fila, non ci siano però mai posti lasciati vacanti neanche per un giorno solo... un sostituto lo si trova nel giro anche di *minuti*... chissà come se lo spiegano i bulli misantropi il fatto che non ci sia mai carenza di personale in un lavoro di merda da 5-600 euro al mese nel quale ti congeli al punto da non riuscire a capire se sono più frenetiche le vibrazioni dello scooter o le tue... non sarà forse perché generalmente in quel settore la "domanda" (ossia chi assume) non fa tanto la schizzinosa? Quindi *quale* tra le due parti, secondo loro, "causa" la disoccupazione? Io la risposta la conosco: nessuna delle due, perché se quelli in questione *possono permettersi* di non fare gli schizzinosi è perché assumono senza dover soppesare regole legali imposte da abomini tipo lo statuto dei lavoratori alle quali invece è sottoposto chi deve assumere "non in nero" e quindi a "fare lo schizzinoso" ci è costretto, e le costrizioni tolgono lucidità di valutazione, col risultato che vediamo tutti, ad essere scelti saranno inevitabilmente non tanto i peggiori (che vengono scelti appositamente solo dalle interinali come potenziali allocchi da truffare) quanto i mediocri, e si cercherà di procrastinare, assumendo il meno possibile lasciando volutamente vacanti più posti possibile ed il più a lungo possibile spremendo fino all'estremo chi già assunto. Cosa che per chi non è sottoposto a lacci legali non avrebbe senso di sussistere. Ergo solo così, tramite "passaparola" oggi sia i "migliori" che i "peggiori" possono trovare un lavoro per quanto precario sia, dato che ormai alla pubblicazione di annunci ci si affida solo chi in cerca di gonzi sconosciuti da truffare.

Specifico che le istituzioni alle quali mi rivolgo tramite queste email mi hanno definito nella loro documentazione "incollocabile" ossia che non hanno nemmeno loro possibilità di darmi una collocazione lavorativa. Mi sono rivolto a loro la prima volta 6-7 anni fa, dopo aver compreso che continuare a ricercare da me un lavoro PROPRIAMENTE DETTO era un attività futile e priva di realistiche prospettive (può verificarlo chiunque, le pagine di annunci di lavoro sono pubbliche eh, quello che in esse vi leggo io potete leggerlo pure voi, non ci sono segreti qua). Purtroppo in seguito a ciò a malincuore mi è toccato verificare come questi mi proponessero unicamente NON lavori veri come ci si aspetterebbe da un istituzione pubblica apparentemente ufficialmente finalizzata a tale scopo, ma addirittura PEGGIORI del tipo di quelli i quali avrei potuto "trovarne" (eufemisticamente parlando...) anche da me... non cioè tutt'al più "al limite" della truffa come sono i "migliori" tra quelli che tipicamente si riescono a trovare spulciandoli tra gli annunci, ma BEN OLTRE il limite di decenza (anche se non ai livelli da denuncia per circonvenzione di incapace tipici delle private agenzie interinali) che segna il confine tra lavoro (anche qualora non propriamente "vero") e truffa. Ergo: dalla padella alla brace!
L'iter è stato il seguente: per i primi 2 anni circa non mi cagavano proprio, specificandomi che loro "trovano lavoro solo alle persone disabili" (mentre a me il centro per l'impiego a cui avevo chiesto conferma aveva smentito questa cosa), ma per il momento non era un problema dato che i risparmi e lavori saltuari e precari mi consentivano ancora almeno di tirare avanti nonostante una situazione familiare piuttosto grave che avrebbe necessitato una soluzione definitiva; finché ad un certo punto mi sono messo ad insistere, il cui risultato è stato il venire inviato al Sil che mi ha proposto quello che nelle email chiamo "piatto con dentro una merda", in seguito a cui avevo deciso di interrompere i rapporti col risultato che loro mi hanno definito nella documentazione ufficiale "incollocabile" impedendomi in tal modo di poter essere assunto da chiunque altro (eccetto che in nero ovviamente); poco tempo dopo ho scritto un email infuocata e cruda a svariati esponenti politici locali, in seguito alla quale non solo hanno iniziato a considerarmi (ma sempre proponendomi unicamente il piatto con la merda) ma addirittura hanno iniziato ad essere loro a tormentare me, addirittura facendomi sospendere la patente e di conseguenza perdere il lavoro precario che svolgevo in quel momento; da allora mi hanno chiamato ogni 3-4 mesi per chiedermi "come stai?" (unico fuori programma: il volermi regalare una tastiera per pc...), mentre da parte mia li ho ignorati limitandomi a scrivergli sporadiche email colloquiali, fino a novembre 2018 quando ho iniziato a scrivergli questa serie di email, in seguito alle quali ho ottenuto un appuntamento rivelatosi ovviamente come sempre del tutto inutile.

In fondo alla pagina trovate alcune delle email inviate in precedenza a queste, e altre in cui spiego le ragioni che mi hanno spinto (novembre-dicembre 2018) a scrivere questa serie di email. Le parti di testo [tra parentesi quadre] sono parti che non fanno parte delle email ma che scrivo qui per spiegare ai lettori alcune parti di email che potrebbero non essere comprensibili. Dato che qualcuno mi ha chiesto di poter leggere le loro risposte: loro non rispondono per email, solo mi convocano lì da loro, o tramite email o più spesso telefonicamente. Le uniche email ricevute da loro consistono in laconici comunicati di convocazione. Dopotutto cosa potrebbe aver da obbiettare "l'altra campana"? Che non mi assumono perché sono una merda? Ma se è il loro ruolo quello di assumere chi non ha altre possibilità di esserlo! Ergo non potrebbero avere proprio un bel nulla da poter contrapporre a loro difesa del non assumermi, essendo proprio quello di assumere le peggiori merde il loro ruolo istituzionale, giustificazioni del non farlo non ne possono certo avere.
Se qualcuno vuole aiutarmi scrivendomi altre "perle" da poter analizzare: mia pagina facebook





Salve, scusate, man mano che passa il tempo sempre di più mi chiedo "e quindi? basta? tutto qui?". Ora, essendo voi l'unica istituzione preposta, io non è che posso rivolgermi ad istituzioni più in alto di voi, essendo voi quella in cima, e se ne esistessero più in basso, se già con voi l'esperienza è stata quella che è stata (non voglio dire pessima o termini simili eh, non esprimerebbero il concetto, penso che il termine più calzante sia "grottesca"), figurarsi con una posta più in basso... Il punto diventa quindi: ok, 1 anno, 2 anni, 3 anni e via così, e va bene, ma devo permanere fino a quando nella condizione in cui mi trovo? Ad un certo punto diventa sempre più insostenibile, man mano che al novero dei giorni passati in questa condizione ingiusta ed IMMERITATA (perché questi sono i punti dolenti se non lo capite da soli, nel MIO caso, sulla base di quanto vi ho già detto in passato, negli altri non so) se ne aggiunge un ulteriore (giorno) senza aver davanti alcuna prospettiva di cambiamento di tale condizione, mi pare comprensibile, ed alla luce di ciò ne derivano anche conseguenze come quella di, se prima come tutti (eccetto i diretti interessati) non ne ero in grado di capire, arrivare ora a provare comprensione e giustificare chi agisce illegalmente a scopo di lucro, è questo il risultato che auspicate e al quale aspirate? Ok, liberi di agire in tal senso, ma ditelo esplicitamente e pubblicamente però, perché io da pinco pallino posso limitarmi (ed è quello che sto da sempre facendo) a dirlo su internet, tra persone alcune delle quali ne sono già consapevoli senza che sia io a dirglielo avendo avuto anch'esse esperienza diretta (per cui possiamo solo confermarci a vicenda che ognuno di noi non è un caso isolato ma una vostra prassi), ma sarebbe da parte vostra onesto ammetterlo pubblicamente quello che fate, qual'è il vostro VERO ruolo "sociale", non farvi passare per qualcosa che non siete, perchè la gente che non sa non crede nemmeno quando gli descrivo le cose che ho mio malgrado dovuto appurare, restano allibiti e increduli, e dato che sono le medesime cose che leggo anche da altri, non posso certo ipotizzare di essere io paranoico. La colpa non è vostra, come sempre, come tutti, la colpa non è di nessuno, mai, ma io che cosa devo fare allora???? Però se facessi una rapina allora si le istituzioni si premurerebbero di intervenire eh? Alla faccia della coerenza... "La colpa non è vostra, come sempre, come tutti, la colpa non è di nessuno, mai", ma è curioso come però sono sempre tutti incoerentemente molto celeri e rigorosi quando c'è da agire *CONTRO*, mai quando c'è da agire non dico *a favore*, ma per prevenire cose, cose che anzi loro stesse (le istituzioni) ora capisco, non solo non fanno niente per evitare, ma proprio inducono attivamente a compiere! Arrogandosi arbitrariamente poi di deprecare e punire, con quale presunto diritto, alla luce di ciò, non si sa, chi viola un "contratto sociale" già violato e quindi implicitamente invalidato da loro (le istituzioni) per prime... E come ho detto non è qualcosa *a favore* che vi chiedo, perché qui non si tratta di qualcosa "in più" per cui si possa parlare di *a favore*, ma del minimo obbiettivamente parlando che equivale nè più nè meno a ciò che dovrebbe essere la norma e che oggi viene non negato ma sottratto, questo è il termine giusto: SOTTRATTO, non "negato". Voi (istituzioni preposte) non mi state "negando" qualcosa, voi me lo state SOTTRAENDO! E' lecito o no lamentarmene? L'unica differenza tra quelli come me e quelli come voi è che esiste il "coltello" e quelli come voi lo hanno dalla parte del manico, con tutte le relative aberranti conseguenze di cui poi magari quelli come voi hanno la faccia tosta di lamentarcisi pure. Oggi l'unica cosa che mi frena dal fare una rapina (a parte non averne il coraggio necessario) è il fatto che essa non andrebbe a scapito di un sasso ma di singole persone prese a caso che magari neanche se lo meritano, ma se ci fosse un modo di "rapinare" *QUESTA* collettività e che non necessiti di avere coraggio lo farei senza esitazione (tanto non ho niente da perdere, solo mi seccherebbe dare alla gentaglia l'occasione di far valere per un altra volta il sadico godimento che sicuramente prova nell'"agire *CONTRO*"), dato che il "contratto sociale" nei confronti di tutti è stato già moralmente invalidato dalle istituzioni stesse, implicando di conseguenza che quella non sarebbe una rapina (per cui prima "rapinare" l'ho messo tra virgolette) ma un legittimo recupero "coatto" di ciò che mi è stato e mi sta venendo sottratto, e per questo non prenderei niente di più di quello che MI SPETTA (perché non fraintendiate cosa intendo, cosa che conoscendo la gente mi aspetto: spetta non *a me*, A TUTTI nessuno escluso, voi compresi), la mia parte e solo quella. Non parlo a vanvera, anche se voi non potete certo capire, questa è scienza economica, e le conseguenze macroeconomiche di questa artificiosa sottrazione collettiva di potere d'acquisto "base" potenzialmente esistente in termini reali sono quelle di cui tutti si lamentano, inefficienza da errata allocazione delle risorse, e quindi sottoccupazione delle risorse esistenti, sprecate quindi, artificiosamente a causa di una cognizione avulsa dalla matematica della scienza economica, cognizione demenziale che ragiona in termini nominali come dei ragionieri anziché in termini reali come dovrebbe essere, a causa del fatto che a comandare sono dei già di per sè ignoranti totali perdipiù subordinati alle "opinioni" del popolino. Certo questo non c'entra con voi, ma in virtù delle falle che quelli aprono magari la competenza di tapparle per quanto possibile dovrebbe essere delle istituzioni come la vostra, no?

Ora quello che sospetto è che ci sia stato un fraintendimento: il fatto che io abbia "rifiutato" (sic!) di essere preso per il culo non significa che io abbia rinunciato ad attendere che mi troviate un lavoro; forse questo voi avevate capito? Io sto ancora in attesa di notizie da voi eh... nel caso abbiate capito fischi per fiaschi (io non ho rinunciato ad un offerta di lavoro, io ho "rinunciato" a una presa per il culo) vi ripropongo la mia richiesta: me lo trovate un lavoro? Voi vi chiamate servizio per l'inserimento lavorativo, non vi chiamate "anatra all'arancia"; se vi chiamaste anatra all'arancia io non mi sognerei di chiedervi di trovarmi un lavoro, oppure se io non avessi i problemi che mi impediscono di trovarlo in altro modo che non sia tramite istituzioni preposte; ma vi chiamate servizio per l'inserimento lavorativo, ed io quei problemi li ho. Se la vostra risposta è no, e in tal caso non serve me lo comunichiate, fate conto che equivale a mettere la vostra firma ad avvallare quanto ho scritto fin qui. Ma per favore per l'amor di dio evitate di tentare di nuovo di far passare a me delle prese per il culo (e sono gentile a darne con questo termine una definizione colposa anziché dolosa contando sulla vostra buona fede che voi non vi rendiate nemmeno conto che sono truffe vere e proprie che in un mondo normale verrebbero perseguite penalmente) come offerte di lavoro come pretendendo ed aspettandovi che io sia un cretino incapace di comprendere. E lo dice uno le cui aspettative sono molto basse e le pretese totalmente inesistenti... Per arrivare a far rifiutare un ancorché presunto lavoro ad uno come me ce ne vuole eh! Quest'ultima frase (quella precedente) tanto per indurvi a fare un esame di coscienza sul vostro operato per quanto in vostro potere, e non so se capite che il senso di quella frase è che non lo dico per me ma per tutti, perché se si arriva a far rifiutare ad uno come me, io non so proprio immaginare gli altri... dato che non tutti lavorano solo per hobby avendo già un altro reddito come presumo sia per quelli che accettano le vostre "offerte", unica spiegazione possibile a giustificare l'accettazione di lavorare gratis (non pretendo che voi dobbiate conoscere le leggi economiche, ma io che le conosco vi erudisco sul fatto che 400 euro al mese per 6 ore al giorno è lavorare GRATIS, ma come minimo proprio, varia a seconda dei costi di opportunità, per cui a seconda dei casi può significare in termini reali e ceteris paribus PAGARE dovendo pure lavorare in cambio, e nel mio caso lo sarebbe certamente per i motivi che vi ho spiegato in passato). Per cui, chiarisco che io sono dispostissimo a lavorare per 400 euro al mese, certo: 1 ora al giorno tempo di percorrenza casa-posto di lavoro compreso. Questo sarebbe l'equivalente MATEMATICAMENTE (perché di questo si sta parlando, "purtroppo" ho la pecca di aver studiato economia e capirla...) minimo di 400 euro al mese per una qualunque mansione ossia solo per il mero tempo impiegato indipendentemente dal tipo di mansione, per tutti in un paese *COME* l'Italia nell'anno 2018 (che poi *non lo sia* è un altro discorso, che va a peggiorare ulteriormente la cosa eh!), non quindi perché *io* mi ritenga speciale, anzi, come ho già scritto le mie aspettative sono e sono SEMPRE state più basse di quelle degli altri, e lo sono anche in questo caso, solo che io non cerco lavoro per hobby avendo un altro reddito (che non ho), ma per avere un reddito; un reddito, almeno per il momento, nemmeno necessariamente intero (per cui 400 mi andrebbero pure bene ora come ora in assenza di meglio) ma che però almeno superi in valore il suo costo (io uso i termini economici nel loro significato scientifico, non quello di uso comune, se capite bon se no amen) anche solo di poco (a differenza delle altre persone che sono generalmente pretenziose); ma dovendo pagare io no, e dato che difficilmente credo sia chiaro il senso: non è che "non voglio", ma è che *NON ME LO POSSO PERMETTERE* in quanto non ho altri redditi che mi permettano di poterlo fare!
Facile abbassare i propri prezzi quando si ha già una pensione come reddito di base di 2-300 che rendendo meno onerosi in proporzione al reddito complessivo i costi di opportunità possa permetterti di poter lavorare anche per soli 4-500 euro al mese! Purtroppo io non ce l'ho, per cui i miei costi reali (visibili o invisibili che siano) supererebbero il tasso di rendimento alle pazzesche condizioni da voi (ingenuamente, ve lo dò per buono, questo si) proposte. Avessi redditi per 1.000 e passa euro al mese certo che potrei permettermi di lavorare gratis (non è un concetto banale come potrebbe apparire, spero coglierete la sottile insinuazione filosofica: nessun lavoro è in realtà "pagato", ma è *compensato*), addirittura nettamente ossia senza pretesa di alcuna sorta di meri parziali rimborsi dei costi sostenuti come invece è ciò che proponete voi.
Specifico che per me la questione finora non è MAI stata etica riguardo "diritti" e cagate simili, ma sempre e solo MATEMATICA, e le leggi matematiche dell'economia valgono anche per le persone fisiche, non solo per quelle giuridiche, checché se ne voglia dire ignorandolo. Al limite, oltre il fattore logico-matematico si può parlare di mero buon senso, ma di certo io non ho e non ho mai avuto pretese di tipo marxista. Immaginate quindi, oltre al discorso sulla modestia, cosa significa ricevere critiche di questo tipo da uno come me. Sarò anche modesto, ma una dignità ce l'ho, oltre al buon senso e alla capacità di valutare e le conoscenze su cui basarmi per poterlo fare. Anche se la ragione per cui vi ho scritto ora è l'esasperazione causata dal tempo ormai passato privo di un reddito davanti l'assenza di prospettive, ora mi accorgo che mi era anche necessario puntualizzare le cose anziché tenermele dentro in silenzio (nei confronti di voi) come ho fatto finora, per quanto ve ne possa fregare.


Quello che emerge dalla descrizione delle esperienze che leggo (e che posso confermare con la mia) rende difficile comprendere quale sia la vostra raison d'etre se non alla luce di fungere da specchio per le allodole (per non insinuare peggio, intermediari consapevoli di approfittatori per non dire di truffatori) per far credere alla gente che esistano istituzioni che "ti trovano il lavoro", e io mi chiedo: ma alle conseguenze ci pensate??? Sentirmi - io che so come invece stanno le cose - "consigliare" (c'era una canzone che diceva "la gente sa sempre darti buoni consigli", no? Che valgono sempre e solo per gli altri, mai per sè stessi) dalla gente di venire da voi e se gli dico come funziona quelli mi guardano loro a me con sguardo scettico o addirittura accusatorio! Ma le conseguenze di questa aberrazione voi le valutate???? Che davanti a sta gentaglia IO passo come quello che non vuole lavorare dopo che voi me l'avete offerto!!!! Questo significa come minimo essere degli incoscienti che non valutano le conseguenze delle proprie azioni sulle persone che si rivolgono a voi! E non si rivolgono a voi prendendovi a caso ma perché voi ufficialmente siete lì apposta per questo! Ed uno che crede sia così, e ne ha bisogno, prima di sapere come funziona in realtà, lo fa, ci si rivolge ovviamente! Non per vezzo, ma per necessità, trovandosi ad assistere a popò di presa per il culo fatta con paternalistico ghigno in faccia, ma anche fatta sorridendo una presa per il culo sempre tale rimane. Riassumo alla gente sempre con un esempio la vostra prassi, per la quale si accusa di essere responsabili della propria situazione e di rifiutare aiuti istituzionali: tu hai fame, esiste una mensa pubblica e tutti quelli che non ne hanno bisogno vedono che esiste e pensano "che bravi, danno da mangiare ai bisognosi" di voi e quindi "che schifo di persona quello, ha rifiutato il loro aiuto dopo che glielo hanno gentilmente offerto" e "sarà sempre meglio di niente, è un aiuto e un opportunità, a caval donato non si guarda in bocca" riguardo chi c'è stato ed ora cerca di evitarvi come la peste, perché chi c'è stato lo ha invece visto coi propri occhi: tu vai lì, voi gli date un piatto, si, certo, un piatto contenente una merda (è meglio di niente no? è un aiuto e un opportunità no?), e se non la mangi sei tu quello che ha rifiutato, voi *il piatto* glielo avete dato, a rifiutare sei stato tu, voi quello che dovevate fare lo avete fatto, la vostra "raison d'etre", il vostro "ruolo sociale", alla gentucola è irrilevante che il piatto contenesse una merda, per la gentucola conta il piatto, non cosa contiene, ed evidentemente secondo loro una merda è "meglio di niente" (vorrei proprio vedere se loro se la mangerebbero, sempre "gli altri" devono "fare", sempre "gli altri"), e voi questo lo sapete e ci giocate sopra e siete lodati da tutti e tu sei quello deprecato, quando è lapallissiano che la vostra raison d'etre è quella quantomeno di specchio per le allodole di qualcosa di inesistente, dato che una cosa che peggiora la tua situazione anziché migliorarla non è "meglio di niente" ma PEGGIO di niente e questo non è ciò che dovrebbe essere la vostra raison d'etre e perciò essa, il migliorare la tua condizione, non esiste in nessun caso perché anche nel caso in cui uno accetta il capestro (o di mangiare la merda che dir si voglia) quello non migliora la sua situazione ma la peggiora, non è "un aiuto e un opportunità", e cedere merda non è *donare*, il termine che lo definisce è *smaltire*; "a caval donato non si guarda in bocca" sarebbe "ottima" come auto-giustificazione del buttare un sacchetto della spazzatura nel primo giardino di una casa anziché dover fare la fatica di andare a portarlo fino al lontano cassonetto no? Non è forse lecito "rifiutare" tale "aiuto"? "Rifiutare" tra virgolette ovviamente, mica ho altre opzioni, anzi, non ci sono proprio opzioni. Se rifiuti tale "opportunità" (cioè quella di dover ingurgitare una merda, davvero una gustosa opportunità, chissà però perché quelli che lo consigliano agli altri non se la mangiano loro eh?) sei tu responsabile della tua fame? La vostra raison d'etre è indurre te a rinunciare, voi non potete chiudergli la porta in faccia, e non lo fate, mettete in moto azioni tese ad indurre te ad andartene di tua scelta, facile così no? Facile togliersi la patata bollente di mano in questo modo. Certo c'è anche qualche fortunato al quale assegnate il posto ambitissimo da Mc Donald o sfalcio erba o lavapiatti nei ristoranti, ma questo rende la cosa ancora più aberrante anzichéno in quanto quelli sono quelli un pò più abili (magari semplici approfittatori) per cui a chi meno bisognoso si dà il piatto di lasagne, ai più bisognosi il piatto con la merda. E' sempre meglio di niente no? Così che quelli che nemmeno avrebbero bisogno di rivolgersi a voi vengono lodati dalla gentucola, che bravi lavoratori!, mentre quelli che ne hanno veramente bisogno sono disprezzati.
Bravi, complimenti.


Scusate se insisto, vi ribadisco che voi sapete bene che nel rivolgermi a voi non mi aspettavo e non ho mai preteso nè sperato di poter essere assegnato a qualcuna delle classiche mansioni più ambite da tutti i disoccupati ossia cose tipo tagliare l'erba o svuotare i pozzi neri o asfaltare le strade, e tantomeno magazziniere ai supermercati o addirittura al Mc Donald o lavapiatti, comprendo e immagino benissimo che per queste cose ci voglia anche attitudine e capacità, e che l'assegnazione sia poi quantomeno subordinata a liste di attesa magari anche lunghe, e che non si possa coercere un privato ad assumere chi volete voi, ok, e su questo non posso obiettare nè criticare, ci mancherebbe, e prendo atto anche dell'altra delle cose che avete chiarito molto esplicitamente cioè che quella che nel mio immaginario mi aspettavo fosse la vostra funzione ossia assegnare *posti pubblici* tipo spazzino o bidello "non lo fate", ok, e da me comprendo anche, polemicamente parlando, che per ottenere posti simili sia necessario avere qualche parente stretto nei gangli vitali della pubblica amministrazione o essere stati storicamente iscritti al Pci-Pds e partiti suoi eredi, ma almeno per cose tipo scaricare le cassette della frutta al mercato con la cooperativa Mof (alla quale so per certo avete mandato già altri) non capisco quali impedimenti ci possiate vedere, come potete giudicarmi incapace di farlo????? Ve lo ripeto, mettetemi in lista di attesa, aspetterò il mio turno, ok, non pretendo di essere fatto rientrare in un posizionamento privilegiato rispetto ad altri, ma almeno datemene la possibilità se non altro in prospettiva futura! Perché secondo voi non dovrei esserne capace proprio??? Capisco che non ho più 15 anni, ma che ci vuole anche per uno come me a caricare e scaricare cassette di frutta o di pesce??? Neanche non l'avessi mai fatto... era proprio *il mio* mestiere d'origine! Bisogna imparare la lingua moldava ora per sperare di poter essere assunti al mercato ortofrutticolo??? Io mi sono rivolto a voi per poter avere un lavoro propriamente detto, se non nel settore pubblico (visto che "non lo fate") almeno tipo questi, ma non per essere preso per il culo con truffaldini "progetti" ufficialmente dedicati agli handicappati e agli ex detenuti!!! Che poi io non mi capacito di come anche loro, o almeno i loro parenti o amici, possano non aver niente da obiettare su simili indecenze, sull'approfittarsi di chi o per incapacità o per rassegnazione arriva ad accettare di sottostare a simili ignobili condizioni che io credo perfino un privato sicuramente si vergognerebbe di proporre autonomamente se non potesse nascondere il suo nome dietro l'avvallo di un istituzione pubblica come la vostra ufficialmente apparentemente finalizzata a scopi "sociali". Ed invece così voi col vostro operato legittimate quella che è a tutti gli effetti schiavitù facendola passare come "progetto sociale per disabili"... facile così, no? L'importante è l'apparenza ed il nome, non il contenuto, giusto? Oggi basta semplicemente chiamarla "stage" e la schiavitù cessa di colpo di essere una cosa socialmente deprecabile.

"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d'ossa di morti e d'ogni immondizia. Cosí anche voi, di fuori sembrate giusti alla gente; ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità" (Vangelo secondo Matteo 23:27-28)

Non potete venirmi a fare il paragone contrapponendomi che quelli che ai vostri sedicenti "stage" accettano di partecipare lo fanno con entusiasmo senza protestare... e bella forza! La differenza è che loro magari oltre al vostro micragnoso "rimborso spese" pagato dalla Provincia avranno pure anche una pensione dall'Inps, mentre io no, e da quel che ho visto hanno tutti tra i 20 e i 30 anni, non 41 come me! Pure io se avessi la pensione e avessi 20 anni mi rassegnerei (perché quello che voi chiamate "entusiasmo", non può essere altro che rassegnazione) a fare lo "schiavo per hobby" in assenza di migliori prospettive! Ed in ogni caso, anche se non ve lo dicono come sto facendo io, vi informo che anche gli altri ai quali proponete i vostri ormai famigerati "stage" e anche quando accettano di parteciparvi pensano le medesime cose che vi ho scritto io eh. Altroché "entusiasmo". Solo che loro a differenza mia si "rassegnano" a continuare a "vivacchiare" senza risolvere un bel nulla, con la differenza rispetto a me, che loro se lo possono permettere dato che oltre ad avere anche la pensione si presume abbiano dei genitori che li comprendono e li sostengono, non come i miei che mi assillano di continuo di "trovarmi un lavoro" come se fosse una cosa che possa dipendere dalla mia volontà. Che poi non so mica nel loro immaginario come dovrei fare... forse auspicano che mi metta ad andare a contattare parenti ed amici che non sento da anni importunandoli "proponendo" di acquistare cose che nessuno può volere, facendomi giudicare come un approfittatore e mettendoli in una posizione scomoda dalla quale li costringerei a doversi in qualche modo svincolare assecondandomi? Bene, e una volta esauriti parenti e amici? Dato che questo è l'unico tipo di "lavoro" che "ci si può trovare da sè" quando privi di patente di guida, anzi, in questo sono perfino "loro" a cercarti, come sa bene chi da inoccupato abbia provato a mettere lui un annuncio una prima volta ed essendosi di conseguenza reso conto non dell'inutilità ma proprio dell'inopportunità di farlo dato che l'unico risultato è che si viene tempestati dai deficienti caduti nel marketing piramidale col loro demenziale repertorio uguale per tutti che ti recitano a pappagallo al telefono credendo che tutti siano cretini come loro.

E poi ti trovi su internet quelli che ti dicono che un lavoro dovresti poterlo trovare facilmente "abitando a Venezia"... che non si capisce da quale cognizione possa scaturire tale equivalenza... ovviamente solo da persone che Venezia non la conoscono per niente e non si capisce sulla base di cosa possano essersene fatti un opinione così edulcorata rispetto alla realtà di *cosa sia* Venezia, cioè di quella che tutti i veneti sanno essere a tutti gli effetti la "Napoli del Nord" con tutte le similitudini derivate dall'identica mentalità levantina e sue conseguenze tra cui appunto la disoccupazione e suo relativo approccio "filosofico" che porta a tendere all'"arte di arrangiarsi" [tenete conto che a loro non posso raccontare tutto, per non mettermi in cattiva luce] quando non ci si riesce a ritagliare qualche spazio al limite della legalità, in un brodo di coltura nel quale la vera sovranità civile e sociale è ceduta a quella che è a tutti gli effetti (checché se ne voglia dire) criminalità organizzata, la cui sub-cultura permea, almeno nei quartieri come quello in cui sono nato io, ogni aspetto dell'esistenza, al punto che credo Venezia sia l'unica città al mondo dove un attività illecita come l'"intromissione" è istituzionalizzata con perfino licenze emesse dal comune, ed esiste il "mestiere" di "cambista". Per questo uno come me non ci si può trovar bene in questa città levantina dove l'unico modo per avere un lavoro normale e legale è, come anche voi sapete bene, essere "amico di amici" o "figlio di qualcuno" dopo che quelli come me sono stati "rovinati dall'avvento dei container". E quelli su internet, certamente non veneti, ti presentano loro a te l'immagine di una città "da cartolina"... che, come sapete anche voi, può stare solo nella fanciullesca immaginazione di non veneti.

Oppure ti dicono "potevi andare a scuola"... si certo, ma anche se *io* pinco pallino un lavoro lo avessi non è che il problema sarebbe risolto: *la disoccupazione* sussisterebbe comunque ancora! Perché lì il discorso forse non è mica chiaro eh... *IL problema* per cui vi ho detto ne dibatto su internet NON E' la *mia* inoccupazione (che senso avrebbe dibatterne con sconosciuti su internet???) ma *LA disoccupazione*! [aggiungo qui: altrimenti che senso avrebbe avuto mettere on line queste email personali? se la questione fosse *la mia* inoccupazione le avrei lasciate tra me e loro, non le avrei certo messe on line] Così come quasi tutti quelli che un lavoro ce l'hanno, sarei pure io comunque perennemente "appeso a un filo"! Si vive bene così? Ed occupando un posto non farei altro che toglierlo ad un altro, cosa si sarebbe risolto così? Un bel nulla!
Comunque, nell'ambiente sociale in cui sono vissuto e in quegli anni, lo saprete anche voi, era fortunato chi a finire le medie ci arrivava, altroché superiori! Mentre nel mio caso io non accettavo imposizioni altrui su *cosa* studiare, già ve l'ho detto, per cui quell'indecenza che è il sistema scolastico di questo mondo non era per me sopportabile, perché se a Mark Twain la scuola "non ha affatto interferito" con la sua istruzione, nel mio caso invece sarebbe stato proprio così! Io avrei voluto studiare chimica... sapete quante ore di chimica ci sono durante il primo anno della scuola dedicata (Itis)? Zero. E dato che di tutte le altre cose che insegnavano non me ne fregava niente di studiarle a scuola dato che le potevo benissimo studiare da me, sono stato costretto a dovermi limitare a studiare da me pure quello che avrei voluto studiare a scuola, quindi "inutilmente" non avendo ora un pezzo di carta che possa dimostrarlo.
Comunque in ogni caso non mi sarebbe garbato molto di passare per uno di quelli che con la scusa della scuola può scansare il lavoro, perché questa era l'opinione vigente nel mio ambiente sociale nei confronti di chi compiuti i 14 anni continuava ad andare a scuola per propria scelta ossia nonostante non essendone più obbligato. Io, così come molti miei amici, ho iniziato a lavorare quando ancora andavo a scuola.
Quindi, tornando alla realtà (quella nella quale "a scuola" non ci sono andato), dato che oggi l'unico modo perché *uno come me* possa avere un lavoro VERO è quello di ritrovarmi ad un certo punto ad essere l'*ultimo* disoccupato rimasto, dopodiché solo allora verrebbe il "mio" turno di poter essere assunto, questa è l'unica prospettiva nella quale uno come me può contare oggi per poter avere un lavoro vero: che CESSI DI ESISTERE *LA* DISOCCUPAZIONE, e questo è proprio "GRAZIE" A VOI che l'ho compreso da un certo momento in poi. Finché ci saranno concorrenti uno come me non potrà mai sperare di poter essere scelto tra altri, e questo, lo ripeto, VOI me lo avete fatto capire classificandomi come inadatto a perfino movimentare cassette di frutta nonostante vi avessi detto che quello è *il mio* mestiere! Per questo io mi batto su internet da anni contro *la disoccupazione*! Nel mio piccolo, certo. Ma questo non toglie che, ve lo ripeto, io sono comunque sempre rimasto e sono tuttora in attesa che VOI mi fate avere un lavoro! Perché vanamente "in attesa" di rimanere "l'ultimo disoccupato rimasto", a parte l'attesa passiva di una provvidenziale "botta di culo", non avendo io "santi in paradiso" e non essendo "bravo a vendermi" l'unica alternativa possibile ora come ora per me siete voi; altre possibilità ho già ampiamente potuto verificare non sussisterne, e se sussistono a mia insaputa, indicatemele almeno, no?
[laddove nel corso delle email faccio riferimento a mia inferiorità rispetto agli altri nel poter trovare un lavoro, è al non essere "bravo a vendermi" che mi riferisco, per ragioni che a loro ho spiegato ampiamente come motivo dell'essermi rivolto a loro]

Ripeto che non pretendo tutto e subito, sono dispostissimo ad attendere il mio turno in una lista di attesa, perché vi ripeto che il problema non è tanto ora (vi ho detto più volte che non ho mai avuto particolari necessità materiali ed assolutamente alcun desiderio edonistico), ma in prospettiva di quando rimarrò da solo. Tanto all'aspettare mica ho alternative... l'unica alternativa è tra farlo almeno con la speranza di qualcosa di concreto con la certezza garantita che prima o poi arriverà, e continuare come sto facendo già ora ad andare avanti senza alcuna prospettiva; quelli che chiamate "stage" non sono un'alternativa a queste due, ma sono un "continuare ad andare avanti senza alcuna prospettiva" ma con perdipiù rovinarsi inutilmente la salute nel frattempo. Perché qui come "costo di opportunità" e "costi invisibili" (ciò che i mentecatti chiamano "scuse") di questo si parla eh: delle conseguenze psico-fisiche della frustrazione derivante dal perdere tempo nella consapevolezza che quell'attività oltre a inutilizzare le proprie capacità (a premere un tasto al suono del cicalino, accendere la telescrivente col Q, attivare il circuito Z e disattivarlo premendo uno strizzaspazzolone, zufolare in un avvisatore acustico a onde rigore, rispondere "il dottor Tomas non è in sede" quando suona il telefono, sono buoni tutti, e pure senza sbagliare buco) allo stesso tempo anche impedisce di coltivarle in prospettiva, perché oltre a sottrarre tempo prezioso porta quantomeno a sentirsi inutili, ottunde e stressa, con le relative ripercussioni psicosomatiche debilitanti sull'organismo, e questo, senza ottenere NULLA a compensazione e risarcimento dei danni somatici patiti che sono inevitabilmente impliciti in mansioni noiose e ripetitive quali sono quelle dei vostri "stage" alla "Baudaffi Pasquale nella fabbrica di cibernetica", porta ovviamente anche a danni psichici. Se questo lo volete chiamare "aiuto ed opportunità", non so... un aiuto ed un opportunità nel far trovare il coraggio di ammazzarsi forse, questo si. "E' sempre meglio di niente", no?
Un costo anche quando invisibile è sempre un costo: la salute non è gratis! Un lavoro che la danneggia va perlomeno COMPENSATO! Invece si preferisce approfittarsi spudoratamente della disponibilità dei derelitti e dei soldi pubblici per loro elargiti, "ufficialmente" a "loro" favore ma in realtà usati per placare l'insaziabile fame di schiavi dei "dottor Tomas" vostri "clienti"... Qualcuno dovrà pur farli quei lavori, certo, basta PAGARE. Pagando, ogni cosa viene fatta. Ogni cosa ha il suo prezzo. Se il "dottor Tomas" non può aggiungere ulteriori cifre non c'è problema, basta che si accontenti di usufruire di ciascun derelitto per un ora al giorno; oppure, se li vuole ciascuno per 6 ore, basta aggiungere la RELATIVA cifra MANCANTE. Ma pare che ai bulli che pretendono di far passare la loro misantropia per "liberismo" i fondamenti matematici dell'economia stiano bene solo finché a giovarne sono loro, mentre nel momento in cui a basarsi sulla matematica sono gli altri allora si diventa d'improvviso per magia fannulloni, parassiti, pretenziosi, bamboccioni, schizzinosi, e chi più ne ha più ne metta e che si giustificano con "scuse" (la matematica ora è "una scusa", bisogna avvisare l'Accademia della Crusca!). "Loro" no, loro sono "i paladini", loro sono quelli che, imitando i loro idoli "alla Renzo Rosso", "muovono il culo" nel momento stesso in cui si "vantano" di non alzarsi nemmeno dal letto "per meno di tot euro". Poi ci si lamenta dei dipendenti... e per forza, assumono solo i peggiori e poi hanno il coraggio di lamentarsi di un problema che hanno creato loro! Il fatto, innegabile, che in Italia ad essere assunti preferenzialmente siano proprio i "pelandroni" non determina che automaticamente diventino tali tutti gli altri ossia quelli esclusi dal lavoro; se uno lo è, sempre tale rimane, sia che un lavoro lo abbia oppure no; non è che averlo o no ti tramuti per magia in un altra persona. "Chi nasce tondo non muore quadrato".
Non venite a dirmi che "non ci sono posti disponibili", dato che una lista di attesa per convenzione non ha limiti, quindi potete dirmi che l'attesa è lunga, ok, ma non che "non ci sono posti"! Dite casomai che VOLETE raccattare da subito più schiavi possibile per conto dei vostri veri padroni, i pezzenti che con la scusa di "dare un opportunità ai disabili" usufruiscono semi-gratuitamente di manodopera "finanziata" fraudolentemente coi soldi pubblici (ma in questo caso pare ai finti liberisti la spesa pubblica non dia fastidio, guarda un pò... poi sbaglio a definirli *finti*...), e per ottenere da loro la "libbra di carne" voi deviate appositamente il più possibile verso di loro i derelitti distraendoli così dai lavori veri ai vostri "stage" schiavistici, ed ai lavori veri disponibili assegnate (e solo perché vi tocca farlo per non rendere troppo evidente la cosa, altrimenti sareste anche capaci di lasciarli perfino totalmente vacanti mi sa) quel minimo fisiologico necessario di prepotenti dei quali temete le reazioni verso di voi se provaste a proporgli "uno stage". Ma è mai possibile che laddove nel resto del mondo si compila un modulo, in questa cazzo di città la prassi burocratica debba invece prevedere regolarmente come consuetudine standard di doversi incatenare nell'ufficio preposto con la tanica di benzina? Ma io mi chiedo quale idea si facciano i foresti nel vedere una tale mole di estintori posti in ogni singolo locale degli uffici pubblici veneziani... Devo quindi farlo pure io? E' questa la prassi che mi chiedete di seguire per potermi dare un lavoro? Ok, ma ditelo esplicitamente e pubblicamente però!
E a proposito vi ripeto che, se certamente ognuno è libero di proporre e l'altro è libero di accettare o rifiutare, prendere per il culo però quello no! E' indecente che veniate a implicitamente definirmi scemo pretendendo di potermi far credere che ci sia la fila per fare lo schiavo, per cui fossi in voi almeno eviterei il "se inizi lo stage lo devi portare a termine sennò occupi un posto che avremmo potuto assegnare ad un altro che ne è restato fuori per darlo a te" definendo eufemisticamente "senso di responsabilità" quello che è invece in realtà *lasciarsi prendere per il culo ad oltranza*. Di "essere stato fatto restare fuori" dai vostri "progetti" uno dovrebbe solo esserne grato all'"irresponsabile"! Se la possibilità sussistesse si intende, ma io dubito che veramente rinunciate alla vostra "libbra di carne" "lasciando qualcuno fuori". Tanto a pagare è il solito Pantalone, l'"erario" provinciale in questo caso.


Voglio ribadire anche un altro consiglio che ritengo essere per voi particolarmente importante e anche per mettervi in condizione di poter capire da voi ulteriormente cosa intendo con "prese per il culo"; non ricordo se già ve l'avevo scritto e non ricordo se quella frase l'avevo sentita anche da voi o solo da quelli delle interinali, ma in caso sentita anche da voi: quando dite "corso gratuito" fossi in voi lascerei la persona nell'illusione che il senso di quella frase sia quello che viene obbiettivamente spontaneo leggerci ad una persona con un minimo di raziocinio, ossia che "sei tu a non venire pagato per fare il corso", che sarebbe comunque almeno tollerabile nonostante oltre all'inutile perdita di tempo senza equivalenti contropartite implichi il rischio di trovare il controllore in autobus e prendere la multa (a causa vostra ne ho già diverse accumulate e non so secondo quale logica ci si possa aspettare e pretendere che se non posso permettermi di pagare il biglietto possa però permettermi di pagare la multa...); quindi evitare di specificare l'aberrazione "sei tu che non devi pagarlo" che non può altro che portare la persona che avete di fronte a pensare "ma sti qua sono proprio deficienti?"... e ci mancherebbe pure che dovessi pure pagare io! Con cosa poi??? Se avessi talmente tanti soldi da potermi permettere di pagare un corso non sarei qui, non pensate? Non nel senso che lo farei senza la vostra intermediazione (surreale arrivare ad ipotizzare che qualcuno possa interpretarla in questo modo e quindi doverne specificare il senso sensato, l'unico sensato) ma che se avessi talmente tanti soldi da potermi permettere di pagare un corso non avrei ipso facto nemmeno il bisogno di farlo un corso!!!! Almeno la logica porcogiuda! Se volete che la persona che avete di fronte vi prenda in considerazione e abbia rispetto di voi e non sospetti di stare ad essere preso in giro quindi fossi in voi eviterei di dirgli cose che non stanno nè in cielo nè in terra, e lo dico per voi, perché il concetto che esprime esattamente cosa egli ne può pensare è "ma questi ci fanno o ci sono?".
Senza contare poi che, a sentire chi quei corsi li tiene, i corsi in questione sono descritti come totalmente privi di senso e finalizzati solo a frodare l'ente che li finanzia. E a me di essere usato come mezzo di una frode, colposa (ossia involontariamente implicita) o dolosa (ossia appositamente preordinata) che sia, non è che vada molto, moralmente parlando. E non puntualizzerò mai abbastanza il fatto che per far arrivare uno che come me ha sempre disprezzato il concetto stesso di sindacato e cagate laburiste del genere a far critiche di questo tipo ce ne vuole! Non mi capacito gli altri...

Poi, dato che per tutto quello che vi ho scritto immagino di passare ai vostri occhi per pretenzioso (non a riguardo le condizioni, sulle quali ripeto non posso nemmeno immaginare in qualcuno un livello di pretese ancora più basso del mio, come si suol dire "volete pure mettermi una scopa in culo così nel frattempo anche vi ramazzo la stanza?"... ma sul solo pretendere che un lavoro me lo troviate), in fondo ho visto coi miei occhi nei vostri uffici persone messe veramente male fisicamente a fronte del fatto che da quel punto di vista io non mi posso certo lamentare e quindi non potrei permettermi di pretendere preferenza a loro confronto rispetto a un numero di posti disponibili inferiore al numero degli aspiranti occupanti; ovviamente rimane comunque valido il fatto che a rigor di logica e razionalità matematico-economicistica, in assenza di più razionali ma oggi utopiche alternative, quando i "posti" esistenti (la domanda, per intenderci) sono inferiori alle risorse disponibili (l'offerta), quelli mancanti dovrebbero semplicemente essere creati anche solo fittiziamente da chi in potere di farlo, e questo lo dice uno (intendo me) che keynesiano non lo è proprio per niente, perché questa è pura e semplice razionalità e la razionalità non appartiene "a qualcuno", la logica, la razionalità, la matematica, il buon senso rimangono tali indipendentemente dalle opinioni, e anche se questa sarebbe solo una mera toppa in alternativa di una oggi purtroppo totalmente utopica instaurazione del normale laissez faire che altrimenti di per sè stesso determinerebbe automaticamente lo stabilimento del punto di intersezione tra le curve di domanda-offerta su quello naturale (che oggi è spostato dall'area di perdita secca, colloquialmente chiamata "cuneo fiscale", e dall'assenza della potenziale base reddituale, artificioso spostamento da cui ne derivano i demenziali rapporti salario/orario che proponete voi, per cui io sono consapevole che la colpa non è vostra eh che sia chiaro) e quindi la piena occupazione senza necessità di interventi, è comunque la toppa più razionale possibile ora come ora che il laissez faire è reso utopico da una cognizione comune dell'economia da ragionierini microcefali schiavi dei sindacati e da chi dall'assenza di laissez faire ne trae guadagno personale (tra i quali voi, è il vostro stesso "pane", scusate se lo puntualizzo, senza offesa) a scapito di tutti (loro stessi compresi, indirettamente...), ma tutto questo è un altro discorso, un dare le perle ai porci e quindi inutile ribatterci, mentre ritornando al discorso originale, vorrei puntualizzare una cosa che voi stessi dovreste capire da voi, una caratteristica che credo mi metta su un piano diverso da chiunque col quale abbiate mai avuto a che fare (presumo almeno) e sulla base di cui io sento di potermi permettere di pretendere, ossia il fatto che io, diversamente dalla maggior parte delle persone, vanto tuttora un credito verso la società, che finora non mi è mai stato pagato, ed è per questo che sento di avere le carte in regola per potermi permettere di "pretendere" qualcosa che possa equivalere al suo pagamento materiale, per cui io non sto pretendendo qualcosa senza motivo in virtù del nulla come se mi ritenessi speciale per diritto di nascita o stupidaggini simili, ma perché prima o poi vorrei anche poterlo riscuotere questo debito che la società ha verso di me, e non dovrebbe certo servire specificare a cosa mi riferisco, non si tratta di un credito inteso in senso vago ma che risponde ad una cosa ben specifica, materiale, in altri casi matematicamente trasposto in cifre precise, ovviamente mi riferisco all'inusitato accanimento di cui sono stato vittima dal maggio 2002 e anni seguenti, avendo subito un trattamento totalmente sproporzionato rispetto al reato, per cui l'eventuale mio debito (se mai c'è stato... dato che non ho e nemmeno intendevo certo nuocere in qualche modo nè a persone nè a beni, nè direttamente nè indirettamente, se non per la ricettazione che comunque ovviamente per definizione stessa ignoravo di star compiendo) verso la società è stato comunque ampiamente superato dal credito verso essa, parecchio ampiamente. Ergo ritornando al concetto di "contratto sociale", se "la società" vuole permettersi di vantare debiti verso singoli soggetti e farseli pagare coattivamente, deve pure accettare di avere anche crediti e pagarli sollecitamente, no "chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato", no, questo per me non vale, questo è un contratto unilaterale che io non ho mai firmato. Voi di questa società ne siete un istituzione, e quindi "pagarmi" questo debito che avete verso di me dovrebbe essere compito vostro, siete ora come ora gli unici che possano fungere da cassiere. Io non pretendo niente di più di ciò che obiettivamente avanzo materialmente, ma come minimo eh, anche da questo punto di vista non sono per niente pretenzioso, non intendo certo far pagare totalmente l'intera società per gli errori di un singolo soggetto (quello squilibrato di Felice Casson) nonostante sia la società responsabile di avergli affidato un ruolo di cui egli ha solamente approfittato per dar sfogo alle sue fanatiche paranoie maniacali, e il cieco accanimento di chi a quel demenziale soggetto gli dava retta, ma almeno parzialmente si però, appunto in virtù del fatto che ad averlo messo in un posto di responsabilità dal quale uno come lui avrebbe invece dovuto essere tenuto ben lontano è stata la società tramite suoi rappresentanti. E' solo in virtù di questo che, anche se nella precedente ho ribadito il concetto "aspetterò il mio turno", che in realtà io mi aspetterei essere fatto rientrare in una corsia preferenziale a parità di condizioni, non così per niente ma come parziale risarcimento di ciò che mi è stato fatto ingiustamente patire. Queste cose mi tocca specificarle, perché altrimenti qua mi pare di essere interpretato come uno scroccone, oppure come uno che si crede di essere speciale, cosa che non mi è mai passata per la testa di pensare.


Poi, io mi chiedo, voi siete consapevoli di cosa si legge di voi nei forum su internet? Ne andate fieri? Perché vi ripeto che anche se non ve lo dicono come sto facendo io, anche gli altri ai quali proponete i vostri famigerati "progetti" pensano le medesime cose che vi sto scrivendo io eh. Vi ribadisco il concetto: il fatto che una cosa non la fate, non implica che non dovreste farla; magari riempire le falle oggi aperte dalla cognizione demenziale che guida il sistema socio-economico è proprio ciò che dovrebbe essere compito delle istituzioni che più si avvicinano a tale funzione, in assenza di istituzioni apposite oggi vacanti, e non dico in un mondo normale, perché in un mondo normale non ce ne sarebbe nemmeno la necessità, ma proprio in questo.
Quando io uso il termine mondo normale non intendo "perfetto", non sono un utopista, è questo mondo qui ad essere sub-normale; quando io dico normale intendo solo e semplicemente normale, ed il come dovrebbe funzionare un mondo per essere definibile normale non me lo invento io ma sta già scritto in (o comunque lo si ricava da) OGNI banalissimo testo scolastico di economia, è già tutto lì bello e pronto, basterebbe solo che qualcuno li leggesse, e non sono testi ideologici e quindi opinabili ma testi scientifici e quindi inopinabili. Sono veramente l'unico a vedere il Re nudo? A parte chi quei testi li scrive e qualcuno che li abbia letti, che da 20 anni mi chiedo dove si nascondano. Per cui sul vostro fare ciò che non dovreste e non fare ciò che dovreste, qual'è tra le due secondo voi la cosa migliore? Se io ho un secchio che potrei riempire solo parzialmente a seconda della quantità di acqua di cui necessito, ma è bucato, io cerco di tappare il buco, non di riempire il secchio fino al colmo lasciando il buco aperto; se tappo il buco, il secchio lo posso riempire solo parzialmente con la quantità di cui necessito, risparmiando acqua e fatica. E' veramente così complicato? La colpa non è vostra, certo, ma gradirei che prendeste atto che io queste cose non è che non le capisco, e di conseguenza che io non parlo per pretendere "diritti" o "equità" o cose simili ma solo mera razionalità. Perché qui il motivo per cui ora vi scrivo queste cose è che non vorrei che interpretaste me come uno che pretende la luna e pure senza cognizione... no non è proprio per niente così, non sono io a pretendere che voi facciate qualcosa di extra, siete voi che non fate ciò che qualcuno, voi o altri che sia, dovrebbe fare. Non invertiamo le cose eh. Perché io sono letteralmente rimasto ALLIBITO quando ve ne siete saltati fuori con "perché non si trova una casa?" ed il successivo "perché non si trova un lavoro?"....... ma se è proprio per queste due cose che mi sono rivolto a voi!!!! Secondo voi mi sarei rivolto a voi per cosa???? Non ho mica capito quale cognizione abbiate del mio rapporto verso di voi.... Ma secondo voi io come avrei dovuto leggere quelle frasi "perché non si trova una casa?" e "perché non si trova un lavoro?"? Tanto valeva chiedermi perché non sono alto 300 metri o perché non ho la vista a raggi X, ma che risposta ci si potrebbe aspettare???? Io non sto chiedendo proprio per niente la luna, e tantomeno sulla base del nulla, qui non sono io quello che chiede troppo e senza motivo, qui siete voi quelli che fanno "poco" rispetto a ciò che dovrebbero, e ovviamente non mi riferisco solo verso di me, ma verso molti, perchè queste cose le leggo anche da parte di altri per i quali scrivo qui anche a loro nome. Questa è solo razionalità, non "pretesa", e dire che in questo mondo sub-normale dovrebbe esserci qualcuno con il compito di assegnare (notare bene il termine usato: ASSEGNARE, non "trovare") casa e lavoro alla frazione di umanità che a causa di questa sub-normalità ideologico-amministrativa gli è impedito di farlo da sè perché a questo ci si aggiungono caratteristiche personali (che non sono proprie scelte!) non è essere comunista (ben lungi da me!) ma è pura e semplice razionalità, la quale non appartiene a qualcuno e non è una cosa opinabile. Se uno pensa che la terra sia piatta non è che lo diventa solo perché uno lo crede. Per cui, constatare cose razionali anche qualora coincidano già con precetti di determinate ideologie non mi rende tale per il solo fatto di constatare da me qualcosa che sta anche tra i loro precetti, soprattutto in virtù del fatto che, nel caso in questione, a differenza delle mie motivazioni (la mera razionalità scientifica), loro sostengono una cosa giusta si certo ma per motivi sbagliati però (diritti della persona e concetti fricchettoni del genere), la loro si è una pretesa, la mia no, come filosofia di fondo, pur essendo nei fatti la medesima cosa. Io non chiedo "diritti", non chiedo "equità", non chiedo "giustizia"; io chiedo razionalità, logica, buon senso, cognizione, intelligenza. Di sicuro niente di più, di sicuro non la luna, di sicuro non senza averne lecito motivo di farlo e legittimità di attendermelo. Perché qui a questo punto mi è parso che ci sia stato un fraintendimento in partenza, per questo ho scritto anche quest'ulteriore email, per puntualizzare bene le cose.


A questo punto (essendo chiaro che un lavoro non avete intenzione di darmelo) penso di potervi fare una confessione: quando mi sono incazzato del fatto che a causa vostra mi hanno sospeso la patente, ricordate che vi avevo accennato che avevo appena trovato lavoro come porta-pizze e vi avevo accusati di avermelo fatto perdere voi? Non è esattamente così. In realtà il porta-pizze lo facevo da un pezzo, fin da prima di rivolgermi a voi; guadagnavo circa 600 euro al mese comprendendo le mance (che comunque odiavo ricevere) per 2-3 ore al giorno, ed il negozio era quasi sotto casa. Non ve l'ho detto finora perché davo per scontato che nella vostra probabile ignoranza (non avevo motivo per presumere poteste essere diversi da chiunque altro della vostra genìa) avreste pensato che se "un lavoro già ce l'ho" per quale motivo mi sia rivolto a voi "chiedendone uno", ovviamente, essendo io già avvezzo ad assistere a farneticazioni simili, del tipo "continueranno a lavorare in nero" oppure "i dati sono falsati, la maggior parte dei disoccupati non lo sono veramente ma lavorano in nero" berciate da coloro che proprio partorendo questi stessi concetti palesano di essere vissuti nella bambagia trovando sempre la pappa pronta e come conseguenza di ciò poterli partorire, poiché proprio dall'esternazione di frasi avulse dalla logica stessa tramite le quali dimostrano di ignorare totalmente proprio LA *cultura* stessa *del lavoro* se ne ricava chiaramente che loro il *vero* mondo del lavoro non lo conoscono per niente: secondo loro uno che guadagna 600 euro al mese in nero si auto-considera e dovrebbe auto-considerarsi occupato??? Io quando facevo il fruttivendolo a 1.200.000 lire al mese o il fattorino a 600 euro NON MI CONSIDERAVO OCCUPATO E NON POTEVO CONSIDERARMICI TALE! Solo chi appunto non ha la minima *cultura del lavoro* può interpretare come "occupato" uno che ha un *SECONDO LAVORO SENZA AVERNE UN PRIMO*! Avere un "secondo lavoro" (quello che ti consente SOLO di "arrotondare") senza avere *il primo* (ossia quello che ti consente di sostenerti) NON E' "essere occupati"! Quelli ai quali loro si riferiscono col concetto "lavoro nero" sono *secondi lavori*, quelli oggi chiamati "lavori precari", e per definizione "disoccupato" è colui al quale MANCA IL PRIMO! Ossia quello che permette da solo di sostenersi. Perché non è che avendo un *secondo lavoro* ("precario") e basta quella persona possa essere interpretabile come "essere occupato"! Essere occupato è *potersi sostenere*. Anche se svolto a tempo pieno un secondo lavoro sempre tale rimane, ed il fatto che un "secondo lavoro" sia pure oltretutto *a tempo pieno* rende la cosa ancora più aberrante: sti pezzi di merda vogliono la botte piena e la moglie ubriaca!!! Pagarti come un secondo lavoro ma usufruirne a tempo pieno come un "primo"!?!?! Ma vi rendete conto a che livelli di abominio siamo arrivati??? Ma il punto della questione, il problema quindi, ripeto, è che stiamo finendo per considerare normale questa cosa!!! Al punto da arrivare ad identificare come "occupato" chi svolge un lavoro precario che da solo non gli permette di sostenersi, cosa che in chi la crede dimostra di *NON AVERE CULTURA DEL LAVORO*. Stiamo proprio perdendo collettivamente la cultura stessa del lavoro! Tanto per intenderci, questi ignorantoni un soggetto che guadagna 1 euro al mese lo considerano occupato??? Ci sarà pure una cifra tra tutte che anche secondo loro segna il confine tra essere e non essere occupati, o no? 10 euro al mese è essere occupati? 100? 200? 300? Quanti? Anche la qualificazione riguardasse solo la cifra e non piuttosto SOPRATTUTTO *la sicurezza*, che è questa invece il parametro fondamentale per definire il distinguo tra lavoro *vero* e "secondo lavoro" ossia sulla base della quale potersi considerare occupati o disoccupati. E di certo non si può considerare "sicuro" un lavoro il quale mentre lo si svolge non viene almeno compensato adeguatamente *il rischio* di poterlo perdere da un momento all'altro a seconda delle bizze di un burocrate stupido e ignorante che quella mattina si sveglia con la luna storta; compenso che permetta di accantonare una cifra adeguata a permettere di tirare avanti una volta venuta meno la continuità del reddito derivato da quel lavoro almeno per il tempo necessario a poterne trovare un altro. E' indecente che qualcuno al quale manca totalmente la *cultura del lavoro* e su di esso ne ha anzi una cognizione talmente surreale ed edulcorata da arrivare a non comprendere che un *secondo lavoro* rimane comunque sempre un *secondo* (e quindi il soggetto non si può interpretare come occupato) anche se e quando quello che dovrebbe essere *il primo* manca, si permetta di fare paternali su cose che non comprende e ammette proprio in tal modo di non comprendere, "continueranno a lavorare in nero" oppure "i dati sono falsati, la maggior parte dei disoccupati non lo sono veramente ma lavorano in nero", ignari nella loro mancanza di *cultura del lavoro* che svolgere SOLO un "precario" *secondo lavoro* "in nero" o no che sia e basta NON E' *essere occupati*! I "dati" non sono "falsati" dato che, nel momento in cui i lavori *veri* sono appunto quelli che non sono "neri" nè "precari", lavorare precariamente e in nero NON E' "essere occupati": i "dati" comprendendo giustamente tra i disoccupati chiunque NON HA UN *VERO* LAVORO che gli permetta di sostenersi ricalcano invece proprio alla perfezione la realtà dei fatti! Casomai se i dati sono falsati da qualcosa lo sono da chi non è iscritto ai centri per l'impiego ("scoraggiati")! Quindi le vittime della disoccupazione sono molte DI PIU' di quello che "i dati" mostrano, non meno! E di conseguenza avere un "lavoro" precario ed allo stesso tempo ricevere un sussidio è giustissimo dato che lo scopo di un sussidio è il sostentamento e quel lavoro da solo non lo consente! Per cui un sussidio che permette di rimpinguare il reddito "di arrotondamento" derivato dal secondo lavoro (quando manca il primo) portandolo almeno alla cosiddetta "soglia di povertà" (ossia la cifra necessaria al solo sostentamento, qualunque essa sia) è giustissimo in relazione all'avere contemporaneamente solo un reddito precario da "secondo lavoro" (anche venga svolto ingiustamente a tempo pieno). Poi non devo controbattere ad uno privo di cultura del lavoro che si permette di fare morali a me che invece la cultura del lavoro ce l'ho e lo posso dimostrare proprio cercando di spiegargliela...

Eccola la vostra genìa, secondo la quale che sia per 1.100 o 400 "sempre lavoro è"... si certo che sempre lavoro è, ma con la fondamentale differenza tra i due il valer la pena svolgerlo! Il primo ti sostiene, il secondo no. E pretendere che il secondo lavoro debba pure essere svolto a tempo pieno ha una sola parola per poterlo definire, giusto per non essere volgare: SCHIAVISMO. Che poi anche il costruir piramidi "sempre un lavoro è", ma quale utilità ha? Che poi, 1.100 o 400, o magari pure 100, o 10, o 1, o 1 centesimo "sempre lavoro è", ma d'incanto (e ulteriori "tagli" intermedi da usare come metro di confronto non ce ne sono), passando da 1 centesimo a 0 (il mio lavoro attuale, quello che state verificando coi vostri occhi io star svolgendo), guarda un pò, *cessa di esserlo*... almeno secondo mio papà, voi non so. E' ironico pensare come i vostri "400" (ossia 700 sotto zero) gli starebbero invece magari bene... ovviamente purché a svolgere ciò che come criminale ricatto chiedete in cambio di fare sia io, si intende, ci mancherebbe, sempre e solo "gli altri" DEVONO fare. Evidentemente se io stessi fuori 12 ore per 1 centesimo al mese gli starebbe benissimo (loro, nella loro stupidità, si fidano CIECAMENTE della vostra genìa di burocrati, se non l'aveste già compreso da voi, questo è il senso dell'ipotesi che 1 centesimo gli starebbe bene: poiché dato da VOI), mentre nel momento in cui per solo 1 centesimo in meno che ora sto guadagnando rispetto a quello scenario, mi tormenta. Tante storie per 1 misero centesimo in meno? Poi sono io quello che vede le cose in modo sbagliato, no? Quando invece casomai quello che faccio è continuare ad illudermi rifiutando di omettere la realtà come la vostra genìa pretenderebbe facessi sprecando il mio tempo per regalare 700 sudati (DA ME) euro ai vostri padroni. Qui tra i due quello che vede le cose come stanno sono io, e come avrete capito, di conseguenza, a differenza di quei due mentecatti ai quali mi è toccato capitare (o perlomeno mia mamma, è più lei che si fida ciecamente di voi, mio papà è già da sempre un pò più scettico), il mio atteggiamento verso la vostra genìa è l'esatto contrario di "fiducia", e non certo perché mi vada così dal nulla, anzi, io ero e sono sempre stato ben predisposto verso le istituzioni (io mi ci sono rivolto!), ma dovrei negare anche a me stesso ciò che a malincuore mi tocca CONSTATARE? Purtroppo io di farmi manipolare come una marionetta non ne sono capace, è una cosa che mi repelle proprio.
E in riferimento a queste argomentazioni (e ti pare possano riuscire a trattenersi dall'esternare i loro deliri? *devono* farlo, c'è qualche forza misteriosa che li costringe, a non umiliarsi non ci riescono proprio, mi fanno perfino pena...) sul web ti senti rispondere "cercare lavoro non è un lavoro"... ora voi in ciò che ho scritto io, dove leggete qualcosa che possa indurre a rispondere questa cosa? Ed anche se io questa cosa non l'ho mai detta, cercare lavoro *E'* un *lavoro non pagato* (o devo riportare pure a voi dal vocabolario la definizione del termine?), un *investimento* è il concetto azzeccato a definirlo, un investimento che aggiunge ulteriori costi che potrebbero essere evitati e si rivela alla fine quasi sempre a fondo perduto. Ecco il lavoro che "C'E'": il cercarlo, questo si, purtroppo, per il sadico godimento dei misantropi, NON MANCA MAI. Anzi pure troppo ce n'è di questo. E se anche voi pensate che "cercare lavoro non è un lavoro", se volete perciò mettervi a fare con me la gara "a chi ce l'ha più lungo" ossia quale tra i vari tipi di attività è più utile, avete trovato la persona sbagliata, vi consiglio proprio di evitare di farmi sparare sulla croce rossa, difendere l'indifendibile potete forse farlo con altri, non con me. Il lavoro (perché tale è, anche se io finora non l'avevo mai puntualizzato se non riportando frasi altrui inerenti) di cercare lavoro è inutile e NON DOVREBBE essere NECESSARIO, certo, ma non meno di tanti lavori che vengono però pagati per svolgerli! Partendo dal, forse, più parassitario di tutti cioè "rappresentante", vogliamo iniziare a scorrerli tutti per ordine finché arriviamo a "cercare lavoro"? Devo dare il via alle danze? Non fatemi sparare sulla croce rossa, dai.

Ecco, ora, a parte l'ironia insita nel fatto che coloro ai quali mi ero rivolto per ottenere un lavoro non solo NON me l'hanno MAI fatto avere ma mi hanno addirittura fatto perdere quello che già avevo, cosa sulla quale non mi serve infierire ulteriormente avendovene già ampiamente accusati a suo tempo anche di persona, ora avendovi fatto questa confessione posso puntualizzare tutto il resto della "morale della favola", ossia che nel momento in cui tramite una cagata di lavoretto infimo e precario guadagnavo 600 euro per 2-3 ore al giorno, ad un certo punto con l'obiettivo, nella speranza, di poter avere il "primo" al posto del - o in aggiunta al - "secondo", ossia ottenere di MEGLIO di ciò che già avevo in quel momento, mi rivolgo a colui il quale, voi, apparentemente lì appositamente per questo, mi si mette davanti 400 euro per 6 ore anche si limitasse tutto a questi parametri (e non ci si limita no...), non so, serve aggiungere altro? Poi sono io volgare se lo definisco un piatto con dentro una merda...
E non mi sono rivolto a voi così a caso per vezzo ma ve ne ho spiegato bene i motivi, cioè la necessità di allontanarmi da dei genitori maltrattanti, cosa che di sicuro i 600 "precari" euro della pizzeria non potevano permettermi di fare, figurarsi i vostri 400 del far passare lavori a tempo pieno furbescamente per "part time", pagati come tali pur riempiendo essi l'intera giornata andando ad impedire lo svolgimento di ulteriori lavori integrativi del reddito dal salario finto "part time", per cui non è che li si sarebbe potuti sommare anche nel caso non mi aveste fatto venir meno del tutto perfino i 600 come invece avete fatto, viste le canoniche 4-5-6 ore di solo viaggio tipiche dei vostri "stage" "part time", sempre ammesso, vano sperarlo, vi fossero mezzi pubblici diretti dove mi avreste mandato.


[tra queste due vi è una email personale che ometto interamente, che comprende un accenno ad una scatola il cui discorso riprendo nella successiva qui sotto]


Salve, spero di non infastidirvi con questo invio ripetuto di email, ma sono cose che devo dire, non riesco a trattenermi. Volevo spiegare della scatola, io ho sempre avuto questa scatola dove mettevo i soldi, dalla quale i miei genitori hanno sempre attinto a mani basse senza che io abbia mai aperto bocca in merito, e vorrei anche specificare che mio fratello invece questa cosa non l'ha mai fatta, cioè non ha mai lasciato soldi a disposizione e che io sappia nè dati su richiesta o volontariamente, anzi sono sempre stati loro a darli a lui nonostante li avesse già sempre avuti, e probabilmente (ma dò il beneficio del dubbio, cerco di non essere paranoico) ne danno anche ora più a lui che li ha che a me che non li ho (questo è solo una piccola cosa rispetto alla spudorata disparità di trattamento eh, che continua tuttora nonostante le mie contestazioni, è più forte di loro, su questa cosa non ci riescono proprio a reprimersi); ora, questa per me è sempre stata una cosa normale (intendo il lasciare i soldi a disposizione, non che mio fratello non lo facesse e io si, quella era una cosa che non comprendevo), e non si tratta di "generosità" (non vorrei passare per un narcisista!), ma se la racconto a qualcuno tutti regolarmente mi dicono che non è una cosa normale, non so voi cosa ne pensiate, magari ora anche io mi rendo conto che non è normale, ma per me lo era. Comunque questa cosa è sempre stata così fin da quando avevo 15 anni se non da sempre. Considerate che nel maggio 2002 avevo in banca circa 50 mila euro credo (purtroppo io ho sempre avuto questa cosa di non riuscire a tenere una contabilità, avrebbero anche potuto non versarmeli e io non me ne sarei accorto) e nonostante le spese legali siano state certo ingenti (nonostante a un certo punto io abbia intimato a mio papà di smetterla di pagare gli avvocati perché una volta capito l'andazzo continuare a pagare avrebbe moralmente implicato l'accettare/avvallare ciò che stavo subendo da quella gentaglia, difatti "avanzerebbero" da me parecchi soldi ma neanche si azzardano a chiedermeli, comprensibilmente, non so se mi spiego), non tanto da giustificare un tale dispendio dato che al mio ritorno a casa non ne erano rimasti molti (ovviamente avevo dovuto dargli il codice del bancomat perché loro soldi risparmiati non ne avevano, avevano solo lo stipendio a cadenza mensile e mio fratello non gliene dava che io sappia), mi ha salvato il fatto che avevo anche un altro conto al quale ovviamente non avevano accesso. Per cercare di farvi capire la cosa della scatola, che non essendo normale credo sia difficilmente comprensibile e quindi magari vedendola alla luce delle altre cose può diventarlo di più, e ripensandoci ora, facendo un calcolo il complesso dei risparmi a maggio 2002 non combacia neanche a grandi linee con quanto da me guadagnato nel corso degli anni ma assume senso alla luce del fatto che nonostante io non abbia mai avuto desideri non ho però mai avuto una propensione al risparmio per cui li scialacquavo letteralmente, praticamente chiunque mi chiedesse soldi glieli davo, "offrivo" sempre io (ma era una condotta passiva e non attiva, cioè non decidevo io di offrire, per qualche motivo entrambe le parti lo consideravano implicito diciamo), e non stavo mai a guardare i prezzi delle cose, le lettere della banca le appallottolavo senza nemmeno aprirle, non mi sono mai fatto rimborsare nulla e non andavo mai a farmi dare i buoni pasto mentre i miei colleghi erano sempre là in fila ad esigere queste cose (tanto che alla fine i datori di lavoro si sono incazzati e hanno messo un freno a quell'andazzo dando in contropartita un aumento forfait in nero del quale ho goduto pure io nonostante non mi fossi mai messo in fila con loro); la mia non era "generosità", ma era che già mi sentivo in colpa per il fatto che mi dessero 3 milioni e passa al mese, e non me la sentivo proprio di pesargli ulteriormente, non era una scelta quindi, era che non ce la facevo proprio, per cui guardate sotto questa luce la cosa della scatola, ossia non era una cosa che io pianificavo ponderatamente, no, era una cosa che lasciavo andare, ossia che non ne pianificavo l'opposto in pratica (non so come spiegare bene la cosa, spero capiate da voi cosa intendo). Il conto in banca avevo dovuto farlo per forza perché altrimenti mi toccava andare ogni volta fino a Favaro a riscuotere gli assegni, e capirete che tenere quelle cifre tutti nella scatola non sarebbe stato molto pratico... cioè non ci sarebbero nemmeno stati dentro insomma. Oltre a non aprire mai le lettere della banca (avevo anzi chiesto che non me ne mandassero più ma hanno detto che era obbligatorio), io non ho mai chiesto a nessuno di quanto sarebbe stato il salario, e non perché decidessi di non chiederlo, ma perché non mi saltava nemmeno in testa di farlo; quando mi pagavano versando i soldi direttamente in banca, io nemmeno ho mai saputo quanto guadagnavo se non a grandi linee. Ora vorrei ribadire una cosa in proposito: fate voi cosa vuol dire far arrivare uno come me a fare le critiche che vi ho fatto. Perchè va bene essere modesti, ma a tutto c'è un limite però eh. Poi vorrei specificare anche che questa cosa del gatto morto non è nuova e quindi non è legata solo alla cosa del lotto (che inizia solo pochi anni fa ma che ovviamente va a peggiorare la cosa), io già a 14 anni ad un certo punto avevo deciso di non chiedergli mai più soldi dopo aver assistito all'ultima delle pantomime del genere (per 10.000 lire) per quanto riguarda fino a quel momento, e là per fortuna poco dopo avevo iniziato ad avere un reddito mio (che mettevo inizialmente sopra la credenza e poi appunto nella scatola dopo che le banconote avevano iniziato a debordare dappertutto) fisso (saltuario l'ho avuto anche da prima, dai 12 almeno, ero in un giro di amicizie che definirei "piuttosto intraprendente", lavavamo le scale nei condomini e i vetri delle auto ai semafori, cose di questo tipo) per cui questa cosa da allora in poi non aveva fatto in tempo ad essere mai un problema. Fino a quando appunto ho finito gli ultimi soldi (ora non ricordo, poco meno di 3 anni fa credo) derivati dall'attività di porta-pizze e dai risparmi del conto secondario e della precedente attività di taxista di prostitute (io ho difficoltà a rapportarmi coi maschi, mentre con le femmine non ho alcun problema, non so se fosse stato chiarito; osservate questa attività sotto la luce della mia peculiare intraprendenza che vi ho accennato nella scorsa mail, l'"arte di arrangiarsi") che avevo fatto da quando ero uscito di galera e per qualche anno fino a quando praticamente poi sono sparite dalle strade per cui non ho più avuto clientela ed era venuto meno quel pur piccolo reddito (perché si parla al netto dei costi di meno di 10 euro al giorno che comunque per me sono sempre stati fin troppi finchè abito senza spese e finchè avevo risparmi) finché avevo successivamente poi trovato da fare continuativamente il fattorino porta-pizze avendone trovato alla fine uno decente dopo averne vagliati diversi di indecenti. Una cosa che non credo a voi sia chiara, e credo sia pure difficile da capire, è che ai miei genitori non rode tanto il dovermi dare soldi, no, questo sarebbe niente e potrebbe anche essere comprensibile, ma a loro rode il fatto che *io non ne dia a loro*. Capite? E di questo ne ho avuto la conferma inequivocabile da una frase vergognosa che mio papà mi ha detto in un momento d'ira e che non voglio neanche ripetere perché non voglio doverla ripensare, detta in risposta al mio contestargli l'elenco riguardo le scarpe coi buchi eccetera mentre lui mi accusava per la bolletta di internet (25 euro al mese, distolti dal poterli giocare al lotto o al gratta e vinci). Fate conto che una volta, verso i 16-17 anni, essendo entrati nel discorso della scatola davanti una persona (saltata fuori perché, per me incomprensibilmente lui si stupiva che lavorassi "già" e avendomi chiesto cosa ne facessi dei soldi gli avevo detto che li mettevo in una scatola), non riuscendosi egli a spiegarsi la cosa e non essendo nemmeno io in grado di spiegargliela, mio papà se ne saltò fuori con "eh deve restituirci tutti i soldi che abbiamo speso per lui da quando è nato" e non è detto che lo abbia detto poi così scherzosamente eh... difatti non posso negare che da bambino mi abbiano sovracompensato, che poi credo sia questo il motivo per cui non sopporto di ricevere cose in regalo (ora sapete perchè la sto tirando lunga con la tastiera, che certo accetto e ve ne sono grato, ma preferirei evitare che si ripetesse con qualcos'altro), difatti tuttora potrei andare a trovare alcuni miei zii che sicuramente dopo molto tempo che non mi vedono mi darebbero la mancia, ma non ci vado appositamente proprio perché io non voglio ricevere mance. Anche la cosa che la gente mi spedisce soldi difatti non è che mi garbi molto. Considerate che questo implica che io non potrei mai andare a mangiare a mense pubbliche o ricevere assistenza da enti appositi tipo Caritas o da parenti, per cui quando moriranno i miei genitori e il desco si esaurirà (e dubito fortemente che mi lasceranno eredità...), vi avviso già da ora che mi piazzerò con la tenda da campeggio davanti al vostro cancello ad aspettare di morire di inedia, senza cazzate di cartelli o roba simile specifico dato che non vorrei mi fraintendeste dato che questa cosa non sarebbe una scelta per "protesta" ma l'unica prospettiva che avrei davanti, l'unica cosa da poter scegliere è appunto solo il luogo, per cui anziché qui steso sul divano tanto vale piazzarmi in un luogo a scelta, e non lo dico come minaccia poiché ripeto che non sarebbe una scelta, mica avrei alternative, o qui sul divano o lì davanti da voi solo questa è la scelta da poter fare; e per quanto mi riguarda poi la carcassa la si può gettare in un cassonetto dei rifiuti. E una cosa a proposito: una volta mi mostraste preoccupazione riguardo eventuali ipotesi di "suicidio" (è un termine che io non userei mai perchè non indica la reale intenzione del soggetto che lo "attua", *nessuno* vuole "suicidarsi", ma riporto il termine come vostro) invitandomi ad una responsabilizzazione in quanto paventando conseguenze legali o professionali nei vostri riguardi... ora io quando assisto a certe cose rimango talmente allibito da non aver parole per rispondere, mi cadono le braccia, per cui a questa cosa rispondo ora: non ho proprio l'impressione che voi facciate proprio molto per evitarlo eh, per cui non è a me che dovreste chiedere responsabilità in tal senso, ma a voi stessi.

Ritornando alla mia idiosincrasia di ricevere cose in regalo, il sussidio che avevo ricevuto anni fa per quasi 2 anni (che come cifra per quanto mi riguarda era perfino troppa rispetto le esigenze, ma non rispetto la suppletiva funzione di risarcimento del danno patito precedentemente da parte di indegni rappresentanti di questa società) non era una cosa regalata (se avessi potuto interpretarla così non sarei riuscito a riscuoterlo) in quanto di una cifra fatalità corrispondente (probabilmente non è calibrata a caso secondo me) abbastanza precisamente vicino allo zero reale netto, la cui cifra che lo separa dallo zero nominale (ossia lo zero comunemente inteso e quindi -250 ammettendo questa come cifra precisa dello zero reale), cifra comunemente definita "reddito di base" o "di cittadinanza" (che non ha niente a che vedere con quella cagata di semplicemente aberrante sussidio di indigenza al quale i 5 stelle hanno solo dato arbitrariamente il nome senza che lo sia, rubandolo a chi il concetto realmente espresso dal termine lo porta avanti da sempre ossia l'estrema destra) dovrebbe aggirarsi appunto attorno ai 250 nominali netti e che dovrebbe essere retribuito (questo è il termine esatto che ne definisce l'erogazione, indicando che non è qualcosa di "distribuito" e TANTOMENO "redistribuito") a tutti i cittadini, nessuno escluso (prerogativa per potersi definire di cittadinanza) incondizionatamente ed indeterminatamente (prerogativa per potersi definire reddito), di una cifra nominale che corrisponda allo zero reddituale reale (prerogativa per potersi definire di base) nè più nè meno (a qualunque cifra nominale venisse posto una volta attuato, sarebbe poi sul lungo periodo tutto il resto ad adeguarsi come valore ad esso come riferimento, automaticamente); ragion per cui, consapevole di ciò per via della mia formazione sia ideologica che culturale, non potevo assolutamente considerare un regalo quel breve sussidio, in quanto consapevole che la relativa cifra nominale in quanto corrispondente fatalità proprio probabilmente allo zero reale (per questo dico che secondo me non è stata decisa a caso la cifra, perché queste cose che vi scrivo sono ovviamente note ai "tecnocrati", ci mancherebbe di no, solo non possono attuarle come si deve poiché sottoposti al demenziale sistema politico noto come "democrazia") al valore attuale non è quindi realmente distolta a qualcuno ma anzi va a permettere il recupero (da cui il senso del termine retribuzione) di risorse in sua assenza altrimenti sprecate, inutilizzate, per cui non viene "pagato" da qualcuno a qualcun'altro e tantomeno è un regalo o un qualcosa "in più" di quanto dovrebbe spettare come retribuzione nominale basilare a tutti con tutte le conseguenze macroeconomiche che ne deriverebbero, quando è la sua assenza a venire a rappresentare una sottrazione reale sottoforma di risorse artificialmente lasciate inutilizzate (notare che anche la manodopera rientra tra le risorse in economia...), per cui 250 euro nominali erogati corrispondono a 0 (zero) realmente erogati; è oggi che siamo a 250 sotto zero ossia stanno venendo mese dopo mese sottratti (distrutti, il valore delle risorse equivalenti è annullato, ossia non usufruito, non è che rimane a qualcuno al quale altrimenti sarebbe sottratto) a tutti nessuno escluso. Voi probabilmente non lo saprete e difficilmente potete capirlo (senza offesa, nel senso che è roba di nicchia diciamo, nota a pochi e quindi presumibilmente comprensibile *da* pochi), ma tutte le depravazioni del sistema economico sono causate da due cose: la proporzionalità (e non solo la progressività, che è proprio come sparare sulla croce rossa criticarla, a livelli folli proprio) dell'imposizione fiscale (su redditi ed altro) e l'assenza (leggi "sottrazione") della base reddituale potenzialmente esistente. Il fondamento economico del concetto difatti non ha come scopo quello di *dare soldi* a qualcuno, ma di andare a determinare le conseguenze a livello macroeconomico che tale retribuzione andrebbe appunto a determinare e perciò di cui la sua retribuzione è meramente solo il *mezzo*, non *scopo* "fine a sè stesso" come fanno passare la cosa gli ignoranti equiparandolo ad un banale sussidio di indigenza. Qui nessuno "chiede" e "vuole" qualcosa. Qui se si sta chiedendo qualcosa, quello che si sta chiedendo è di RESTITUIRE, o meglio, smettere di SOTTRARRE. Sarebbe opportuno chiamare le cose col loro nome: non siamo "noi" che vogliamo e chiediamo, "siete voi" che in questo momento *state sottraendo*, non capovolgiamo la realtà. Ma "sottraendo" non per *trattenere voi* qualcosa eh: non ci sarebbe qualcuno che paga qualcosa a qualcun'altro, per cui non è che oggi il primo si sta trattenendo qualcosa che altrimenti gli verrebbe sottratta per "darla ad altri". L'assenza della retribuzione della base reddituale ossia la sua SOTTRAZIONE STA ORA togliendo ricchezza A TUTTI quindi pure a loro, ORA, dato che è ora che lo si sta sottraendo, non che retribuendolo verrebbe "dato". Tantomeno "prendendo" da alcuni per dare ad altri. E' la sua assenza che toglie qualcosa A TUTTI. Ma ovviamente comprendo che anche voi non ne siete consci, per cui ve ne rendo edotti e dovreste prendere atto che *negare* agli altri equivale a *volere* ed è perciò un comportamente *ATTIVO*, non passivo; è molto complicato questo concetto? Negandolo ossia sottraendolo non state passivamente "non facendo" qualcosa, ma state attivamente *facendo* qualcosa. Senza che ve ne venga alcun vantaggio ma anzi rimettendoci pure voi stessi. "Trattenere" il nulla... Per questo io non vi accuso di essere "egoisti", io vi accuso di essere dei mentecatti! Ma anche fosse, in ogni caso, non mi stancherò mai di ripetere agli ottusi che restituire la refurtiva ai derubati NON E' "derubare i ladri". Una delle cose belle è che nel momento in cui venisse retribuito verrebbe a rappresentare anche la forma di una tassa sulla stupidità, perché per coerenza chi prima ne era contrario dovrebbe evitare di ritirarlo: tassa sulla stupidità. Quindi, a dire il vero, si, in questo momento LO SI STA SOTTRAENDO, realmente, A TUTTI. Nessuno mi stava "dando" 250 euro al mese. E' ora che me li si sta *SOTTRAENDO*, NON *negando*, SOTTRAENDO. E ripeto, non solo a me, ma A TUTTI, voi stessi compresi. "Quelli" si stanno ora trattenendo "il nulla".
Ovviamente, ma questo si limita al mio caso specifico, non avrei potuto considerarli "un regalo" anche in assenza della cognizione che macroeconomicamente non lo è, ma anche in virtù del debito che la società ha verso di me per quanto ingiustamente fattomi patire, l'avrei accettato come simbolico parziale risarcimento del danno ossia del nocumento cagionatomi, ma questa funzione ovviamente può essere considerata sotto questa luce solo in casi specifici tipo il mio, tanto che penso di poter affermare che il mio caso implica, come vi ho scritto ieri, la liceità morale di anche procedere al recupero coatto di tale risarcimento; per cui ribadisco, un "regalo", nel mio caso, il sussidio non lo sarebbe stato in nessun caso.


Io ho iniziato a lavorare a 15 anni, spostando a braccia tonnellate al giorno, portando con la sedia gente anche di 150 chili su per le scale, avendo responsabilità sull'incolumità di persone malate e su mezzi per centinaia di milioni di lire di valore, una volta ho lavorato 72 ore di seguito e più volte per 48, 24 era la norma e 12 il minimo, una volta sono rimasto a lavorare per 22 ore con un piede fratturato che la mattina dopo avevo la caviglia come un pallone e ho dovuto farmi venire a prendere dai miei colleghi (ossia dall'ambulanza) perché non riuscivo nemmeno a fare le scale per montare sulla mia e andare da me con quella fino al civile, andare a lavorare anche con la febbre era la norma per me, con qualunque tempo, e non ho mai preteso nulla di più e tutti i soldi li ho sempre messi a disposizione della famiglia, non ho mai speso una lira in droga o alcol o giochi d'azzardo, non supero mai i 100 all'ora in autostrada, non sono mai riuscito a dire di no quando qualcuno mi chiede un favore, e voi mi venite a definire incollocabile... alle interinali arrivo sempre ultimo in classifica, in mezzo a relitti umani che stanno ancora a scervellarsi sulla prima domanda quando io ho già consegnato il test... io che durante i colloqui sto a osservare con le sopracciglia aggrottate l'intervistatore chiedendomi se ci sia una qualche astrusa ragione per la quale per poter ricoprire quella mansione sia effettivamente necessario essere un completo idiota, io arrivo ultimo, sempre ultimo, rigorosamente ultimo... mai, che so, penultimo, no, mai.

[Specifico per chi legge questa pagina: per 3 anni il mio lavoro era portare col motoscafo i dottori della guardia medica a fare le visite a domicilio, per cui avevo una stanza con letto all'ospedale, e nei ritagli di tempo in cui non c'erano chiamate potevo dormire; i turni erano dalle 20 alle 8 una notte si e una no, e 24 ore ogni sabato o domenica, e le festività; se durante le festività vi erano ponti, il turno continuativo poteva raggiungere orari considerevoli in caso di carenza di personale (avendo raggiunto il limite massimo imposto dallo statuto dei lavoratori, 15 dipendenti, non potevano assumerne di ulteriori quindi i 15 dovevano essere spremuti all'estremo); ora a causa dei precedenti penali la Provincia mi ha revocato la licenza necessaria ("iscrizione ai ruoli") per poter usare la patente di pilota motorista per lavorare; questa ce l'avrei ancora ma è scaduta, e per rinnovarla è necessario prima essere assunti ("imbarco"), ma se non ce l'hai già nessuno ti assume... questa è l'Italia. In ogni caso la patente senza l'iscrizione ai ruoli mi sarebbe comunque inutile.]


No perché, riguardo a quanto ho scritto ieri, qua non vorrei essere scambiato per uno di quegli illusi che stanno auspicando o addirittura "aspettando attivamente" quell'aberrazione di draconiano sussidio di indigenza dei 5 stelle, e non lo puntualizzo solo perché ho una dignità e non mi va di essere scambiato per un illuso di quelli che aspettano quel sussidio, ma anche perché sono consapevole che, così come tutti i deleteri sussidi, da esso non ci si può aspettare faccia eccezione ossia che venga dato anche ai più bisognosi (ma per favore! pura utopia): così come tutti i sussidi fondati sul concetto di "dichiarazione dei redditi" (e quindi proprio sull'aberrazione stessa rappresentata da essa, dato che come vi ho scritto ieri una delle due maggiori cause della distorsione della matematica economica sono le imposte in percentuale; i redditi e la produzione non dovrebbero essere incisi, perché ciò ha delle conseguenze che gli incoscienti apologeti dell'"equità sociale" sono incapaci di vedere pur essendo esse lampanti e lo dovrebbero essere a tutti anche senza bisogno di particolare cognizione; il concetto stesso di "dichiarazione dei redditi" non dovrebbe nemmeno esistere proprio, in un mondo normale non esisterebbe proprio il solo concetto stesso!) ne verranno esclusi appositamente proprio i più bisognosi ossia i 40enni single costretti a coabitare coi genitori che un reddito lo hanno, relegandoli perciò perpetuamente a tale condizione, una vera e propria trappola insomma, che va a peggiorare la loro situazione a fronte di quella altrui, venendo essa sancita definitivamente senza via di uscita, per non parlare poi di quella follia dei 3 posti, ma la follia non è la regola in sè dato che è una regola ovviamente spuria, ma il paventarla da un lato e glorificarla dall'altro: ma se un lavoro i centri per l'impiego non te lo trovano oggi nell'arco di un intera vita, come ci si può aspettare che allora, non si sa sulla base di quale differenza rispetto ad oggi, te ne trovino addirittura prima uno poi un altro e poi ancora un altro???? E soprattutto paventare che sia tu a rifiutarli poi!?!?!?! Certo che potrebbero trovare l'escamotage per rendere operativa la clausola in modo da eliminare più beneficiari possibile: proporre "lavori" fittizi, dalle caratteristiche obbiettivamente irricevibili tipo come già fate voi, ugualmente allo scopo apposito di indurti a doverli "rifiutare" tu, furbi eh? Magari consiste proprio in questo la tanto sbandierata "riforma dei centri per l'impiego" senza previamente la quale sostengono non possa essere applicato il loro sussidio? E dato che non si vede in che altro modo un qualche tipo di riforma dei centri per l'impiego possa aver qualche possibile collegamento con un qualunque sussidio, anzi col concetto stesso di "sussidio" (se non alla luce del voler "dare un colpo al cerchio e uno alla botte"), è da temere sia proprio così, alla luce che oggi non è che lo possono creare loro il lavoro, l'unico modo perché una loro riforma possa avere senso è appunto quello di fare che lo possano creare, come sarebbe normale e dovrebbe essere in assenza di utopiche alternative come vi avevo già scritto, ma c'è modo e modo però, c'è il vostro e poi c'è quello sensato, per quale dei due opteranno loro? Facile prevederlo... Quindi del sussidio dei 5 stelle io non critico la "regola dei 3 lavori" in sè, resa spuria dal fatto che le condizioni che la renderebbero valida non potrebbero obbiettivamente verificarsi proprio praticamente in nessun caso (a meno che appunto non vengano create le condizioni dolosamente, "riformando previamente i centri per l'impiego"), ma il fatto che qualcuno ne stia a discutere come se la sua ipotetica applicazione effettiva potesse in qualche caso verificarsi materialmente! Questo sarebbe il punto della critica??? Non che è solo un insulso sussidio che non può ovviamente che avere effetti solo deleteri e non si vede nemmeno quale di utile... almeno uno, no, nemmeno uno che anche sociologicamente si potesse interpretare come tale, perchè sussidiare, è perfino banale puntualizzarlo, ha il solo risultato di condurre alla trappola della povertà, cosa che invece un reddito di cittadinanza (vero, non qualcosa col solo nome appiccicato) non può ovviamente andare a determinare. Per non parlare poi degli effetti macroeconomici causati da una cifra (780 euro, che sono un reddito intero, non certo di base) avulsa da ogni buon senso logico, fornita dietro condizioni draconiane, e soprattutto ricavata dalla fiscalità attualmente vigente ossia dalle imposte esatte su redditi e produzione (cosa che invece non è per il reddito di cittadinanza, sempre a quello vero mi riferisco io con questo termine, i cui certificati nominali di retribuzione, i soldi, nel connubio che prende nome "credito sociale" sono ricavati non da esazioni impositive ma dalla stampa ex novo nella sua visione macroeconomica soggiacente alla sua neutralità e alla legge di Gresham, ossia mediante fiscalità monetaria che è la politica fiscale e monetaria della destra, sempre che al buon senso si possa dare una denotazione politica e quindi opinabile...), e la cosa che mi rode è che a causa del fatto che questi si sono appropriati arbitrariamente del nome di una cosa che con quello che intendono fare non ha nulla in comune, quando questa dimostrerà (ammesso che venga applicato, ma mi sa, e spero, di no) il suo fallimento poi la gentucola non riuscirà a discernere che quello NON era un reddito di cittadinanza ma solo un normalissimo sussidio di quelli già da sempre esistiti, che in quanto tale (solo un mero lieve allargamento di platea dei già esistenti Naspi e Rei, come ha dovuto ammettere perfino la Fornero fate voi) non si capisce perchè da un lato venga presentato come una cosa rivoluzionaria e dall'altro venga deprecato sempre sotto tale veste e pure anche dagli stessi che se fosse stato presentato da altri e sotto altro nome magari l'avrebbero sostenuto (Juncker ha criticato all'Italia una cosa che è la medesima già esistente nel resto dell'Europa tra cui nel suo paese, fate voi quale cognizione ne hanno questi...). Soprattutto poi se attueranno sta famigerata "riforma dei centri per l'impiego" che seguisse la vostra stessa prassi, 400 euro al mese (o anche fossero 600 non fa differenza) per 6 ore alle quali si aggiungono immancabilmente - ed è quest'ultima la maggior critica che si legge sul web ai Sil di tutta Italia, non tanto il comunque già di per sè demenziale rapporto salario/orario, perché pare una strategia voluta, non si riesce a darsene obbiettivamente un altra spiegazione - 6 ore di viaggio andata e ritorno a 40 km da casa in mezzo alla campagna più sperduta coi più vicini mezzi pubblici siti a chilometri che è pure ignobile pretendere che ce li si debba pure pagare da sè aggiungendo ulteriormente costi a quei demenziali salari, demenziali quindi a maggior ragione anche a fronte non più delle 6 nominali ma delle 12 reali ore distolte da attività in tal caso ben più vantaggiose (ossia meno costose, legge economica del costo di opportunità) anche fossero impiegate a solo starsene in divano a poltrire. Ripeto, 400 euro al mese vanno benissimo eh, ma equivalgono a 1 ora al giorno e in un posto che sia raggiungibile a piedi da casa, oppure 600 euro per 3 ore, ok, o 800 per 6 ore, o 1.200 per 8 ore (l'avete presente il concetto di costo marginale? Non li ho scritti a casaccio i relativi rapporti eh), ma sempre con la prerogativa che ad esse non ce ne si aggiungano ulteriori 6 tra andata e ritorno di viaggio come è la vostra prassi da quanto si legge sul web, mandare uno di Portogruaro a Chioggia e uno di Chioggia a Portogruaro (non sarà veramente così ok, ma questa è l'impressione che se ne ha, prendetene atto), che non lo si può non interpretare come un intento apposito di aggiungere ulteriori costi ad un comportamento già assurdo di suo senza doverci pure calcare la mano ad ingigantire la presa per il culo. Il famoso "piatto" di cui scrivevo insomma, e ripeto che io quei rapporti salario/orario non li depreco per paranoie moralistiche ma perché essi sono un insulto al buon senso stesso. Sono da sempre stato il primo a deprecare l'ingiustificabile esosità tipica dei sindacati, la famosa "variabile indipendente", ci mancherebbe che uno come me considerasse i salari una variabile indipendente, ma proprio per questo ora critico la parte opposta per lo stesso medesimo motivo dato che le parti si sono invertite, quando hanno smesso di farlo i sindacati, a mettersi a considerare i salari una variabile indipendente hanno iniziato i datori di lavoro! Si è passati dall'"ingiustificabile esosità tipica dei sindacati" all'"l'ingiustificabile esosità tipica" si ma dei datori di lavoro adesso! E se prima criticavo i sindacati per questa cosa come potrei obbiettivamente ora però giustificarne la controparte quando si mette essa a fare la medesima cosa che prima facevano loro e che essa stessa additava in loro??? Se i soldi a disposizione dei vostri clienti sono quelli lo comprendo e mica pretendo che abbiano la pietra filosofale per pagare a volontà eh! Ci mancherebbe, non è ciò che sto dicendo, non vorrei essere frainteso; i soldi a loro disposizione sono 400 al mese? E che problema c'è? Se li offrono in cambio di 1 ora al giorno non c'è nessun problema, dovrebbe essere considerato equissimo in Italia nel 2018. Ma pretendere che uno debba perdere 6 ore al giorno anche solo senza contare quelle di tragitto, in cambio di quella cifra, c'è un solo termine per definirlo: pazzia. Non so come possa essere vista come una pretesa che avanzerebbe una persona sana di mente eh! A tutto c'è un limite, non siamo in Bulgaria o nel 1949 dove o quando quello sarebbe il potere d'acquisto effettivamente equivalente a 6/8 ore. E poi nei giornali viene fatta passare la controparte come quella pretenziosa, oltre al danno pure la beffa! E la gentucola a chi crede tra le due parti? La gentucola ignorante che poi pretende lei di fare la morale a chi invece la realtà e la verità le conosce. Se i vostri clienti non riescono a reggere i costi esiste anche il fallimento eh, informateli; nessuno pretende che debbano continuare ad operare anche sotto il tasso di interesse; se non reggono la concorrenza che chiudano e trovino un impiego più redditizio per il loro capitale, no che pretendano di rivalersi sui disperati facendo ricadere su di loro i costi approfittando di una situazione generale che definire surreale è riduttivo. Voler mantenere in piedi un impresa il cui rendimento è sotto il tasso di interesse ha un nome preciso se non lo sapete: luddismo. Siamo passati da un mondo nel quale il problema erano i sindacati laburisti, ad uno nel quale il problema si è capovolto, ad esserlo ora è diventata la loro controparte! La normalità, la via di mezzo, no, mai. E non pensate di poter venire a rispondere a me con i triti e ottusi luoghi comuni finto-liberisti, perché la risposta è sempre già bella e pronta (e non è un cadere sempre in piedi): a un soggetto non fa alcuna differenza se un dato bene costa 1 o 100 se 1 egli non lo ha! "Il liberismo funziona perché tramite il mercato e la concorrenza permette di allocare le risorse nel modo più efficiente possibile"... si certo, il liberismo determina ciò e lo so bene, ma... se solo venisse applicato! E' appunto il fatto che oggi le risorse NON SONO allocate proprio per nulla "nel modo più efficiente possibile", ad indicare e dimostrare che oggi il liberismo non sussiste proprio, che il sistema oggi vigente non è assolutamente liberista! Ad essere conscio e dire che "il liberismo funzionEREBBE perché tramite il mercato e la concorrenza permetteREBBE di allocare le risorse nel modo più efficiente possibile" sono il primo! Ed i finti liberisti me lo contrappongono come se io fossi quello che lo nega! Non che loro vivono in un mondo di fantasia dove vedono "risorse allocate nel modo più efficiente possibile" mentre nella realtà reale le case sono lasciate vuote con allo stesso tempo gente costretta a coabitare con altri... ah se questo è il modo secondo loro "più efficiente possibile", magari dovrebbero ricalibrare il loro concetto di "efficienza". Oppure dovrei farlo io ammettendo orwellianamente che "va tutto bene"? Il bello è che è proprio anche a causa delle loro cognizioni avulse che l'applicazione del laissez faire è impedita! Se egli 1 lo avesse, quel bene al quale grazie ad esso potrebbe accedere non sarebbe tolto a qualcun'altro e non potrebbe indurre comportamenti tipo free rider dato che quell'1 e nulla più sarebbe giocoforza usato per consumi autonomi e non indotti (nonostante i termini che li definiscono potrebbero erroneamente indurre una comprensione opposta in tal senso, è così), ma quel bene verrebbe prodotto appositamente quando in assenza di quel relativo potere d'acquisto esso non è che sarebbe andato a disposizione di un altro, no, non sarebbe stato prodotto (sarebbe perciò stato sprecato tramite inutilizzo) con tutte le relative deleterie conseguenze indotte a cascata in tutto il sistema, che si riassumono come risultato nella stagflazione. I peggiori nemici del liberismo non sono i comunisti ma sono quelli che si credono liberisti senza esserlo!
Non sto scrivendo a persone più giovani di me, prima del 2002 c'eravamo tutti, noi, e quindi tutti sappiamo che prima del 2002 se proponevi 400.000 lire di salario ti avrebbe riso in faccia CHIUNQUE, era una cosa proprio impensabile; da quando la lira è stata sostituita dall'euro invece si è praticamente persa la cognizione del valore dei soldi (tanto che io non mi capacito di come lo possa comprendere chi nato dopo...), e tutti sappiamo che 400 euro in potere d'acquisto oggi non sono 800.000 lire, lo erano al momento del cambio ma da allora ad oggi il potere d'acquisto si è dimezzato, per cui 400 euro equivalgono in potere d'acquisto a 400.000 lire, non 800.000. Ammettiamo quindi che oggi 400.000 lire sia effettivamente un salario normale, ossia che non ti si rida più in faccia al solo proporlo, questo cosa significa per voi? Da che mondo è mondo i redditi reali sono mediamente progressivamente aumentati, sul lungo periodo, per cui abbiamo dal 2002 ad oggi assistito per la prima volta nella storia dell'umanità ad un REGRESSO reale sul lungo periodo (poichè non legato ad una contingenza specifica), e non di poco, vi rendete conto? Rivolgendomi non a voi personalmente ma come probabilmente parte delle persone che apprezzano questo sistema: siete soddisfatti? Io posso permettermi di fare questa domanda, dato che se oggi cani e porci si dicono contrari all'euro e vorrebbero il ritorno alla lira (come chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati), io del 2002 ricordo distintamente tutti esaltarsi per quelle monetine luccicanti ed avevo l'impressione di essere l'unico a capire che quello era l'inizio del disastro, perché se voi non ve ne rendete conto qui non si tratta di questioni frivole, si tratta che il 1° gennaio 2002 si è accesa la miccia della prossima guerra mondiale, presto o tardi che scoppi. Fino a quella data si era sempre stati in tempo a tornare indietro, quindi non venite a contrappormi altre date precedenti. E' a partire da quella data che uscirne non sarebbe in NESSUN CASO stato più possibile, a nessuno sarebbe stato permesso proprio, ognuno dei paesi interessati ha cessato di poter avere una possibilità di scelta in merito. Ed è in quella data che le masse monetarie sono state scambiate fisicamente secondo cambi stabiliti *arbitrariamente* (checché se ne voglia dire, dato che un prezzo stabilito dal mercato ossia dalla percezione umana sempre arbitrario rimane ossia non necessariamente corrispondente al valore reale: "aggio" si chiama questa cosa, una moneta nel mercato è SEMPRE sovra o sotto stimata rispetto al suo valore reale, di tanto o di poco che sia, non lo può essere MAI alla perfezione).


Vorrei precisare per non essere fatto passare per un utopista fanatico, quanto alla fiscalità monetaria, la quale si basa sul concetto di "neutralità della moneta", considerate che essa andrebbe a determinare percentuali comunque tollerabilissime di inflazione a parità di spesa pubblica (non è perciò quell'orco per il quale gli ottusi anarco-capitalisti cercano di farla passare) anche abolendo totalmente l'esazione fiscale (mentre invece chi sostiene la fiscalità monetaria vuole abolire solo quelle in percentuale sostituendole con imposte fisse, tipo lump sum tax, finalizzate idealmente non allo scopo erariale ma a quello planistico tipo quello pigouviano) e SOLO colmando il RIMANENTE deficit nominale (in macroeconomia il concetto di "deficit" è un non-senso, non può per definizione esistere un deficit reale) con la fiscalità monetaria, da cui la valutazione di un tollerabile 10% di inflazione considerata la complementare riduzione della spesa pubblica, riduzione derivante non da draconiani tagli ma dalla totale privatizzazione del sistema ("miniarchia") che è tipicamente ugualmente sensato obiettivo di chi anche sostiene la fiscalità monetaria. La classica critica che si fa alla fiscalità monetaria è l'inflazione, ora a parte che come vi ho appena scritto essa, nel connubio con tutto il resto, causerebbe solo un tollerabile 10% che è simile a quella dell'Italia pre-euro nella quale la fiscalità monetaria non era nemmeno un precetto ma veniva praticata allegramente pur non sostituendo le imposte ma andando ad aggiungercisi, la problematicità dell'inflazione è che va a pesare sul risparmio e sulla bilancia col commercio estero (dato che la moneta cattiva "costa" ovviamente meno ci "compri" meno cose, "svendi" detto in termini comuni). Ma se alla moneta d'uso ce ne affianchi una di computo tali due problemi vengono meno! E' veramente difficile arrivarci? Perfino Berlusconi aveva fatto un endorsement alla doppia moneta! Basterebbe quindi affiancare alla moneta d'uso una di computo anche solo virtuale, nella quale sarebbero scritturati i conti bancari e pubblici e tramite la quale sarebbe riscontrato il bilancio con l'estero (sarebbe la valuta usata nel commercio con l'estero), e così verrebbe meno qualunque difetto da potergli imputare, e quelli ignorantemente imputati alla doppia moneta ("nessuno userebbe quella cattiva") sono perfino surreali dato che per la legge di Gresham "moneta cattiva scaccia moneta buona" e quindi casomai NESSUNO USEREBBE QUELLA BUONA (che appunto non sarebbe finalizzata all'uso, potendola di conseguenza implementare anche come solo scritturale). Lo sapete quale sarebbe il risultato nel caso in cui una collettività attuasse per prima al mondo la fiscalità monetaria a doppia moneta? Che la sua moneta internazionale (quella scritturale) diventerebbe la moneta più forte al mondo, e di gran lunga pure, non per altri motivi ma perché essendo a priori immune totalmente a possibilità stessa di svalutazione (potendo scaricare direttamente sul cambio con quella d'uso le ipotetiche variazioni tra i valori) raggiungerebbe inevitabilmente il "non plus ultra" del valore possibile rispetto le altre, con tutte le relative conseguenze (praticamente "drenerebbe" ogni sorta di "ricchezza" dal resto del mondo verso quella collettività... finchè non la imitassero anche le altre collettività); alla faccia di quei cretini de "l'export!!! l'export!!!" per i quali pare la cosa conveniente sia svendere, e di quelli che denigrano la fiscalità monetaria come "i soldi del monopoli" quando invece in realtà i soldi del monopoli sono proprio quelli che stiamo usando ora e loro adorano, l'euro! A loro dico: e allora tenetevi le vostre amate imposte sui redditi, senza lamentarvene più però eh! Come si possa definirsi liberisti ed essere poi però contrari al suo caposaldo fiscale ossia la fiscalità monetaria, e quindi implicitamente favorevoli alle imposte sui redditi (mica ci sono alternative tra le due, o meglio, essendo i due poli opposti tutto il resto è "vie di mezzo"), resterà un vero mistero per i posteri... stessa cosa per il reddito di base, caposaldo inalienabile del liberismo in quanto necessaria inevitabile compensazione per poter permettere di attuare la "miniarchia" (privatizzazione di tutto) altrimenti assolutamente utopica da realizzare effettivamente se non nelle loro fanciullesche fantasie di un trickle down (lo si può spiegare con questa semplificazione: il fatto che i ricchi possano permettersi di cambiare scarpe ogni anno va a permettere ai poveri di trovare scarpe ancora in buono stato nella spazzatura) per pregiudizio (bias) da loro completamente frainteso nel suo senso dato che se poi lo blocchi tramite distruzione deliberata della base reddituale (ossia "distruggendo la spazzatura prima che i poveri possano accedervi a raccattarne qualcosa") non ci sarà alcuna "ricaduta".

"Saremmo capaci di spegnere il sole e le stelle perché essi non producono dividendi" (John Maynard Keynes)

Peccato che quelli che oggi si spacciano per liberisti senza esserlo non lo sappiano e non ci arrivino a capirlo, e anzi quando glielo si fa notare dimostrino la loro incapacità di accettare cose che a loro non interessano e quindi si dimostrino apertamente tramite questo loro disinteresse quei "rossi dentro" che in realtà essi sono. Io in anni, per non dire ormai decenni, ho l'impressione di essere L'UNICO vero liberista al mondo, tutti quelli che pretendono di farsi passare per tali sono ai miei occhi o "rossi" dentro (quelli "del *ma*", li chiamo) o dei fanatici ottusi (anarco-capitalisti) spinti solo da puerile interesse personale (i classici "critici del canone rai, del bollo auto, dell'ici"... quelli perciò che si impuntano a criticare proprio l'UNICO tipo di esazione fiscale giusta e sensata quasi additando esse come "causa di tutti i mali del mondo", per capirci) o anche fosse solo il riempimento del loro ego, che pretendono di far passare la loro misantropia per "liberismo"; quella poi che oggi passa (non si sa sulla base di quale cognizione) sotto la qualifica di "estrema destra", casapound o forza nuova o il partito personale della Meloni (che non lo si può proprio per niente interpretare come erede dell'ex Msi come vorrebbe farsi passare) poi è come sparare sulla croce rossa, questi non sono nemmeno "rossi" solo dentro, lo sono pure fuori e non fanno molto per nasconderlo! C'era più fascismo in Amintore Fanfani che in sti 4 rintronati! Comunque mi fermo qui perché mi rendo conto che ciò esula dal rapporto tra me e voi, ma volevo precisarlo per non essere fatto passare per un utopista fanatico; tutto quello che io sostengo si basa sulla scienza matematica, non su paranoie di etica; la finalità delle cose che dico è l'efficienza, non l'equità (dall'efficienza deriva poi inevitabilmente anche l'equità comunque; l'iniquità è causata appunto dall'inefficienza, non sono proprio per niente antitetiche, il "trade off" è solo un puerile pregiudizio infondato pseudo-marxiano che come dei ragionierini non guarda le cose nel suo complesso macroeconomico).

E non ribadirò mai abbastanza che non c'è proprio niente da gongolare del fatto che oggi ci sia qualcuno che non ti rida in faccia al proporgli "400.000 lire" al mese. Io (come i miei colleghi) a 15 anni nel 1992 guadagnavo 1.200.000 lire al mese, ed a quel tempo erano universalmente considerati pochi (considerato che era in nero e fisicamente molto pesante) tanto che sia io che i miei colleghi eravamo ovviamente perennemente in cerca di qualcosa di normale, di un lavoro "vero" (ossia di un occupazione propriamente detta, allora quella era la cognizione, lo saprete bene anche voi, non so oggi come sia e nemmeno lo voglio sapere, io quella mentalità lì ho ancora e me la voglio tenere perché altro è inaccettabile *ora come ora*), anche tramite le istituzioni apposite. Provate a paragonarlo ad oggi: uno che guadagna 1.200 euro al mese si rivolge ad istituzioni come la vostra aspettandosi di trovare qualcosa di meglio, un lavoro vero, e si trova davanti alla proposta di 400 (o anche fossero 600 non fa differenza quando cerchi di meglio e non uguale o peggio)... quale reazione vi aspettate? Ma più che reazione, quale opinione immaginate si faccia di voi? Perché è questa la cosa che mi lascia sempre perplesso: ma le persone che mi trovo di fronte, se lo chiedono quale opinione io mi possa fare di loro? Perché qua mi pare quasi di passare io come quello che dice cose che non stanno nè in cielo nè in terra... ma cosa ne penso io ce lo si chiede? Ma per solo mero buon senso, mica per la cognizione dell'"equilibrio economico generale", "mani invisibili", "finestre rotte" eccetera eh. Poi quelli caduti nel marketing piramidale tra il loro repertorio hanno sempre il classico "oggi non è più così" come se secondo loro il fatto che non sia più così sia la cosa giusta... il fatto che "non sia più così" non implica che sia normale così com'è oggi eh! E questo lo dice uno che, nonostante la diversa mentalità dovuta all'educazione ricevuta dall'ambiente sociale, razionalmente della flessibilità ne sarebbe un apologeta, ma la flessibilità può e deve esserci in un sistema che è esso stesso flessibile, e questo qui è ben lungi dall'esserlo! Si pretende flessibilità dagli altri ma si è rigidi come baccalà, eh no! Se ci si aspetta e si pretende flessibilità flessibili si deve esserlo prima se stessi! Non pretenderlo solo unilateralmente dagli altri.

Vi allego alcuni grafici che illustrano le leggi economiche che vi ho scritto anche nelle scorse email (spero possiate visualizzarli; non so a voi ma a me i grafici rendono molto più comprensibili i concetti che esprimono).

Il primo modello indica la diminuzione del costo del lavoro a seconda dell'entità del reddito di base; la massima diminuzione si ha attorno ai 300 euro di reddito di base; dai 750 in poi il costo del lavoro aumenterebbe anziché calare (secondo me forse anche prima, ma qualunque siano le cifre in questione la forma assunta dalla curva in relazione all'esistenza di una base reddituale retribuita è innegabile); il secondo indica come il reddito di base non si sommerebbe interamente ai salari ma vi si sovraporrebbe progressivamente all'aumentare del livello del salario; il terzo mostra in che modo il reddito di base andrebbe calibrato matematicamente fino a permettere di raggiungere il pieno impiego delle risorse; il quarto in maniera aggregata in cosa spontaneamente andrebbero realmente ripartite le cifre nominali retribuite (se ne deduce che non aumenterebbero la massa monetaria)

reddito di cittadinanza
reddito di cittadinanza
reddito di cittadinanza
reddito di cittadinanza


Vorrei specificare che quei 1.200.000 lire non è che li avessi guadagnati ogni mese per tutto l'arco di quei 5 anni nei quali ho svolto quel mestiere, poiché periodicamente mi prendeva la compulsione a studiare qualcosa e allora chiedevo riduzione di orario e quindi saltando l'apertura lavoravo 6 ore invece di 10. Diciamo che 1.200.000 per 2 anni su 5, i restanti 3 anni 6-700 mila credo (ma non lo ricordo esattamente), mentre per qualche sporadico periodo ho fatto solo la chiusura serale e quindi 2 ore per una cifra equivalente di circa 300.000. Ovviamente poi con l'altro lavoro non potevo permettermi di chiedere riduzioni di orario.

Riguardo la mia mancanza di propensione al risparmio vorrei specificare che non era una cosa psicologica senza motivo, e quindi per questo dico nemmeno "generosità" il modo in cui li spendevo. [ometto qui i motivi, che a loro ho spiegato] Difatti quel conto secondario di cui vi dicevo, che sarebbe stato un fondo pensione, con credo 20-25 mila euro al momento in cui ne ho interrotto il versamento (di cui poi ovviamente me ne hanno restituiti molti di meno alla sua chiusura tramite "riscatto"), non era stata una mia scelta aprirlo, ma non sto a spiegarvene i motivi perché è complicato spiegarli (non era per investimento, dato che ogni interesse se ne andava per la polizza vita che avevo stipulato collateralmente), ma di sicuro non mi davo certo la prospettiva di arrivarci all'età pensionabile.

Poi, presumendo che a fronte dei discorsi di economia che ho fatto siate rimasti stupiti che non abbia fatto alcun accenno al debito pubblico che invece è il ritornello di tutto il dibattito odierno con quella cagata dello "spread", vi preciso che è dovuto al fatto che sono consapevole che il cosiddetto "debito pubblico" NON E' UN DEBITO (così come il concetto di deficit in macroeconomia è un non-senso, ricordate?) e quindi come "problema" non sussiste proprio e quindi non ha alcun senso discuterne e tantomeno di "come risolverlo", dato che un problema inesistente non ha bisogno di soluzioni. Purtroppo invece che economisti abbiamo ragionierini con le mezze maniche e il pennino chini su una partita doppia a governare una nazione come fosse amministrare una botteguccia.


Poi, pur avendo dato implicitamente per scontato che sicuramente ci possiate arrivare da soli, puntualizzo riguardo il cosiddetto "debito pubblico", che è dal considerarlo un problema che ne deriva come conseguenza l'aumento del costo del denaro ossia il tasso di interesse alto sui titoli italiani, per cui basterebbe che in Italia cessasse di venir considerato un problema e lo spread rispetto i titoli tedeschi andrebbe non a zero, sotto zero, con buona pace di chi vuole intestardirsi a considerarlo un problema e a berciarci sopra ogni volta che gliene capita l'occasione. L'unico problema rappresentato dal debito pubblico è il considerarlo un problema, e la colpa dello spread quindi è di chi lo considera un problema. Il nome più calzante col quale definire quella frazione di *massa monetaria* che va comunemente sotto il nome "debito pubblico" dovrebbe essere qualcosa del tipo "ricchezza nazionale aggregata" o simile, perché l'indice di tale è, e anche non fosse così, se le bestie che mi assalgono su internet quando mi azzardo a scriverlo non ci arrivano a capirlo: anche ammettendo che quello che viene chiamato debito pubblico sia un problema, è il lamentarsene continuamente e discutere pubblicamente di come "risolverlo" che va a causare il rialzo del tasso di interesse, quindi che il debito pubblico sia un problema oppure no rimane il fatto che LA COSA GIUSTA da fare è *NEGARLO*; continuando a discutere di come risolverlo l'unico risultato che otteniamo è far alzare il tasso di interesse; quando, come i tedeschi, smetteremo di trattarlo come un problema da risolvere, il tasso di interesse si abbasserà perlomeno fino a quello tedesco, per cui in ogni caso rimane valido il fatto che negare che sia un problema E' LA COSA GIUSTA DA FARE, e se le bestie non ci arrivano a capirlo è quello che io nel mio piccolo faccio.

Poi, dato che non vorrei fosse fraintesa la mia collocazione politica, riallacciandomi al discorso che i gruppuscoli che oggi vengono fatti e si fanno passare per "estrema destra" sono in realtà quasi dei comunisti, aggiungo: e ciò li mette perfettamente in linea col fascismo post-1929, perché se fino a quell'anno il fascismo era *sulla buona strada* (occhio al concetto: non apprezzabile, ma *sulla buona strada* per potenzialmente poterlo diventare), da quell'anno in poi, così come il resto del mondo (mica solo l'Italia fascista quindi, essa ha solo seguito il vento globale) ha preso la strada sbagliata cioè quella della "social-democrazia statalista" iniziando dal non porre termine alla fase dittatoriale, cosa che se si fosse continuato per la strada giusta seguita fino a quel momento sarebbe stata inevitabile e spontanea questione di tempistica, non per ritornare al sistema parlamentare dell'italietta pre-fascista (ci mancherebbe!) come poi è stato fatto dopo il 1945 da altri, ma per attuare la forma democratica propria dell'ideologia fascista che prende nome "democrazia organica" e/o "corporativa" (per cui quando io critico la democrazia critico la cognizione attualmente vigente cioè quella imposta come unica da chi si è arbitrariamente appropriato monopolisticamente del termine come se fosse l'unico a poterne vantar diritto di proprietà; non critico perciò il concetto che il termine "democrazia" esprime letteralmente), atto che sarebbe stato inevitabile per poter col senno di poi definire successivamente giusto il percorso intrapreso; ed invece è talmente debordato verso lo statalismo social-democratico superando di gran lunga ogni altro paese eccetto l'Urss, onde per cui l'Italia "fascista" degli anni 30-40 può a ragion veduta essere considerato, per quanto con un certo distacco dall'Urss, il secondo (se tralasciamo la Mongolia che era solo un satellite dell'Urss) paese comunista al mondo, fate voi quanto io potrei apprezzarlo... per non parlare poi delle aberranti pagliacciate staraciane che mi viene da vomitare a pensare me le si possa appiccicare a me! Per non parlare poi del dopoguerra... non mi capacito di come si possa definire fascismo sistemi tipo quello del Cile di Pinochet... qua c'è proprio una cognizione totalmente sballata della cosa... quella di Pinochet e simili era nè più nè meno che la medesima forma ma in veste dittatoriale del sistema democratico tuttora imperante nel mondo, mi tocca precisarlo perché pare sempre che si voglia far passare l'equivalenza fascismo mero sinonimo di dittatura come se una cosa valesse l'altra, cosa che non è proprio per niente così, ogni sistema può sussistere sia nella forma democratica che in quella dittatoriale, e sistemi tipo Pinochet erano meramente forme dittatoriali del medesimo sistema democratico tuttora vigente nel mondo, non certo del sistema ideologico fascista che è ben altra cosa e del quale sistemi tipo Pinochet non avevano un bel nulla a poterli equiparare, due cose totalmente opposte, ed io non potrei proprio per niente apprezzare la forma dittatoriale dell'attuale medesimo sistema che critico... che si presenti sotto la forma dittatoriale o democratica sempre il medesimo sistema rimane! Quale senso avrebbe far differenza tra le due forme e quindi criticare una ma apprezzare l'altra dello stesso medesimo sistema?

dittatura democratica
Qualcuno avvisi Briatore che "dittatura democratica" non è per niente un ossimoro come evidentemente quelli come lui credono, ma le dittature della democrazia sono già da sempre esistite, il prototipo è stata quella di Pinochet.

Per cui, dato che ogni sistema può sussistere sotto forma dittatoriale o democratica, non vedo quale stupore ci possa essere nel concetto stesso di "democrazia fascista", concetto che io sicuramente apprezzerei e che mi cruccio che non si sia potuto finora mai realizzare in pratica in nessun luogo e tempo... dato che dopo il 1929 quei cretini hanno seguito il resto del mondo nella strada verso sinistra e come è andata a finire lo sappiamo tutti, ed io rifiuto di farmelo imputare moralmente dato che ne sono il primo critico! La risposta che ho dato ad uno stupefatto Casson "non dalla sua bocca" alla sua domanda "ma come, lei non si dice fascista?" dopo che gli avevo intimato di non definirmi con quella parola dovrebbe essere indicativa in merito.

Detto questo, mi scuso di stare a tormentarvi ma dovete capire che sono anni che mi tenevo dentro le critiche che vi ho scritto in questi giorni, e prima o poi andavano dette.


Correggo della precedente dove ho scritto che sono il primo a criticare il post-1929: sono il primo *ad avere legittimità* per poter criticare, criticare quella che dal 1929 in poi invece di evolversi in un sistema nuovo secondo le radici del suo filone filosofico (perché non è che la mentalità umana che nel 1919 si è fatta partito dandosi nome "fascismo" *nasca* nel 1919 eh... affonda le radici culturali molto più in là, secondo alcuni a Platone ma comunque almeno a Tommaso D'Aquino per quanto ne so passando poi per Tommaso Moro e tutto un listone di filosofi dei secoli successivi su cui ovviamente non è che vado a dilungarmi qui, ma per capirci, del tipo di John Locke, Henry George, Thomas Hobbes, Thomas Paine, Thomas Spence, Joseph Charlier, John Stuart Mill, dei quali anche altri vorrebbero appropriarsi pur essendo inequivocabile quale sia il filone culturale che da essi si sviluppa, per arrivare nel 900 con persone purtroppo per pregiudizio ideologico molto sottovalutate e poco conosciute quando non proprio denigrate del tipo di Silvio Gesell, Clifford Hugh Douglas, Hilaire Belloc, George Bernard Shaw, Gilbert Keith Chesterton, gente al cui confronto, Marinetti, Pound, Gentile, e D'Annunzio sono solo dei pagliaccetti, per dire) proseguendo la strada intrapresa tot anni prima, si è invece come minimo cristallizzata come solo una mera sfumatura del sistema precedente ed ancora ad oggi attualmente vigente; e a fronte delle critiche fattegli dai sostenitori del sistema attualmente vigente (praticamente tutti se escludiamo i residuati comunisti che magari una certa legittimità pure loro possono vantarla) è casomai più legittimato a muovere una critica chi depreca il sistema attualmente vigente, del quale l'oggetto della critica era purtroppo solo una mera sfumatura, e quindi i sostenitori dell'attuale sistema non è che abbiano molto le carte in regola per poter criticare il "ventennio", a differenza di uno come me. "Male assoluto" lo è stato il quindicennio 1930-1945 di quella che è stata la forma dittatoriale del medesimo sistema ancor'oggi vigente, e per estensione *IL* sistema tutt'ora vigente, no "il fascismo", che nemmeno è mai stato messo in pratica! Scusate la sintassi sbilenca, spero capiate il senso.

Io non sono anti-conformista. Io sono conformistissimo. Conformistissimo rispetto ad un mondo normale, certamente. Non sono io ad essere "anti-conformista", è questo mondo ad essere capovolto rispetto ciò che dovrebbe essere la norma. Ergo casomai anti-conformisti lo sono tutti gli altri, rispetto la norma tout court, perché il fatto che in un dato "mondo" non lo sia non la squalifica dall'attribuzione di "norma", sempre tale rimane anche in un mondo dove essa è stravolta. Non sono "io" a non volermi conformare alla "norma", sono tutti gli altri eccetto "me". Perché quale sia la norma non lo decido io e nemmeno nessun altro, se non per "convenzione". Ma non è che se tutti decidono "per convenzione" che la terra è piatta essa lo diventa. Questo intendo con "norma", non intendo cioè "convenzione", ma "norma", che non può variare a seconda delle "convenzioni" vigenti. E in questo mondo capovolto anti-conformisti lo sono tutti eccetto "me", anti-conformisti rispetto un mondo normale.


Poi sempre per non essere frainteso, il governo attuale certamente lo sostengo, ma solo in rapporto agli orripilanti governi precedenti al confronto dei quali non potrei proprio esimermi dal sostenere questo attuale pur non volendo farmi assimilare tra i suoi sostenitori attivi, diciamo che lo sostengo passivamente (ho votato 5 stelle come meno peggio anche se di loro dico peste e corna; il partito più calzante alle mie idee sarebbero i radicali, ma non posso obbiettivamente proprio permettermi di votare per qualcuno che si è dato nome "+ Europa" e che si appoggia a quei "casi umani" del "Comitato Ventotene"...) e solo per confronto agli orripilanti governi passati, pur consapevole che si tratta di un governo demagogico e populista, e da questi punti di vista sono il primo a criticarlo, ma a fronte di tutto non posso permettermi obbiettivamente di non sostenerlo, è una cosa proprio che mi viene spontanea nonostante dal punto di vista cognitivo non posso non notare come in esso domini l'ignoranza soprattutto dal punto di vista economico, e non per ultima la questione dell'immigrazione, dato che, non so se lo sapete, è regolata da precise leggi economiche legate alla bilancia commerciale, essendo la manodopera una merce ed essendo le bilance commerciali tendenti al pareggio pena gli squilibri che hanno portato alla crisi del '29, i flussi di merci tra cui uno è la manodopera riportano le bilance al pareggio, per cui uno come me consapevole di quali siano i motivi degli spostamenti di persone come merci non può essere contrario all'immigrazione tout court ovviamente, perché il bloccarla artificialmente va a determinare i medesimi effetti deleteri apposti da un dazio, i quali sono stati i responsabili della crisi del '29 e della guerra mondiale novecentesca (io interpreto il periodo 1918-1939 nel suo significato realistico ossia una mera lunga tregua di un unica guerra ripresa nel 1939 da dove era stata interrotta nel 1918, perché questo è il modo realistico in cui vedere le "due" guerre mondiali); più che responsabili è più esatto dire che i dazi stessi sono uno stato di guerra "fredda" e lo scoppio "caldo" equivale alla loro (dei dazi) esacerbazione.

"Quei confini preclusi a uomini e merci, saranno prima o poi valicati da eserciti" (Ludwig Von Mises)

Per cui sono consapevole che il problema dell'immigrazione qui oggi è solo che è lasciata allo sbando e inutilizzata. Io mi trovo sempre tra l'incudine e il martello di chi vuole affondare i barconi e chi invece fa dell'immigrazione l'apologia... vie di mezzo no, mai. E poi devo sentire in tv gente dire "la differenza è tra chi vuole alzare muri e chi vuole gestire il fenomeno"... e chi è che oggi lo starebbe gestendo??? L'impressione è che nessuno stia gestendo un bel niente! Quello che fanno quelli che dicono quella cosa non è gestire, è fare l'apologia sperando che qualcun'altro poi gestisca! E gestire nessuno lo fa! Perché raccattare e poi lasciare allo sbando non è *gestire*! Se per loro ciò è gestire, magari dovrebbero rivedere la loro strategia gestionale, perché che ci sia una gestione del fenomeno non è l'impressione che se ne ha. L'impostazione data oggi al sistema di accoglienza e la cognizione comune che si ha della questione da entrambe le parti sul concetto di "gestione" è surreale: chi per un motivo chi per quello opposto si lamentano degli attuali centri di accoglienza, e bella forza, ora ditemi quale senso ha un centro di accoglienza dal quale chi ci sta dentro PUO' USCIRE LIBERAMENTE!?!? Il senso di tale installazione è (o dovrebbe essere, in un mondo normale) appunto proprio che chi ci sta dentro non possa uscire. Se può uscire, a cosa serve l'installazione stessa??? E quale lo scopo di uscirne da parte di persone che per definizione non hanno alcun rapporto col territorio nel quale il centro si trova??? Per andare dove???? Non è una questione di "sicurezza" degli abitanti attigui e cazzate simili, ma proprio il senso logico, all'interno di tali installazioni dovrebbe (sempre in un mondo normale) esserci tutto ciò che può servire all'esistenza, a che pro uscirne??? Quale utilità quindi il permetterlo??? E se lo si permette, quale utilità l'esistenza stessa di questi campi??? Allora tanto vale smantellarli e far sciamare gli immigrati in giro per l'intera nazione anziché concentrarli tutti in un posto facendone lamentare gli abitanti se poi quelli se ne escono liberamente!!! Va benissimo accoglierli e sfamarli per salvarli da guerre e carestie, ma questo non implica permettergli di circolare liberamente per l'intero territorio nazionale! I musulmani vogliono applicare la sharia? Bene, ma lo facciano nel settore loro riservato. I sikh vogliono girare col loro coltello tradizionale? Idem. Lì nessuno glielo vieterà. Ripeto, consapevole delle ragioni legate a precise leggi economiche che la regolano, io non mi sognerei mai di dire che si debba impedire l'immigrazione, anzi, ben venga se rappresenta una risorsa, ma solo SE lo rappresenta, non come oggi è definita tale da gente tipo la Boldrini nonostante vada chiaramente invece a nuocere personalmente a sempre più italiani! Oggi abbiamo da un lato quelli che considerano l'immigrazione una disgrazia in ogni caso, e dall'altro quelli che la considerano una risorsa senza che lo sia veramente... gli unici a dire che POTREBBE essere una risorsa se solo si facessero le cose nel modo giusto secondo le leggi economiche, sono quelli come me. Perché il punto è che se un bene acquisito non lo si usufruisce, quale sarà il risultato? Sarà la necessità indotta di acquisirne di ulteriori esemplari, senza fine in una spirale discendente! Quindi a causare l'immigrazione di massa è il fatto che gli immigrati non vengono utilizzati! Questa non è un opinione ma una legge matematica! Ma no ovviamente, a nessuno va bene neanche così... e c'è da stupirsene? Dato che anche quando effettivamente utilizzata, ossia a fronte dell'accusa che alcuni lanciano all'imprenditoria di approfittare dell'immigrazione per ridurre i salari e di conseguenza di auspicarla ed incentivarla difendendola con le unghie e con i denti tramite i mezzi della propaganda, si accusa ME (su internet, in riferimento al concetto appena espresso "SE rappresentano una risorsa") di aver scritto un "manifesto dell'utilitarismo becero tipico delle élites finanziarie" (letterale)... Ma vi rendete conto del paradossale capovolgimento che viene fatto perfino quasi con noncuranza, come fosse una cosa perfino scontata??? Quando sono proprio le "élites finanziarie" a volere la situazione attuale nella quale l'immigrazione è una risorsa PER LORO SI, SOLO per loro a scapito della "feccia" (come me, e me ne faccio un vanto di esserlo se le elitè sono quelle...) italiana che di conseguenza viene esclusa totalmente dal reddito lavorativo in assenza di adeguate compensazioni (tipo la retribuzione di un reddito di base). Io scrivo un discorso CONTRO l'utilitarismo e questi lo invertono e accusano IL MIO discorso di essere utilitarista??? Insistendo con "il diritto alla mobilità non può sottostare a condizioni di convenienza"... e a me lo dicono???? E' a quelle che loro chiamano "élites finanziarie" che lo devono dire, poiché sono loro che li fanno venire qui per loro convenienza!!! La mia non è una critica sull'utilità o meno degli immigrati, io critico chi li fa venire qui per sfruttarli pretendendo di raccogliere gli utili senza dover compensare gli oneri verso i cittadini ai quali la concorrenza straniera (certamente UTILE alle "élites finanziarie", non lo nego di certo io) va a nuocere senza che ne ricevano adeguate compensazioni! E quelli ai quale nuoce sono perlomeno quelli con reddito zero perché se la riduzione dei prezzi connessa a quella del costo del lavoro (il discorso che vi dicevo che fanno i finto-liberisti, a cui contrapponevo il fatto che se uno ha 0 gli è irrilevante che una cosa costi 100 o 1 se quell'1 non lo ha) è già una forma indiretta di compensazione per chi un reddito lo ha, cosa apporta a chi avendo reddito zero qualunque calo dei prezzi è pressoché irrilevante rispetto al danno cagionato dalla totale assenza di reddito? Ma non critico nemmeno gli imprenditori, loro si limitano a sfruttare una situazione esistente (anche se soffiandoci sopra, ma è comprensibile dal punto di vista della loro utilità). Ma poi, tutti fanno ciò che fanno per utilità! Ripeto che io non sono contrario all'immigrazione, dopotutto conscio della scienza economica non potrei proprio esserlo, ma mi irrita chi ne fa l'apologia capite? Sentirmi definire come utilitarista il mio discorso anti-utilitarista dal radical chic/sinistrato/buonista/europeista medio o anarco-capitalista che fa ragionamenti economici ottusi e cinici ma che allo stesso tempo però mi cascano come adolescenti infatuate dinnanzi al loro cantante preferito quando si parla di immigrati, ma mai per la vecchia che con la pensione vive di ansie per le bollette o di qualche spesa imprevista dopo una vita di lavoro. Invece davanti ad un ragazzotto africano qualsiasi i loro occhi si fanno a forma di cuore... umani con gli stranieri e disumani con i vicini di casa, e queste sono le cose che mi danno fastidio, non l'immigrazione e gli immigrati, ma chi ne fa l'apologia! Quest'accusa surreale che ho ricevuto su internet di "utilitarismo" è stata una cosa che non mi potevo neanche lontanamente aspettare, un fulmine a ciel sereno, e ciò nonostante io sia abituato ad assistere quotidianamente alla stupidità altrui. Certo col senno di poi ho peccato di ingenuità nel non attendermela, ma capirete, a fronte e contro quelli che vogliono utopisticamente alzare muri, io faccio un discorso di tolleranza solidaristica verso gli immigrati, ed anche così non gli va bene, anche così non gli basta... ma esattamente cosa è che vuole la gente? Cosa pretendono che si dica più di questo? I muri non gli vanno bene, niente muri non gli va bene, ma allora cosa bisogna proporre di più? Quale alternativa vedono loro a questa, per conciliare le due opposte posizioni? Non ci arrivano a capirlo che sono loro con questa loro pretenziosità a creare quelli che vogliono muri? La critica è alla politica che lascia le cose allo sbando, quando dovrebbe, se non regolarle, quantomeno attuare una compensazione ai danni che l'immigrazione provoca ai singoli, e ciò si può esplicare solamente nell'introduzione di un reddito di cittadinanza che prenderebbe sotto tale luce anche la forma di un compenso così ulteriormente motivato destinato ai cittadini come soggetti laddove direttamente danneggiati dall'immigrazione. In un mondo normale l'immigrazione non danneggerebbe nessuno ed anzi sarebbe una risorsa, per tutti (per gli immigrati stessi in primis...), ma purtroppo questo non è un mondo normale. Io mi ritengo personalmente danneggiato dall'immigrazione, ma non incolpo certo gli immigrati di questo perché so che la colpa non è loro!

E tornando alle guerre mondiali, come già detto, i semi della prossima sono stati posti nella creazione della moneta unica dalla quale una volta entrati NON CI SI PUO' USCIRE (poiché la moneta può essere interpretata come un debito; quando dico che il debito pubblico non è un debito il senso è che lo è tanto quanto lo è l'INTERA massa monetaria, per cui o lo sono tutte le M o nessuna lo è, ma oggi nessuno andrebbe a portare una banconota in banca a farsela "pagare", mica siamo nell'800!) se non pagando in cambio alle altre collettività un "riscatto" che sarebbe obbiettivamente totalmente insostenibile, e tirarsene fuori unilateralmente senza dare insostenibili contropartite da parte di uno implica lasciare il cerino in mano a tutti gli altri, che di sicuro non possono permettersi di lasciar fare impunemente perché darebbe il via all'abbandono della nave passandosi la patata bollente uno con l'altro lasciando alla fine l'intero debito di una massa monetaria continentale sulle spalle dell'ultima collettività che resta col cerino in mano, provate ad immaginarvi... il valore di quella valuta andrebbe praticamente a zero! E' impensabile proprio che una delle collettività, anche la più piccola, possa uscirsene dalla moneta unica impunemente. L'euro è un ipnosi, si regge solo perché la gente non sa di avere in mano carta straccia, carta straccia in quanto il suo valore non è garantito da nessuno, perché la BCE non è "qualcuno", essendo il consorzio di un accozzaglia di soggetti nella quale tutti cercheranno di passare la patata bollente agli altri soggetti nel momento in cui sullo scafo si aprirà la prima falla, e la cosa si regge finora appunto solo perché questa cosa la gente non la sa, e la cosa surreale è che i dementi fanatici dell'euro (nella mentalità dei quali neanche con tutta la forza di volontà non riesco proprio nemmeno lontanamente ad immedesimarmici...) denigrano la lira con il termine "i soldi del monopoli" quando invece in realtà i soldi del monopoli sono proprio quelli che stiamo usando ora e loro adorano, l'euro! E questo è un dato di fatto, non un opinione! Negare la realtà non la trasforma in come piacerebbe essa fosse!
Una delle cose più stupide alla quale mi tocca assistere è quando qualcuno ti porta dei dati UFFICIALI che smentiscono cose alle quali chiunque può assisterci o averci assistito personalmente coi propri occhi, come il fatto che i prezzi dei beni non fissati per legge sono raddoppiati nei 2 mesi successivi all'introduzione dell'euro oppure il fatto che ogni 1° agosto il prezzo dei carburanti ha un brusco aumento (per via della propensione del consumatore) ed il 1° settembre il ritorno sui prezzi iniziali... ora, se qualcuno vi portasse dei dati ufficiali (ufficiali eh!) che il colore naturale del cielo è il marrone e non il celeste, come prendereste la cosa? La stupidità non sta nell'esistenza di dati UFFICIALI che dicono una cosa chiaramente falsa smentita dalla realtà oggettiva, il che non è stupido ma è surreale ed apparentemente inspiegabile, ma il fatto che ci sia qualcuno che VUOLE CREDERE ai dati anziché ai propri occhi! E se non ai propri, a chi la realtà la conosce per averla almeno *notata* (a differenza sua, evidentemente), e pretendere pure di convincere lo stesso e di aver ragione lui tramite dei dati che per quanto ufficiali sono palesemente surreali! Io ogni singolo anno ho da sempre notato che il 1° agosto i prezzi dei carburanti schizzano come mai durante l'anno ed il 1° settembre ritornano ai livelli iniziali, che senso ha pretendere di far credere a me a dei dati che so essere falsi proprio in quanto esserne testimone oculare??? Forse ogni anno mi sono premurato di fare il pieno l'ultimo giorno di luglio così, inutilmente, senza motivo??? E non perché io so (avendolo notato nel corso degli anni, e quindi non è un eccezione) che il giorno dopo il prezzo schizza (cosa che si verifica ogni anno e chiunque può constatare da sè)? Eppure sappiate che i dati ufficiali delle varie compagnie petrolifere lo smentiscono. Ma io lo vedo ogni anno coi miei occhi, quindi so per certo che i dati ufficiali non corrispondono alla realtà, per cui è inutile portarli davanti a me pretendendo di convincerne pure me. E' una cosa estremamente stupida.


Nella precedente, quando dico radicali intendo tra i partiti presenti solitamente nelle schede elettorali ovviamente. E quando uso il termine "idee" lo faccio solo per l'uso comune del termine, lo specifico perché non mi va di passare per uno che crede che esistano "opinioni" valide una quanto le altre, sono ben consapevole che esiste il buon senso che è uno solo e inopinabile e tutto ciò che vi diverge è solo bias. Io non ho "idee" né "valori", io solo constato "dove sta" il buon senso inopinabilmente, e se ho bias ne sono consapevole che di tali si tratta e quando incoercibili li prendo con la dovuta considerazione e non me li faccio passare per "idee" e "valori", e se a volte capita che li propagando è fatto consapevolmente solo per polemica (ci sono certi casi nei quali gettare benzina sul fuoco è la cosa giusta da fare, il fine giustifica i mezzi insomma). Non sono uno di quei narcisisti apologeti del "rispetto delle idee altrui". Se uno dice una cosa che esula dal buon senso logico non ne posso avere alcun rispetto, posso solo compatirlo dopo aver verificato che una possibilità di erudizione non sussiste. Questo non significa che io vada apposta a mettere il dito nella piaga eh, nel senso che se uno mi dice per esempio che lui crede nel soprannaturale o negli ufo o alle scie chimiche io pragmaticamente lo assecondo, mica vado ad infierire a contestarlo. Fate conto che abito con una che crede che su 90 numeri ce ne siano alcuni, non si sa come nè perché, abbiano più probabilità degli altri di essere estratti; perché quando dico che gioca al lotto non intendo solo che gioca: questa ha tutta una biblioteca di libri sulla smorfia e cose del genere eh! Io inizialmente per cercare di farla smettere ho provato a farle capire il concetto matematico di "potenza"... come dare le perle ai porci ovviamente. Qui si parla di una che passa tutto il tempo libero a elaborare "sistemi", a guardare i maghi sulle tv private, e il martedì, giovedì, e sabato passa 2 ore dal tabaccaio a discutere di lotto con quelli come lei... e guai ad entrare in cucina (dove lei guarda la tv) quei giorni tra le 20 e le 20.30! Per non parlare poi dei libri di magia e di gente che parla coi morti... e di tutte queste cose ha contagiato pure mio fratello, e ad uno come me è toccato avere in casa una così... per fortuna non usa internet, altrimenti non oso immaginare... Comunque tendenzialmente non vado a cercare di disilludere quando una cosa in cui uno crede non comporta alcun nocumento alla collettività come invece fanno quei misantropi narcisisti esaltati che si beano su internet di quelli che credono alle varie bufale definendoli "analfabeti funzionali", che poi il bello è che questi sono tipicamente persone che a loro volta credono a bufale, e capovolgono le accuse definendo loro bufala quella che invece è la verità, e verso questi indegni personaggi allora si che mi ci scaglio perché le bufale in cui loro credono si che nuociono alla collettività, perché una bufala palesemente tale rimane una bufala e non causa alcun danno, ma una bufala data per vera dall'intera umanità magari qualche danno lo può fare, visibile solo a quei pochi consapevoli che di bufala si tratta. Faccio un esempio per spiegarmi meglio: se in un villaggio una persona crede alle streghe, non può nuocere a nessuno perchè nessuno ne asseconderà la sua richiesta di bruciare qualcuno; se in quel villaggio tutti eccetto uno credono alle streghe, magari qualcuno bruceranno sul rogo, e probabilmente sarà proprio l'unico che in quel villaggio alle streghe dice di non credere; chi lo brucia crederà di aver fatto la cosa giusta, mentre la vittima sarà consapevole che non è così. Capito cosa intendo? Nel primo caso quella persona non andrei mai a sbertucciarla e tantomeno mi sognerei di bruciarla sul rogo, mentre nel secondo caso sarei io sbertucciato e bruciato sul rogo, da quelli che oggi passano sotto il nome di Cicap e simili, perché è gioco facile far passare per vera una bufala e far passare per bufala la verità quando ti sei fatto, giustamente certo, la fama di svelarle le bufale. Quello che dico sempre a questi è: "c'è sempre qualcuno più puro che ti epura", ossia se quelli che loro sbertucciano come "analfabeti funzionali" lo sono rispetto a loro, loro lo sono rispetto a me, volenti o nolenti come quelli da loro sbertucciati; il fatto che una cosa falsa sia creduta vera dalla maggior parte delle persone non la rende vera, quando tutti credevano che la terra fosse piatta non è che lo diventava perchè tutti la credevano tale; ma ad essere bruciati sul rogo erano quei pochi che la sapevano tonda, mentre oggi chi la ritiene piatta è solo risibile ma non rischia di certo il rogo. Ma ancor oggi guai a toccare le bufale dogmaticamente certificate come vere! Oggi a prendere il posto della santa inquisizione ci sono i non meno fanatici del Cicap e simili, quelli che vedo io come "analfabeti funzionali" così come Galileo sicuramente vedeva tale il Papa, a bruciare nella moderna versione del "rogo" quelli che osano provare a svelare le surreali leggende metropolitane incontestabilmente certificate da loro come vere.

"Le folle non hanno mai avuto sete di verità. Dinanzi alle evidenze che a loro dispiacciono, si voltano da un altra parte, preferendo deificare l'errore, se questo le seduce. Chi sa illuderle, può facilmente diventare loro padrone, chi tenta di disilluderle è sempre loro vittima" (Gustave Le Bon)

Quanto alla comunità europea, fate conto che nel 1989 quando ero in prima media avevano fatto in tutte le scuole un referendum in merito, ed io posso fregiarmi di essere stato già allora uno dei probabilmente rarissimi ad aver votato "no", immagino l'orrore di chi effettuando lo spoglio si è trovato un "no" da un undicenne. Dal punto di vista della cognizione politica sono stato piuttosto precoce. E considerate che tutta la mia famiglia, zii, nonni, cugini, è tutta di tradizione comunista, così come l'intero ambiente sociale in cui sono cresciuto. Ma io un cervello ce lo avevo a differenza loro e dei miei coetanei votanti a quel referendum.


Specifico della precedente che riferendomi al Cicap come capostipite di quei siti lo faccio per due ragioni: la prima è che essendo il più noto penso sia comprensibile a tutti a che tipologia mi riferisco, dato che il peggiore di tutti e al quale dovrei riferirmi precisamente come esempio sarebbe quello chiamato "attivissimo" che però non so se voi conosciate; e seconda cosa, se da "attivissimo", che essendo dedicato alle bufale ad ampio spettro quindi anche mondane e non solo a quelle paranormali come invece il Cicap, ci si può aspettare comprensibilmente che ogni santo 27 gennaio e 11 settembre si unisca alla fiera del rinfocolare le relative immani leggende metropolitane, ma dal Cicap no che non ce lo si dovrebbe aspettare non essendo cose che dovrebbero essere di sua competenza, per cui andando il Cicap in quelle date ad unirsi al rinfocolare cose che non dovrebbero nemmeno competergli aggrava la sua posizione mettendola in una ancora peggiore rispetto a quel comunque pezzo di merda di "attivissimo" dal quale almeno ce lo si aspetta, e soprattutto essendo il Cicap molto più "rispettabile" e considerato notoriamente attendibilissimo a fronte di tutto il resto, il suo aggregarsi a rinfocolare surreali leggende metropolitane avvallandole così anche in virtù della sua rispettabilità, notorietà, e attendibilità lo pone per questo in una posizione più grave di siti complottisti meno noti e meno "onorevoli". Poi il bello è che questi hanno la faccia tosta di ergersi contro bufale palesemente tali create dalla parte opposta, le quali io a volte mi sento perfino di giustificare in certi casi, perché se è fatto a fin di bene gettare benzina sul fuoco è la cosa giusta da fare, ma le bufale che perpetuano quelli sono a fin di male (per quanto riguarda "attivissimo" la cui attività è appositamente finalizzata; al Cicap invece dò per buona l'ingenuità), e quelli (la fazione ideologica a cui fa riferimento "attivissimo" ossia chiaramente la massoneria di osservanza "nordista") lo fanno da sempre, l'hanno praticamente inventato loro e ne sono i reginetti per antonomasia da ben prima di internet, e sarebbe perfino superfluo dire "chi di spada ferisce di spada perisce". A quelli là secca oggi non avere più il monopolio delle bugie come avevano prima della diffusione di internet, ed io non parlo senza cognizione perché di questa prassi ne sono anche testimone oculare, dato che ogni volta che subivamo la classica aggressione pianificata 10 contro 1 da parte di quelli dei centri sociali (e diversamente da così, che io ci abbia assistito o venuto a sapere personalmente, non è MAI stato) i giornali locali riportavano spudoratamente la notizia invertendo diametralmente le colpe! Senza che nessuno avesse la possibilità di obbiettare! Oggi non lo possono più fare perché verrebbero sbugiardati su internet, ed evidentemente sta cosa gli rode. E hanno la faccia tosta di accusare qualcuno che diffonde palesi cagate tipo "la sorella di coso è stata assunta a tot al mese in tal istituzione" con in didascalia la foto di un qualche vip preso a caso... loro che della bugia ne sono i maestri da sempre! Gli rode non averne più il monopolio... Ma si pensi anche solo a quell'abominio di piazza Navona di qualche anno fa... e poi ci si chiede come l'Italia possa essere agli ultimi posti nelle statistiche sulla stampa... in quale altro paese occidentale i giornalisti di fronte ad un evento avrebbero girato immediatamente le telecamere dalla parte opposta rispetto a ciò che stava accadendo? Un episodio che resterà negli annali della faziosità mediatica, anzi, dell'imbecillità mediatica perché quel particolare episodio va ben oltre ad una eventualmente pur comprensibile faziosità: ma cosa si aspettavano di ottenere, che i telespettatori non si accorgessero delle evidenti incongruenze contestuali? Per poi persistere ulteriormente mostrando quelle immagini (zoomandone i volti delle vittime dell'aggressione) in un programma televisivo destinato alla ricerca di persone scomparse, senza nemmeno specificarne i motivi poi, a cosa fosse finalizzato quel servizio così atipico per quel programma... l'unica spiegazione plausibile la identificò l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, nell'inveterata abitudine mai venuta meno da parte della sinistra di stilare parossisticamente paranoici dossier sugli avversari politici, una pratica totalmente inesistente nella destra e di cui non si capisce nemmeno il senso al di là della pura paranoica isteria di voler a tutti i costi additare un nemico al quale addossare colpe che si desidera esso abbia. A che pro far identificare pubblicamente non gli aggressori ma le vittime di un aggressione e che in quanto tali saranno casomai loro a dover volere esporsi pubblicamente a fare una denuncia? Per non parlare poi delle fantasiose circonvoluzioni con cui gli aggressori avevano cercato di discolparsi, ossia "il furgone era parcheggiato in sosta vietata"... quindi è lecito che una folla inferocita ne aggredisca il conducente... non si sa se mettersi a ridere o a piangere di fronte ad una simile esternazione...

Purtroppo per gli stravolgitori della realtà la strada in discesa è finita ed è iniziata la salita, grazie ad internet... da cui hanno dovuto iniziare una nuova strategia, fatta di "accademicità", "peer review", "debunker", il cui capofila è appunto il sito "attivissimo". Ma quelli che abboccano a quelle fandonie, non si rendono conto di essere proprio loro i "pompieri" descritti in "Fahrenheit 451"???? Quando una cosa è percepita come normale, finisce per diventarlo, i "pompieri" cioè non si accorgono di esserlo. E la conferma l'abbiamo ogni volta che ciclicamente qualcuno propone di istituire l'ESATTO equivalente (perché così è, checché i plagiati "pompieri" ne vogliano dire, non è che se usi un altro nome cambi la sostanza) del "ministero della verità" descritto in "1984" di Orwell, di cui persone all'apparenza razionali del calibro della scienziata Giulia Corsini o Cecchi Paone, se ne sono detti entusiasti, e fargli notare l'ipocrisia nel ritenersi razionali e al tempo stesso auspicare la censura di stato non è mica bastato a farli recalcitrare! Mica riescono a rendersi conto o ad accettare che, se è certo giusto smentire le bufale, tale strumento messo in mani sbagliate sarebbe inevitabilmente usato (dato che lo viene già fatto, dai siti tipo "attivissimo") per accomunare palesi bufale a verità "scomode" per delegittimarle mettendole tutte assieme in un unico calderone. Ma poi proprio loro si scagliano a favore della verità, loro che, non tanto sulle bugie (che sarebbero perfino troppo complesse da gestire per le loro limitate facoltà mentali), ma sui venticelli calunniosi hanno basato e basano i loro bias giustificanti il rancore a stento represso che scagliano sul loro prossimo ad ogni occasione buona. Ma si pensi a quell'episodio del bambino iracheno adottato da una tedesca annegato nel 2000 in una piscina e che loro berciando con la bava alla bocca credevano ciecamente alla bufala (al momento non si capiva nemmeno saltata fuori da dove, dato che esplicitamente non vi era alcun testimone ma vi era solo il classico "sentito dire") in una piscina affollata un ignaro gruppo di "naziskin" avesse affogato un bambino così "per diletto"... notizia veramente riportata dai giornali, ovviamente rivelatasi falsa, ma alla quale molte persone diedero inspiegabilmente credibilità, il che è estremamente rivelatore della potenza delle persuasione mediatica sulle menti paranoicamente obnubilate dal fanatismo. Oggi loro si lamentano delle bufale? Evidentemente berciano perché internet ha rotto il loro monopolio sulle bufale aprendone la possibilità anche a chi non controlla la stampa. Mi è difficile accettare certe arrampicate sugli specchi fatte con la convinzione di avere ragione e la legittimazione auto-percepita ad insultare e delegittimare impunemente (tipicamente come il bue che dice cornuto all'asino) chi invece CONSTATA (non revisiona e nemmeno nega) la verità logica ed obbiettiva anche quando non proprio ampiamente provata... a differenza di chi crede a surreali fantasie palesemente inventate di sana pianta. A fargli notare che bisogna non avere tutte le rotelle a posto per credere ad una talmente ovvia stupidaggine chiaramente inventata di sana pianta (al momento non si capiva ancora nemmeno da chi...) il cattivo ero io no? Ovviamente quando come era inevitabile è saltato fuori (poiché la polizia lo aveva capito fin da subito ovviamente, così come ogni persona dotata di intelletto) che ad inventarsi tutto e ad annegare il bambino era stata la madre adottiva, una squilibrata estremista anti-razzista con la sindrome di Munchausen, con l'unico scopo apposito di incolpare i "naziskin", credete che qualcuno di quelli che mi avevano furentemente aggredito sul web mi abbia chiesto scusa? Credete che qualcuno di loro le si sia scagliato contro con la bava alla bocca come avevano fatto con me augurandomi (e non si capisce secondo quale demenziale logica...) che mi succedesse la stessa cosa? No, è stato tutto MESSO A TACERE. Oggi chi se ne ricorda più di quell'episodio? E' questo il loro concetto di "verità", evidentemente. I mezzucci che quando sono all'ultima spiaggia tipicamente usano per delegittimare, tipicamente il mettere in bocca cose non dette e spesso perfino paradossali, oppure anche il solo etichettare, no perché se (per ovvi motivi) ad essere consci di una cosa sono solo i fascisti (e gli "ovvi motivi" sono perché esenti dai pregiudizi che invece obnubilano tutti gli altri) quella cosa è falsa a priori, logico no? No che casomai se tutti gli altri sono ottenebrati non è certo per colpa di chi invece è conscio chiunque egli sia. I motivi per cui tipicamente i fascisti hanno una mente aperta alla comprensione delle cose è insita proprio nell'esperienza personale vissuta ovvero nell'osservazione della stupidità altrui e nel non voler essere come quelli. Non è una questione di parte politica, è una questione di mero raziocinio: come si può credere ciecamente ad una cosa sulla quale non esiste alcunché che possa far anche solo ipotizzare da cosa essa possa essere stata originata per cui l'unica spiegazione possibile è la diffusione a catena tramite un immane "sentito dire" (definizione stessa di "leggenda metropolitana")??? Voi lo sapete bene che il *voler credere* ad una cosa anche in assenza di fattori che possano farla ipotizzare come vera è la definizione di "bias"; evidenziare le cose che confermano la propria convinzione e rimuovere quelle che la contraddicono. Io non intendo prendere le difese di qualcuno o accusare altri o "rivedere" o negare qualcosa, io meramente *prendo atto*, *CONSTATO* la demenziale surrealità delle versioni implicitamente date acriticamente per "sensate" dalla massa, e sono in grado di farlo perché semplicemente io dal bias di *voler credere* ne sono razionalmente esente (ossia percependolo consapevolmente come tale quando presente ne so dare il giusto peso e quindi correggerlo) a differenza della massa che venera ciecamente come dogmi delle panzane che non stanno né in cielo né in terra.

"Coloro che possono farti credere assurdità, possono farti commettere atrocità" (Voltaire)

Per non parlare poi della delegittimazione attuata tramite il concetto di "accademicità"... ossia la logica secondo la quale prima NON di Copernico ma dell'approvazione papale la terra era effettivamente piatta ed è diventata rotonda solo in seguito all'accettazione della rotondità da parte del Papa. O come la tipica critica sulla mancanza di presunti "anelli" evolutivi intesi come prove, come se la loro inesistenza inficiasse la logica che è evidente di per sé stessa (dato che evoluzione e selezione naturale sono eventi a cui assistiamo coi nostri occhi in qualunque momento nel corso della nostra vita). Lo stesso trattamento che fu riservato ad Ipazia e al dottor Semmelweiss viene da sempre perpetuato costantemente da persone che si ritengono razionali ma in realtà sono più ottusi degli irrazionali poiché la mente chiusa dal fanatismo è ancora peggiore quando si fonda sul consenso (quello che loro chiamano "peer review", concetto tipicamente utilizzato da essi per delegittimare come "non accademiche" e prive di "consenso" cose a loro scomode) e su prove strumentali, avente appunto oggi il suo caposaldo nel citato sito internet "attivissimo" ma anche in wikipedia. Sbertucciano ipocritamente chi crede a stupidaggini come le "scie chimiche" quando proprio loro sono i primi a sostenere istericamente altrettante stupidaggini non meno assurde delle "scie chimiche", accusando gli altri di complottismo quando invece i più accaniti e paranoici complottisti sono proprio loro! Opporsi alla logica serve per sentirsi qualcuno, per sentirsi intelligente, per sentirsi uno che non si lascia "fregare"... E invece è l'esatto contrario. Internet ha certamente anche un suo ruolo in tutto questo, nel reclutare masse di ignoranti mandando nei loro schermi bufale che avvalorano il loro "pensiero", gratificandoli e facendoli sentire importanti. Queste stesse persone vengono poi aizzate contro chi, con buon senso, crede nella logica e nell'evidenza. Tuttavia come ho detto internet ha anche il pregio di aver tolto il monopolio ai giornalisti, aprendo alle persone sensate la possibilità di farsi ascoltare almeno da chi ne è capace. I giornalisti sono talmente fichi da essere riusciti a mandare in onda un servizio rinfocolante una delle più grosse bufale, il riscaldamento globale, in successione ad un ora di pappardella proprio sulle bufale (Unomattina del 9 febbraio 2017, me lo sono segnato perché quella è stata una cosa proprio surreale). Essi sono talmente perseveranti anche di fronte all'evidenza che anziché adeguarsi alla realtà come farebbe qualunque persona razionale dalla mente aperta, essi invece adeguano la realtà alle loro opinioni (o meglio, ai loro desideri o speranze, appunto il "bias"). Si pensi a Sabina Guzzanti: dato che prima delle elezioni spagnole del 2004 era prevista un ampia vittoria di Aznar ed in seguito agli attentati ha vinto il suo avversario, a compiere l'attentato non è stato chi aveva interesse a far vincere Zapatero, no, è stato chi sosteneva il già sicuro vincitore Aznar! Ma sono cose inconcepibili! Dovrebbe essere preso come paradigma stesso di bias! Nello stesso filone dei quotidiani che dopo l'attentato a Pietroburgo del 3 aprile 2017 scrivevano "bomba islamica nella metro dà una mano a Putin"... però quando sono accaduti attentati a Londra e Parigi nessuno si è sognato di scrivere che davano una mano ai governanti di quei paesi eh? Normale, quando capita un attentato in Francia o Belgio o Inghilterra sono stati gli islamici, quando capita in Russia è stato il presidente russo (perchè l'insinuazione questa è)... sensato, non c'è che dire. Ora, l'incoerenza di accusare contemporaneamente una persona di essere un dittatore, e dall'altro quella che egli utilizzi "aiuti" subdoli dei quali un dittatore non può per definizione stessa aver bisogno... due distinte accuse inconciliabili una con l'altra... che si decidano, o dittatore o democratico/terrorista, le due cose non possono mica coesistere, le dittature non hanno bisogno di terrorismo, solo le democrazie ne hanno bisogno, e la storia ce lo mostra in maniera lampante, mica lo campo in aria così sulla base del nulla. L'incendio della cancelleria è servito a Hitler per DIVENTARE dittatore, prima mica lo era. Dopo a che cavolo gli sarebbe dovuto servire? Non gli sarebbe stato di svantaggio, ma nemmeno di vantaggio. Ma si pensi al caso di Amos Spiazzi: la notte dell'8 dicembre 1970 il suo reparto fu mobilitato ("esigenza triangolo") assieme all'intero esercito italiano allo scopo di REPRIMERE un colpo di stato in atto ("golpe Borghese"), e per questo è stato accusato, dalle stesse autorità che gli avevano dato l'ordine di difenderle, di essere stato non il repressore come in realtà era ma l'autore di un golpe del quale lui aveva appreso l'esistenza solamente proprio da loro per andare e reprimerlo (cosa che lui, come l'intero esercito italiano, si era attivato per fare)! E che dire di Cecchi Paone (altro fanatico del Cicap, per inciso), secondo la cui logica gli italiani all'estero sarebbero di sinistra "poiché mondialisti" quando i dati stessi dicono che l'Msi all'estero aveva tipicamente il 30% (per ovvie ragioni che evidentemente lui è troppo obnubilato per poter cogliere) quando in Italia era al 5%. Bisognerebbe avvisarlo che desiderare una cosa non implica che quella cosa sia poi vera.
Un paese in cui il lettore trova normale che in un articolo di un quotidiano (il gazzettino) avente come oggetto un banchetto per la raccolta di firme per la presentazione di un partito alle elezioni venga definita la presenza della polizia tesa non a proteggere i raccoglitori di firme dai tipici attacchi 10 contro 1 dei centri sociali come è ovvio, ma a "tenere a bada" gli stessi raccoglitori di firme, tenere a bada non si spiega e non si capisce dal fare cosa... per poi commentare con "tenendo così occupate forze di polizia che potrebbero essere impiegate per altri scopi", come se la causa della necessità di metterli a difendere una manifestazione autorizzata fosse delle potenziali vittime e non dei potenziali aggressori! Non ci sarebbe stato da stupirsi se il giornalista avesse instillato il "sospetto" che le forze dell'ordine fossero state in combutta coi fascisti (e non è una prospettiva campata in aria dato che essa si riferisce ad un preciso episodio nel quale lo stesso giornale scrisse proprio ciò riguardo le forze dell'ordine accorse in una delle solite aggressioni 10 contro 1 subita da un mio amico). Come può un paese nel quale vige una tale spudorata indecenza pretendere di scalare le classifiche sulla qualità dei media? Ecco, ora io mi chiedo dove abbiano vissuto fino ad oggi i grillini che si lamentano della stampa di questi ultimi tempi, che tutto sommato è migliorata rispetto a prima, dato che oggi casomai è un paradiso, poiché oggi a causa del diffondersi di internet i giornalisti hanno dovuto darsi una calmata nelle loro manipolazioni della realtà, ma fino a qualche anno fa si che era ancora peggio! Gli attuali grillini dov'erano quando ero io a cercare di farlo notare? Probabilmente erano dalla parte opposta rispetto a me, ecco dov'erano, come tutti, schierati in branco come cani rabbiosi sempre in attesa della sperata preda, a suonarsela e cantersela fregiandosi dei loro farneticanti bias esenti da ogni logica come fossero brillanti esempi di arguzia. E si sente gente in tv dire "per colpa di internet inizia l'era della post-verità"... no, l'era della post-verità sta finendo, casomai, proprio grazie a internet! Cosa sia l'accanimento mediatico non può neanche lontanamente capirlo chi non sia stato fascista nel 1993, l'"anno manconiano", il "1973 bis".
La democrazia è pensarla allo stesso modo loro, tutt’al più è ammesso il dissenso sui dettagli, sulle sfumature, insomma, chi vuol dire la sua lo faccia, ma a bassa voce. E' irrilevante la scusa accampata che seppur fondata sulla maggioranza essa rispetti i diritti della minoranza: e ci mancherebbe pure fosse diversamente!!!! Ma di cosa stiamo parlando???? Questo si chiama nascondersi dietro un dito!!!! Dalle abominevoli "opinioni" degli incompetenti ci rimette anche la minoranza assieme alla maggioranza, questo è il punto della questione, non il rispetto dei diritti della minoranza che ci mancherebbe pure fosse anche violato quello!!! Lo dicono quasi come fosse una "concessione" benevola che la maggioranza fa alla minoranza! E il cattivo poi sarei io??? Anti-democratico lo sono, se ci riferiamo alla democrazia parlamentare novecentesca, certamente, ma più fanatico sostenitore della libertà di me non ne ho personalmente mai conosciuti, anche i più estremisti anarchici o radicali hanno sempre un "ma" in più di me. E mi basta una sola parola per farvelo capire: eutanasia. Vi basta? E non si venga ad accusare di ipocrisia me per il dire che il potere deve essere tolto all'"opinione pubblica" e al tempo stesso difendere la libertà d'espressione: sono due cose ben diverse! La democrazia è un sistema politico, mentre la libertà è la libertà come concetto, la democrazia non è proprio per niente quello che tentano di farla passare falsamente come "sistema politico della libertà", ma proprio per niente! Sono due cose totalmente distinte ed indipendenti una dall'altra! Io sono il primo a difendere la libertà di espressione ed i diritti civili (la di cui concezione ho in comune coi radicali come vi avevo scritto), ma le opinioni pubbliche non devono essere influenti sulla conduzione politico-amministrativa della società! E' sempre "in nome del popolo" che sono stati commessi i più atroci crimini; è sempre col consenso del popolo che sono state perpetrate le più grandi ingiustizie. Le decisioni dovrebbero essere basate sul raziocinio e non sul dover accondiscendere alle demenziali pretese del volgo istigabile dai capopopolo, sulle cui conseguenze deleterie ne abbiamo avuto un chiaro esempio coi referendum sul nucleare cioè su un tema su cui vi è una separazione netta di "opinioni": chi sa cos'è ne è invariabilmente favorevole, mentre ad esserne contrario è solo chi non sa minimamente cosa sia, solo che purtroppo questi ultimi sono la maggioranza e quindi decidono loro per quanto basate sul nulla totale possano essere le loro opinioni, ma a rimetterci dalla loro ignoranza sono tutti compresi anche i consapevoli! Io se sono ignorante su un argomento non mi ci intrometto! Per quale motivo loro ci tengono tanto a metter bocca (e pure con tale veemenza poi!!!) su una cosa che nemmeno conoscono???? Un mondo nel quale il nucleare non è il caposaldo dei movimenti ecologisti come a rigor di logica dovrebbe essere, ma è il contrario, non è un mondo normale. Io sono almeno 25 anni che mi struggo nel vedere la stupidità al potere (con tutte le relative conseguenze) legittimata dal voto e tutti a pendergli dalle labbra, e proprio quando le cose cominciano a migliorare LORO si mettono a protestare come dei cani idrofobi contro il progresso accusando loro i migliori di stupidità, come il bue che dice cornuto all'asino, rivelando che la democrazia che tanto dicevano di adorare gli sta bene ma solo finché a giovarne sono le loro paranoie ideologiche, mentre quando invece non vengono accondiscese dal voto sbraitano contro la stupidità degli elettori, proprio loro, che sono stati gli entusiasti artefici e sostenitori della politica folle che ha portato all'incresciosa situazione odierna! Così oltre al danno subìto le persone razionali si beccano ora pure la beffa!!! Dopo aver dovuto assistere impotenti a decenni di manipolazione della realtà e di governi indecenti, ora che le cose migliorano proprio quelli si permettono di protestare???? Quando non sono esaudite le loro speranze secondo loro ipso facto cessa di essere democrazia, strana cognizione ne hanno... difatti basti pensare al GIUSTISSIMO paradosso di Popper, che però finché a sostenerlo sono quelli come loro va bene, ma se lo sostengo io sono io quello cattivo!
Peccato per loro che poi sia nato internet... ci hanno provato a reprimere pure essa, ed all'inizio ci stavano anche riuscendo, grazie agli "utili idioti" sguinzagliati alle calcagna dei "non allineati". In anni di frequentazione di internet sono rimasto spesso scottato dalle follie degli "utili idioti", fanatici, irrazionali o esteriormente razionali che apparissero, convinti di aver ragione e di essere loro dalla parte giusta inconsapevoli di agire come burattini di un sistema indecente che anche grazie al loro operato si sostiene. E' una cosa veramente deprimente avervi a che fare. Adesso che stanno diventando loro minoranza (grazie alla possibilità di diffusione delle informazioni grazie a internet che ha scalzato il monopolio dei media tradizionali) mi fanno perfino tenerezza nel loro fanciullesco candore, e tendenzialmente mi astengo dall'infierire ulteriormente.

Non so neanche come sono arrivato partendo dai miei cazzi personali con voi ad arrivare a scrivere questo "manifesto", comunque se leggete bon se no amen, per me è comunque un esercizio, e magari vedrò di adattare le varie mail per farne un post da mettere in facebook.


Ovviamente nel trasporre il precedente in un post su facebook dovrò fare molta attenzione a calibrare accuratamente l'esempio su Galileo, Copernico, e la terra, dato che se a voi come esempio è comunque comprensibile e non avete ragione di polemizzare con me su inesattezze banali, quelli ci si appiglierebbero per delegittimare l'intero testo come è tra le loro prassi delle quali quella di guardare il dito quando gli si indica la luna è una delle classiche.

Anche se vi avevo già fatto a voce questo esempio, ve lo metto per iscritto:

Come paradigma del funzionamento inefficiente di questo mondo porto a volte un esempio concernente una scena vista in tv: un isola del Pacifico la cui principale fonte di sostentamento era il pesce di un atollo separato totalmente dal mare da un sottile argine naturale, per cui al suo interno era presente (perlomeno in superficie) acqua dolce accumulatasi nel tempo; un giorno una burrasca ruppe l'argine inondando di acqua salata l'atollo, mandando in rovina la comunità di pescatori; per rimediare, l'intera comunità, bambini e anziani compresi, si attivò a trasportare pietre per colmare la breccia, fermandosi solo per la necessità di dormire, tralasciando perciò di conseguenza qualunque altra attività utile alla comunità; ovviamente, durante le notti, il mare vanificava l'intero lavoro ributtando via le pietre posate durante il giorno; il giorno dopo, quelli ricominciavano da capo imperterriti; questa cosa, a detta del commentatore, andava avanti da mesi (e non è dato sapere se stia continuando tuttora....); tutti sappiamo o dovremmo sapere che sarebbe bastato semplicemente piantare dei pali e basta (se non lo sapevate ora lo sapete). Ecco, quando io racconto ciò, semplicemente racconto cioè riporto, così come sto facendo ora, l'astante mi lancia un chiaro sguardo di riprovazione (indirizzato proprio a me, si intende), il cui senso inizialmente non riuscivo a cogliere e il mio stupore che mi lascia ogni volta interdetto mi ha sempre impedito di chiedere spiegazioni. Per quale ragione il raccontare questa storia può essere oggetto di riprovazione verso di me? Perché per la gentucola non conta il risultato ma conta solo ciò che si fa, e quindi ai loro occhi il demenziale comportamento di quella collettività è un comportamento lodevole, mentre il piantare pali sarebbe un furbo escamotage per scansare la fatica di portare pietre. Che tra le due opzioni quella faticosamente attuata da quella comunità sia totalmente inutile, alla gentucola poco importa; che poi tutto ciò che avrebbero potuto essere realizzato nel tempo perso a portare pietre non è stato realizzato (è il concetto economico di costo di opportunità, che può, come in questo caso, anche essere un costo invisibile), per la gentucola non conta perché è appunto (un costo) invisibile. Sta di fatto che in quella collettività se qualcuno si fosse rifiutato di prender parte a quel comportamento demenziale cercando di far capire agli altri che BISOGNAVA PIANTARE DEI PALI sarebbe stato ostracizzato come minimo. La sua razionalità sarebbe stata definita "una scusa" per non dover portare pietre.

"Una delle caratteristiche dell’èra economica secondo i suoi aspetti più squallidi e plebei è appunto questa specie di autosadismo, che consiste nel glorificare il lavoro come valore etico e dovere essenziale, e nel concepire sotto specie di lavoro qualsiasi forma di attività" (Julius Evola, "Gli uomini e le rovine")

Riguardo al dottor Semmelweis tempo fa avevo scritto un post su facebook, ve lo incollo qui, è un pò romanzato ma vabbè lo lascio così com'è:

Il mio eroe non è un coraggioso condottiero o un altruistico filantropo. Il mio eroe è Ignac Semmelweis. La sua opera si svolge attorno alla metà del XIX secolo. Di recente erano stati fondati i reparti di ostetricia negli ospedali, e tra le classi ricche si era diffusa l'abitudine di partorire in ospedale anziché in casa come era stato per tutti fino allora. Senonché ci si cominciò ad accorgere che la mortalità tra le puerpere negli ospedali era di gran lunga maggiore rispetto a chi partoriva in casa; pochi si chiedevano veramente il perché; dopotutto a morire erano "pazienti", mica i medici stessi, per i quali a quel tempo i pazienti erano semplici cavie sui quali studiare. Evidentemente si addebitavano implicitamente i decessi a semplice casualità nonostante il nesso dovrebbe apparire lampante a chiunque. Tanto che, nonostante la sola statistica avrebbe dovuto dissuaderle, le donne ricche continuavano ad andare a partorire in ospedale, e a morirvi, come sotto un ipnosi collettiva. Guai a chi avesse osato andare contro quello che oggi chiamiamo "pensiero mainstream" che non voleva accettare l'esistenza di un nesso. Uno, ingenuamente, osò farlo; evidentemente un asociale e complottista, solo così si spiega il suo agire: il dottor Semmelweis, primario del reparto di ostetricia di un ospedale di Vienna, dopo che un suo collega medico morì della medesima malattia delle puerpere, provò a mettere una bacinella di disinfettante all'ingresso del reparto dando indicazione ai medici di lavarsi le mani entrando. Da quel momento la mortalità in quel reparto si abbassò ai medesimi livelli dei parti in casa. Quale ci si aspetterebbe essere in tal caso la reazione della comunità medica? Che facessero la stessa cosa, mettere bacinelle di disinfettante in ogni reparto di ostetricia di ogni ospedale? Ma in che mondo vivete se vi aspettate ciò? Semmelweis fu licenziato, chiuso in manicomio, e la bacinella rimossa dal suo successore. Ovviamente la mortalità ritornò subito a livelli altissimi. Ci vollero 20-30 anni perché quella bacinella fosse riposizionata, silenziosamente come niente fosse; si dovette, in pratica, attendere che il tempo affievolisse nelle menti il ricordo stesso di quel "folle esperimento precoce" che tanto fastidio dava al "pensiero mainstream", che non poteva e non voleva dover fare ammissioni; "chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato"; la scoperta dei batteri da parte di Pasteur fu solo secondaria come motivo di questo contrordine operato in sordina "nottetempo" come dei ladri. Ai più accaniti nemici di Semmelweis sono state erette statue nelle città. Voi vi indignate dei fatti esposti? Voi credete che oggi la gente sia diversa da quella che agì in questo modo? La maggior parte di voi 170 anni fa si sarebbe schierata dalla parte dei nemici di Semmelweis, allo stesso modo in cui 400 anni fa si sarebbe schierata contro Galileo. Lo so perché avviene anche oggi, ed io ci combatto quotidianamente da anni contro le persone di quello stesso tipo. Ai tempi di Semmelweis le stesse persone che lo avversavano probabilmente deprecavano gli avversari di Galileo di 300 anni prima, senza rendersi conto che stavano facendo la medesima cosa loro stessi verso Semmelweis. Siete sicuri di non stare voi stessi oggi a fare la stessa cosa verso qualcuno? La maggior parte delle persone lo fa, oggi. Per questo il mio eroe è Ignac Semmelweis. Semmelweis è il simbolo di quelli che oggi molti di voi chiamano "complottisti" o "asociali" solo perché capaci di capire ciò che voi non siete in grado di capire. Lui non era un filantropo o una persona in qualche modo speciale, lui era semplicemente l'unica persona normale in un mondo di dementi.
Tutti avrete visto la vignetta che gira spesso dove ci sono due sportelli uno con scritto "bugie consolanti" e l'altro "crude verità". Tutto questo perché alla mente umana non interessa la verità ma interessa solo "avere ragione", non solo quando contrariamente alla logica e al buon senso ma perfino di fronte ai fatti innegabili ed all'evidenza empirica; ovviamente il modo più facile di avere ragione è adeguarsi al pensiero che va per la maggiore e che tipicamente è il più semplice e quindi più facilmente comprensibile dalla più ampia platea di persone: quello che ci viene detto, e quindi quello che imputa a mera casualità una differenza repentina invariabile e costante di mortalità tra due contesti diversi negandovi un nesso; quello che, contrariamente ad ogni buon senso spinge come zombi incapaci di ragionare a recarsi a partorire nel luogo dove la mortalità è maggiore; quello che occulta i dati che contraddicono la propria "opinione" anche quando essi siano innegabili ed evidenti ed enfatizza quelli che la confermano anche qualora questi siano non solo privi di prove ma perfino palesemente falsi o addirittura surreali ed impossibili; quello che ci spinge ad aggredire chiunque osi tentare di far notare incongruenze puerili e ridicole o informarci di qualcosa che non sappiamo o non capiamo ("la volpe quando non arriva all'uva dice che è acerba") o ancor più spesso non vogliamo vedere o capire, denigrate con tipico comportamento da automa come "complottismo" o "negazionismo" o aggiungendoci davanti il prefisso "fanta-" a scopo delegittimatorio. Tra 20-50-100-200 anni le cose che io ed altri stiamo dicendo già ora saranno la semplice banalissima norma, applicate un certo momento in sordina "nottetempo come dei ladri" "chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato" senza riconoscere anzi tenendo ben occultato (già oggi stanno tenendo ben occultato il fatto che il termine "reddito di cittadinanza" lo hanno preso dall'estrema destra, per cui...) che erano cose sostenute da alcuni da decenni prima tra la denigrazione e delegittimazione con la bava alla bocca di quelle stesse persone che poi le applicheranno con ritardo doloso una volta affievolitosi il ricordo di ciò. Così è sempre stato e sempre sarà.

"Il radicale inventa le opinioni; quando le ha sperimentate, interviene il conservatore e le adotta" (Mark Twain)

"Il suo ingresso di solito non era pacifico. Un ondata di diffidenza, occasionalmente di odio, soprattutto di sdegno morale si opponeva regolarmente al primo innovatore" (Max Weber, "L'etica protestante e lo spirito del capitalismo")

“Dite alle persone qualcosa che già sanno e ve ne ringrazieranno. Dite loro qualcosa di nuovo e vi odieranno per questo” (George Monbiot)

"Ogni idea rivoluzionaria segue tre fasi di reazione. Primo: è del tutto impossibile. Secondo: è possibile, ma non ne vale la pena. Terzo: ho sempre detto che era una buona idea!" (Arthur C. Clarke)

"La verità prima di emergere passa generalmente attraverso tre fasi: nella prima essa è ridicolizzata, poi è violentemente contrastata, e infine è accettata come un dato del tutto naturale" (Arthur Schopenhauer)


Avendo citato l'eutanasia come esempio, specifico che non la sostengo per interesse personale, la sosterrei in ogni caso, senza alcun "ma". Ho usato quella come paradigma perché quella è la bestia nera di tutti i liberticidi che hanno sempre un "ma" pronto, obnubilati dai loro bias per quanto il tema non implichi alcunché li possa riguardare personalmente per qualche motivo si sentono sempre in dovere di esprimere la loro petulante "opinione" per quanto abominevole e priva di fondamenti cognitivi essa possa essere.

Approfittando della cosa di Galileo, questo mi dà lo spunto per tornare a scrivere di me invece che di cose globali, perché quella di ricorrere grossolanamente a cose superficialmente imprecise è un abitudine che mi ha sempre caratterizzato davanti a chi con il quale ho un rapporto personale (per cui con voi sarebbe comunque superfluo, anche perché comunque penso siate in grado di capirlo da voi), perché con le persone a cui tengo ho sempre cercato di non apparire migliore degli altri in qualcosa, allo scopo di risultare ai loro occhi più accettabile (a fronte di tutto). A volte lo faccio anche pubblicamente con intento polemicamente provocatorio, ma vano è attendersi che le bestie riescano a coglierlo tale senso. Una frase che ho scritto anche a voi, "non capisco come chi nato dopo possa riuscire a comprendere il valore del denaro" alla quale di solito aggiungo "io ancor oggi per comprendere il valore di una cosa devo trasporla mentalmente in lire, e se è così perfino per me non riesco ad immaginare per gli altri" è stata definita dalle bestie "la cosa più stupida che abbia mai sentito", il classico "la volpe quando non arriva all'uva dice che è acerba", così mi trovo, come il protagonista del film "Idiocracy" (non so se lo avete presente), soggetti che credono di potersi permettere loro di sbeffeggiare me sulla base di una cosa che evidentemente loro sono troppo bestie per poterne comprendere la cripticità implicita nel senso provocatorio, ma di questo non gliene faccio una colpa eh, la colpa che gli imputo è di essere troppo stupidi per potersi rendere conto che ad essere "la cosa più stupida che abbia mai sentito" è casomai proprio il definire tale la frase a cui loro si riferiscono con tale definizione, dato che non gliel'ha ordinato il dottore di dover commentare ogni cosa gli capiti a tiro dimostrando almeno a me la loro stupidità. La medesima cosa avviene riguardo l'attribuire la solita frase a Giobbe Covatta riguardo gli africani... sono talmente stupidi da non rendersi conto che analfabeta funzionale lo è chi critica chi gliela affibbia per il semplice e logico fatto che *avrebbe dovuto dirla*; il fatto che non l'abbia effettivamente detta non toglie che avrebbe dovuto (non "potuto", *dovuto*, non è la stessa cosa), e questa è mera logica. Fate conto che uno dei miei aforismi preferiti è "quando sento parlare di cultura la mano va alla fondina", la cito anche se non so se possiate comprenderne il senso che gli dò: io non devo dimostrare niente a nessuno, e non accetto lezioni da chi moralmente culturalmente e intellettivamente sotterro (non mi riferisco a voi, ci mancherebbe).

Quanto alle cose che ho scritto nella mail precedente, nel caso abbiate storto il naso davanti a qualcosa, tipo all'aver osato toccare dogmi fondanti e tabù intoccabili, la risposta è già pronta: vorreste quindi, fosse per voi, "bruciarmi" sulla moderna versione del rogo?


Salve, vi allego lo screenshot di un post di una pagina facebook, il classico dei classici, l'imprenditore che si permette lui di lamentarsi di non trovare personale; l'ho scelta per voi perché i commenti sono pochi ma indicativi, si tratta di una paginetta con pochi seguaci, ma quando questi articoli vengono postati nella pagine ufficiali dei quotidiani sia nazionali che locali si scatena (giustamente) l'inferno e non avrei potuto farvi uno screenshot che potesse da solo riassumere la cosa, questo invece è perfetto per riassumervela, ci sono incappato casualmente or ora.

imprenditoria


E riguardo i commenti presenti nello screenshot non pensate di provare nemmeno a solo far balenare nel vostro pensiero il vergognoso termine "choosy", termine del quale quella che l'ha pronunciato e quelli che ne concordano devono solo vergognarsi! Non dovrebbe nemmeno servire che io analizzi la cosa perché voi non siete robot e si presume siate in grado di capirla anche da voi, perché per concordare con quella cosa bisognerebbe essere o ignari della realtà ("avere il prosciutto sugli occhi") oppure, sulla base di tutto quanto vi ho scritto finora (a nome non solo mio ma di tutti quelli nella mia situazione), delle vere e proprie merde acefale. Ripropongo qui il commento che ho scritto in quel post: "il problema è che la gente che non conosce la realtà magari ci crede pure...... questi sono dei seminatori di zizzania!". Cosa deve fare uno per non essere "choosy", farsi "mettere una scopa in culo per ramazzargli la stanza"? Io ci andrei pure a lavorare in un altra città o all'estero, ma non me lo posso permettere, non ho il "papi" che mi paghi le spese per poterlo fare... potrei farlo, certo, se avessi qualcuno che mi colmasse col suo patrimonio le centinaia di euro mensili di passivo tra entrate e uscite, che anche fossero in pareggio (e non lo sarebbero neanche per sogno ovviamente con salari di 400 e affitti di 500, questa è matematica non opinione; ma anche si trattasse di salari di 5, 6, 7, 800 - e più di così per uno come me è proprio impensabile oggi, sia qui che altrove - dato che tralasciando le spese invisibili, le spese visibili non si limitano certo solo all'affitto), se devo guadagnare zero quello lo sto facendo già qui ora, non ho bisogno di emigrare per guadagnare zero, qui ora almeno non devo spendere soldi che non ho per lavorare dovendo pure pagare per farlo, e posso impiegare il mio tempo in modo più utile che ramazzare gratis una stanza altrui con una scopa in culo o "portare pietre per riempire un argine", e qui almeno il mio tempo lo impiego anche fosse a far niente almeno senza pesare su nessuno più del minimo necessario. I veri "choosy" sono quelli che possono permettersi di andare a lavorare a Londra anche per soli per 5-6-7-800 euro al mese netti perché tanto tutte le spese gliele paga il "papi"! Vi ripeto che se questo mercato del lavoro si aspetta flessibilità deve esserlo prima esso stesso, non pretenderlo ed aspettarselo unilateralmente dagli altri mentre esso rimane rigido come un baccalà rinsecchito! E hanno pure il coraggio di andarsi a lamentare in tv di non trovare personale chiedendosi tra sè e sè "come incentivarlo"... la cui risposta è già insita nel termine stesso usato nella domanda, "incentivare", per cui bisogna essere proprio dei veri deficienti a porsela, dato che da che mondo è mondo qual'è la modalità tramite la quale si "incentiva" la gente a cedere ad altri il proprio tempo? A parte la frusta si intende. Pretendono flessibilità dagli altri ma di esserlo loro no, guai attenderselo o pretenderlo, si viene fatti passare per "choosy". E vi ripeto che io non depreco il singolo imprenditore, anche lui vittima di un sistema folle: il punto di partenza perché il mercato del lavoro possa diventare automaticamente flessibile è la retribuzione del reddito di base, che possa permettere all'offerta di ridurre il proprio prezzo (unitamente all'abolizione delle imposte sui redditi che permetta eliminando la perdita secca di poter alzare quello della domanda) anche a chi non ha oggi il "papi" a pagargli le spese per farlo illudere di stare ad "auto-sostenersi"! Bella forza, pure io sono capace di "auto-sostenermi" finché qualcuno mi paga le spese! Tutti ne sono capaci! Poi il bello magari è che i veri "choosy" figli di papà che hanno sempre trovato la pappa già pronta hanno la faccia tosta di permettersi loro di fare la morale a quelli che il "papi" non ce l'hanno chiedendo ironicamente come mai loro "ce l'hanno fatta" ed altri invece no! Bella forza, pure io ce l'"avrei fatta" se mi fossi come loro trovato davanti la pappa già pronta! Tutti ce la farebbero così! Facile! E quei pezzi di merda sadicamente si permettono pure di infierire su chi la pappa non ha avuto la fortuna di trovarsela davanti già pronta! Io quando un lavoro lo avevo questa cosa non la facevo e non mi ci sognavo nemmeno di farla o pensarla!

Ma la cosa più pazzesca di tutte è che tutti paiono trovare normale il fatto che per la prima volta nella storia dell'umanità abbiamo assistito ad un regresso dei redditi reali sul lungo periodo, per LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELL'UMANITA'! Vi sentite soddisfatti di questo bel primato? Voi avete sempre votato per quelli che ci hanno portato a questo, io no di certo. Però a rimetterci sono principalmente quelli come me che non ne siamo né responsabili né complici né fautori. Ma non crediate di esserne esenti voi dalle conseguenze eh! Praticamente, non so se ve ne rendete conto, si stanno verificando le previsioni di Malthus, solo che ciò non sta accadendo per inevitabili fattori intrinseci come aveva erroneamente ipotizzato lui, ma artificialmente indotti ossia dalla sottrazione/distruzione della base reddituale la quale in un mondo normale sarebbe stata una spontanea evoluzione socio-economica al progressivo crescere dei redditi reali come avevano previsto i vari filosofi del passato che vi ho citato, e che invece è frenata dall'ignoranza e stupidità delle persone che ragionano microeconomicamente come dei ragionierini della botteguccia pretendendo che si attagli pure alla matematica economica globale.

Tempo fa mi ha contattato un avvocato per via di un articolo diffamatorio della nuova venezia tuttora presente su google tra i primi risultati tra le ricerche col mio nome, proponendomi di intentargli causa (a google) sulla base del "diritto all'oblio", prospettandomi un risarcimento di diverse migliaia di euro senza che io non dovessi far altro che autorizzarlo, senza dover anticipare alcuna spesa (è un avvocato specializzato in questo tipo di cause); questa proposta sarebbe tuttora valida, ma io ho una dignità e non potrei accettare di rivalermi su qualcuno che non c'entra niente mentre i responsabili rimangono impuniti, ed inoltre io di quello di cui sono stato vittima ne vado fiero e me lo porto come una "ferita di guerra", per cui non ho alcun interesse ad "obliarlo" ma casomai l'esatto contrario, a sbandierarlo! Checché ne vogliate pensare voi, io SO che se esiste un dio giusto e un aldilà, io lì avrò la fila di gente che dovrà venire a chiedermi scusa di tutte le farneticanti balle che si sono inventati e/o alle quali hanno creduto (tra i quali i vostri due noti colleghi, per quanto io ne sappia eh), tra le quali quella riportata perfino come assodata nell'articolo diffamatorio in questione ossia l'invenzione partorita da quel porco di Casson che io avrei voluto andare a sparare davanti ad asili (e questa è SOLO UNA della marea di balle che quel sadico microcefalo ha cercato di addossarmi dalla sua paranoica fantasia). Vorrei poi farvi notare che se per via della riduzione in appello e delle altre di legge e dell'indulto la pena si è ridotta a 4 anni, fosse stato per Casson sarebbero stati almeno 11, vedete voi, a fronte del fatto che per omicidio colposo le pene medie sono sui 6 anni; e non è finita, quel frenastenico avrebbe voluto perfino imputarci pure l'articolo 270 bis ossia quello dedicato a chi compie o progetta colpi di stato, ovviamente i giudici che dovevano stabilirne l'applicazione si saranno fatti una grassa risata di fronte a questa sua richiesta. Per non parlare poi della bomba al tribunale che non si capisce nemmeno da dove possa saltare fuori l'idea che io ne dovessi sapere qualcosa più di chiunque altro al mondo. Non so se a voi potesse essere chiaro, ma io di una merda come Casson non ci ho alcun rispetto come invece avrei potuto avere verso uno che si fosse comportato come sarebbe stato perlomeno comprensibile, e non ne ho fatto mai segreto neanche davanti a lui palesemente, comportamento che ovviamente mi ha nuociuto, ma stando dalla parte della ragione mi è difficile trattenermi e subire supinamente. Per cui vi ribadisco che anche in questo momento la "società" della quale anche voi fate parte ha un debito e pure ingente verso di me. Ma non sarebbe giusto farne pagare parte solo "a google", ho una dignità io oltre a un senso di giustizia incoercibile.
Certo non posso pretendere che chi legge quegli articoli sia in grado di discernere la verità logica, e lo so bene, basti pensare che a fronte del fatto che i giornali mi hanno definito "l'autista di Pino Rauti" perché una volta ho usato l'ambulanza per accompagnarlo a un comizio, al puntualizzare superfluamente che è successo una sola volta la gente mi guarda come per dire "ma a chi vuoi raccontare balle?"... certo, è logico e sensato, perché Pino Rauti era stabile a Venezia, non che c'è venuto una volta sola e basta per quanto io ne sappia. Ma sta gente non si rende conto di rendersi ridicola così? Come se fosse la cosa importante se e quante volte l'ho portato poi... ma non si rendono conto dell'imbecillità di questa cosa???? E considerazione a parte, così che essendo in tal modo venuto fuori questo uso improprio del mezzo di servizio, mi hanno vanificato ogni speranza di poter essere riassunto una volta uscito di galera; assieme al fatto che hanno presentato due miei coimputati come miei colleghi (mentre invece erano dipendenti della ditta che si occupa dell'accompagnamento dei disabili che solo lavorava con noi nel trasporto dei disabili), dipingendo così l'azienda per cui lavoravo come un "covo di fascisti" (come se l'esporsi ad agire per fare il bene dell'umanità fosse una cosa deprecabile, detto per inciso...).


Correggo dalla precedente: avrei dovuto mettere i termini "ragione" (dove "stando dalla parte della ragione") e "giustizia" (dove "un senso di giustizia incoercibile") con la maiuscola e quindi "Ragione" e "Giustizia" poiché mi riferisco ai concetti, non all'"aver ragione" e "volere giustizia".


E non pensate di potermi fare il paragone con altri contesti... proprio ieri ho visto un documentario sul lavoro in Cina, a Pechino intervistavano spazzini e donne delle pulizie, i quali affermavano di guadagnare attorno agli 80 euro al mese. Si certo, ma poi saltava fuori che tra affitto e spese fisse ne pagano 30, che è un rapporto certamente inferiore a quello dell'Italia (dove un reddito di 700 se ne va INTERAMENTE per i soli affitto e spese fisse a fronte di salari di "400"), e dato che gli unici problemi qui sono proprio quelli, affitto e spese fisse, per uno come me che non ha desideri materiali superflui, se ne ricava che, dato che ho già calcolato che per l'alimentazione una volta abitassi da solo spenderei circa 1 euro al giorno (grazie agli integratori, il cui costo è compreso in quell'euro) ai prezzi italiani (non quindi a quelli cinesi certamente più bassi), anche se tutto il resto costasse tanto quanto costa in Italia per me la Cina sarebbe il paradiso! Perché si presume che da quei 20 euro (ai prezzi italiani, a quelli cinesi sarebbero anche 40) che risparmierei al mese poi quel rimanente di necessario escluso da spese fisse e alimentari riuscirei ad acquistarlo senza problemi. E così ho l'occasione di ribadire nuovamente il concetto: vedete voi cosa vuol dire ricevere critiche da uno che vede ai suoi occhi la Cina come "un paradiso". Ovviamente questo vale per me poiché mi permetterebbe di raggiungere il mio secondo scopo (in subordine a quello che sapete) ossia non dover più assistere alle follie alle quali assisto in questa casa; comprendo che non per tutti quelli nella mia situazione sarebbe così, ma probabilmente lo sarebbe anche per molti di loro se il salario "cinese" fosse di 200 anziché di 80. Ovviamente poi per camerieri e altre mansioni superiori gli stipendi sono più alti di 80, 80 lo cito come il minimo che traspariva. E dato che 200 sono anche meno dei vostri 400 o 600 che sia, vedete voi... riceverne critiche. Perché le critiche sono sul contesto reale e non sui vostri parametri nominali. La differenza tra i due contesti è che in Cina questi 80 euro sono la massima cifra raggiunta finora da un progressivo aumento del reddito reale e quindi sono la cifra considerata matematicamente equivalente da tutti dato che tutto il resto la segue in proporzione, mentre in Italia i "400" odiernamente raggiunti sono il risultato di un regresso al quale non ci si può "far l'abitudine" e identificarli come normali, perché normale questa situazione non lo è proprio per niente, perché il fatto che a fronte di salari scesi addirittura fino a "400" gli affitti sono invece ANCORA rimasti a 500 non è una cosa che si possa identificare come normale. Se gli affitti fossero di 40 euro, allora 400 euro sarebbero certamente il salario equivalente e sono il primo a dirlo, ossia nel momento in cui i salari scendono a 400 per logica matematica gli affitti dovrebbero scendere SPONTANEAMENTE se non proprio a 40 almeno attorno ai 100, semplicemente per la semplicissima legge domanda-offerta e l'"equilibrio economico generale". Ma qua la matematica economica è sconvolta proprio, perché questa vigente oggi non è la legge domanda-offerta, questo è il non volercisi adeguare alla legge domanda-offerta! La quale darebbe ovviamente prezzi molto diversi, e il non adeguarvicisi si esplica nelle case lasciate vuote con la gente per strada e negli imprenditori che si lamentano di non trovare personale quando ci sono una marea di disoccupati disponibili! Il che non è una cosa normale, in un mondo normale domanda ed offerta coincidono invariabilmente, mentre in questo il punto di intersezione è spostato dalla stupidità della gente intrinsecamente luddista. Con tutte le conseguenze derivanti da tale distorsione della "mano invisibile". Difatti, non vorrei fare il lezioso, ma colgo l'occasione per puntualizzare che il termine "disoccupato" usato comunemente in relazione ai soggetti inoccupati è semanticamente errato, il termine che definisce ciò che si intende comunemente è "inoccupato", mentre il prefisso "dis-" indica come dice la radice una distorsione e non la condizione di un soggetto, ossia la "dis-occupazione" non è l'eccesso di offerta di forza lavoro rispetto alla domanda (il cui termine sarebbe "sottoccupazione") ma la mancata coincidenza tra le due, ossia esserci al contempo sia forza lavoro inoccupata che domanda vacante, che è la situazione odierna causata come vi ho detto dalle imposte sui redditi (cuneo fiscale) e dall'assenza nominale/sottrazione reale della base reddituale, ossia appunto dalla stupidità della gente che nonostante queste cose non le capisce si permette di volerci mettere bocca dall'alto della sua ignoranza, i boriosi critici del governo attuale, gli "analfabeti funzionali" che chiamano con questo termine gli altri credendo di non poter trovare "il più puro che li epura". Quindi per definire le persone che non sono occupate il termine è appunto "inoccupato" e non "disoccupato", non esiste il poter definire "disoccupato" un soggetto (letteralmente potrebbe tutt'al più indicare una persona che è allo stesso tempo sia inoccupato che alla ricerca di dipendenti... il che credo sia abbastanza improbabile si verifichi). Ma magari questo lo saprete già presumo. Tuttavia con licenza poetica possiamo continuare ad usarla per indicare colui il quale è *vittima della disoccupazione*, in particolare in riferimento alla categoria più che ai singoli soggetti.
Certo non è che prima le cose fossero poi molto meglio, ma almeno per quanto lentamente i redditi reali progredivano, è stato l'euro a dare il colpo di grazia, ma non la moneta in sè (che sarebbe neutrale) ma il cambio totalmente sballato rispetto al valore reale della lira, che ha determinato un deflusso netto di beni svenduti ai paesi la cui valuta era invece sovrastimata; deflusso che ha avuto il suo picco nei momenti immediatamente successivi al cambio e che sta progressivamente scemando (non terminerà mai, si "dimezzerà" progressivamente all'infinito), e che è stato la causa del crollo del potere d'acquisto degli italiani (se regali ad altri le tue cose, ne rimani privo tu, è logica questa) alle cui conseguenze sul lungo periodo stiamo assistendo coi nostri occhi ora. Queste sono le basi economiche del cosiddetto "neocolonialismo". Ora non mi pare il caso di farvi una pappardella sul concetto di "aggio", mi limito a dire che, checché ne vogliate pensare voi, le cose stanno proprio così come ho scritto. E sempre per non farmi passare per qualcosa che non sono: queste cose le capisco da me, non ho bisogno di leggerle da altri su facebook, io questa cosa la sapevo fin da subito, non ho avuto bisogno che arrivassero anni dopo i consiglieri economici di Berlusconi a dirla pure loro. Il concetto di "aggio" lo conosco da ben prima dell'introduzione dell'euro.

Vorrei anche chiarire che quando ho usato il termine "giustizia" dicendo di non rifarmi ad esso nel "pretendere" mi riferivo al concetto di "giustizia *sociale*" al quale non sapevo identificare un sinonimo, ossia per non passare per uno di quei pretenziosi che usano termini demenziali sul tipo "ascensore sociale" e simili per pretendere cose senza merito; mentre quando dico di avere invece un alto senso di Giustizia mi riferisco al concetto di Giustizia tout court, due cose ben diverse.


Per cui anche le definizioni che dò verso Casson e i centri sociali mi pare debbano essere più che comprensibili, dopotutto non vedo come potrei evitare di notare come a fronte del fatto che loro (mi riferisco ai centri sociali) denigrano sempre la polizia, non si rendano conto di essere proprio loro stessi la VERA polizia politica a guardia di questo sistema, col loro parossistico stilare paranoici dossier e aggredire impunemente chiunque non gli vada a genio, ampia impunità della quale hanno sempre goduto che dovrebbe bastare di per sè a dimostrare il loro potere datogli dal vero ruolo che gli viene riconosciuto da *questa* società. E' come in galera, quello che la polizia penitenziaria non può permettersi di fare lo fa fare ai detenuti verso altri, stessa identica prassi. Solo che non sono tutti scemi come loro da non capirle queste cose, o timorosi da tenersele per sé. Io certamente lodo la polizia nel rivestire il ruolo di difendere dai criminali anche oggi (ci mancherebbe di no) e loderei senza dubbio la polizia che difendesse un sistema politico di un mondo normale, ma nel ruolo di difesa di questo sistema politico aberrante non posso certo apprezzarla sotto qualunque forma essa si presenti, Digos o centri sociali, due facce della stessa medaglia che entrambi lo vogliano accettare o no. Questo almeno "ai miei tempi", ai quali mi rifaccio qui, dato che oggi per fortuna pare stiano scomparendo dalla scena, loro (i centri sociali), nella pattumiera della storia definitivamente. Vent'anni fa non avrei mai immaginato di poter assistere a questi momenti.


Ma voi ve lo chiedete da COSA derivino queste critiche che vi ho esposto in questi giorni (e che mi tenevo dentro da anni)? Derivano dal mio avere un etica del lavoro di tipo giapponese. Ce l'avete presente? E non confondetela con quella ebraico-protestante che è invece l'etica di far fare il lavoro agli altri. Quindi, incollocabile, si certo, in Italia, dove ad essere assunti sono tipicamente prima di tutti i peggiori, i più indolenti, i più REALMENTE pretenziosi, i "competitivi", quelli che alla prima occasione cercano di farsi scudo con ciò che ancora rimane di quell'abominio che è lo statuto dei lavoratori che è stato la causa delle peggio aberrazioni per non dire delle disgrazie a partire dalla strage di piazza Fontana. Per non parlare poi delle altre aberrazioni di origine sindacalista-interinale che gravitano attorno al mercato del lavoro, in primis la criminalizzazione del cosiddetto "lavoro nero", quando invece il lavoro dovrebbe essere TUTTO "nero" ovvero dovrebbero essere abolite tutte la sovrastrutture odierne che fanno di quello che esula da esse un "nero". Il tanto vituperato "lavoro nero" lo si elimina in un modo molto semplice: rendendo TUTTO il lavoro "nero"! Non con l'ingiusta repressione poliziesco-sindacale e con cervellotici by-pass quali i voucher e altri escamotage che vigono sul mondo del lavoro oggi come lavoro a tempo, lavoro ripartito, lavoro a progetto, giornate "di prova" non retribuite (è il motivo per il quale alcuni negozi tengono esposto perennemente il cartello "cercasi personale": raccattano curriculum a nastro per poter avere per ognuno dei 365 giorni dell'anno il commesso totalmente gratis, potendone cambiare uno ogni giorno), contratti di apprendistato e i truffaldini "stage" a 400 euro al mese tipo i vostri, lavoro "a somministrazione", 40 e oltre tipi diversi di cervellotici contratti, quando basterebbe abolire OGNI regolamentazione e lasciar fare tutto alla "mano invisibile"! E invece intanto il numero di disoccupati è sempre più alto a vantaggio delle pretese degli ignobili "ingegneri" sociali con l'imprenditoria (che a onor del vero non ne ha colpa, essendo anch'essa ipnotizzata da questi "ingegneri") sempre maggiori e draconiane (i famosi "cercasi apprendisti con esperienza" o il famigerato "con voglia di lavorare" il cui significato ormai tutti conoscono e quindi evitano come la peste di caderci nelle mani di quei sadici aguzzini), e i già citati corsi gratuiti dove "gratuito" dal loro punto di vista demenziale significa non che non vieni pagato ma che sei tu a non dover pagare... Ma io mi chiedo: voi vi siete mai premurati, anche solo per curiosità, di andare a leggere una pagina di annunci di lavoro oggi? O di provare a chiedere agli amministratori a cosa assistono nella gestione di un gruppo facebook di annunci di lavoro? O provare sempre per curiosità a candidarvi a qualche annuncio alle interinali? Dovreste provarci ad assisterci coi vostri occhi a queste cose. Anche la logica secondo la quale nelle pagine di offerte di lavoro vengono pubblicati annunci di offerte di prestiti mi è sempre stata imperscrutabile: come si aspettano che un disoccupato possa poi restituirli???? Una situazione che rende i disperati potenziali prede di avvoltoi tipo quelli del marketing multilevel ("piramidale") tipo "schema Ponzi" con il loro infantile vademecum di risposte da dare degno di una setta religiosa, il cui caposaldo è "il lavoro fisso non esiste più", a cui non si può non rispondere "si certo ma a quanto vedo le truffe si che esistono ancora" a cui il vademecum impone tipicamente la risposta "allora non vuoi lavorare davvero" come se il loro fosse un lavoro e non un puerile tentativo di truffa a cui loro stessi sono ingenuamente abboccati a loro volta (per cui fanno solo compassione, non ha senso infierire su di essi, vittime a loro volta). E non mi riferisco ai casi che emergono a volte sui media, poiché spesso sono solo ascrivibili a patologia psichiatrica e non fanno perciò testo (ad esempio quelli dei call center e vendite porta a porta coi loro riti scaramantici che essi definiscono "motivazionali", come se vendere o non vendere dipendesse dalla motivazione del venditore e non dal fatto che il mercato richieda o meno un determinato prodotto), oppure quando gli accordi sono sul cottimo a pizza consegnata pretendere un rispetto di orario o la pretesa che pare fatta solo per puro dispetto che si debba pulire il frigorifero (se vuoi che arrivo e finisco all'ora che vuoi tu e che pulisco il frigo mi paghi anche a ore, non solo per consegna!) per poi magari pure permettersi di lamentarsi per i ritardi o criticare la qualità della pulizia eseguita (quindi come guardare in bocca a caval donato dato che di pulire il frigo non ne devo avere alcun obbligo se sono pagato a cottimo); questi sono solo casi estremi di natura psico-patologica, quello su cui mi scaglio sono quelli che sono ormai divenuti la norma ed il fatto proprio che vengano identificati come normali è l'aberrazione stessa, non i singoli casi in sé descritti sopra, ma la loro normalizzazione. Dopotutto 200 anni fa anche la schiavitù era considerata normale. Tempo fa Poletti quando era ministro aveva semplicemente ammesso che in Italia l'unico modo per trovare lavoro è tramite "amicizie", e tutti a criticarlo... Non capisco lo scandalo, è la pura verità di cui siamo già consapevoli tutti, lui l'ha solo ammesso pubblicamente. A me avrebbe infastidito se l'avesse negato casomai. E poi si leggono i soliti imbecilli del "il lavoro c'è basta volerlo"... ma quale lavoro???? Che almeno ce lo dicano dove si trova così facilmente questo lavoro che loro vedono disponibile per tutti... dicono che c'è, ma non ci dicono dove... loro che sanno dov'è, che ce lo dicano dove a noi che lo cerchiamo, no? Che senso ha dire che c'è a chi una cosa la cerca, senza dire dove? Ormai è diventato perfino un superfluo ed inutile ritornello dover rispondere "assumimi", oppure "vai all'ultimo piano, buttati giù, sbatti le braccia e vola" alle cazzate tipo "volere è potere" perché a quanto pare non sortisce alcun effetto: "lavare la testa all'asino si spreca acqua e sapone". O quelli che paventano in relazione a quella cagata di sussidio dei 5 stelle "la gente il lavoro non se lo cercherà più"... no, casomai e anche fosse, la gente NON DOVRA' più sprecare risorse nell'inutilità di cercare una cosa inesistente!

E come vi ho fatto vedere nello screenshot ogni tanto se ne salta fuori qualche imprenditorucolo a dire "i giovani non sono affamati"... No, il discorso è ben diverso, e bisognerebbe farglielo capire a quella gente: i giovani sono affamati, ma i loro salari sono solo aperitivi che paragonati al consumo calorico non farebbero altro che aggravare la fame! Io (e come me credo molti) ve lo ripeto, sarei benissimo disposto a lavorare per 600 al mese, certo, se gli affitti delle case fossero di 100! Ma se devo lavorare per 600 euro con gli affitti delle case a 4-500 euro, ed i restanti per le mere ulteriori spese residenziali, come posso accettare di lavorare per i 0 euro al mese che mi restano se è tanto? Che senso avrebbe??? 0 euro li "guadagno" anche oggi ma senza dover far niente in cambio! Perciò MI TOCCA restare a casa con questi qua, non per scelta, ma almeno senza dover pure sprecare tempo e risorse, dato che l'unico motivo per il quale cerco lavoro è quello di andare a vivere da solo, e non avendo alcun desiderio materiale edonistico basterebbero 800 euro per raggiungere questo scopo, mentre di 600 non saprei nemmeno cosa farmene dovendo però restare comunque ad abitare qui, per cui in alternativa non potendo pretenderne 800 mi basterebbe solo che questi qui non mi facessero penare quei 40 euro al mese che gli chiedo, e magari me ne dessero 20 in più. E non osate proprio a pensare di definirlo un ragionamento da "fancazzista", l'obbrobriosa parola che quelli come voi adorano come un feticcio! Questa è mera logica, mero buon senso, mera razionalità, mera MATEMATICA. E' una questione di comparazione, di ragionamento in termini reali, non nominali: non è che sono pochi 6-5-400, è che sono troppi quelli che servono per vivere autonomamente, la quale è la cosa che un aspirante lavoratore necessita in primis, come minimo. Io non critico tanto il loro aperitivo, quanto il consumo calorico indottomi dalla società. Si potrebbe benissimo accettare di lavorare per 600 euro al mese, se gli affitti delle case fossero di 100 euro al mese. Oppure si potrebbe benissimo accettare di lavorare per 600 euro al mese, ma anche 500, se si avesse un reddito di base di ulteriori 300 a portare il reddito complessivo a tipo 800 senza pesare sugli imprenditori e sul costo del lavoro.
Facile poi fare il paragone con gli stranieri! Ma loro quando arrivano qui sono sempre già sistemati affettivamente nel loro paese (o lo saranno proprio grazie al salario italiano) e qui si dividono l'affitto tra più coabitanti e inviano i soldi alle loro famiglie in paesi dove 600 euro sono il salario di anni. Per forza che loro "si accontentano"! Fosse così anche per me anch'io mi accontenterei, e anche di meno, di quello che mi basta per mangiare e niente di più!
I giovani SONO "affamati"! E' lo stipendio che quelli offrono paragonato al costo della vita che non gli permetterebbe IN NESSUN CASO di "sfamarsi"! E allora tanto vale vivere asceticamente a casa coi genitori! Se per alcuni è una scelta, per la maggioranza rimanere a casa coi genitori non è una scelta, è un obbligo. La colpa non è vostra, la colpa non è mia, la colpa è di tutti e di nessuno; non è nemmeno dei proprietari di case, come neanche degli aspiranti lavoratori, allora di chi? Di tutti e di nessuno. Di dio, diremmo, se esistesse. Ma almeno che la smettessero con questi stereotipi di merda "i giovani non hanno fame". Non è vero! La fame ce l'abbiamo, sono i loro aperitivi a non essere cibo che sfama! Tanto vale starmene a far nulla. Anzi, non nulla, a LIMITARE LE PERDITE. E qua mi tocca approfondire i discorsi già accennati, per farvi capire: un semplice rivelatore dell’ignoranza generalizzata sui temi economici è fornita dalla confusione sui significati di "utile", "danno", "profitto", "rendita", "ricarico". E’ esatto dire che un impresa in un mercato perfettamente concorrenziale crea profitti? No: il profitto è solo la cifra che supera la rendita, e la rendita è il tasso di rendimento del capitale che è uguale per tutte le imprese in concorrenza in un settore ("equilibrio economico generale"), equivalente al tasso di interesse vigente in quel momento. Solo le imprese monopolistiche creano profitti nel senso letterale del termine, dato che essendo in monopolio i loro prezzi di equilibrio (quelli determinati dall'intersezione tra la curva della domanda e quella dell'offerta) riescono a superare il livello di rendita che come ho scritto è quanto non supera i tassi di interesse. Oltre vi è il ricarico, che è quanto supera il profitto ed è ciò che viene aggiunto in modo arbitrario oltre il prezzo di equilibrio dell’impresa che opera in monopolio. Ma è il valore, cioè il capitale, di un azienda a calibrarsi sul rendimento, e non il contrario. Di conseguenza, nel caso della persona, lo stipendio cioè il tasso di rendimento determina pure il valore del lavoro di quella persona in proporzione. Il rinunciare ad un lavoro in perdita poiché sotto il tasso di interesse non è un azione passiva ma un azione attiva! Quindi "fancazzisti" STO CAZZO!!!! Non è una rinuncia ad un guadagno, è un LIMITARE LE PERDITE! Una persona è un impresa, e un impresa che lavora sotto il tasso di rendita lavora in perdita (cioè l'utile è inferiore a quello che si avrebbe con un diverso impiego del suo capitale) e sminuisce artificialmente il suo valore, e 400 euro al mese per 6 ore al giorno 6 o 5 che sia giorni la settimana sono sotto e parecchio il tasso di rendita di una persona, equivale a sminuirne il suo valore, anche del più incapace. Le imprese in tale situazione chiudono, perchè una persona dovrebbe invece "aprire" con perfino come condizione di partenza la perdita???? Ma bisognerebbe essere proprio deficienti!!!! Altro che "fancazzisti"!!! Ed anche ammettendo polemicamente che "il tempo è denaro", checché ne dica Benjamin Franklin è proprio per questo che ogni ora che non lavoro per 3 euro non sto perdendo 3 euro, ne sto risparmiando 1-2-3-4-5, a seconda del valore che do al mio tempo, al mio lavoro, alle mie capacità, alle mie possibilità, alla mia utilità. Si chiama "costo di opportunità" e ve l'ho citato già diverse volte, quello che i mentecatti chiamano "scuse". André Gorz lo definisce "scegliere permanentemente tra il valore d’uso del suo tempo e il suo valore di scambio: ossia tra le utilità che egli può comperare vendendo tempo di lavoro e quelle che può produrre attraverso l’autovalorizzazione di questo tempo". E nel tempo va compreso quello necessario a recarsi sul luogo di lavoro e/o i costi per coprire le spese extra per spostarsi. Vano sperare che voi possiate arrivare a concepire ragionamenti così ovvi che già 100 anni fa Alfred Orage li aveva descritti nel suo libro dal titolo polemico "Il tempo non è denaro" (la "bibbia dell'anticapitalismo di destra" lo descrive Giorgio Galli nella prefazione) e Paul Lafargue nel suo "Il diritto alla pigrizia" (che a dispetto del titolo, non è un elogio alla pigrizia ma una critica alle persone che pretendono giustificare la propria avidità auto-definendola "laboriosità" contrapponendosi alla frugalità che loro interpretano spregiativamente come "pigrizia"). Questo è il motivo per cui, come analizzato da Max Weber, ed a dispetto della teoria del plusvalore di Marx, ritornando all'etica del lavoro di tipo giapponese, queste dinamiche comportano che al crescere della disoccupazione si tende sempre più a selezionare i peggiori e scartare i migliori (inteso non come titolo di studio o capacità ma come mera etica). Alla faccia di quelli che "se perfino gli immigrati riescono a trovare lavoro, chiediti se il peggiore non sei tu"... no, è proprio perché sono migliore che io non lo trovo e loro si... Il paradosso poi che, a fronte del lamentare la carenza di specializzati, come soluzione tipica si propone il prolungamento della scolarizzazione di massa (in opposizione al numero chiuso), con l'ovvio risultato di creare proprio quella forza-lavoro snobbata a scapito di quella ricercata! Come conferma sempre Weber, la disoccupazione ostacola lo sviluppo qualitativo ed il passaggio a forme aziendali che sfruttino l'intensità del lavoro. Di conseguenza un salario artificialmente basso non equivale a minor costo del lavoro, anzi determina una predilezione per i meno validi ovvero di quelli carenti di vocazione etica, i più pigri, i meno efficienti, ma evidentemente i più disperati e disposti al compromesso, a scapito dei più meticolosi, disciplinati, pragmatici, sobri, e la conseguenza paradossale è l'aumento del costo del lavoro proprio a causa della minor efficienza degli assunti. Vi riporto una frase di Bertrand Russel: "coloro che hanno un lavoro lavorano troppo, mentre altri muoiono di fame senza salario. Perché? Perché il lavoro è un dovere e un uomo non deve ricevere un salario in proporzione di ciò che produce, ma in proporzione della sua virtù che si esplica nello zelo"; che poi è una parafrasi della legge domanda-offerta in opposizione alla teoria marxiana del plusvalore. Che significa fare con etica e zelo? Significa osservare volontariamente regole non scritte. La differenza tra competizione e merito la conoscete? Nei 100 metri, la competizione comporterebbe il tentare di azzoppare il proprio concorrente con una bastonata prima della partenza. In un ambiente non-etico, la persona etica sarà per forza perdente. Per cui favoriti sono i furbi, i competitivi, i peggiori per definizione quindi, mentre chi eticamente rispetta le regole non scritte è sfavorito. In Italia, a differenza del Giappone, vige l'opposto dell'etica nel lavoro. In Italia vige la competizione e non il merito. Ma i competitivi sono per definizione i peggiori, cioè immeritevoli e proprio in quanto tali. Io quando mi metto a studiare mi tengo la pipì fino a che non ce la faccio proprio più, mangiare idem, fino a quando mi tocca farlo per non finire ad andare poi a letto a stomaco vuoto, e in un lavoro nel quale mi sentissi davvero utile avrei lo stesso comportamento ossessivo-compulsivo. Purtroppo mi sono sempre capitati mestieri nei quali non mi sentivo utile, visto che erano mestieri che avrebbe potuto fare chiunque. Ma questo è un altro discorso. Prevedibile quindi che io, così come chiunque come me, venga definito incollocabile in un paese come l'Italia nel quale vige l'opposto del Giappone. Ricordate la lista che vi avevo scritto in "stile Rambo"? Unitela a questo. E tutto questo nonostante io sia tendenzialmente pigro, PENSATE NON LO FOSSI! Pigro si per gli standard giapponesi ossia per i miei, certo, per quelli italiani sono l'opposto di pigro, non nel senso che non lo sono io ma che rispetto a me lo sono tutti gli altri! E ad essere assunti sono loro, ovviamente. Perché non emigro in Giappone? Perchè lì sarei io il peggiore rispetto loro, e lì assumono i migliori mica i peggiori come qui! Le critiche e le varie mie impressioni che vi ho espresso finora derivano da questo, dalla mia etica del lavoro di tipo giapponese, e per uno con un etica del lavoro di tipo giapponese non potrebbe essere altrimenti, da lui non potreste aspettarvi diversamente. Continuate pure a far assumere gli eticamente peggiori ma (solo in apparenza) meno costosi, contenti voi. Io più che ricordarvi che i costi NON SONO solo quelli visibili non posso fare.

Fosse solo questo... ma da questa situazione generale ne deriva tutta una serie di aberrazioni, tra le quali la dislocazione professionale, e se ne lamentano loro! Si lamentano di non trovare cuochi... per forza, in un sistema nel quale per disperazione si è costretti a raccattare il primo posto che capita è ovvio che i cuochi sono già tutti occupati a fare altri lavori a casaccio... la cosa brutta è che a questo andazzo ci si sta facendo l'abitudine come fosse questa la normalità!
Incollo alcuni commenti altrui riguardo i cuochi:

Ai miei tempi era il pizzaiolo a fare il prezzo. Era il cameriere a fare il prezzo. Tutte le pizzerie o ristoranti avevano i numeri di telefono di tale cuoco, pizzaiolo o cameriere. Ti do 100 vieni? Si o no come e quando.. Quante ore, che tipo di clientela, come devo presentarmi cioè la divisa. Fatto questo si contrattava il prezzo. Io ho preso anche 200 mila lire a serata, anni 80. Ultimo dell'anno 300 in una pizzeria.

siccome cercano schiavi da fare lavorare come bestie e se possibile pagando una pippa di tabacco la gente li manda giustamente a quel paese...allora assumeranno bengalesi e personale di tutte le razze perché "loro si hanno voglia di lavorare"....."gli italiani sono fannulloni".....vi auguro di chiudere, fallire e sprofondare nella merda......e invito tutti a fare come il sottoscritto e non andare in ristoranti e locali con personale completamente straniero

A venezia ? A mestre? Se trovi un cuoco italiano sei fortunato. Sono solo bangladesh ..qualcuno dice che costano meno e lavorano di più. Non trovare personale è il frutto delle vostre azioni E lo meritate

Volete tanto e pagate poco oramai è dappertutto così i cuochi fanno tantissime ore noi camerieri facciamo tante ore e ci pagate poco, prima della crisi nn era così è poi dite che quando trovate persone brave cercate di tenervele strette ma nn è così

Ogni ristorante ha il suo sistema il fatto e che una volta ci si prendeva tempo chiamato apprendistato ora invece si pretende tutto e subito

Non ci credo nemmeno se lo vedo!! Tu trova il primo che passa e vedrai che sa fare la carbonara e altri piatti della cucina italiana. Ora che mi si voglia uno scef di 5 stelle per pagarlo come un lavapiatti.. No! Non esiste! Trovati la prima casalinga italiana e avrai uno scef di ottima qualità.



Considerate che su facebook si leggono commenti del tipo "se impiccassimo tutti gli imprenditori e mettessimo a far dirigere le aziende a delle scimmie, sicuramente otterrebbero risultati migliori rispetto all'attuale manica di fannulloni parassiti piagnoni sempre pronti a lamentarsi che non si trovano dipendenti". E questi non sono marxisti. Voi vi rendete conto cosa vuol dire leggere cose come questa da persone che non sono marxisti ma di estrema destra? Cosa ne ricavate voi dal fatto che oggi è l'estrema destra a vedere così le cose anziché i marxisti che ormai sembrano non avere nemmeno più fiato? Queste sono le persone che frequento su facebook, e nonostante io non ne concordi, con orgoglio ve li presento.

Vi incollo la famosa lettera di Pierpaolo Lorenzo ad un imprenditore che si lamenta di non trovare personale poiché "i giovani tendono a sopravvalutarsi":

Se è così, vorrei esporre la mia esperienza, poi vediamo se è vero. Ho un diploma in informatica. Pur di "lavorare" mi sono sempre accontentato di quello che passava il convento. Per lo più ho lavorato pochi mesi, in luoghi diversi, molto lontani di casa (20-30 km), a nero, sottopagato (200-250 € al mese) e senza orario (in un posto dovevo stare "a disposizione", in un altro era un part-time con obbligo di full-time), con tutto a spese mie (cibo e trasporto). Cosa facevo? In un posto riparavo PC, nell'altro ero manovale edile, poi imbianchino, poi giardiniere. Sono state esperienze che mi hanno fortemente segnato, ma soprattutto mi hanno fatto capire che il mio tempo non è gratis e che la mia vita ha un valore. Così ho deciso di rifiutare qualsiasi cosa non mi permetta di avere un'indipendenza. Oggi, che sto per finire il percorso universitario che ho iniziato a 27 anni, potrei essere definito un "bamboccione". Io mi definisco "sfortunato", perché sentire parole come "sacrifici" e "umiltà" da gente che ti sottopaga pur di permettersi il Porsche è a dir poco ridicolo e inaccettabile. A tutti i predicatori moralisti io dico: bene, assumetemi e pagatemi quanto basta per affitto e tutto quello che serve, e poi potrete permettervi di definirmi "bamboccione" se nonostante ciò ancora rimango a casa coi miei.
Quindi, come potete leggere, non sono l'unico a vedere LA REALTA' PER COME E'. Dovrei negarla per la soddisfazione di chi?


Riprendendo da ieri, il punto che colpisce è che poi non si tratta nemmeno solo di fatti pratici, si tratta che i datori di lavoro OGGI danno l'impressione di essere proprio fuori dalla realtà, ed io lo posso affermare avendo il paragone rispetto tutti quelli per i quali ho lavorato in passato, i quali avevano pretese e atteggiamenti semplicemente NORMALI, sempre, e a quelli ero abituato io, mentre oggi mi ritrovo ad assistere a scene che non sono normali e che prima non mi sarei mai potuto immaginare, cioè mi fanno pensare VERAMENTE che quelli di oggi abbiano dei problemi mentali, a parte quello della pizza citato che li si è a livelli patologici da manicomio (perché non ho riportato proprio tutto eh!), una volta ho accompagnato una persona che per conto di un agenzia interinale doveva sostituire una persona per 1 giorno; bene, ho seguito il giorno precedente assieme a lui a tutta la trafila delle cose che avrebbe dovuto svolgere il giorno dopo, ci abbiamo messo una mattina intera solo per questo, senza doverle fare effettivamente, solo per illustrarle, era una tale trafila che per poterla imparare io avrei dovuto assisterci giorno dopo giorno con qualcuno a spiegarmela passo passo per almeno 2 mesi, e di certo non per mia scelta o incapacità ma per la complessità della trafila... ora ditemi se è una cosa normale aspettarsi che una persona possa svolgere una trafila che ci vorrebbero due mesi per solo impararla, per doverla svolgere una volta sola... e pretendere pure che possa essere in grado di farlo. Io non credo voi abbiate la cognizione delle follie alle quali ho assistito io, paragonate alla normalità su cui mi baso dalle esperienze precedenti, e per questo non possiate capirmi. Ovviamente, quella persona, il giorno dopo, non sapeva nemmeno da dove iniziare, comprensibilmente, e ha dovuto richiamare l'"insegnante" del giorno precedente per farglielo notare. Ovviamente quei dementi avranno pensato tutto il male possibile di lui e recensito negativamente presso l'agenzia interinale. Ed è da queste follie che ne esce la reciproca incomprensione che sfocia negli imprenditori che si lamentano che "i giovani non hanno la cultura del lavoro". Ah sono "i giovani" - a - "non avere" - "la" - "cultura del lavoro", non siete VOI imprenditori (o le interinali per voi) a selezionare per l'assunzione tra tutti proprio SOLO quelli, cercandoveli magari con il lanternino, che la cultura del lavoro non ce l'hanno e scartate appositamente proprio quelli che invece ce l'hanno, eh? No, certo che no. Quindi dopo che SONO LORO a causarsi un problema, hanno pure la faccia tosta di lamentarcisi! Tipo con la tiritera "non vogliono lavorare il sabato e domenica"... si ma siete VOI ad assumerli! Siete voi a cercarveli apposta! Se la vostra attività prevede l'apertura tutti i giorni assumete uno come me che non mi fa alcuna differenza un giorno o un altro! Creano un problema e poi hanno la faccia tosta di lamentarsi del problema da loro appositamente cercato! Se ad essere assunti sono solo quelli che "non vogliono lavorare sabato e domenica" mentre quelli disposti a farlo sono scartati, per forza che l'impressione sarà che "la forza-lavoro" nel suo complesso non vuole lavorare sabato e domenica! Se chi vuole farlo è lasciato inoccupato e non solo "sabato e domenica" ma anche tutti gli altri giorni! Almeno la logica perdio!
Oppure pensano di poterti "sbattere in faccia" che ad un concorso per 100 posti si sono presentati in 40... e bella forza! Se alla partecipazione ci metti dei paletti che fanno si che le prerogative richieste sono detenute solo da 40 persone! Togli quei paletti e vedi quanti si presentano!
Uno dei risultati di queste aberrazioni è che le persone che cercano lavoro ricavano l'impressione che gli addetti alla selezione dei candidati scelgano un curriculum a casaccio tra tutti, da cui ne deriva come conseguenza la prassi ormai consolidata (è il consiglio che ormai "al bar" chiunque da a chi cerca lavoro) di inviare più curriculum possibile anche a casaccio senza nemmeno leggere le prerogative richieste, nella consapevolezza che, a causa di questa "selezione" interpretata come casuale, l'unica possibilità di essere selezionati sia quella di, indipendentemente dalle proprie caratteristiche, andare ad aumentare le probabilità statistiche che il proprio curriculum vada a poter essere quello preso a casaccio tra la massa. Cosicchè ne deriva l'incapacità da entrambe le parti di comprendere le ragioni della controparte: gli aspiranti lavoratori accusano le imprese di scegliere i curriculum a caso, i datori di lavoro accusano di ricevere curriculum a caso; da cui ovviamente ne deriva l'aumento della mole di curriculum inutili ricevuti e da dover vagliare, e di conseguenza l'aumento della necessità di doverne scegliere uno a caso di fronte ad una mole ingestibile andando così a giustificare in un circolo vizioso l'invio massivo di curriculum casuali. Certo la selezione non sarà esattamente sempre casuale, ma questa è, comprensibilmente, l'impressione che chi cerca lavoro ricava dal veder regolarmente assunte persone meno meritevoli e capaci di loro, e comunque non ditemi che non trovate plausibile che le impiegate delle agenzie interinali (e sappiamo tutti che tipo di persone sono, le "reginette del ballo" che ti guardano, loro, dall'alto in basso) per risparmiare il tempo di dover leggere migliaia di curriculum non usino proprio prenderne uno a caso... tanto mica sono loro a dover assumere il candidato scelto... quindi entrambe le parti, incapaci di immedesimarsi e capire le ragioni altrui, si accusano a vicenda invece di accusare il sistema che è all'origine di questo circolo vizioso: *la disoccupazione*.

Per non parlare poi del capovolgimento culturale proprio... A fronte della immane idiozia di gente tipo Renzi "il lavoro non è solo reddito ma è anche dignità" sarebbe perfino superfluo rispondere che "IL REDDITO non è solo lavoro ma è anche dignità", casomai, alla faccia di quei triti stereotipi su "nobiltà" accomunate al lavoro, stupidaggine che tutti (voi compresi e non negatelo) concordano segretamente essere solo un idiozia paradossale. Quando ci si sforza di dire cose di sinistra... si della sinistra di 50 anni fa però... oggi il lavoro non esiste più e quelli ripetono triti slogan degli anni 60... Dato che il vero problema è che a volte oltre alla dignità manca anche il reddito... quindi intanto "dateci" il reddito che con quello la dignità ce la costruiamo da soli. E non è che il modo di fare dei grillini sia molto diverso: "aiutare i cittadini che stanno rimanendo indietro"... ma indietro rispetto a cosa???? Io direi che sarebbe il caso di evitare questi toni da sedicenti tutori di "inferiori" che si legge un pò ovunque parlino del loro insulso sussidio credendosi di essere migliori non si sa sulla base di cosa. Per cui, dico anche voi, non trattate queste persone solo come mentecatti ritardati mentali bisognosi di elemosina, perché, a volte, sono la "crema" della società, non rimangono "indietro" (non si sa indietro rispetto a cosa...), ma sono respinti, respinti proprio perchè si ha paura di esserne surclassati. Perché in Italia l'immondizia che arriva coi barconi non si respinge, ma i cittadini valorosi sì. Ed i risultati si vedono. Il piagnisteo sul "diritto al lavoro", nell'epoca della massima introduzione degli automi e dell'informatica è una pura idiozia. Nella storia dell'umanità poco è stato più insensato dell'odierno culto del lavoro: abbiamo finalmente a disposizione i mezzi per essere liberi dalla necessità e invece questi mezzi ci dominano, ci abbrutiscono, ci offrono una produttività così alta che la stragrande maggioranza della popolazione è "in esubero" rispetto alle esigenze della produzione invece di come matematica economica vorrebbe *ridurne l'impiego* (ossia gli orari nel caso di quella umana) di ciascuna risorsa esistente. E invece c'è chi lavora troppo e chi non lavora affatto, e non lavorando non ha di che acquistare i prodotti per sopravvivere, prodotti esistenti anche solo potenzialmente e sprecati artificialmente, mentre chi lavora "troppo" non ne ottiene niente in più di quanto otterrebbe lavorando di meno se lavorassero tutti ("effetto reddito"). Chiunque non sia intossicato dall'ideologia sindacal-capitalistica capisce benissimo che la liberazione di lavoro umano operata dalle macchine, dalla scienza e dall'organizzazione potrebbe essere un vantaggio per tutta l'umanità, la quale non sarebbe certo schifata se potesse dedicarsi ad attività vitali o anche semplicemente belle e divertenti invece di essere schiavizzata dalla necessità. E non venite a negarlo! Governanti, sindacalisti e comunisti di ogni specie hanno un bel gridare a gran voce cagate tipo che il lavoro è sacro, che è un diritto sancito dalla Costituzione, che nobilita l'uomo. Quando il lavoro viene eliminato dal moderno sistema di produzione esso non è né sacro né maledetto, è semplicemente superfluo. Questo NON E' "fancazzismo" - questo è "etica del lavoro di tipo giapponese", piantare dei pali e lasciare che le pietre se le raccattino loro invece che portare pietre che saranno spazzate via durante la notte essendo prive di supporto. Perfino uno come Massimo Cacciari ha detto "occorre liberarci da questa etica del lavoro che è propria ormai di civiltà primitive rispetto alle nostre". Di fronte all'operaio che si chiude nel capannone fatiscente, o che si mura nella miniera esaurita e mortale, o che si ammazza per dodici ore al giorno con salario tagliato per salvare la "sua" fabbrica dal dumping altrui e da gestioni degne di primati meno evoluti, c'è un mondo di milioni di persone che non lavorano più e quindi non hanno più un reddito, e solo in conseguenza di quest'ultimo non hanno più una dignità, non in conseguenza del non avere un lavoro come se esso fosse fine a sè stesso! Vi sono a volte concetti basilari nella teoria economica applicata alla vita quotidiana (e viceversa), che alle volte sono talmente evidenti che passano... inosservati. Uno di questi principi guida è quello della cosiddetta "utilità marginale decrescente" che è un pò la versione ermetica del popolare "il troppo stroppia". Questa è praticamente universalmente valida in qualsiasi campo dell'attività umana, ma nell'economia specialmente, relativa alla produttività dei fattori della produzione (lavoro, terra, capitale). Per quanto riguarda la produttività del lavoro ci sentiamo ripetere quotidianamente che per essere "competitivi" (termine usato senza conoscerne il significato letterale, come vi ho scritto ieri) occorre lavorare di più e produrre beni che altri dovrebbero comprare, presumibilmente lavorando ancora più a lungo per poterseli permettere. Da cui il discorso di prima sull'"effetto reddito" cioè quello per cui nel momento in cui in quasi tutte le famiglie ad avere un reddito intero sono due soggetti, il reddito reale di ciascuno di loro sul lungo periodo si dimezza, da cui ne consegue che le residue famiglie mono-reddito se lo trovano realmente dimezzato quell'unico reddito. Ora, la fallacia di non comprendere queste cose che per me sono perfino banali porta inevitabilmente una corsa competitiva dove non possono esserci vincitori (un pò come nelle svalutazioni competitive; e come appunto vi ho già specificato, poichè non tutti ne sono consci, "competizione" è il concetto contrario di "merito") è talmente evidente che non dovrebbe essere neppure dimostrata. I sacerdoti del lavoro si commuovono e benedicono il sacrificio, ma le fabbriche che sono in realtà OGGI galere luddiste chiudono comunque, ed essi, per scongiurare il pericolo che qualcuno si accorga che oggi si potrebbe lavorare tutti due o tre ore al giorno per semplice legge logico-matematica e non per vezzo, si inventano i vostri assurdi "tirocini" per un offensivo tozzo di pane (tanto per non dire merda in un piatto) che chiamano furbescamente "indennità di frequenza" per quello che chiamano "corso propedeutico di formazione obbligatorio con pratica fatta presso la sede di lavoro", rigorosamente farloccamente inutili nella pomposa pretenziosità che li motiva, e in molti casi un imbroglio vero e proprio quando attirati con la promessa di un assunzione stabile o anche solo di un rinnovo temporaneo di cui NON ESISTE PROPRIO in partenza la volontà e non venite a negarlo: le eccezioni confermano la regola. Il tutto a 400 euro al mese ovviamente. Che bravi, questo sì che è progresso. Seriamente, Ned Ludd sarebbe fiero di voi! La storia deve pur averci insegnato qualcosa... Quelli parlano e agiscono così solo a causa della tronfia sicurezza offerta loro da una classe prima proletaria ed oggi disoccupata che, pur se provvisoriamente corrotta con false sicurezze e ideologie del nulla, conserva intatto il potenziale per schiacciarli. Volete vedere che laddove ha fallito la sinistra, sarà la destra a farlo? "Se una società libera non può aiutare i molti che sono poveri, non può salvare i pochi che sono ricchi", frase di John Kennedy. Da cui facile prevedere una loro reazione, eccoli perciò organizzare processioni e innalzare preghiere al dio lavoro, facendosi preti di una religione che lo stesso sistema finanziario da loro deprecato si incarica di distruggere nei fatti (perché desiderare che una cosa sia vera non la rende vera), e le loro litanie sono sempre le stesse: "perchè le piacerebbe svolgere questo lavoro?"... che solo a sentirla viene da spararsi in testa... io mi sono sempre chiesto le altre persone cosa mai rispondano ad una talmente idiota domanda... perchè se quelli continuano imperterriti a porla, vuol dire che qualcuno risponde... ma che cosa??? Cosa cavolo si può rispondere ad una domanda così cretina??? Io nemmeno riesco, non solo a pensare cosa rispondere io, ma nemmeno ad immaginare cosa possano mai rispondere gli altri! Ho una grandissima curiosità di assistere ad un colloquio altrui per sentire cosa il candidato risponde a questa domanda... ma chi la pone, cosa si aspetta che gli si risponda???? Cazzo, perchè non vivo di aria, quindi "mi tocca", no "mi piacerebbe"!!! Ma se c'è qualcuno che risponde qualcosa di diverso da questo, quelli che la pongono sono veramente così deficienti da pensare che lo dica sinceramente????? Quindi se qualunque risposta che non sia "perchè mi tocca" è ovviamente una falsità (e non venitemi a dire che non è così!), che senso ha porre questa domanda a chi cerca lavoro??? Io vi ribadisco che queste non sono critiche di tipo comunista, ma l'esatto opposto! Le pretese dei comunisti non hanno e non hanno mai avuto una base logica, si è sempre e solo trattato di pretese senza il minimo fondamento, nella credenza religiosa che la ricchezza si crei dal nulla e che il salario sia deciso così a suo piacimento dal perfido padrone come "variabile indipendente" (viene da chiedersi perché allora dove e quando non vi sono regole non opti per zero... visto che lo decide lui no?). La mia non è una critica al capitalismo ed ai "padroni". Poi, una cosa di cui non sono mai riuscito a capacitarmi è: ma se ai comunisti fa tanto schifo il lavoro e odiano il padrone, ma chi li costringe a lavorare alle sue dipendenze???? Ma licenziatevi no???? La risposta è sempre la stessa: "io lavoro per sostenermi", che ancor oggi è ed è sempre stato il ragionamento degli "schiavi" amanti dei sindacati. Bene, allora smettete di lamentarvi però!!!! Dato che non ne avete alcuna giustificazione avendo implicitamente accettato le condizioni contrattuali accettando l'assunzione.

Ed ora, dopo che i sindacati sono la causa del fatto che posti di lavoro ce ne sono sempre meno (e lo sono da sempre stati, mica solo ora), non ci sarebbe da stupirsi del paradosso che i nuovi disoccupati si rivolgessero proprio al loro carnefice, la Cgil, per intentare cause alle aziende sulla base di regole che sono esse stesse la causa del loro licenziamento, quando anche le aziende come loro sono vittima dell'imbecillità dei sindacati... così il leviatano Cgil prende due piccioni con una fava, a scapito di tutti (loro stessi compresi) e soprattutto a scapito dell'intelletto umano. Ma dopotutto di chi stiamo parlando? Di quelle persone che di fronte all'arresto di un sindacalista accusato di essersi accordato coi padroni di un azienda, comportamento che non può per definizione stessa non andare a scapito dei suoi colleghi, le vittime di questo accordo cioè i suoi colleghi, si sono messi a protestare sotto il carcere in difesa di quello che li ha turlupinati. Evidentemente in questo mondo è normale che qualcuno prenda le difese di chi li ha fregati e si scagli contro chi vuole salvarli. Tipicamente sono i plagiati dalle sette religiose a prendere le difese dei santoni, ergo i sindacati hanno oramai assunto le forme di una setta religiosa. Essi si dimostrano essere oggi i peggiori conservatori reazionari. Fate conto che tra i più acerrimi avversari del reddito di base ci sono da sempre proprio i sindacati laburisti (per ovvi motivi). E che dire poi dell'incomprensibile considerazione negativa vigente sulle più sensate forme di lavoro cioè il cottimo e la mezzadria, in quanto rapporti di lavoro associativi e non subordinati o affittuari, che se non attuate su certi ambiti è solo perché non è logisticamente possibile farlo, non perché la paga a tempo sia più efficiente. Questa ostilità verso le forme di lavoro non subordinato da parte dei marxisti (si pensi anche solo alla furente ostilità verso la socializzazione che determinò che la prima legge emessa in fretta e furia il 25 aprile 1945 fu quella che abrogava la legge sulla socializzazione delle imprese della Rsi! Però quello che gli garbava l'avevano mantenuto: i "consigli di gestione" cioè l'assetto corporativo) si può spiegare solo in un modo: dato che il loro potere è legato al malessere del "proletariato" "oppresso" dai "padroni", ogni allentamento di questa "oppressione" andrebbe a discapito dei boiardi comunisti, e quindi ci tengono a mantenere il loro utile idiota nel massimo malessere possibile, ovvio. Sinceramente non vedo in quale altro modo potrebbe essere spiegato. Purtroppo la puzza di luddismo non riescono ancor'oggi a togliersela di dosso. Per la sinistra (sindacati inclusi) un reddito minimo universale slegato da condizionalità creerebbe un mondo senza più il lavoro al centro. Per loro significherebbe ritrovarsi svuotate del loro messianesimo sociale, non aver più un parafulmine a cui dare la colpa. La cosa che impedisce di risolvere un problema è il cercare in ogni modo un colpevole preciso. Ma se il colpevole non esiste, come la si può risolvere? Il lavoro produce il capitale, ma poi il capitale stesso domina il lavoro - attraverso il lavoro la società costruisce il capitale (si produce per ottenere "denaro"), ma in realtà il capitale stesso diventa ciò che determina la struttura della società, si autoalimenta in quello che Marx chiama "feticismo delle merci". Anche se con "capitale" la gente comune intende una quantità di denaro, in realtà il concetto è più complesso, tanto che anche Marx per spiegarne l'accumulazione originaria lo definì non un oggetto ma un paradigma di rapporto sociale, ossia un rapporto di produzione in contrasto con il rapporto lavorativo pre-capitalistico che non implicava accumulazione di tempo in oggetti che non fossero finalizzati all'uso personale. Negli oggetti il capitale assume la forma di "tempo concentrato" (in essi), da cui la classificazione marxiana tra capitale variabile cioè il tempo in sé, e capitale costante cioè tempo "concentrato, accumulato" in un oggetto. Il rapporto tra i due è la composizione organica del capitale. Tuttavia Marx con la sua teoria della caduta tendenziale del saggio di profitto invertì le caratteristiche ritenendo che il capitale variabile fosse quello da cui si potesse ottenere il plusvalore quando invece anche solo l'esperienza insegna che è il contrario, il capitale costante (cioè i macchinari) sono, proprio per il tempo "concentrato già in essi", più redditizi che quello variabile (cioè il lavoro umano). Tutti concordiamo che un robot costa meno della manodopera umana, non dovrebbe servire che ce lo venga a dire qualcuno tipo Werner Sombart. L'ampliamento della produttività del lavoro che, con l'organizzazione del processo di produzione da punti di vista scientifici, ha eliminato la sua dipendenza dai limiti fisiologici, naturalmente dati della persona umana, spingendo sempre più verso il razionalismo economico. Nel corso del capitalismo, quindi la relazione salariale ha dipeso sempre dalle condizioni di produzione, cioè dal momento in cui il conflitto capitale-lavoro si manifesta, ma nel corso del tempo ha influenzato in maniera crescente la fase della realizzazione monetaria dei profitti e quindi il livello della domanda aggregata. Con l'odierna caduta del fordismo-taylorismo, tale compromesso è venuto meno, non solo perché viene meno il ruolo del welfare state (che del patto fordista rappresentava il garante, attutendo gli eventuali "attriti") novecentesco che è stato la causa di tutte le peggiori tragedie e aberrazioni ma soprattutto perché i guadagni di produttività non vengono più ripartiti tra i fattori della produzione. Ciò dipende in buona parte dalle trasformazioni tecnologiche (resesi pure necessarie per recuperare la profittabilità del sistema produttivo e terziario alla fine degli anni '70 sfociata nella famosa marcia torinese del 1980) e dal peso crescente della produzione immateriale: con la messa in opera dell'"intellettualità di massa" e il diffondersi delle tecnologie di linguaggio che ridefiniscono i rapporti tra progettazione, esecuzione e commercializzazione della produzione (potremmo dire tra lavoro manuale e lavoro intellettuale), la produttività del lavoro, sganciata dalla materialità della produzione, diventa sempre più difficile da misurare, diventa cioè "produttività sociale". In tale contesto, la separazione tra salario e produttività é un dato di fatto, e proprio voi ne siete i "reginetti" in negativo nel non adeguarsi alla legge domanda-offerta. Se non é possibile determinare il salario sulla base della crescita di una produttività misurabile in termini individuali, anche fosse solo per questo (e non lo è, le ragioni sono molto più profonde) si fa sempre più pressante l'esigenza che la distribuzione dei guadagni della produttività sociale avvenga per l'appunto a livello sociale tramite un reddito di base. Parlare di distribuzione sociale del reddito significa allora retribuire il prodotto sociale simultaneamente tra i fattori produttivi, nella fase logica di chiusura del processo economico, indipendentemente dal livello del salario monetario elargito in cambio del lavoro eseguito. Reddito esistente socialmente distribuito, ossia retribuito, ovvero reddito di cittadinanza, é quindi logicamente incompatibile con la nozione di salario. Vi ribadisco che io (come credo quasi tutti) sarei dispostissimo a lavorare per 500 euro al mese, qualora avessi un ulteriore reddito di base di 300. Ma di 500 e basta non so che farmene, come credo quasi tutti. Separare il reddito dal lavoro significa, da questo punto di vista, disinnescare uno degli elementi portanti del potere della moneta interpretato dai ragionierini microeconomisti, ossia il suo essere oggi aprioristicamente disponibile solo per chi detiene la proprietà dei mezzi di produzione, cioè per gli imprenditori, come se il mondo fosse una botteguccia da amministrare con una partita doppia. Ciò ovviamente non modifica le modalità del rapporto capitale-lavoro, in quanto non viene intaccata il potere degli imprenditore di gestire in modo unilaterale l'attività produttiva e la tecnologia secondo legge domanda-offerta, ma favorisce quel processo di liberazione degli individui dal ricatto del bisogno e quindi dalla schiavitù del lavoro per alcuni e dall'assenza totale di reddito per gli altri. Il reddito di cittadinanza si inserisce in questa tendenza: in quanto reddito (e non salario) diventa strumento di ricomposizione della domanda, modificandone la distribuzione tra i soggetti economici che vi partecipano, come ho cercato di farvi capire con parole più semplici nelle scorse email, e relative conseguenze macroeconomiche. E' quindi strumento per la dinamica del processo di accumulazione capitalistico stesso, non un "regalo" e tantomeno tolto ad alcuni per darlo ad altri. E non potrebbe essere altrimenti, se pensiamo che tutti gli interventi correttivi del processo economico capitalistico, nati da conflitti anche violenti si sono poi rilevati forieri di nuove spinte allo sviluppo dello stesso capitalistico (l'automazione in primis). Per questi motivi, il reddito di cittadinanza é una misura riformatrice e non rivoluzionaria (nel senso che non va a modificare la struttura stessa su cui si fonda l'organizzazione capitalistica, ma anzi la va a salvaguardare), di natura liberista. In altre parole, qualunque misura atta a migliorare la distribuzione del reddito in modo non compatibile con le esigenze di profittabilità delle imprese, imporrebbe anche allo stesso sistema produttivo la necessità di auto-incentivarsi alla produttività ed accondiscendere il progresso tecnologico al fine di risolvere ed eliminare i vincoli all'accumulazione di volta in volta sorti dalle barriere luddiste ora frappostegli. Sono 200 anni che va avanti sta storia che le macchine sostituiranno l'uomo, e nonostante da appunto 200 anni si continua a vedere che l'automazione non fa altro che spostare le attività umane anziché esautorarle, si continua ancora oggi con la tiritera luddista. Le macchine hanno fatto scendere la percentuale di impiegati nell'agricoltura, e continuano a far aumentare la percentuale degli impiegati nel terziario. 200 anni fa non potevano prevedere che 200 anni dopo, servizi di assistenza personale dedicata tipo agli anziani, bambini, cani, allora limitato a pochi ricchi, sarebbe stato accessibile a tutti, l'automazione con lo spostamento delle attività umane invece l'ha determinato. E' uno schifo che l'industria delle clessidre sia stata messa fuori mercato dagli orologi, senza una legge che le proteggesse, no? Bisogna tassare gli orologi! E vogliamo parlare delle centraliniste? Con l'instradamento automatico non esistono più, e per quegli stronzi di Ford, in Germania Benz e Daimler, la famiglia Agnelli in Italia, quanti allevatori di cavalli e fabbricanti di carrozze hanno perso il lavoro? Come al solito proteggiamo il lavoro di chi ce l'ha e ignoriamo le ragioni di tutti quelli che potrebbero lavorare. Ricordate i costi invisibili? Nessuno "vede" un pomodoro che NON E' stato prodotto. E allora si preferisce "portare pietre su un argine rotto". Lodevole proprio, intanto a qualcuno manca il pomodoro però.

I sindacalisti ancor oggi non stanno difendendo il loro lavoro, ma i loro privilegi, perché tali sono, e con le unghie e con i denti. Ma per fortuna stanno scomparendo anche loro, assieme ai centri sociali e tutta quell'accozzaglia responsabile delle peggio aberrazioni e tragedie del novecento. Dando le colpe a chi le colpe non le ha i problemi non potranno mai essere risolti, soprattutto se le colpe sono invertite proprio come nel caso dei cosiddetti "diritti" veri responsabili dei guasti a cui secondo loro sarebbero finalizzati rimediare e che casomai vanno come minimo a gonfiare quando non a causare proprio. Spingere una società al limite estremo della competizione tra le persone, ridotte a miserabili ruoli obbedienti, in nome della produzione e del profitto (per pochi che nel complesso ci rimettono pure loro) con la scusa del merito da premiare e del demerito da punire, come se tutti noi fossimo animaletti da circo comandati da qualcuno che decide che cosa è "merito" e "demerito", con il "merito" scambiato semanticamente col suo esatto opposto "competizione". Le belle chiacchiere da balcone domenicale o da cattedra illuminata stanno a zero. Il problema principale è che da tale sistema ne deriva che spesso non sono gli stupidi a vedersela scura, anzi, perché gli stupidi sono furbi e subdoli, quello che giova in questo mondo. Ben venisse la meritocrazia! Ma oggi come oggi a vedersela scura sono non solo gli sprovveduti, ma perfino anche i troppo intelligenti, e non dovrebbe servire spiegarne i motivi. Si sono invertiti i concetti: "guadagna tanto perchè è bravo" con "è bravo perchè guadagna tanto", motto, quest'ultimo, preferito di gente tipo mio papà, tanto per intenderci. In un mondo marcio a sguazzarci è chi al quale il marciume piace o lo tollera o non se ne rende conto, mentre chi se ne accorge e se ne strugge è escluso e vilipeso quando non vuole scendere a compromessi che nuocerebbero alla sua dignità ed autostima. In un mondo nel quale a determinare le capacità presunte predomina il concetto di "curriculum" che è la negazione stessa della meritocrazia, mentre di contro sono deprecati i concorsi, come ci si può aspettare siano "assegnate" le mansioni e le gerarchie? La domanda standard "perchè le piacerebbe fare questo lavoro" assume così un senso nell'ottica che difatti non a caso a tutti quelli che ci abbiano avuto a che fare non possono non aver notato come per svolgere tale mansione nelle agenzie interinali sembra sia inderogabile prerogativa essere un vero idiota, e di come i test attitudinali impostati dagli ingegneri sociali paiano essere calibrati per favorire le persone più mediocri anziché le migliori come dovrebbe essere (evidentemente le persone temono più la concorrenza altrui che desiderare il vantaggio ottenibile dagli altri, solo così si può darne una spiegazione razionale). E questo è confermato dal dato di fatto notorio che in Italia è chi come me ha un etica del lavoro di tipo giapponese ad aver minori possibilità di essere assunto (anche poiché difficilmente gestibile da un supervisore "eticamente bizantino"; se io fossi stato al posto di quella persona di cui vi ho detto, avrei fatto notare SUBITO che ad imparare quella trafila non avrei potuto metterci meno di 2 mesi, non avrei aspettato il giorno di lavoro a vedere "se ce la faccio"), dato per presunto che i posti di potere siano già detenuti da arrivisti, è scontato che essi favoriranno i loro simili (“servilismo”). Quelli del "inventatevi un lavoro, come ho fatto io" e del "se hai voglia di sporcarti le mani un lavoro lo trovi. Certo se a 40 anni non sai fare un cazzo e non hai mai lavorato nessuno ti assumerà ma la colpa è solo tua"... inutile dire a gente del genere che se non si conosce la realtà non si va a pontificare su una situazione che non si conosce, perché tali frasi indicano che non si conosce la situazione sulla quale si sta pretendendo di pontificare a quelli che invece la reale situazione loro si la conoscono bene. Io non vado ad insegnare a cucinare ad un cuoco, e non mi sono mai capacitato di come gli ignoranti possano pretendere di insegnare cose che non sanno a quelli che invece le sanno. Dire "inventatevi un lavoro" non rende il concetto realistico solo perché lo si dice. Senza considerare poi che solitamente "inventarsi" un lavoro è illegale (io un lavoro me l'ero inventato, facevo il taxista di prostitute, ve l'ho detto no? e senza nemmeno aver bisogno di "aprire la partita iva"!). Consigliarlo non è da meno di chi consiglia agli innamorati respinti di insistere (tanto che gli frega a loro?), cioè di compiere il reato di stalking. E non vale solo per l'etica ma anche per le capacità: in Italia Bill Gates avrebbe potuto aspirare al massimo ad un posto impiegatizio se non proprio di finire in galera, e Steve Jobs, quello delle immani stupidaggini sulla leggenda del "selfmademan", avrebbe avuto come unico possibile destino quello del barbone (non che nel resto del mondo sia molto diverso però, ovunque è solo questione di destino ovvero "fortuna" o "sfortuna"; non è segno di intelligenza credere che avendo avuto fortuna dal destino ciò debba valere per tutti gli altri e di conseguenza dispensare consigli chiaramente surreali...). Non a caso nel nostro paese il concetto di self made man si identifica in Wanna Marchi e nel venditore di suonerie Vladimiro Tallini... non certo in Renzo Rosso che come Jobs può solo ringraziare il destino della fortuna concessagli. I senzatetto non sono altro che selfmademan sfortunati, non incapaci. L'identificarli in "parassiti" che non vedono l'ora di poter "campare" alle spalle degli altri (e già questo concetto indica il non aver capito niente non solo del reddito di cittadinanza ma proprio della società umana: chi sarebbero questi "altri"????? TUTTI, chi più chi meno, viviamo sulle spalle di tutti, si chiama "sostentamento reciproco", è il fondamento stesso della società umana e ciò che ci distingue dagli altri animali che invece svantaggiosamente si auto-sostengono; ricordate il concetto "nessun lavoro è in realtà pagato"?), la mia risposta (ovvia, peraltro) è sempre: e allora anche fosse, per questi pochi dovremmo rinunciarci tutti? Buttare via il bambino con l'acqua sporca? Tagliarsi il pene per far dispetto alla moglie? Casomai il parassita è proprio l'esoso, non chi si accontenta! I più grandi parassiti sono quelli che nel momento stesso in cui stanno proibendo agli altri di pescare, vanno in giro a sparare la trita cazzata "se uno ha fame non dargli il pesce, insegnagli a pescare"... o "dategli una canna"... no cari, io non vi ho mai chiesto "canne", e di "pescare" ne sono già capace pure meglio di voi, e forse è proprio per questo che VOI MI IMPEDITE DI FARLO! I "pesci" li volete tutti per voi, anche per solo lasciarli lì invece di andare a pescarli, lasciandone però così privo me anche di quella quantità che a voi nemmeno serve! Evidentemente è per voi soddisfacente fare i bulli in questo modo, no? Siete voi che la canna me l'avete rubata! E come una presa per il culo poi come dei bulli pure mi incitate a "pescare" ("perché non ti apri la partita iva?") nel momento stesso in cui me lo state impedendo e mi criticate se a causa di ciò non posso farlo. La canna non dovete "darmela", dovete RESTITUIRMELA perché restituire una cosa dopo averla sottratta non sarebbe un regalo che fareste, ma appunto una *RESTITUZIONE*! Mica se ne rendono conto di essere loro parassiti... sempre parafrasando la frase di Pietro Nenni, ci sarà sempre uno più produttivo di te che ti potrà "legittimamente" definire "parassita" al suo confronto. Come dice la famosa canzone "ti tirano le pietre", si sarà criticati sia che non si faccia niente sia che si sia produttivo quanto Bill Gates. L'Italia dei benpensanti è simile alla storiella dell'asino, il ragazzo e il vecchio: il vecchio e il ragazzo furono criticati perché il povero asino sopporta il peso eccessivo dei due. Scese dall'asino il vecchio e fu criticato il ragazzo che per la sua giovane età poteva camminare, salì il vecchio e fu criticato perché non considerava la stanchezza del ragazzo. Il vecchio e il ragazzo decisero di andare a piedi e furono criticati perché avevano l'asino e andavano a piedi...

Non va mai bene niente insomma. Dare non va bene, non dare non va bene. Sottrarre non va bene, non sottrarre non va bene. E non "a spese altrui" come dicono quelli: vi ribadisco che i soldi del reddito di cittadinanza non sono "altrui"! E nemmeno redistribuiti. Sono soldi RETRIBUITI! Ma vano è pretendere che quelli possano comprendere ragionamenti così ovvi. Però darli in cambio dello "scavo di buche per poi riempirle" questo si che gli sta bene, a sta gentaglia! L'importante è sempre rompere i coglioni agli altri (che poi è l'etica del lavoro ebraico-protestante), e lo trovano così gustoso che sono disposti a pagare, a far sprecare risorse che anch'essi pagano, pur di far fare agli altri lavori inutili. Ma per giusti "diritti" (chiamiamoli così, và, per quelli che adorano il concetto) come il reddito di cittadinanza a compenso del furto che LORO attuano nei confronti di tutti gli altri, quello guai!!! Ripeto: per questo io non li accuso di essere "egoisti", io li accuso di essere dei mentecatti! Alessia Morani (ovviamente del Pd, e da quali altre menti eccelse potrebbe saltare fuori un discorso del genere?): “chi ha reddito zero nella vita non ha mai combinato nulla”... e come pretende di saperlo lei? Io per esempio, ho dedicato la mia intera vita agli studi che mi hanno portato ad essere in grado di scrivere un testo come questo, rinunciando al tempo libero e anche al reddito lavorativo, ed ho la tastiera le cui lettere sui tasti non sono più leggibili a dimostrarlo, e cosa ne ho ricavato finora? Zero, io ho reddito zero. E come me chissà quanti altri. Quindi il reddito di cittadinanza non è un regalo, tantomeno da parte loro, ma è anche una compensazione, e pure magra per chi "combinato" ne ha, rinunciando a svago e ricchezza, magari pure più di quella lì! Io mi chiedo come qualcuno possa ragionare in quel modo misantropico, e l'unica spiegazione che riesco a darmi, per come conosco le persone, è che derivi (in loro si! non capovolgiamo le attribuzioni!) da rancore, invidia, desiderio di vendetta per qualcosa di cui (rigorosamente ingiustificatamente in quel caso si, certamente) ci si sente defraudati, tipici di chi si ritiene di essere migliore e di meritare di più senza alcuna spiegazione sensata di ciò (loro si), i misantropi narcisisti patologici insomma che in questo mondo abbondano e sono colloquialmente più noti come "sofistici" o "benpensanti", sempre pronti ad infastidire il prossimo che sia per una servitù di passaggio o per non aver messo la freccia prima di accostare. Cose di cui io non mi ci sognerei mai di fare. Ma gente appunto tipo la Morani a quanto pare si, non so perché. Permettetemi di fare una disgressione personale sulla mia cognizione: le persone che io definisco genericamente "gente di merda" o "gentaglia" anche se il primo è più calzante. Le persone peggiori, quelle che mostrano il vero residuo di bestialità dell'uomo, i cosiddetti "benpensanti", che, purtroppo sono troppo stupidi per rendersene conto dell'ipocrisia del "difendere la vita" finchè non si è nati ma una volta che si è nati "sono cazzi tuoi" (viene da chiedersi che opinione abbiano dei teratomi... non hanno forse anche loro il diritto di vivere?) e che imperterriti persistono anche sul versante opposto cioè vorrebbero impedire a chi soffre di terminare le sofferenze ma anche in questo caso dovendosi arrangiare con le cure... ai quali io dico: no cari, se la responsabilità non volete prendervela TUTTA allora non fate i finti santarelli berciando e credendovi voi migliori con queste "perle" di auto-presunta "umanità" incapaci a causa della vostra stupidità di capire che in realtà questo ipocrita comportamento non plus ultra dell'egoismo narcisista fa di voi le peggiori tra le bestie! Facile pontificare sulle condizioni altrui e poi fregarsene! Ma a che pro???? Se non vogliono implicarsene almeno se ne stiano zitti e si tengano per sè le loro demenziali "opinioni" (leggi "bias")! Oppure se ne prendano personalmente carico dei problemi creati da queste loro "opinioni", ma no tirare il sasso e nascondere la mano.

"La carità è spesso vista come il modo del ricco di aiutare i meno fortunati. Ma le radici della moderna carità hanno un sinistro retroterra, nel mantenimento apposito della disuguaglianza" (Bill Gates)

"La solidarietà è spesso l'obolo di chi ha molto senza merito, l'eguaglianza dà a tutti le stesse opportunità di far valere le proprie capacità creative" (Ferdinando Imposimato)

"In qualche misura la carità è un racket usuraio, un modo di fare i nostri obblighi facoltativamente a vicenda, e al tempo stesso teso al mantenimento dei poveri in una sensazione di indebitamento verso il ricco, anche se i ricchi vivono ogni giorno nello sfruttare quelle stesse persone" (Jay-Z)

Non si tratta di "diritti", si tratta di buon senso: che senso ha lamentarsi quando i barboni costruiscono case di cartone sotto i ponti, ed al tempo stesso non volere che il comune gli dia una casa???? Capirei che una persona si lamentasse di una delle due e propendesse per l'altra, ma come si conciliano entrambe in uno stesso cervello??? Schizofrenia forse. Quale alternativa vede, questa persona, tra le due opzioni???? Io non ne vedo alcuna! Rimane il fatto che ci sono i disoccupati che devono sopravvivere... chi vuole ucciderli si faccia avanti... allora come li uccidiamo i disoccupati con la corda o il veleno???? Perchè tra lasciarli costruire case di cartone sotto i ponti e dargli una casa, non so proprio immaginare quale alternativa proponga sta gentaglia. Facile così. La responsabilità dovete prendervela TUTTA, non determinare una situazione e poi fregarvene. Perciò, se si trova di "cattivo gusto" (perchè altri motivi non ne vedo) che i barboni costruiscano case di cartone sotto i ponti, l'unica alternativa è dargli un, appunto, alternativa, che non può essere altro che dargli una casa! Non si tratta di diritti verso il barbone, ma verso chi vede leso un suo diritto dall'esistenza di case di cartone sotto i ponti (per quanto dal mio punto di vista sia difficile capire come ciò possa ledere i diritti di chi non è costretto a viverci in quelle case di cartone...). Una cosa non sarà mai puntualizzata abbastanza: il reddito di cittadinanza non è un diritto verso chi lo riceve, ma verso l'intera collettività, è cioè anche il diritto comune a non essere derubati e a non essere importunati dai questuanti. "Contratto sociale" si chiama questo concetto. Evidentemente i benestanti e "benpensanti" tipo la Morani sono tanto annoiati da trovare nell'infastidire il quieto vivere altrui un passatempo. Se qualcuno si riconosce in tale definizione, la colpa non è mia. Se siete un tipo di persona che sbraita se qualcuno gli occupa abusivamente un garage inutilizzato, la colpa non è mia.

"Un oggetto, anche se non ottenuto con il furto, è tuttavia come rubato se non se ne ha bisogno" (Mahatma Gandhi)

Insomma, quella gente che in relazione al reddito di cittadinanza dice di non voler "regalare"... REGALARE????? Regalare sto cazzo!!! Qualcosa che già dovrebbe essere a mia disposizione e la quale ORA sono LORO che me ne stanno derubando!!! Io non chiedo proprio niente in regalo o come elemosina, io chiedo né più né meno che LA RESTITUZIONE di ciò che ora mi è sottratto con perfino l'avvallo di uno stato che di conseguenza si auto-qualifica come immorale (per non dire criminale proprio, o come lo chiama Rawls, "società fuorilegge") come vi avevo scritto all'inizio della prima email di questa lunga serie.

Vi ricopio un pezzo tratto da "L'ultimo addio di Michele prima di togliersi la vita":

"Questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità".


Ah e nella precedente email ho dimenticato di riportare il classico dei classici, il demenziale "perché non ti apri la partita iva?", che mi viene da vomitare al pensiero di dovervelo pure analizzare nella sua evidente imbecillità.

"Molti economisti suppongono, almeno nelle teorie astratte, una situazione di democrazia economica nella quale chiunque sia dotato di capacità imprenditoriali può ottenere il capitale per lanciarsi in un affare rischioso. Questo quadro delle attività del puro imprenditore è, a dir poco, irrealistico. Il requisito più importante per diventare un imprenditore è la proprietà del capitale" (Michal Kalecki, "Teoria della dinamica economica")

Riguardo l'esperienza della pizzeria, dato che non vorrei passare io per sofistico, perché qua davanti a voi ripeto che si ha sempre l'impressione di dover soppesare le parole per la vostra deformazione professionale che può portare a fraintendere (parliamo due lingue diverse, come vi avevo già scritto): lavare un frigo e rispettare orari lo posso fare gratis per mia scelta etica se lo si interpreta come un favore non dovuto, ma non se ti permetti di pretenderlo con arroganza come se ne fossi obbligato contrattualmente e ti permetti pure di rimproverare la qualità della pulizia, ed il pagamento a cottimo prevede come norma non scritta che io debba fare ciò per cui il cottimo è pagato, non altre cose gratis pretese con arroganza, le altre cose non sono proprio per niente "comprese", soprattutto se inserite in quella cifra irrisoria che pagava come cottimo; che poi non era nemmeno quest'ultimo il punto, ma ciò che suonava come una presa per il culo era che il sovrapprezzo per la consegna a domicilio non era come buon senso vuole inferiore a quanto veniva dato ai fattorini, ma superiore! Vi rendete conto? E ripeto che ciò è a fronte anche di altre cose alle quali ho assistito, tipo il permettersi pure di far fare un pignolo esame di guida dello scooter e farsene pagare "il noleggio" (roba da mettersi le mani nei capelli!) e il modo in cui trattava gli altri dipendenti. Il tutto paragonato alla prassi vigente nelle altre pizzerie, si intende, dove le cose funzionano ben diversamente da come pretendeva questo. Comunque me ne sono andato senza contestare, perché capivo che si trovava nel pieno della prima fase del burn out e quindi che era diventato proprietario da poco, e quindi non aveva senso e non sarebbe stato giusto contestare una nevrosi in corso. Sono comunque conscio (per esperienza) del fatto che nel novero del settore si è trattato solo di un caso isolato, e presumo che oggi, essendo passati anni, si sarà certamente calmato adeguandosi ai sensati standard dei suoi colleghi; ma comunque nel frattempo ne avevo trovato uno decente fino a quando me l'avete fatto perdere.

Quanto all'antisemitismo, perché ovviamente avrete letto i giornali che mi definivano tale, specifico che io non critico gli ebrei in quanto tali come persone, ma critico l'*ideologia ebraica* che sta all'origine dell'etica del lavoro protestante-ebraica-giansenista ossia quella della "salvezza tramite le opere" (che però fanno fare agli altri, come se farle fare equivalesse a farle loro, che si è sempre esplicata come giustificazione morale-religiosa dello schiavismo, tipica tendenza dei suoi portatori); ma non tutti gli ebrei portano l'*ideologia* ebraica così come non tutti quelli che portano l'*ideologia ebraica* sono ebrei, mi spiego? Ma mica potrebbe essere diversamente per uno come me eh! E' conseguente al *loro* comportamento, mica che lo scelgo io così dal nulla insomma, e vi spiego perché. Fate conto che prima che Grillo si appropriasse del termine "reddito di cittadinanza", questo era definito dai suoi detrattori una "cospirazione anti-semita", in quanto andando esso contro ai più elementari precetti ideologici di quella religione (dalla quale derivano quelli della protestante e della giansenista), che sono che l'uomo (leggi: "il povero") deve soffrire, la sofferenza avvicina a dio (mentre i ricchi già ci sono vicini a lui), la povertà è una propria colpa e la ricchezza un proprio merito, il povero non deve essere indipendente ma restare al giogo dei prescelti da dio tramite la dipendenza indotta dal ricatto della necessità, le gerarchie umane le stabilisce dio ("predestinazione"), la ricchezza è un dono che dio sceglie a chi distribuire per merito, ci si porta i propri soldi nell'aldilà e quindi i ricchi compreranno l'ingresso al paradiso (o la resurrezione) mentre i poveri andranno all'inferno o resteranno sottoterra, cose così, e quindi lo scopo della vita terrena viene identificato nel maggior arricchimento materiale possibile ("salvezza attraverso le opere"), tutte stupidaggini per giustificare moralmente l'avidità, la competizione (che ripeto è il concetto opposto a "merito") e lo schiavismo insomma, e che il reddito di cittadinanza andrebbe ad intaccare in maniera determinante per ovvi motivi, da cui questa classica accusa che è sempre aleggiata (e di cui i 5 stelle ignoranti come bestie ovviamente non sono al corrente) sul reddito di cittadinanza ovvero di essere una cospirazione antisemita (che esso vada contro ai precetti "religiosi" elencati lo si può anche capire tutti, ma la logica per cui il retribuire a tutti un reddito di base mensile incondizionato può essere interpretato come atto di antisemitismo, non credo che persone normali come voi possano riuscire a capirlo da dove esca fuori).

"Una società che riverisce il raggiungimento della ricchezza come la felicità suprema sarà naturalmente disposta a considerare i poveri come dannati nell'aldilà, se non altro per giustificare sé stessa e per rendere la loro vita un inferno in questa" (Richard Henry Tawney)

Da anni prima che arrivasse Grillo io studio il reddito di cittadinanza e le filosofie che ne stanno alla base, filosofie proprie da sempre dell'estrema destra (mentre ho letto con stupore nei commenti in una pagina 5 stelle una persona che lo definisce "troppo di sinistra"... fate voi quale cognizione ne hanno questi...), e mi sono trovato a confrontarmi con gli antifascisti furiosi ed ancor più coi "calvinisti" (che almeno questi ultimi si lo sanno bene a chi "appartiene" il concetto vero di reddito di cittadinanza anche oggi) sul web per portare avanti il concetto (sono anche l'autore originario di alcune delle varie pagine sul tema in wikipedia, quelle iniziali, non come sono state poi ridotte o addirittura cancellate da quella gentaglia che vi impera), ben consapevole che, al tempo, fosse impossibile considerare realisticamente il proporlo al pubblico (anche il tentativo di Buontempo nel 2006 pur giocoforza edulcorato è stato ugualmente boicottato con sdegno dai politicanti), ma comunque studiandolo nei testi dedicati, pianificandolo accuratamente scrivendo appunti dedicati sul tema perlomeno per propagandarlo ideologicamente, nei forum di discussione, tra la furente ostilità degli integralisti religiosi anti-cattolici, ed ho condotto tra il 2008-2009 aspre battaglie appunto su wikipedia contro lo stravolgimento ideologico da parte di quegli estremisti antifascisti su quelle martoriate voci (distributismo, credito sociale, socializzazione dell'economia, corporativismo, fiscalità monetaria, moneta di ghiaccio, demurrage, Ezra Pound, Silvio Gesell, ecc) arrendendomi dopo aver compreso la futilità di una lotta impari contro un nemico che tiene il coltello dalla parte del manico, e contro il quale l'impuntarmici si è rivelato a mio malincuore niente più che un deprimente "dare le perle ai porci". Tanto che inizialmente avevo perfino quasi ignorato il tema ripreso da Beppe Grillo, credendola solo una bizza temporanea che avrebbe abbandonato quando si fosse accorto di quale nemico avesse di fronte (non serve specificare a chi mi riferisco, no? non vorrei passare per anti-semita ancora), ma quando poi ha fondato il movimento 5 stelle e proposto esplicitamente il reddito di cittadinanza io ne sono rimasto stupito ed entusiasta vedendo che ne era popolarmente acclamato, capirete, ho pensato "finalmente ANCHE qualcun'altro appoggia il nostro progetto, e, perdipiù" con ancor più mio stupore "senza venire accusato di antisemitismo", dopo anni di boicottaggio quando non proprio di denigrazione pressoché totali che vedevo accanirsi su di esso da tutte le parti politiche a sinistra di Alleanza Nazionale. Ovviamente all'inizio davo per scontato che si riferisse al reddito di cittadinanza, non potevo mica ipotizzare che prendendosi arbitrariamente il solo termine che lo definisce intendesse proporlo come nome di un sussidio che col reddito di cittadinanza non ha niente in comune come invece ha fatto. Ebbene mi è capitato a quei tempi su un forum, di fronte all'accusa dei 5 stelle verso Matteo Renzi di volergli rubare l'idea (accusa infondata e perfino paradossale essendo egli la marionetta dell'incarnazione dell'opposizione al reddito di cittadinanza Carlo De Benedetti, dominus italiano del nordismo massonico), aver puntualizzato che anche loro stessi l'avevano presa dall'estrema destra, precisando quindi quasi casualmente che appunto il concetto di reddito di cittadinanza è sempre stato della destra, credendo che tutti lo sapessero già come cosa perfino scontata (per cui fino allora non avevo nemmeno mai pensato dovesse essere necessario precisarlo), e con mio allibire mi sono sentito chiedere "le prove". Ovviamente in un primo momento non capivo il senso di questa frase, quindi ho chiesto "ma le prove di cosa?"... ebbene quelle persone, su un forum 5 stelle, non solo non sapevano che il concetto di reddito di cittadinanza era portato avanti solo dall'estrema destra da decenni prima della nascita del movimento 5 stelle, ma perfino trovavano strana la cosa tanto da arrivare a chiedere "prove" di ciò! Mi chiedo il perché, essendo esso a rigor di logica chiaramente congeniale alla visione economica della destra... Forse nel loro immaginario credevano che il termine "reddito di cittadinanza" l'avesse inventato Beppe Grillo pochi anni fa? Quindi, sbigottito e pur considerando assurdo ed ingiusto doverlo fare, sono andato su google per portargli queste benedette "prove", dove fino a qualche anno fa la ricerca "reddito di cittadinanza" dava una manciata di risultati, perlopiù siti di estrema destra, su Pound, Gesell, Belloc, Douglas, Auriti, De Simone, Bellia, Buontempo, fiscalità monetaria, complottismo, e "antisemitismo" (siti dove ovviamente Grillo a suo tempo ha appreso l'esistenza del termine). Oggi queste pagine sono state sommerse e relegate chissà dove da milioni di risultati su Beppe Grillo... comprensibilmente, certo, e le si può trovare solo facendo ricerche più particolareggiate. Così dall'iniziale incredula soddisfazione, pochi anni fa, di vedere che finalmente ANCHE QUALCUN'ALTRO si aggregava ad una NOSTRA proposta, si è passati poi al sentirsi chiedere "le prove"! Se fino allora avevo dato per scontato che chiunque anche tra i 5 stelle fosse consapevole che il reddito di cittadinanza era un concetto originale e proprio della destra, col senno di poi ho capito che mi sarebbe dovuta sembrare strana la cosa, anche se prima non ci avevo fatto caso pensando forse ad uno stupefacente rinsavimento di massa. Purtroppo non si trattava di tale ma di semplice ignoranza, come ha poi dimostrato l'incredibile richiesta di "prove". Ed è ironico che involontariamente ammettano tale loro ignoranza in una delle loro pagine, in un articolo dal titolo "Ci siamo svegliati fascisti" nel quale un tal Pierluigi Pagnotta scrive "non ci era chiaro che il fascismo presupponesse un reddito di cittadinanza", una frase che dal suo punto di vista dovrebbe essere polemicamente ironica ed invece è solo una plateale involontaria ammissione: non lo sapeva. Tale incomprensione che ne causa l'esclusione da quello che John Rawls chiama "overlapping consensus" è dovuta al fatto che dalla destra il reddito di cittadinanza è stato solitamente assimilato in connubio alla fiscalità monetaria nella peculiare versione di politica bancaria di creazione della base monetaria alternativa al signoraggista "quantitative easing", chiamata "credito sociale" (che è in parole povere il connubio tra reddito di base e fiscalità monetaria). Difatti su wikipedia nel portale fascismo alla sezione "influenze concettuali" il reddito di cittadinanza compare, ma sotto la voce "credito sociale", o almeno prima che la voce stessa venisse cancellata da quei pezzi di merda lasciandoci solo il link in rosso. Peccato che i 5 stelle non se ne siano accorti.

Tornando al fatto che a quanto pare la rivoluzione la farà la destra e non la sinistra, uno di sinistra come Guy Standing si chiede incredulo il motivo per cui della crisi economica e relative reazioni a globalizzazione ed austerity non abbia giovato proprio la sinistra... la risposta è semplicemente perché loro sono i responsabili di quella situazione, ecco perché! Ci mancherebbe pure che i colpevoli vengano premiati anziché puniti! E per fortuna ora sembra che la piega che si sta prendendo sia questa, dopo decenni di obnubilamento, oggi forse anche grazie a internet la gente si sta svegliando. Un interpretazione di quanto sta succedendo, sempre secondo Standing, è che la società si sta restringendo, nel senso che sta calando la fetta di popolazione con pieni diritti di cittadinanza. Però, fa notare lui, la storia ci insegna che con il crescere dei gruppi emarginati cresce anche la percezione di illegittimità delle strutture che li emarginano. A un certo punto l'edificio diventa ingestibile, dato che si sta facendo del male a troppa gente. Si certo, se non fosse che i responsabili sono appunto i suoi amichetti... Indicativa è un immagine che girava tempo fa su internet: una raffigurazione della regina Maria Antonietta, con scritto "maestà, il popolo ha fame" e la sua risposta "gli si dia lo ius soli" (al quale io sono favorevole, comunque, ma non è certo una priorità, questo è il punto). Quindi sorprendentemente ogni tanto se ne salta fuori anche qualcuno di sinistra come Standing a scagliarsi contro i valori del "labour" ed a favore di quelli del "work" (in Italia chiameremmo il primo "Lavoro" nel senso inteso dalla Fisica, mentre il secondo "produzione"). Certo il lavoro è necessario, ma quello con finalità produttive però, non quello alienato e che consuma risorse ("labour", il portare pietre per riempire un argine anzichè piantare dei pali) il quale non dovrebbe essere elogiato bensì deprecato e ridotto il più possibile. Che è quello che sta facendo il mercato con l'automazione, ma anziché essere favorito il work ed osteggiato il labour, oggi la classe politica e sindacale fa l'esatto contrario! La sinistra ogni tanto si scopre di essere datata e fuori dal tempo, di vivere in una realtà distaccata dove le libertà e i diritti iniziano e finiscono nell'ambito di genere e di razza. Perdono consensi, ma non fanno alcuna autocritica, anzi persistono, perché il sistema di credenze su cui basano la loro esistenza da generazioni crollerebbe come un castello di carte. Accusano gli altri di sabotare il loro mondo ideale, di essere colpevoli di non voler aderire agli standard di ignoranza e qualunquismo richiesti per far parte secondo loro del 3° millennio, come se del futuro avessero capito tutto loro, e gli altri fossero solo comparse indisciplinate da educare o punire. Il punto è che le loro ragioni non sono razionali: si stanno attaccando a qualcosa (la centralità del lavoro fine a sé stesso) che, declinando (il grande disaccoppiamento che segna il declino del lavoro salariato di cui ho scritto nella precedente email), si trascinerà dietro il sindacato insieme al benessere e al potere economico e politico della "borghesia", a quel punto conterà ben poco essere in ciò che rimane della "classe operaia" perché il cittadino dietro al lavoratore non conterà più niente nella dittatura di chi un lavoro ce l'ha verso quelli che non ce l'hanno. Pare quasi che la loro filosofia sia diventata "muoia Sansone con tutti i filistei". Io "La fattoria degli animali" l'ho letto a 14 anni, magari gli farebbe bene leggerlo anche a loro, ora come non mai.

Purtroppo tutti sappiamo che quando il momento verrà, la rivolta dei "senza reddito fisso" contro la dittatura di quelli che un reddito fisso lo hanno, gli attuali carnefici cadendo sempre in piedi saranno loro a guidare la rivolta degli esclusi, contro non si sa più chi a quel punto. Sia a destra che a sinistra è stato utile ignorare o sminuire il precariato finché era una minoranza, ma ora le cose stanno cambiando. Il brutto è che, come sempre, a raccoglierne i frutti saranno SEMPRE LE STESSE PERSONE, perché così è sempre stato e sempre sarà. Chi prima era il peggior conservatore, poi se ne uscirà vergine come se avesse avuto un illuminazione nel momento in cui il problema si è fatto evidente mentre prima non esisteva proprio, e lui da illuminato nel momento in cui il problema diviene innegabile vi ha lungimirantemente posto rimedio. Quelli cadono sempre in piedi quindi, mentre invece sarebbero da emarginare oggi stesso. La società odierna, che distrugge la base reddituale avversandone la retribuzione (però i deleteri sussidi si li tollera), esigendo però che il precario svolga una gran quantità di lavoro per mantenere il sussidio attraverso numerosi passaggi attivi, barriere da superare. La vita nei paesi nei quali esiste quel sussidio che i 5 stelle vorrebbero fare anche qui ruota attorno alle code, ai moduli da riempire, alla presentazione di documentazione da un ufficio all'altro dei medesimi enti pubblici, ai colloqui frequenti, alle risposte a domande col trucco (la cui domanda stessa è la vera imbecillità, solitamente), procedure lunghe ed umilianti, regole draconiane tese come sempre a far in modo che sia tu a rinunciare. E accettando un lavoro senza prospettive di durata si rischia di dover nel volgere di breve ricominciare la trafila da capo. Cose alle quali nessuna persona razionale accetterebbe di sottostare (vi hanno detto quelli dello sportello dell'Ulss come gli ho consegnato il modulo per l'esenzione che mi avevate dato? io ho una dignità, ripeto [per chi legge qui, gliel'ho piazzato con una manata allo sportello saltando l'indecente fila dicendogli solo "e fatene quello che vi pare" girandomi ed andandomene]). Eppure il precario è costretto a farlo, davanti a gente tipo voi che fa una smorfia quando rifiuti il piatto con dentro una merda e si permette pure di commiserarti. Il precario oggi è uno che dipende dalla volontà altrui, significa essere postulanti privi di diritti, soggetti alla carità o al benvolere discrezionali o regolamentati dei burocrati. Lo stato tratta i precari come gruppo, a seconda dei casi, da criticare, compatire, demonizzare, sanzionare, o penalizzare, non come oggetto degno di protezione sociale. Il fatto è che non dovrebbe essere nemmeno quest'ultimo caso, dato che di quella cosa chiamata "welfare" non dovrebbe essercene nemmeno il bisogno, in un mondo che voglia definirsi normale. Una delle conseguenze che deriverebbero dal reddito di base sarebbe la scomparsa della necessità di un welfare (e non la sostituzione, dato che il reddito di base "welfare" non lo è proprio per niente non essendo quello il suo scopo; il suo scopo *NON E'* quello di *dare soldi*, ma le conseguenze macroeconomiche che tale mezzo indurrebbe).
Che sono un apologeta della flessibilità ve l'avevo scritto no? Il precariato non va abolito come vorrebbero quelli di sinistra, ma DIFFUSO. Tutti precari=nessun precario. Tutto il lavoro dovrebbe essere "precario", è ora di finirla con tutte le regolamentazioni sul lavoro che la precarietà la creano ESCLUDENDO solo alcuni dalla non precarietà. La precarietà si elimina rendendo TUTTI PRECARI ovvero NESSUN PRECARIO, e quindi abolendo le regolamentazioni che creano i NON precari. La precarietà è creata dai sindacati tramite quell'abominio che è lo statuto dei lavoratori e simili! Io sono quello che lo vuole abolire, perché appunto SOLO diffonderlo A TUTTI equivale ad abolirlo! Ma poi, scusate... "lavorare meno lavorare tutti" non era un tipico slogan della sinistra? Ed il lavoro precario esteso a tutti non dovrebbe esserne l'esatto equivalente??? No? Ma allora esattamente loro cosa intendevano con "lavorare meno lavorare tutti"??? Oggi che questo è l'andazzo, se ne lamentano loro??? Il lavoro saltuario permette a più persone di lavorare e meno, quindi di cosa si lamentano dopo averlo postulato da sempre proprio loro??? L'ingiusta stigmatizzazione dei disoccupati arriva a partorire paradossi altrimenti talmente inconcepibili che non ci si riesce nemmeno a fare l'abitudine e che da talmente irritanti sono è perfino fastidioso riportarveli, ma è necessario per dimostrare i livelli ai quali la stupidità umana può giungere: "ci sono milioni di italiani sottopagati che lavorano 8 ore al giorno per quattro spicci, e voi volete regalare soldi ai disoccupati?"... ma che discorso sarebbe???? Ma quale logica paradossale può portare a partorire un simile concetto? Una logica che si può illustrare con questo paragone: nel momento in cui il terreno coltivabile è maggiore della quantità di frumento accantonata per la sua semina per cui essa non basta per seminare l'intero campo, anziché convogliare verso la semina la quantità di semi che esubera dalle necessità alimentari (qualora ve ne sia si intende, e c'è), distruggerla; se ci sono sementi in esubero rispetto alle necessità alimentari umane e campi lasciati incolti per mancanza di semente, che senso ha distruggerne anziché usarle per la semina??? Tutt'al più il surplus dell'anno venturo lo si userà per alimentare bestiame per produrre carne ottenendo così il ribasso del suo prezzo, l'estensione del suo consumo, la parallela sostituzione del consumo di cereali con carne, quindi in una spirale ("beni di Giffen") ulteriore riduzione del fabbisogno di cereali. Ma perché lasciare incolto ciò che si può sfruttare quando c'è gente che ha fame? Quindi, "ci sono milioni di italiani sottopagati che lavorano 8 ore al giorno per quattro spicci, e voi volete regalare soldi ai disoccupati?" si traduce in "ci sono milioni di italiani i quali hanno la possibilità di contraccambiare per acquisire il pane ma non per comprarsi un automobile, e voi volete permettere che anche chi non ha la possibilità di ricambiare (pur essendo disposti a farlo qualora gli venga data, definizione di "disoccupato") usufruisca dello stesso pane esistente, anziché buttarlo via apposta?"... vi spiego una cosa: buttare via il pane esistente in surplus ("bene raggiungibile") invece di fare in modo di renderlo disponibile anche a chi al fornaio (che giustamente non lavora gratis) non ha niente da dare in cambio, NON CREA AUTOMOBILI DAL NULLA. L'automobile per lui non c'è perché non è stata prodotta l'automobile, non perché il pane che a lui non serviva è stato lasciato prendere a chi non ha niente con cui scambiarlo. Buttarlo via non avrebbe creato un automobile. Il reddito di base non è "prendere una parte del tuo stipendio e darla via ad un tizio a caso. E così ogni mese. Sarai più povero, ma lui sarà felice"... no tu non saresti proprio per niente più povero perché non è una parte del tuo stipendio ma una ricchezza che oggi è inutilizzata, sprecata, distrutta! Quindi invece di lamentarsi che il pane vada sia a chi lavora e a chi invece no, dovrebbero ritenersi fortunati di poter ottenere non solo pane ma grazie ai "quattro spicci" anche carne e verdura alle quali chi non lavora magari non vi ha accesso perché quei "quattro spicci" nemmeno li ha!!! Casomai ci sono milioni di disoccupati e chi un lavoro retribuito VERO ha la fortuna di averlo non dovrebbe infierire contro chi la sua fortuna non ce l'ha! E, detto per inciso, per quanto ovviamente l'uso del termine "felice" da parte loro sia ovviamente sarcastico, fare "felice" qualcuno sarebbe una cosa deprecabile? Secondo un misantropo certamente, ma io fossi in loro non è che me ne farei proprio un vanto sbandierandolo così...

"Se dò da mangiare ai poveri vengo chiamato santo - se chiedo che i poveri siano sfamati vengo chiamato comunista" (Hélder Camara)


Dato che avendo riletto la precedente ho l'impressione possa forse non essere chiaro il "vi spiego perché", il perché è che non sono io ad essere contro di loro, sono loro ad essere contro di "me". Ed il motivo è appunto ciò che ho scritto dopo il "vi spiego perché", alla luce del quale io non vedo come potrei e come secondo voi dovrei, con quale vostra pretesa, apprezzare qualcuno che mi è contro. *Lui* contro di me, mentre fosse per me non ne sarei certo contro se non fosse lui ad esserlo contro di me per primo. E non è che me lo invento io, a conferma di ciò gente tipo Ezra Pound e Robert Brasillach (evidentemente i poeti hanno una certa sensibilità per queste cose) hanno analizzato la genesi dell'antisemitismo anche nei movimenti non dichiaratamente fascisti (anzi alcuni di essi si collocano a sinistra, gli attuali partiti "del credito sociale" o del "distributismo" presenti tuttora nei paesi anglosassoni), ed in paesi privi di ebrei (Giappone o Islanda ad esempio), notando come l'antisemitismo vi si presentasse regolarmente quando questi contemplavano le teorie economiche proprie ANCHE del fascismo, e ricavandone che ciò si presentava non perché antisemiti lo fossero, ma perché venendo accusati di esserlo se ne auto-convincevano loro stessi! Vi rendete conto? Fate conto che Clifford Hugh Douglas, e lo scrittore Gilbert Keith Chesterton, solo perché teorizzatori e sostenitori delle teorie economiche del "credito sociale" furono accusati di antisemitismo (e non vagamente, una certa Janine Stingel ci ha poi scritto pure un intero libro dedicato contro di loro). Da questa, per loro inattesa, accusa essi ne ricavarono che le teorie matematiche che avevano sviluppato erano in contrasto con le filosofie economiche ebraiche del "vecchio testamento". Per farvi capire, Douglas aveva espresso le sue teorie in un algoritmo ("teoria A+B"), e tale algoritmo è stato accusato di essere antisemita... ora secondo voi, come può un ALGORITMO essere antisemita???? Sicuramente queste sono "chicche" delle quali voi siete stati ignari finora ovviamente, dato che delle motivazioni per cui fascismo ed ebraismo sono in contrasto ve ne è sempre stata data dal mainstream (quindi non mi aspetto mi crediate, "è più facile ingannare la gente che convincere loro che sono stati ingannati", frase di Mark Twain) una visione totalmente avulsa dalla realtà ("pregiudizio", "parafulmine", "invidia", e cose del genere prive di apparenti motivazioni razionali), quando invece le motivazioni sono ben precise e non volute dal fascismo, dato che non ha certo iniziato "lui", e dato che l'ebraismo non è ostile solo verso *il fascismo* auto-definitosi tale, ma contro qualunque visione economica che contrasti con la loro "salvezza tramite le opere" che vi ho descritto nella scorsa email, voi cosa ne ricavate? Dal canto suo, Douglas alle accuse di antisemitismo rispose esplicitamente che la sua "teoria A+B" è un'analisi dei prezzi e dei redditi e del loro rapporto di contabilità dei costi, non una "teoria cospirativa antisemita". Dato che il fascismo propriamente detto nasce nel 1919, e non è che prima il filone filosofico-economicistico (la pletora di filosofi che vi avevo citato ecc, che pur comprendendo al suo interno anche protestanti, in generale si rifà al cattolicesimo del tipo poi espresso dalla "dottrina sociale della chiesa cattolica" di Papa Leone XIII nell'enciclica Rerum Novarum, tanto che la tendenza era verso la conversione al cattolicesimo come Dorothy Day fondatrice assieme a Peter Maurin della vera bestia nera per l'ideologia ebraica, il "Movimento dei lavoratori cattolici") che al fascismo ha in seguito portato fosse "apprezzato" da chi porta l'ideologia della "salvezza tramite le opere"... l'avversavano tanto quanto hanno poi avversato il fascismo fattosi tale, e la conferma è che il filone filosofico-economicistico che si contrapponeva alla visione di quella lista di filosofi che vi ho fatto è quello al quale fanno riferimento i filosofi apologeti dell'ideologia ebraica, e chi troviamo tra essi? Mi basta un nome roboante: Karl Marx. Voi cosa ne ricavate? Ma, come ripeto, non tutti quelli che portano l'ideologia ebraica sono ebrei, e non tutti gli ebrei portano l'ideologia ebraica, ebrei fascisti ce ne sono eccome, e loro, così come africani e fascisti di qualunque altra razza, per quanto mi riguarda sono miei FRATELLI. E non parlo senza cognizione: tra i miei coimputati c'era anche un ebreo (perciò un ebreo accusato di antisemitismo...) e non uno così per dire ma uno che aveva anche abitato per anni in Israele, [ometto qui il nome] si chiama. E tra i fascisti veneziani non era l'unico, ce n'era un altro pure famoso (era un blogger "ante-litteram" col nickname "Cariddeo" https://forum.termometropolitico.it/468999-trovato-morto-il-forumista-cariddeo.html), oggi deceduto, Raffaele Di Deco, seppur convertitosi al cattolicesimo (poiché appunto rifiutava l'ideologia ebraica). Mentre per quanto riguarda i fautori dell'ideologia ebraico-protestante non ebrei essi abbondano talmente tanto anche tra chi paradossalmente vorrebbe pretendere di farsi passare per cattolico che non sarebbe nemmeno necessario fare nomi... me ne basta fare uno solo, ma molto indicativo: Papa Bergoglio, che con quale cognizione abbia osato darsi un nome che alla luce della sua aperta ostilità verso i dettami francescani assume una luce grottescamente paradossale, non si sa. Anzi, non solo a quelli francescani, e nemmeno solo quelli cattolici, ma quelli cristiani proprio.

Ovviamente verso i 5 stelle la questione "antisemitismo" non si pone non essendo il loro un reddito di cittadinanza; all'ideologia ebraica i sussidi stanno bene, essendo condizionati a fare ciò che chi eroga il sussidio pretende in cambio ("sudditanza" è il termine tecnico per definire ciò) e non essendo perciò concessi universalmente.

Se vi sembro troppo critico verso quelli che criticano me, lo sapete qual'è la categoria "professionale" che più di tutte si accanisce ad accusare di "fancazzismo" (termine che nel mio vocabolario non esiste, lo riporto come loro) gli altri? I "rappresentanti", ossia il più parassitario tra i mestieri parassitari. Proprio loro sono i primi che si permettono di fare morali sull'utilità agli altri... è una cosa di cui non mi sono mai riuscito a capacitare... io facessi un "mestiere" come quello me ne vergognerei e non andrei certo a sbandierarlo perfino poi contrapponendolo a chi non facendo nulla è almeno più *UTILE* di loro! E questi si permettono loro di pretendere di avere le credenziali per poter fare morali ad altri??? E io secondo voi dovrei pure starmene zitto a fronte di ciò??? E anche a fronte di ciò non ho potuto fare a meno di notare che tipicamente più un mestiere è parassitario e più chi lo fa è rancoroso ed insofferente verso tutto ciò che somiglia a loro e loro negano in sè stessi (rimuovono), difatti a loro risponde classicamente la definizione di "evasore del canone rai, bollo auto, ici" che già vi avevo descritto, sono loro quelli che si accaniscono più di tutti contro le imposte e la spesa pubblica ma ciecamente senza proporre un alternativa che non siano draconiani "tagli"... loro sono quelli che (come vi avevo già scritto) denigrano la fiscalità monetaria con il termine "i soldi del monopoli" quando invece in realtà i soldi del monopoli sono proprio quelli che stiamo usando ora e loro adorano, l'euro! I cosiddetti "anarco-capitalisti" che pretendono di dirsi liberisti... quelli che accecati dalla loro avidità ed egoismo sono convinti che se le imposte venissero abolite, i soldi che ora loro devono pagare rimarrebbero interamente come potere d'acquisto reale a loro, in barba all'"equilibrio economico generale", fate voi quale demenziale cognizione hanno della cosa questi... Ma non è mica finita! La loro mentalità raggiunge livelli grotteschi nel momento in cui a fronte del lamentarsi di tutti gli altri indirizzi della spesa pubblica, in particolare del previsto sussidio chiamato (comunque erroneamente) "reddito di cittadinanza", viceversa allo spendere soldi pubblici per pagare alla manodopera i salari delle aziende private esentandone perciò (almeno parzialmente, come nel "progetto garanzia giovani" e negli "stage" che proponete proprio voi) dal doverlo fare i proprietari che della manodopera in questione usufruiscono, su questo pare i personaggi in questione non abbiano obiezioni da fare ma anzi spesso lo apprezzino, al punto che, "rullo di tamburi", propongono proprio questa aberrazione come, dal loro punto di vista, possibile equivalente "alternativa" al "reddito di cittadinanza"!!! Ma vi rendete conto??? Quale possa essere il contorto meccanismo mentale che porta ad ipotizzare e trovare sensato proporre questo abominio concettuale come alternativa "equivalente" all'altra, mi è proprio impossibile capirlo. In che modo questo abominio di immoralità può essere visto come "alternativo" ad un sussidio erogato ai bisognosi??? Cioè ad una NECESSITA' che, sempre a causa delle conseguenze delle loro aberranti "opinioni", proprio loro vanno a determinare!!! Per cui pur essendo esso, così come ogni sussidio, certamente deleterio, è comunque oggi necessario come "male minore", e lo è reso tale proprio a causa loro! Prima creano un problema ed invece di prendere atto dell'origine delle conseguenze ed accettarne le soluzioni, come presunta "soluzione" alternativa andrebbero a crearne uno di ulteriore da dover poi a sua volta ulteriormente risolvere (dato che le sovvenzioni oltre a non essere certo "gratis" vanno a "drogare" il mercato mantenendo artificialmente in vita rottami decotti che dovrebbero chiudere i battenti cedendo la "canna da pesca" a chi più capace di "pescare") aprendo ulteriori necessità!!! E descrivendogli il reddito di cittadinanza (quello vero) ti senti rispondere che "è la stessa cosa"... non è proprio per niente la stessa cosa! Un conto è dare un reddito di base a ciascuno indipendentemente da tutto con le relative conseguenze, altra cosa è dare i redditi di base di diverse persone, e non si comprende a che titolo e secondo quale contorto ragionamento, ad un unico soggetto, cosa credono ne farà??? Quale influenza se ne otterrà di diverso rispetto ad oggi??? Di buona nessuna, di cattiva eccome!!! Oppure ti rispondono che "il reddito deve derivare dal lavoro"... e sono gli stessi soggetti che al tempo stesso auspicano la riduzione del costo del lavoro!!! Ma vogliamo far pace col cervello??? Se il reddito deriva solo dal lavoro, a doverlo pagare interamente chi sarà? Il datore di lavoro no? Quindi con quale coerenza i medesimi soggetti mentre ne sostengono l'accollamento interamente al lavoro ne auspicano allo stesso tempo la riduzione del costo??? Tramite quale modo??? A questo mica ci arrivano! La botte piena e la moglie ubriaca... quindi i padroni sono buoni o cattivi? Tutti a dividersi a dire o una cosa o l'altra... a dire che non sono né buoni né cattivi ma ognuno fa comprensibilmente il proprio interesse sono l'unico al mondo???
La questione si impone alla luce di un contesto economico e sociale, nel quale sempre meno si può dare per scontato che tutti abbiano o possano avere un reddito, e in cui si deve fare i conti con i bruti dati di realtà, che raccontano di un paese - il nostro - nel quale la disoccupazione è elevata e nel quale chi lavora lo fa sempre più in modo precario, intermittente, "flessibile", rimanendo comunque disoccupato, un "disoccupato che lavora", la nuova concezione "occupazionale" creata dal risultato di anni di disastro, i working poors, un tempo ossimoro, oggi diventata diffusa realtà, nel quale molti sono coloro che, pur lavorando, lo fanno restando sotto la soglia reddituale di povertà e quindi non potendosi considerare *occupati*. Il diritto a vivere in modo libero e dignitoso è diritto solo di alcuni o di tutti? E' diritto solo di coloro che hanno la fortuna di avere un lavoro retribuito in misura "sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa", o è diritto anche di coloro che un lavoro non l'hanno o non è retribuito in misura sufficiente? Sempre troppo tardi arriverà "la riflessione" che molti con doloso ritardo iniziano ad auspicare. Per chi di "riflettere" su qualcosa che dovrebbe essere evidente in modo inequivocabile a chiunque ne ha pure il bisogno di esserci invitato a farlo, si intende. Tutto ciò interroga (o almeno dovrebbe) quella stessa costituzione alla quale molti fanno riferimento in merito: è essa impotente, o peggio indifferente, rispetto al concretizzarsi di una vita senza libertà e senza dignità a causa della mancanza di reddito, o ha qualcosa da dire al riguardo, e qualcosa di opposto rispetto all'attuale rassegnazione impotente o indifferente? Divenuto sempre più utopico l'obiettivo della piena occupazione e saltato il rapporto biunivoco lavoro / garanzia dell'esistenza, che si fa: si lavora o si muore? Oppure diviene un problema sociale, una responsabilità collettiva, assicurare comunque a tutti, anche per altre e ulteriori vie rispetto al lavoro, la garanzia di un esistenza libera e dignitosa? Fosse per me... hai voglia!!!
E per l'amor di dio non andate a tirarvi fuori nella mente risposte demenziali trite e ritrite che già famigeratamente "conosco" e che sono solo un puerile "nascondersi dietro un dito" come quelle sugli 80 euro di Renzi! Apparentemente razionali si, ma totalmente avulse dalla logica e dal buon senso però! Le cose folli, immotivate, ed ingiustificabili come questa gli stanno bene, mentre quelle quantomeno se non giuste perlomeno necessarie (e necessarie proprio a causa di quelli come loro tra l'altro!) invece no! Su quest'ultime ci si scagliano berciandoci contro esagitati come dei cani rabbiosi! Ma da dove cavolo sono usciti questi??? Quelli "alla Seminerio", dei concetti farneticanti del tipo "indebitarsi per pagare chi non fa un cazzo"... se la colpa del fatto che c'è gente che oggi *non ha un reddito* (chiamiamo le cose col loro nome) è di quelli che si lamentano dell'"indebitarci", e lo è, mi pare giustissimo farlo... anche se sono ben consapevole che è un "tagliarsi le palle per far dispetto alla moglie", ma sono LORO a costringere a farlo! E poi si permettono pure di ironizzare credendosi arguti! "A chi corrispondono i favorevoli alle imposte? Strano, vero?"... Così come a chi corrisponde chi ne è contrario: strano, vero? No, la loro arguzia è solo a senso unico, solo finché fa comodo a loro, che gliela si possa rigirare contro neanche se l'aspettano questo è il surreale! Dato che chi un imposta non la vuole "a chi corrisponde"? Quale differenza c'è tra due opinioni su una medesima cosa? Sono equivalenti, sia essere favorevoli a una cosa che esserne contrari è avere un opinione (ed un interesse in alcuni casi) su quella cosa, quindi elenchiamo anche a chi corrisponde la contrarietà (che sempre un opinione su quella cosa è), non solo a chi ne è favorevole. Non ci arrivano proprio eh! E ovviamente nella loro ignoranza sul fatto che i soldi che si pagano in tasse non sono soldi propri ma soldi della collettività, cosa ci si aspetta ti rispondano se non coi classici triti luoghi comuni? "Chi vuole una tassa perché la pagano gli altri è un ricchione col culo altrui"... no, col culo altrui proprio per niente dato che qui si sta parlando di ricchezza collettiva e non di un singolo, ricchezza che "paghiamo" ossia alla quale contribuiamo TUTTI in parte uguale a seconda della spesa e non "qualcuno si e qualcuno no", non "gli altri", ed in ogni caso: facciamo scambio? Tu ti prendi la mia condizione ed io la tua? L'ultima cosa che farei è lamentarmi delle tasse, io, nel momento in cui pagarle pure nominalmente potrei. Ma come si suol dire, chi ha denti non ha pane e chi ha pane non ha denti. Ed all'ignoranza altrui è a me che mi tocca assisterci. Si scagliano contro le alternative quali la fiscalità monetaria e poi si lamentano delle conseguenze della sua assenza... e allora se non gli comoda la fiscalità monetaria che si sorbiscano i debiti e le loro amate imposte sui redditi, senza lamentarsene più però eh! Come si possa pretendere di definirsi liberisti ed essere poi però contrari al suo caposaldo fiscale ossia la fiscalità monetaria, e quindi implicitamente favorevoli alle imposte sui redditi (mica ci sono alternative tra le due, o meglio, essendo i due poli opposti tutto il resto "è vie di mezzo") e all'"indebitamento", resterà un vero mistero per i posteri... stessa cosa per il reddito di cittadinanza, filosofia di stampo prettamente liberista (necessario proprio a permettere il laissez faire come sua inevitabile compensazione), l'avversano furentemente ma poi sono i primi a lamentarsi delle conseguenze che derivano dalla sua assenza... eh no, se non accettate la soluzione non vi lamentate poi però del problema!!!! Ve ne state zitti! Perché di lamentarsi di un problema se ne perde il diritto nel momento in cui si rifiuta la soluzione ad esso. E voi non sognatevi di girarmi contro quest'ultima frase, perchè io credo di aver fatto analisi inequivocabili ed inconfutabili delle vostre "soluzioni" ai miei problemi nel corso di queste email.


Se vi stupite del fatto che un algoritmo è stato accusato di antisemitismo, considerate che (ma questo lo saprete già) quando non si hanno altre argomentazioni per poter attaccare una cosa, basta accusarla di antisemitismo e il gioco è fatto. La scienza non è democratica, però i "democratici" per i quali democrazia è solo quando la si pensa come loro sanno sempre usare i loro tipici subdoli mezzucci per indirizzare pure la scienza, e già vi ho scritto quali sono gli altri ("accademicità", "peer review", ecc), ecco un altro è questo. Che poi quelli che ora, dopo l'oramai consolidato "analfabetismo funzionale", si sono messi a glorificare il nuovo mantra "la scienza non è democratica" corrispondono (e ce ne si può stupire?) a quelli che glorificano pure il "peer revieew"... ora, che si decidano, la scienza è democratica ("peer revieew") oppure non lo è? Ovvio, varia a seconda della loro convenienza (leggi: dei loro bias). Non so altrimenti come possano conciliarsi le due posizioni antitetiche in un unico soggetto... Un consesso può decidere se vogliamo o no definire Plutone un pianeta, ma non è che se un consesso decide per voto che Plutone non esiste, puf, scompare di colpo. Ma per loro, secondo la "peer revieew", evidentemente si, tramite essa si può negare l'evidenza e la logica, e wikipedia ne è il prototipo stesso. Io non so a voi, ma a me il fatto che con finora un secolo a disposizione l'unico appiglio che i suoi detrattori sono riusciti a trovare per attaccare la "teoria A+B" (che sta alla base del credito sociale) sia quello di farla passare per un algoritmo antisemita dovrebbe di per sè essere indice della sua inconfutabilità matematica no? Ma se il mondo iniziasse a funzionare in maniera efficiente scomparirebbe la povertà e quindi i ricchi non avrebbero più nessuno su cui ergersi e al quale fare la carità in cambio della sudditanza e il concetto di "salvezza tramite le opere" andrebbe a farsi benedire, guai a toccare i dogmi religiosi. E non sono l'unico a capirlo, già William Aberhart scrisse "il potere non si oppone al credito sociale perché pensa che non funzionerebbe, ma si oppone per il timore che funzioni". La cosa surreale è che oggi anche nei paesi cattolici la maggior parte delle persone segue inconsapevolmente questi dogmi protestanti-ebraici invece di quelli cristiani (perché alla "salvezza tramite le opere" è Gesù che ci si opponeva e quindi l'intero cristianesimo, mica solo il cattolicesimo). "Noi non siamo contro gli ebrei perché d'altra religione e d'altra razza ma dobbiamo opporci ch'essi coi loro denari mettano il giogo degli schiavi sui cristiani"... sapete chi ha pronunciato questa frase? Il cattolico militante Alcide De Gasperi, nel 1906 ovviamente, quando ancora si poteva.
Si può proprio parlare di "neuroeconomia", che a dispetto di una presunta scontata natura razionale dell'essere umano, sostiene che l'uomo non è un animale razionale, ma le sue attitudini sono costantemente influenzate da processi spesso inconsci, fuori dal proprio controllo. Difatti questa è la causa di tutti i problemi di cui ci lamentiamo del sistema economico, lo sconvolgimento della mano invisibile causato dall'agire percettivamente ossia falsamente razionalmente. Ripeto un esempio semplice che già vi ho fatto: oggi secondo la legge domanda-offerta gli affitti di una casa normale dovrebbero aggirarsi sui 100 euro al mese; i proprietari di casa si ostinano, per una percezione della realtà che non corrisponde alla razionalità, a pretendere ancora oggi 500 euro al mese nonostante il potere d'acquisto delle persone sia sceso parecchio rispetto a quando anni fa gli affitti raggiunsero i 500 da legge domanda-offerta; il risultato è che oggi c'è gente che vive per strada e case lasciate vuote, cosa che in economia si chiama "perdita secca". Anche in questo caso, non venite a rivolgermi contro la frase, dato che già vi ho detto che per 400 euro al mese sono dispostissimo a cedere ad altri la quantità quotidiana del mio tempo che ad essi equivale razionalmente CONTRO la VOSTRA "percezione" demenziale che non sia quello che vi ho esposto l'adeguato rapporto salario/orario che *dovrebbe essere* tale per una qualunque mansione ossia solo per il mero tempo impiegato indipendentemente dalla mansione, per tutti in un paese *COME* l'Italia nell'anno 2018 (che poi *non lo sia* è un altro discorso, ripeto, che va a peggiorare ulteriormente la cosa eh! ne siete soddisfatti nel caso non lo sia? ne andate fieri? voi li avete votati quelli che a questo ci hanno portato, non io). 400 (ma anche 600) euro al mese sono pochi nel momento in cui gli affitti sono di 500 ossia rispetto ad essi, non tanto rispetto "al pane quotidiano"; se gli affitti fossero di 40 al mese, ma anche appunto 100 nella peggiore delle ipotesi, sono il primo a dire che 400 mensili sarebbero una cifra equa come intero reddito a orario equivalente (le vostre 6 ore). La questione verte sui rapporti; la colpa che gli affitti sono di 500 non è dei datori di lavoro che devono pagare il salario, ok, le colpe non sono mai di nessuno, ma cosa si deve fare allora? Ovviamente, capirete, anche se critico i centri sociali, io dell'occupazione delle case vuote ne sono un apologeta e su quello concordo totalmente con loro, da sempre non solo ora.
"Non ci sono lavori che gli italiani non vogliono più svolgere. Ci sono salari che gli italiani non possono più accettare" era lo slogan di un manifesto del Movimento Sociale Fiamma Tricolore di qualche anno fa; notare bene il termine usato, *POSSONO*... io spero riuscite ad afferrare il concetto, che vi ribadisco: non è che non voglio, è che NON POSSO! E non ho comunque bisogno di leggerlo come slogan, è una mera razionale questione spontanea e logica: seppur inconsapevolmente quello slogan esprime alla perfezione il concetto matematico di costo di opportunità. Avete presente la frase che Totò dice nel film "Le motorizzate" "non sono io a dover cercare il lavoro, è il lavoro che deve cercare me!"? Guardate che non è una frase banale, in un mondo normale le cose starebbero proprio così, un mondo per potersi definire normale dovrebbe funzionare così, perché questa è la legge domanda-offerta, quella frase esprime la legge domanda-offerta, perché è in questo mondo, lo saprete già immagino, che la cognizione di "domanda" ed "offerta" in relazione alla risorsa manodopera è diametralmente invertita rispetto al loro senso sensato inteso in scienza economica. La manodopera oggi è l'unica merce dove a "fare il prezzo" è la domanda anziché l'offerta, e questa non è una cosa che si possa considerare normale, è l'indice stesso della distorsione del meccanismo domanda-offerta.


Davanti al mio impegno politico e alle mie critiche all'attuale organizzazione sociale, una volta (soprattutto da parenti quando stavo in carcere) mi venivano spesso chieste cose tipo: "ma cosa ti manca? l'umanità non è mai stata meglio che in questi ultimi 50 anni!". La risposta è che io non mi lamento di ciò che abbiamo o che non possiamo avere (ben lungi da me vaneggiare su utopistici "mondi perfetti"); non mi lamento nemmeno tanto (o comunque non solo) di quello che potremmo avere e non abbiamo, quanto dell'insicurezza che l'inefficienza con la quale viene condotto il sistema determina nella vita delle persone, e tutte le conseguenze che ciò determina e dalle quali nessuno ne è esente (anche nell'ottica di "contratto sociale"). Tra il gongolare di chi grazie a tali inefficienza ed insicurezza può bearsi della prospettiva della "salvezza attraverso le opere" (chissà che sorpresa quando si ritroveranno giustamente tutti loro all'inferno eh? troppo bello sarebbe se esistesse davvero). Che poi quelli che mi ponevano tale questione mica si rendono conto che secondo questa logica qualunque sistema dovrebbe andargli bene dato che comunque qualunque sistema non fa "mancare niente" non essendoci metro di paragone per poter stabilire cosa manca rispetto ad un altro possibile sistema, dato che non ci sono "universi paralleli" coi quali poter fare il confronto; ve l'ho già scritto, nessuno vede un pomodoro che non è stato prodotto. Allora perché loro lodando questo sistema implicitamente criticano gli altri possibili? Secondo tale logica mi avrebbero chiesto "cosa ti manca" pure nella Cambogia di Pol Pot! Cosa mi manca? Mi manca di vedere buon senso attorno a me! Ecco cosa mi manca! Io vivo in un mondo nel quale vedo attorno a me gente che invece di piantare pali porta pietre! E vivo nella consapevolezza che se uno se ne uscisse dicendo che non si deve portare continuamente pietre ma solo piantare una decina di pali di legno che tratterrebbero da sè i detriti senza nemmeno il bisogno di portarceli apposta, verrebbe ignorato o deriso da tutta la "tribù", e se si rifiutasse di partecipare all'assurdo lavoro di trasporto pietre sarebbe ostracizzato dalla società rischiando magari di beccarsi un anatema dallo "stregone". Ecco, io attorno a me, oggi, qui, vedo questo, e a cercare di farlo notare si ottiene la derisione e l'ostracizzazione, quando non la furente aggressione (ma quest'ultima prassi sta scomparendo grazie alle "mazzate" virtuali che quelli si beccano regolarmente sul web da quelli come me laddove, a differenza di wikipedia, non si possa essere messi a tacere arbitrariamente da un cretinetto qualsiasi - lode lode lode a facebook!) dai più fanatici propagandisti del portare pietre, quelli che consapevolmente o meno fanno il gioco della "salvezza tramite le opere" di qualunque razza e credo essi siano. Ovviamente, come vi ho accennato in una delle scorse email, se a un certo punto anche il capotribù si rendesse conto che magari sarebbe meglio piantare dei pali (si chiama "progresso"), tu rimarresti lo stesso "scemo del villaggio" di prima, e lui si prenderebbe tutto il merito. "Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto", così è sempre stato e sempre sarà, e quando raramente avvengono, le riabilitazioni sono sempre postume quando ormai non gliene frega più niente a nessuno, come col dottor Semmelweis. Pensate veramente che la nostra società sia mentalmente diversa da quella tribù polinesiana? La nostra società non ha proprio per niente una mentalità diversa, la differenzia da tutte quelle passate e da quelle attualmente isolate solo l'essere più progredita materialmente, non mentalmente. Perché allora non mettersi a fracassare tutto per poi doverlo ricostruire? Sapete come schizzerebbe il "pil"?! Alla faccia di Bastiat!

"Non conta il risultato, conta cosa si fa"... certo, ma, come sempre, "solo finchè fa comodo". Dato che nel parallelo con la mia condizione, ossia quella nella quale pur non dandomi un solo attimo di riposo non ne ottengo però "risultati" (*soldi*), le attribuzioni si capovolgono: la merda sono io secondo il giudizio di mio papà. Per cui si è sempre ed in ogni caso una merda, e qualcuno ci ha pure scritto una canzone:

Tu sei buono e ti tirano le pietre. Sei cattivo e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre pietre in faccia prenderai. Tu sei ricco e ti tirano le pietre. Non sei ricco e ti tirano le pietre. Al mondo non c'è mai qualcosa che gli va e pietre prenderai senza pietà! Sarà così finché vivrai, sarà così. Se lavori, ti tirano le pietre. Non fai niente e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai capire tu non puoi se è bene o male quello che tu fai. Tu sei bello e ti tirano le pietre. Tu sei brutto e ti tirano le pietre. E il giorno che vorrai difenderti vedrai che tante pietre in faccia prenderai! Sarà così finché vivrai, sarà così...
Che sono un fautore estremo della robotizzazione era chiaro no? Qua il problema non è la robotizzazione ma chi non avendo un cazzo da fare e avendo le necessità quotidiane già ripianate indefinitamente (tipo dal "papi") può permettersi di "lavorare" anche gratis come hobby, forse per redimersi da colpe che evidentemente percepisce inconsciamente di avere o per sentirsi migliore degli altri. Ma a rimetterci da questa concorrenza sono quelli come me che il bisogno lo hanno e totale! La gente più è parassitaria e più esalta la beneficienza e il volontariato e denigra chi le loro fortune non le ha avute. E come non mi stancherò mai di ripetere, chi fa un lavoro inutile è mille volte più parassita di chi non fa nulla. Gli inoccupati senza reddito e/o patrimoni hanno ben altri pensieri per la testa e ci mancherebbe pure che a fronte di non avere nemmeno un reddito accettassero pure di lavorare gratis (qui intendo totalmente, senza i vostri parziali rimborsi spese di 400 euro) come mi è stato consigliato anni fa pure da un vostro collega nel vostro lavarvene le mani proponendo cose assurde palesando la propria impotenza nel compito a quelli come voi delegato. Io ovviamente non avevo obbiettato, ma questa è una questione di principio: come si può dopo avermi negato un "diritto" (tale dal punto di vista comune e quindi anche di quello che mi aveva avanzato tale "suggerimento", non del mio), pretendere poi pure che io svolga volontariamente il dovere ad esso connesso? A meno di essere in Alabama nel 1840, ovviamente. Comunque anche in questo caso la questione nemmeno si pone, anche se pochi tra la gentucola lo sanno, e di conseguenza mi deprecano perché credendo io non abbia un cazzo da fare vedono che non faccio nemmeno quel "volontariato" che evidentemente secondo loro dovrebbe essere il mio scopo (evidentemente loro lavorano per hobby, non per ottenerne un reddito, no?) oggi neanche gratis esiste la possibilità di essere utilizzati, lo so perché nonostante tutto io, pur senza molta convinzione (essendone io eticamente contrario dato che non sono un narcisista e non ho per ora nulla di cui dovermi redimere), personalmente mi ci ero proposto anni fa, e già ve lo avevo detto, ricevendo un incredibile rifiuto, fate voi... certo resta l'iniziativa personale, ad esempio mettersi a spazzare le strade... sinceramente, quello potrebbe farlo chiunque, io cerco di essere utile all'umanità in modi un attimino più proficui... tipo quello che sto facendo in questo preciso istante. Evidentemente, il "dover pagare per lavorare" perfino nominalmente (e non solo realmente come è già la norma oggi) già accennato come vaga polemica, in realtà non è una prospettiva poi così remota... se non ti prendono nemmeno gratis senza meri rimborsi di sorta, magari se sei tu a pagarli nominalmente (ossia cedendogli letteralmente banconote tu a loro, non solo implicitamente lasciandotele sottrarre da ciò che ti dovrebbero) ti prenderebbero no? Dipende da quanto li paghi, ovviamente. Con cosa non si sa. Dovrei perciò, secondo la gentucola, mettermi a disposizione gratuitamente a gente che non mi vuole nemmeno così? Solo quando serve a loro, magari? Mettiamo il caso, ad esempio, di un eventuale chiamata alle armi, vale lo stesso discorso di principio: se nel momento in cui sono io a chiedere di poter essere utile in cambio del reddito che mi è necessario (e non per sfizio) tale mia offerta (perché in economia l'offerta è la mia, la domanda è quella del datore di lavoro) viene rifiutata, come possono ipotizzare perfino come niente fosse che nel momento in cui loro chiedono il mio aiuto, io mi metta a disposizione così come niente fosse??? E pure gratis magari. No, se nel vostro mondo vale il "chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato", nel mio NO. Quando verrete voi a cercare me come niente fosse, avete capito male: non aspettatevi che io ci sia. Io sarei il primo a volermi rendere utile senza chiedere niente in cambio (ricordate che "nessun lavoro è in realtà pagato ma è *compensato*"? "sostentamento reciproco" si chiama), già oggi, ma se ciò deve avvenire dopo che le persone per le quali vorrei rendermi utile mi hanno snobbato per tutta la vita fino a quel momento negandomi (leggi: sottraendomi) anche il reddito di sopravvivenza, impedendomi perfino di fare alcunché anche gratis senza nemmeno attendermi rimborsi parziali, è una questione di principio rifiutarmi! Ci mancherebbe pure!!! Ed il bello è che avrebbero pure la faccia tosta di deprecarmi, loro a me!!! Prima non c'era niente da farmi fare? Bene, allora dovevate ricompensarmi il VOSTRO inutilizzo della MIA disponibilità implicitamente indicato dalla mia stessa esistenza. Altrimenti come potete pretendere che dopo che la mia disponibilità è stata ignorata per tutta la vita, sottraendomi il di che vivere, io poi accetti di assecondare le vostre esigenze così come niente fosse solo quando serve a voi??? Se volete che io RIMANGA sempre disponibile alle vostre eventuali necessità future, dovete mettermici nelle condizioni di esserlo! Se fosse per voi io non esisterei, sarei morto per fame, quindi, quando voi avrete bisogno di me, consideratemi tale, inesistente, così come state facendo in questo momento! No che mi chiamate solo quando servirà a voi! E anche fosse, io non voglio accettare di portare pietre per riempire argini! Voglio poter piantare dieci pali e lasciarli far da sè! Così che poi la tribù me compreso possa dedicarsi a tessere vestiti, costruire capanne, pescare pesci, coltivare e raccogliere frutti, allevare animali, ed altre cose utili delle quali poi si potrebbe usufruire! O anche solo, in assenza di ulteriori necessità, oziare! Non portare pietre 18 ore al giorno per poi non aver più nulla di cui usufruire utilmente avendone tralasciato tutte le produzioni per dedicarsi solo a questo lavoro improduttivo!!! Alla fine cosa resterà??? L'intera tribù morirà di fame dopo aver passato i loro ultimi giorni a portare pietre???

"Voi volete soccorrere i poveri, io, invece, voglio sopprimere la miseria" (Victor Hugo)

I ragionierini che si spacciano per economisti sono insopportabilmente superficiali. Credono che basti contenere certi parametri entro una data fascia d'oscillazione e, oplà, il gioco è fatto, siamo tutti felici e contenti. Non si chiedono, però, come ci si arrivi: in questo, ricordano tanto il buon Procuste, che adattava gli "ospiti" della sua grotta al letto, stirandogli le gambe o tagliandole, alla bisogna... I dati della disoccupazione non piacciono? Nessun problema! Sposta la quantità che più desideri verso gli inattivi (cioè chi non si iscrive a quell'inutilità dei centri per l'impiego) e la disoccupazione magicamente scende. Facile no? Si chiama "far di necessità, virtù". Come far passare l'avere il frigo vuoto come una buona occasione per mettersi a dieta... ottimismo, certo, ma l'ottimismo non riempie la pancia. A questo punto "disoccupazione zero" sembrerebbe più una minaccia che un auspicio... "Io però vedo anche gente che il lavoro lo scansa" mi sento dire... no, quello che vedi scansare non è lavoro, è schiavitù. Un lavoro vero nessuno (o quasi) lo scansa quando ne è privo, poichè lo scopo di cedere ad altri il proprio tempo è il ricevere qualcosa in cambio, che può anche non essere soldi se uno non ne ha bisogno, ma se invece non ha altre fonti di sostentamento quella è la cosa di cui necessita, non di "perdere tempo" e basta perchè non si ha di meglio da fare. Il salumiere non regala il salame, ma vuole in cambio qualcosa: soldi. Quando il salumiere regalerà il salame, si potrà lavorare gratis. E a calcare la mano poi se ne salta fuori Domenico De Masi a scrivere nel suo "Lavorare gratis, lavorare tutti": "riuscire a convincere un occupato a cedere le sue ore a un disoccupato", si ma gratis intende lui! Bella forza! Un genio proprio, abbiamo trovato la soluzione quindi, ora siamo tutti più tranquilli. Perché non comincia lui per primo dando il buon esempio? Potrebbe cominciare distribuendo gratis il suo libro anzichè mettergli un prezzo no? Al tempo l'accoglienza della proposta è stata comprensibilmente divisa tra due "partiti": c'era chi rispondeva "ci vada lui a lavorare gratis! Anzi, glielo pago io lo stipendio...a suon di calci in culo!", e chi invece "ci sto. Se è d'accordo la banca a non voler indietro i soldi del mutuo". E poi cosa intende lui con lavorare gratis? Offrirsi gratis (nel senso da lui inteso, gratis nominale)? Ma se già ora non ti assumono neanche così!!! Pretende pure di scrivere un libro che pontifica su uno scenario che dimostra proprio così di non conoscere?!?! Oppure come, un dipendente di una azienda mi lascerebbe lavorare 4 delle sue 40 ore? Io che entro di punto in bianco nella sua azienda come un estraneo... a fare cosa? Questo intende? Dovremmo lavorare gratis come forma di protesta secondo lui... La sua logica è che "se iniziassero tutti a lavorare gratuitamente, nel giro di poco tempo troverebbero un lavoro pagato"... a parte che non si capisce da quale logica lo ricavi nella sua ignoranza che neanche gratis si viene assunti, ma il punto diventa che per poter lavorare gratis bisogna avere i soldi per poterlo fare. Che sia questo uno dei motivi per cui il lavoro è per antonomasia "pagato" (o quantomeno "compensato")? E sempre lo stesso motivo per cui gli schiavi venivano nutriti e vestiti? Sotto certi aspetti gli schiavi di una volta stavano meglio di noi, almeno per come siamo conciati oggi. Lo schiavo era una proprietà del padrone, e il padrone aveva tutto l'interesse a far fruttare l'investimento. Per questo motivo, lo schiavo aveva l'esistenza garantita, seppur miserabile. Oggi invece il lavoratore, poiché giuridicamente libero, deve mettere la propria forza lavoro in vendita. Ma se nessuno acquista quella forza lavoro perché non può acquistarla o perché non ne ha bisogno, la persona vedrà messa a repentaglio la propria esistenza. Esattamente ciò che accadde ai negri negli Usa post-1865. Questo non è schiavismo, è peggio!!!

Nel 1995 Jeremy Rifkin teorizzò l'avvento di una era che chiama di "post mercato" che definì "fine del lavoro" (anche se non certo in senso letterale), in cui i lavoratori "inutili" (termine suo) sarebbero stati drenati verso il volontariato, l'"economia del dono", il mutualismo, e retribuiti tramite "salari fantasma" (come la riconoscenza, il contraccambio, la "visibilità", il risarcimento spese, i buoni pasto, altre erogazioni in natura, o tutt'al più "mance"), che oggi alcuni autori come Marco Bascetta interpretano con la nascita, dopo primario, secondario, e terziario, di un settore "quaternario", settore del lavoro libero e dell'integrazione sociale come settore di accoglimento degli esclusi dai processi produttivi e dei servizi sempre più automatizzati, in quei lavori consistenti in attività personali e autonome, nel quale paradossalmente "la piena occupazione è già stata raggiunta" e si dà appunto nelle forme di "attività senza reddito o quasi che permeano l'intera società e ne consentono il funzionamento". In pratica siamo passati da un mondo del lavoro dove alcuni di lavoro ne avevano anche un secondo, ad uno fatto SOLO di "secondi lavori" (il classico è quello del fattorino porta-pizze) si ma senza neanche avere il primo però! Corrado Del Bò scrive in merito: "Occorre chiedersi, in temi di economia immateriale, quante delle 24 ore della giornata sono lavorative nel senso di produttive di valore e chi (e come) deve eventualmente compensare la produttività extralavorativa. Da questo punto di vista, il reddito di base sarebbe una sorta di salario che spetta a tutti, perché, nell’età della produzione simbolica, nessuno è davvero escluso dal processo produttivo (che non è più solo individuale, ma anche sociale), ma alcuni sono esclusi solo dalla sua remunerazione". Per cui sulla base di ciò io oggi lavoro diverse ore al giorno, per 0 euro. Solo che per la gentaglia tipo mio papà conta il guadagno, non cosa si fa e come, e capovolgendo diametralmente il significato letterale del termine volete sapere quale termine usa per definire ciò che intende lui? "Produzione", termine il cui significato è l'esatto opposto di ciò che intende lui con tale termine. Io PRODUCO! Ma non ne ricavo un reddito. Capite con che razza di personaggio mi devo confrontare io qui? Tutto quello che ne esula, tutto quello che oggi è disponibile ad uno come me, equivale al ritorno della corvée (stage, falso volontariato modello Expo di Milano, finti part time, eccetera, le robe vostre insomma) e con il riposizionamento del "servo" in funzione di soggetto supplicante ("precario", da prex, la "preghiera") e non rivendicativo (la frase di Totò della email precedente) e con la ridefinizione del "Signore" come dominus absolutus, come feudatario svincolato e decisore autocratico; da cui il capovolgimento di quale è l'"offerta" e quale la "domanda" tra le due. Stagisti, assistenti universitari, apprendisti, che lavorano senza percepire un regolare compenso... nel quale il lavoratore (anzi, il PRODUTTORE) che non viene pagato è, nei fatti, un disoccupato "che lavora". Senza contare i dannati della "gig economy" che nemmeno hanno prospettive di miglioramento, l'economia del lavoretto, dell'"alternanza scuola-lavoro", consegna di pasti a domicilio in bicicletta in quella merda di odiosa pubblicità in tv, o si improvvisano tassisti tipo Uber. La retorica sociologica degli "stage, tirocini, lavorare gratis, saltare di gioia per 4 voucher di merda, fare straordinari non pagati, essere pronti, prostrati, reperibili, flessibili, disponibili a trasferte e trasferimenti, produttivi, realisti, austeri, precari, disperati, affamati, livellati, frustrati, sfruttati, consumati, spacciati", si, unilateralmente però. Eccola l'etica protestante del lavoro, quella di il lavoro farlo fare agli altri. Fino a qualche decennio fa sarebbe stata chiamata "schiavitù", ma oggi ci appare perfino come la norma... così come lo era appunto la schiavitù nell'Antica Grecia. Quello che Noam Chomsky chiama "teoria della rana bollita". Tutto si esplica in una frase ironica diffusa sul web: "c'è tantissimo lavoro in Italia. Il problema sono quelli che pretendono uno stipendio in cambio". Io sono sempre stato un feroce oppositore degli scioperi (da un fautore della massima produzione come me non ci si può aspettare diversamente), pensate cosa vuol dire far arrivare uno come me oggi a dire che tutti quelli che svolgono i "lavori" appena indicati dovrebbero cessare immediatamente e a tempo indeterminato il servizio che stanno svolgendo ora gratuitamente! La pizza andate a prendervela da soli, PARASSITI!!!!!

Guardate che quando io parlo di reddito di cittadinanza non lo faccio senza cognizione sulla base di cagate tipo diritti eh! La mia è razionalità logico-matematica, ve lo ribadisco! L'"equilibrio economico generale" in un sistema nel quale esista il reddito di cittadinanza vi sarebbe influenzato in maniera determinante, non più dal solo "mercato del fattore lavoro", ma sulla base della "teoria della rendita del consumatore" (che sarebbe la differenza tra il massimo che una persona sarebbe disposta a spendere per acquistare un oggetto ed il prezzo effettivo di quell'oggetto), introducendo nel fondamento marshalliano della domanda-offerta l’elasticità e disancorando il concetto di prezzo dal concetto di valore. Per fare un esempio, voi magari non lo saprete, ma se d'un tratto l'autonomia delle automobili raddoppiasse, ne deriverebbe il raddoppio del prezzo della benzina; se dimezzasse, il dimezzamento, poiché il prezzo della benzina non è il prezzo *della benzina* ma il prezzo dei chilometri; i ricavi totali dei fornitori rimangono i medesimi sia che vendano tot litri annui sia che ne vendano la metà (questo è il motivo per cui inversamente ai normali beni quando vi è un calo di domanda di benzina il suo prezzo aumenta e viceversa); come magari saprete anche voi per esperienza, il prezzo della benzina schizza il 1° agosto di ogni anno per poi tornare sulla linea di aumento medio annuo (che non necessariamente coincide con una diminuzione) il 1° settembre, e questo perché il suo prezzo è basato sulle propensioni dei consumatori, non sui costi (motivo per cui il prezzo della benzina è indipendente da quello della materia prima cioè il petrolio). A causa delle propensioni espresse anche in questo esempio il valore reale dei redditi rimarrebbe lo stesso valore totale che hanno oggi, tenendo conto che anche il peso fiscale totale comprendendo in esso anche le spese per i servizi ex-pubblici (il credito sociale prevede di inserirsi in uno stato minimo, "miniarchia"), ceteris paribus equivarrebbe pro capite alle sottrazioni odierne comprensive di servizi pubblici "gratuiti", e quindi anche il loro rapporto con il livello generale dei prezzi (e quindi il potere di acquisto) si sovrapporrebbe sull’attuale (per l'"effetto reddito" che già vi ho spiegato), anche la piramide sociale rimarrebbe invariata nella proporzione, e ciò denota come in definitiva lo scopo del reddito di cittadinanza non è tanto la sostanza, quanto la forma (la "sostanza", ribadisco, sarebbe solo una conseguenza); non la "giustizia sociale", non il sussidio assistenziale, ma la razionalizzazione dell’economia e della vita socio-politica, che solo indirettamente si tradurrebbe anche in giustizia economica e sociale, anche grazie all'implicitamente inevitabile aumento della produttività e la sua allocazione veramente efficiente: a disoccupazione azzerata il PIL sarebbe perennemente al livello potenziale. Basandosi fondamentalmente sulla "legge di Say", è in pratica una "supply-side economics" compensata. Dalla compensazione ne deriva che la domanda aggregata rimane invariata, a differenza di quanto avverrebbe (ed è avvenuto sotto Reagan, Thatcher, e Pinochet) senza tale compensazione. Ma guai dirlo ai "tea party"!

“Il cattivo economista vede soltanto ciò che colpisce l’occhio immediatamente; il buon economista guarda anche oltre. Il cattivo economista vede soltanto le conseguenze dirette di un percorso proposto; il buon economista scruta anche le conseguenze più lontane ed indirette” (Henry Hazlitt)

Il reddito di cittadinanza determinerebbe ciò, tramite queste sue conseguenze (che vi ho solo riassunto riduttivamente eh) che esso apporterebbe e delle quali la maggior parte delle persone è all'oscuro. A me è inconcepibile come da un lato ci si accanisca fanaticamente a sostenere la democrazia nella politica, tutto sommato superflua in quanto vaga e vasta, discutendo accesamente sulle sfumature di colore di questa merda, e dall’altro lato si tolleri o si approvi ampiamente la totale assenza di democrazia e di libertà nell’ambito fondamentale della società che riguarda le sfere personali fondamentali per la vita e il sostentamento quale è il lavoro, cioè l'assenza di quello che Giovanni Gentile chiama "umanesimo del lavoro" eufemismo per corporativismo. Discutere sulle sfumature di colore della merda serve solo a tenere celata l'esistenza della cioccolata; discutere se sia meglio la merda o la cioccolata no, anzi, bisogna tenere ben occultata l'esistenza stessa della cioccolata (da cui il furore con cui ogni cosa riconducibile al credito sociale venga delegittimata bollandola con l'accusa di antisemitismo quando non cancellata con quella di "non accademicità"). I limiti alla realizzazione del reddito di cittadinanza sono insiti in ambiti culturali molto più profondi e generali, ve li ho già spiegati. Nei sistemi morali di quella gentaglia della "salvezza attraverso le opere" il lavoro è un dovere (si, degli altri, mai di se stessi però...) per cui le sofferenze generate dalla povertà di chi non lavora sono collettivamente accettate e volute come una giusta punizione, già ve l'avevo descritto, si tratta di un retropensiero che pochi esplicitano, ma tanti mantengono. Io rifiuto di considerare valide le teorie malthusiane giustificanti l'esistenza dei barboni e quelle calviniste aventi nella fiaba di Pinocchio il loro più disumano caposaldo. Come dice anche Karl Polanyi, l'uomo non è una macchina che si può spegnere a piacimento, e nessuno può scegliere se nascere o no, per cui una volta nato non è corretto addossare al singolo le colpe sulla sua condizione che non ha voluto né cercato quando magari contemporaneamente non solo non lo si "aiuta" (è comprensibile che ognuno pensi prima a sé stesso, niente da obbiettare su ciò), ma addirittura gli si impedisce appositamente di sollevarsi (e questo no che non è comprensibile) come spesso accade. In questo mondo capovolto i buoni sono quelli che godono nel fare l'elemosina o andare ogni tanto a dare coperte ai barboni per poi tornare nel loro mondo dorato, mentre quelli che vogliono eliminare il concetto stesso di barbone sono i cattivi, ed è comprensibile che i primi si accaniscano con veemenza verso i secondi che gli toglierebbero quell'egocentrico piacere (in psichiatria mi pare esista un termine in lingua tedesca per definire il fatto che il cosiddetto "volontariato" sia determinato dal narcisismo; purtroppo non ricordo ora il termine, voi sapreste dirmelo?). Che dire di un mondo dove sono i peggiori misantropi (ed è proprio il loro ritenersi migliori a dirlo) a permettersi di criticare i veri filantropi (nel senso letterale del termine, poiché oggi ad essere esclusi sono proprio a causa di ciò i veri filantropi di natura) come un "suonarsela e cantarsela"?

“Siedo sulla schiena di un uomo, soffocandolo, costringendolo a portarmi. E intanto cerco di convincere me e gli altri che sono pieno di compassione per lui e manifesto il desidero di migliorare la sua sorte con ogni mezzo possibile. Tranne che scendere dalla sua schiena” (Lev Tolstoj)

E poi ci tocca sentire gente come il sociologo Guy Aznar definire il reddito di cittadinanza "pernicioso" perché, secondo lui, porrebbe l’individuo in una situazione di "dipendenza sociale totale". Ah, un reddito basilare distribuito incondizionatamente permanentemente che permetterebbe a tutti di sopravvivere indipendentemente da ogni altro parametro provocherebbe "dipendenza sociale totale", non il ricatto "ricambiami o muori di fame"!?!? Degni eredi di quell'Ernesto Rossi fautore del lavoro obbligatorio "pagato" in natura (che lui chiamava "reddito sociale"), a suo dire per evitare lo "stigma disonorante" di ricevere la carità... o di quel Robert Castel che scrive "il lavoro realizza l’esigenza morale di non divenire o restare un assistito"... da cui ne ricaviamo che purtroppo l'opposizione al reddito di cittadinanza deriva anche dall'ottusità di persone incapaci di vedere al di là del proprio naso... carità e assistenza sto cazzo! Restituzione e Diritto casomai! Ora uso il termine "Diritto" perché dal punto di vista altrui tale sarebbe, quindi tanto vale immedesimarmi nel lettore. Però nel ricevere nel salario più di quanto quella mansione (non la persona) meriti la gente non ci vede alcun vergognoso "stigma" eh! E a quanto pare, nemmeno nel rubare... No, i seguaci del "lavorismo" e dell'"etica protestante" che un lavoro ce l'hanno non provano alcuna vergogna a chiedere ingiustificati e superflui aumenti salariali, sempre e sempre di più... o a rubare. Io mi sentirei più in colpa a ricevere nel salario più di quanto quella mansione valga ovvero di quanto io apporti alla produzione, non ad avere incondizionatamente lo spettante minimo fondamentale alla sopravvivenza! Io stigmatizzo loro!!! Ma in un mondo capovolto lo strano sono io, ovviamente, in un mondo dove pare essere più onorevole sottrarre indebitamente o tramite coercizione o ricevere come carità che detenere un giusto diritto minimo anche in assenza di necessità produttive. Cosa c'è di disonorevole nell'avere ciò che spetta come minimo? Questo bisogna mettersi in testa, che il reddito di cittadinanza non è una carità, ma un diritto! E' oggi che ci sta venendo sottratto! Disonorevole sarà ricevere più del necessario o di spettante e/o dover portare pietre in cambio casomai! L’errore consiste qui nell’assimilare al "lavoro", e più particolarmente al lavoro salariato, ogni forma di attività umana come fosse fine a sè stesso. Paul Lafargue, genero di Karl Marx, già a suo tempo mosse un'aspra critica alla "strana follia che si è impossessata di uomini e donne della società moderna: l'amore per il lavoro". Il lavoro è necessario per produrre, ma non è una cosa da esaltare come fosse fine a sè stessa! La faccenda che il lavoro "nobilita" non è stata dimenticata come dicono i residuati del "lavorismo", è proprio che è un emerita stronzata paradossale, e ormai sempre meno persone lo negano come si è invece sempre fatto fino a poco tempo fa. In questo sta la distinzione tra la categoria antropologica dei "lavoristi" e dell'etica protestante e quelli come me che definirei per contrapposizione "produttivisti" (etica giapponese del lavoro). Caratteristica dei "produttivisti" è considerare il lavoro come necessario mezzo di produzione, mentre i "lavoristi" neanche si capisce quale possa essere la loro cognizione precisa... "stipendificio" fine a sè stesso parrebbe la più azzeccata, da cui il considerare i salari una "variabile indipendente", come se i beni nascessero dal nulla. E tutte le relative conseguenze e derivazioni (luddismo, decrescismo, scioperismo, assenteismo, ecc). E il cattivo sono io no? Quello che vuole "regalare" soldi sono io no? C'è una bella differenza tra dare soldi anche a chi non li ha e darli SOLO a chi già li ha! Le conseguenze sul sistema economico sono MOLTO diverse! Positive nel primo caso, negative nel secondo.


Con l'accezione di "lavorismo" intendo l'ideologia che incentra tutto sul lavoro dipendente (che sia da parte del privato o dello stato) anche parassitario (portare pietre) e per i quali i sindacati sono una "seconda casa". La concezione opposta, che io definisco "produttivismo", la si può incentrare in quel filone di pensiero partente dalla "carta della foresta", dal pauperismo francescano, dal tomismo, dal contratto sociale di Tommaso Moro, l'anarchismo cattolico di Peter Maurin, e l'organicismo di Giuseppe Toniolo, avente il suo caposaldo nel romanzo "The Jungle" di Upton Sinclair, sulla ignobile condizione dei lavoratori ai mercati di bestiame di Chicago, libro che fu definito da Jack London "la Capanna dello zio Tom degli schiavi salariati". Ecco, la generica differenza che intendo tra "lavoristi" e "produttivisti" si può riassumere nella frase di quel libro "cresciuto in un ambiente colto e raffinato ma in mezzo a costanti ristrettezze economiche" che fu l'esperienza appunto di Upton Sinclair, rispetto alla quale non si può non notare la medesima origine e condizione sociale generalmente comune sia ai fascisti "della prima ora" sia dei successivi ed attuali fascisti come definiti anche da Luigi Salvatorelli "quella parte della società che non appartenendo al capitalismo, e non costituendo neppure un elemento dei processi produttivi, rimane altresì nettamente distinta dal proletariato, non tanto per condizioni economiche, quanto per abitudini sociali borghesi e per una propria coscienza di classe non proletaria" da cui non si può non far caso di come anche il "neo"-fascismo sia per antonomasia composto di sottoproletari disoccupati che "tirano a campare", disadattati rispetto alla società odierna ed in quanto tali auto-percepentisi come un "aristocrazia" (non inteso nel senso di titolo nobiliare, ma di aristocrazia dell'animo, lo Kshatryia "trapiantato nella persona di un paria" come vi avevo scritto) materialmente povera ma che non riesce ad adeguarsi a sottomettersi alle indicazioni di un "padrone" percepito come inferiore (il portare pietre...) come invece fanno i lavoristi del "lo faccio per vivere", da cui deriva la propensione dei "produttivisti" per il lavoro autonomo anche illegale ma non immorale (per cui sarebbe più calzante definirlo "recupero coatto", ricordate?).
Per aiutare nella comprensione della differenza tra le due tipologie, è utile un distinguo netto su un comportamento tipico: ai colloqui di lavoro i lavoristi aspiranti all'assunzione si caratterizzano per il porre domande al selezionatore, il lavorista come prima cosa chiede nell'ordine: cosa andrà a prendere di stipendio, qual'è il giorno di riposo, quante ore fa al giorno e quanti giorni di ferie ha, e altre domande del genere; cosa che i produttivisti come me non si abbassano a fare; l'entità del salario io l'ho sempre e solo appresa al momento della sua ricezione, gli orari idem (quando si finiva si finiva) e ferie non ne ho neanche mai chieste (erano loro a farmele fare quando obbligati per legge). Sembra un distinguo banale e non è certo l'unico, ma è indice di una diversità mentale che distingue nettamente i due tipi. Per queste ragioni tra i fascisti si usa dire che fascisti non si diventa ma si nasce. Per cui io col termine fascisti mi riferisco ai fascisti autentici, non alla borghesia che nel '22 aderisce al fascismo solo per interesse o alla odierna "casalinga di Voghera" che lo fa perchè stata convinta dalla propaganda anti-fascista di esserlo ed oggi impesta i gruppi d'area su facebook andando perfino ad egemonizzarli berciando contro immigrati ed ebrei come persone credendo (essendone stata convinta dagli antifascisti) che quello sia essere fascisti, tra lo sconcerto dei veri fascisti che si chiedono cosa ci faccia quella tra di loro. E così si mette un altro tassello sull'interpretazione del fascismo che già Renzo De Felice aveva intuito, non come reazione borghese a qualcosa e le solite cagate crocian-azioniste tipo "parentesi", ma tipologia antropologica fino al 1919 rimasta sopita e svegliatasi per forza di cose nel tentativo di difendersi dall'aggressione labur-fabianista in corso a quel tempo. Vi ribadisco il concetto: non sono io contro qualcuno, sono quelli ad essere contro di me. Quelli dell'ideologia di tipo socialista "nordista" chiamata "fabianismo", che è la fazione più estrema della "salvezza attraverso le opere", e che i sottoproletari li vuole letteralmente sterminare e sta tutt'oggi marciando a pieno vapore per giungere a conseguire questo scopo tramite il cuneo fiscale che impedisce ai datori di lavoro di assumere ulteriori unità, e la contemporanea sottrazione della base reddituale. Democidio premeditato e organizzato, e non come polemica così campata in aria eh! Sono assai indicative in merito le parole del capo dei fabiani Sidney Webb, strenuo sostenitore dell'eugenetica malthusiana e lombrosiana, il quale sperava che, con l'esclusione dei più "deboli" (o di quello che intendeva lui con tale definizione, io direi di quelli che "tengono il coltello per la lama"), questi potessero scomparire come classe sociale. "Di tutti i modi esistenti per sistemare questi parassiti", diceva Webb, "quello maggiormente rovinoso è di lasciarli competere come percettori di salari". Non si può non notare in ciò esattamente l'opposto delle ragioni filosofiche del credito sociale... nonchè verificare come un socialista stesso ammetta che la disoccupazione funge da metodo atto a nuocere alle classi inferiori (quelle che oggi chiamiamo sottoproletariato) tagliandole fuori dal lavoro salariato e quindi dall'intero reddito di sopravvivenza in assenza di reddito di base, dal suo punto di vista allo scopo di creare come risultato di tale selezione un proletariato elitario che avrebbe rappresentato l'avanguardia della società fabianista. Poi il matto sono io no? Certo, se il modo di elevare il proletariato è di eliminare quelli che stanno più sotto... vedete un pò voi. Non si può a questo punto non riandare alla classificazione che vi ho appena fatto dell'origine sociologica del fascismo e vedere proprio in questa quella che il fabianismo si promette di voler sopprimere, e quindi darne come origine del movimento fascista proprio quella di autodifesa a tale tentativo ben percepito proprio in quel periodo che corrisponde al massimo fervore del fabianismo all'interno del movimento socialista internazionale (1919-1921). Ricordate il discorso dell'"algoritmo antisemita"? Dal canto suo, nel tentativo di screditare il "credito sociale", Webb, aveva dichiarato che non gli importava se l'algoritmo di Douglas era tecnicamente corretto o meno - semplicemente non gli piaceva il suo fondamento filosofico... e questo è perfino ovvio, l'abolizione del cuneo fiscale e la retribuzione del reddito di base sarebbero andati ad impedire totalmente la possibilità di realizzazione del suo progetto di selezionare una pasciuta elitè proletaria tramite l'eliminazione "della feccia"! E il matto sono io.

“La povertà non è il brodo di coltura del socialismo, bensì il suo effetto deliberatamente costruito” (Margaret Thatcher)

Ora, alla luce della società odierna, non si può non notare come i propositi fabianisti, inconsapevolmente o meno, siano stati effettivamente ampiamente applicati ed anzi proprio in questi frangenti si stiano esacerbando come mai prima d'ora... E cosa sia capitato in passato alla feccia che ha osato opporsi all'eugenetica socio-economica fabianista, lo sappiamo tutti, tutti sappiamo come vengano visti oggi i fascisti, cioè quella "feccia" che ha "osato" opporsi al tentativo di essere soppressa, gli odierni paria, che così non solo li si demonizza, ma si ha anche la giustificazione morale per farlo credendosi dalla parte giusta! Dato che ciò che sta alla base del fabianismo viene applicato tuttora, consapevolmente o meno che di tale trattarsi. Lo sfruttamento non si applica ad ogni "scambio volontario" ma a quel tipo di "scambio volontario" che le persone con poche risorse attuano verso quelle che per nascita e condizione sociale hanno di più (che hanno cioè trovato la pappa pronta). Lo "scambio volontario" esiste solo quando tutti possiedono la libertà dal bisogno ed una vita dignitosa. A questa stregua chiunque accampi una presunta non dignitosità della sua condizione per coartare gli altri a dargli ciò che vogliono. E non sono certo io. Troppo facile cosi. Tutti hanno bisogni e desideri da soddisfare, e lo scambio volontario è solo quando chiunque può rinunciare ad un'offerta senza che la controparte lo aggredisca e/o il rifiuto peggiori la sua condizione di partenza. Un potenziale talento, necessita di un ambiente adeguato per potersi far valere. Senza un ambiente adeguato si finisce per "marcire" come sto facendo io. Vi ricordate il discorso della cura per il favismo scritta nel forum apposito no? Anche se è un esempio banale (e comunque compreso casualmente, non volutamente ricercato), ecco, quello intendo. Ma la questione non è solo di talento, ma anche di etica (non è che chi il talento non lo ha ma ha la caratura debba essere sminuito per quanto comunque vale, io non mi credo certo di essere migliore di altri, "se giudichi un elefante per la sua abilità nel volare eccetera..." insomma). Vi ho già scritto come a rimanere inutilizzate sono le unità più costose ovvero quelle meno produttive (cioè quelle che a parità di costo producono meno o a parità di produzione esigono un salario più alto). Zelo ed etica non sono sempre complementari... quando lo sono costano molto in produttività, mentre singolarmente costano molto meno, e lo zelo senza etica costa ancora meno dell'etica senza zelo. Conoscete la differenza tra zelo ed etica? Lo zelo è quello di chi si ostina come un automa a portare pietre su un argine per 18 ore al giorno. Avendo suddiviso i lavoratori in queste due categorie, diciamo che lo zelo è caratteristica dei lavoristi, mentre l'etica dei produttivisti come me. E sono i primi a risultare più vantaggiosi. Ecco la risposta al "ma chi vive male si pone delle domande su come vive la sua vita? Cerca di migliorarsi tutti i giorni? Stare a casa ad aspettare l'elemosina non cambierà la loro vita". Chissà perché ci inculcano questo meme che è tutto "colpa nostra"? E' il collettivo che ha tracimato e annullato l'individuale? No, è pianificato apposta, per causare oltre al danno pure la beffa. Sono i carnefici che divulgano questi concetti. Con il senso di colpa manipolano le persone. E' sempre lo schema di "peccato originale". Io colpe NON ne ho e accuse dai carnefici non le accetto; ognuno parli per se. Io sono quello che può permettersi di contrapporre ai VERI parassiti che definiscono me "apologeta del fancazzismo" (è successo sul serio eh! vi rendete conto quale cognizione demenziale ha delle cose che scrivo sta gentaglia di merda???) questa frase:

"Coloro che io preferisco sono quelli che lavorano duro, secco, sodo, in obbedienza e possibilmente in silenzio" (Benito Mussolini)

Io sono quello che può permettersi di portarlo davanti a loro!

Il più delle volte vive male proprio chi è più capace. Ci sono molte persone che fanno un sacco di cose senza essere pagati. E sicuramente non stanno a casa ad aspettare quella che i loro carnefici dispregiano come elemosina e che oggi gli sta venendo sottratta casomai e non negata. Alcuni certamente, ignorando il costo di opportunità si abbassano a fare pure "secondi lavori" senza avere il primo oppure i vostri "stage" schiavistici per poter sopravvivere, impegno inutile che li distoglie dal poter impiegare il loro tempo in attività più utili fosse anche il solo oziare - in una società che invece di piantare pali porta pietre. Zuckerberg stesso ha ammesso "se avessi dovuto sostenere finanziariamente la mia famiglia invece di avere del tempo per dedicarmi alla programmazione informatica, me ne starei senza dubbio assieme a voi oggi". Difatti la sottrazione della base reddituale è anche un freno alla robotizzazione (per ovvi motivi), e in questo modo la mentalità lavorista diventa una pregiudiziale ideologica nei confronti di quelle trasformazioni radicali che l'innovazione richiede. Ad esempio come rapportarsi con la rivoluzione informatica senza liberarsi dal pregiudizio che lega il reddito al lavoro? Continueremo ad elaborare soluzioni inefficienti nel tentativo di forzare ideologicamente il fattore umano anche lì dove è ormai un ostacolo piuttosto che un valore aggiunto (negando invece il valore aggiunto del contributo volontario, dettato dalla passione, che una persona liberata dal sistema della schiavitù salariata può fornire all'economia). Se il miglioramento delle condizioni di vita deriva sempre e soltanto dalla libera inventiva, dall'impegno e dal moltiplicarsi degli scambi, negli anni per fortuna ormai scorsi i governi (spesso subendo il canto del cigno dei diktat lavoristi dei sindacati) hanno fatto quasi tutto il possibile per impedire la crescita (da cui il bel traguardo del regresso reddituale reale sul lungo periodo per la prima volta nella storia dell'umanità del quale forse quelli come voi vanno pure fieri). Indicativo è il ribaltamento dei concetti domanda/offerta di lavoro, come se "il lavoro" venisse inteso come qualcosa che oggettivamente qualcuno "ti dà" quando invece è l'opposto, è la forza-lavoro che mette a disposizione soggettivamente il proprio servizio a chi ne ha necessità ("domanda") e per questo è disposta a scambiarlo con reddito; questo stravolgimento viene solitamente definito come un errore veniale (ricordate la frase di Totò?), ed invece è molto indicativo della cognizione sballata che vige sul lavoro, cognizione tipicamente lavorista e che si esplica poi nel definirlo "un diritto". Io non chiedo reddito come diritto, io faccio notare che me lo si sta SOTTRAENDO tramite coercizione alla quale io non ho la forza per potermi opporre, per cui la mia è UN ACCUSA a un danno che mi si sta cagionando attivamente, non la pretesa di un "diritto" che mi si sta negando passivamente; più che accusare io non posso fare, "il coltello dalla parte del manico" non ce l'ho io, oggi. In un mondo normale, come espresso dalla frase di Totò, il coltello dalla parte del manico lo avrebbero quelli come me, ossia l'"offerta", condizione necessaria ipso facto per un sistema economico potersi definire "normale".

E vi ribadisco che non parlo a vanvera, anche se non mi aspetto possiate capire. Come tutti i beni anche la domanda ed offerta di prestazione d'opera può essere illustrata genericamente dalle linee in un grafico, con quella dell'offerta (cioè il prezzo al quale una data quantità di persone è disposta ad offrire il proprio servizio) ascendente e quella della domanda (cioè il prezzo al quale chi necessita di un servizio ha la possibilità di utilizzare una determinata quantità di unità) discendente; il punto in cui si intersecano è quello in cui le due propensioni incontrandosi determinano il prezzo e le unità utilizzate, detto in questo caso "salario di equilibrio"; quando esso corrisponde all'utilizzo di tutte le unità disponibili si dice che "si trova all'ottimo paretiano"; più la linea dell'offerta è alta rispetto a quella della domanda e meno possibilità ci sarà di ottenere unità da parte della domanda, e meno possibilità di essere utilizzate da parte dell'offerta, e viceversa; quindi qualunque spostamento artificiale compiuto dall'esterno ("esternalità") va ad incidere su tale equilibrio. Le imprese sono disposte ad assumere un elevato numero di lavoratori se i salari sono bassi, mentre in presenza di salari alti ne assumono meno. La fissazione legale della posizione delle linee (prezzi minimi o massimi fissati per legge), o un apposizione arbitraria di costi, o viceversa di incentivi; tali azioni vanno a spostare le linee, con il risultato di sballare l'equilibrio naturale spostandolo su una posizione di squilibrio; l'area tra esse corrispondente al numero di unità inutilizzate rispetto a quella naturale è detta "perdita secca".

“La ricerca della giustizia sociale è il maggiore ostacolo all’eliminazione della povertà ed è il cavallo di troia del socialismo” (Friedrich von Hayek)

Oggi le imposte ed i contributi obbligatori ("cuneo fiscale") applicati al costo del lavoro innalzano artificialmente la linea dell'offerta, col risultato che essendo più costosa meno unità può ottenerne chi domanda l'impiego della risorsa, con le relative conseguenze che non potendo utilizzare tutte le unità disponibili, alcune di esse rimangono totalmente inutilizzate; nel caso in questione trattandosi di persone umane, la perdita secca prende il nome di "disoccupazione" ossia di posti vacanti e forza lavoro non impiegata nello stesso tempo. Ovviamente a rimanere inutilizzate saranno le unità più costose ovvero quelle meno produttive (cioè quelle che a parità di costo producono meno o a parità di produzione esigono un salario più alto), allo stesso modo in cui, per fare un esempio, ad essere sfruttati per primi sono i giacimenti di petrolio superficiali e solo come ultima istanza si ricorre alle sabbie bituminose. Ma se l'inutilizzo immediato di un deposito di sabbie bituminose in assenza di necessità non provoca alcuna perdita, l'inutilizzo di una persona determina che quella persona non avrà un reddito che gli è necessario in maniera continuativa poiché la persona non si può spegnere o accantonare come scorta in attesa di utilizzo futuro, ma necessita di un sostentamento continuo. Alzare la linea della domanda o abbassare quella dell'offerta fino a farle intersecare all'ottimo paretiano determina il completo utilizzo di tutte le unità disponibili; ora, la linea della domanda non è realisticamente spostabile (solo costosissime sovvenzioni possono farlo, ripercuotendosi però deleteriamente su altri parametri) poiché i beni non sono un opinione e sangue da un muro non si può cavarne nel momento in cui tutti gli altri costi sono fissi. La scarsità di domanda non esiste, esiste la scarsità di domanda ai prezzi che l'offerta esige, solitamente perché su di essa gravano esternalità. Costi troppo alti, fanno abbattere la domanda perché richiederebbero prezzi fuori mercato. La scarsità di produzione è solo una conseguenza, anche scontata della cosa. In altri paesi invece, siccome i costi sono bassi, la domanda di beni non è crollata e quindi nemmeno la produzione. Ma i costi sono bassi perché non hanno la spesa pubblica italiana e imposte applicate in maniera irrazionale. La linea della domanda perciò non si può abbassare, si può abbassare solo quella dell'offerta, e per farlo basta semplicemente eliminare i costi spurii quando esternamente appostivi, perché sono essi ad alzarla artificialmente. Lo stesso riguardo la cognizione sballata che vige sull'interpretazione del lavoro si riperquote nell'interpretazione di un erogazione reddituale fornita senza condizioni a tutti. Si consideri poi che un reddito di base determinerebbe una riduzione dell'inclinazione della curva dell'offerta nel verso di una sua maggior orizzontalità (come in uno dei grafici che vi avevo allegato), con il fulcro nel punto in cui il reddito complessivo viene mediamente ad uguagliarsi. Per cui con l'abolizione delle esternalità, la compresenza di un reddito di base permetterebbe di eliminare la disoccupazione, semplicemente adeguando all'uopo la sua entità appositamente al livello che mostri di ottenere un grado di inclinazione che faccia corrispondere l'intersezione tra le linee all'ottimo paretiano (100% di occupati), e tra tutte una cifra che lo determini c'è, non è solo un ipotesi accampata come speranza, è semplicemente matematica, sebbene possa essere caratterizzata da un alta varianza dato che il computo diventa teorico nel momento in cui esistendo per mera questione di probabilità statistica persone incollocabili per loro caratteristiche sociologiche ci sarà sempre una certa percentuale statisticamente fisiologica di inoccupati, ma essendo ridotti a quantità minime sarebbe possibile impiegarli tutti da parte delle istituzioni come datore di ultima istanza in lavori a regia (il creare lavori fittizzi di cui già dicevo, a quel punto necessità residua e non impellente come oggi); ciò non toglie che questa è la definizione scientifica di "piena occupazione", dato che a quel punto l'inoccupazione si ridurrebbe solamente ai tempi di attesa di prima occupazione terminata la scuola (tempi ridotti praticamente a zero dato che coinciderebbero con l'esaurimento annuale delle liste), ai tempi tra una nuova assunzione, al rientro nelle liste di incollocabilità (lavori a regia), e in quella volontaria. Partendo dal presupposto che la riduzione ceteris paribus degli orari di lavoro è possibile solo al raggiungimento dell'ottimo paretiano ovvero letteralmente quando non c'è niente di più da poter fare, viene spontaneo porsi la domanda: dato che oggi di cose da poter fare ancora ce ne sono eccome, allora cosa limita gli orari di lavoro anche laddove non ci sono leggi ad imporli? Semplice, il costo di opportunità sulle ulteriori ore lavorabili aggiuntive chiamato "legge dell'utilità marginale decrescente" o "legge dei costi marginali crescenti". Al che un altra domanda sorge spontanea: perchè allora invece di utilizzare solo le ore più utili di tutti, vengono spremuti fino al limite estremo dell'utilità meno persone possibile al contempo perfino sprecando le intere ore utili di tutti gli altri? Per le esternalità appostevi, ovvero contributi e imposte sui redditi, che vanno ad aumentare artificialmente il costo degli interi orari in maniera aggregata andando ad appianare artificialmente l'opportunità percepita di ogni unità oraria (cioè non permette variabilità delle linee di domanda/offerta a seconda dell'orario, che restano fisse indipendentemente da tutto, allo stesso modo dei premi delle polizze vita per intenderci). Una situazione normale vorrebbe invece che l'utilità marginale decrescesse progressivamente, cosa che le esternalità impediscono, determinando proprio la situazione nella quale chi utilizza la manodopera sia costretto a spremerla il più possibile, e la manodopera è costretta a spremersi il più possibile (perché le frontiere dell'opportunità sono spostate artificialmente dall'appianamento delle utilità). L'abolizione delle esternalità determinerebbe proprio la diminuzione del costo di opportunità delle unità orarie centrali ed un aumento progressivo delle ulteriori ore, ovvero rimetterebbe le frontiere sul loro punto di equilibrio naturale variabile, e quindi ristabilirebbe l'utilità decrescente; ora, nonostante la percezione così sia variata, l'uniformazione dei salari orari dal lato della domanda, come potrete capire non permetterebbe comunque di comportare modifiche reali sugli orari, per cui vi chiederete a che pro... certamente, se così fosse, ma consideriamo una contemporanea introduzione di un reddito di base che in quanto base reddituale renderebbe più conveniente la rinuncia alle ore aggiuntive la cui opportunità sarebbe percepita come più costosa rispetto ad oggi dall'eliminazione delle esternalità che oggi le appianano. Ora, essendo ciò regolato comunque dalla legge domanda/offerta, non permetterebbe comunque la diminuzione ceteris paribus degli orari (perchè il risultato sarebbe solo la variabilità delle linee di domanda/offerta a seconda dell'orario ossia l'aumento di salario delle ore aggiuntive), ma eliminerebbe la disoccupazione (perché ad essere maggiormente convenienti sarebbero le ore centrali lavorate di chiunque) con la conseguenza, come detto non di una riduzione di orari, ma ceteris paribus aumento di produttività e di produzione che potrebbe essa portare al raggiungimento dell'ottimo paretiano e quindi alla naturale diminuzione degli orari di lavoro. Mi rendo conto che è un discorso intricato, ma è il massimo della semplicità con cui lo si possa spiegare, però credo che il senso dovrebbe essere chiaro anche a voi.
E proprio in relazione a ciò colgo l'occasione ora per chiarire (pazzesco doverlo fare!) che questo è il modo in cui sarebbe eliminata la disoccupazione, non "costringendo la gente" (che nemmeno mi capacito da quale folle logica possa saltare fuori questa interpretazione) a fare qualcosa che oggi "non vuole fare", critica che lascia nemmeno velatamente intendere che la disoccupazione sparirebbe se tutti accettassero di lavorare, accusa mossa da gente per la quale evidentemente, e non si sa secondo quale demenziale logica, la disoccupazione sarebbe causata... dai disoccupati stessi (da loro evidentemente giudicati come persone che a lavorare bisogna costringere, se non fosse chiaro il senso, che il lavoro non ce l'hanno perché non lo cercano, non quindi che lo desiderano ma non lo trovano poiché semplicemente non c'è, non per altri motivi, definizione stessa del termine dato che essa stessa già vorrebbe fare ma non gli viene consentito a causa dei "diritti" altrui)!!! Per cui oggi con un reddito di base nominale di 0 (non esistendo) ossia una sottrazione reale della sua cifra qualunque essa sia, di conseguenza secondo loro non si è costretti dal bisogno a dover lavorare (come se questa possibilità dipendesse dalla propria volontà poi), ma invece con quella base reddituale lo si sarebbe! Vi rendete conto? Ma secondo loro, anche fosse, la costrizione della necessità creerebbe di per sé nuovi posti di lavoro???? Se voi trovate normali simili ragionamenti, io li trovo semplicemente pura follia.

Sempre il Domenico De Masi (autore del libro “Lavorare gratis, lavorare tutti”, nel quale propone le modalità con cui costringere il mercato a impiegare tutta la forza-lavoro) sostiene che siamo in presenza del risultato di una mutazione epocale (in realtà è l'incedere del normale progresso) per cui riusciamo a produrre sempre più beni e servizi utilizzando sempre meno lavoro umano, eppure si imputa ai disoccupati il peccato del loro mancato impiego come se, avendo o meno "voglia di lavorare", tenessero a portata di mano un ottimo posto di lavoro che si ostinano colpevolmente a rifiutare. E, a furia di essere additati come colpevoli della propria condizione, finiscono per convincersene e sentirsi colpevoli anch'essi, succubi di un alienazione che inclina allo scoraggiamento. Indurre alla vergogna i disoccupati e i loro familiari è un capolavoro del capital-sindacalismo lavorista dell'etica protestante perchè tramuta la comprensibile rabbia in rassegnazione e garantisce pace al sistema, "oltre al danno pure la beffa" quindi. Perché non tutti hanno le conoscenze necessarie per capire, come me, di essere loro le vittime e di conseguenza esprimere rabbia verso i carnefici non solo rispondendogli come si meritano di fronte alle loro demenziali accuse, ma di accusarli proprio apertamente come faccio io. Come dice anche De Masi (quindi non sono il solo), nessuno ha deciso la propria nascita e tuttavia, secondo questo sistema implacabile, dopo essere nato, ognuno deve "arrangiarsi"... certo, arrangiarsi va bene, ma non che ti si mettano i bastoni tra le ruote però! Ricordate il discorso della canna da pesca no? Ecco, non serve che lo ripeto. E se gli si toglie il reddito da lavoro, cioè nella maggior parte dei casi l’unica condizione necessaria alla sopravvivenza, impedendogli così di poter anche solo dimostrare la propria utilità, secondo questa società non sono quelli che hanno trovato la pappa pronta che devono vergognarsi ma l'incolpevole inoccupato involontario, incapaci di capire (quelli che hanno trovato la pappa pronta) che non tutti hanno avuto la loro *fortuna* che è l'unica cosa che loro devono ringraziare. Per ora... vano è dire a quelle persone che "nessuno è immune" e che quando lavoravo anche io mi credevo di essere immune dalla disoccupazione. Piano piano, un pò alla volta, almeno per chi oggi di loro è più giovane, toccherà a molti di loro ritrovarsi di fronte alla realtà e allora lo capiranno anche loro così come l'ho capito io. E allora si rimangeranno tutte le farneticazioni alle quali mi hanno fatto assistere uscire dalle loro bocche. Per alimentare questo paradosso, questo capovolgimento delle colpe, si perpetua una teatrale messa in scena che va dalle pompose proclamazioni costituzionali ("La Repubblica democratica fondata sul lavoro") alla pretesa burocratica che milioni di disoccupati dimostrino agli uffici di collocamento, almeno una volta l’anno, di avere effettuato la ricerca "effettiva e permanente" di un lavoro che non troveranno mai per il semplice fatto che esso non esiste. Anzi, è inesatto dire che non esiste, esiste eccome, ricordate la frase ironica diffusa sul web: "c'è tantissimo lavoro in Italia. Il problema sono quelli che pretendono uno stipendio in cambio"? E in questa farsa perversa che non si riduce solo alle aberrazioni uscite dalle bocche della Fornero e gentaglia simile si consuma l’esclusione, la decadenza, il confino, la deportazione di milioni di persone cui si chiede letteralmente di scomparire dalla società, di stare buoni nelle periferie sociali, di non osare proteste, di accucciarsi nel cantuccio riservato agli scarti umani, in riserva, in "panchina", in attesa attiva di accondiscendere alle LORO necessità, a disposizione per quando esse sorgeranno, di convincersi che si è esodati non solo dal lavoro ma anche dalla vita, cioè superflui, dal momento che è inutile vivere se non si è utili a quelli dell'etica protestante dell'aspettarsi il paradiso facendo lavorare gli altri. E se poi ci si trova una baraccopoli di case di cartone sotto casa, la soluzione è sgomberarla, non dare una casa a quelle persone, guai! E io dovrei starmene zitto??? Se vuoi che io stia in "panchina", a disposizione, mi ci devi pagare! Che società di merda è questa??? Qualche anno fa la scrittrice francese Viviane Forrester aveva scritto un libro sul declino del lavoro che destò un certo dibattito nella sinistra sindacale ormai al tramonto. Poi, come nel libro stesso aveva previsto, le sue accuse caddero nel dimenticatoio e si tornò a parlare di mercato del lavoro con le menzogne di sempre. Quel libro è stato profetico e gli anni trascorsi dalla sua pubblicazione ne hanno confermato la preveggenza. Benché la tragedia che esso profetizzava sia ormai viva e terribile sotto i nostri occhi, tuttavia continuano imperterrite le mistificazioni rinfocolate da parte di quelli che hanno trovato la pappa pronta. Ormai il libro è introvabile nelle librerie, "L’horreur économique". In cosa consiste questo orrore? Consiste nel fatto che tutta la nostra ricchezza, il nostro prestigio, la nostra rispettabilità, le nostre opportunità, le nostre tutele, qualsiasi forma di sopravvivenza, derivano dal nostro lavoro, e perciò sono perennemente appese a un filo. Ignorarlo non modifica la realtà. Il lavoro viene negato a un numero crescente di persone che, per questa deprivazione, sono gettati nella disperazione, e un pò alla volta toccherà anche a molti di quelli che oggi rinfocolano i deliri laburisti. La scarsità di domanda non dipende ovviamente da chi un lavoro non ce l’ha, e tuttavia gli viene imputata come se fosse colpa sua. Una colpa di cui vergognarsi. Ogni giorno ci viene raccontato che la disoccupazione è effetto di una crisi passeggera... e io mi chiedo: ma questi si sono mai aperti un testo scolastico di economia??? Il bisogno di lavoro umano diminuisce progressivamente da che mondo è mondo per via di quella cosa che si chiama "progresso"! Non per una "crisi passeggera"! E mentre vengono contrabbandati come rimedi i più astrusi sotterfugi di cui ormai conosciamo tutta l'aberrante inefficacia, mentre vengono esibite statistiche ridicole (come un incremento dello 0,2%) di cui è lampante la futilità, milioni di persone si macerano in una sofferenza sorda, acuita dalla vergogna per il fallimento, benché incolpevole. Io a voi l'ho ripetuto diverse volte anche in relazione ad altre questioni: il modo migliore per non risolvere un problema è il non comprenderne le cause, il travisarle; come puoi risolvere un problema senza averne nemmeno cognizione di qual'è? Una vergogna che coinvolge, insieme al disoccupato, anche i suoi familiari: la madre che si umilia a implorare al panettiere di fiducia un lavoro per la propria figlia; il padre che inventa scuse penose per nascondere a sè stesso e agli altri la disoccupazione cronica del figlio; oppure come nel mio caso, essere accusato io da loro. Chiaramente nel delirante scenario attuale risolvere quella che continua a essere chiamata crisi ma che in realtà è il normale procedere del progresso, mentre per De Masi è il preludio della fine del nostro sistema economico così com'è, con le surreali politiche che continuano ad essere portate avanti è utopico, soprattutto perché il progresso non è una cosa da dover "risolvere" ma accondiscendere casomai, mentre questi gli stanno mettendo i bastoni tra le ruote da 200 anni almeno rallentandolo enormemente. Dove potremmo essere oggi, se a prevalere, 200, 150, 100, 50 anni fa fossero stati quelli come me, i produttivisti, anziché i lavoristi? Io 20 anni fa non mi sarei mai sognato di assistere a questi momenti, non avrei mai potuto immaginare che avremmo potuto sperare di vincere "noi" nemmeno alla fine, ma ora vedo che è quello a cui questa strada ci sta portando. Non tutto il male viene per nuocere, per cui "tanto peggio tanto meglio" ora come ora, e "gettare benzina sul fuoco" è la cosa giusta da fare, il fine giustifica i mezzi. Ed io lo sto facendo alla grande! Gratis. Avrei voluto aggiungere "alla faccia vostra", ma in realtà a giovarne sarebbero tutti, i miei attuali carnefici compresi.

In una delle scorse email, con "immondizia che arriva coi barconi" vi ho dato un esempio di cosa intendo con "bias che propagando", dato che razionalmente so bene che non è giusto definire così quelle persone, ma lo faccio appositamente in polemica verso quelli che li vogliono far venire qui e poi lasciarli a doversi arrangiare accusando poi di razzismo chi si lamenta delle conseguenze, per questo quella è la cosa giusta da dire, per farci inorridire di fronte i personaggi tipo la Boldrini; il fine giustifica i mezzi. Idem per la legittima difesa: razionalmente so che non è giusto sparare ai ladri, ma lo propagando in polemica verso quelli che, così come nel primo caso, come nella frase di Tolstoj si dolgono della condizione altrui, ma scendergli dalla schiena quello no, guai aspettarselo. Nel momento in cui si costringe qualcuno a dover rubare (quello che voi state facendo con me, ve lo avevo scritto nella prima email), come ci si può permettere poi di lamentarsi se quello lo fa e arrogarsi di punirlo? "Contratto sociale" si chiama questo concetto. Un articolo importante della costituzione italiana è l’articolo 3 che afferma: "E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese". Rimuovere, quando è il sistema che su tale costituzione si regge a metterli tramite anche altri dei suoi articoli stessi che vanno a comporre in essa un capolavoro di cerchiobottismo! Ma il cosiddetto diritto fino ad oggi è sempre stato travisato rendendolo di fatto un dovere se non si vuole morire di fame e stenti. Un pò come il concetto di voto: perfino superfluo puntualizzare l'ignoranza di quelli che sminuendolo lo considerano spregiativamente "un dovere" (la forma democratica del fascismo, che per distinguerla da quella attuale è chiamata "democrazia organica" sempre sul voto si basa eh! ma c'è modo e modo però)! L'unico modo per far diventare il lavoro un diritto e non un obbligo è quello di riconoscere ad ogni individuo la base reddituale minima senza alcuna condizione, che permetta la sopravvivenza indipendentemente da qualunque altro parametro. Fornire ai propri cittadini questo "diritto" non è compito della società come alcuni dicono, ma è l'opposto: la società deve smetterla di toglierglielo! Perché così oggi è! Il reddito di cittadinanza non sarebbe un qualcosa che la società "regala" ai singoli, ma che smette di negare (leggi: sottrarre)! Per cui non è un "diritto". Nessuno riesce a rendersi conto dell'ipocrisia insita in una società che punisce chi ruba dopo aver costretto a farlo? Tommaso Moro in "Utopia" aveva identificato in un erogazione reddituale fissa la soluzione alla criminalità, tema ripreso successivamente da Thomas Hobbes, John Locke, Jean-Jacques Rousseau, Nicolas de Condorcet, Juan Luis Vives, e più recentemente John Rawls e Peter Vallentyne, con il "contrattualismo", e esplicitamente o tra le righe da tutta la pletora di filosofi di cui vi avevo elencato i più noti. E' una questione di caratura morale dello Stato come "contratto sociale": quando mi avrai messo nella condizione di non essere costretto a violare le regole che imponi allora potrai permetterti di punirmi se le violo! Non in assenza di ciò! E' lo stesso ragionamento che faceva Pino Rauti riguardo la pena di morte verso la quale il suo partito era favorevole, ma lui faceva notare che uno Stato con una caratura morale bassa come quello italiano del tempo non poteva permettersi di emettere giudizi così estremi che sarebbero stati interpretabili solo come ipocrisia. Se vuoi punirmi per aver rubato, o raccolto cozze di frodo, spacciato droga, prostituito, devi però mettermi nella condizione di non dover essere costretto a farlo! Solo con l'introduzione del reddito di cittadinanza si potrà dare una vera legittimità giuridica alle condanne per reati a scopo di lucro! Legittimità che fino ad oggi non è possibile identificare rendendo ogni condanna finora emessa di fatto illegittima (se non legalmente, moralmente).


Riallacciandomi al discorso sul raggiungimento dell'ottimo paretiano (ossia che dal raggiungimento delle frontiere produttive ne siamo ben lontani), se ne ricava che appunto oggi "c'è tantissimo lavoro in Italia. Il problema sono quelli che pretendono uno stipendio in cambio", e quindi sulla base del fatto che nessun lavoro in realtà è "pagato" ma è *compensato*, quando voi mi offrite nominalmente 400 euro per 6 ore al giorno voi non mi state offrendo 400, voi mi state SOTTRAENDO 1-2-3-4-500! Lo capite così il concetto? E' più chiaro così? Voi come la chiamate la sottrazione di soldi mediante convincimento? Io la chiamo truffa, per cui quando definisco così i vostri "stage" non lo faccio con intento offensivo, intendo puntualizzare il nome che ne definisce fattualmente la loro essenza. Questa non è legge domanda-offerta, perché a tutto c'è un limite morale almeno di decenza, questa è TRUFFA. Certo uno è libero di accettare o meno, per cui non è un furto, ma un tentativo di truffa si, e nel momento in cui io fossi costretto dalla necessità ad accettare, nella quale quando è complice colui il quale mi ci mette nella condizione di dovervi sottostare mediante l'induzione della necessità, ossia questa società, si chiama ESTORSIONE. La legge domanda-offerta vale quando non si subiscono ricatti. Una società non di truffatori quindi, ma di ESTORSORI.

Ripeto: il modo migliore per non risolvere un problema è non essere consci di quale sia il problema. Solitamente da parte delle opinioni di sinistra si tende difatti ad incolpare il sistema capitalista dei guasti sociali, quando in realtà la causa di essi è originata proprio laddove vi è CARENZA DI CAPITALISMO! I problemi che si imputano al capitalismo, in realtà sono provocati proprio dall'intervento umano sull'economia, ossia dagli ostacoli frapposti AL capitalismo. Quelli che lo imputano di colpe non si rendono conto che i guasti che imputano "al capitalismo" sono in realtà proprio e solo loro a causarli! Io personalmente ho sempre visto tutti i partiti politici (compresi quelli di estrema destra eh!) scannarsi su quale sfumatura del colore della merda sia migliore, senza riuscire a vedere che oltre la merda esiste anche la cioccolata, che magari è più buona della merda, e non mi capacito di come si possa discutere su bazzecole frivole ed ignorare le questioni importanti. Mi viene spesso fatto notare che alcune cose che sostengo sarebbero "anti-costituzionali"... ma la cosa che mi colpisce è che secondo questi ciò significa che non è possibile metterle in pratica... e non che bisogna cambiare QUEST'obbrobrio di costituzione come di fronte a tale asserzione la logica vorrebbe! Eppure perfino la loro stessa Costituzione è chiara, se lo stato è incapace di offrirti un lavoro ti deve assistenza, alla faccia della loro coerenza! Se chi governa oggi è incapace di rispettare la sua stessa Costituzione ed incapace di trovare altre soluzioni, in questo contesto che senso ha discutere di aliquote, abolizione del Cnel, numero e vitalizi dei parlamentari, imu, ici, iva, fiscal compact, ius soli, varie sfumature di sistemi elettorali demenziali ai quali vengono dati altisonanti nomi in latino maccheronico e altre cazzate la cui discussione è totalmente superflua rispetto al ribrezzo che sono i fondamenti stessi del sistema odierno??? Prima le cose importanti, e solo una volta messe le cose come dovrebbero stare, cioè sostituire l'attuale merda (il sistema retto su questa costituzione) con la più buona cioccolata allora anch'io discuterei come loro delle sfumature, stavolta del colore della cioccolata. Per non voler discutere le sfumature del colore della merda io vengo definito manicheo... quando quello che dico è, ad esempio: le imposte reddituali sono la merda e discutere la sfumatura del loro colore (ovvero quale aliquota sarebbe meglio, come se fosse una cosa che si potesse decidere a tavolino tra l'altro, vedi quelli della flat tax... ai quali rispondo sempre "chi offre di più?" come un piazzista) non ha alcun senso per chi la merda gli fa schifo solo guardarla, e preferisce la cioccolata; quando verranno sostituite con la cioccolata (imposte fisse e fiscalità monetaria) ecco allora sarò dispostissimo a discutere della quantificazione delle stesse ovvero delle SUE sfumature; ma discutere le sfumature del colore della merda lo lascio fare agli altri, a quelli ai quali la merda piace. Non esiste la possibilità di riformare questa fogna nauseabonda della quale il marciume è il suo stesso fondamento - bisogna ripulire tutto e partire da capo! Perché quando scrivo che sono anni che non mi interesso di economia intendo che non la studio attivamente, ma discuterne su internet lo faccio di continuo (per cui non è che sono proprio del tutto arrugginito oggi), ma di discutere di cagate irrilevanti tipo lo ius soli non me ne frega niente. Come diceva Giorgio Gaber: "la sola vera riforma delle istituzioni è che ve ne andiate tutti fuori dai coglioni!".
Come si può non notare e puntualizzare l'arretratezza dell'attuale sistema, cristallizzato come un dogma immutabile fermo alla rivoluzione francese? Da allora è stato inventato il treno, l'automobile, gli apparecchi elettrici, l'aereo, l'energia nucleare, ma l'impostazione dei sistemi politici e dell'amministrazione pubblica è rimasta ferma a 200 anni fa! Ed il bello è che nessuno se ne rende conto! Paragonando l'attuale vetusto sistema alla democrazia organica non si può non notare come esso sia primordiale e rudimentale rispetto alla raffinatezza di essa (ce l'avete presente?).
Standing stesso, nonostante faccia parte di quella tipologia di persone che questo sistema lo hanno creato e lo sostengono, si chiede perché mai i disoccupati dovrebbero rispettare un sistema del genere. Un sistema che sta creando una società di senzatetto e mendicanti. Il lavoro laddove presente è incerto e volatile e questa è la nuova norma, non l'eccezione. Laddove la norma proletaria era l'assuefazione al posto di lavoro stabile, il precariato si sta assuefacendo al posto di lavoro instabile, una situazione che non si può modificare, non solo introducendo nuove regole, ma nemmeno mediante la crescita economica. Servono mezzi ESTERNI. Mezzi atti a COMPENSARE una situazione che oggi è deletaria solo perché essi sono assenti, ma che in realtà andrebbe perfino estesa e compensata, non "risolta", perché non è essa il problema, il problema è l'assenza di compensazioni! Non finirò di ripetere che la causa dell'attuale situazione (che i media chiamano crisi e ne indicano la data d'inizio al 2008... no, nel 2008 è EMERSA lampante come conseguenza, non "inizia", e non è nemmeno una "crisi"; vi ho già detto che il colpo di grazia a una situazione preesistente è stato dato il 1° gennaio 2002) è unicamente dovuta al cuneo fiscale e all'assenza del reddito di base (a cui poi si è aggiunto il colpo di grazia citato)! Finché non si capirà che la situazione problematica era precedente non si potrà mai riuscire ad uscire da questo impasse. Se si imputa un difetto a qualcosa che non ne è la causa, non si potrà mai risolvere la questione. La flessibilità del lavoro è un effetto benefico del progresso, certo, ma lasciata senza compensazione crea un problema che non è essa a causare, ma appunto l'assenza di compensazioni. O forse siete di quei luddisti che evidentemente preferirebbero una società alla Charles Dickens? Gli incompetenti parassitari, sindacalisti, burocrati, banchieri, imprenditori parassitari con le pezze al culo, il vero cancro della terra, questi sono i nemici dei disoccupati, che si nascondono dietro le ideologie politiche e religiose mettendo gli uomini gli uni contro gli altri per ridurli nelle catene della necessità magari indotta. Ci sono tanti benpensanti che credono di possedere il verbo e la ragione assoluta, certi che così facendo si possono mantenere i loro avidi vizi nascondendo la loro pochezza morale e la loro solitudine da vigliacchi. Sono amati solo per il loro denaro, sono rispettati solo per il loro denaro e sono invidiati (il tutto da quelli come loro) solo per il loro denaro. Come esseri umani sono delle merde, un branco di delinquenti protetti da un sistema di delinquenti. Loro si.

Riprendendo il fatto che i fautori dell'ideologia ebraico-protestante anche non ebrei abbondano talmente tanto anche tra chi paradossalmente vorrebbe pretendere di farsi passare per cattolico, anche se avevo scritto che non sarebbe nemmeno necessario fare nomi... correggo con: anzi mi basta farne uno, molto indicativo: Papa Bergoglio, che con quale cognizione abbia osato darsi un nome che alla luce della sua aperta ostilità verso i dettami francescani assume una luce grottescamente paradossale, non si sa. Non si può anche non notare come i giornali cattolici non perdano mai occasione di scagliarsi contro i dettami cristiani... tocca leggere in uno di essi "I poveri hanno bisogno di lavoro, non di soldi"... Solo il fatto che sia un giornale cattolico a scrivere simili stronzate dovrebbe svegliare la gente da una Chiesa ipocrita e dai suoi commentatori blasfemi, che per scrivere titoli così demenziali bisogna essere parecchio obnubilati eh! Ma la gente lavora così per hobby secondo loro? La gente lavora per il reddito! Per sopravvivere! Quindi i poveri hanno bisogno di soldi, non di "lavoro"! Se il lavoro non c'è, cosa vogliamo lasciarli morire di fame i poveri??? Che Famiglia Cristiana è questa????? Questa specie di crociata di Famiglia Cristiana contro gli esclusi può a prima vista sembrare incredibile, ma in realtà si inserisce appieno nell'ideologia nordista del Bergoglio. Si scomoda il fior fiore dei professoroni per affermare che "non serve l'assistenza, occorre il lavoro". Eh, grazie al cavolo! Quale lavoro? Quello che autorizza i datori di lavoro ad usarti per un solo giorno "di prova" gratuito per avere il commesso gratis tutto l'anno? Mangerò "giorni di prova gratuiti" allora. Guardate, io sono da anni tentato di propormi a quei pezzi di merda, io che so come funziona la cosa del cartello perennemente appeso, e poco prima della chiusura sparire con l'intero incasso!!! Non per prendermi i soldi, ma per sottrarli a loro! Li brucerei pure piuttosto!
Il lavoro come cercarlo se gli uffici di collocamento non ne hanno? Si sopravvive senza lavoro, e come, andando a rubare? Chiedendo l'elemosina? Gli unici lavori che propongono le agenzie interinali sono come direbbe un Papa normale contro la dignità dell'essere umano... agenti, tele lavoro, call center, porta a porta, marketing piramidale, le truffe dei cartelli perennemente esposti appena citata, e i vostri finti "stage" schiavistici, questi sarebbero lavori??? Queste sono solo prese per il culo! Ma questi professoroni lo sanno che il lavoro "pagato" non c'è, e quel poco che non è una truffa vera e propria è al limite della schiavitù? Se non si trova lavoro e, non si trova, sempre più disoccupati, devono avere, per caso, il decoro e la discrezione di morire di fame, in silenzio ovviamente. I poveri, una volta, non erano poveri, lavoravano e dignitosamente vivevano, ora dignitosamente devono morire visto che il lavoro *pagato* (ma nemmeno solo "compensato") non si trova. Il mondo si è capovolto, la normalità no quella mai. Ma dove cazzo sono finiti i comunisti VERI proprio ora che servirebbero davvero???? Vedete cosa mi tocca arrivare a dire a me consapevole che "i diritti da loro conquistati con le lotte operaie" sono LA CAUSA dei problemi di oggi! Ma che cazzo avevano da lamentarsi negli anni '70??? Vorrei vederli oggi!!!! E non lo dico io: anche Paolo Villaggio negli ultimi anni di vita ammetteva apertamente che rispetto ai giovani d'oggi i "Fantozzi" non avevano nulla di cui potersi lamentare.

Che bella scoperta ha fatto l'economista illuminato di Famiglia cristiana che ha scritto quel titolo... "se ci fosse lavoro per tutti con retribuzioni giuste, il problema non esisterebbe". Un genio proprio! Non da meno di quelli che blaterano stupidaggini che solo da chi non ha mai veramente lavorato un giorno in vita sua possono uscire, del tipo "l'essere umano senza un'occupazione è morto"... no, l'essere umano senza un reddito è morto! E a rincarare la dose arriva puntualmente (e con sorpresa di tutti quelli ignari di cosa sia l'osservanza nordista, tra cui presumo voi) il discorso dell'attuale papa, il nordista Bergoglio alle cui parole "dev’essere chiaro che l’obiettivo vero da raggiungere non è il reddito per tutti, ma il lavoro per tutti", Renzi (quando stava al governo) aveva commentato con "ciò che ha detto il Papa sta coerentemente dentro la grande storia della dottrina sociale della Chiesa Cattolica" che non può che suonare come una presa per il culo a tutti quelli consapevoli di cosa dica la dottrina sociale della chiesa cattolica sulla quale il reddito di cittadinanza si fonda per come espressa nella Rerum Novarum, a cui Renzi fa riferimento non si comprende dandogli quale astrusa interpretazione della stessa che è invece piuttosto chiara e non dovrebbe poter essere fraintesa fino ad un talmente spudorato completo capovolgimento dei suoi dettami... per poi pure infierire con "ma assume un valore straordinario in questo preciso momento storico" cioè un momento in cui la gente sta iniziando a dover rovistare nei cassonetti per raccattare il cibo buttato via e per cui nel quale il concetto di reddito di cittadinanza, se prima poteva essere accettabile la sua assenza (personalmente ma non macroeconomicamente), proprio in questo momento assume carattere di urgenza anche personale! A questo punto diventa perfino superfluo il continuo del commento "Ve lo ripropongo perché credo che sia fonte di grande ispirazione e riflessione. Davanti alle ideologie che chiedono di dare a tutti un reddito, di far mantenere le persone con un assegno sociale Papa Francesco rilancia sulla necessità non di un reddito per tutti, ma un lavoro per tutti". Sta cagata indecente dovrebbe essere fonte di ispirazione e riflessione??? Certo, ispirazione e riflessione di fino a quale punto possa spingersi la stupidità umana del dire che la sopravvivenza per la quale il concetto di reddito è la base stessa che Bergoglio definisce "mantenere le persone con un assegno sociale" è l'ideologia di una fazione e non una necessità universale delle persone, che secondo lui non è il reddito ma il lavoro a fronte del fatto che sono parole dette da uno che avrebbe potuto e dovuto crearlo sto lavoro ma non l'ha fatto. E a quali fazioni si riferisce non tutti lo sanno... Perché "senza lavoro per tutti non ci sarà dignità per tutti". E allora perché tu, Renzi, non hai creato lavoro per tutti??? Quindi se il reddito non devono averlo tutti, quelli che ne sono esclusi cosa dovrebbero fare secondo tale logica? Questa storia della realizzazione tramite il lavoro bisogna iniziare a dimenticarla perchè è una cagata pazzesca e lo dice uno come me (non so se mi spiego)! La libertà più grande in assoluto è quando tu puoi mantenerti da te stesso senza dover chiedere nulla a nessuno. Quando non c'è questa possibilità e sei col cappello in mano e devi confidare nella carità altrui, allora il reddito di cittadinanza diventa tanto più necessario quanto più ti toglie dalle grinfie, non dico delle mafie (che quello purtroppo è la regola in certi casi), ma almeno dal narcisismo altrui. Questo non lo può capire e non lo potrà mai capire chi non è mai stato veramente in stato di necessità. Sapete no come si dice, "la persona sazia non crede a quella affamata". Voi, persone sazie, dovete prendere atto che checché ne pensiate voi nella vostra ignoranza, la ragione su queste cose ce l'ho io per il semplice motivo che io queste cose le conosco mentre voi no. E' chiaro? Essere dipendente da qualcuno, quando questo magari può pure permettersi di essere cattivo con il consenso delle autorità o addirittura l'avvallo della società, è il peggior castigo che esista perchè oltre ad essere danneggiati significa pure essere beffati! Mi baso anche sulla mia esperienza personale, è piuttosto fastidioso essere beffati da persone che identifichi chiaramente come inferiori rispetto a te (quelli del portare pietre, e i tipi delle interinali che si arrogano loro di valutare te). E non dimentichiamoci che si sta parlando di quello (Renzi) che ha dato 80 euro SOLO a chi i soldi già li ha!!! Ricordate la mia critica a chi chiede aumenti salariali? E il cattivo sono io no? Poi quello che vuole "regalare" soldi sono io no? C'è una bella differenza tra dare soldi anche a chi non li ha e darli SOLO a chi già li ha! Le conseguenze sul sistema economico sono MOLTO diverse! Positive nel primo caso, negative nel secondo.

Ma quello che non torna è che queste persone che si scagliano contro il sussidio che del reddito di cittadinanza ha solo il nome sono solitamente favorevoli proprio ai sussidi di disoccupazione e alla cassa integrazione!!! Ma che senso ha???? Si scagliano contro una cosa chiamata con un altro nome e poi sono favorevoli alla stessa cosa quando chiamata con altro nome??? Quello che i 5 stelle stanno chiamando con un nome che non gli compete è solo un lieve allargamento di platea dei GIA' ESISTENTI Naspi e Rei, creati dagli stessi che ora stanno criticando il loro mero lieve allargamento di platea!!! Ma si pensi anche agli 80 euro di Renzi, quelli si che gli stanno bene!?!? Quelli che si sono stati un elemosina degradante!!! Un certo Mario Seminerio scrive "è buffo che i 5 stelle li vedano come un’elemosina degradante, pur essendo erogati a gente che lavora"... ah e non è casomai PROPRIO PER QUESTO un elemosina DEGRADANTE???? E in quale demenziale mondo parallelo "elemosina degradante" non lo è proprio il ricevere soldi senza averne bisogno nel mentre ciò non viene fatto verso chi invece il bisogno lo ha??? In questo, certamente, in questo mondo sub-normale! E sono queste aberrazioni a farlo tale, non la mia "opinione". In che modo il fatto che siano dati a gente che un reddito (chiamiamo le cose col loro nome) lo ha ne escluderebbe la definizione di elemosina e proprio per questo a maggior ragione degradante? Quelli si sono stati un elemosina della quale chi li riceveva era generalmente talmente stupido da non rendersi conto di quanto degradante per lui fosse, per lui si!!! Se avessi avuto un reddito superiore agli 8.000 euro annui e avessi ricevuto gli 80 euro di Renzi IO NE AVREI PROVATO VERGOGNA! Ma non per il riceverli io, che sia chiaro, ma per il riceverli io a fronte che non li avrebbe ricevuti chi ne avrebbe invece avuto vero bisogno e quindi più motivo di darglieli! Se li avessero ricevuti TUTTI, allora non sarebbe stata una cosa di cui doversi vergognare quella infima cifra, ma essendone escluso chi più meritevole allora si! Ma la gente tipo sto Seminerio non si rendono conto di rendersi ridicoli così? "Ma non faccia una piega a consegnare 780 euro al mese a gente che non lavora e che potrebbe continuare a non lavorare"... forse, caro Seminerio, cifra a parte, sarebbe il caso di sostituire "non lavora" con "non ha un reddito", no? Chiamiamo le cose col loro nome. "Buffo" casomai, a rigor di logica eh, non per mia opinione, è che LUI NON li veda come "un’elemosina degradante, essendo erogati a gente che *un reddito lo ha*" e quindi bisogno non ne ha nel momento in cui vengono negati (leggi sempre: sottratti) a chi un reddito non lo ha e quindi il bisogno lo ha! Degradante è questo, il lasciarne privi quelli che il bisogno lo hanno mentre li si dà a chi bisogno non ne ha! Ma in che mondo mi è toccato capitare???? La cosa fastidiosa è che questi microcefali si credono pure di aver ragione loro!!! Ma secondo quale demenziale logica??? Da rabbrividire davanti tale ottusità di gente che pretende di possedere il "Verbo"... la loro è acredine, la cosa fastidiosa è che parlano come se si credessero di essere immuni dalla disoccupazione, eppure io cerco di farglielo notare: anche io prima di perdere il lavoro non prevedevo sarebbe successo, vorrei proprio vederli quando succederà a loro, e per molti di loro succederà eh, non ne sono mica immuni. "Buffo" casomai è che uno definisca in termini dispregiativi una cosa che è solo un lievissimo allargamento di platea di una cosa già esistente e che nello stesso commento pare non disprezzare. Paradosso assurdo, che in molti fanno finta di non capire, il papa e tutti quelli che hanno il pasto assicurato tutti i giorni parlano alla stessa maniera senza rendersi conto delle sciocchezze che dicono... meglio il lavoro che un assegno mensile? Che discorsi! Lavoro per tutti, si ma dove sta questo lavoro per tutti? Gratis? Bella forza! Se il lavoro compensato non c'è e nemmeno si riesce a trovare, cosa si deve fare? Rimanere senza sostegno minimo per poter solo vivere? E perchè perdere la dignità per seguire consigli di chi problemi non ne ha? Allora meglio un pezzo di pane sicuro nell'attesa, spesso vana, dell'arrivo di un lavoro compensato, che la fame totale per seguire linee politiche e sociali assurde e interessate di gentaglia che pare apra la bocca solo per dargli aria, ignoranti come delle merde! "La persona sazia non crede a quella digiuna", ok, ma dovrebbe almeno evitare di aprire la bocca su cose che dovrebbe sapere di non poter comprendere! Perché le parole non sono "aria", le parole sono "pallottole"!

Poi si legge Renzi dire "non voler dare stipendi a chi non vuole far nulla"... NON VUOLE???? Ma questa gente vive proprio fuori dal mondo?!?! Ignoranza volontaria o di comodo? Facile apostrofare i soggetti privi di un reddito, privi di qualsiasi diritto, come parassiti non dediti al lavoro, quando la colpa di tale condizione è della gente come lui, come Renzi! Quel "non vuole" è una frase di cui deve solo vergognarsi per la sua cieca stupidità! E allora tutta Europa è un continente di parassiti. Tutta l'umanità è parassita, secondo questa logica! E ripeto che si sta parlando della stessa persona, Renzi, che ha dato 80 euro NON a chi ne avrebbe avuto bisogno, ma a chi già un reddito (sopra gli 8.000 euro annui) ce l'ha... Ma che senso ha??? Che poi non si capirebbe nemmeno per quale motivo sia stata ideata quell'erogazione, a quale fine auspicato avrebbe dovuto portare secondo lui... Su quale logica può fondarsi il dare una qualunque forma di aiuto economico NON a chi ne ha bisogno ma SOLO a chi NON ne ha bisogno??? Troppo facile sarebbe... poterlo definire almeno "palliativo"... ma non è mica finita, fosse solo questo, vabbè, ma no, addirittura bisogna andare a raggiungere appositamente livelli di "lungimiranza" incommensurabili, che pare li cerchino apposta col lanternino, leggendo che per ottenere questa elargizione bisognava avere un reddito superiore (sic!) agli 8.000 euro annui, dopo era saltato fuori che chi li aveva ricevuti ma in quell'anno ha avuto un reddito inferiore agli 8.000 euro, doveva pure restituire gli 80! E si gongolano che perciò non può essere definita una misura populistica... Bella forza! Certo che non lo è, sussidiare SOLO chi NON ne ha bisogno e poi pretendere pure la restituzione se chi li ha ricevuti nel frattempo è diventato ancora più povero (e quindi non si comprende nemmeno come si possa attendersi che possa essere in grado di restituire qualcosa che non ha più... dato che ovviamente non è che uno che non ha altri mezzi di sussistenza possa pure permettersi di risparmiare il poco che ottiene) non può essere definito populismo, e nemmeno un "palliativo", c'è solo un termine adeguato per poterlo definire: pura demenza! Non c'è molto di cui gongolarsi... Sarebbe perfino superfluo fare commenti. "Se uno non ce la fa devi dargli un paracadute, devi aiutarlo, devi creargli un'occasione di lavoro, devi FARGLI FARE formazione professionale"... in ultima analisi è proprio QUESTO l'assistenzialismo, di cui Renzi taccia invece il reddito di cittadinanza. E, peggio, dimostra come si passa dall'assistenzialismo del "dare un aiuto", del "buon cuore cattolico", direttamente alla prevaricazione del cittadino, obbligato a formarsi, come se fosse un bambino da educare da parte dello Stato. Con questa malsana idea: devi essere minacciato di povertà per obbligarti a lavorare. Una motivazione reddituale propria ovviamente non è prevista. Se vuole i nostri voti, dovrebbe riconoscere prima di tutto che ha a che fare con delle persone adulte, sufficientemente motivate di voler fare qualcosa di sensato e utile nella loro vita in cambio del reddito. Non con dei bambini da istruire su come e perché lavorare. O da punire se non si impegnano come vuole babbo. Se si facesse una critica costruttiva si dovrebbe dire cosa non va, e poi dare una soluzione al problema, ma evidentemente è più facile dire frasi tipo "bisogna dare il lavoro a tutti"... facile così! Ci arriverebbe anche un bambino a questo, tutti vorrebbero un lavoro, ma come? Come lo "dai"? Se il lavoro sta via via drasticamente diminuendo per via del progresso e la popolazione sta aumentando? Come lo "dai" a tutti? Con una magia? Che poi lo stesso uso del termine "dare" è indicativo della cognizione avulsa che ne hanno quelli. La carità si "dà"!!! Il lavoro me lo state sottraendo invece!!! Non sono i soldi a dare la dignità a un uomo, ok, ma lo è ciò che i soldi sono necessari per acquistare, il "pane quotidiano".

Ovviamente non prendetemi per stupido, anche se uso toni polemici sono perfettamente consapevole del subdolo motivo per cui Renzi ha dato gli 80 euro solo a chi non ne ha bisogno: perché equivaleva a *non darli* dato che essi non li avrebbero spesi (e i soldi hanno influenza solo nel momento in cui sono scambiati, se li si tiene sotto al materasso è come non esistessero e quindi non fossero stati dati a chi li tiene sotto al materasso), che poi è il medesimo motivo per cui si preferisce sempre far ricadere le imposte sui redditi bassi, e perciò non perché "i poveri sono tanti e i ricchi pochi" come si suol credere, ma perché una variazione sui poteri di acquisto dei redditi bassi influisce notevolmente sulle propensioni al consumo, mentre sui redditi alti influisce in maniera irrilevante, a fronte di un incisione notevole sul risparmio, irrilevante nel caso dei redditi bassi. Mentre all'opposto una variazione sui redditi alti incide in maniera rilevante sul risparmio e un incidenza su quelli bassi anziché su quelli alti provoca una riduzione dei consumi, e ridurre i consumi è l'effetto che le manovre recessive vogliono ottenere, senza intaccare l'investimento anzi andando ad aumentarlo. E' questo il motivo per cui paradossalmente Renzi ha dato 80 euro solo a chi li ha già anziché a chi non li ha: perché equivaleva a *non darli*. Non tiratemi fuori la trita cagata che equivale alla riduzione delle imposte per favore, non sono stupido: c'è modo e modo di fare le cose, e questo è quello sbagliato non potendo essere percepito come tale. Prendere una cosa e poi restituirla non elimina i risvolti dell'averla presa! Quelli rimangono tali e quali! In più così aggravi la situazione nel momento in cui quegli 80 euro non sono spesi subito no, ma sul lungo periodo si però, scaricandone così le conseguenze sui suoi successori e andando ad aggravare ulteriormente la condizione di quelli che gli 80 euro non li ricevono! Dato che sul lungo periodo anche se non spesi direttamente ma prestati alle banche, esse non li tengono in un cassetto ma li impiegano "spendendoli" quindi, con un effetto addirittura moltiplicato per via contabile che sul lungo periodo equivale alla loro spendita moltiplicata più volte.

Che tra l'altro bisogna finirla con sta cazzata che il lavoro va *cercato*! Come se la disoccupazione fosse causata non dall’assenza di lavoro, ma dalla gente che non si dà abbastanza da fare per cercare lavoro... ma vi sembra normale ragionare in questo modo? Tra gli oppositori al reddito di cittadinanza prevale l’idea che la gente sia fannullona e attribuisca un valore molto alto all’ozio. Certo, rispetto alle loro truffe ha certamente un valore più alto l'ozio, non è un opinione questa, è logica matematica! Poi forse varrebbe per loro evidentemente, ed i risultati di tale loro concezione si vedono! Lo ripeto: alcuni certamente, ignorando il costo di opportunità si abbassano a fare pure "secondi lavori" senza avere il primo oppure i vostri "stage" schiavistici per poter sopravvivere, impegno inutile che li distoglie dal poter impiegare il loro tempo in attività più utili fosse anche il solo oziare - e aggiungo: si, in una società che invece di piantare pali porta pietre! Quando tutt'al più questo comportamento ATTIVO viene denigrato come un aspettare per deprecabile fatalismo. Il lavoro invece va proprio ASPETTATO! Non cercato! Che senso ha cercare una cosa che NON ESISTE??? Se ci fosse, non ci sarebbe bisogno di cercare! Quando ci sarà, sarai tu ad essere cercato (ribadisco la frase di Totò...)! Quindi non esiste un alternativa all'aspettare, non è un opinione, è un dato di fatto empirico! E su questo assioma dovrebbe basarsi la sistemazione dei centri per l'impiego invece che sull'attuale doversi arrangiare da sè. Ma se poi ci si deve arrangiare da sè, che senso ha l'esistenza stessa dei centri per l'impiego???? E sorvoliamo sulla solita stupidaggine del voler definire la dignità da parte di gente che ne è priva come i due compari in questione, ed i loro seguaci che regolarmente poi si scatenano al seguito sui forum, "Gesù era per i poveri e Papa Francesco sposa in pieno quella direzione segnata da chi si è fatto crocifiggere contro la cattiveria umana"... ah, essere a favore che non tutti debbano avere un reddito ovvero che chi il lavoro non ce l'ha debba morire di fame sarebbe essere a favore dei poveri? In quale universo parallelo? E i cattivi sarebbero gli altri? Non fa una grinza no? Ecco bravo il Papa insegnasse pure a dare posti di lavoro al Vaticano, assuma lui tutti quanti, oppure per legge facciamo lavoro di rotazione come ha proposto De Masi: quello che lavora oggi dà il lavoro a chi non lavora: un mese per ciascuno non fa male a nessuno. E poi ne parliamo. Facile predicare flessibilità col culo degli altri! Sempre per gli altri valgono le cose, mai per sè stessi eh? Secondo Bergoglio bisogna "non rassegnarsi all’ideologia che sta prendendo piede ovunque, che immagina un mondo dove solo metà o forse due terzi delle persone lavoreranno, e gli altri saranno mantenuti da un assegno sociale"... quindi dobbiamo rassegnarci all’ideologia vigente finora, che non vede alternativa a un mondo dove solo metà o forse due terzi delle persone lavoreranno, e gli altri dovranno arrangiarsi che nella maggior parte dei casi significa o finire in galera o morire di fame o mangiare alla Caritas? Perché la situazione è questa e la scelta è solo tra queste due alternative. Altre non ce ne sono. Oggi, alla luce di quest'ultima dichiarazione (curiosa e spiazzante per chi non aveva già capito il suo "pollo") sulla non necessarietà di un reddito per tutti (e contestuale riconoscimento della necessità di un lavoro per tutti: utopia, favola irrealizzabile nell'era alla quale il progresso ci ha giustamente portati seppur troppo lentamente) un senso di disorientamento assale tutti quelli che inconsci della collocazione nordista di Bergoglio ne sono rimasti spiazzati. Pare che Bergoglio creda che il lavoro sia ancora quello degli anni settanta, con gli operai che avvitavano bulloni e segretarie che battevano a macchina documenti. Le parole dure del Papa contro la "meritocrazia che legittima la diseguaglianza" ci sembrano mortificare proprio quel lavoro per il quale lui reclama, invece, dedizione e dignità. Sempre il Papa spiega che: "Il talento, secondo questa interpretazione, è un merito non un dono". Ma la "meritocrazia" dei talenti, colpevolizzata dal papa, non é la stessa della omonima parabola narrata nei Vangeli? Sembrerebbe una paradossale incoerenza se non fosse che sta parlando di due cose ben diverse. "La tanto osannata meritocrazia sta diventando una legittimazione etica della diseguaglianza"... ma tanto osannata da chi se nemmeno esiste???? Criticare la competizione chiamandola col nome della sua antitesi non è criticare l'antitesi! Purtroppo si tratta dell'ennesimo caso di analfabetismo lessicale: il concetto per il quale usa erroneamente il termine "meritocrazia" è chiaramente in realtà "competizione". Se chiamiamo una cosa con un altro nome non ci si capisce più niente. "Competizione" e "merito" sono due concetti antitetici, e quello che sta criticando lui è la deprecabile competizione, non l'auspicabile meritocrazia che oggi in Italia non esiste e quindi non le si può imputare alcuna colpa. Lui criticando la competizione sta criticando proprio l'ASSENZA di meritocrazia! Ma se usa il termine opposto cosa ci si capisce??? Che c'entra la meritocrazia con la sua frase "chi pensa di risolvere i problema della sua impresa licenziando la gente non è un buon imprenditore"? Ma dove la vede sta meritocrazia??? Il problema oggi è costituito dall'indegnità del lavoro, non del reddito (lo andasse poi a dire ad uno dei vari miliardari che riceve centinaia di migliaia di euro di rendita che il reddito senza lavoro ti rende indegno). Tra l'altro esiste un conflitto di interesse evidente: il giorno dopo che nel nostro paese fosse istituito un reddito minimo garantito vero e proprio gli italiani che fanno la fila alla Caritas andrebbero a comprare pagando le medesime cose al supermarket, nè più nè meno. A questo punto non ci si stupisce delle reazioni da parte 5 stelle tipo "la chiesa come la sinistra, per sopravvivere hanno bisogno dei peccatori e dei poveri", che è solo una generalizzazione: non *la* chiesa e *la* sinistra, ma le loro fazioni nordiste di cui il papa attuale per la prima e Renzi per la seconda sono espressione. Ma voi credete veramente che Ratzinger si sia ritirato per "vecchiaia"? Si è ritirato per non finire come quell'altro del 1978!!!

Immancabile anche la risposta di Grillo a cui i soliti commentatori parossistici vomitano le solite cagate avulse da ogni senso tipo "se Grillo avesse un po di dignità starebbe zitto e prenderebbe appunti davanti alla lezione che gli ha impartito il papa, invece di replicare stupidamente come un bambinetto offeso"... e quale sarebbe sta lezione che gli avrebbe impartito? Ci spiegassero questa loro teoria. Casomai se Renzi e Bergoglio avessero un pò di dignità starebbero zitti loro invece di nuocere all'umanità mettendo bocca su cose che (gliela dò per buona...) non riescono a capire! Secondo i due compari nordisti chi ha lavoro ha dignità... e chi non lo trova? Si attacca al tram fino a quando lo "si realizza" per tutti? Cioè mai più ovviamente. Bella lezione. Alle persone come loro, invece, con la pancia piena e la testa piena di pregiudizi, che fanno la morale da un pulpito privilegiato, dovrebbe seccarsi la lingua ogni volta che nominano il reddito di cittadinanza giusto per sciacquarsi la bocca. Quelli che hanno la faccia tosta di definire parassiti gli altri quando i veri parassiti sono proprio loro che continuano a votare questi politici che gli continuano a garantire i loro privilegi e che hanno portato alla rovina tutti gli altri, loro sono la rovina dell'Italia! Non i disperati senza lavoro o che si barcamenano ad alternanza con altri interinali per avere un modo di sostentarsi. Ci sono cittadini più fortunati e altri meno fortunati, è sempre stato cosi dalla notte dei tempi e la società cosiddetta civile ha sempre mascherato la cosa in vario modo e maniera, ma oggi con la tecnologia le cose si sanno meglio e più in fretta e tenere in piedi l'impalcatura sociale diventa sempre più difficile per questi, i cittadini di bassa classifica non solo vengono offesi dal sistema in continuazione facendoli sentire dei parassiti quando l'unica colpa che hanno è stata di nascere nella parte "sbagliata" della popolazione ma poi vengono pure avversati dalle istituzioni che non gli concedono nemmeno quel minimo per sostentarsi e continuare a vivere sia pur sotto la soglia di benessere sociale che è normale nelle attuali società industrializzate; sono visti come un errore del sistema, un qualcosa che esiste ma che non è voluto ed è questo l'aspetto paradossale ed inquietante, non tanto se concederanno il reddito di base o no, ma il capire che c'è una cospicua e numericamente non trascurabile fascia della popolazione che viene vissuta dal sistema come un accidente, come un errore, come una falla del sistema, cittadini di serie C e difettati. Quelli che Webb avrebbe voluto ed i suoi seguaci "fabianisti" odierni stanno tentando di sterminare sottraendogli il pane di bocca! Come dovrebbero interpretare questi le aberranti parole dell'attuale papa? Dopo il danno, pure la beffa! Uno dei grandi problemi italiani riguarda la gente lobotomizzata che ripete le cose che sente dire senza alcun raziocinio. Quelli che dicono "il lavoro nobilita l'uomo, non i soldi"... bene, allora, visto che abbiamo due concetti diversi di cosa siano dignità e nobiltà, veniamoci incontro con reciproca soddisfazione: mi dai tutti i soldi che guadagni col tuo lavoro, così ci sentiamo entrambi degni e nobilitati, ok? A te il tuo dignitoso lavoro, a me il mio dignitoso sostentamento. In ossequio alla coerenza almeno. No certo, dignità è chiedere continuamente aumenti salariali... Se da un lato sostengono che a dare la dignità non sono i soldi, però se li tengono ben stretti e non rinunciano loro a ricevere le vere elemosine quali gli 80 euro di Renzi, criticando il reddito di cittadinanza per la "mancanza di coperture", un alibi per i contrari che temono di vedere intaccati i privilegi di cui godono. Forse hanno paura che con qualche soldo in più gli altri si sentano un pelo piu sicuri e rialzino la testa e inizino a pensare piu positivo, cosa che non si vuole, bisogna stare a testa bassa e prendercela con l'immigrato e sputare sangue per permettergli di fare i loro porci comodi come fanno da 50 anni se non di più. Il problema della disoccupazione e della precarietà semplicemente non vogliono risolverlo, perché se avessero voluto o volessero veramente non staremmo qui a parlarne! Non gliene frega niente a nessuno... anzi pare proprio che questa situazione vecchia e cronicizzata stia bene a tutti i governi passati e basta! Questi pseudo-scienziati che parlano dall'alto del loro scranno: che propongano loro una soluzione concreta per aumentare i posti di lavoro. Oppure evitino di fare inutile retorica. Il lavoro per tutti o lavorare meno e tutti, è utopico oggi come oggi, e a causa loro! I disoccupati disperati servono al sistema, altrimenti come si potrebbero ricattare i lavoratori-schiavi? Le persone fuori dai cancelli servono per far sgobbare di più e per meno chi un lavoro ce l'ha. Questa società ci parla di felicità ma ha bisogno di alimentare l'opposto per reggersi. E pensare che basterebbe un reddito di base a risolvere ogni problema... Ripeto: i comunisti VERI dove sono finiti???? Risposta: hanno tutti la loro bella pensione ormai.

Il reddito di cittadinanza (e ripeto che non mi riferisco a quel draconiano sussidio dei 5 stelle anche se ne prendo comunque le difese a fronte dei suoi ciechi detrattori) non è beneficenza da uno stato prodigo, suo scopo non è *dare soldi* ma PERMETTERE (oltre alle conseguenze implicite macroeconomiche) l'applicazione di punti programmatici che se applicati senza esso non sarebbero sostenibili, punti necessari per poter realizzare un sistema economico razionale ed efficiente, al quale apporterebbe la necessaria compensazione alla riduzione rilevante del livello del costo del lavoro e della spesa pubblica e quindi di imposizione fiscale, che renderebbero più equa l'organizzazione e la ripartizione delle imposte e del lavoro salariato, con conseguente scomparsa della disoccupazione, estensione del diritto all'esistenza libera da patemi, e da qui miglioramento della vita comunitaria e della giustizia sociale ("contratto sociale"); ma quest'ultima è solo una conseguenza tra le tante, non il suo scopo come invece si tende ad immaginare accomunandola al concetto di erogazione monetaria ritenendolo erroneamente fine a sè stesso e sgravio da ulteriori conseguenze, che invece ci sarebbero eccome agendo esso sia da compensazione che da incentivazione sui parametri dell'intero sistema socio-produttivo. Mentre le obiezioni al sussidio dei 5 stelle le faccio non per criticare ma per spronare, mi cruccia farlo notare, ma mi rode vedere questo strumento lasciato in mano ad incompetenti che non sanno come applicarlo e ne danno interpretazioni fuori dalla realtà mentre chi l'ha seminato e coltivato e saprebbe come utilizzarlo lo ripudia proprio ora che è maturo. Sarebbe sensato che chi ha seminato e curato raccolga i frutti quando è possibile farlo, invece di lasciarli raccogliere a persone che pur avendo trovato la pappa pronta fatta da altri, non sanno neanche usare il cucchiaio per mangiarla. Ossia se i 5 stelle volessero proporre in parlamento il vero reddito di cittadinanza anche senza "citarne la fonte" ben venga comunque, ma non che ci rubino il solo nome per appiccicarlo ad una cosa del tutto diversa delegittimandolo così agli occhi della gente quando inevitabilmente (per come da loro impostato) fallirà rivelandosi non solo inutile ma perfino deleterio per gli scopi prefissi ma utile a mantenere a galla proprio il sistema vigente! Chiamino la loro proposta col suo nome cioè sussidio temporaneo di disoccupazione, non reddito di cittadinanza che ha anche nella parola stessa tutto un altro significato ben chiaro (per cui la semantica stessa va a farsi benedire, sempre che i 5 stelle non vantino la "licenza poetica" per giustificarsi di aver dato nome reddito di cittadinanza a una cosa che, vocabolario alla mano, non è nè un reddito nè di cittadinanza) e che proprio in quanto tale è sempre stata avversata (e pure furentemente!) da quella gente (di cui Renzi e il suo partito catto-comunista sono gli eredi legittimi) che ora in parlamento accetta di discuterne coi 5 stelle quando fino a pochi anni fa sarebbe stato illusorio solo considerarlo non per altro ma perché accusata di essere una teoria economica antisemita. Con Grillo quindi non è più una teoria economica antisemita? Lo scrivo quasi come uno sfogo, poiché a sentirmi dire "e le prove?" (come vi avevo già scritto) dopo anni di esaurimento nervoso per combattere contro i furenti nemici del reddito di cittadinanza (quelli della salvezza attraverso le opere), quando il movimento 5 stelle non era ancora neanche nei sogni del comico Grillo, mi sono sentito defraudato, e penso sia comprensibilmente legittimo no? Così dopo averlo sostenuto e propagandato per 20 anni mi sono sentito chiedere "le prove" da questi ultimi arrivati che tra l'altro non hanno nemmeno mai sentito il termine stesso "credito sociale" che è il fondamento originario del reddito di cittadinanza come complemento alla fiscalità monetaria (perché è il reddito di cittadinanza a derivare come conseguenza alla fiscalità monetaria eh! non è fine a sè stesso perciò)! Come mi dovrei sentire? Dov'erano loro quando appena provavo a scrivere qualcosa sulle voci relative in wikipedia subito arrivava qualcuno a cancellare (anche l'intera pagina, come ripetutamente successomi proprio anche con la voce "credito sociale" e con quella "reddito di cittadinanza" che poi è stata ricreata nel 2013, ma nelle forme che potete vedere ora, da altri) o a metterci il colore rosa sopra e mi bloccava l'ip umiliandomi come fossi un vandalo? Dov'erano 10-20 anni fa tutti questi benpensanti dalla faccia pulita tipo quelli del "Basic Income Europe Network" che oggi nei video su youtube paiono appropriarsi del termine "reddito di cittadinanza" come l'avessero inventato loro? Dov'erano quando tale termine era un tabù che chiunque solo osava pronunciare veniva bollato come complottista nazista razzista antisemita? E' facile presumere che erano anche loro dalla parte di quelli che dileggiavano i soli che allora osavano proporlo, i beceri fascisti. A partire da quando il reddito di cittadinanza è stato "sdoganato" da queste pretestuose accuse, e perché? A cosa è dovuta questa "conversione", tutti questi "folgorati sulla via di Damasco", sono diventati tutti fascisti di botto? Un simultaneo rinsavimento collettivo? No, nessun rinsavimento di massa, è stata solo cancellata l'insegna "fascista" dal reddito di cittadinanza... semplice. Basta solo cambiare il colore ad una cosa, e quella diventa di colpo buona quando prima era sterco del demonio. Poco male, l'importante è che venga sostenuta e magari realizzata, chiunque sia a farlo. Provate a guardare la voce "reddito di base" su wikipedia, trovate accenni al fascismo? No, nessuno. Così dopo avermela cancellata 2 volte è bastato che qualcuno la scrivesse omettendo ogni riferimento alle sue origini, ed, oplà, la pagina è ancora là senza che nessuno di quei mentecatti che me la cancellavano contesti nulla! Ovviamente nessuno può togliermi la soddisfazione espressa nella frase di Giorgio Almirante "Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria". Peccato che non tutti ne siano consapevoli, perché paradossalmente a causa del fatto che ad appropriarsi del solo nome sono arrivati sti 5 stelle, il risultato è stato che l'estrema destra si è messa ora a ripudiarlo come credendo sia la stessa cosa! Incredibile, certo... ma in linea col tipico masochismo dei neo-fascisti che anche in questo caso riaffiora, per cui quando il reddito di cittadinanza era il diavolo erano gli unici soli a sostenerlo, ed ora che il termine è diventato "di moda" lo ripudiano solo per non voler essere assimilati ai grillini... così invece di raccogliere i frutti che i loro predecessori hanno amorevolmente coltivato fin dalla semina, ora che sono maturi li lasciano raccogliere ad altri... a degli incompetenti che nemmeno sanno come utilizzarli, così che se prima mi trovavo contro i furenti antifascisti, ora che il fronte si è capovolto mi trovo contro i fascisti (o meglio, quelli che pensano di esserlo, ma se vanno contro ad un concetto fondamentale ed inscindibile della "destra sociale" quale è il reddito di cittadinanza, qualche dubbio sul loro concetto di fascismo me lo pongo...) e non potete capire quanto mi roda personalmente questa cosa dopo tutto l'impegno che ci ho messo e dopo la felicità provata inizialmente nel vedere che il nuovo movimento fondato da Beppe Grillo si aggregava ad una nostra tipica proposta. Un ulteriore paradosso si raggiunge quando, precisando al portavoce di un movimento che si è dato il nome di "Destra sociale", che il reddito di cittadinanza appartiene a loro, anche questi arrivi al punto di chiederti pure lui "le prove"! Ci mancava anche l'aver dato un nome ad un movimento senza nemmeno conoscere i capisaldi ideologici di quell'area politica il cui nome si è preso a riferimento per il proprio movimento... e rispondere "non seguiamo mode"... certo, ma non ha neanche senso ripudiarla solo quando una cosa diventa "di moda" quando la si è sostenuta quando "di moda" non lo era. Per finire a veder proporre, come ha fatto CasaPound, la cagata che hanno chiamato "reddito nazionale di natalità", inutile e deleteria dato che casomai il reddito di cittadinanza dovrebbe partire dall'iscrizione alla scuola, non certo l'opposto, proprio per NON incentivare le nascite. Scrive a conferma uno dei massimi esperti di reddito di base, Pietro Muni: "di norma non è previsto uno specifico reddito di cittadinanza per i minori, in quanto si presume che essi siano inseriti e contabilizzati in un contesto familiare e soggetti alla potestà di una qualche figura genitoriale". No, per CasaPound tutto il contrario! La tipica demenziale filosofia del "difendere strenuamente la vita prima che nasca, ma dopo che sei nato sono cazzi tuoi", in questo caso con la "strenua difesa" estesa ma solo fino a un certo punto, e solo successivamente il solito "sono cazzi tuoi", tutto il contrario di come dovrebbe essere! A meno di creare proprio a quel punto ulteriori bocche da sfamare, allorché si potrà campare col loro "reddito di natalità" fino a che non giunga il certo punto che viene meno anche quello, in un circolo vizioso che così diverrebbe inderogabilmente necessario con tutte le conseguenze che possiamo (a meno di essere uno di CasaPound, evidentemente) immaginare. Una logica che non fa una piega: si avrebbe il reddito di sopravvivenza fin quando non dovrebbe servire, e lo si perderebbe proprio nel momento in cui inizierebbe a servire! E per ripristinarlo bisognerebbe perpetuare appositamente questo circolo vizioso aggravando ulteriormente la situazione! Ma secondo voi è normale un idea simile??? Ora, viene spontaneo chiedersi quindi che cosa voglia CasaPound, ovvero quale progetto preveda come suo programma di governo, di diverso da qualunque altro partito, dato che il reddito di cittadinanza è il fondamento imprescindibile del sistema economico della destra sociale (se non è il fondamento anche solo la sopravvivenza, cosa lo è?), non attuarlo vorrebbe dire non poter fare alcuna altra modifica al sistema economico attuale... perchè questa cosa del reddito di natalità non è una modifica, è solo una sfumatura inutile e deleteria, tra l'altro già esistente (cosa vogliono di più?), un "discutere del sesso degli angeli mentre i turchi vandalizzano la città". Ditemi quale differenza c'è tra Forza Italia e CasaPound se il programma è lo stesso? Se non vogliono applicare i progetti della destra sociale alternativi e diversi dal sistema attuale e di quello che vogliono tutti gli altri partiti, che cavolo contestavano allora ad esempio a Gianfranco Fini se poi vogliono le sue stesse cose???? L'applicazione del reddito di cittadinanza come PRIMO atto da parte di una forza di destra sociale che andasse al governo dovrebbe essere da dare perfino per scontato, anzi proprio lapallissiano, un inutile pleonasmo, ci mancherebbe pure che una volta al governo, dopo che i loro predecessori hanno sostenuto un progetto soli contro tutti e contro le furenti critiche, questi "eredi" lasciassero tutto com'è ora invece di applicare il sistema economico che gli appartiene e del quale il reddito di cittadinanza è il fondamento imprescindibile. Eppure pare che sia proprio così... masochismo puro. Io posso anche capire gruppi retrogradi boulangisti sul tipo dei nazionalisti di Saya che definire fascisti è solo una capziosa forzatura, ma proprio CasaPound che vorrebbe dirsi "destra sociale" e che porta non un nome a caso, ma il nome del PADRE putativo del reddito di cittadinanza e dovrebbe a rigor di logica essere in prima linea a sostenerlo, invece di cavalcarlo approfittando del know-how posseduto e della legittimità sulla "proprietà" dell'idea, cosa fa? Lo ripudia!? Viene quindi spontaneo chiedersi in base a cosa abbiano dato il nome Pound al loro movimento... se anche Fiamma Tricolore e Forza Nuova hanno nel loro programma il reddito di cittadinanza, a maggior ragione ce lo si aspetterebbe da un movimento nato per scopi sociali e che vuole collocarsi più "a sinistra" di esse e che perciò ha preso il nome dal padre adottivo del sistema economico propugnato dalla destra sociale... Fino a pochi anni fa CasaPound perculava (non senza ragioni) gli altri movimenti e partitini della destra radicale per il loro becerume, soprattutto in tema di immigrazione, definendoli "destra terminale". Oggi fa manifesti con su scritto "basta feccia" e ripudia il reddito di cittadinanza... Non gli è bastato schierarsi con la lobbi dei tassisti contro Uber, no... a questo punto viene spontaneo consigliargli di cambiare nome in "CasaFini" e allearsi con Alfano o Salvini... Ora, viene da chiedersi, questi sedicenti "destro-sociali", se da un lato rigettando le teorie economiche del credito sociale si adeguano conseguentemente a quelle ebraico-calviniste, mediante quale motivazione giustifichino il loro antisemitismo (poichè, se non tutti, qualcuno di essi ci sarà a definirsi tale)... poichè se il fascismo va contro NON agli ebrei in quanto tali ma ai dogmi economici dell'ebraismo religioso, la ragione è unicamente per la diversa visione dell'economia, non per altro.

Il paradosso si raggiunge sentendo Guy Standing affermare che "il reddito di cittadinanza può fermare l’ondata dei movimenti populisti neofascisti che stanno giocando sulle paure e sul senso di insicurezza lavorativa delle persone" quando fino a 5 anni fa era proprio il reddito di cittadinanza ad essere definito pressochè universalmente un istanza populistica demagogica dei movimenti neofascisti! Anzi, non "una", ma, tra tutte, proprio LA "regina" delle istanze populistiche neo-fasciste, venendo identificato erroneamente come una strategia clientelare sullo stile di Achille Lauro (e se non è identificabile come l'apoteosi del populismo il "regalare soldi"... fraintendendo lo scopo della proposta, che non è *dare soldi* fine a sè stesso come Lauro o Pannella per ottenere voti "di scambio") o solo per interesse personale essendo per antonomasia il neofascismo composto di sottoproletari disoccupati che "tirano a campare" e quindi direttamente interessati ad esso. Tanto che a causa di questa ignominiosa "fama" vigente sul reddito di cittadinanza, i gruppi neo-fascisti stessi, allora convinti che non fosse tanto infondata e negabile e tantomeno "sdoganabile" (era un ipotesi fino a pochi anni fa assolutamente inimmaginabile...), erano restii ad inserirla ufficialmente tra i propri programmi, cosicchè restava, almeno ufficialmente, relegata a gruppi "eretici" estremi del fascismo "di sinistra" quali il "Movimento Antagonista - Sinistra Nazionale", "Fascismo e libertà", i "comunitaristi" sul tipo dei "nazional-anarchici" di Troy Southgate, e roba di questo tipo. Ed in tutti questi solo come credito sociale, ossia a complemento della fiscalità monetaria, come un suo elemento sistemico aggiuntivo e quasi superfluo (reddito di base senza fiscalità monetaria è solo utopia), perchè tra tutte le proposte del pur tanto popolarmente deprecato fascismo, il reddito di cittadinanza sembrava essere la più demonizzata e quindi la meno presentabile, l'ULTIMA a poter avere una qualche chance di divenire popolarmente accettabile... la più utopistica, e lo posso confermare personalmente perchè, lo ammetto, io stesso lo pensavo. Paradossale col senno di poi, vero? Tra i gruppi propriamente fascisti la posizione ufficiale restò relegata a quelli minoritari fino al 1995, quando, prima il Movimento sociale fiamma tricolore e poi Forza Nuova poterono inserire ufficialmente il reddito di cittadinanza tra i loro programmi, tanto che nel 2013 Roberto Fiore, in relazione ai programmi del neo-nato movimento 5 stelle di "nazionalizzazione della Banca d’Italia, eliminazione dei sindacati, reddito di cittadinanza", aveva chiesto riferendosi a Grillo: "perchè porta in tour il programma di Forza Nuova?". Idem da parte di Fiamma Tricolore il cui segretario Luca Romagnoli lamentava la scopiazzatura da parte di Grillo dei temi a loro più cari: "dopo essersi appropriato di idee e proposte politiche della destra radicale come la nazionalizzazione della Banca d’Italia, la sovranità monetaria con il ritorno alla moneta nazionale e quant’altro, se n’è uscito con l’'innovativa' proposta di reddito di cittadinanza: peccato che il comico si sia scordato di raccontare agli intervenuti al suo Tsunami-show, che tale idea è una battaglia sociale di Fiamma Tricolore sin dalla sua nascita nel 1995". Ed oggi tutti ad applaudire alle parole di Guy Standing "il reddito di cittadinanza può fermare l’ondata dei movimenti populisti neofascisti"! Se il modo di "fermarli" è attuare i loro programmi, ma ben venga!!! Come diceva Deng Xiaoping, l'importante non è di che colore è il gatto, l'importante è che prenda i topi!

Da ciò se ne ricava che evidentemente il reddito di cittadinanza era tanto deprecato per una semplice ragione: "chi disprezza compra", come dice il proverbio... non era tanto il concetto in sè a disgustare le persone (poichè, così come oggi, anche allora solo pochi erano al corrente delle vecchie accuse di antisemitismo che vi aleggiano), ma il fatto che fosse un istanza si desiderata ma non praticabile poichè "di proprietà" fascista. E in un mondo che odia così furentemente tutto ciò che riconduce al fascismo, non era ammissibile apprezzarne anche una sola sua proposta per quanto desiderabile essa potesse essere. Evidentemente "sdoganarlo" richiedeva che se ne omettesse l'indicibile origine. Ora, viene spontaneo chiedersi, se un domani, quando per la spontanea evoluzione delle prospettive sociali prevista da Schumpeter ("progresso"), verranno inevitabilmente sostenuti progetti che con lungimiranza i fascisti da soli sostengono da sempre, verrà anche in quel caso omessa tale ideazione pregressa... e non è un ipotesi campata in aria, è già successo con il reddito di cittadinanza, con la critica alla moneta europea, e sta iniziando ad accadere con la democrazia organica (da poco introdotta in Italia nelle elezioni provinciali senza che sia fatto il minimo accenno al fatto che è il sistema elettorale propugnato da sempre dall'estrema destra), accadrà anche con tutto il resto? Incredibilmente parrebbe proprio di si! Oggi si è arrivati a livelli che anni fa sarebbe stato impensabile per i vilipesi fascisti: essere sorpassati a destra dall'uomo qualunque, la "maggioranza silenziosa", incarnata dalla cosiddetta "casalinga di Voghera" alla quale i social network hanno dato oggi voce! Ma il politicamente corretto si ha comunque verso il medesimo meccanismo discriminatorio il cui senso è riassumibile dal nome di un gruppo esistente su facebook "di sinistra e antirazzista, ma contro l'invasione straniera"... ovvero, quando ti dici di sinistra e anti-razzista puoi pure permetterti... di essere razzista e di destra!!! Ovviamente in questo contesto il paria diventa per parafrasi chi si dice letteralmente "di destra e razzista, ma a favore dell'immigrazione". Evidentemente l'importante è l'involucro, non il contenuto. Che è un pò come quella fastidiosissima frase che mi sono sempre sentito dire "sono di sinistra ma sono d'accordo con te su questo, questo, questo", che per loro significa "tu sei cattivo, io sono buono, ma sono d'accordo con te su questo, questo, questo", sullo stile del recente "ho molti amici gay" o "ho molti amici immigrati", quest'orrido distinguo a dire da una posizione di auto-presunta superiorità perfino data per scontata (come se ne concordassi perfino tu!) "io buono, tu cattivo; io migliore perchè anche se sei cattivo dimostro bonariamente di non odiarti". "A differenza di te che sei cattivo, io sono buono ma gli immigrati li ammazzerei tutti"... ah e il cattivo sarei io e il buono tu??? E sulla base di quale logica??? Purtroppo l'alienazione ideologica questo ha determinato, che "di sinistra" significhi "buono" e "di destra" "cattivo", per cui basta solo dirsi "buono" per potersi permettere di essere una bestia (il famoso "uccidere un fascista non è reato" e concetti politically correct similari) mentre a dirsi di destra si può essere buono come un santo ma si sarà sempre il cattivo da ammazzare o da paternalisticamente "tollerare" guardandolo dall'alto al basso. No, cari, non ci fate una bella figura davanti a me a dirvi "di sinistra" come se deste per scontato che anche per me ciò equivalga come per voi a dirsi "buono" o "migliore", e dicendovi d'accordo con me su cose sulle quali io non concordo proprio per niente, perchè se poi palesate idee malvagie che io non ho mai detto e pretendete pure di metterle in bocca a me, non me ne frega dell'etichetta ma della realtà dei fatti! Ed anche se non palesaste idee retrive ma vi limitaste a dirvi di sinistra, per me destra e sinistra non equivale a cattivo e buono ma a sensato e stupido, per cui definirvi di sinistra davanti a me equivale a definirvi stupidi, non buoni o cattivi. Stupidi. Peccato che non arrivino a capirlo. Io rabbrividisco a leggere sul web certi commenti di gente che augura la morte nei modi più svariati agli immigrati e condivide notizie palesemente assurde su reati imputatigli o su surreali diritti elargitigli o su frasi inventate affibiate alla Kyenge. Ma loro possono farlo. In questo paese è lecito augurare la morte a uno straniero o gioirne quando accade, l'importante è non essere fascista. Un fascista è il diavolo anche quando depreca Salvini e gente come Del Debbio e Belpietro per il loro gettare benzina sul fuoco sulla questione immigrazione, mentre un antifascista può pure permettersi di inneggiare ad uno sterminio di massa. Normale. Quindi ci si può permettere di sostenere l'antisemita e populistico reddito di cittadinanza, l'importante è essere esteriormente "di sinistra e antirazzista". Anzi dal 1994 non è nemmeno necessario dirsi di sinistra, ma almeno non dirsi fascista. Quando ci si dice fascista si può pure essere un buon samaritano ma si troverà sempre una ragione di delegittimazione delle proprie azioni e parole, mentre dicendosi "non fascista" ci si può permettere di auspicare muri, ruspe, naufragi, andare a prendere gente casa per casa, ecc, liberamente. Certo si sarà criticati, ma bonariamente, non con l'odio puro che solo sui fascisti è scagliato anche senza che aprano bocca, solo per l'etichetta. L'esempio lampante è la Lega nord, che anzi può essere considerata proprio il risultato di ciò: ha potuto dar voce alla gente stereotipata descritta nella canzone "quelli che ben pensano", tipologia di gentaglia ben rappresentata dalla persona peggiore in assoluto mai esistita in ambito politico, Umberto Bossi (il succitato "casa per casa" è suo, non so se lo ricordate), l'incarnazione stessa del concetto "due braccia rubate all'agricoltura". Il razzismo folkloristico, stile Ku Klux Klan, oggi tipica prerogativa della Lega Nord, quello è stato ed è il più grande strumento dei provocatori, di un razzismo esteriore creato ad arte, tra "conferenze di Wansee", bimbi iracheni "annegati da naziskin", film con vecchi nazisti che infilano gatti in un forno, pazze norvegesi che ad Assisi si auto-incidono svastiche in fronte, e i vari "Luis Marsiglia" di cui è costellata la storiografia e la cronaca. La scusa più buona su cui campare e dietro cui velare la realtà. Ovviamente il tutto suggellato dall'inversione che quando chiunque, comunisti compresi, compie violenze, come viene accusato? Di fascismo... e così si prendono due piccioni con una fava. Salvini fomenta aizza e crea i presupposti della violenza fascista? No che casomai è accusando chi compie violenze di essere fascista, che è come accusare una persona presa a caso, si incentiva l'autore a ripetersi? Il problema è che a causa di ciò affluiscono di continuo nei partitini dell'area proprio questo tipo di gente, che proprio per cercare di legare a sè sono costretti ad assecondarne le castronerie. Se si va in giro a dire che i fascisti sono razzisti, è prevedibile e comprensibile che tutti i razzisti si dicano pure fascisti, o no? Che poi in realtà questi di fascista non abbiano nulla, è irrilevante per l'opinione pubblica. Normale. Evidentemente, dopo essere stati accolti, in CasaPound hanno finito per diventarne i proprietari, così si può spiegare la piega presa ultimamente da essa, che di fascista oramai non ha più un bel nulla.

Il relegamento nell'oblio dell'origine del reddito di cittadinanza ha determinato che di recente wikipedia ha inserito anche un template apposito per il reddito di base, contenente un elenco dei nomi di persone legate ad esso. Bene, credete che almeno tra questi nomi ci siano le personalità che storicamente hanno ideato, studiato e sostenuto il reddito di base? Pura illusione. Ci sono solo nomi di persone che se ne sono occupate solo successivamente, quasi timorosamente, dando apporti limitati ed ambigui se non proprio sballati del tutto; chi l'ha pianificato e ha dedicato la propria intera vita al vero significato di reddito di base non risulta nell'elenco, e non si sta parlando di pinchi pallini ma di persone che hanno già una loro voce in wikipedia, basterebbe solo linkarla nel template... Anche per Wikipedia basta solo omettere l'origine fascista perché venga a non essere più una teoria economica antisemita, evidentemente, quando prima invece, secondo loro lo era e per questo non aveva diritto di esistere sulla loro enciclopedia. Non pretendo dare importanza a Giacinto Auriti (probabilmente una delle voci la cui versione è quasi per antonomasia stessa identificata come il più alto risultato di un opera preordinata di puro vandalismo col beneplacito degli amministratori stessi se non proprio loro azione diretta, e chiunque può constatarlo coi propri occhi nella pagina di discussione di quella voce), o ad economisti semi-sconosciuti morti da cento anni come Silvio Gesell, ma almeno il "padre putativo" Ezra Pound dai... a difesa di Wikipedia devo puntualizzare che di recente è stato aggiunto Douglas, vabbè meglio di niente. Dopotutto, se nella voce stessa il reddito di base fosse ricondotto al fascismo, non sarebbe stato descritto in modo così corretto, ma così come era per la voce fiscalità monetaria la definizione sarebbe stata stravolta e resa appositamente del tutto incomprensibile; poterla descrivere così accuratamente ha richiesto giocoforza di ometterne ogni riferimento al fascismo e al credito sociale, definito (quando la voce esisteva) "un'invenzione di Giacinto Auriti"... non è proprio per niente un invenzione di Auriti, anche lui l'ha preso dalla tradizione economica della dottrina sociale della Chiesa cattolica. Il fatto per cui "wikipedia" si sia sempre accanita in tal modo sulle voci relative al credito sociale in una maniera che non ha eguali in nessun altro ambito, mi è sempre stata oscura, o più esattamente, la sospetto, ma è un pensiero talmente indegno sull'umano intelletto che mi vergogno a nome dell'umanità anche di ammetterlo a me stesso, una roba che va oltre ogni limite di decenza. E lo so perché io ho contribuito a wikipedia fin dalla sua nascita in una vasta gamma di ambiti, praticamente in tutti eccetto le arti e lo sport, quindi non posso non aver notato la cosa, talmente è attuata in modo spudorato dai cretini del "sostengono, senza fornire particolari spiegazioni, che la fiscalità monetaria permetterebbe di eliminare il ricorso al debito pubblico" (frase ancora presente prima della recente cancellazione dell'intera voce, dopo 10 anni dalla sua creazione)... SENZA FORNIRE SPIEGAZIONI????? Ma uno deve essere proprio deficiente per aver bisogno che gli si spieghi la cosa evidente ed ovvia che se uno stato prevede di poter creare tutta la moneta necessaria non avrà a rigor di logica più bisogno di ricorrere al debito pubblico!!! Capite con che cretini mi sono dovuto confrontare io??? Il "come" è implicito nel meccanismo stesso! E guai a toccarla quella sacrosanta frase!!! In una frase in cui si chiede una spiegazione, non era permesso darla questa spiegazione, ma ditemi se secondo voi è normale che dopo aver cancellato ogni spiegazione presente nella versione originaria su cosa sia la fiscalità monetaria, abbiano poi la faccia tosta di scrivere "senza fornire spiegazioni", dopo che sono stati proprio loro a cancellarle quelle spiegazioni? Appositamente in maniera da renderla non solo fumosa, ma proprio incomprensibile quale è rimasta fino alla sua cancellazione, lasciando stare solo le baggianate superflue e aggiungendo poi cose palesemente false, tipo (cosa stata presente per anni nella voce) l'assimilarla ad una tassa sui conti correnti per far credere che colpisca il risparmio (da dove potessero aver ricavato ciò, mi era incomprensibile, dato che non è così: chi è che risparmia tenendo i contanti sotto al materasso oggi?), oppure inserirla nella "teoria del complotto bancario" e relativa critica al signoraggio, quando invece la fiscalità monetaria è addirittura un signoraggio aumentato dato che presume che l'emettitore di moneta (lo stato) nemmeno debba ritirare la moneta emessa (perché il valore decresce fino ad annullarsi). Chi sostiene la teoria del complotto bancario e critica il signoraggio a maggior ragione dovrebbe quindi criticare la fiscalità monetaria, e non l'opposto cioè sostenerla! Ma nonostante la logicità di ciò, evidentemente c'è qualcuno a cui interessa far credere una cosa per un altra. Aberrante era poi la puntualizzazione "ad hoc", avulsa dai fondamenti economici della legge di Say e della neutralità della moneta, che la fiscalità monetaria "impoverisce" le persone creando inflazione, che indica perlomeno non aver capito niente delle leggi matematiche! Casomai causerebbe DEFLAZIONE se non venisse reimmesso nuovo denaro a sostituire l'aggregato valore decrementato! Il quale andrebbe solo a sostituire nei prezzi le percentuali già oggi sottratte con le imposte attuali e con l'Iva, non "impoverendo" un bel niente! Per finire, falliti i precedenti tentativi di cancellazione della voce prima di quello riuscito, ripiegare sulla censura delle singole parti di testo con la solita tipica scusa della "non accademicità" che nella voce in questione si traduce nella frase "non trova riscontro nella letteratura economica", come se ciò significasse "non esiste", perchè questo è ciò che tale loro frase vorrebbe instillare, con la brutta mania che hanno di nascondersi dietro quella stupidaggine che loro chiamano "peer review" che certamente nella loro piccolezza mentale nemmeno si rendono conto che è paragonabile alle confessioni di stregoneria estorte dietro tortura: così come è facile far confessare così, facile è delegittimare qualcosa così. Basta solo che qualcuno dica che "manca la peer review", e automaticamente l'oggetto cessa di esistere; così come una donna diventava strega per averlo confessato. Non è un paragone azzardato, chi usa i concetti di "peer review" ed "accademicità" per stabilire se una cosa è vera o no (cioè non se abbia senso o no, che è un altro discorso certamente, ma se esista o no, capite la differenza?) sono rimasti mentalmente alla stessa epoca della caccia alle streghe, quando bastava il "peer review" sull'"accademicità" dell'accusa per stabilire se le streghe esistono o no. Il fatto che il buon senso logico stesso dica che non esistano, è irrilevante: quello che conta è solo il "peer review", il consenso, e l'"accademicità" dell'accusa. Come dire che quando si forma una "teoria dominante", secondo loro "l'onere della prova" sta a chi contesta tale teoria dominante... "Non si può difendere la libertà di ricerca storica e poi ripetutamente contravvenire al metodo della scienza storica"... in questo mondo capovolto l'onere della prova sta non a chi dovrebbe averlo (chi sostiene una cosa) ma a chi la prova LA CHIEDE. Certo, secondo loro se una teoria è dominante è a priori vera... non importa se sia stata creata ad arte dal nulla, l'importante è che sia dominante... si certo ma se è la teoria dominante stessa ad essere nata senza alcuna prova, è o no lecito chiedere le prove? Io non contesto e tantomeno nego un bel nulla, io solo chiedo le prove! Quindi il metodo storico-scientifico presuppone che se esiste una tesi dominante questa non deve essere dimostrata? Bella logica! Dopo che sono quelli che ti obbiettano "ognuno ricorda solo ciò che gli piace ricordare" e altri discorsi sullo stile del "bue che dice cornuto all'asino", cosa si può pensare oltre a "senti da che pulpito..."? Il loro ragionamento è un pò come se io andassi a dire "6 milioni di anni fa un astronave aliena è atterrata sulla terra" e pretendessi che fossero tutti gli altri a dover portare le prove che ciò NON sia accaduto, anzichè dover essere io a portare prove che sia accaduto. Ma secondo voi è normale? Bene, sappiate che probabilmente anche voi stessi credete a cose sulle quali non esiste alcuna prova ma solo un immenso "sentito dire" perpetuato incolpevolmente da alcuni e rinfocolato dolosamente da altri. Le tesi dominanti sono condivise dalla maggior parte degli studiosi? Bella forza! Dato che vengono considerati studiosi affidabili solo quelli che ci credono a quelle tesi!!! E sentirsi rispondere "non per niente si chiama negazionismo"... No: "non per niente" TU lo chiami così! Io non nego un bel nulla! Io solamente chiedo prove e CONSTATO che nessuno finora ne ha mai trovate da portare! Anzi non pretendo nemmeno prove, ma almeno un senso logico, non solamente svariati "sentito dire"! I quali poi regolarmente sono avulsi da ogni buon senso logico e dalla realtà stessa, mostrando palesemente da sè quanto siano campati in aria senza che sia io a doverlo dimostrare! Inutile, come dare le perle ai porci. Quante donne sono state bruciate sul rogo a causa della "peer review"? Quanta cultura va oggi perduta sempre a causa di questi moderni ottusi "inquisitori"? Questa cosa ha un nome preciso, si chiama CENSURA, ed ironico è che i primi ad auspicarla siano regolarmente esattamente gli stessi che accusano i fascisti di bruciare i libri... ergo, qualunque cosa fanno loro è bene, qualunque cosa faccia chi ha l'etichetta di fascista è male. Il modo di dire "la volpe quando non arriva all'uva dice che è acerba" non ha mai trovato più azzeccata applicazione che alle opposizioni alla voce "fiscalità monetaria" su Wikipedia...

E non sono l'unico a capirle queste cose: "Una persona che ha una convinzione è difficile che la cambi. Ditele che siete in disaccordo con lei, e se ne andrà. Mostratele fatti e numeri, e metterà in discussione le vostre fonti. Fate ricorso alla logica, e non sarà in grado di capire il vostro punto di vista" dice un certo Festinger, autore del concetto di "dissonanza cognitiva" per descrivere le situazioni in cui lo stesso individuo può coltivare credenze e comportamenti tra loro incoerenti, che inducono automaticamente a ricercare una qualche consonanza attivando diverse strategie di elaborazione cognitiva o comportamentale compensatoria. Cadute le cosiddette ideologie, molti, rimasti orfani e disorientati, si sono gettati tra le braccia della nuova "religione"... Alla ricerca della sicurezza perduta! Jaron Lanier nel suo libro "Tu non sei un gadget" del 2010 ha criticato aspramente il paradigma culturale ottimista sull'intelligenza collettiva delle folle indistinte che agiscono in rete, basato sulla tiritera wikipediana sul "consenso", tipico della democrazia deliberativa: a tale proposito, ha definito Wikipedia come un "maoismo digitale", definizione quantomai azzeccata e che non avrei saputo esprimere meglio.
Dopo la voce fiscalità monetaria e quella su Giacinto Auriti, quella che ha subito i maggiori attacchi è stata quella su Ezra Pound, col tentativo di ometterne ogni riferimento al suo interesse auto-didatta per l'economia (provate a vedere la pagina di discussione relativa alla voce su wikipedia inerente gli anni 2008-2009... da mettersi le mani nei capelli!!!!), e le voci relative proprio a tale suo interesse: signoraggio, fiscalità monetaria (che dopo aver subito diversi tentativi di cancellazione è stata alla fine cancellata), credito sociale (che anch'essa di recente ho potuto notare essere stata proprio del tutto cancellata... e per la terza volta), e appunto reddito di cittadinanza (cancellata per 2 volte nel 2008-09 e poi ricreata da altri nel 2013). Fate conto che su una pagina di discussione di wikipedia è tuttora presente un intero farneticante dossier stilato su di me nel 2009 da un suo utente pezzo di merda con lo scopo di delegittimare i miei contributi.

La cosa che mi chiedo riguardo a loro è se si comportano così nella consapevolezza o se sono talmente deficienti da nemmeno rendersi conto di essere proprio loro i "pompieri" descritti in "Fahrenheit 451"... il dubbio sorge spontaneo nel momento in cui proprio la gente tipo loro a volte usa citare a sproposito quel racconto e altri simili... come se appunto non si rendessero conto di esserlo proprio loro quei "pompieri"! Ma la gente è veramente talmente obnubilata da non capire che i racconti di Orwell, Huxley, e Bradbury sono critiche non alle dittature palesemente tali ma alla LORO (di questa gente) democrazia???? Ma secondo loro il già ampiamente liberamente e apertamente vituperato concetto di dittatura avrebbe bisogno di ricevere critiche in maniera sibillina???? Una critica sibillina ha senso verso qualcosa che NON SI PUO' criticare esplicitamente!!!!

"Una verità è pericolosa quando non somiglia ad un errore" (Gesualdo Bufalino)

"Se la libertà significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente cose che non vuol sentire" (George Orwell)

Quello in cui abbiamo sempre vissuto fino ad oggi è in realtà proprio il mondo illustrato nei loro racconti! Il ruolo che nel racconto di Bradbury simbolizzato nei "pompieri" è quello di bruciare letteralmente i libri, è un analogia di quello di far in modo che, se proprio non vengano stampati, almeno che non vengano letti, e questo lo hanno fatto e lo fanno in maniera egregia ed anche OGGI soprattutto su wikipedia dove appunto un mentecatto qualunque può cancellare arbitrariamente tutto ciò che dà fastidio a loro e può permettersi di farlo impunemente perché ne sarà lodato dai suoi simili indipendentemente dalla fondatezza o meno dei motivi che l'hanno spinto. Comprendo che per voi sia difficile capirlo, dato che immagino che voi con questi "pompieri" non ci abbiate mai avuto a che fare.
Già ve l'avevo scritto, ognuno è libero di credere alle stupidaggini che vuole, ben diverso è quando la situazione è capovolta ovvero come oggi tutti credono NON a cose non solo vere o perfino ovvie ed evidenti, ma bensì a palesi stupidaggini avulse da ogni logica, questo si che fa crucciare sull'intelletto umano e quindi spinge a cercare di far aprire gli occhi agli accecati su cose che a uno come me sono di per sé stesse evidenti, cosa che invece se fosse limitata a poche persone sarebbe invece comprensibile e quindi superfluo andare a guastargli i loro desideri (perché di tali si tratta, solo così se ne può dare una spiegazione, bias appunto). Ma dalle conseguenze della credulità popolare ci rimettiamo nei fatti tutti, loro compresi. Ecco, ora a fronte del fatto che nella situazione odierna siano gli obnubilati ad accanirsi oltre ogni senso di decenza, letteralmente con la bava alla bocca come dei cani rabbiosi, verso quei pochi che comprendono e "osano" dire la verità, è, o dovrebbe essere, indicativo, non vi pare? Se uno deve difendere con tale veemenza delle cose già universalmente riconosciute evidentemente queste cose non sono poi così fondate, come si dice, "avere la coda di paglia" insomma. La verità non ha bisogno di difese, la verità è tale indipendentemente dalle opinioni umane. Ergo se una cosa viene difesa con accanimento nel momento in cui già praticamente tutti ci credono e quindi non si vede il motivo per doverci ribattere sopra... probabilmente non è poi così vera. A che scopo difendere con veemenza una cosa di cui già tutti sono convinti? Si chiama "avere la coda di paglia". A destra laddove se ne abbia la possibilità questo comportamento non esiste proprio! E i cattivi siamo noi??? Dopotutto noi non ne abbiamo nemmeno il bisogno, la verità non ha bisogno di difese, si difende da sè in quanto tale.

“Si può perfettamente concepire un mondo dominato da una dittatura invisibile nel quale tuttavia siano state mantenute le forme esteriori del governo democratico” (Kenneth Bouldin)

Perché vi scrivo tutte queste cose? Per farvi capire che io non è che non le capisco queste cose, e laddove questi aprono problemi il compito di tapparli laddove possibile dovrebbe essere delle istituzioni come le vostre! Ho provato a scrivere ai servizi sociali del comune e non mi cagano, ho provato a contattare esponenti politici locali che conosco personalmente e anche loro non mi cagano perché ovviamente sono comprensibilmente incazzati con me per quello che è successo nel 2002, perché anche loro come tutti non è che sanno come sono andate in realtà le cose, e se neanche mi cagano non è che ho appigli per poterglielo spiegare, e allora io cos'è che devo fare???


Riprendendo nuovamente il discorso sull'ottimo paretiano, in diversi settori il progresso comporta che ci sia sempre meno bisogno di personale umano. Ma le ore che ciascuno di essi deve lavorare sono sempre le stesse, essendo impossibile una maggiore parcellizzazione del lavoro appunto perchè nonostante non siano state raggiunte le frontiere produttive c'è il "lieve" problemuccio che la forza-lavoro "pretende uno stipendio in cambio" sul quale vi è apposto il cuneo fiscale che come costo fisso impedisce di suddividere le medesime ore tra più persone. A diminuire sono perciò i posti di lavoro, non gli orari come logica vorrebbe. I lavoratori insomma non hanno smesso di condividere la torta, che anzi per chi un lavoro già ce l'ha (ossia non per i nuovi assunti) continua a crescere. Ma sono sempre di meno quelli che arrivano a mangiarla. Bisogna infatti comprendere bene che una macchina che sostituisce un uomo sopprime un posto di lavoro, dunque un salario, ma non il lavoro da effettuare. Non è dunque il lavoro a scarseggiare, ma l’occupazione.

Per capirci di cosa si sta parlando, vorrei farvi un esempio su una scena alla quale ho assistito proprio oggi in tv: in un programma nel quale parlavano delle pensioni, usando quei soliti termini che solo al sentirli mi viene da vomitare, "contributivo" e "retributivo" (termini che essi stessi dovrebbero essere proprio cancellati dai vocabolari assieme al nome di chiunque sia il maledetto che li ha pronunciati la prima volta), riguardo al fatto che "ci vogliono 40 anni per avere la pensione", se ne è saltata fuori quell'oca giuliva della Palombelli (solo santi in paradiso possono giustificare come una persona talmente scialba possa essere finita in tv a pontificare) con un demenziale "consiglio alle persone di far iniziare a lavorare presto i loro figli, come io ho fatto fare alle mie figlie, anche prima della laurea, anche a 16-17 anni"... vi rendete conto? Come se questa potesse essere un azione che uno può scegliere di fare o non fare, a sua volontà... certo, per le sue figlie forse, per la "feccia" di certo no, ed in ogni caso di sicuro non mestieri che ti paghino i maledetti contributi ma solo in nero (che dovrebbe essere questo la norma, ma non lo è) a quell'età per la gente normale. Capite che abbiamo gente come quella che vivendo fuori dalla realtà e dimostrandolo proprio attraverso queste esternazioni surreali, pretendono di poter loro insegnare le cose a chi a differenza loro le cose invece le conosce? Tramite questo esempio riuscite almeno ora a comprendere il mio stato d'animo verso questa società? Poi magari si pretende che io non debba provare risentimento verso questa gente... la compassione ce l'ho verso chi non mi danneggia direttamente, non verso chi mi danneggia. Non sono Gesù, repetita iuvant. La gente come quella deve solo vergognarsi per il loro arrogarsi di pontificare su cose che non conoscono facendo passare quasi perfino come scontate delle indecenti falsità come quella in questione, come se l'avere o no un lavoro potesse essere una propria scelta!!! Soprattutto uno coi contributi a quell'età poi (perché quello era il senso del "consiglio" dal suo punto di vista, non il lavoro in sè ma quello di essere mezzo per "accumulare" contributi presto)!!! Certo, facile finché si è le figlie di Barbara Palombelli!!! Ma per chiunque che non sia un figlio di papà è una cosa inimmaginabile proprio!!! Sarei poi proprio curioso di vedere in quale tipo di mansione le ha messe le sue figlie... non serve che esprimo ulteriori commenti in merito, giusto? Sicuramente qualcosa sul tipo delle principessine del ballo che stanno nelle interinali, intendo. Di certo non "volgari" commesse in un panificio.

Poi tocca leggere Renzi che alla risposta di un suo fan "basta col parlamentarismo esasperato, la partitocrazia ha distrutto l'Italia, ci vorrebbe una grande riforma istituzionale ed elettorale" risponde "a chi lo dici..." indicando approvazione... ma che sta succedendo? Una botta in testa? Gli hanno rubato l'account???? Sono piacevolmente sorpreso in un Renzi che si accoda a ciò che i fascisti dicono da 70 anni. Ma vano è sperare che i dilettanti allo sbaraglio di Grillo riescano a capirlo. Dalle cui incomprensioni derivano le stupide critiche mossegli dagli avversari del tipo "un espediente del sistema per convincerci a rassegnarci alla disoccupazione"... "rassegnarci"???? Rassegnarci all'assenza di reddito vuoi dire forse? Cerchiamo di non fare confusione tra lavoro e reddito, la gente lavora per il reddito, non così per hobby. Nel momento in cui ho un reddito, che me ne frega di non avere un occupazione??? Ben venga, altrochè "rassegnarsi"!!!! "Io voglio il lavoro no beneficenza"... a cui per adeguarsi al loro livello sarebbe da rispondere polemicamente "io invece voglio beneficenza no lavoro" che sarebbe certamente più sensata della loro, anche non fosse che il reddito di cittadinanza NON E' beneficenza. La mia opinione non ti inficia di poter avere un lavoro; MA la tua opinione inficia me ad avere la "beneficenza". Farsi gli affari propri no? "Così saremo tutti pensionati a 780€ al mese"... il che sarebbe un sogno per molti! Perché il senso di quella contestazione fattami, se non fosse chiaro, è che 780 euro sarebbero pochi... se per te non va bene, devi sminuirlo anche a chi per il quale quella cifra è un sogno oggi inarrivabile? Vi ripeto il proverbio: "la persona sazia non crede a quella digiuna" - cari i miei pasciuti, se per voi 780 euro sono pochi, per me che ho zero, 780 euro sono una cifra che neanche oso sognare! Un esempio che calza a pennello, i nostri "cari" politici, dall'alto dei loro lauti guadagni, cosa ne possono capire della povertà? Al di là dell'ironia e del sarcasmo "da pancia piena", quello che non si vuole capire sono i VERI scopi del reddito di cittadinanza. Non è solo una soluzione alla scomparsa di lavoro per via del progresso, e tanto meno che "sempre più persone rimarranno indietro" o "di non rimanere ai margini della società", ma piuttosto di non accettare la logica "io sono migliore e vado avanti e tu no quindi muori di fame" oppure "il lavoro c'è, e le famiglie non muoiono di fame, anzi, i ristoranti e i pub sono pieni e le autostrade intasate da macchinoni ultrapotenti ....Non parliamo poi dei centri estetici o delle boutique o dei centri commerciali con la gente che riempie i carrelli stracolmi di ogni cosa necessaria e superflua". Certo che il lavoro c'è, PER CHI CE L'HA. Certo che non muore di fame, chi non muore di fame. Certo che i ristoranti e i pub sono pieni, di persone che possono permettersi di andarci. Certo che le autostrade sono intasate da macchinoni ultrapotenti, di chi li possiede. Certo che nei centri commerciali gente riempie i carrelli stracolmi di ogni cosa necessaria e superflua, potendolo fare. Il fatto che la gente che da quei ristoranti, pub, autostrade, boutique, centri commerciali sta fuori non la vedi, è proprio perché in quei posti non ci va perché non se lo può permettere! E' una stronzata basarsi sui ristoranti che vedi pieni e sulle autostrade: cosa vuol dire?? Anche le sezioni dove si votava per le primarie del Pd avevano la fila davanti; se ne dovrebbe ricavare che il Pd otterrà il 100% alle elezioni? Non si può selezionare un campione in modo cosi idiota come se valesse universalmente. Quindi di tutti quelli che invece queste cose non le possono avere e fare, che vogliamo farne? Certo che c'è tanta gente che vive bene e nel lusso. Si può permettere la vacanza, il ristorante, il cinema, la palestra, la beautyfarm ma, questo non significa che ciò sia per tutti: oggi milioni di persone da tuttociò ne sono escluse. Non guardate solo al vostro bel giardino, ma pensate a chi rimane emarginato dalla società e sicuramente non si trova nei bei posti che frequentate voi, accanto a quel benessere, invisibile ai vostri occhi, c'è chi soffre la miseria ogni giorno! Non si tratta di "mettersi una mano sulla coscienza" e nemmeno di pensare che in questa situazione potreste finirci anche voi, ma di pensare che da questa situazione anche già ora ci state rimettendo anche voi! "Il giorno che rimarrò senza lavoro farò i salti mortali per trovarne un altro o crearne un altro, non resterò in casa ad aspettare il sussidio" lo pensavo pure io quando il lavoro ce l'avevo. Ora sono anni che sono senza lavoro. E' facile parlare finché non si sa come funzionano realmente le cose, quando non ci si è dentro, quando nella situazione non ci si trova. Ti creerai un lavoro? Davvero? Visto che tu non lo puoi sapere mentre io lo so, ora te lo dico io la sola cosa che potrai fare, tu che non essendoci abituato a tale condizione ti ci troverai spaesato: ti lancerai dall'ultimo piano, se ne troverai il coraggio. Inventarsi un lavoro... facile convincersene quando non se ne ha davvero la necessità. Come se non avessimo avuto tutti sotto gli occhi l'accanimento che ha subito Uber. "Quindi stare ad aspettare che la manna cada dal cielo?"... aspettare??? No nessuno sta aspettando, stanno AGONIZZANDO casomai!!! "Quindi piangersi addosso e più facile che farsi il culo"... ma farsi il culo a fare cosa??? A spedire curriculum??? E quale l'utilità? Fine a sè stesso? Ogni disoccupato permanente SA che per persistere nell'inutile ricerca di un lavoro che oggi NON C'E' bisogna essere veramente ma veramente deficienti!!! "Basta rimboccarsi le maniche e non fare tanto gli schizzinosi"... gli schizzinosi??? Rifiutare di umiliarsi e di privarsi della dignità implorando INUTILMENTE gente indegna sarebbe essere schizzinosi??? Ma è permesso doversi sentire far la morale da gente che dimostra di essere non solo così priva di dignità, ma perfino a sottintendere e voler insegnare a me che il loro sia il modo di pensare giusto? Loro accusano me di piangermi addosso quando nella stessa frase mi consigliano implicitamente di abbassarmi a implorare dei cretinetti? Io non vado ad insegnare a un cuoco a cucinare!!! E' normale uno che lo fa??? E il matto sono io no???

Come se credessero che potesse essere utile poi... loro stessi ignari della realtà poiché disinteressati ad essa, dato che, o conosci qualcuno o ti capita per caso un colpo di fortuna, altra via OGGI NON ESISTE! Poletti stesso lo aveva ammesso che per avere un lavoro, in Italia, devi conoscere. Per conoscere, devi riuscire a tessere delle relazioni sociali, ma ha omesso di precisare: quelle giuste però. A meno, ripeto, di un casuale colpo di fortuna, posto giusto - momento giusto. Nella ricerca di lavoro IL LIBERO ARBITRIO NON ESISTE! Esiste solo "il caso". Per cui a che pro "farsi il culo, rimboccarsi le maniche"? In ciò che intendono loro ovviamente, "spedire curriculum" e stupidaggini simili... perché per quello che intendo io, le maniche me le rimbocco ed il culo me lo faccio eccome! In cose utili però! Ma presumibilmente secondo loro accusare questo sistema politico ed auspicare un colpo di stato, perché, oltre quelle altre citate, utopiche, altre possibilità di trovare lavoro non ce ne sono a parte appunto far modificare l'intero sistema che oggi lo impedisce - l'unico modo per cui uno come me possa trovare lavoro è *eliminare la disoccupazione*, ed io il culo su questo versante me lo facevo anche quando un lavoro ce l'avevo, dato che io so che non esisto solo io! Cercare costantemente nel proprio piccolo di favorire l'abbattimento di questo sistema di merda è "piangersi addosso"? No io non mi piango addosso, io mi rimbocco le maniche cercando nel mio piccolo di farmi il culo per favorire l'abbattimento di questo sistema politico, e non da ora ma almeno da quando avevo 14 anni!!! Un rivolgimento che ripulisca a fondo questa fogna nella quale ci è toccato capitare (e nella quale voi non vi rendete conto di stare a sguazzare), e consenta di cominciare a vivere in una società finalmente libera e razionale. Se secondo loro questo è piangersi addosso, consiglierò questa tesi come linea di difesa processuale al mio eventuale futuro avvocato... certo non pretendo di poter essere determinante, ma di certo non sto a "piangermi addosso" ma anzi lavoro indefessamente per ottenere lo scopo prefisso, abbattere questo sistema. L'unico agire che possa essere minimamente proficuo in questo contesto, il lavoro, il reddito, oggi, per uno come me. Tutto il resto, curriculum, calcetto, e cazzate simili, è solo indegna fuffa dato che l'unico modo per cui "io" (leggi: quelli come me) possa avere un lavoro qui oggi è di essere *l'ultimo* disoccupato rimasto, dopodiché potrò averlo anch'"io"! Mi chiedete anche voi di che mi lamento quindi? Ve lo ripeto: non tanto (o comunque non solo) di quello che potremmo avere e non abbiamo a causa dell'inefficienza con la quale viene condotto il sistema, quanto dell'insicurezza che ciò determina nella vita delle persone, e tutte le conseguenze che ciò determina e dalle quali nessuno ne è esente, nemmeno voi. Non è lecito lamentarsene? Io mi chiedo come perlomeno quelli che da questo inaccettabile sistema ne sono danneggiati direttamente possano accettarlo così supinamente: disoccupati in primis! I testi di queste email che vi sto scrivendo dovrebbero essere presi a Manifesto dai disoccupati!

"Quando ti rendi conto che, per produrre, è necessario ottenere il consenso di coloro che non producono nulla; quando hai la prova che il denaro fluisce a coloro che non commerciano con merci, ma con favori; quando capisci che molti si arricchiscono con la corruzione e l'influenza, più che di lavoro e che le leggi non ci proteggono da loro, ma al contrario, essi sono protetti dalle leggi; quando ti rendi conto che la corruzione è ricompensata, e l'onestà diventa auto-sacrificio; allora puoi affermare, senza paura di sbagliarti, che la tua società è condannata" (Ayn Rand)

Oggi le persone non si ribellano, perchè a differenza dello schiavo di ieri, oggi l'uomo è anche servo e ama il suo padrone che lo guida con il bastone e lo ricompensa con la carota. E i "pompieri" abbondano, o meglio, abbondavano, oggi stanno scomparendo sotto le mazzate "virtuali" che regolarmente si beccano da quelli come me laddove non ci possano imbavagliare. E, dunque, non ci si deve stupire più di tanto per l'esaltazione "democratica" da sempre vigente: si tratta di una semplice loro reazione pavloviana... in linea con quello che chiedono all’unanimità i partiti e i commentatori di oggi, secondo cui, da parte della sinistra non è eccessiva l’attuale tassazione al 50% del settore privato, la priorità va data alla lotta all’evasione fiscale (sempre reprimere è la soluzione di chi non sa amministrare), da parte neoliberista la soluzione ad ogni problema è abolire il canone Rai e chiudere Equitalia o il suo equivalente odierno, e da parte populista è il recupero della mitica "sovranità monetaria" col ritorno alla lira. Qualcuno di normale lo abbiamo? In questo mondo socialista dico.

"Disprezzo il socialismo perché arricchisce gli incapaci e i criminali coi soldi dei poveri" (Leonardo Facco)

Certo in generale la maggioranza delle persone bene o male qualcosa ha ancora, e chi non ha nulla è costretto a vive con un parente che magari lavora o ha la pensione e magari negli anni di lavoro un appartamento se lo è comprato (o ereditato), magari con anni di mutuo a tassi altissimi senza nessun aiuto magari, col rischio costante di ritrovarsi senza reddito e pure costretto a pagare le tasse, quindi coglionato due volte, perché con la proposta 5 stelle sarebbe in ogni caso escluso dal loro sussidio. Gli sfigati (poveracci anche se possiedono un appartamento che però non gli paga le bollette), senza reddito, cosa faranno? Venderanno il loro appartamento, utilizzeranno i soldi per andare in affitto qualche anno (era sempre della Morani questa cosa mi pare) e poi quando saranno finiti i soldi saranno finalmente adatti anche loro per ricevere il fantastico sussidio dei 5 stelle (che nel frattempo sarà fallito)? E poi? Si faranno una casa di cartone sotto un ponte? Gente che ha lavorato una vita e improvvisamente o perché ha perso il lavoro o perché non ha potuto finire di pagare e gli hanno portato via la casa, si trova costretto a chiedere aiuto. A chi? C'è chi lo ottiene in famiglia chi invece è costretto a chiederlo alla Caritas. Indipendentemente dalle condizioni personali attuali, vivere costantemente con la paura di perdere tutto è bello, no? E questo riguarda quasi tutti, non solo quelli come me che già ci sono dentro oggi. E tocca leggere le solite aberrazioni... "avete rotto le palle con questo reddito di cittadinanza. Basta! Non se ne può più"... scusate eh, ma finché non viene fatto (ed è inevitabile prima o poi, fatevene una ragione, si chiama PROGRESSO) mi pare più che lecito che ne venga chiesta continuamente la realizzazione, o no? La logica, questa sconosciuta... quando sarà stato messo in opera, smetteremo di auspicarlo, semplice. Bisogna stare attenti quando lo si sminuisce (quello vero, non il sussidio dei 5 stelle) in una proposta utopistica o in una misura di assistenzialismo e basta. Slegare il reddito dal ricatto del lavoro è l'unica via per liberare l'essere umano e rendere il lavoro umano. Si è costretti al ricatto del reddito per sopravvivere, tutto questo, comunque la si voglia girare, si chiama schiavitù, fino a che ad ogni cittadino non sarà garantito un reddito di base indipendente dal lavoro non ci sarà autosufficienza dell'individuo, e se l'individuo è dipendente allora non è libero ma è schiavo. Inutile girarci attorno. A quelli del "il lavoro rende liberi, il reddito di cittadinanza creerebbe sudditanza e dipendenza dalla carità sociale"... ai quali non varrebbe nemmeno la pena dover rispondere a certe farneticazioni, così come a quelle del tipo "il reddito di cittadinanza è un offesa per tutti quei cittadini e lavoratori che hanno lavorato, anche duramente, versando i contributi previdenziali, pagando le tasse, ecc. ed oggi usufruiscono o prenderanno una pensione inferiore al reddito proposto dal M5s" e "In pratica saranno sempre i più deboli a pagare (lavoratori e pensionati), Questo se non è un voto di scambio gli si assomiglia molto"... poveri "lavoratori", sfruttati da chi sta morendo di fame... io sono semplicemente allibito nell'apprendere che esista qualcuno che ragiona in una maniera talmente aberrante... ma si può ragionare in questo modo???? No, è la negazione ("sottrazione") del reddito di cittadinanza ad essere un offesa per tutti i disoccupati ai quali chi lavora e dal lavoro (o dalla conseguente pensione) ne ricava un reddito per comprarsi il superfluo sta togliendo la possibilità stessa di sopravvivenza casomai!!!! Chiamiamo le cose col loro nome: NON "chi non fa nulla" MA "chi non ha un reddito"!!! "Lo stipendio che Pantalone con un lavoro tassato e supertassato ti paga"... no, che Pantalone in questo momento MI STA SOTTRAENDO per intero, chiamiamo le cose col loro nome!! Vorrei io dover e poter pagare in tasse una parte di reddito, ma non ce l'ho! Chi si lamenta di dover pagare tasse, beato lui che lo può fare, si deve solo vergognare di accusare chi è privo di reddito anche a causa sua!!! A quelli dico: fatevi un esame di coscienza voi prima di aprire la cloaca e vomitare merda! In Italia, paese cosiddetto occidentale quindi civile esiste la povertà per milioni di famiglie che non sanno cosa mettere a tavola, e questi vengono a lamentarsi delle imposte sui redditi di chi un reddito lo ha, come se toglierlo ad altri aumenti il loro e di conseguenza darlo ad altri lo diminuisca a loro! Vorrei io poterle pagare le tasse come loro!!! Sti ignoranti che credono che se le imposte non ci fossero resterebbe a loro la relativa cifra lorda, e non che casomai gli resterebbe in ogni caso il solo netto che gli resta anche oggi dopo il pagamento delle imposte uguali per tutti, nella loro stupida ignoranza di cosa sia l'"equilibrio economico generale"! Quelli del "coi soldi di chi lavora e paga le tasse"... no, coi soldi che oggi è chi lavora e paga le tasse a RUBARE a chi al quale viene impedito di lavorare e pagare le tasse! Restituire il maltolto ai derubati non è derubare i ladri! Chi ha ragioni per lamentarsi è chi al quale queste risorse sono sottratte, casomai! La gelosia è una forma emotiva importantissima, perché costituisce un filtro creato negli individui dalla natura allo scopo di far sì che, quando taluno vuole produrre un cambiamento, tutti gli altri scattino automaticamente per fermarlo finché non abbiano verificato (cosa di per sé stessa che è arduo aspettarsi) la convenienza della proposta. Quando però la tendenza ad una ragionevole conservazione diviene conservatorismo e si trasforma in perverso, diffuso vizio, anche la gelosia degenera, diventa patologica e pervade l'individuo, cioè si trasforma in gelosia/vizio, ovvero invidia (ricordate cosa ho subito quando ho pubblicato la cura per il favismo? Ecco). Il timore che il reddito di cittadinanza si possa affermare e causare i cambiamenti che promette, e che tutti dicono di volere, è tale che ci si sta scagliando contro tutto il degenere (depravato) mondo neo-conservatore espressione della "schaudenfraude" più bieca di quelli che cianciano a vanvera di "ascensore sociale" (per pretendere immeritatamente, classico dei socialisti) o fanno l'apologia della "classe media" perpetuando l'idea di un inesistente divisione della società in classi implicitamente dicendo che ce n'è una, quella media, non si sa sulla base di cosa, migliore delle "altre" e quindi più degna di sostegno da parte della politica nel difendere il loro orticello, nella loro pochezza e opportunismo accattonico (loro si e proprio ora e sempre!) a causa del quale, per conservare quasi sempre pressoché nulla, stanno soffocando la vita, non solo della società, ma anche di loro stessi e dei loro cari, perché l'invidia è una malattia che consuma soprattutto chi la prova, col pieno supporto di quelli della "rivoluzione per non cambiare" (grillini, leghisti, fratelli d'Italia, CasaPound e, peggio di tutti, "complottisti" vari), che non è che siano molto diversi, nei loro ragionamenti lavoristi nei quali si inserisce appieno il grillino "chi è rimasto indietro"... al quale si aggrega il pregiudizio classista: ci si preoccupa della possibile devianza della working class se non svolge un lavoro salariato (la stupidaggine "l'ozio è il padre del vizio"), ma, si noti, non esprimiamo la stessa preoccupazione nei confronti del jet-set che vive di rendita... vale sempre per gli altri eh? Mai per sè stessi.

Ora, qualunque persona di buon senso come diceva già cento anni fa il Paul Lafargue che già vi avevo citato ed oggi Cynthia Fleury, saprà che è l'esatto opposto: sono le preoccupazioni dettate dalla necessità ad abbruttire le persone, non certo "l'ozio"! Il "potranno decidere se lavorare o stare sul divano"... decidere se stare sul divano o lavorare vale da che mondo è mondo in qualunque luogo (eccetto quando si è schiavi ovviamente), il reddito di cittadinanza non influirebbe per nulla su tale personale libertà di scelta, rispetto ad oggi, anzi, permetterà di sfruttare le proprie capacità alle quali si è più portati... "tutti soldi che noi daremmo a questi giovani che potranno finalmente fare ciò per il quale sono portati: il fashion blogger!", come se ci fosse qualcosa di male nello sgravio dalle fatiche per dedicarsi a qualcosa di più piacevole in assenza della necessità di qualcosa di più proficuo. E' più lodevole portare inutilmente pietre su un argine, no? A proposito, ho trovato un aforisma di David Gerrold che lo esprime perfettamente: "La razza umana non risolve mai uno solo dei suoi problemi. Si limita a sopravvivere ai problemi". Guarda caso nessun lavorista accusa di parassitismo chi gira a mettere volantini pubblicitari nelle cassette della posta eh! Un "servizio" molto "utile" no? Il fashion blogger che non nuoce a nessuno e non spreca risorse è il parassita, secondo i lavoristi, chi riempie le altrui cassette della posta di inutili fogli di carta ricavata abbattendo alberi è il probo lavoratore... normale... in un mondo capovolto, dove evidentemente l'accezione data al termine "lavoro" è quella della scienza fisica e non dell'utilità sociale apportata. Una visione simile l'ha esposta tempo fa nel talk show La Gabbia, Massimo Cacciari, il quale ha spesso sprazzi di lucidità per i quali non mi capacito di come possa auto-collocarsi a sinistra uno come lui (senza contare che ho verso di lui un personale debito di riconoscenza per aver impedito a Casson di diventare sindaco): "l'innovazione libererà quei tipi di lavoro che le macchine e i robot renderanno superflui e gli uomini potranno dedicarsi a cose ben più nobili". L'alienazione e la criminalità sono il frutto della povertà che deriva dall'assenza di reddito non dall'assenza di lavoro inteso come mera occupazione di tempo! Tuttavia, dato che nella mentalità lavorista reddito e lavoro sono ancora un binomio inseparabile, si collegano ancora la dignità e la probità mentale delle persone ad una organizzazione temporale che scaturisce dal sistema della schiavitù salariata e non da un reddito garantito e da una qualsiasi attività volontaria seppur superflua ma almeno non socialmente ed ecologicamente deleteria tipo "portare pietre su un argine" o volantini nelle cassette della posta. Di contro, si giunge a leggere sempre quel Mario Seminerio a dire "l’effetto perverso potenziale ed assai probabile del reddito minimo garantito risiederebbe nel rischio di un crollo dei salari"... Certo che ce ne vuole per considerare come un male il calo dei costi di un fattore... quando la diminuzione del costo del lavoro è proprio uno dei pregi del reddito di cittadinanza ed appunto il suo scopo principale! Più precisamente (ricordate quei modelli grafici?), l'introduzione di un reddito di base comporterebbe una necessità di rialzo dei salari più bassi, ma una possibilità di riduzione di quelli più alti; è solo aggregatamente che il costo del lavoro si ridurrebbe. Ma come si può pretendere di farlo capire a chi continua imperterrito con la solita cazzata dello "stimolare i consumi" dal "lato della domanda" per far "girare" l'economia... normale, viene da chiedersi perchè per farla "girare" ancora di più quelli che sostengono ciò non lascino tutte le luci di casa sempre accese... distruggiamo tutto per poi doverlo ricostruire, sai come "gira" poi l'economia, i consumi interni, la domanda aggregata, l'indotto, e gli investimenti? Non so se avete presente, non ricordo ora chi, una dei 5 stelle aveva detto che il Pil può crescere grazie ai condizionatori che consumano corrente elettrica... ecco, fate voi... Bastiat si rivolterebbe nella tomba! Tutt'altro discorso è quando la domanda è tenuta artificialmente al di sotto del suo livello naturale (che è quello in cui si incrocia con la linea dell'offerta nel punto ideale), a causa di esternalità quali le imposte (cuneo fiscale), che è questo l'unico problema rappresentato dalle imposte, non l'inesistente sottrazione di soldi per darli ad altri, dato che altrimenti quei soldi NEMMENO SAREBBERO ESISTITI.

E di nuovo il solito Mario Seminerio, “le tasse alte non fanno male alla salute, in effetti. Si limitano a disincentivare l’attività economica. Ma non sarebbe un problema, perché alla fine ci sarebbe il reddito di cittadinanza a pagare il crescente numero di nullafacenti che ci ritroveremmo. Ragionamento un filo circolare?”. Sulla prima parte mostra una lucidità inattesa, ma sul resto, sa Seminerio oltre alle tasse cos'altro disincentiva l'attività economica? L'assenza di quei consumi artificialmente indotta dall'assenza della base reddituale. Inutile incrementare l'offerta se la domanda è IMPEDITA artificialmente, anche questo è un ragionamento circolare? Tra l'altro il deficit di domanda scoraggia anche gli investimenti che oggi per ragioni tecnologiche incrementano l'output di prodotti e servizi ma non necessariamente l'occupazione (e di sicuro non di tutte le potenziali risorse). E sono proprio le "soluzioni" alla Seminerio, quelli che vogliono lasciare una massa di gente a potere d'acquisto zero, ad alterare artificialmente la domanda! Ripeto per l'ennesima volta che peggiorare un problema non è la soluzione a quel problema! Avere un reddito, gli permetterà di avere denaro da spendere per SOPRAVVIVERE, ed avere dignità, non per comprarsi la Ferrari togliendola ad un altro! Dato che questo reddito sarebbe speso, e quindi compenserà il limite oggi artificialmente imposto alla domanda dall'esistenza di redditi zero (e non "farà aumentare" la domanda così dal nulla, in questo Keynes è stato totalmente frainteso!), parafrasi più calzante per esprimere "assenza di reddito", in beni di prima necessità che in parte già oggi essi ricavano comunque in qualche modo! E quello che è in più non è tolto a qualcuno per competizione, perchè coloro che prima non avevano soldi da poter spendere e poi li avranno, grazie al reddito di base, li spenderanno per acquistare beni che oggi NON VENGONO PRODOTTI pur esistendone le potenzialità e quindi c'è un aumento effettivo della domanda di cose che prima (oggi) venivano sprecate. Con l'aumento di domanda, cresce pure il lavoro e quindi il bisogno di forza lavoro per erogare beni e servizi indotti, richiesti grazie a quel minimo reddito di chi prima non lo aveva proprio. Aumenta quindi il lavoro, e le stesse persone che si ritrovavano ad avere bisogno impellente del reddito di cittadinanza, verranno assorbite dallo stesso lavoro che loro stessi hanno generato con la domanda, ma potendo *in tal caso* accontentarsi di salari tipo i vostri! I modelli grafici che vi avevo inviato dovrebbero essere abbastanza eloquenti no? Per quanto minima sarebbe, l'influenza del ritorno della linea della domanda su quella naturale, contribuirebbe già di per sè a generare nuovi impieghi, che grazie a quel minimo potere d'acquisto manterrebbero costante il livello di domanda data dal reddito di cittadinanza. Domanda che è assente totalmente un reddito non lo si ha proprio del tutto. Quindi il timore che il reddito di cittadinanza provochi inflazione in sostanza è una opinione surreale, priva di basi realistiche, se non, detta in modo più appropriato, totalmente imbecille perchè è una cazzata esulante dalla logica matematica (considerando poi che con la fiscalità monetaria l'inflazione cesserebbe di esistere come concetto stesso proprio). Quando si capirà che il reddito di cittadinanza genera lavoro (ne sarebbe una conseguenza inevitabile), e non è solo e semplice sussistenza, allora si potrà anche esprimere un parere costruttivo. Lo strumento più inflazionistico esistente ad oggi sono le imposte, che gonfiano oltre ogni dire i prezzi finali di vendita; perché questo è il punto. Il fine dell'impresa privata è produrre ricchezza, non occupazione, scopo delle istituzioni pubbliche deve essere mettere in atto le compensazioni rimediando perciò alle lacune della libera iniziativa. Ad impedirlo è la gente come lui, perché purtroppo ancor oggi il sistema economico è affidato a chi tira fuori il solito coniglio dal cilindro pseudo-keynesiano di far "scavare buche per poi riempirle", come Eduardo Porter, o come il sociologo Guy Aznar che come già vi avevo scritto giudica il reddito di cittadinanza "pernicioso" perché, secondo lui, porrebbe l’individuo in una situazione di "dipendenza sociale totale". Ripeto: ah, un reddito basilare distribuito incondizionatamente permanentemente che permetterebbe a tutti di sopravvivere indipendentemente da ogni altro parametro provocherebbe "dipendenza sociale totale", non il ricatto "ricambiami o muori di fame"!?!?

Poi, riguardo la solita proposta di De Masi, ma se il problema è l'assenza di reddito, che senso ha proporre oltretutto di lavorare gratis? E chi assicura poi che il lavoro lo garantissero compensato dopo lo "sciopero" di quelli che il lavoro lo hanno (e come convincerli a scioperare?)? Esistono fin troppe forme di "lavoro gratuito" e non mi pare il caso di crearne un altra, che farebbe solo comodo ai tanti disonesti truffatori speculatori o estorsori che li si voglia definire. Quei disoccupati che già ora lavorano gratis (o quasi) lo fanno spesso proprio nella speranza (vana) di essere assunti. Esistono già ora tante forme di precariato o sottoccupazione, che assomigliano al lavoro gratuito o semigratuito; forme di lavoro non retribuito (o non adeguatamente), che di fatto abbassano *realmente*anche i diritti e gli stipendi di chi invece gode di un contratto di lavoro stabile. Ma nessuno produce merce che non vende. Chi lavora gratis non avrebbe reddito e quindi di conseguenza, pur lavorando, non avrebbe alcuna influenza sulla domanda, mandando sprecati una marea di beni potenzialmente producibili. Così le aziende (che non devono certo essere buoni samaritani) non assumono perchè il costo del lavoro è altissimo e i consumi sono troppo bassi, perciò non c'è possibilità di aumentare la produzione. Qui il problema non è ridurre il dato degli inoccupati (alla fine è solo un dato) ma concedere a questi uno spiraglio concreto e immediato di ottenere un potere d'acquisto cosi da riprendere i consumi elementari. Però la proposta di De Masi è un pò come tagliarsi le palle per far dispetto alla moglie... che senso ha proporre cose intricate quando basterebbe almeno l'abolizione delle imposte sul lavoro per ottenere gli stessi risultati semplicemente? Il problema sono le imposte sul lavoro, non ha senso pensare soluzioni intricate senza prima eliminare la causa dei problemi. "Ecco se per alcuni giorni 6 milioni di persone lavorassero gratis il mercato del lavoro sbancherebbe e gli occupati sarebbero costretti a venire a patti coi disoccupati e a ridurre il proprio orario di lavoro"... non ha molto senso.... il problema è il sistema fiscale! Un lavoratore in più per un azienda equivale a una vagonata di tasse in più da pagare, se dimezzi l'orario di lavoro raddoppiando il numero di dipendenti, aumenti anche le tasse da sborsare! Figurarsi se un'azienda è pronta a imbarcarsi in una situazione del genere! Non è certo loro compito fare i samaritani! I sociologi possono raccontare quel che vogliono, finchè il sistema fiscale non cambia la situazione rimarrá sempre questa! E non scordiamoci dei manager, altro tumore del mondo del lavoro, troppo tesi all'arricchirsi esageratamente a scapito dei fattori. Sembra più un cane che si morde la coda... il problema di fondo diventa quindi che gli occupati lavorano tante ore (molte di più di quelle di paesi come Germania e Francia) perchè il costo del lavoro in Italia è altissimo e un azienda, se deve scegliere tra assumere due lavoratori che lavorino ciascuno 4 ore o uno solo che invece ne lavori 8, è ovvio che per una mera questione di costi fissi, sceglie di assumere una sola persona anzichè 2! Per via del costo fisso rappresentato dalle imposte. Quando tutto questo si risolverebbe semplicemente diminuendo significativamente il costo del lavoro (e cambiando metodo di esazione fiscale abolendo quello reddituale) in modo da permettere alle aziende di poter assumere, espandersi, lavorare di più e meglio. E non mi stancherò mai di ripetervelo, per poterlo fare l'unica cosa da fare è introdurre il concetto di base reddituale universale incondizionata!! Che permetterebbe a tutti i lavoratori (soprattutto quelli che svolgono lavori con retribuzioni molto basse), perlomeno di poter avere comunque una vita dignitosa e non fare la fame... senza pesare sulle aziende. Invece il lavoro gratuito "drogherebbe" ancora di più il mercato del lavoro; il risultato sarebbe solo quello di fomentare ancora di più la guerra fra poveri, fra chi il lavoro rischia di perderlo e quelli che vorrebbero prendere il loro posto. Gli stipendi in Italia sono bassi perchè il costo del lavoro è troppo alto. Pochissime persone potrebbero permettersi di rinunciare a ore di lavoro (e quindi di stipendio). Con 1.000 euro al mese in Italia si campa certo, ma male (a fronte di affitti di 500 si intende), per mantenere dei figli dignitosamente bisogna arrivare almeno a 1.200 (se si è in tre). Questa è la realtà. Ed il risultato dell'abbassamento dei salari orari sarebbe che ci si troverebbe costretti a lavorare ancora di più casomai! Ma dopotutto è un pensiero in linea con uno come quello, che scrive "il vero dramma del disoccupato è non fare nulla tutto il giorno"... ovviamente a dirlo non può essere altro che uno che in vita sua non è mai rimasto per un solo istante senza nemmeno un soldo in tasca. Basterebbe perciò questo assieme all'abolizione di ogni esternalità legislativa sul lavoro e tutto andrebbe nel suo equilibrio naturale. Ma guai, eresia per i sindacati! La logica autoritaria dirigistica dei sindacati, nei fatti, può solo aumentare la disoccupazione, e lo fa, da sempre. Le strutture dirigistiche che condizionano la vita produttiva (la Cgil e non solo), ogni I° maggio scendono in piazza in nome dei lavoratori e a "difesa del lavoro", quando invece proprio loro sono impegnate a pieno vapore in attività che impediscono a molti di averlo proprio un reddito. Il sistema di presunte "tutele" che è stato costruito per difendere quelli che se un tempo potevano anche essere visti come diritti oggi sono diventati PRIVILEGI nega la possibilità di interrompere un rapporto di lavoro anche quando la risorsa non è necessaria all'azienda. Più in là del proprio naso non riescono a vedere. Ma secondo il loro cervellino, quale sarà il risultato? Mica ci arrivano che il risultato è che chi potrebbe assumere personale extra si dovrà ovviamente guardar bene dal farlo??? Tutto ciò, unito al prelievo fiscale esorbitante, frena le imprese dall'assumere e spinge pure comprensibilmente a trasferire fuori dalle frontiere i propri impianti... e poi i sindacati hanno pure il coraggio di lamentarsene, in barba al vantaggio comparato. Dirigismo e demagogia sindacali sono all'origine del disastro italiano al quale poi l'euro ha dato il colpo di grazia. Se i sindacati non lo comprendono e non cambiano rotta, sperare in un futuro migliore per loro è proprio da ingenui o da sprovveduti. Difatti per fortuna stanno scomparendo, era ora. Invece che autocelebrarsi nelle piazze, allora, i sindacalisti dovrebbero fare un esame di coscienza e rivedere le proprie linee di condotta se si vogliono salvare. Alla lunga il rischio che questa ottusità porti la corda a spezzarsi è tutt'altro che improbabile. Speriamo succeda presto, io sarò lì in prima fila.

"Le libertà civili sono inscindibili dalle libertà economiche perché ciascuna libertà può emergere solo in presenza delle altre libertà" (Luigi Einaudi)

E non è che da parte sedicente liberista sia diverso... eppure le fondamenta di ciò che dico sono da ricercare proprio nel pensiero liberale classico del quale i "tea party" vorrebbero dirsi eredi (ma evidentemente il fatto che sia in comune col fascismo non gli garba molto), e nella sua filosofia da "contratto sociale" che una persona non può essere libera se non le sono garantiti i mezzi dell’esistenza materiale. Eppure, anche a parte loro, proprio da parte di quelli che cianciano di "diritti" dovrebbe essere visto positivamente! Uno dei molti vantaggi del reddito base universale è che libererebbe le persone dalla tirannia del mercato del lavoro, garantendo il diritto umano più fondamentale di tutti, quello dell’esistenza materiale. Un reddito base sostiene non solo il diritto a una vita dignitosa ma, in termini pratici, consentirebbe anche alle persone di ampliare le loro vite e di difendersi dalle aggressioni alla loro libertà e dignità. Alain De Benoist lo definisce perciò "investimento sociale", che così come il diritto di voto, il diritto al reddito di cittadinanza deriverebbe dal solo fatto di essere cittadino (da cui il nome). Il reddito di cittadinanza manifesta così il riconoscimento politico di un diritto incondizionato alla sopravvivenza materiale di ogni cittadino. E proprio per questo i marxisti si oppongono: diversi autori, solitamente marxisti, infatti, temono che l’introduzione di un reddito di cittadinanza disarmi ogni contestazione radicale, sostenendo che così "verrà meno l'opposizione al potere", "individuo-massa sempre pronto a genuflettersi allo stato papà che passa la mancetta mensile", "che accetterrà tutti i vari diktat che i governi di turno faranno ingurgitare al popolo", "il mantenuto a cui lo stato papà elargisce 2-300 euri mensili, diverrà il cane da guardia del sistema, diverrà colui il quale se il sistema dovesse venire meno vedrebbe perdere quel poco, quelle briciole che lo stato gli regala", un pò come dire che mangiando viene meno la fame... ed intendere la conseguente "sazietà", la stabilità sociale, come una cosa negativa... ma porcogiuda, se il problema sociale che tutti vogliamo oggi risolvere è perlomeno la povertà e le sue conseguenze, una volta risolta, tale problema sociale viene meno assieme alla necessità di risolverlo (essendo stato risolto), o no? Se il problema di cui oggi mi lamento è la fame, una volta sfamato che ragione dovrei avere di continuare a lamentarmi? Secondo la loro logica dovrei appositamente NON volere essere sfamato in modo da poter continuare a lamentarmi... ma che senso ha??? Lamentarsi fine a sè stesso quindi??? Un pò come andare in Africa durante una carestia e dirgli "non possiamo darvi il cibo poichè se ve lo diamo poi smettereste di lamentarvi della fame". Ma il cervello ce l'hanno sti qua??? Evidentemente, quelli che ragionano così sono quelli che si lamentano di professione, quindi se i loro burattini non avessero più nulla di cui lamentarsi, loro rimarrebbero inoccupati. I critici dell'inesistente (dove lo vedano... non si sa) "neoliberismo" riescono ad andare oltre ogni possibile immaginazione... Io mi lamento se ho fame, non perchè mi piace lamentarmi! "Al prezzo però dell’annientamento ontologico dell’essere di quelle persone... caduta antropologica divenendo da uomini seppur poveri, ma dignitosi consapevoli del proprio essere uomini a quello di plebaglia mantenuta oziante"... certo, la possibilità di sopravvivenza fondamentale è un annientamento della personalità... un peggioramento della propria condizione... mi si annienti pure, mi si peggiori la situazione permettendomi di mangiare... per favore! E non si fraintenda, il senso non è "Franza o Spagna...", non si tratta cioè del "meno peggio", si tratta di scegliere tra il buon senso e l'acefalia che queste loro parole dimostrano. Il "dignitosi" poi è perfino una presa per il culo, detto dalla bocca di gente che per decenni non ha fatto altro che chiedere continui aumenti salariali senza che ce ne fosse una giustificazione matematica (facendoli passare come "variabile indipendente")... la dignità questi non sanno nemmeno cosa sia, solo così si può spiegare un tale stravolgimento dell'uso del termine. "Affermiamo che l’indipendenza economica derivante dal frutto del proprio lavoro"... in che modo il salario può essere definito "indipendenza economica" e non proprio DIPENDENZA economica poichè legato proprio solo alla casualità di un lavoro averlo e di poterlo non avere più in qualunque momento? Indipendenza economica casomai sarà legata ad una fonte reddituale INCONDIZIONATA e PERPETUA quale il salario NON E'. "Se il lavoro garantisce dignità e indipendenza, l'assistenzialismo crea schiavi"... no è proprio l'esatto opposto!!!

"Per molti, libertà è la facoltà di scegliere le proprie schiavitù" (Gustave Le Bon)

"Distruzione della persona, degradazione antropologica e contemporaneamente far si che una massa con pulsioni potenzialmente ribellistiche non solo venga annullata, irretita, resa inoffensiva, ma si trasformi in pretoriani del regime stesso"... certo, di un regime che oggi può essere solo interpretato come l'auspicabile RISULTATO proprio di una "pulsione potenzialmente ribellistica o rivoluzionaria" contro QUESTO REGIME attuale! Ben venga quindi che "pulsioni potenzialmente ribellistiche" vengano meno allorquando vengano meno i problemi che oggi le determinano! Ci sarebbe solo tutto di onorevole nell'essere pretoriani di quel regime stesso che abbatta l'attuale e introducendo il reddito di cittadinanza e tutte le cose collaterali permetta di risolvere tutti i problemi determinati dall'attuale regime! "Non è che questa massa sarà la prima ad accorrere al, parafrasando Orwell, minuto d’odio che il sistema via via riserva ai propri nemici?"... ed eccovele le citazioni a sproposito di Orwell e simili... se per nemico intendono (come sottinteso) colui che oggi impedisce l'attuazione di soluzioni che renderebbero migliore la vita di tutti... a voi la risposta... starei in prima fila io tra *QUEI* "pretoriani"! Il nemico sono quelli delle svariate perle che vi ho riporto finora, quelli dei "non siamo capaci a leggere i regolamenti di un parco se può entrare o no il cane, vogliamo dare da mangiare a truffatori e gente che non vuole lavorare?", "evasori totali finti poveri senza redditi dichiarati, rom, gente che non ha voglia di lavorare, falliti a tasca piena etc etc. favorisce forse l'inerzia di chi si accontenta", "schiavismo che serve per omologare la vita dei cittadini al ribasso (un piatto di riso per tutti e stop) nel nome dell'uguaglianza", "il reddito serve come paracadute ma deve essere limitato nel tempo fino al reintegro al lavoro", e tante tante altre farneticazioni dei mentecatti che infestano internet. Pensarla come questi vuol dire essere dei deficienti o quantomeno fasciarsi la testa prima di essersela rotta! "Creare lavoro è la soluzione", quando sarebbe proprio il reddito di base a "dare" lavoro, esso è lavoro, non beneficenza! Essere contrari al reddito di base significa essere complici del disastro che sta subendo almeno (ma non solo) il nostro paese e delle sofferenze di milioni di persone. E' incredibile come una misura che anche fosse solo fine a sè stessa eviterebbe a tanta gente di andare a cercare gli scarti nell'immondizia dei mercati o peggio di uccidersi sia così rabbiosamente avversata da gente che continua con noncuranza a votare politici parassiti pagando i loro si ingiustificati stipendi come niente fosse e senza lamentarsene, e tutta la marea di aberrazioni di cui pullula questo paese! Meglio ingrassare la gentaglia piuttosto che aiutare i poveri, tuoi concittadini, gente come te, che non ce la fanno a campare!! Dei soldi che si regalano (in questo caso si!) a quei ladri corrotti che hanno rovinato il paese e fatto scappare le imprese all'estero, non ci si preoccupa?? Nonostante io non concordi del tutto su queste cose (togliere qualcosa di superfluo a qualcuno non crea dal nulla il necessario per gli altri), questi sono altri esempi di "bias che propagando", e su queste cose io non posso non concordare moralmente coi 5 stelle dal punto di vista di gettare benzina sul fuoco... anche fosse sensato, condanniamo loro che almeno come linea di principio vogliono togliere a chi sta in alto e dare a chi sta in basso, anche se solo come appunto linea di principio sono proprio dei bastardi a volere una cosa del genere, no?? Assurdo!! Continuate a votare chi ci ha portato a questo punto e poi lamentatevi fino al giorno della vostra morte... al solito, qui ci si scanna solo per le partite di calcio... e quelli del "facciamo un referendum", ignari che in Italia sono proibiti referendum su temi economici (l'accusa di incostituzionalità che mi contrappongono di cui vi ho già scritto). Come se poi oggi tali "pretoriani" non esistessero rispetto a QUESTO regime, quando ciò che i fanatici della democrazia attuale che cianciano di "anticorpi" senza nemmeno rendersi conto di cosa stanno parlando... certo, basta usare termini con accezione "buona" e tutto è a posto. "Anticorpi" li chiamano... Le strategie di marketing subliminale che fanno appello al cliché, alle pulsioni elementari, puntando sulla deformazione dello spirito critico e la manipolazione dell'inconscio, hanno "colonizzato il nostro cervello" (espressione coniata da Bernhard Willem Holtrop), la propaganda fatta di incredibili bugie che non si riesce a capire come la gente possa crederle plausibili, ma se c'è chi preferisce chiamare ciò "avere gli anticorpi", è libero di farlo. Per non parlare poi di quelli che Alfonso Marra chiama le "puzzette", i finti rivoluzionari del "ghe pensi mi", i finti "incendiari" che in realtà sono pompieri travestiti. Nella realtà non c'è alcuna possibilità di azione oltre agli schemi/paletti prefissati dal "dominus"... c'è la demonizzazione mediatica martellante nei confronti di chiunque si ponga come antagonista a questo sistema e infine ci sono le balle, raccontate ai giornalisti e da loro propalate con l'unico scopo di togliere di mezzo - democraticamente s'intende - bisogna ricordarsi sempre di fare le cose nel modo più proficuo - chiunque abbia idee non conformi a quelle prescritte da questo regime e provi a diffonderle. Per non parlare poi di quei pezzi di merda di wikipedia, che è come sparare sulla croce rossa. "Complottismo" è l'etichetta oggi in voga con cui si demonizza ogni prospettiva che demistifichi la versione ufficiale dei fatti o la grande narrazione edulcorante e ad alto tasso ideologico (per non dire ironicamente "alcolico") che arriva sia a far passare una cosa per un altra solo cambiandogli nome, o addirittura ad invertire il significato dei termini (come l'attuale papa riguardo "meritocrazia" e "competizione"). "Flessibilità" l'unilaterale precarizzazione neoschiavile dei lavoratori e "competitività" la possibilità per i dominanti di rimuovere senza riserve e impedimenti politici i diritti sociali dei dominati. Cercano di ridicolizzare la verità e la logica, di chi non è ancora schiavo delle loro bugie. Il sistema grazie a questa incessante propaganda ha sviluppato quegli "anticorpi" e - qualora non bastassero - ha dei validissimi antibiotici, tutt'altro che impalpabili. Certo... ti lasciano agire finché servi allo scopo di puntarti il dito contro... ma prova ad avere più consenso del dovuto, prova a dire qualcosa senza che la si possa delegittimare facendoti passare per pazzo, prova a dire verità innegabili ed essere ascoltato, e ti si faranno con addosso i calzoni, nei modi che loro sanno bene applicare. Mi riferisco alla pseudo-Digos che sono quelli dei centri sociali, e simili, ma non solo, l'avrete capito presumo. Vi ribadisco che "male assoluto" lo è stato il quindicennio 1930-1945 di quella che è stata la forma dittatoriale del medesimo sistema ancor'oggi vigente, e per estensione *IL* sistema tutt'ora vigente, no "il fascismo", che nemmeno è mai stato messo davvero in pratica essendone stata ostacolata in ogni modo possibile la sua progressione prima dal Re portavoce da sempre degli antifascisti e poi durante l'occupazione tedesca (poiché io non nego certo che di tale si trattasse come invece fanno altri) da Hitler quando molti si erano illusi che senza il Re si potesse tornare indietro e riprendere il percorso dal punto dove era stato interrotto nel 1929.

"Adolf Hitler è stato il miglior agente segreto che il capitalismo internazionale abbia mai avuto, il vero responsabile della scomparsa del fascismo" (Stanis Ruinas)

“La libertà di parola senza la libertà di diffusione è solo un pesce dorato in una vaschetta sferica” (Ezra Pound)


Riguardo a "colpo di stato" o qualunque termine si voglia usare per definirlo (al termine "rivoluzione" io ci sono un pò allergico essendo stato monopolizzato da altri, capirete...) ovviamente non intendo necessariamente un colpo di stato militare, ma, e quindi si torna al Machiavelli, "il fine giustifica i mezzi" e perciò agire comunque in tal senso nel modo in cui un pinco pallino come me può limitarsi a fare (questo è il senso della "grassa risata" dei giudici di fronte a tale accusa mossami, ossia anche io abbia tale intenzione, è assurdo accusarmici io pinco pallino qualunque, mica sono un generale dell'esercito insomma!). Per cui dato che mica puoi cambiare all'istante la testa degli altri, qualsiasi cosa tu voglia comunicare, alla fine, devi usare per forza quei canali machiavellici. Altrimenti sei cassato a priori. Con il rischio che, alla fine, facciano loro cambiare te. Ecco perchè cose razionali sono perdenti in partenza in una società irrazionale come quella odierna. Nel regno del politicamente corretto e della democrazia a definizione unica (come se l'unico sistema democratico in senso letterale fosse il loro cioè questo e altri non potessero esisterne), la democrazia è tale sono finché è accondiscesa la volontà di chi sta al potere. Come ha detto Bertold Brecht nel 1953, in riferimento alle esternazioni veramente uscite dalla bocca di un burocrate della Germania Est, scherniva così tale uscita parafrasandola con "non sarebbe più semplice, allora, che il governo sciogliesse il popolo e ne eleggesse un altro?". Sì, perché, come nella orwelliana Fattoria degli Animali, tutti sono uguali, ma alcuni lo sono più degli altri, per cui, per la proprietà transitiva, molti sono meno uguali. La stessa avulsione dalla logica che vigeva in Urss, dove dopo aver fatto la rivoluzione continuavano paradossalmente a dirsi rivoluzionari... ma scusa, nel momento in cui la rivoluzione l'hai fatta e sei tu a governare, i rivoluzionari diventano gli altri e tu il contro-rivoluzionario! Oppure vuoi fare un altra rivoluzione, per cosa, per capovolgere quella che hai già fatto? Ma si può ragionare in sta maniera??? Quanto ancora ci vorrà perchè tutta questa illogica follia venga buttata nella spazzatura?

"Gli elettori stanno diventando più chiassosi o più stupidi?" (sindaco Quimby)

Perchè tale irrazionalità del pensiero non rimane fine a sè stessa ma ha influsso su tutto quanto! Delle parole bisogna valutarne il significato. Chiediamoci cosa si intenda per dignità (tale concetto è presente nel primo articolo della costituzione tedesca, ma anche li avvengono interpretazioni arbitrarie, ossia "sussistenza elargita sotto stretto controllo ricattatorio"). Per questo interstardirsi a considerare il lavoro come l'unica fonte legittima di reddito, che equivale a condannare i nuovi lavoratori a redditi sempre più bassi e all'irrilevanza politica (che forse quest'ultimo è proprio lo scopo, che per quanto buono, c'è modo e modo però! Se non proprio di eliminazione fisica come voleva il fabianista Webb), ciò equivale ad invertire causa ed effetto, poichè è la tipica richiesta politica della sinistra di salari oltremisura che è alla radice del "lavoro come l'unica fonte legittima di reddito". Identificare a sinistra l'alternativa al regime attuale, equivale ad affidare l'incarico di risolvere un problema a chi quel problema l'ha creato. Che senso ha???? Ora, "i detentori del potere economico e politico", dice André Gorz, "temono soprattutto una cosa: che il tempo fuori dal lavoro salariato possa divenire il tempo dominante dal punto di vista sociale e culturale, che le persone possano osare impadronirsi di questo tempo per darsi da fare [...] Il capitalismo bada che le persone si concepiscano solo in termini di forza lavoro su un mercato dell’occupazione e che, se non trovano un datore di lavoro, debbano prendersela solo con se stessi, ossia col fatto che non sono abbastanza 'collocabili'". Ecco, per me questo non vale, io so bene che la colpa non è certo mia, e ve lo sto scrivendo da un pezzo. Se qualche gruppo di persone controlla le risorse necessarie per la sopravvivenza di un individuo, l'individuo non ha altra scelta ragionevole diversa dall'assecondare tutte le richieste del gruppo che controlla le risorse. Prima della creazione dei governi, le società hanno avuto accesso diretto alle risorse di cui avevano bisogno per sopravvivere. Ma oggi, le risorse necessarie per la produzione di cibo, riparo e vestiario sono state sottratte in modo tale che alcuni hanno ottenuto una quota e gli altri no, e questi ultimi sono sottoposti al RICATTO dei primi per riaverle indietro. Ricordate il discorso della canna de pesca? Ecco. Le parole vengono usate purtroppo senza senso comune... "I poveri non creano lavoro, solo il capitale può crearlo". Siete d'accordo con questa affermazione di Briatore? Perché allora questa frase ha suscitato tanto scandalo anche a chi dal quale non ce lo si aspetterebbe? Il motivo sta certamente nel fatto che siamo tutti pervasi, per una serie di nefaste influenze variamente cattocomuniste (e non pauperiste, che è ben altra cosa!), da un ingiustificato rifiuto della ricchezza, del capitalismo nel suo complesso (nell'incapacità di discernerne le diverse forme), delle logiche imprenditoriali che ignorano la scienza economica, ma soprattutto perchè lui ha usato il termine sbagliato: chi sarebbero questi "poveri"? Un elefante è un elefante, ma "povero" non è un qualcosa di concreto, è una condizione, una variabile, per cui la frase "i poveri non creano lavoro" è un concetto privo di senso, un pò come dire "i simpatici non creano lavoro"... e bella forza! Il concetto che più realisticamente intendeva esprimere è che non si può stabilire per tutti cosa è di valore e cosa non lo è, che è il tipico modo di pensare dei comunisti, di chi vuole decidere per tutti cosa è giusto e cosa è sbagliato, in un supremo atto di arroganza e incatenamento delle libertà, per cui non si capisce come proprio loro dal loro pulpito pretendessero di poter criticare la frase di Briatore! E ciò non vuol dire che ciò che le persone producono ha tanto valore quanto gliene danno le persone che lo "acquistano", perché non è per niente così, come invece contrapponeva ad essi la parte opposta (tipo i Tea party). A me non salta nemmeno in mente di accusare e tantomeno di invidiare chi ha più di me; ossia non li accuso e non li invidio di cosa hanno loro, ma di cosa loro sottraggono a me! Uno che possiede una Ferrari a me non toglie nulla! Uno che anche fosse povero in canna come me ma tramite la sua stupidità impedisce a me di avere di che sostenermi mi toglie eccome qualcosa, e quello si lo accuso! Il problema non è tanto la ricchezza, quanto una società che giudica il valore di una persona sulla base della ricchezza. La libertà personale, politica e religiosa valgono poco senza il potere di dire di no. E' incredibile che tanti dicano che oggi la libertà è anche troppa. Ovviamente si può spiegare solo con la mancanza di comprensione del significato del termine. Confondono il caos che c'è oggi con la libertà. Ma il caos è il contrario della libertà, perché è libertà ampia per alcuni, quelli che hanno le possibilità di manipolare, e oppressione infinita per gli altri, i manipolabili. La libertà o è per tutti in uguale misura, altrimenti non è libertà, ma caos. La democrazia odierna è di conseguenza intrinsecamente incompatibile con la libertà. La prima parla del popolo genericamente con tutte le conseguenze liberticide di tale generalizzazione, la seconda riguarda il primato dell'individuo. Secondo voi io oggi posso percepirmi come libero? Proprio per nulla!!! In questa prospettiva, il reddito di base prevede una libertà economica, che, in combinazione con la libertà politica, libertà di parola, è la libertà personale di stabilire lo stato di ogni individuo come una persona libera. I fautori del credito sociale sono sempre stati favorevoli alla più totale liberalizzazione del mercato del lavoro, è un punto inscindibile dalle loro politiche. Ma appunto non fine a sè stesso e in queste medesime condizioni lasciando tutto il resto immutato! La flessibilità deve essere bilaterale, non sempre e solo gli altri devono esserlo! Se offri alle imprese la libertà di contrattare il salario che vogliono, di licenziare quando vogliono con la possibilità pure del ricatto di spostare la produzione all'estero o simili, DEVI dare anche un potere contrattuale alla controparte, altrimenti la rendi schiava. Ma non legislativamente tramite coercizione, perché "fatta la legge trovato l'inganno"! Questo è stato il motivo per cui le politiche reaganiane-tatcheriane-pinochetiane sono fallite. E non poteva essere altrimenti, senza una relativa compensazione! Ricordate il discorso che nessun lavoro è in realtà pagato? Il valore di un bene esiste solo durante uno scambio e NON coincide né col costo, né col prezzo di una merce ("teoria marginalista soggettiva del valore"). Da questa definizione deriva la teoria dello scambio della Scuola Austriaca. In uno scambio volontario entrambi gli agenti ottengono un vantaggio, aumentando per ciascuno il valore posseduto privandosi del bene che per loro ha meno valore e acquisendo ciascuno un bene che PER LORO ha più valore. Uno scambio non avviene tra beni di "pari valore", ma sempre per via di differenti valutazioni dei due partecipanti (le rispettive "rendite", del produttore o del consumatore). Viceversa uno scambio non volontario, siccome non è volontario diminuisce il valore di uno, aumentando il valore dell'altro. In particolare, depaupera quello che subisce lo scambio e arricchisce quello che lo forza. Capite così cosa intendo accusando i vostri "stage" di essere estorsioni? Non mi pare di scrivere in turco no? ESTORSIONI lo sono fattivamente, e non perché vada a me così dal nulla o per risentimento (che non ho, ci mancherebbe) di offendervi!

Non si tratta perciò delle "proprie ragioni" e di volerle imporre agli altri, ma del buon senso che non è opinione di qualcuno ma è appunto buon senso e basta. Io già vi ho detto che non mi rifaccio al concetto di "diritto" anche se lo uso per l'uso comune che se ne fa. Come me, Murray Rothbard sostiene che è sbagliato concedere diritti civili alle minoranze, perchè i diritti non si concedono, SI HANNO, dovrebbero essere spontanei, non stabiliti da un istituzione. Ecco, questo intendo. E come fa notare Massimo Franceschini nel suo "Linee guida per l'attuazione dei diritti umani", si continuano a promettere diritti superflui mentre al contempo vengono repressi diritti naturali inalienabili. In campo economico questo vuol dire esercitare una coercizione, ad esempio, nei confronti di un datore di lavoro. I diritti universali sono per definizione negativi (ovvero "non puoi fare questo"), mai positivi ("devi fare questo", ossia "imposizione" che è il senso dell'uso del termine "positivi" per definirli, sarebbe "impositivi"). Tu NON hai il diritto di derubarmi, NON hai il diritto di aggredirmi, NON hai il diritto di impedirmi di ottenere un lavoro, NON hai il diritto di limitare l'espressione del mio pensiero e della mia parola. Correlativamente io ho il diritto di non essere aggredito, derubato, zittito, ho il diritto di offrirmi sul mercato del lavoro o di comprarmi una casa da qualcuno che vuole venderla. Al contrario i diritti positivi sono violenza, perchè se io ho un diritto qualcuno avrà un obbligo. I diritti negativi sono come il sole: "se io mi abbronzo a te non rubo niente". Un mondo di diritti declinati al positivo non può che essere un mondo in cui domina la coercizione oltretutto priva di basi contrattuali. Per farvi capire meglio, su internet gira una vignetta con due foto di una panchina, scattata nel Sudafrica dell'apartheid, dove c'è scritto su una "bianchi" e sull'altra "neri"; sotto c'è la stessa foto, ma al posto di "neri" c'è scritto in inglese qualcosa che fa intendere che è riservata alle minoranze come garanzia spettantegli di diritto; la prima foto descrive il razzismo, la seconda la giustizia sociale. Eppure la foto è la stessa...

Quindi ritornando al concetto di "colpo di stato", il senso è che nessuna riforma fatta dalla politica partitica attuale potrà eliminare i privilegi acquisiti immorali, gli sprechi e le inefficienze attuali, nonché le infinite prassi corruttive, e tutto il resto da cui ne deriva l'impedimento di attuare un sistema normale. Lo si può fare solo per via non istituzionale, ovvero rivoluzionaria, buttando dalla finestra il sistema costituzional-democratico e la masnada infinita di parassiti che lo infetta. La decisione di un popolo razionale, piuttosto che le idee dei filosofi di “navigare attraverso strani mari del solo pensiero” del tipo di quel Fusaro di moda oggi, essa dovrebbe determinare le questioni di razionalità organizzativa. Ma la democrazia prevede che pensare diversamente è essere antidemocratico e quindi non legittimato ad aprire bocca. Se sia meglio oggi dove il voto è inutile (tanto sono tutti uguali), o ieri dove il voto era percepito come determinante ma proprio per questo era causa di terrorismo, non sta a me dirlo, dato che la mia opinione è negativa verso entrambe le ipotesi ugualmente. Se "tutti gli uomini sono creati uguali", come può un sistema politico essere giustificabile se alcuni hanno diritto di dominare sugli altri? Ed è a questo attuale che mi riferisco eh! Ma con dominare in questo caso si intende a scopo di male, non di bene, perché non è mica esclusa una metodologia che faccia il bene attraverso un apparente male eh! In questo si inserisce il teorema di Amartya Sen sull'incompatibilità tra libertà ed efficienza paretiana: A ha la possibilità di istruire B che però non vuole essere istruito, per cui A deve scegliere tra forzare la volontà di B e quindi essere illiberale, oppure non forzarla e allora B starà peggio ma come ha voluto lui. Il teorema non è nient'altro che la rappresentazione di un bene meritorio, ed evidente può essere fatto il riferimento ad esempio al Cile di Allende: lasciare che i comunisti devastino liberamente il loro stesso paese, oppure PER IL LORO STESSO BENE impedirgli di farlo? Secondo tale teorema la dittatura prima di tutto non è UN SISTEMA a sè stante ma una contingenza che qualunque tipo di sistema di governo può adottare quando ciò sia necessario al bene nazionale, dato che quando un intero popolo impazzisce bisogna forse lasciarlo distruggersi con le sue stesse mani? Se la maggioranza decide democraticamente di proibire le libertà, bisogna lasciar fare? Per cui il Cile di Pinochet e tutti i regimi simili (così come il ventennio "fascista" sul quale Mussolini si era giustificato secondo la medesima logica: "Se il carro precipita, credo di far bene se cerco di fermarlo; se il popolo corre verso un abisso, non sono reazionario se lo fermo, anche colla violenza") sono state forme dittatoriali di questo medesimo sistema, non di altri sistemi e tantomeno sistemi fini a sè stessi! E non sono certo io ad adorarli!
Quelli che criticano la dittatura sono poi i primi ad auspicare anche oggi il divieto del fascismo o la cancellazione delle pagine fasciste da facebook ecc o a suggerire un colpo di stato contro l'attuale governo (cioè proprio nel momento in cui ne è invece venuta meno la necessità impellente di un colpo di stato... vedete voi... prima quando sarebbe davvero servito no, adesso che non serve nemmeno più si... tutto il contrario!). La dittatura non è assolutamente una prerogativa e tantomeno un punto fermo del fascismo, e ancora tantomeno del pensiero mussoliniano; le democrazie parlamentari sono tali solo perchè, e fino a quando, non hanno MOTIVO di instaurare la loro dittatura. E a conferma di ciò abbiamo l'esperienza della democratica Spagna: cosa è successo quando i comunisti si sono avvicinati al potere? Forse che se questa condizione si fosse verificata in Gran Bretagna, il suo modus operandi sarebbe stato diverso da quello spagnolo? E per quanto riguarda gli Stati Uniti d'America, non serve neanche tanto ricorrere a congetture, dato che il liberticidio (maccartismo) era praticato pur in ASSENZA di un vero pericolo! Pensate quindi se il pericolo ci fosse stato davvero! In Italia tra il 1926 ed il 1945 per questioni che sono state contingenti QUELLA era la maggior libertà POSSIBILE! E non sono certo io a giustificarla, anzi!!! L'abbiamo vista come è finita in Cile, quando la dittatura non serviva più, è semplicemente terminata, ritornando al sistema precedente. Come è successo in Spagna nel 1975, che solo l'ignoranza può definire essere stata fascista fino allora non si sa sulla base di quale differenza rispetto al resto del mondo. Anche per l'ipotetico sistema fascista sarebbe stato così, una volta finita la necessità, si sarebbe abolita la dittatura, continuando a percorrere la via intrapresa nel 1922, verso il fascismo in questo caso, non il ritorno all'italietta di Nitti e Salandra. Spagna e Cile una volta abolita la dittatura sono ritornate al sistema precedente che con la dittatura si era sostenuto in quei frangenti; ma tale sistema non era fascismo! Era il medesimo che vigeva anche nel resto del mondo democratico! In Italia tornare al sistema pre-fascista avrebbe anche potuto succedere, ma ciò sarebbe stato un abolizione parallela sia del fascismo che della dittatura. Ma non è che la fine della dittatura avrebbe dovuto voler dire per forza la fine del fascismo per tornare all'italietta! Sarebbe benissimo potuto continuare il fascismo, senza dittatura. Alla facciaccia di chi dice cose del tipo "oggi i fascisti possono permettersi di scrivere liberamente grazie ai partigiani"... fanno talmente tenerezza nella loro ingenuità che viene perfino pena a renderli edotti della realtà, ossia che nel caso il fascismo avesse seguito la strada giusta e perciò fosse persistito fino ad oggi, non ci sarebbe nè più nè meno libertà di quella che c'è già, magari pure di più, e non si vede perchè secondo loro avrebbe dovuto essere diversamente. O meglio, lo si capisce, si, sulla base del pregiudizio basato sull'esperienza del regime "fascista", nella loro incapacità di capire che la dittatura non è una prerogativa del fascismo ma durante il periodo coincidente col ventennio essa vi sarebbe stata indipendentemente dal fascismo, chiunque ne fosse stato l'artefice, poichè a volerla ERA IL RE ed a comandare era lui! Ed anche se nessuno ha la sfera di cristallo per vedere come sarebbe andata, è abbastanza irreale ipotizzare che la contingenza dittatoriale sarebbe perdurata fino ad oggi tipo cagate surreali alla "Fatherland" se il fascismo fosse rimasto in sella. Sarebbe scemata col venir meno delle necessità che l'avevano determinata, e sempre per l'assenza di sfera di cristallo non possiamo sapere quando, ma considerata la situazione esistente nel 1929 certamente a breve: se non ci fossero stati tutti gli eventi che poi hanno portato alla ripresa della guerra mondiale probabilmente anche ben prima del 1945, realisticamente nell'arco di 2-3 anni cioè entro il 1932; quando se non fosse stato per le interferenze del Re (che TOLLERAVA il fascismo SOLO per il lato bonapartista) anche ben prima del 1932, nella prospettiva in cui, senza le conseguenze della crisi del '29, le sanzioni, la guerra di Spagna, ed il riarmo tedesco, Mussolini avrebbe sicuramente scatenato quella che chiamava "terza ondata", anti-monarchica, che non avrebbe potuto che consistere nell'instaurazione della Repubblica e quindi nel conseguente ripristino delle libertà di associazione e di stampa che ERA SEMPRE STATO IL RE A VOLER PROIBIRE E MANTENERE PROIBITE usando Mussolini come una marionetta. Ora alla luce di ciò, chiedetevi di chi è stato l'interesse nell'inutile aggressione all'Abissinia e nell'alleanza con il nemico storico Germania... Ciò avvenne perché la monarchia sabauda analogamente ad una parte consistente, per non dire maggioritaria, dell'alta borghesia industriale e finanziaria italiana avrebbe preferito che Mussolini si limitasse a ridare vigore allo Stato liberale decrepito ed impotente, secondo le parole d'ordine del "ritorno allo Statuto" reinterpretate in una chiave maggiormente autoritaria ed anti-parlamentare rispetto al periodo 1913-1922. E quindi impedito da quelli ad agire diversamente Mussolini ha seguito il resto del mondo nella strada diretta all'attuale baratro. Non altro. Quindi "fascismo" sto cazzo!

Quindi io non critico la democrazia come "declino dello stato" come dal punto di vista di Thomas Mann, Oswald Spengler, Giuseppe Prezzolini, Giovanni Papini, Carl Schmitt, Ernst Junger, o come retrograda critica ai "principi dell'89" come Friedrich Nietzsche, o Joseph Schumpeter, o gli elitisti Vilfredo Pareto, Gaetano Mosca, Roberto Michel che hanno sconfinato nell'irrazionalismo con Henry Bergson, ma dal versante opposto, cioè l'ingigantimento dello stato, la deriva nomocratica (la sovranità delle leggi, che solo difficilmente i regnanti possono modificare), quindi più dal punto di vista di Alfredo Rocco, cioè come mero sistema elettorale, secondo Schumpeter "produzione di un governo" grazie alle pratiche di un consenso guidato, comprato, manipolato anche nei regimi che riconoscono "la santità della maggioranza", sono i pochi a esercitare il potere contando su un consenso passivo, ma proprio per questo sono costretti a mettere in atto esigenze per instradarlo questo consenso. Quindi io non critico *la* democrazia, ma il parlamentarismo! Cioè la forma che affida al parlamento la legislazione con tutte le relative nefaste conseguenze di cui oggi tutti si lamentano incapaci di capire che sono causate dal parlamentarismo (e non me li invento io i difetti del parlamentarismo, ci stanno scritti in qualunque testo scolastico di educazione civica)!!! Purtroppo oggi sono tutti incapaci di discernere le due cose ed invece intendono quella parlamentare come l'unica forma di democrazia considerando le due cose un tutt'uno, perfino i suoi critici ne parlano facendo confusione tra i due termini usando "democrazia" quando ciò che invece intendono è il solo parlamentarismo!

Tanto per farvi capire, io almeno fin dall'età di 14 anni ho avuto la percezione di questo sistema come di un bambino gigantesco, e credo che il senso possa essere chiaro; ebbene, successivamente sono venuto a conoscenza, con stupore, che già Gramsci definì in tal modo il fascismo... ora io non voglio polemizzare su chi tra i due abbia ragione, benché al momento avessi trovato perfino paradossale l'appiccicare tale definizione non alla democrazia parlamentare ma al fascismo (o comunque se viene appiccicata al fascismo, a maggior ragione lo dovrebbe essere al parlamentarismo), ma almeno vorrei enfatizzare la mia visione (indipendentemente che valga o meno anche l'altra): io ho sempre identificato questo attuale sistema come un bambino gigantesco, e ciò spontaneamente, era semplicemente come lo percepivo, e personalmente ragioni per giustificare tale percezione ne ho eccome, derivate dalla mia esperienza personale, ma anche da prima dei 14, dico 14 come punto di riferimento generico ma anche prima comunque. Ovviamente, ragionando con lucidità e accantonando i pregiudizi, l'analisi che ne ricavo è non di una contrapposizione tra la mia opinione e quella di Gramsci, ma di una percezione comune sugli aspetti comuni ad entrambi i regimi. Ovvero, gli stessi aspetti che io identifico come tali nella democrazia parlamentare, valgono anche ancorchè sussistenti durante il ventennio "fascista", ovvero praticamente tutto dato che nonostante gli accenti che si tende a dare a certi aspetti, sinceramente bisogna ammettere che le differenze fondamentali tra il ventennio mussoliniano e tutto il resto della storia dell'Italia unita sono pressochè irrilevanti oltre all'aspetto esteriore. Qualunque diversa interpretazione è solo ingenuità. Ossia ripeto, il ventennio era solamente la forma dittatoriale del medesimo sistema tutt'oggi vigente, ed è in questo che entrambi sono dei "bambini giganteschi" agli occhi di uno come me.

Quanto alla proprietà del concetto di reddito di cittadinanza, oltre ai 5 stelle, negli ultimi anni sono spuntati come funghi tutta una serie di personaggi mai sentiti prima quasi a farsi loro padroni del reddito di cittadinanza, perfino vantando retroattivamente origini lontane negli anni tipo quelli del Bien (che si collocano, non si capisce con quale cognizione, a sinistra) che vantano la loro nascita nel 1986 ma io non li ho mai trovati al mio fianco quando su wikipedia le bestie mi assalivano; ora, io non voglio certo metterlo in dubbio, sarà anche vero, ma sta di fatto quanto ho già detto: fino a 5 anni fa il concetto di reddito di cittadinanza era universalmente accomunato al fascismo e per questo demonizzato, e proprio come la peggiore tra tutte le eresie fasciste, la più populista. Forse era proprio per questo che gli odierni neo-sostenitori prima erano così restii dall'ammettere di esserne favorevoli e pur esistendo se ne stavano nell'ombra? Serviva l'italiano Beppe Grillo per convincerli a fare outing? Perchè è solo dopo Grillo che sono saltati allo scoperto anche tutti i vari sostenitori esteri eh! Prima ci saranno pure stati, ma mi pare se ne stessero ben nascosti. Non so se sia una coincidenza o se le due cose siano legate ovvero Grillo gli abbia funto da apripista. Io posso parlare solo per la mia esperienza personale che vi ho già descritto, e dove fossero e cosa facessero fino a 5 anni fa quelli del Basic Income Earth Network fondato nel 1986, mi è ignoto. Di certo non sono stati a supportarmi quando assieme a pochi altri (Gino Salvi, Domenico de Simone, Niccolò Bellia, Fabrizio Fiorini, Gianuario Mugoni, Romano Guatta Caldini, Carlo Gariglio, ecc, ve li cito anche se non li conoscete perché con orgoglio vanto di essere stato al loro fianco) mi vedevo sbranare in wikipedia e nei forum di usenet dagli antifascisti ogni volta che il termine "reddito di cittadinanza" veniva scritto. Certo anche la destra ne ha un pò sottovalutato la potenzialità, bisogna ammetterlo, perchè a loro stessi pareva una cosa effettivamente troppo populistica ed impossibile da far accettare ai non fascisti, ma ora che incredibilmente è diventato popolare è insensato continuare a considerarlo secondario, perchè anche se l'hanno sempre visto come utopistico, rimane comunque un progetto loro, sul quale hanno tutte le carte in regola per vantare la paternità, e ora che è diventato realistico sarebbe sbagliato lasciarlo in regalo ad altri che neanche si degnano di citarne la fonte ed anzi con arroganza ne chiedono "prove" (ma dove vivevano questi fino al 2013?), perchè Grillo è dalla destra che l'ha preso (fino a prima di Grillo tutte le pagine che trattavano di reddito di cittadinanza erano pagine di estrema destra, come optional della fiscalità monetaria. Di Basic Income Earth Network io mai sentito parlare fino a poco tempo fa). Invece di raccogliere i frutti che si ha coltivato fin dalla semina, non è molto intelligente ora che sono maturi lasciarli raccogliere ad altri... a degli incompetenti che nemmeno sanno come utilizzarli, perchè come reddito di cittadinanza mica mi riferisco a quell'assurdo sussidio proposto dai 5 stelle che gli hanno solo dato il nome reddito di cittadinanza ma mica lo è. E ora che qualcuno si sta accorgendo dell'innegabilità di questa paternità, stanno iniziando a saltare fuori siti "negazionisti" a titolare "Auriti non ha mai proposto il reddito di cittadinanza", nei quali andando a leggere il testo se ne ricava che il ragionamento sul quale basano il titolo è che Auriti il reddito di cittadinanza lo ha proposto come "credito sociale" ovvero come complemento alla fiscalità monetaria... e in che modo ciò equivale a "non l'ha mai proposto"??? Certo, l'ha proposto come complemento alla fiscalità monetaria, e quello che ne ricavo io è che l'ha proposto, non che "non l'ha proposto"! L'ha perfino sperimentato a livello locale (cosa priva di senso, detto per inciso) nel suo paesetto Guardiagrele. Io non ho mai approvato le specifiche teorie ed i modi esagitati di Auriti, in particolare i paradossali discorsi sul signoraggio, ma non posso non provarne simpatia di fronte alle campagne denigratorie mossesi nei suoi confronti, che hanno portato fino alla farsa quando mentre stava sperimentando il credito sociale con soldi suoi nel suo paesetto di poche centinaia di abitanti, dopo averci rimesso decine di milioni di lire di tasca sua, si è visto capitare striscia la notizia assieme alla guardia di finanza con l'accusa di truffa (poichè per gestire i fondi elargiti da Auriti il comune creò l'Assessorato per il Reddito di Cittadinanza... ebbene si, un comune italiano ha già avuto un assessorato "per il Reddito di Cittadinanza")... fate un pò voi. Ovviamente tutto si è risolto appunto in una farsa (una truffa nella quale lo scopo in partenza, e non come conseguenza non voluta, del "truffatore" è rimetterci lui...), ma è indicativo di quanto potenti e determinati siano i nemici del reddito di cittadinanza, no? Alla luce di ciò, il problema non è mai stato specificatamente economico, ma piuttosto di "mentalità". Una grossa fetta di opinione pubblica, anche operai che lavorano e che credono erroneamente che non trarrebbero nessun vantaggio da esso, ma soprattutto imprenditori, confindustria, ecc. soprattutto questi ultimi, non solo pensano che poi la gente non sarebbe più "affamata", come se ciò fosse una cosa negativa, ma soprattutto temono, e questo parzialmente a ragione, che poi non potrebbero più giocare sull'incertezza perché nessuno accetterebbe più il lavoro a quelle condizioni. Ma dopotutto cosa ci si può aspettare... questo mondo è talmente socialista che un organizzazione come Confindustria è più di sinistra di quanto sarebbe il sindacato più a sinistra di un ipotetico mondo normale. C'è poco da stare allegri, se gli imprenditori sono questi... proni per interesse o per ignoranza alle ideologie sindacal-lavoriste. Ovviamente viene regolarmente omessa la diminuzione del costo del lavoro che va anche a loro vantaggio più di ogni altro parametro, oltre alla diminuzione del peso fiscale. Il reddito di cittadinanza non si fa principalmente per due motivi: gli interessi di chi preferisce l'assistenza mediata da una parte (il mondo comunista-sindacale) e la contrarietà feroce di tutto il mondo delle imprese, che in tale riforma vede solo un aumento di imposte. Così come quest'ultima, quasi sempre le obiezioni sono fondate sul fraintendimento e sul ritenerlo inseribile nel contesto odierno e attuabile da questa classe politica... niente di più lontano dalla realtà: qui nessuno prospetta questo, ma casomai prima del reddito di cittadinanza va eliminata la banda di ignoranti che ci amministra, questo è propedeutico, mica ci si può aspettare che mollino di loro volontà il gustoso osso che stanno spolpando! E' utopico pensare che possa essere applicato mediante andata al governo di un partito che lo sostiene, poiché la presenza al governo è effimera ed il sistema vigente è bloccato dalla costituzione. Come diceva Confucio "Per uccidere tutti i pesci bisogna prima seccare il mare". Ragion per cui l'unica via che può seguire un percorso rivoluzionario non è quella dell'ottenimento del potere tramite voto ad un partito che la sostiene, che avrebbe le mani legate dal fare alcunché, ma tramite l'assorbimento delle proposte da parte dei partiti esistenti che oggi non la considerano. A cui ovviamente dovrebbe seguire la modifica dell'attuale astrusa costituzione cerchiobottista verso un senso razionalistico. Per cui io quando parlo di "colpo di stato" questo intendo, è più chiaro così?

Personalmente ho calcolato che l'introduzione del credito sociale ridurrebbe la spesa pubblica di due terzi rispetto a quella odierna... fate voi. Peccato che non lo sappiano gli imprenditorucoli che hanno applaudito fragorosamente Renzi dopo le parole "in Italia non introdurremo mai il reddito di cittadinanza". Comunque, effettivamente esiste un gruppo di persone che dall'introduzione del credito sociale ne avrebbe un danno: i commercialisti, il cui lavoro sarebbe reso non più necessario dalla scomparsa del concetto di dichiarazione dei redditi e relativi scontrini fiscali e registratori di cassa e bolle di accompagnamento. Se ne faranno una ragione.

Vi avevo già detto che una delle voci più vandalizzate dai gestori di wikipedia è stata appunto quella su Auriti. Dato che una delle filosofie base di wikipedia è la "regola della maggioranza" che diventa per parafrasi "censura delle minoranze" o più esattamente "logica del branco", secondo gli studi sulla psicologia delle folle di Gustave Le Bon e sulla folla instintiva di Gabriel Tarde; censura il cui compito spetta agli amministratori eletti dai frequentatori; è quindi prevedibile aspettarsi quale sia la qualità di questi amministratori, dei veri e propri mentecatti, io ho assistito a deliri da mettersi le mani nei capelli, cose turche proprio! Purtroppo oggi alcune delle relative pagine di discussione sono sparite assieme alle loro pagine cancellate, ma quelli non sanno che me ne sono salvate alcune tra le peggiori per poterle usare in futuro. Il paragone con gli inefficienti sistemi elettorali parlamentaristici dell'attuale democrazia viene spontaneo (e ripeto che non me li invento io i difetti del parlamentarismo, ci stanno scritti in qualunque testo scolastico di educazione civica). Comunque, Wikipedia è conosciuta per le lacune causate da omissioni artefatte, censura quindi, più che per falsità vere e proprie, per cui questa, sia chiaro, da parte mia non è una critica a wikipedia, ma solo a determinati suoi utenti e al sistema implementato che permette ad alcuni di dirigere tutto a proprio piacimento con la scusa accampata del "consenso", difetto tipico delle democrazie deliberative; per questo motivo io ho continuato a contribuire nonostante tutto, perché non sarebbe giusto rinunciarvi a causa del branco di mele marce, ma almeno sulle voci "sensibili" non mi ci sono più voluto impelagare da allora, sperando che nel frattempo magari le cose cambiassero e lo facesse qualcun'altro, in particolare quelle su Auriti e Pound che io non mi sono più azzardato a toccare.

Ritornando alle critiche ad Auriti, il senso del loro discorso sembrerebbe interpretabile nel senso di una logica secondo la quale se uno propone il reddito di cittadinanza non a scopo di "beneficenza" non è più un "reddito di cittadinanza"... pensiero comprensibile da parte di gente alla quale pare impossibile inculcare che la beneficenza la fanno i sussidi, questo è il termine con cui si indica un erogazione monetaria a scopo di "beneficenza", mentre "reddito di cittadinanza" è un termine con cui si indica un erogazione monetaria NON a scopo di pelosa beneficenza ma come mezzo fondato su precisi presupposti matematici, contrattualisti, giusnaturalisti, e consequenzialisti. Come complemento alla fiscalità monetaria, ovvero come "credito sociale", l'hanno proposto e sostenuto in origine TUTTI quelli che lo fondano su un ragionamento economicistico razionalista, cioè i consequenzialisti a partire da Douglas e Gesell, anche se non tutti i sostenitori considerano il reddito di cittadinanza necessariamente legato alla fiscalità monetaria ma sostengono che può fondarsi anche solo sul georgismo (e alcuni, tra cui Götz Werner e Thomas Straubhaar, sull'Iva) senza necessità di fiscalità monetaria anche fosse solo aggiuntiva (mentre invece matematicamente sono inscindibili, il reddito di cittadinanza senza fiscalità monetaria perde ogni senso nel momento in cui è il primo a derivare come conseguenza della seconda e non viceversa). Ecco, probabilmente gli equivoci sono nati da questa distinzione semantica cioè dall'uso prevalente del termine "credito sociale" per indicare il connubio fiscalità monetaria / reddito di cittadinanza anzichè dei termini distinti, da questo probabilmente nasce l'ignoranza sull'origine filosofica del reddito di cittadinanza. Attualmente solo pochi che non si dicano espressamente fascisti lo fondano sulla fiscalità monetaria (Oswald Sigg in Germania, Yoland Bresson in Francia, Niccolò Bellia e Domenico De Simone in Italia, ed alcuni gruppi del "credito sociale" nei paesi anglosassoni). Altro campo di "negazionismo" è quello rifacentesi al sindacalismo, dove, giocando sulla confusione, anche lì si tenta di impadronirsi di una primogenitura, che regolarmente andando a leggere bene si riferisce in realtà al "salario di sussistenza" (o "salario universale"), originariamente progettato da Bernard Friot, che è tutt'altra cosa ed anzi perfino in contrasto sia col concetto di reddito di base sia con quello di reddito minimo. Da questi equivoci ne deriva che anche i grillini parlano di reddito di cittadinanza ma in realtà, a dimostrazione di quanta sia precaria la loro consistenza culturale, fanno riferimento ad un banale sussidio, che è cosa ben diversa. Quindi quando i grillini avanzano la loro proposta di reddito di cittadinanza condizionato alla formazione professionale ed all'obbligo di accettare una proposta di lavoro stanno perorando una forma di reddito minimo garantito, dunque una antica idea liberal-sindacalista, e non di reddito di cittadinanza. Differenze ci sono anche coi libertari radicali e i distributisti, ma le basi sono quelle anche se concepite con metodi diversi e per ottenere risultati diversi: le motivazioni generalmente addotte in favore del reddito di base sono raggruppabili in due grandi famiglie, quella delle ragioni normative e quella delle ragioni consequenzialiste (o analitiche). Le prime interpretano il reddito di base come riforma socio-economica necessaria alla realizzazione di una società che redistribuisca le risorse economiche (di questo fanno parte i 5 stelle e tutti quelli che lo interpretano come mero sussidio, in particolare in merito all'incipiente automazione del lavoro, tipo Elon Musk, Bill Gates, Nathan Schneider, Marc Andreessen, Sam Altman, Peter Diamandis, Federico Pistono), secondo la loro concezione personale di cosa si possa intendere con "giusto". Nello specifico modello dei 5 stelle poi, secondo la loro definizione, viene prevista l'erogazione anche se solo ai poveri "volenterosi" (con esclusione quindi dei barboni, cioè di chi ne avrebbe più bisogno) viene data una "spinta formativo-professionale retribuita per dargli qualche chance per ripartire nel mondo del lavoro" e cagate simili. I punti deboli della loro posizione sono sempre quelli: verrebbe escluso (dopo un eventuale anche se improbabile terzo rifiuto lavorativo) proprio chi ne ha più bisogno; il lavoro non c'è e non sarà certo questo metodo a crearlo, anzi come è noto i sussidi creano solo ulteriore disoccupazione, non c'è quindi proprio nulla verso cui "ripartire" e nessuna "chance", in nessun caso, con questo metodo; dato che il lavoro non c'è non si vede a cosa potrebbe essere finalizzata la "spinta formativo-professionale" (e di quale tipo) se non a dare lavoro ai professori (e sarebbe l'unico lavoro creato, ma essendo un lavoro inutile non è certo una cosa buona ma ulteriore parassitismo); dato che il lavoro non c'è, la clausola dell'esclusione dopo il rifiuto di un improbabile terza offerta è del tutto superflua, ed allorquando venisse applicata a dei rari sfortunati, sadica. A meno appunto della sbandierata riforma dei centri per l'impiego, che pare essere più una minaccia da paventare che altro. Da questo punto di vista non ha torto chi lo definisce "buffonate acchiappavoti dei parassiti e dei nullafacenti!". Solo che non è un reddito di cittadinanza, e tale opinione è indicativa del male che l'assurda proposta dei 5 stelle porta al concetto del quale hanno solo preso il termine che lo definisce per darlo come nome al loro insulso sussidio. Ma quello che non torna è che queste persone che si scagliano contro il sussidio che del reddito di cittadinanza ha solo il nome sono solitamente favorevoli proprio ai sussidi di disoccupazione e alla cassa integrazione!!! Ma che senso ha???? Si scagliano contro una cosa chiamata con un altro nome e poi sono favorevoli alla stessa cosa quando chiamata con altro nome??? Ripeto: si pensi agli 80 euro di Renzi, quelli si che gli stanno bene!?!? Quelli che si sono stati un elemosina degradante della quale se io oggi avessi un salario mi ci vergognerei!!!

Il gioco d'azzardo che rovina la gente si, il reddito di cittadinanza no. E si deve leggere commenti tipo "non credo che nel nugolo di persone che passano le giornate in tabaccheria, tra lotto e grattaevinci, siano in molti a condividere il concetto di dignità del lavoro"... no casomai è proprio quella gente là a sostenere la "dignità *del lavoro*"! Non so se mi spiego... Oggi mettere in contrapposizione il concetto di base reddituale e la così detta "dignità del lavoro" è quantomeno una banale semplificazione: il mondo oggi è molto più complicato di così e ricorrendo alla retorica lavorista si sceglie di ignorare il progresso, anzi di frenarlo proprio, perché questo fa la contrapposizione lavoro-base reddituale quando oggi come non mai il sistema economico necessita del concetto di base reddituale per progredire; il modello fordista-taylorista-bismarckiano è perfino ormai proprio morto e sepolto dietro l'incalzare del progresso, e perciò il lavoro non può più assicurare la continuità del reddito a tutti, e quando ancora lo fa, lo fa spesso nemmeno con uno stipendio decente: il progresso tecnologico sta continuando giustamente a eliminare posti di lavoro a medio reddito e media specializzazione e ci porterà sempre di più a percentuali considerevoli di "disoccupazione tecnologica strutturale", quindi, visto che parliamo di dignità, dignità è un reddito adeguato, e se il lavoro non può più garantirlo bisogna ovviare con misure che possano farlo, che oggi, proprio grazie alle tecnologie esponenziali, la dignità sta scomparendo (leggi: sottratta) dalle mani di sempre più persone pur esistendo i mezzi di sussistenza necessari per tutti ed invece così vanno sprecati. Questo lo capiscono perfino i multimiliardari come Mark Zuckerberg, ma il primate imprenditore italiano quello no. Ne è esempio lampante la condizione cinese o meglio il fenomeno della cinesizzazione delle masse dei lavoratori (ormai status di tendenza fin quasi la "normalità" in quasi tutti i paesi del mondo), con la differenza che in Cina il costo della vita è in paragone coi redditi, mentre qui no. L'occupazione, dunque, non può essere, in sè stessa, la soluzione ai guasti socio-economici del sistema... Piuttosto, diviene strumento principe di serrato controllo sociale e dipendenza. Secondo Scott Santens nell'occidente evoluto non siamo semplicemente privi degli strumenti cognitivi ma *scegliamo* di ignorare il degrado crescente del lavoro perché è il valore su cui abbiamo fondato la nostra società. I segni che la tecnologia stia impattanto sul tenore di vita, la disuguaglianza e il volume della domanda ci sono già tutti, semplicemente, ci si rifiuta di vederli. Perlomeno quelli che non ne sono ANCORA stati toccati. Ci si crogiola in questa eterna speranza del ritorno di una mitica età dell'oro della società del lavoro di massa che non tornerà (per fortuna) mai più, come gli uomini del medioevo che anzichè guardare avanti ancora fantasticavano sul ritorno dell'impero romano. Dobbiamo imparare a guardare avanti, e prendere atto della realtà: non c'è bisogno di attendere che il progresso faccia ulteriori milioni di esuberi perchè esso eserciti un effetto deflattivo sui salari, questo processo già si è tradotto nell'economia dei voucher, nei minijob, della gig economy, dei delinquenti dei porta a porta e degli stage "gratuiti". La soluzione non è certo rallentare il progresso! E' controproducente fermarsi all'osservazione dei dati sul tasso di disoccupazione diramati dai governi: il punto è che un economia che si fonda sul lavoro come strumento di raccordo fra produzione e consumi continuerà a generare lavori scarsamente significativi e retribuiti fino a quando non perderà portanza con il prosciugamento del ciclo produzione-consumi, e se questo appariva lampante già 100 anni fa a gente tipo Douglas, oggi bisogna essere proprio dei deficienti per non vederlo anche da sè! Le truffe che giocano sulla disperazione continueranno ad aumentare sempre più. E che dire di tutti i beni lasciati inutilizzati mentre la gente muore di fame? Il bello è che, ripeto, non sarebbe nemmeno dovuto essere necessario arrivare a questo punto, già 100 anni fa l'andazzo era evidente a chi aveva le capacità mentali per vederlo:

"La scienza moderna è riuscita a moltiplicare le possibilità della ricchezza; la scienza, controllata e pungolata dalla volontà dello stato, deve risolvere l'altro problema: il problema della distribuzione della ricchezza, in modo che non si verifichi più l'evento illogico, paradossale e al tempo stesso crudele, della miseria in mezzo all'abbondanza" (Benito Mussolini)

E più recentemente

"50 milioni di uomini muoiono di fame ogni anno pur se si distruggono gli eccessi di produzione di generi alimentari, i surplus agricoli vanno distrutti perchè non c'è nessuno che li compra anche se c'è gente che muore di fame" (Giacinto Auriti)

Ma voi ve lo chiedete il motivo di questa aberrazione? E' perché l'assenza di potere d'acquisto tramite il quale poter scambiare i beni è artificialmente indotta dall'assenza della base reddituale!!! Già Philippe Van Parijs e Yannick Vanderborght hanno risposto a questo argomento evidenziando che anche il reddito di cittadinanza costituisce proprio una modalità di divisione del lavoro, a fronte dell'impossibilità di ridurlo senza aver raggiunto l'ottimo paretiano. Scrive in merito Bertrand Russel:

"La tecnica moderna infatti ha reso possibile di diminuire in misura enorme la quantità di fatica necessaria per assicurare a ciascuno i mezzi di sostentamento. Ciò fu dimostrato in modo chiarissimo durante la guerra. A quell'epoca tutti gli uomini arruolati nelle forze armate, tutti gli uomini e le donne impiegati nelle fabbriche di munizioni, tutti gli uomini e le donne impegnati nello spionaggio, negli uffici di propaganda bellica o negli uffici governativi che si occupavano della guerra, furono distolti dal loro lavoro produttivo abituale. Ciò nonostante, il livello generale del benessere materiale tra i salariati, fu più alto che in qualsiasi altro periodo. Il vero significato di questo fenomeno fu mascherato dalle operazioni finanziarie: si fece credere infatti che, mediante prestiti, il futuro alimentasse il presente. Il che, naturalmente, non era possibile; un uomo non può mangiare una fetta di pane che ancora non esiste. La guerra dimostrò in modo incontrovertibile che, grazie all'organizzazione scientifica della produzione, è possibile assicurare alla popolazione del mondo moderno un discreto tenore di vita sfruttando soltanto una piccola parte delle capacità di lavoro generali. Se al termine del conflitto questa organizzazione scientifica, creata per consentire agli uomini di combattere e produrre munizioni, avesse continuato a funzionare riducendo a quattro ore la giornata lavorativa, tutto sarebbe andato per il meglio. Invece fu instaurato di nuovo il vecchio caos: coloro che hanno un lavoro lavorano troppo, mentre altri muoiono di fame senza salario. Perché? Perché il lavoro è un dovere e un uomo non deve ricevere un salario in proporzione di ciò che produce, ma in proporzione della sua virtù che si esplica nello zelo."

Anche se ormai siamo in ritardo di almeno 100 anni, oggi sono diventate impellenti misure che adeguino l'economia al panorama tecnologico odierno! Se perfino Mark Zuckerberg ha affermato che abbiamo bisogno di un nuovo patto sociale, che il suo fondamento sarà il reddito di base incondizionato già supportato da molti suoi colleghi della élite della Silicon Valley (Elon Musk, Sam Altman, Chris Hughes ecc). A questo punto dovremmo domandarci cosa impedisce di riconoscere ciò che appare evidente perfino ad una persona non toccata direttamente dai cambiamenti socio-economici. E' veramente grottesco che anche uno come Zuckerberg, che appartiene ai ricchi che in teoria "pagherebbero" capisca quanto sia fondamentale istituire un reddito di base incondizionato, mentre i diretti interessati continuano ad autopunirsi col flagello delle loro anacronistiche idee lavoriste. Di quale fenomeno di difesa del vissuto sono vittime, quale dissonanza cognitiva, quale mentalità li tiene prigionieri impedendogli di vedere ciò che ad altri è evidente, il "Re nudo", a parte la consuetudine con un sistema che però va sgretolandosi, un autolesionista istinto di autoconservazione e la paura dell'ignoto... Da SEMPRE il progresso tecnologico esercita una pressione sul lavoro che ne riduce la rilevanza e la quota di "PIL" ad esso dedicata. La nuova occupazione è cronicamente precaria, scarsamente pagata e spesso anche poco gratificante, difficile in condizioni del genere parlare di lavoro come dignità, no? Il futuro non promette niente di meglio in quest'ottica. Sempre più persone si riverseranno in altri settori produttivi causando ulteriore deflazione dei salari. A questo punto non è proprio più possibile fare a meno di una garanzia reddituale di base, che consente al cittadino massima libertà d'azione dato che gli sarebbe retribuito anche se avente altri redditi, incrementando così il potere d'acquisto e di contrattazione dei redditi oggi bassi, permettendo alle persone di poter lavorare anche per soli 4-5-600 euro al mese (rendendo meno onerosi in proporzione al reddito complessivo i costi di opportunità), mentre andando a ridurre proporzionalmente i redditi oggi alti - assieme all'abolizione delle imposte sui redditi andrebbe perciò ad abbassare il costo del lavoro consentendo l'impiego di ulteriori unità di manodopera da parte della domanda. La disuguaglianza sta aumentando esponenzialmente e la domanda aggregata dei paesi evoluti è ormai cronicamente sotto le possibilità produttive e lo è unicamente per assenza di redditi, non per motivi reali. Se l'unica possibile giustificazione all'accesso al reddito rimarrà il prezzo del singolo non faremo altro che assistere ad una progressiva ed inesorabile contrazione dei salari non compensata da alcunchè, e solo dei pochi che un salario ce l'avranno, che poi impatterà sul sistema nel suo complesso, per questo esiste la necessità di disaccoppiare il reddito dal lavoro, anche in modo che non si possano utilizzare come mezzo per schiavizzare cittadini costringendoli in attività vessatorie o inutili, tipo i corsi di "formazione" e le ricerche di lavori inesistenti.

Vi ripeto che tutto questo lo aveva capito già 100 anni fa Clifford Hugh Douglas, 100 ANNI FA! E oggi 100 anni dopo, c'è ancora gente che non lo capisce! Il problema è che quelli che dopo 100 anni dal primo ancora oggi non lo capiscono, sono loro che vengono votati.

Non volete farlo? Tempo al tempo, quello che oggi non ci "volete dare", a tempo debito saremo "noi" a prendercelo volenti o nolenti, perchè alternative non se ne vedono. E non "alla faccia vostra", perché a giovarne sarete pure voi. Ve la ripropongo: "Se il carro precipita, credo di far bene se cerco di fermarlo". Io almeno a partire da quando avevo 14 anni ho dedicato la mia esistenza a cercare di fermare il carro che precipita. Ed a maggior ragione ho motivo di farlo oggi, perché se un tempo a mancarmi era solo buon senso attorno, oggi è pure il reddito. Voi cosa avete fatto invece?


Dato che l'ultima frase che ho scritto nella precedente email "voi cosa avete fatto invece?" può apparire incoerente detta da uno che depreca il concetto di "salvezza tramite le opere", vorrei specificare che non è una *domanda rivolta a voi* ma è un affermazione detta con intento polemico verso chi pur essendo nato in un paese cattolico, come quasi tutti inconsapevolmente o meno persegue la luteran-ebraico "salvezza attraverso le opere" ossia quella cagata per cui chi nasce povero (ma solo lui! chi nasce ricco ne è già predestinato) il "paradiso" se lo deve "meritare" attraverso ciò che fa durante la vita... detto per inciso, paradossale che proprio uno come me, che, se così fosse, il "paradiso" di un Dio *giusto* se lo è già conquistato ampiamente anche a fronte di qualunque altro comportamento tenga nel corso del resto della vita, deprechi tale concetto così accanitamente eh? Ma io non accetto e non sono capace di valutare le persone "luteranicamente" per *cosa esse fanno*, ma solo "cattolicamente" per *cosa esse sono*, e colgo questa occasione come spunto per appunto spiegarvi che è da questo che ne deriva il mio modo peculiare di giudicare sulla base della caratura personale e non sull'esteriorità dimostrata (e in questo mi giova l'aver sempre avuto molta sensibilità nel cogliere non solo inconsciamente anche i più impercettibili aspetti prossemici, semiotici, e cinesici altrui, ve ne sarete accorti pure voi dato che mi è stata fatta notare anche da altri, tra i quali uno della Digos che una volta mi ha detto che in mia presenza si ha l'impressione di essere "scandagliati"; "introspettivo" mi pare fosse il termine che ha usato per definire il mio modo di osservare le altre persone; lui lo aveva detto come rimprovero, come un intimazione a smettere di farlo, come se fosse una cosa che decido io di fare e quindi potessi anche smettere di farlo...), e il tipo di approccio che ho verso il machiavellismo; difatti anche sulla base di tutto quello che vi ho scritto immagino avrete capito che la caratteristica che più di tutte non sopporto in una persona è il bizantinismo (e mi trovo in casa una che telefona ai maghi della televisione...).

"Non mi importa quali siano le idee politiche, religiose, i pensieri sulla vita, di chi mi trovo davanti, quanto piuttosto il modo in cui questi chiede un bicchiere d'acqua ad un cameriere" (Paul Lafargue, "Il diritto alla pigrizia")

Ma non vorrei che pensaste che io mi comporti bene con finalità di guadagnarmi ricompense in un qualcosa di ultra-terreno che so benissimo non esistere eh. Io non ho bisogno di promesse di ricompense per agire per il bene e di minacce di punizioni per non fare il male. Io faccio ciò che faccio perché è quello che è giusto in quanto tale e basta. E se questo mio senso morale mi nuoce in questa società capovolta, amen, esso è più forte di me. Non so se lo sapete, ma per la mia attività su internet sono anche stato condannato per diffamazione; in quell'occasione l'avvocato mi ha definito uno che "i guai se li va a cercare col lanternino". Ma, ripeto, è più forte di me, non ci riesco a reprimermi nel fare ciò che è giusto, quando ce n'è la necessità si intende, non ne sono certo un fanatico come non lo sono in nient'altro, per cui è inesatto dire che "me li vado a cercare"... mi capitano, non me li vado a cercare. Pensate se ne fossi pure un fanatico quindi... se già senza andare a cercarmeli apposta me ne capitano di tutti i colori, pensate se anche andassi a cercarmeli apposta! Ad "aggredirmi" sono gli altri, non sono io che gli chiedo di farlo!


Mi è sovvenuto che, se ricordo bene, i vostri corsi prevedono un piccolo rimborso di frequenza, per cui vi chiedo scusa di averli definiti gratuiti, è perché li ho assimilati a quelli delle interinali, quelli si totalmente gratuiti.

E' sulla base della definizione che vi ho scritto ieri di cosa intendo con "colpo di stato" che si inserisce il propendere per i radicali nel voto, perché non ha senso in nessun caso (ossia indipendentemente da in quale sistema ci si trovi) votare un partito anti-sistema, sarebbe non solo inutile (perché essi non possono per definizione raccattare più di quell'1% strutturale, dato che nel momento in cui lo superassero ne verrebbero assorbiti ipso facto e diventerebbero invariabilmente pro-sistema o comunque filo-sistema come ad esempio era l'ex Msi col suo 5%) ma proprio controproducente, perché votando un partito anti-sistema che come tale non ha alcuna possibilità di superare l'1% strutturale si fa il gioco del sistema stesso, che ha "jungerianamente" la necessità di quell'1% strutturale di mostri da additare come nemico collettivo (questa cosa la analizza Ernst Junger nel "trattato del ribelle", per questo la definisco "jungeriana"); per cui l'unica possibile modalità d'azione per poter perseguire un fine anti-sistemico è quella di fare in modo che sia tutto il restante 99% dei partiti esistenti ad assorbire nei loro programmi le proposte di modifica del sistema vigente verso uno diverso. Ed è questo ciò che io nel mio piccolo cerco di fare. In un sistema diverso dall'attuale i partiti sarebbero anche i medesimi presenti oggi in questo, non si vede perché no, ma aventi come basi fondamentali ("costituzionali" diciamo) quelle di quel sistema così come oggi hanno quelle di questo, eccetto appunto quell'"jungeriano" 1%, che anche in quel sistema esisterebbe, ma viceversa ridotto in quell'1% vi sarebbe quel 99% le cui basi fondamentali sono quelle dei partiti che oggi sostengono questo. Per cui per chi volesse spingere nel verso di far cambiare sistema non ha senso votare partiti esplicitamente tali, ma può permettersi di scegliere quello che meglio gli aggrada tra tutti gli altri. Dato che secondo me ora come ora il partito tra tutti più potenzialmente ricettivo ad assorbire le proposte contro questo sistema e a favore di uno normale (fondato perciò sul credito sociale come filosofia costituzionale di base) è quello radicale (quelli del Bien difatti è alle filosofie radicali che si rifanno, sinistra liberale quindi), votare quello sarebbe la cosa più proficua tra tutte, se non fosse per il loro recente fanatismo pro-europeista. Ovviamente io non sono contro l'unità europea, ma contro l'unità europea sotto *questo sistema* dato che essa stringe ancor più le briglie ad una possibilità di cambiamento di sistema a livello nazionale. Un Europa unita fascista ben venga, ma anche un mondo unito, se sotto il fascismo.

Tornando alle opinioni di Renzi sul reddito di cittadinanza, interviene a dargli man forte (e non ce ne si può certo stupire...) uno degli ultimi residuati dell'"intellighenzia" culturale di gramsciana strategia, Michele Serra, con queste parole:

“Riuscite a immaginare un mondo nel quale la propria fisionomia individuale e sociale non sia anche il frutto di quello che si è capaci di fare? Io no. Sono cresciuto nel mito del ‘lavoro ben fatto’, dell’operaio Faussone (Primo Levi, ‘La chiave a stella’). (...) Una eventuale società di assistiti, nella quale il ‘lavoro ben fatto’ diventa appannaggio di pochi privilegiati, non sarebbe forse una società di depressi, anche se con la pancia piena?”

Questo significa invertire causa ed effetto, dato che lo scopo del reddito di cittadinanza è riempire pance oggi tenute artificialmente vuote in una società dove GIA' "il ‘lavoro ben fatto’ E' appannaggio di pochi privilegiati" quale è quella di oggi, non "sarebbe" ed "eventuale", poiché tale GIA' LO E', e non che sarebbe il reddito di cittadinanza a creare. Evidentemente, come ammette lui stesso, egli vive ancora negli "anni formidabili" del suo simile Mario Capanna... Quindi, a fronte di una realtà che è nel frattempo progredita, nella quale "la propria fisionomia individuale e sociale non sia anche il frutto di quello che si è capaci di fare" GIA' è castrata senza che sia il reddito di cittadinanza (dato che non c'è) a determinarlo, casomai, gli risponde così l'economista Andrea Fumagalli:

“è vero invece che ci sarebbe maggiore possibilità di esprimere se stessi nella gestione libera e autonoma del proprio tempo. Si tornerebbe al concetto di otium latino, sfruttando il tempo liberato per svolgere attività di proprio gradimento, per partecipare all’attività sociale della comunità di riferimento, per costruire relazioni migliori e magari per brevettare invenzioni significative”

Azzeccatamente come non mai, dato che così come avevo fatto io contrapponendo il termine "lavoro" a quello di "produzione", anche nella lingua latina si distingue nettamente il "labor", che evoca il lavoro penoso ed oppressivo o perfino inutile, e l'"opus", l'attività creativa. Non a caso in latino "laborare" è usato anche nell'accezione di "soffrire". Viceversa la parola "otium" non designa affatto la pigrizia o il fatto di "non fare niente", bensì l'attività superiore orientata verso la creazione, di cui non a caso il commercio rappresenta la negazione: "neg-otium", ossia "negozio", e non so se sapete che nelle culture asiatiche il mestiere di commerciante (mestiere "bizantino" per eccellenza, per intenderci) è socialmente disprezzato in quanto improduttivo. Per cui il termine "ozio" assume sinonimo di "produzione". Io so bene che anche il commercio è necessario eh, però non posso non comprendere la cognizione "asiatica" nel momento in cui io stesso pur ignaro di ciò quando facevo il fruttivendolo mi sentivo inutile, fattore attutito dal fatto che io non stavo al banco a vendere ma ero il garzone che trasportava le merci, cosa che potevo considerare già più utile del mero commerciare verso il quale ho sempre avuto proprio un idiosincrasia a pelle. Io voglio *PRODURRE*, non "lavorare"! Piantare utilmente pali, non portare inutilmente pietre.

Tornando a Serra, viene spontaneo allora chiedersi: l'auspicio della gente della sua risma rimasta ferma ai tempi di Cipputi è quindi "una società nella quale il lavoro è appannaggio di pochi privilegiati, una società di depressi con la pancia... *VUOTA*” quale E' GIA' tale ORA quella nella quale viviamo? Dato che la prima parte della frase non è certo modificabile a proprio piacimento, rimane da poter modificare come ho fatto solo l'ultima parola del suo discorso no? Perché restituire ai legittimi proprietari le canne da pesca che oggi gli sono sottratte basta poco per farlo eh... e non ci si rimetterebbe niente, zero... e invece no, non lo si fa, i "pesci" li volete ancora tutti per voi, per solo lasciarli lì inutilmente a sguazzare poi, non per averne di più voi, ma solo per lasciarne così privo me anche di quella quantità che a voi tanto "non serve" pescare perché non è che potete mangiare 100 pesci al giorno. Come mio papà che internet lo vuole togliere perché "tanto" lui "non" lo usa. Come la chiamate voi questa cosa? Evidentemente è soddisfacente fare i bulli in questo modo, no? La canna non dovete "darmela", dovete RESTITUIRMELA perché restituire una cosa dopo averla sottratta (senza che nemmeno ne abbiate bisogno poi, avendone voi già una la quale vi basta e avanza) non sarebbe un regalo che fareste, ma appunto una *RESTITUZIONE*! Ve lo ripeto: restituire la refurtiva ai derubati NON E' derubare i ladri!
Quando critico il fatto che i ricchi siano "predestinati" la mia non è una critica alla ricchezza e alle persone che la possiedono, ma al solo concetto di "predestinazione". Il pauperismo contrariamente a quanto si tende erroneamente a credere non depreca il possedere ricchezze, ovvero non è la deprecazione della ricchezza propria o altrui ma l'accettazione della propria povertà. Già ve l'ho scritto, a me la ricchezza altrui non toglie nulla, la sua ricchezza non deriva dall'aver sottratto qualcosa a me, è l'impedirmi di sostenermi che mi toglie qualcosa, e quest'azione non la fa qualcuno tramite la sua ricchezza tout court, ma la fa chi mi sottrae I MEZZI per potermi sostenere ("la canna", che a chi me la sottrae non apporta nulla dato che già ne ha una che gli basta e avanza, ripeto), e questo lo fa chiunque, ricco o povero che sia, con la giustificazione della "salvezza attraverso le opere" cui ne consegue l'attuazione di metodi atti ad impedire agli altri di sostenersi da sè. Io non sono un comunista, non ho alcuna invidia di chi possiede ricchezze e delle persone non me ne faccio un opinione sulla sola base dello status finanziario.

Sempre nello stesso stile di Serra, nel quotidiano Il manifesto in un suo articolo contrario al reddito di cittadinanza Laura Pennacchi scrive:

“La motivazione con cui da parte di molti si giustifica il reddito universale è del tipo "tanto il lavoro non c’è e non ci sarà o quello che c’è è di tipo servile”

Perchè, non è forse così? Loro forse vivono in un universo parallelo dove il lavoro c'è, ci potrà essere, e quello che c'è non è servile? Per continuare, sempre nello stesso articolo:

“con questa motivazione, però, il reddito di cittadinanza viene a comportare una sorta di accettazione rassegnata della realtà così come è, quindi una sorta di paradossale sanzione e legittimazione dello status quo”

e qui il paradosso vano è pretendere comprendano che lo fanno loro dato che casomai è proprio il loro mettere i bastoni tra le ruote che va a mantenere lo statu quo CHE E' IL REDDITO DI CITTADINANZA CHE ANDREBBE A SCARDINARE... E ancora:

“per il quale si verrebbe a essere esentati dal rivendicare trasformazioni più profonde”

trasformazioni che tutti sappiamo quali siano dal loro punto di vista, l'aumento dell'intervento dello stato e l'ingigantimento normativo con altre leggi farraginose e liberticide, cosa che certo non manterrebbe lo statu quo, no, andrebbe A PEGGIORARLO... ad affidare la soluzione di un problema a chi quel problema l'ha creato cosa ci si aspetta ne esca fuori? Ricordate quello che ho scritto ieri sul lamentarsi per la fame? Eccoli quelli che vanno in Africa durante una carestia a dirgli che non li si può sfamare perchè altrimenti smetterebbero di lamentarsi per la fame. E ancora, sempre la Pennacchi:

“e l’operatore pubblico si vedrebbe giustificato nella sua crescente deresponsabilizzazione (perché per qualunque amministratore è più facile dare un trasferimento monetario che cimentarsi fino in fondo con la manutenzione, la ricostruzione, l’alimentazione di un tessuto sociale vasto, articolato, strutturato)”

Giustificato???? Gli sarebbe tolto il gustoso boccone di bocca casomai! Almeno ammettono involontariamente che il reddito di cittadinanza E' PIU' FACILE rispetto alle intricate pastoie burocratiche liberticide fonti di sprechi e corruzione (il citato "boccone") che fanno dei loro amati boiardi statali i peggiori avversari del reddito di cittadinanza. Per finire con le solite tipiche farneticazioni marxiane alla Fusaro "accumulazione e della produzione del sistema economico capitalistico nella sua distruttiva versione neoliberista" e "considerazione delle diseguaglianze come problema solo distributivo e redistributivo" dalla cui assenza DA PARTE LORO di comprensione ne deriva la loro ostilità, dato che così è, ed è proprio dalla mancanza di comprensione del fatto che il problema è proprio SOLO distributivo che deriva il loro arrabattarsi a cercare soluzioni ad una causa già evidente e che loro perfino negano quando, ripeto, già 100 anni fa era stata da qualcuno compresa! Il primo passo per risolvere un problema è perlomeno essere consapevoli di quale sia il problema... come si può pretendere di risolvere un problema senza nemmeno sapere da cosa sia determinato? Ed ancor peggio intestardirsi a negarlo quando già si sa qual'è poichè gli viene mostrato da altri... e le loro soluzioni basate su cause inesistenti le abbiamo viste a cosa hanno portato. Continuiamo ad affidare le soluzioni dei problemi a chi quei problemi li ha creati dai! Tanto peggio, tanto meglio. Proprio ieri ho commentato un link pubblicitario di un agenzia immobiliare dove elencavano le ragioni per le quali oggi è difficile vendere una casa... c'era una pletora di puerili auto-giustificazioni, e mancava la vera causa ossia l'ignoranza da parte loro della legge domanda-offerta, cosa che io gli ho puntualizzato. Ovviamente l'ho fatto polemicamente in relazione al loro accampare puerilmente scuse insussistenti per giustificarsi, so bene che la causa all'origine è, come in tutti i casi nei quali la legge domanda-offerta è stravolta, il cuneo fiscale. Vi ho già detto che la soluzione alle distorsioni del mercato immobiliare è l'abolizione anche in quel caso delle imposte in percentuale sostituendole con quelle fisse (in quel caso a Mq), e ovviamente di ogni "cuneo" sui passaggi di proprietà. Se ad un problema si imputano cause che sono quantomeno irrilevanti e si omette del tutto quella vera, come si potrà pretendere e aspettarsi di risolverlo????

Le loro "soluzioni", tipo "il lavoro garantito", che è un pò come garantire un cavallo a tutti per contrastare l'introduzione delle automobili... loro però non girano a cavallo eh? Sempre "gli altri". Si vuole forse regredire per garantire "lavoro" a tutti? Il luddismo causerebbe il contrario dell'impostazione dell'economia al servizio dell'uomo: se usando l'automazione puoi produrre la stessa quantità di beni e servizi, impiegando meno risorse, ostinarsi a continuare a usare gli esseri umani equivale a fare un danno, al pianeta e agli uomini nonché al buon senso. Che senso ha costringere ad impiegare il proprio tempo in attività che peggiorano la qualità di un servizio che sarebbe svolto in modo più efficiente da una macchina? Secondo la loro logica, allora perchè non propongono pure che le merci siano trasportate a spalla da milioni di camminatori anzichè da camion e treni? O le miniere svuotate dall'acqua coi secchi anzichè dalle pompe elettriche? Perché si deve fare apposta più fatica quando se ne può fare di meno? Per come ragionano sono portati a pensare che si ha diritto ad un esistenza solo se si lavora quando invece l'uomo in quanto tale dovrebbe avere diritto all'esistenza più degna possibile a prescindere da cosa fa. E se questa POSSIBILITA' c'è, perchè non approfittarne? Se non ci fosse, ovvio, non si può cavare sangue da un muro, ma dato che c'è... quindi se i soldi ci sono per il loro neo-luddista lavoro "garantito", ci sono pure per il reddito di cittadinanza. Che senso ha far "scavare buche per poi riempirle"? Solo per sprecare inutilmente ulteriori risorse? Creare lavoro fittizio costa e quindi riduce la cifra destinata al suo stesso pagamento. E solo per spregio verso le persone si vorrebbe annullare l'efficacia del reddito di base imponendo qualcosa in cambio? Perché altri motivi non se ne vedono: è solo un puro dispetto. Non sarebbe meglio dare un taglio alla messa in scena e retribuire direttamente il denaro senza sprechi e dispetti? Perché dover sempre andare da un estremo all'altro? Di lavori di pubblica utilità ce ne possono essere pure di utili, non solo "scavare buche per poi riempirle". Il "lavoro di cittadinanza" non è mica incompatibile con una base integrativa incondizionata, possono benissimo coesistere le due cose assieme eh. Già ve l'avevo detto (la creazione fittizia di lavori, ma c'è modo e modo però). Il reddito di cittadinanza deve essere una base, un integrazione, non un sostituto del salario, per questo i 780 euro dei 5 stelle sono esageratamente troppi. Il punto non è come, ma che venga fatto, sia esso senza alcun ritorno in termini di scambio sia inteso come compenso per una qualsiasi prestazione, anche inventata di sana pianta dalle istituzioni. Per cui io non critico il concetto di "lavoro di cittadinanza" proposto dalla sinistra, ma il fatto che questo da solo non può comportare gli effetti positivi di un reddito di base incondizionato, per cui se ne vanifica il senso stesso della cosa... ma perchè secondo loro manicheamente una cosa esclude l'altra???? Chi ha mai detto che non possa essere fatto ANCHE come dicono loro? Certo che si può! I disoccupati li si può "impiegare in compiti di utilità sociale ecc ecc" e cosa esclude di corrispondere contemporaneamente anche una base reddituale incondizionata? Non c'è niente ad escluderlo, non sono due cose contrastanti, anzi sarebbe proprio la base reddituale costituita dal reddito incondizionato universale a rendere possibile (rendendo meno onerosi in proporzione al reddito complessivo i costi di opportunità del lavoro sottopagato) il lavoro sociale (la cui caratteristica è essere sotto-compensato proprio in quanto superfluo) come integrazione del reddito base. Il reddito di base non va considerato "una carità" in quanto in realtà è solo una prima parte di un processo molto più grande e strategico che ha come obiettivo anche la piena occupazione tramite l'abbassamento del costo del lavoro. E' l'UNICO modo possibile per poterlo fare. Il reddito di base sarà inevitabile, è il progresso ed è ora che lo si sta frenando. Dopotutto viviamo in un paese la cui costituzione usa vagamente il termine lavoro senza dargli un significato preciso e il cui popolo lo ritiene non solo un diritto ma perfino un dovere e da un lato auspica e dall'altro paventa che debba essere impiegata ricchezza per "crearlo" anzichè esserne esso mezzo di "creazione" della stessa. Tralasciando poi le solite stupidaggini sulla dignità e la carità, che oggi sarebbe anche ora di finirla con questa mistificazione che capovolge l'oggettività. Ciò che dà dignità all'essere umano non è il lavoro, altrimenti i più degni sarebbero gli schiavi. Ciò che dà dignità è la libertà. Libertà di dedicare il proprio tempo a ciò che si ama, non a ciò che qualcuno decide dobbiamo fare in cambio del poter vivere. Se ricevere un reddito senza doverlo barattare col proprio tempo fosse poco dignitoso, chi vive di rendita volendo mantenere la dignità o rinuncerebbe alla rendita o si metterebbe a spazzare le strade gratis. Invece in fondo è il desiderio di chiunque quello di poter avere una rendita per potersi liberare dall'obbligo di lavorare. Qualcuno spazzerebbe le strade gratis, qualcuno no, liberi di scegliere. Oggi il progresso ha reso ampiamente possibile questo nuovo paradigma. Purtroppo siamo circondati da una massa di luddisti avidi e rancorosi.

Ho trovato un altra frase di Mussolini simile a quella che vi ho messo ieri:
"Il fascismo ristabilisce nel mondo contemporaneo gli equilibri necessari, ivi compreso quello fra uomo e macchina: questa può soggiogare l'individuo, ma sarà piegata dallo Stato, il quale la ricondurrà al servizio dell'uomo e della collettività come strumento di liberazione, non come accumulatrice di miserie"


Con la mia approvazione della proposta della sinistra di "lavoro di cittadinanza" (che equivale al creare lavori fittizi che già vi avevo scritto) non mi riferisco con essa come solo rivolta alle categorie che necessitano tutele, ma a tutti. Non è giusto pensare che l'uomo abbia valore solo finchè lavora. L'essere umano ha valore in quanto uomo. Il pensiero troglodita dominante porta a pensare l'essere umano come oggetto e non come soggetto. Parlano di giustizia e diritti, ma non si rendono conto dell'ipocrisia insita nell'usare queste parole in un discorso in cui si vuole negare il sostentamento di base alle persone? Un sostentamento potenzialmente ESISTENTE che OGGI è sprecato, non che dovrebbe essere creato apposta o tolto ad altri! E' oggi che è impedito di crearlo, non capovolgiamo i concetti! Non voglio dire che questa proposta sia contraria ai principi di efficienza, ma la base per ottenerli è e resta il reddito di base prima di tutto il resto! Il "lavoro di cittadinanza" proposto dalla sinistra può andar bene come suo complemento, ma non fine a sè stesso! Solo così si può "stimolare" (davanti a questi termini mi chiedo sempre cosa intendano quelli con queste parole...) la domanda di lavoro! Ma se "non ho niente da farti fare", perché "dovrei assumerti?" A fare cosa??? "Il denaro c'è" ti dicono, ok, certo che c'è il denaro: tu lavoreresti per 300 o anche 200 euro al mese? Questo è il denaro che c'è, oggi, in cambio di ulteriore lavoro, se per quello oggi ritenuto invece necessario sono 400! Che come già detto, si esplica in una frase ironica diffusa sul web: "c'è tantissimo lavoro in Italia. Il problema sono quelli che pretendono uno stipendio in cambio". Quindi il "lavoro di cittadinanza" potrebbe anche avere un senso, ma dovrebbe essere solo supplementare al reddito di cittadinanza con destinazione chi avrebbe quello appunto di cittadinanza come unico reddito; di certo non nel senso inteso da gentaglia tipo Renzi cioè l'obbligo di "lavorare" (nel senso inteso da loro, scavare buche per riempirle o portare pietre su un argine) per ottenere l'intero reddito minimo vitale pur della stessa cifra di quello di cittadinanza o poco più (perché poi questo intendono eh, mica il complesso degli ipotetici due). Con il reddito di cittadinanza si rivendica la dignità, non assistenza, non una rendita, non una carità filantropica. Il reddito di cittadinanza sostenuto ed affermato da quelli tipo il Bien come diritto di esistenza, o diritto alla sussistenza, "il diritto a non essere costretti a vivere in povertà", come lo definiscono loro. Il diritto alla sussistenza: un diritto che definiscono *IL* diritto fondamentale, alla base di ogni altro diritto in quanto senza la sua previa soddisfazione è impossibile usufruire degli altri diritti garantiti dall’ordinamento, per questo loro definiscono il reddito di cittadinanza come la base stessa su cui dovrebbe poggiarsi una società per potersi definire normale, semplicemente normale, non "eccezionale". E' oggi *questa* società ad essere SUB-normale! La dignità come reddito che può essere il risultato di un lavoro, ok, ma la dignità va difesa e garantita anche quando un "lavoro" non c'è. E quello c'è sempre meno, oggi. Per non perdere la rotta è necessario attenersi ai fatti, ma secondo la sinistra il reddito di base sarebbe il cavallo di troia ideato dall'oligarchia internazionale per costringerci ad accettare retribuzioni sempre più basse. Ma la porzione di PIL in quota lavoro è DA SEMPRE in calo costante (*progresso* si chiama), il fatto che ci se ne sia accorti solo oggi non vuol dire che *inizi* oggi! Quindi le retribuzioni sono già più basse di quanto potrebbero essere secondo legge di Say, effetto reddito, e simili, e non certo a causa del reddito di cittadinanza che non esiste, e neanche a causa dell'"oligarchia internazionale", ma a causa delle perdite secche costituite dalle imposte che è proprio la sinistra a volere, non l'"oligarchia internazionale"! La sola differenza è che non c'è un reddito di cittadinanza ad integrare la cifra già oggi mancante. Affidiamo la soluzione a chi il problema l'ha creato allora? L'"oligarchia internazionale" *NON* ha bisogno del reddito di base per ridurre gli stipendi e tagliare "diritti", le è stato sufficiente attendere che il grande disaccoppiamento e l'immigrazione abbiano dato un ulteriore colpo di grazia, ma lo sta già facendo oggi e da sempre, non è una prospettiva futura come la intendono quelli che vorrebbero negare il cibo agli affamati perché altrimenti smetterebbero di lamentarsi della fame! Per quanto riguarda invece la coercizione ad accettare qualsiasi proposta di lavoro è l'assenza di reddito l'arma di ricatto più forte (il così detto ricatto salariale). Ma poi chi è sta "oligarchia internazionale"???? Poi il complottista sarei io??? Certo, ben venga sta "oligarchia internazionale" se mi sfama! No, secondo loro dovrei rimanere affamato per aver così l'impulso a lamentarmene, perchè??? Il problema è la fame, non l'"oligarchia internazionale"! Mi ci "costringa" pure ad "accettare retribuzioni sempre più basse" se mi retribuisce incondizionatamente il rimanente necessario!!! Le accetterei molto volentieri le "retribuzioni basse" se avessi una base reddituale incondizionata a rimpinguarle fino al raggiungimento delle necessità (la "soglia di povertà" grillina del narcisistico "chi rimane indietro")! Oggi ho zero, oggi, già oggi, non "in prospettiva"!!! Oggi ho motivo di lamentarmene, questo è *IL* problema, l'unico problema, e nel momento in cui *IL* problema viene meno, perchè secondo loro dovrei aver interesse a continuare a lamentarmi??? Ripeto che sarei orgoglioso di essere il "pretoriano" di un sistema che risolvesse i problemi che *OGGI* mi fanno lamentare! Una volta venuti meno i problemi, che senso avrebbe continuare a lamentarsi??? Per hobby? Evidentemente per loro è così, per me no. Ne consegue che secondo loro il reddito di base sarebbe superfluo a conseguire il primo scopo e controproducente per il secondo... certo, la riduzione del costo del lavoro sarebbe negativa, bella cognizione ne hanno della matematica... ma in linea col loro vedere "i padroni" come nemici da contrastare. A differenza loro, non bisogna sottovalutare o denigrare l'impatto sulla tratta degli schiavi dell'introduzione di una base reddituale inalienabile. Il diritto al reddito restituirebbe ai cittadini la facoltà di dire NO. No al ricatto, no allo sfruttamento, no alla logica ottusa social-democratica che come i polli di Renzo affida il destino delle persone ad un inutile scontro fratricida tra capitale e lavoro o tra la forza-lavoro stessa. Non possiamo più contare solo sul lavoro per riscuotere ciò che ci spetta in quanto membri di una specie che ha saputo moltiplicare la ricchezza con sempre minori costi mediante il progresso del quale ne siamo autori tutti e nessuno. Un reddito di cittadinanza innanzitutto responsabilizza ("empowerment" mi pare si usi dire in inglese) l'individuo ad un inserimento-reinserimento in società ("contratto sociale"), ad essere produttivo per la società, e non a fare l'opposto come presumono i pasciuti parassiti credendo tutti siano come loro! Un individuo in stato di povertà tutto vuole fare eccetto che il parassita o non lavorare. I parassiti sono proprio gli oppositori al reddito di cittadinanza, e più parassiti sono e più furentemente ci si scagliano contro. Non mi stancherò mai di ripeterlo, chiamiamo le cose col loro nome: restituire la refurtiva ai derubati *NON E'* derubare i ladri!!! E l'obiezione al reddito di cittadinanza avviene da parte degli odierni ladri che si oppongono alla restituzione del loro bottino, o meglio, di quello che loro ritengono essere tale ma in realtà non è, perché quando si ha già una canna da pesca che per sè stessi basta e avanza, il sottrarla ad un altro soggetto lasciandolo del tutto privo, a chi la sottrae non apporta un bel nulla. Tutti i loro posti di lavoro inutili o che non dovrebbero essere pagati (quelli si!), come li chiamate? Non sono già di per sé (dal vostro punto di vista) redditi di cittadinanza? Con la differenza che essendo iniqui e fuori misura (e quindi sono sussidi, non appunto redditi di cittadinanza) comportano sprechi ed altri effetti negativi, che un reddito di cittadinanza effettivo non comporterebbe. Casomai chi fa un lavoro inutile è mille volte più parassita di chi non fa nulla, poiché quest'ultimo almeno non spreca risorse e non incide sui poteri d'acquisto altrui. E non fatemi elencare i lavori inutili perchè sennò ne abbiamo una lista che non finisce più.

"Una delle caratteristiche dell’era economica secondo i suoi aspetti più squallidi e plebei è appunto questa specie di autosadismo, che consiste nel glorificare il lavoro come valore etico e dovere essenziale, e nel concepire sotto specie di lavoro qualsiasi forma di attività" (Julius Evola, "Gli uomini e le rovine")

Ma secondo quale logica un reddito minimo sarebbe antitetico al lavoro? Forse per loro, gli avversari del reddito di cittadinanza, nel loro caso lo sarebbe. Al contrario, è perfettamente complementare. Mentre invece esiste una notevole resistenza da parte degli osservatori più tradizionalisti ("neo-luddisti") a prefigurare automazione e reddito di base come elementi complementari, eppure non c'è niente di più errato del considerare il reddito di cittadinanza come una passività, anziché un meccanismo capace di rendere un economia tecnologica capace di autoalimentarsi. In sostanza, è proprio anche il fatto che il lavoro "paga poco" a dare un senso al reddito di cittadinanza ed a renderlo possibile! Quelli secondo i quali è "contraddittorio voler restringere la sfera produttiva attraverso un reddito di cittadinanza, mentre questo reddito sarebbe prelevato su quest'ultima"... *voler* restringere "la sfera produttiva"???? E qui torniamo al discorso su Serra: la "sfera produttiva" rimane quella che è già ora! No "voler". GIA' ORA lo è! Contraddittorio casomai è il voler esprimere opinioni su una cosa senza nemmeno premurarsi di andare a capirne i meccanismi! E poi tocca leggere gente ostile al reddito di cittadinanza per cagate tipo che "il lavoro resta oggi un vettore essenziale di integrazione sociale" (evidentemente ciò che vale per loro deve valere per tutti, no?). Obiezione simile a quest'altra: "poiché la distribuzione del reddito di cittadinanza è garantita dallo Stato, il cui bilancio dipende in parte dai profitti delle imprese, se questi profitti calano, non si rischia di non garantire più il reddito?". Oppure "a lungo andare, un tale reddito minaccia il suo stesso sistema di finanziamento". Obiezione sensata, certo, da parte di gente che continua imperterrita a sostenere il paradosso che il reddito di cittadinanza debba essere finalizzato "all'aumento dei salari" ovvero del costo del lavoro anzichè come buon senso logico vuole alla sua RIDUZIONE! Dato che le cifre nominali per il reddito di cittadinanza arrivano in termini reali, oltrechè dalla riduzione della spesa pubblica (riduzione di 2/3 rispetto ad oggi, vi ho già detto di aver calcolato) e quindi delle imposte, dalla riduzione del costo del lavoro, la questione non si pone, e porla significa non aver capito niente del reddito di cittadinanza. Ed alla solita obiezione su "dove saranno reperiti i soldi di cui lo Stato ha bisogno per compensare gli stipendi bassi dei futuri lavoratori?", dando per scontato che la risposta sia "tassando ulteriormente le aziende", io non voglio fare l'avvocato del diavolo (e comunque io critico le modalità di calcolo delle imposte cioè sui redditi, non le imposte in sè, tantomeno la loro entità), ma, anche se così fosse (e non lo è, ma è l'esatto opposto), queste "ulteriori tasse" si compenserebbero sui maggiori utili derivati dalla diminuzione del costo del lavoro anche in relazione all'aumento dell'automazione. Sarebbe comunque tutto grasso che cola anche fosse tutto limitato a ciò. Ovviamente con tutte le relative modifiche che esso sia apporterebbe spontaneamente sia che sarebbe possibile attuare in sua conseguenza. I prezzi rimarrebbero generalmente gli stessi, perché il potere d'acquisto aggiunto dal reddito di cittadinanza si sostituirebbe automaticamente a quello oggi aggiunto agli attuali salari e dalle attuali imposte. Però questa cifra non sarebbe più fissata secondo parametri pianificati (suscettibili di iniquità), ma verrebbe ad essere spontaneamente ripartita su quella perfetta per ogni prodotto ed ogni reddito reale, e quantificata sulla spesa pubblica perfetta, eliminando automaticamente la possibilità stessa di deficit pubblico nominale e quindi di necessità di ricorso al debito da parte dello Stato (che avrebbe altri scopi, quelli che realmente ha sempre avuto, non quelli nominali come si crede). Si andrebbe ad incidere in maniera MIRATA sui redditi (e quindi sui poteri d'acquisto) con lo scopo di equilibrarli, cosa che è possibile fare solo con imposte fisse. Difatti uno dei principali risvolti impliciti del credito sociale è che questo sistema permette di sostituire la tassazione diretta progressiva ad aliquote su scaglioni di reddito e scaricarla soprattutto sulle spese effettive, ragion per cui chi più consuma più sentirà il peso fiscale, mentre chi risparmia (ovvero investe) lo sentirà meno, a prescindere da quanto guadagni o possegga. Colpisce quindi l’edonismo consumista della "favola delle api" ma rispetta una reale meritocrazia produttiva, e soprattutto elimina il disincentivo all’aumento di produttività causato dal rendimento decrescente tipico della fiscalità reddituale a scaglioni e delle accise sui singoli esemplari di un bene.
Ragionare in termini di situazione attuale inserendovi il reddito di cittadinanza come se tutto il resto poi rimanesse uguale è quindi segno di poca lungimiranza o di disonestà. Se ponessero obiezioni fondate avendo capito cos'è, le si potrebbe anche analizzare, ma considerare obiezioni che derivano dall'aver capito fischi per fiaschi non è possibile nè accettabile. Se la riduzione della spesa pubblica sarebbe di 2/3, quella dell'entità delle imposte, e solo fisse (non più sui redditi), sarebbe almeno di 9/10 grazie alla fiscalità monetaria. Vi ribadisco che io non sono assolutamente uno di quei cretinoidi che considerano il canone rai, bollo auto, ici come la causa di tutti i mali del mondo e il cui ritornello è "le tasse sono un furto"... io a differenza di quei dementi che credono che se le imposte fossero abolite la relativa cifra come potere d'acquisto rimarrebbe a loro disposizione, so benissimo che invece quella relativa cifra nominale che si paga in imposte NON è *propria* perché se le imposte non ci fossero quella parte semplicemente *non l'avrebbero ottenuta* ma avrebbero ottenuto ("equilibrio economico generale") solamente la medesima parte netta che oggi si possono trattenere dal lordo, ergo chi paga le imposte agisce in realtà solo come sostituto d'imposta ovvero NON PAGA PROPRIO UN BEL NULLA in più che l'ultimo dei senzatetto! Per cui dovrebbe starsene solo zitto lui che almeno può trattenersi un netto che ad altri manca pure quello del tutto pur pagando REALMENTE (tramite le proprie spese, realmente le imposte si pagano SOLO tramite i consumi sui quali viene fatto ricadere l'intero peso) la loro medesima cifra di imposte (all'incirca 8.000 euro all'anno ossia la spesa pubblica suddivisa per 57 milioni di soggetti)! Quindi la cifra che una persona paga di imposte sono soldi che non sono suoi, poiché l'introito come sostituto è stato preso da questa fonte; senza le imposte non sarebbero soldi che si sarebbe trattenuto, ma soldi che non avrebbe avuto. Questo vale sia con le imposte dirette, indirette, progressive, proporzionali, fisse, con la differenza che l'utopica (se non proprio paradossale) pretesa di equità delle imposte progressive a scaglioni sul reddito incentiva ad auto-ridurre il proprio reddito e quindi la produttività e quindi la produzione, mentre quelle indirette e quelle fisse non possono avere alcuna influenza sulla produzione, quelle indirette solo sugli scambi, quelle fisse neanche su questi. Se l'imprenditore può fare quello che può fare e ne ricava ricchezza, è grazie alla possibilità che la società composta di TUTTI noi gli dà (per fare il paragone, in una società comunista gli verrebbe impedito), e gliela dà grazie a ciò che la sua ricchezza permette di ottenere in virtù del suo partecipare alle spese necessarie a far si che appunto egli possa produrre quella ricchezza. Nel momento in cui tutti pagano uguale quota di partecipazione alla società che permette a quella ricchezza di essere prodotta, se qualcuno se ne trattiene indebitamente o anche solo iniquamente seppur lecitamente una parte, quella è a tutti gli effetti (poiché *realmente*) una sottrazione indebita di qualcosa che non gli spetta, che ha prodotto lui certamente ma solo grazie alla possibilità di farlo garantitagli dalla società in questione, altrimenti non disporrebbe non solo di quella ma nemmeno della sua (e questa si *sua*) giusta rendita. Quindi la quota che si paga in tasse NON E' di propria proprietà, viceversa è il trattenerla immoralmente ad essere una sottrazione indebita poiché *reale*. Se egli non dovesse pagarla nominalmente in imposte la cifra corrispondente, semplicemente non l'avrebbe proprio ottenuta in origine, mica se la sarebbe trattenuta (come ci si trattiene qualcosa di inesistente?), si chiama "equilibrio economico generale". E' quindi sbagliato scagliarsi contro le imposte in sé, perché i soldi che nominalmente paghi in imposte sono soldi che NON SONO TUOI; è giusto piuttosto scagliarsi contro L'INIQUITÀ' delle imposte (iniquità oggi causata dalla loro progressività percentuale sui redditi) ovvero solo sulla parte che paghi in più o in meno rispetto a quanto E' TUO (ed ironico è che spesso a lamentarsi delle tasse odierne sia proprio chi trattiene legalmente ciò che non è suo proprio grazie al sistema fiscale che critica...). La logica è la medesima per cui il costo attuale dell'energia è quello giusto ed una sua variazione ceteris paribus sarebbe catastrofica (ma questo è un discorso troppo lungo, ricordate quello riguardo il prezzo della benzina? ecco). Non lo sapevate questo? Le imposte sono *neutre*, non esiste qualcuno che non le paga, le pagano uniformemente tutti, chi non ha reddito non paga nominalmente nessun euro, ma come tutti i 57 milioni di italiani paga realmente la suddivisione di spesa pubblica, per cui le imposte incidono per mediamente circa 8.000 euro sul potere d'acquisto di OGNUNO nessuno escluso e barboni compresi. Io, così come anche voi, ma io con reddito nominalmente zero, sto pagando in teoria realmente circa 8.000 euro annui di imposte, tanti quanti Agnelli o Berlusconi, per cui realmente ho reddito 8.000 che mi vengono totalmente sottratti e che pago realmente tramite i miei consumi (attualmente coperti dai miei genitori). Voi idem, ma voi avete anche un reddito positivo (per cui possiamo chiamare il mio "negativo"). La cifra (8.000) varia in più o in meno SOLO in relazione ai propri consumi, non ai propri redditi, quindi grossomodo possiamo dire che più esattamente io pago in realtà circa 5.000 mentre un benestante paga 10-15.000, REALMENTE. Anzi in realtà non è nemmeno così, perché IN REALTA' le imposte non le paga NESSUNO, poi arrivo anche a questo, intanto, la tipica frase demenziale spesso usata dai soliti ignoranti qualunquisti come accusa ai disoccupati, "se non paghi le tasse c'è qualcun'altro che le paga per te" è indicativa della loro ignoranza economica (e stupidità in generale) sia della loro "caratura morale" che è perfino inutile commentare rivelandosi regolarmente né più né meno che "dare le perle ai porci". No cari "contribuenti", il senso è l'esatto opposto a quello che voi interpretate capovolgendolo: se nominalmente non pago tasse è perché chi le paga mi sta "rubando" l'intero reddito e quindi imposte non ne posso pagare!!!!! Se c'è qualcuno che moralmente può permettersi di lanciare accuse è proprio il disoccupato a chi un reddito lo ha, e non l'opposto! Che dire di un mondo dove le colpe vengono capovolte e viene criminalizzata la vittima e lodato il disonesto colpevole? Comunque la realtà è questa e ve la ripeto: in ogni caso direttamente o indirettamente TUTTI pagano la stessa identica cifra di tasse, anche chi nominalmente non le paga; se la suddivisione pro capite è 8.000 essa pesa su ognuno per tale cifra, in un modo o in un altro, su chi non li ha pesa nel verso che qualora la sola cifra che avessero è proprio quella allora il loro reddito sarà zero. Ogni cifra in più di reddito sarebbe oltre quella, cioè al netto di quella. Cioè chi oggi ha reddito 0 netto ha in realtà reddito lordo di 8.000. Agnelli non paga milioni di euro di imposte, Agnelli paga milioni di euro solo in termini nominali, ma in termini reali paga in teoria come tutti 8.000 euro (in realtà paga di più solo in quanto consuma di più). Ma come avevo accennato, se poi vogliamo essere ancora più precisi le imposte non le paga nessuno, le imposte non esistono, proprio perché si scaricano su una fonte. Lo scopo REALE (ossia macroeconomico) delle imposte NON E' quello di "farsi dare i soldi da chi li ha" (non siamo nel medioevo col sistema aureo! “Dire che uno Stato non può perseguire i propri scopi per mancanza di denaro è come dire che non si possono costruire strade per mancanza di chilometri”, Ezra Pound), ma di "drenare" (togliere, eliminare, cancellare, annullare) dalla circolazione l'equivalente cifra spesa dall'erario qualunque essa sia, per cui se ne ricava anche che se 250 euro forniti da un soggetto (il quale può essere ad esempio la Caritas o una mensa pubblica) ad un altro sono si tolti al primo per darli al secondo, i medesimi se erogati come base reddituale "dalla collettività" a ciascun suo soggetto *non sono tolti* a "qualcuno" ma sono una mera "partita di giro", che va però a permettere di recuperare l'equivalente controvalore in risorse oggi lasciate inutilizzate dall'assenza di potere d'acquisto nei soggetti che ne sono altrimenti totalmente privi. Ricordate che un deficit REALE non può per definizione esistere? I deficit nominali di bilancio si ripercuotono automaticamente in qualcosa (per cui appunto un deficit REALE non può esistere), tutto sta nel *governare* queste ripercussioni (e fare ciò è il fondamento della fiscalità monetaria), non nell'ostacolarle! Ed in ogni caso bisogna comprendere ed accettare (eresia per gli ottusi ragionierini della botteguccia dei quali Renato Brunetta è oggi il prototipo) che la cosiddetta "spesa pubblica" è una mera PARTITA DI GIRO, non è cioè una *spesa* reale!!! Le tasse del tuo barbiere non è lui a pagarle, sei tu, anzi, nessuno.

La mancanza di comprensione di questi meccanismi spontanei macroeconomici è all'origine delle aberrazioni che si sentono sempre dire sul fisco e quindi su come viene pianificata la sua politica, come fosse una mera questione nominale come se una collettività nazionale fosse una botteguccia da amministrare con una partita doppia. Le ragioni per cui il credito sociale è avversato ve le ho già spiegate. Poi esistono quei sedicenti imprenditorucoli che credono che occuparsi di economia consista in sparare percentuali di aliquote a casaccio o lamentarsi del livello delle tasse e del canone rai e la cui cultura economica è totalmente inesistente (se è questa l'imprenditoria italiana ciò mi fa capire molte cose) che vorrebbero abolire tutto il settore pubblico e le leggi sul lavoro ma senza alcuna compensazione, e che criticano il reddito di cittadinanza in quanto peso fiscale, quando invece anche ammettendo venisse applicato senza fiscalità monetaria esso ridurrebbe le spese delle imprese nel costo del lavoro di una cifra mediamente equivalente a quella del reddito di cittadinanza ovvero l'aumento di imposte verrebbe ammortato dalla riduzione del costo del lavoro e quindi l'aumento del peso fiscale verrebbe quantomeno compensato alle imprese dalla derivante diminuzione del costo del lavoro (spero il discorso non sia troppo complicato da comprendere, mettiamolo così: un azienda spenderebbe in media 100 euro in più di tasse, ma 100 in meno di salari, è chiaro così?), con una fondamentale differenza che andrebbe perfino a rendere non solo più equo il fisco ma addirittura raggiungendo la perfezione dell'equità, che dovreste poter capire da soli: le aziende con molti dipendenti e poco reddito (le industrie classiche ad esempio) ne avrebbero un minor peso, mentre quelle con pochi dipendenti ed alto reddito (tipo le start-up) avrebbero finalmente una fiscalizzazione più equa ovvero proporzionalmente maggiore rispetto ad oggi. E' proprio grazie a questa razionale omogeneizzazione dei poteri d’acquisto che sarebbe possibile eliminare i sistemi sociali pubblici quali quelli sanitari e scolastici ad esempio, che verrebbero anch'essi privatizzati. Ma la questione nemmeno si porrebbe dato che esso dovrebbe essere complementare alla fiscalità monetaria che le imposte permetterebbe di abolirle proprio del tutto (magari agli imprenditorucoli roderebbe il non potersene più lamentare e non poterle più evadere?). Così si è tra l'incudine e il martello di quelli che da una parte dicono che la spesa (che tale non è) è troppa, e dall'altro quelli che dicono che 250-300 euro sono troppo pochi... paragonandolo con il sussidio dei 5 stelle. Preferite continuare a pagare imposte in più di quanto si potrebbe fare se invece si introducesse il credito sociale? Quello dei 5 stelle non è un reddito di cittadinanza per cui non si può fare paragoni con quello che invece di far ridurre le tasse sarebbe all'opposto solo un aumento netto, cosa che comunque sarebbe deleteria solo in relazione alla modalità, non alla cifra: il livello di imposizione fiscale non è quello che è perché l'ha deciso arbitrariamente a tavolino un orco cattivo per far dispetto ai contribuenti, ma perché quelli sono i soldi che servono! Che senso ha che qualcuno stabilisca così a casaccio percentuali tipo "15%" come fa Salvini???? Non è una cosa buona o cattiva, è una cosa semplicemente priva di alcun senso! Non riescono proprio a vedere al di là del concetto di percentuale, tanto che regolarmente chiedono "quanto?"... la cui risposta rigorosamente polemica non può essere altro che "ma quanto cosa????"... nell'imposizione fissa non esiste un "quanto" tantomeno percentuale come lo intendono questi! Che risposta si può dare a chi chiede "quanto?" aspettandosi come risposta una percentuale sparata a casaccio? Il quanto è: quanto serve alle spese pubbliche! Se esse sono 500.000.000.000, la cifra da incamerare (ossia da togliere dalla circolazione) è questa! E la ripartizione pro capite dipende dai parametri tesi a renderla equa ed efficiente, non esiste un solo "quanto"! Che risposta si può dare a chi chiede "quanto?"? E credete che anche una volta abbiano compreso, le critiche assurde finiscano lì? Si magari! La stupidità delle persone nell'accanirsi andando a spulciare critiche surreali a fronte dell'incapacità di comprendere l'ovvio mi è sempre stata un mistero... in questo caso quella sul fatto che i soldi per il reddito di cittadinanza sarebbero "tolti" ai contribuenti (e ovviamente il fatto che la cifra complessiva conseguente sia anche minore rispetto ad oggi non ha alcuna rilevanza per loro, ovvio no?), inutile rispondere che i soldi non hanno il nome stampato, e chiedergli il motivo per cui invece per loro la stessa cosa non valga anche oggi: io non ho mai percorso la statale 131, eppure non mi sogno di lamentarmi che le mie tasse paghino la manutenzione anche di quella strada (che è in pratica lo stesso ragionamento che fanno loro riguardo al reddito di cittadinanza, se non l'aveste capito), e non ho mai sentito nessuno lamentarsene. I soldi non hanno il proprio nome scritto sopra. Quindi a loro non interessa tanto pagare 9/10 in meno di tasse, ma sono disposti a pagarne di più a patto che non vadano spese come reddito di cittadinanza! Come se sui soldi ci fosse scritto materialmente il loro nome, capite? Dopotutto sono le stesse persone che non fanno alcuna obiezione alle migliaia di euro di ingiuste imposte sui redditi, ma fanno il diavolo a quattro per una tassa giusta della cifra irrisoria di 100 euro (canone Rai)...

Ora, alla luce di quanto vi ho scritto, fate conto che uno dei capisaldi dei sostenitori dell'attuale sistema fiscale è che le imposte dirette non si trasferiscono, ovvero rimangono a carico di chi è obbligato a pagarle e quindi non provocano una variazione dei prezzi dei prodotti o dei fattori, ovvero non vi è divario fra prezzi netti per il produttore e prezzi pagati dal consumatore... bene, a parte che è chiaramente falso poiché su una fonte il tributo dovrà pur ricadere (a meno che il soggetto passivo stampi soldi in proprio, anzi nemmeno in questo caso poiché ricadrebbe indirettamente sulla collettività), per qualche astruso motivo loro interpretano questa (inesistente) conseguenza come una cosa buona quando invece la logica stessa direbbe l'esatto opposto (se fosse vera, si intende): un apoteosi di inefficienza ed iniquità dato che, se come dicono nell'altra loro obiezione che esse hanno un maggior effetto ridistributivo (anche questo falso), per gli stessi motivi a monte di ciò ne deriva pure una disincentivazione alla produzione ed una suddivisione iniqua! Magari la redistribuzione è meglio farla in altro modo, un modo equo e che non disincentivi la produzione e la libera iniziativa, ma vano è pretendere che ci arrivino a comprenderlo. Altra tipica giustificazione folle delle imposte dirette: "assicurano una continuità del gettito e sono economiche da riscuotere, rispetto a quelle indirette"... ora, nessuno è mai riuscito a spiegarmi tale asserzione... io ne ho chiesto spiegazione a cani e porci, e mai nessuno è stato in grado di darmela... dato che sulla base delle differenze tra le due anche con tutta la buona volontà non riesco proprio a comprendere da quale logica sia possibile dedurre tale differenza: in che modo le imposte dirette assicurano più continuità nel loro prelievo rispetto a quelle indirette??????? E' una cosa surreale, non si capisce nemmeno da quale demenziale logica possa essere mai stata partorita una stupidaggine talmente assurda!!! Quanto ad una presunta economicità della riscossione è perfino paradossale essendo fondate sul concetto di dichiarazione dei redditi che è l'apoteosi del "consumo delle suole"!!!! Economiche per il soggetto attivo non lo sono poiché esso deve attuare un intricato sistema burocratico e repressivo per controllare la veridicità delle dichiarazioni, e nemmeno per quello passivo dovendovi impiegare una marea di risorse (principalmente di tempo, almeno un ora al giorno per i commercianti) o pagare un commercialista per farlo. Entrambe cose che con imposte fisse non sussisterebbero (sarebbe possibile perfino abolire la guardia di finanza, fate voi). Essendo razionalizzate le differenze reddituali (ovvero "tagliati" gli estremi artificiali), verrebbe meno la necessità di tutta la giungla di vari balzelli e di imposte dirette progressive su aliquote a scaglioni basate sul reddito, sostituite da un numero limitato di tipi di tributo, fissi o forfettari secondo precisi parametri, con alla base, quello fondiario, fungendo perciò da notevole incentivo alla produttività, oltreché per eliminare il concetto stesso di "evasione" (elusione) fiscale sul reddito.

L'avversione deriva sempre da quell'ideologia sottostante, cioè del "modus pensandi" degli imprenditori, che credono che i soldi per il reddito di cittadinanza sarebbero presi con le imposte. Ma se lo chiedono con quale denaro verrebbero acquistati i loro prodotti da chi lavoro non ne ha? I soliti burocratisti sostengono che dal momento che la disoccupazione è causata dai robot, essi andrebbero tassati, concetto giusto se non fosse che dal loro punto di vista viene inteso nel senso di tassarli letteralmente... quando invece sarebbe proprio il reddito di cittadinanza in sè a prendere automaticamente la forma di tassa sui robot! Per la medesima logica per cui uno tra gli innumerevoli pregi del reddito di cittadinanza sarebbe quello di assumere implicitamente la forma di una tassa sulla stupidità, dato che chi oggi ne è contrario per coerenza dovrebbe poi evitare di ritirarlo, e quindi egli ne avrebbe un danno della relativa cifra rispetto a tutti gli altri, una vera e propria tassa (questa è una tassa in senso tecnico, essendo il suo "pagamento" volontario e non imposto) sulla stupidità quindi. O dimostrazione di incoerenza nel caso lo ritiri. La scelta per i contrari sarà essere o stupido (e quindi "tassato") o incoerente (se lo ritira). Dato che i robot non lo ricevono, esso assume pure la forma di tassa sui robot. Quindi non significa tassare direttamente "i robot" come i suddetti propongono invariabilmente di fare, cosa macroeconomicamente inutile e controproducente, perché tutte le tasse si scaricano sui consumi a danno (in proporzione al proprio reddito) soprattutto dei poveri (come vi ho appena scritto, io pago, se non proprio 8.000, almeno 5.000 euro annui di imposte, realmente, tramite i consumi sui quali i produttori scaricano come sostituto d'imposta). L'attuale sistema di tassazione infatti è perfino incostituzionale perché opposto all'art. 53 che dice che tutti devono contribuire secondo le proprie capacità, così non è in quanto il milionario per quanto possa consumare non potrà partecipare alla spesa pubblica come fanno tutti gli altri cittadini che spendendo tutto il loro reddito per vivere contribuiscono nella misura del 50-70% del loro reddito grossomodo. E quindi come lo si tassa? Semplicemente dando un reddito incondizionato agli umani! Questo semplice atto equivale a "tassare" realmente l'automazione senza bisogno di tassarla nominalmente (se aumenti il costo di un fattore diminuirà in proporzione quello di tutti gli altri rispetto ad esso)!

Oggi in Italia, dopo la morte di Auriti, i maggiori ideologi del reddito di cittadinanza sono Domenico de Simone, autore del libro che è la "bibbia" stessa del reddito di cittadinanza dal titolo che dovrebbe essere abbastanza eloquente "un milione al mese a tutti subito", e Nicolò Bellia, che all'insieme di norme giuridiche del contrattualismo fondate sul credito sociale (il cui reddito di cittadinanza lui chiama anche "compenso sociale") atte a dare finalmente una legittimità non vaga e non arbitraria ai princìpi del Diritto ha dato nome "antropocrazia". Oltre a loro, il reddito di cittadinanza, interpretato dall'estrema destra come mero COMPLEMENTO alla fiscalità monetaria (il cui connubio è chiamato "credito sociale" come già vi ho scritto), è stato portato avanti implicitamente con essa anche da Teodoro Buontempo che aveva pure presentato in parlamento una proposta di legge quando il movimento 5 stelle nemmeno esisteva. Mentre invece oggi una persona che iniziasse solo ora ad interessarsi al tema del reddito di cittadinanza troverebbe di tutto fuorché accenni ad Auriti, a De Simone, a Bellia, ai partiti del credito sociale, all'estrema destra, cioè a quelli che hanno portato la definizione di reddito di cittadinanza al suo livello più elevato e completo e DA SOLI l'hanno sostenuta fino a prima che saltassero sul carro tutti i parvenu che oggi l'affollano. Perchè ovviamente, regolarmente, tutti gli autori quando trattano dell'"overlapping consensus" si guardano bene dall'inserire nell'elenco il pur minimo riferimento all'estrema destra, come fosse una patata troppo bollente per poter essere toccata. Giusto, che gli eredi diretti della filosofia originaria, che l'hanno sviluppato nella sua forma coerente, e che unici tra tutte le ideologie l'hanno sostenuta politicamente, ne siano ostracizzati dagli ultimi arrivati? Così anch'io con tutto l'impegno che ci ho messo nel corso degli anni scrivendo nei forum, ora me lo ritrovo in testi (anche paro paro con le mie stesse parole!) e video che non fanno il minimo accenno alle sue origini! E ora, leggendo nelle nuove pagine in Wikipedia in inglese, tedesco, francese, liste di nomi e di gruppi politici sostenitori, mai sentiti nominare prima in relazione alle mie ricerche sul reddito di base nel corso degli anni, mi accorgo che evidentemente il fatto che il reddito di cittadinanza fosse un istanza di destra era solo uno stereotipo, un pregiudizio... forse ho vissuto in un mondo parallelo... ah se esistesse la macchina del tempo... per poter fare gli screenshot delle pagine di google coi risultati della ricerca "reddito di cittadinanza" 5 anni fa (la ricerca fatta oggi con impostati parametri temporali non può dare gli stessi risultati poichè i siti vengono aggiornati, modificati, spostati, cancellati, e non tutti i webmaster inseriscono la data di creazione nei tag html interni), assieme ai nomi degli attuali neo-sostenitori, quanti risultati ne sarebbero usciti... Negli ultimi anni sono spuntati come funghi personaggi di tutti i tipi quasi ad attribuirsi retroattivamente la paternità del reddito di cittadinanza... facile così, ora che non è più "politicamente scorretto"! Ma prima dov'erano Guy Standing (quello che vuole contrastare il fascismo applicando il fascismo stesso...) e tutti gli altri del "Basic Income Earth Network" e dei vari partiti "dei pirati" che è oramai impossibile dei sostenitori del reddito di cittadinanza farne un elenco in un unica pagina come invece sarebbe stato possibile fare fino a 5-10 anni fa. Forse avevano paura di essere chiamati "antisemiti"? In tal caso, questa sarebbe la considerazione che hanno della loro amata democrazia? All'improvviso è diventata "un'idea il cui tempo potrebbe essere decisamente giunto"... "I venti stanno gonfiando le vele del reddito di base in questo momento", si legge nelle loro pagine... Facile così. Ma dove sono stati finora? Ormai è diventata la fiera delle banalità il salto su questo carro.

E poi se ne saltano fuori pure i dissidenti di sinistra a dire che "ignorare il dibattito sul reddito di cittadinanza è oggi il grande errore della sinistra"... no, non è un errore, è solo coerenza con la visione politica della sinistra della quale la base di consenso è per antonomasia stessa l'Italia parassitaria, difatti quanto al "Non so, con precisione, che cosa ci sia dietro il rifiuto ideologico dei renziani verso il reddito minimo (condizionato o universale che sia)"... scritto da Alessandro Giglioli in un suo articolo nell'Espresso, io invece lo so eccome, cosa c'è: non è farina del suo sacco, ma del suo burattinaio De Benedetti, il gauleiter italiano di George Soros, come incarnazione della filosofia nordista il nemico numero 1 del reddito di cittadinanza. Della quale il "compromesso storico" tra i comunisti ed i peggiori democristiani è sempre stato il pallino non solo dai tempi di Moro e La Malfa (pochi oggi sanno che era quest'ultimo il vero regista del compromesso storico, non Moro), a suo tempo (1994) sventato solo dal tempestivo intervento di Silvio Berlusconi. Una società nella quale i fautori del luddismo si auto-definiscono progressisti (senza che nessuno abbia apparentemente da obiettarne...) non è una società capovolta? Se c'è un area politica che non ha MAI considerato ma anzi osteggiato il concetto di reddito di cittadinanza (sotto qualunque forma o nome lo si voglia chiamare) è la sinistra anti-capitalista! Alla faccia di chi scrive che è "troppo di sinistra"... In ambito marxista-leninista, il reddito di cittadinanza, in quanto compenso generico attribuito indifferentemente a tutti i cittadini, viene considerato una misura di tipo riformistico, per cui, intervenendo esclusivamente sul piano della distribuzione, non può ovviamente incidere sulla dinamica del "processo di accumulazione capitalistica" che i marxisti vedono come il fumo negli occhi. Il reddito di cittadinanza, in tale prospettiva, viene da loro dunque considerato come "uno strumento di pacificazione e di integrazione social-imperialista", come se ciò fosse una cosa negativa... Ripeto: se il problema è la fame, perché dovrei continuare a lamentarmi una volta sfamato???

Nel loro prendere fischi per fiaschi e quindi scettici sulla possibilità che un reddito di base possa assicurare, a chi la percepisce, un'esistenza dignitosa e libera dal "ricatto del bisogno", i teorici di formazione marxista fanno notare che un'effettiva emancipazione degli sfruttati può avvenire solo con la solita abolizione della proprietà privata e la dittatura del proletariato. Per loro è il sistema capitalista a produrre stratificazione con tutto il suo portato di ingiustizie ed esclusione sociale. E il reddito di cittadinanza secondo loro non servirebbe neanche a contrastare il precariato e la disoccupazione in quanto tanto l'uno che l'altra costituiscono esiti deliberati della politica economica liberista, conseguenze di un uso capitalistico delle risorse; questa è una visione miope e avulsa dalla realtà dei fatti, e che denota una totale ignoranza delle dinamiche logico-matematiche che regolano l'economia. Secondo loro l'erogazione di un reddito continuativo favorirebbe, anzi, la frammentazione del mondo del lavoro e la riduzione dei salari, come se ciò fosse qualcosa di deprecabile anziché auspicabile come in realtà è, "vanificando le conquiste di decenni di lotte operaie", "conquiste" dalle quali a rimetterci sono stati proprio e solo i "proletari" che tanto dicono di amare e che sono all'origine dei problemi da dover risolvere! Affidiamone la soluzione a chi li ha creati allora no? In alternativa la proposta avanzata nell'area dell'estrema sinistra di "lavoro di cittadinanza" va invece nel senso della rivendicazione di un salario minimo garantito, ossia di un compenso da attribuirsi esclusivamente agli occupati ma secondo alcuni anche agli inoccupati (rigorosamente temporaneamente, sia mai!!) in ragione della permanente disponibilità della stessa ad essere utilizzata dal capitale, senza valutare le conseguenze già oggi visibili di questa stupidaggine qualora fatta da sola senza un reddito di base. Ma per loro il salario minimo assolverebbe anche al compito di "salvaguardia della forza lavoro" e avrebbe l'effetto "salutare" di ricompattare una vasta cerchia del proletariato, quindi i conti tornano: dato che il potere della sinistra si basa sul malessere delle classi inferiori, non possono certo andare contro i loro interessi auspicando un miglioramento delle condizioni del "proletariato", no di certo, anzi il proletariato deve essere "salvaguardato" per ingigantirsi e ricompattarsi di fronte al suo impoverimento, sennò chi li vota più? Inoltre come già detto ("contratto sociale"), il reddito di cittadinanza darebbe implicitamente alla proprietà privata quella legittimazione giuridica sull'assenza della quale i marxisti ci hanno marciato fin dall'inizio nel criticarla. Per questi motivi la sinistra marxista aborrisce il reddito di cittadinanza. Il loro non è un errore di "ignorarlo", è coerenza avversarlo!

E tocca leggere i giornali che sottotitolano "ecco chi lo avrà". Vano sperare che si rendano conto che c'è un ossimoro: "di cittadinanza - chi lo avrà"... se è "di cittadinanza", vuol dire che c'è l'avranno tutti - se non ce l'avranno tutti, non sarà più "di cittadinanza". Ma il senso delle parole i 5 stelle lo conoscono? Un vocabolario ce l'hanno? Sarebbe perfino superfluo elencare i parametri per ottenerlo (non è che da quella gente ci si possa aspettare molta fantasia...), i poveri hanno ben poco da esultare per questa farsa che non fa altro che aumentare il "poverty gap" creando poveri di serie A che lo ricevono e poveri di serie B che non lo ricevono. Per non parlare poi di quelli che lo definiscono una misura di inclusione che è perfino una presa per il culo perchè andando ad escludere i più bisognosi (i 40enni privi di alcun reddito e che sono perciò COSTRETTI a coabitare coi genitori) che tali resteranno ed anzi ancor peggio nel paragone con quelli che lo riceveranno dato che così saranno ancora più esclusi, il nome più calzante dovrebbe essere sussidio di ESCLUSIONE. E per di più senza risolvere alcunchè ed andando ad aggiungersi alla spesa pubblica invece di sostituirla. Il problema tipico (e mica riescono a rendersene conto eh?) di queste misure difatti non è tanto la cifra netta della dichiarazione dei redditi stabilita come soglia necessaria per ottenerlo, ma che essa si basa su quello "familiare", così che i primi che avrebbero bisogno e dovrebbero essere aiutati cioè chi avendo reddito zero è costretto a coabitare coi genitori, non ne ha diritto poichè il reddito complessivo "familiare" (lo metto tra virgolette perchè tale coabitazione forzata non sempre è volontaria come lo sarebbe in una vera famiglia) supera immancabilmente (ovviamente, altrimenti sarebbe già tutta la "famiglia" a stare per strada...) qualunque soglia realisticamente stabilibile. Così questi sussidi li prende invariabilmente chi ne ha meno bisogno cioè chi grazie a un reddito che per quanto minimo (ma mica tanto "minimo", abitare da soli costa oggi, per IL SOLO abitare, cioè a fondo perduto, almeno 700 euro al mese, quindi almeno 800 per non morir di fame) già gli permette di abitare autonomamente, mentre non lo prende chi avendo reddito zero (o comunque sotto gli 800 euro) è costretto a coabitare e quindi non potrà emanciparsi MAI in quanto chi ha reddito zero non potrà ovviamente mai riuscire a rientrare in parametri che per essere raggiunti richiedono di avere GIA' un reddito personale di almeno 800 euro, qualunque ne sia la fonte. Secondo loro chi è che può star già a vivere autonomamente non in una casa di proprietà con un reddito inferiore ai 500 euro se la spesa minima complessiva necessaria a vivere autonomamente in affitto è 800? Ergo se il reddito massimo per riceverlo è 500, e quello minimo necessario a permettere di poter rientrare negli altri parametri è di 800, chi cavolo è che può rientrare in tali parametri??? Nessuno!!! A questo punto quindi diventa perfino superfluo discutere sull'assurda differenza fatta sul possesso di una casa. Chi abita in una casa di proprietà ma ha reddito zero cosa dovrebbe fare secondo loro, venderla per dover poi spendere negli anni seguenti tutto il ricavato per pagare un affitto??? Così dopo qualche anno si ritrova senza soldi e pure senza casa, sotto i ponti. Evidentemente il loro scopo è crearli i barboni. Si prendono tutto, e così saremo tutti schiavi dello stato e del governo. Se si voleva dare un ulteriore colpo di grazia, hanno trovato il modo. Vi sembra normale? E a rincarare la dose arriva di nuovo Briatore: "Quei giovani che dicono di soffrire la distanza da casa e che considerano uno sforzo allontanarsi dal focolare domestico"... no, considerano uno sforzo dover lavorare per un guadagno netto di 0 euro nel momento in cui tutto il restante salario deve essere impiegato solo per "abitare"! 0 euro spendibili per alcuni valgono la pena di allontanarsi dal "focolare domestico", per altri no, è più che comprensibile. Non tutti hanno il "papi" che gli paga le spese. In relazione a ciò una ulteriore riflessione andrebbe fatta sul concetto di "soglia di povertà" criticato da alcuni perché secondo loro ci sarebbe il fondato sospetto che la soglia di povertà definita dai 5 stelle in 780 euro non sia una vera soglia di povertà, facendo il paragone tra la povertà dei nostri padri rispetto a quella odierna contrapponendole con discorsi del tipo "ma tutto questo a questi bambini viziati della nuova generazione cresciuta nella bambagia non basta. La soglia di povertà oggi si manifesta quando non puoi comprare l'iPhone"... ecco, la risposta a questi è che 800 euro è OGGI effettivamente il minimo necessario alla sopravvivenza NON per vezzo e desiderio del superfluo, ma perchè quelle sono le spese minime determinate dal costo della vita (che è esso artificialmente gonfiato, in termini di mera esistenza, non tanto nello scaldarsi e nutrirsi, quanto nell'abitare, a causa dei costi spropositati degli affitti oggi avulsi da ogni legge economica)... se "questi bambini viziati della nuova generazione cresciuta nella bambagia" puntassero a comprare l'iPhone dovrebbero esigere almeno 1.200 euro al mese, non 800... questo ovviamente non significa che la proposta di 780 euro sia quella giusta, poichè lo scopo del reddito di base non è fornire la cifra minima alla sopravvivenza autonoma, ma DETERMINARLA. Difatti, penserete, 250-300 (la cifra più aderente ad un reddito di base) non permettono una sopravvivenza autonoma... e questo significa guardare il dito quando si indica la luna, poichè, lo ripeto, lo scopo del reddito di base NON E' DARE SOLDI, lo scopo del reddito di base sono le conseguenze indirette che esso porterebbe tra cui la riduzione AL MINIMO fisiologico dell'inoccupazione tramite la riduzione degli orari a sua volta tramite quella del costo del lavoro e a sua volta tramite l'abolizione delle imposte gravanti su esso. Una base di 250-300 euro al mese resterebbe limitata unicamente a questi solo per un numero limitato di persone, perlomeno tutti quelli esclusi per qualche motivo (perlopiù temporaneamente in attesa di rientrare nella fascia di classifica) dai lavori a regia (quello che la sinistra chiama "lavoro di cittadinanza", che avrebbero un reddito ulteriore); ma per la maggior parte delle persone determinerebbe in generale un reddito netto di almeno 800 euro; anche per gli altri, comunque risolverebbe quei casi nei quali i genitori possano supportare i figli coi restanti 300-500 e non di più, e nei restanti casi almeno ridurrebbero il peso economico sui genitori fonte di dissidi a volte sfocianti in delitti. Puntualizzo in merito che 320 è la cifra identificata da Poletti quando era ministro come "minimo vitale". L'importo è fondamentale nel fare la differenza tra un reddito di base ed un sussidio, poi lo si può anche chiamare "cavoli a merenda", io non voglio nemmeno fare polemiche sul nome, è irrilevante il nome con cui lo si chiami, l'importante è il contenuto. Sta di fatto che "reddito di cittadinanza" non è il nome ma è la definizione di cosa è, per cui non ha senso definire una cosa col termine che ne designa un altra. Poi il nome glielo si può dare a piacimento. Insomma, senza crederci troppo o farsi troppe illusioni, sui 5 stelle si potrebbe contare come interlocutore, anche se perfino nelle pagine dei loro rappresentanti traspare una cognizione di "reddito di cittadinanza" ben diversa dal suo significato reale e dagli scopi per cui è stato ideato.


Per quello che vi ho scritto finora specifico che gli argomenti a favore del reddito di cittadinanza non possono limitarsi a considerazioni di ordine economico, piuttosto si rifanno a una concezione della società giusta e legittima, per sradicare non solo la povertà strettamente e staticamente definita per fortuna oggi non più diffusa a livelli come un tempo (per cui ribadisco che non è di questo che mi lamento, so di non vivere nel Sahel), ma piuttosto l’esclusione sociale che ha preso il posto della povertà materiale, con tutte le sue conseguenze. Con la modificazione dei rapporti sociali dalle "classi" ai "ceti" studiata da Max Weber, Ralph Dahrendorf, e Claus Offe, ovvero non più distinti dai redditi in sé ma dalla condotta di vita e dal consumo a prescindere dal reddito. Difatti oggi le classi non esistono più, oggi la società si divide in due distinte categorie uniformi:

- chi ha un reddito
- chi non ha un reddito

"La classe di quelli che possiamo definire genericamente i vincitori sta conducendo una tenace lotta di classe contro la classe dei perdenti" (Filippo Giannini)

E' comunque curioso che in tutti questi anni riguardo la base reddituale l’obiezione etica abbia sempre prevalso rispetto all’obiezione tecnica, relativa alla fattibilità di "come finanziare" un meccanismo del genere, e agli interrogativi sulla realizzabilità politica di questa idea, che trova resistenza non solo nelle lobbies sindacali e nei finti liberisti, ma anche nelle tradizioni di pensiero non mainstream (quelle che oggi fanno riferimento all'attuale compagine governativa, per intenderci, ma anche a certa sedicente estrema destra odierna), certamente interessate a cambiare l'attuale stato delle cose, ma evidentemente caratterizzate da una visuale limitata e retrograda: l'approccio moralista in tema di povertà, ovvero l'atteggiamento che porta a pensare che i poveri siano pigri e svogliati, quindi incentivati a non fare nulla se aiutati finanziariamente, come se fossimo ai tempi nei quali Collodi scrisse Pinocchio. E' ciò che pensano e temono i contrari a qualsiasi forma di sostegno al reddito, rigorosamente persone che solo per loro fortuna non hanno mai avuto carenze finanziarie e quindi non possono comprenderne le cause e le conseguenze. Finché non capiremo che per "aiutare" i "poveri" NON SERVE "tassare" i "ricchi" non se ne andrà mai fuori.
Secondo il pensiero di Robert Owen nessuno è responsabile dei propri desideri e delle proprie azioni perché tutto il suo carattere è formato indipendentemente da sé stesso, ma dall'ambiente in cui vive. Questa consapevolezza sull'origine nell'ambiente sociale fu studiata oltre che da Owen anche dal principale teorico del naturalismo francese, uno dei principali fautori del positivismo sociologico, e uno dei primi operatori di Critica storicistica, Hippolyte Taine, alla quale diede il nome di "teoria del milieu". E' evidente in lui il concetto di determinismo: il comportamento non è legato alla libera scelta dell'uomo, ma è condizionato da fattori a lui esterni, come l'educazione, l'ambiente sociale, le malattie, i bisogni economici, per cui ogni espressione umana è il risultato di vari fattori e non solo di quello ereditario (razza), ma anche dell'ambiente sociale ("milieu") e il momento storico.

"La libertà non accompagnata e sorretta da un minimo di autonomia economica, dalla emancipazione dal morso dei bisogni essenziali, non esiste per l'individuo, è un mero fantasma. L'individuo in tal caso è schiavo della sua miseria, umiliato dalla sua soggezione; e la vita non può avere per lui che un aspetto e una lusinga: il materiale. Libero di diritto, servo di fatto" (Carlo Rosselli)

Per cui agli ottusi concetti tipo "la lotta contro la povertà passa attraverso l’occupazione" quando invece la povertà è in primo luogo una faccenda solo di reddito nel momento in cui ciò che serve a 10 viene prodotto da 1 e solo a quell'1 va l'intero potere d'acquisto (il resto dove finisca "non si sa"), rispondo con una frase che è di una tale banalità che non dovrebbe nemmeno servire scomodare il suo "autore" Milton Friedman: "Essere poveri significa semplicemente non avere soldi". Non dovrebbe nemmeno servire investigare le conseguenze sociali di un reddito di base (a me appaiono ovvie, non so a voi) come ha fatto nel suo libro "Utopia for Realists" Rutger Bregman, che elenca come diverse ricerche condotte sperimentandola a livello locale hanno messo in relazione la retribuzione reddituale incondizionata con un calo di reati, maltrattamenti domestici (conseguenza dell'aumento di divorzi resi possibili dalla base reddituale laddove oggi impediti dalla sua assenza), mortalità infantile, malnutrizione, gravidanze in adolescenza e assenteismo e con il miglioramento di performance scolastiche, crescita economica e uguaglianza di genere, miglioramento della salute (diminuzione del vero male del secolo, la "sindrome metabolica" da stress). E se ciò non fosse perfino ovvio come dovrebbe secondo logica stessa, come Friedman anche l’economista Charles Kenny fa notare (incredibile che si debba arrivare a far "notare" simili banalità!) che "il motivo principale per cui i poveri sono poveri è che non hanno abbastanza soldi e non dovrebbe sorprendere che dar loro soldi sia efficace nel ridurre il problema". Per cui il reddito di cittadinanza renderebbe finalmente effettiva l'emancipazione dai bisogni primari che dovrebbe essere almeno oggi (in un mondo normale) lo SPONTANEO risultato di un evoluzione di millenni di progresso civile e tecnologico. Per dirne una, in tale contesto, ogni persona avrebbe la possibilità di coltivare i propri talenti e non dover correre per fame a occupare il primo posto di lavoro che si presenta creando il fenomeno della dislocazione professionale, che, tra l'altro, ecco un altra accusa invertita della quale si imputa la colpa all'offerta e non casomai al sistema stesso: quello di chi ha compiuto determinati studi, ma poi è COSTRETTO a raccattare per disperazione il primo posto che gli si presenti, abbiamo così non solo un dislocamento delle attitudini (quando si è costretti a studiare materie per le quali non si è portati), ma proprio una errata assegnazione delle mansioni, cosicché ci sarà chi ha studiato da cuoco (che fosse sua aspirazione o meno) che è costretto a fare il meccanico, e di conseguenza, essendo i posti da meccanico già occupati da cuochi, allo stesso modo chi ha studiato da meccanico dovrà per disperazione accettare il primo posto che gli capiti, magari con la mansione di... cuoco!!! Se poi uno con l’aspirazione per l'agraria viene spinto a studiare economia e poi si impiega come amministratore, e un altro con il talento per l'economia trova il posto occupato e si impiega in agricoltura, quando questo sia IL PRIMO posto che trova (ed è COSTRETTO ad accettarlo, e quando gli ricapita più?) grazie a questa semplice dislocazione dettata dal timore per il lavoro, avremo sempre due talenti nella società ma inutilizzati e invece di due promotori dello sviluppo avremo due mediocri funzionari e tutta la società potrebbe deperire perché gestita da persone che non sono inette in sé, ma talenti dislocati. "Se giudichi un elefante dalla sua abilità nel volare...". E' un mondo normale questo???? Con una base reddituale i talenti avrebbero la possibilità di essere coltivati senza l'incombenza di doversi procurare da vivere in qualche modo. Il reddito di cittadinanza comporterebbe il venir meno della disperazione che obbliga a raccattare il primo posto che si trova, permettendo di attendere di trovare il posto adeguato alle proprie attitudini e studi compiuti.

"Il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare" di Oscar Wilde è una di quelle classiche frasi che dividono l'umanità in due parti: chi ne capisce il senso (e corrispondono a quelli che avrebbero di meglio da fare che perdere tempo a lavorare sotto il comando di altri), e quelli che non ne possono capire il senso (quelli che non hanno un cazzo da fare e quindi possono permettersi di perdere tempo a lavorare per altri); il paradosso è che in questo mondo fannulloni sono considerati i primi (cioè quelli più attivi, più intraprendenti, più sociali, più filantropici, più etici, più meritevoli, ecc), mentre quelli considerati bravi, lodevoli, zelanti, ecc, sono quelli che non avendo di meglio da fare possono permettersi di fare qualunque cosa gli capiti per riempire il loro inutile tempo il cui valore è quindi zero, quando i primi si sentono invece incalzati da un tempo insufficiente a permettergli di fare tutto ciò che vorrebbero fare e quindi ad esso danno un grande valore. In un mondo normale, l'utilità dei secondi dovrebbe prima di tutto consistere nel poter permettere ai primi di far avanzare il progresso umano; in un mondo luddista come questo invece, i secondi prosperano e i primi fanno i barboni. "Gli asini davanti e i cavalli dietro". Vi consiglio un film da guardare, "Idiocracy" si chiama, è molto indicativo in merito sul futuro del mondo se le cose vanno avanti così. Ripeto: finché non capiremo che per "aiutare" i "poveri" NON SERVE "tassare" i "ricchi" non se ne andrà mai fuori. A questo proposito poi si può dare per parafrasi la definizione che non esiste qualcuno contrario al reddito di base, ma, piuttosto, esiste qualcuno favorevole alla cifra di zero, che prendendo spunto dalla scala Kelvin significa -300, ergo: favorevole alla sottrazione di 300, non "contrario al reddito di base", chiamiamo le cose col loro nome. Perché l'argomentazione dei favorevoli allo zero "Kelvin" nominale (cioè al -300 "centigrado" rispetto allo "0 reddituale" ossia reale che sarebbe il + 300 nominale) ossia alla sottrazione di 300, puntano sul fatto che il reddito di base sarebbe una redistribuzione sussidiaria, quando invece è proprio l'assenza del reddito di base ad esserlo! E' proprio la sua "assenza" nominale (ossia *SOTTRAZIONE* reale) ad essere una redistribuzione, si, perché una redistribuzione non è per forza solo in senso positivo ma può esserlo anche in senso negativo ovvero INVERSA; ecco, è l'assenza di una base reddituale ad assumere la forma di una redistribuzione inversa e quindi di una vera e propria sottrazione dello stesso, e a tutti; ma di questa nessuno se ne lamenta, perchè le persone non sono al corrente che oggi la mancata esistenza è una sottrazione vera e propria dalle loro tasche. Nessuno vede un pomodoro che non è stato prodotto, ma in economia conta proprio ciò che non si vede! "L'economia è la scienza che studia la scarsità", è la definizione tecnica di "economia". Bisogna partire dal concetto che non sarebbe il reddito di base una redistribuzione ma è la sua assenza ad essere una redistribuzione, inversa, e come tutte le redistribuzioni anche l'assenza (quindi la sottrazione) della base reddituale ha i suoi effetti, deleteri, e non sarebbe il retribuirlo ad essere una redistribuzione, ma è il contrario: è la sua assenza/sottrazione ad esserlo una redistribuzione!!! Reddito di base zero (ossia meno 300) è una redistribuzione inversa cioè una sottrazione ad alcuni per dare... nemmeno ad altri! Distrutta, bruciata, sprecata! Ecco la risposta al "dove finisca il restante non si sa". Alla faccia di quelli che ti dicono "distribuire ricchezza senza produrla è sempre un esercizio che produce povertà"... si ma non produrla "produce" ancora più povertà eh, e la redistribuzione inversa che è la sua assenza nominale è una redistribuzione inversa reale! Quella va bene quindi? La retribuzione del reddito di base verrebbe quindi piuttosto ad annullare questa "redistribuzione" inversa consistente oggi nella sottrazione della sua cifra a tutti e quindi aggregatamente alla collettività (io, come tutti quelli che hanno una certa cognizione della scienza economica, sono un pò allergico al concetto di "PIL" e simili), sostenuta dai "contrari al reddito di base" che sono in realtà *favorevoli alla sua sottrazione*. Sono invece proprio loro i fautori di una redistribuzione socialista! Per cui vi ripeto che il reddito di base oggi non viene "negato", viene SOTTRATTO perché questo è il termine adeguato a definire l'assenza del mezzo allocativo di risorse che sono ampiamente disponibili al necessario alla sopravvivenza per tutti e vengono sprecate venendone impedita l'allocazione e quindi la produzione stessa! Ripeto: non produrla "produce" ancora più povertà! Un reddito di base di una cifra specifica (solitamente identificata tra 250 e 300) verrebbe a far raggiungere il perfetto equilibrio e quindi l'eliminazione di ogni tipo di implicito meccanismo "redistributivo" sia in un senso che nell'altro. "0 reddituale" o "reale" perciò, equivalente a diciamo + 300 sullo "0 nominale". Ma quelli imperterriti, "il ricorso al reddito minimo, notano alcuni, dà per sottinteso che non si può instaurare la piena occupazione tramite la riduzione del tempo di lavoro o la nascita di nuove attività che assorbono il personale espulso da altre", definendolo pure "sottinteso"... No, il ricorso al reddito di base è NECESSARIO per "instaurare la piena occupazione tramite la riduzione del tempo di lavoro o la nascita di nuove attività che assorbono il personale espulso da altre", è proprio senza di esso che è implicito che non la si può instaurare, non sottinteso. Per poi persistere con "dare per scontata un'ampia disoccupazione o sotto - occupazione, significa favorire i datori di lavoro: il reddito garantito consentirebbe loro di scaricare parte del costo del lavoro sulla collettività"... e perché non dovrebbero essere favoriti? Che poi non è certo il termine calzante, perché di sicuro il fare ciò che è giusto PER TUTTI non può certo essere considerato un favoritismo a qualcuno. Dato che sono loro a pagarle nominalmente come sostituti d'imposta le imposte della collettività, il reddito di base consentirebbe loro di scaricare stavolta realmente parte dei costi e in specie del costo del lavoro... certo ma secondo questi su di loro stessi!?!?! Superfluo poi l'accennare nuovamente come si possa considerare deleterio il calo dei costi di un fattore... Ma qua si invertono proprio le cose!!! Altroché "nessuno ha il diritto di ricevere qualcosa in cambio di nulla. Non ci sono diritti senza obblighi"... si certo, e non uccidere, non rubare, ecc, cosa sono, non sono obblighi? Sono nulla? E non vi sembrano abbastanza per giustificare il diritto alla sopravvivenza in cambio del rispetto di tali obblighi? Quali ulteriori obblighi dovrebbero ESSERE UTILI??? Perché di questo si parla, di utilità o necessità, non di cazzate come compassione, empatia, reciprocità, solidarietà, ecc. Che senso ha imporre un obbligo se non è utile o necessario? Solo per infastidire la gente senza motivo? A chi sostiene tale pregiudizio si dovrebbe provare a togliere il diritto di non essere ucciso e non essere derubato ovvero l'obbligo altrui di non ucciderlo e non derubarlo, poi vediamo se rimane del parere che tali obblighi siano "nulla" e non si debba dare niente in cambio. Oltre al fatto che poi rigorosamente quelli che vomitano questi aberranti pregiudizi sono allo stesso tempo i più accaniti difensori del più diffuso "ricevere qualcosa in cambio di nulla" cioè le eredità. Ah in questo caso si che gli sta bene che si possa ricevere qualcosa in cambio di nulla eh??? E questo solo per non parlare dei sussidi che sotto svariate forme vanno non solo ai lavoratori nelle voci salariali e come altri privilegi, ma perfino ai plutocrati, e mi basta citare anche la sola moda di salvare banche fallimentari invece di lasciare che la mano invisibile faccia ciò che deve fare. Questi sussidi, che tali sono, e questi si deleteri al sistema economico-sociale e pagati proprio coi loro soldi (e non in partita di giro come il reddito di base) però si che gli stanno bene eh? Affermano di credere nel libero mercato privo di regole ma investono una straordinaria quantità di energie per costruire un inquadramento di leggi più severe per indirizzare il comportamento degli esclusi, e relativa repressione. Ad *agire contro*, la gentaglia non si tira mai indietro... sempre pronti ad infastidire il prossimo! Secondo loro le medesime regole non valgono per i ricchi oziosi quanto per i poveri oziosi. I diritti universali (quale la sopravvivenza è o dovrebbe essere il primo) ci (a voi compresi!) spettano come esseri umani, non in quanto frutto di un privilegio, di contributi precedenti, o di precedenti obblighi oltre a quelli fondamentali di non danneggiare il prossimo. Ed il primo diritto universale dovrebbe essere quello alla mera sopravvivenza.

Ma si pensi ai salvataggi delle banche: Gentiloni aveva definito l'intervento del suo governo "lecito e doveroso per risolvere un problema"... bene caro Gentiloni, esiste un altro problema, anzi un VERO problema, un problema che non riguarda proprietari di banche fallite ma diseredati nullatenenti che azioni di banche neanche se le sono mai sognate di poterle avere, non solo perdute a causa di propria avidità o ingenuità. Questo problema VERO riguarda milioni di persone e non solo pochi paperoni ed ex paperoni. Questo problema riguarda persone che non hanno (e probabilmente non hanno mai avuto) non solo alcun patrimonio ma proprio alcun reddito, non che hanno solo perduto una parte del loro patrimonio e basta. Che vogliamo fare riguardo a liceità e dovere di risolvere problemi? E questo è stato il risultato del fraintendimento del concetto di "trickle-down" da parte dei socialdemocratici lavoristi quando si appropriano di concetti a loro estranei senza riuscire a comprenderne il senso. Ed il risultato è stato un interpretazione distorta cioè che si dovrebbero dare i soldi dei contribuenti ai ricchi in forma di sovvenzioni, agevolazioni fiscali e altri benefici nella speranza che il ricco avrebbe investito saggiamente questo denaro e avrebbero creato più posti di lavoro, non si vede secondo quale astrusa interpretazione del concetto di "trickle-down" che non è certo questa! "Il denaro sarà trickle down", dicono loro... come se la gente mangiasse pezzi di carta stampata... no, i beni sono "trickle-down"! Secondo voi quale poteva essere il risultato? Beh, non ha funzionato. Ma non preoccupatevi perché non c'è una soluzione. Non è il trickle-down che non ha funzionato, ma un meccanismo da loro fatto passare come tale come se fosse una cosa che si può "decidere" e non uno spontaneo meccanismo matematico quale invece è. Ma a questo punto non ha alcun senso pretendere una restituzione di qualcosa che è già stato perso ed ha già distorto il mercato (allo stesso modo degli 80 euro di Renzi), a dispetto di quelli che dicono che è ora di "recuperare il denaro dei contribuenti che abbiamo dato ai ricchi", come chiudere il cancello dopo che i buoi sono già scappati. Tuttavia una "restituzione" simbolica potrebbe essere intesa nel reddito di base, e potrebbe certamente fungere da ulteriore motivante ad esso. Secondo alcuni puoi chiamarlo ora della vendetta, trickle-up o recupero della democrazia economica, "contratto sociale", ma il suo vero nome è reddito di cittadinanza.
Al fine di evitare gli errori del passato come dare dei soldi a solo una parte della società per il surreale concetto di "stimolare l'economia", la migliore alternativa è quella di retribuire i soldi a tutti sotto forma di reddito di base. Poletti quando era ministro si era espresso contro la fissazione di minimi salariali. Ovviamente, per una volta che i governanti dicono una cosa buona, i soliti petulanti erano saltati fuori come sempre a dire la loro ignorante e non richiesta opinione. Quelli che al posto del reddito di base propongono regolarmente "sovvenzioni per il lavoro" come se fosse un alternativa equivalente, che non si capisce nemmeno il senso che ci vedano dal loro punto di vista... esattamente cosa vorrebbe dire questa cosa? Non sono mai in grado di spiegarlo sensatamente, solo cianciano parole prive di senso. Eppure una risposta sensata ci sarebbe: abolire ogni imposta sul lavoro. E' questo che loro intendono con il termine "sovvenzione per il lavoro"? E allora perché la chiamano sovvenzione? Alla fine è la stessa cosa, ma se chiami una cosa con un altro nome non ci si capisce niente. Il brutto è che probabilmente no, non intendono questo. Quello che intendono loro è di mantenere tali e quali le imposte sul lavoro, e al tempo stesso dare soldi a chi le paga. Che poi è stato lo stratagemma di Renzi per i suoi demenziali 80 euro... Ora, dato che sia il soggetto che riceve che quello che paga sono gli stessi, che senso ha??? Nel loro microcefalo un contribuente pagherebbe come oggi tot imposte, ma poi riceverebbe tot come sovvenzione, che sia il medesimo o diverso... ma che senso ha? Che differenza fa? Le sovvenzioni distorcono il mercato visto che riducono i costi di certi tipi di fattori a scapito di tutti gli altri, sono regressive, redistribuiscono a favore di chi sa come ottenerle, contribuendo all'inefficienza economica e alla disuguaglianza. Se le loro stesse cifre fossero elargite direttamente alle persone anziché agli attuali detentori la povertà sarebbe cancellata di colpo. Ed invece proprio in questi giorni tocca ascoltare la gentaglia tipo il ragionierino Renato Brunetta affermare l'esatto opposto ("invece di dare il reddito di cittadinanza diamo sovvenzioni per le assunzioni") con tale veemenza convinti pure di aver ragione loro nonostante l'abominio economico del loro insulso concetto capovolto rispetto al buon senso logico stesso ed alla razionalità!!!! Che poi non è che ci voglia sta gran testa a capirlo, è ovvio che se fornisci a tutti una base reddituale, non ci sarà più nessuno ad avere reddito zero nominale, indipendentemente dalle sovvenzioni che sono deleterie di per sè e non solo se intese in sostituzione del reddito di base, quindi della sovvenzione ne dovrebbe essere abolito il concetto stesso a priori in qualunque caso. Non solo come "alternativa a". E comunque dovrebbe essere sottolineata l'ipocrisia dei ragionierini tipo Brunetta o la Gelmini che negano il reddito di base e allo stesso tempo auspicano le deleterie sovvenzioni "per il lavoro". Difatti mica si sognano, quando criticano i sussidi e ne chiedono il taglio, di includere tra essi le sovvenzioni... Tra l'altro le sovvenzioni non richiedono ai beneficiari di sottostare a regole così severe e controlli pressanti come è invece attuato verso i riceventi un sussidio (nei paesi dove esistono). Non è così paradossale come potrebbe sembrare, anzi è perfettamente in linea con la criminalizzazione dei disoccupati a fronte del sostegno ad attività improduttive, nel tipico stile lavorista.

La disoccupazione non è più un fenomeno puramente congiunturale, bensì strutturale. E come tale, necessita di interventi strutturali. Una "rivoluzione" la chiamerebbero i marxisti, per intenderci. Oggi il precario, quando è fortunato, si sposta da un lavoro temporaneo ad un altro lavoro caratterizzato da incertezza, senza alcuna coerenza e non possono produrre così nemmeno alcuno sviluppo umano; risulta essere una sorta di circolo vizioso, dove uscirne diventa difficile nel mondo della flessibilità a senso unico. I contratti con cui questi lavoratori sono legati potrebbero condannarli a carriere discontinue dove alternano periodi di inoccupazione più o meno lunghi con impieghi di durata limitata e ciò è fonte di frustrazioni e alienazioni lavorative e di esclusione sociale (per quanto di essere disoccupati in un sistema dove la meritocrazia è capovolta bisognerebbe andarne fieri). In Italia si lottava sindacalmente per la riduzione delle ore di lavoro a parità di stipendio, ed i lavoratori che certamente non possono essere inquadrati tra i "nuovi poveri" (cioè gli esclusi) non hanno mai cercato incentivi per aumentare la produzione ma solo aumenti salariali senza contropartite o sensati motivi, cioè sovvenzioni (sarebbe meglio chiamarle "elemosine") tipo gli 80 euro di Renzi. Ci vuole il reddito di cittadinanza, altrochè sovvenzioni e salario minimo! Il salario minimo va a chi il salario ce l'ha, e per chi non ce l'ha cosa gliene frega se è minimo o massimo? Ci vuole il reddito di cittadinanza per tutti e basta, no deleterie fissazioni salariali che della disoccupazione ne sono la concausa! E poi tocca leggere la medesima gentaglia del tipo di quel Mario Seminerio che definisce "buffo" il fatto che gli aberranti 80 euro di Renzi vengano visti come "un’elemosina degradante, pur essendo erogati a gente che lavora"... ah e non è casomai PROPRIO PER QUESTO un elemosina DEGRADANTE???? E in quale demenziale mondo parallelo "elemosina degradante" non lo è proprio il ricevere soldi senza averne bisogno nel mentre ciò non viene fatto verso chi invece il bisogno lo ha??? In questo, certamente, in questo mondo sub-normale! E sono queste aberrazioni a farlo tale, non la mia "opinione" su esse. In che modo il fatto che siano dati a gente che un reddito (chiamiamo le cose col loro nome) lo ha ne escluderebbe la definizione di elemosina e proprio per questo a maggior ragione degradante? Quelli si sono stati un elemosina della quale chi li riceveva era generalmente talmente stupido da non rendersi conto di quanto degradante per lui fosse, per lui si!!! Se avessi avuto un reddito superiore agli 8.000 euro annui e avessi ricevuto gli 80 euro di Renzi IO NE AVREI PROVATO VERGOGNA! Ma non per il riceverli io, che sia chiaro, ma per il riceverli io a fronte che non li avrebbe ricevuti chi ne avrebbe invece avuto vero bisogno e quindi più motivo di riceverli! Se li avessero ricevuti TUTTI, allora non sarebbe stata una cosa di cui doversi vergognare quella infima cifra, ma essendone escluso chi più meritevole allora si! "Buffo" casomai, a rigor di logica eh, non per mia opinione, è che LUI NON li veda come "un’elemosina degradante, essendo erogati a gente che *un reddito lo ha*" e quindi bisogno non ne ha nel momento in cui perfino vengono negati (leggi sempre: sottratti) a chi un reddito non lo ha e quindi il bisogno lo ha! Degradante è questo, il lasciarne privi quelli che il bisogno lo hanno mentre li si dà a chi bisogno non ne ha! Ma in che mondo mi è toccato capitare???? Da rabbrividire davanti tale ottusità di gente che pretende di possedere il "Verbo"... la loro è acredine, la cosa fastidiosa è che parlano come se si credessero di essere immuni dalla disoccupazione, eppure io cerco di farglielo notare: anche io prima di perdere il lavoro non prevedevo sarebbe successo, o almeno prevedevo che ne avrei trovato presto un altro... vorrei proprio vederli quando succederà a loro, e per molti di loro succederà eh, non ne sono mica immuni. "Buffo" casomai è che uno definisca in termini dispregiativi una cosa che è solo un lievissimo allargamento di platea di una cosa già esistente e che nello stesso commento pare non disprezzare. Gentaglia che pare apra la bocca solo per dargli aria... "La persona sazia non crede a quella digiuna", ok, ma dovrebbe almeno evitare di aprire la bocca volontariamente su cose che dovrebbe sapere di non poter comprendere! Perché le parole non sono "aria", le parole sono "pallottole"! Io su cose che non conosco non ci vado a mettermi in mezzo anche pretendendo di aver pure ragione!

"Incoraggiare" dicono... ma imporre una condizione non è incoraggiare, e non si dovrebbe permettere a questa gentaglia di girare la frittata a loro piacere usando le parole ad arte fingendo che è questo che cercano di fare imponendo condizioni. Ora verrebbe da chiedere a questi, qualunque sia la cifra che guadagnano, oggi se qualcuno gli regala 300 euro al mese, smetterebbero di lavorare? L'errore che fanno i "parvenu" del reddito di cittadinanza di stampo 5 stelle è sempre quello di, in un modo o nell'altro, intenderlo o interamente sostitutivo o perlomeno in gran parte del salario, vantandosi di stupidaggini tipo "più tempo libero - potranno fare quello che vogliono - viaggi, hobby, studio, impresa, dedicarsi alla cura degli anziani e bambini, libera vita dello spirito - fiorire di iniziative - dedicarsi a ciò che si desidera realmente - la maggior parte del lavoro oggi è già non retribuito (casalinghe ecc)" trasformandolo così in una burletta, facendolo passare per una cosa da hippy bohemiennè steineriani, andando a portare a conferma incredibili sondaggi su quanti SMETTEREBBERO di lavorare quando invece lo scopo del reddito di cittadinanza è proprio far lavorare più persone possibile ma consentendo certamente pure di ridurre gli orari pro capite, ma non permettere "a qualcuno" di non dover più lavorare come lo stanno facendo passare quelli agli occhi dei detrattori! Certo ci sarà una minoranza che si accontenterà dei 300 euro, ma saranno in pratica gli stessi odierni barboni, e la cifra erogata verrebbe solo a sostituire (o poco più) i mezzi tramite i quali già oggi campano (mense pubbliche, dormitori pubblici, ecc), non sarebbe una cifra interamente regalata a loro! Ma andando a chiedere all'oste se il suo vino è buono che risposta si aspettano? E' ovvio che tutti risponderanno "continuerò a lavorare lo stesso" quando a fronte dell'altra classica domanda che dà sempre i risultati opposti "pensi che col reddito di cittadinanza la gente smetterà di lavorare?" la risposta è nell'80% dei casi "si", per cui i cattivi "osti" sono sempre gli altri, mai sé stessi, il vino degli altri è sempre cattivo e il proprio è l'unico buono. Certo, col presupposto delle cifre di 780 euro che indicano, per forza che le risposte sono queste! Niente, "continuerei a lavorare perché mi piace", come se si aspettassero di essere messi di fronte alla prospettiva di non essere pagati per il lavoro... perché "ti piace"??? Guarda che verresti pagato comunque complessivamente (comprendendo il reddito di cittadinanza) tanto quanto oggi se non di più, non perché "ti piace"! Casomai "perché voglio ANCHE quei soldi" oltre a quelli del reddito di cittadinanza! Finché ci sarà qualcosa da fare e qualcuno capace e disposto a farla, quella cosa verrà fatta, alle condizioni alle quali le controparti saranno disposte ad accordarsi, l'unico parametro a poter cambiare sarebbero solo appunto i patti condizionati tra le parti. La vostra fogna ci sarà sempre qualcuno a pulirvela, e vi costerà non più di quanto vi costi oggi, anzi certamente proporzionalmente meno che oggi sul vostro potere d'acquisto reale, non preoccupatevi. Ma almeno loro, i detrattori, hanno capito che il reddito di cittadinanza deve andare a tutti, a differenza della concezione 5 stelle che invece è di fatto solo un normale sussidio alternativo al salario. Hanno rubato il termine a chi lo porta avanti da decenni, per appiccicarlo ad una cosa che con un reddito di cittadinanza non ha niente in comune; il solo fatto che possano esserci possibili varianti su regole ed erogazione fa capire che non è un reddito di cittadinanza il loro, dato che piano dettagliato per regole (solo una: la cittadinanza, da cui il nome) ed erogazione, entrambi semplicissimi, il reddito di cittadinanza ce l'ha da sempre, univoco e non variabile; purtroppo quello dei 5 stelle non è un reddito di cittadinanza, dopotutto se lo fosse, ripeto, piano dettagliato per regole ed erogazione lo avrebbero trovato già bello e pronto ad opera di chi lo porta avanti da decenni prima che arrivassero loro ad appropriarsi indebitamente del solo nome, non avrebbero nemmeno avuto bisogno di spremersi le meningi per architettare cervellotiche pianificazioni. Se per "reddito di cittadinanza" i 5 stelle intendono un banale normalissimo sussidio discrezionale come ce ne sono già da sempre qui o altrove e la cui inefficienza è assodata (in Danimarca non è "il sussidio" a funzionare, è la Danimarca stessa), dovrebbero lasciarne il termine a chi il concetto espresso da esso lo ha concepito e lo porta avanti sotto i furenti attacchi degli antifascisti da decenni, e al loro normale sussidio clientelare di cifre avulse da ogni logica matematica (per non dire dal buon senso stesso) dovrebbero dare un altro nome, sussidio temporaneo di disoccupazione, non reddito di cittadinanza che ha anche nella parola stessa tutto un altro significato semantico: quello dei 5 stelle non è un reddito (non viene cioè erogato dalla nascita alla morte), non è di cittadinanza (non viene cioè erogato a tutti a prescindere dallo status personale), non è di base (identificano la cifra sulla intera necessità personale e non su quella "basilare"), non è incondizionato (sottostà a clausole talmente cervellotiche e draconiane da far invidia anche al più fantasioso ottuso burocrate sovietico), e non esiste da nessuna parte (in nessun paese c'è mai stata un erogazione perpetua universale indipendente dallo status economico-lavorativo della persona ma ci sono sussidi, la definizione è questa, a determinate persone disoccupate e per il solo periodo di inoccupazione). Di conseguenza quello dei 5 stelle non può essere definito "reddito di cittadinanza". Come risposta a ciò rispondono invariabilmente ridondando cose tipo "non è vero che è per sempre"... ma che cavolo di risposta sarebbe??? Certo, quello che propongono loro non è per sempre, il reddito di cittadinanza invece si che è per sempre, senza necessità di sottostare a inutili obblighi formativi e ricatti tipo i 3 rifiuti di ricollocazione e ricerche personali che ogni disoccupato odierno sa essere vane ed inutili (dato che se ci sono disoccupati è perché oggi il lavoro compensato NON C'E' e non l'opposto come evidentemente lo intendono loro, in che modo bisogna farglielo capire????), quindi quello che propone 5 stelle è un sussidio e non un reddito di cittadinanza. Oppure pretendono loro da ultimi arrivati di stabilire e venire a insegnare a me cosa deve essere il reddito di cittadinanza? Con sicurezza perfino: "non dura per una vita, non è mica un vitalizio"... come se secondo loro le persone mangiano solo per un periodo limitato e poi per il resto della vita si nutrissero di luce come le piante... si che dura per tutta la vita, se così non fosse non avrebbe alcun senso e non sarebbe un reddito di cittadinanza! Me lo spiegano che senso avrebbe se fosse solo per un tempo dato???

Poi c'è una caratteristica tipica dei contrari al reddito di base che mi ha sempre incuriosito finanche a lasciarmi esterefatto... quando ti chiedono la cifra e rispondi 250-300 regolarmente ti rispondono perfino apparentemente mostrando stupore che è una cifra troppo bassa... e la contraddizione paiono non notarla... quindi, da questo pulpito, che in quanto contrari al reddito di base sono implicitamente favorevoli alla cifra di zero nominale (ossia a quella di -250 ovvero loro sottrazione a ciascuno), ti senti rispondere che 250-300 sono troppo pochi... ma come si conciliano le due cose??? Non ce la vedono la contraddizione? Se 250-300 sono troppo pochi, allora la cifra che propongono loro cioè zero sarebbe maggiore? Mentre dalla parte opposta, anche se a voi non farà ridere per non piangere come invece ha fatto a me, anni fa nella pagina facebook della deputata Roberta Lombardi dei 5 stelle avevo provato a spiegare cos'è il reddito di cittadinanza, e lei in persona (ebbene si, si era degnata di rispondere a me) mi ha risposto: "e come fa una famiglia di 4 persone a vivere con 300 euro al mese?" Qui ovviamente mi sono cadute le braccia, davvero da ridere per non piangere davanti una tale risposta; innanzitutto il reddito di cittadinanza dovrebbe costituire nelle intenzioni un INTEGRAZIONE e non l'intero reddito ed il fatto che una deputata eletta lo consideri in prospettiva come INTERO reddito di una famiglia è davvero deprimente, ma il punto fondamentale che mi ha fatto capire che loro non hanno capito niente del concetto di reddito di cittadinanza lo ricavate dalla risposta che le ho dato: "300x4 fa 1.200". Anche se un altra potenziale risposta da darle sarebbe stata: "e con 0?" dato che oggi tale cifra è zero (non esistendo il reddito di cittadinanza) e quindi qualunque cifra sarebbe sempre comunque maggiore di zero, o no? Come sopravvive oggi questa sua ipotetica famiglia con 0? I 300 sono IN PIU' rispetto all'attuale reddito, perlomeno per i salari bassi (solo in quelli alti andrebbe sul lungo periodo a sovrapporsi proporzionalmente per "equilibrio economico generale" ed "effetto reddito", come si comprende da uno dei grafici che vi avevo fatto vedere). Credete che qualcuno ci arrivi a capirlo? Ma magari! Accampano sempre ragionamenti individualistici che presuppongono regolarmente l'alternativa tra reddito di cittadinanza e stipendio, mica ci arrivano a capire che sussisterebbero entrambe le cose contemporaneamente! E come farglielo capire più semplicemente di così??? Niente, oltre al concetto di sussidio alternativo al salario mica riescono ad andare, neanche con le più ponderate spiegazioni, è una cosa che esula dalle loro capacità cognitive proprio.
In realtà, dei 1.200, la maggior parte dei 600 destinati ai due figli in età presumibilmente scolare sarebbe spesa per i costi scolastici e sanitari in un sistema non più pubblico (uno degli scopi del reddito di cittadinanza è quello di PERMETTERE di privatizzare tutto); ma comunque il punto, la risposta più azzeccata, qualunque fosse la cifra rimanente, è: e oggi con l'attuale 0?
La cosa che più colpisce è che le opinioni sul reddito di cittadinanza si dividono nettamente senza vie di mezzo: c'è chi lo vuole a zero (ossia ne è contrario del tutto), e chi il più alto possibile. I primi sono colti in scienza economica ma che vivono fuori dalla realtà come stiliti sopra una colonna; i secondi vivono nella realtà ma sono totalmente ignoranti in tema economico; i colti che vivono nella realtà, purtroppo sono ancora ben pochi. Inderogabilmente tutti gli studiosi che l'hanno analizzato sotto il punto di vista consequenzialista (cioè come non finalizzato a *dare soldi* ma alle conseguenze macroeconomiche che ne derivano) concordano che per un paese come l'Italia oggi la cifra ideale sia tra 250 e massimo 400 euro (massimo raggiungibile sul lungo periodo, non subito), nessuno di loro va oltre come fanno gli ignoranti, che mica lo vogliono capire che oggi esiste un'unica alternativa, quella tra 0 e una qualunque cifra che vada da 0 (qualunque cifra superiore a 0 è comunque meglio di 0) fino al massimo 300 per poi crescere sul lungo periodo fino ad anche 400 (difficilmente di più). Oltre i 400 oggi non è un alternativa, è solo frutto di una mente irrazionale avulsa da ogni buon senso logico, giustificabile solo come assenza di comprensione del valore del denaro forse appunto poiché abituati a non dover soppesare accuratamente il valore dei soldi come invece deve fare chi soldi ne ha pochi; non capiscono il valore perché non hanno mai dovuto vivere con zero o anche fosse con 100 euro al mese.

Sia chiaro io non sto contestando la legge proposta dai 5 stelle, sono liberi di proporre le leggi che vogliono, io sto solo dicendo che non è un reddito di cittadinanza ma un sussidio, e quindi dovrebbero chiamarlo con un altro nome (evidentemente parliamo due lingue diverse perché nella mia quello che loro mi descrivono si chiama sussidio assistenziale e non è che se chiami una cosa con un altro nome lo diventa solo perché così l'hai chiamata). Tra l'altro non comprendo per quale motivo si vergognino a chiamarlo sussidio assistenziale, che problema ci vedono, loro? Per non parlare poi di quell'indecenza che è la previsione di restituzione... non si rendono conto della palese ingiustizia (nonché del non-senso stesso) che quando il disoccupato percettore di sussidio trova lavoro poi debba restituire tutto con trattenuta dallo stipendio (perché, almeno inizialmente, ora non so, questo prevedeva la loro proposta)? Una forma sottintesa, ma neanche tanto sottintesa, di dichiarazione che chi lavora è migliore sempre e comunque, tipica delle religioni della "salvezza tramite le opere". In pratica una forma di "fio" da pagare e un messaggio sottinteso che chi lavora ha sempre ragione e chi il lavoro non lo trova è per sua stessa colpa (da cui deriva la demenziale clausola della ricerca di un lavoro che oggi NON ESISTE, come se secondo loro si potesse cavare sangue da una rapa, tipicamente marxista). Poi quando fortunosamente lo trovasse si dovrebbe "redimere" ed espiare restituendo parte di salario come un "pizzo". Se in un anno Tizio trova lavoro prenderà 1.000 euro al mese (esempio semplificativo) cioè 13.000 l'anno. Il disoccupato Caio invece non lo trova il lavoro (e sappiamo che per il 99% dei casi non è una colpa né lassismo, ma solo questione di fortuna / sfortuna o al massimo melliflua estroversione ovvero bizantinamente "sapersi vendere"; senza contare ovviamente il maggior "ufficio di collocamento" italiano, cioè il clientelismo ed il nepotismo) mettiamo prende 6.000 l'anno. Dopo un anno trova lavoro, ok. E non solo non ha lavorato un anno ma poi deve pure restituire i soldi, mantenendo sempre una classificazione di lavoratore di serie B, perché intanto deve restituire 6.000 euro (e quindi prenderà meno per lo stesso lavoro rispetto a chi il lavoro già ce l'aveva prima), nell'anno che non ha lavorato non avrà guadagnato niente (differenza con Tizio -13.000 che "però ha lavorato quindi è bravo") mentre Tizio lavorando ha preso 13.000 euro... io questa la chiamo ESTORSIONE USURAIA (e non c'entra niente che non ci siano interessi, per chi ha reddito 0 anche la rinuncia ad un solo euro è una rinuncia enorme). E tutto questo per quella brutta mania che hanno del dover "far tornare i conti" come se una nazione fosse una bottega, che determina pure l'altra tipica critica: "e da dove li prendereste questi soldi?", indicativa del fatto che questa gente non riesca a guardare più in là del proprio naso, totalmente priva di lungimiranza e capacità analitica. Il concetto stesso di "dove prenderli" è fondamentalmente sbagliato ed ogni tentativo di risposta non può sortire altro effetto che offrire lo spunto agli avversari per le loro insulse critiche. Non li si prende da nessuna parte: il reddito di cittadinanza deve essere "creatore di sé stesso". Il reddito di cittadinanza non è una RE-distribuzione, ma una RETRIBUZIONE. Non sono soldi che qualcuno dà a qualcun'altro, e quindi tantomeno in cambio di qualcosa. E' un investimento di ritorno, una partita di giro. Varia solo la composizione del reddito aggregato. Si pensi al caso dei dipendenti pubblici, nel quale ciò sarà automatico in maniera grossomodo matematica, a seconda dell'entità del salario, certo, per cui si tratterebbe sono di una mera variazione contabile. Difatti tutte le imposte pagate nominalmente dai dipendenti pubblici non sono state prodotte in quanto nel caso di "scambi volontari" non vi è alcun modo di calcolare un effettivo surplus imponibile che nel loro caso è inesistente, negli "scambi coercitivi" non vi è produzione di nessun surplus, ma solo interpassaggio. I soldi che il dipendente pubblico o il pensionato versa allo stato come "imposte" sono partite di giro, cifre totalmente arbitrarie di imposte non prodotte e/o non calcolabili. E' come spostare dei soldi da una tasca all'altra di un paio di pantaloni. Immaginarsi che i dipendenti pubblici paghino realmente le imposte è come credere che il verme solitario nutra l'organismo che lo ospita. La loro quota di spesa pubblica la pagano, si ma come tutti tramite i consumi. Considerando questo esempio è possibile capire il senso del reddito di cittadinanza come auto-creato. Lo stato è solo amministratore e garante del reddito di cittadinanza; non ne è né creatore né utilizzatore. Per cui anche per la riscossione dell'"affitto" (la forma assunta dal reddito di cittadinanza per "contratto sociale" a legittimare la proprietà privata i cui detentori "pagherebbero" in tal modo alla collettività il suo affitto) vale lo stesso discorso della quantificazione, che essendo impossibile valutare con esattezza, dovrebbe essere indirizzata al modo che apporti la maggior efficienza al sistema.

Complessivamente l'unica spiegazione possibile è che chi ha redatto tale progetto non abbia mai provato in vita sua ad essere privo permanentemente di occupazione pagata, solo così si possono giustificare la marea di farneticazioni di cui consiste la proposta di legge dei 5 stelle. Ogni disoccupato SA che per persistere nell'inutile ricerca di un lavoro compensato che oggi NON C'E' bisogna essere veramente ma veramente deficienti!!! Pretenderlo dagli altri come lo si dovrebbe classificare? E paradossale è che queste stesse persone identificano nelle differenze con il vero reddito di cittadinanza quelli elencati come i difetti principali di quest'ultimo!!! Il fatto che non riescano a vedere falle sensate (che magari potrebbero anche esserci, non lo nego a priori, ma per ora non ne ho identificata alcuna di possibile) è per me un segno della bontà della proposta. E ad ulteriore conferma l'avversità trasversale, cioè da parte liberista l'accusa di essere troppo di sinistra, e da parte grillina di essere troppo di destra. Comunque comprendo che le critiche derivate dall'aver preso fischi per fiaschi sono causate dal fatto che sono io a non essere molto bravo a spiegare in parole i concetti, lo vedete da voi che ho una sintassi pessima anche per scritto, per orale lo sapete che è ancora peggio. Però cavolo, ogni volta è la stessa storia, io dico una cosa e loro ne capiscono tutt'altra, e non è che chiedono lumi, no, ma quando mai! Rigorosamente danno per scontato che il senso sia quello, nemmeno si capisce come, inteso da loro! Ma si può così??? Peccato che i grillini non riescano a comprendere (o io a spiegare) che il reddito di cittadinanza (quello vero) determinerebbe la fine della giungla liberista (la fine della "giungla", di quello che intendono loro con "giungla", che è causata dal dirigismo statale odierno, altroché liberismo che non si capisce dove ce lo vedano) che loro invece paradossalmente paventano, e il venir meno delle attuali necessità competitive causate sempre dall'intervento dello stato come conseguenza, e non la strampalata interpretazione secondo la quale io vorrei togliere presunti diritti (che comunque tali non sono) cioè quei fattori che sono la causa della disoccupazione, che casomai sono privilegi di casta, perché anche quella dei "lavoratori" è una casta, responsabile della disoccupazione e quindi dell'inoccupazione altrui; poi il tipico uso del termine stesso "lavoratori" come distinguo è veramente vergognoso, come se invece gli imprenditori stessero a far niente e come se i disoccupati lo fossero per loro scelta o colpa... io questi privilegi (o "diritti" se volete chiamarli così anche se tali non sono) voglio RENDERLI INUTILI, "renderli inutili" lo traduco significa che sarebbero i datori di lavoro ad osservarli automaticamente senza necessità di costrizioni, per la banalissima legge domanda / offerta: se un dipendente può benissimo trovarsi un altro lavoro (ossia ciò che sarebbe possibile in presenza di piena occupazione) il datore si premurerà di attuare condizioni atte a trattenerlo presso sé, e si guarderà bene dal fare il contrario ossia attuare azioni per le quali oggi sono necessarie quelle esternalità che loro chiamano diritti e che sono la causa della disoccupazione; rendere inutile e superfluo un "diritto" non funziona meglio che imporlo per legge???? Ma dopotutto cosa ci si può attendere da un mondo nel quale i privilegi (seppur determinati da altri fattori a loro volta dovuti al fatto che a comandare sono sempre le persone più stupide ed ignoranti grazie al consenso oclocratico della massa elettorale) vengono non solo chiamati "diritti" ma addirittura difesi a spada tratta dagli stessi che da questi privilegi altrui (o "diritti"... secondo loro) ne sono danneggiati e pure gravemente?!?!?!?! Un mondo nel quale ci sono disoccupati iscritti alla Cgil non è un mondo normale. Come se un cervo si iscrivesse ad un club di cacciatori, tanto per adeguarmi alle assurdità che da sempre mi tocca ascoltare.

"Quando la spoliazione diventa il mezzo attraverso il quale vive un certo gruppo d'uomini uniti tra loro da qualche legame sociale, essi creano subito una legge che la conferma e una morale che la glorifica" (Frederic Bastiat)

Vi definisco io il reddito di cittadinanza: il reddito di cittadinanza o reddito di base incondizionato è una erogazione monetaria, retribuita ("retribuzione" è il termine esatto che la definisce, non "redistribuzione") continuativamente a intervallo di tempo regolare, distribuita a tutti coloro dotati di cittadinanza (quindi non agli stranieri, motivo per cui si chiama "di cittadinanza"), in grado di *andare a determinare* (non "consentire" in sè) una vita minima dignitosa, cumulabile con altri redditi (da lavoro, da impresa, da rendita), indipendentemente dall'attività lavorativa effettuata, dal reddito e dal patrimonio posseduto, dalla nazionalità (cioè ne sono compresi i cittadini di lingua tedesca dell'Alto Adige, per intenderci, ma non certo gli stranieri residenti), dal sesso, dal credo religioso e dalla posizione sociale e retribuito continuativamente durante tutta la vita del soggetto (più esattamente a partire dall'inizio del percorso scolastico, 6 anni, ed aumentato in età pensionistica indipendentemente da quei termini di merda "contributivo-retributivo", dato che a differenza di ciò che pensa la gentaglia tipo la Fornero, non è che passata una certa età c'è qualcuno che mangia mentre qualcuno ne può anche fare a meno). Suo scopo è quello di influire in maniera non dirigistica sul sistema economico per renderlo più libero e fluido tramite l'abbassamento del costo del lavoro in un sistema dove il fisco non sia proporzionale reddituale e tutte le relative conseguenze collaterali (tra cui la possibilità di rendere privati molti servizi oggi pubblici e abolire le legislazioni sul lavoro), a compensazione di tali liberalizzazioni; è un REDDITO ovvero è PERMANENTE (viene retribuito durante tutta la vita del soggetto); è DI CITTADINANZA ovvero viene retribuito a TUTTI i cittadini della nazione indipendentemente dalla loro situazione economica e lavorativa e dalle loro intenzioni future (di "reinserimento" e "qualificazione") o percorsi scolastici passati; è INCONDIZIONATO (cioè non sottostà a draconiane ed umilianti condizioni-capestro ricattatorie su "reinserimento" e "riqualificazione" che tutti i disoccupati sanno essere solo un inutile spreco del tutto utopico); è INDIVIDUALE, non subisce variazioni in riferimento al proprio status familiare (perciò non è un sussidio temporaneo determinato dal nucleo familiare per il solo capofamiglia); suo scopo è fungere solo da BASE (da cui il nome alternativo "reddito di base") dell'intero reddito personale, e non da suo sostituto, ragion per cui è indipendente da valutazioni sulle necessità complessive della persona e arbitrarie "soglie statistiche": la cifra si calcola su quella riscontrabile nei fatti che in quel momento apporti il massimo dell'efficienza al sistema economico nazionale (o più esattamente come riferimento a cui puntare mediamente sul lungo periodo) essendo questo il suo scopo: suo scopo NON E' *dare soldi* alle persone. E' indipendente da "coperture" essendo un complemento alla fiscalità monetaria (e come tale nasce) ovvero ad un sistema in cui le imposte non esistano, sostituite dalla creazione di moneta a scopo erariale in un sistema in cui vigano due monete, una d'uso (stampabile a scopo erariale) ed una di computo nella quale sono registrati i prezzi ed i conti (con ciò eliminando i problemi legati all'inflazione della moneta d'uso); nessuno "paga" e per questo il termine che va a definirne l'erogazione è "retribuzione" e non "redistribuzione". Lo scopo del reddito di cittadinanza non è di aiutare ("sussidiare") i poveri, ma di eliminare la povertà cioè fare in modo che non ci possa più essere nessuno che abbia il bisogno di essere aiutato. Il reddito di cittadinanza (quello vero, non il sussidio a cui i 5 stelle hanno solo affibiato impropriamente il nome) non è mai stato introdotto in nessun paese in nessun tempo, a differenza dei sussidi esistenti anche oggi in molti paesi.

Per cui le cifre nominali si ricavano tramite la fiscalità monetaria, non tramite esazione fiscale. Invece per quanto riguarda i 5 stelle, la solita loro risposta è "dalla lotta all'evasione", come se il valore dell'evaso fossero beni distrutti e non comunque esistenti per cui "recuperare" quelle cifre non farebbe altro che scaricarsi su altri parametri, con relativa esondazione della burocrazia, che contraddice le esigenze di semplificazione del sistema nell'intento apparente di recuperare gettito dall'evasione fiscale. E assieme alla bestia nera "evasione" si aggiungono di volta in volta i tagli "ai privilegi", agli stipendi, ai rimborsi ai partiti, alle spese militari, e chi più ne ha più ne metta. Tutte cose per le quali vale lo stesso discorso del precedente: credere di poter risparmiare tagliando le spese pubbliche è come pensare di far dimagrire un paziente obeso tagliandogli una gamba. Nel caso in questione per mangiarsi la gamba. E quando la gamba da mangiare è finita? Mica ricresce per poterla poi tagliare di nuovo! Degni eredi di quelli che volevano tassare i titoli di stato... ma se è lo stato a pagarli, basta abbassarne il rendimento! Che differenza farebbe? Se hanno quel rendimento esentasse un motivo c'è! Il rendimento esentasse è calcolato sulla base della domanda-offerta teso ad ottenere una data cifra complessiva, se abbassi il rendimento (che sia direttamente o indirettamente come tassa) meno persone lo compreranno e quindi meno soldi l'emittente incasserà! Tassare solo sopra un certa cifra complessiva? Ma come se ne può stabilire l'effettiva proprietà ovvero la quantità detenuta da un singolo? Se si facesse così allora basterebbe usare prestanome e il problema è risolto, fatta la legge trovato l'inganno. Qualcuno lo dica a Bertinotti. E le insulse critiche sull'anatocismo, ma mica ci arrivano a capire che se in presenza di anatocismo la banca chiede un determinato tasso di interesse, in assenza di esso la banca non farà altro che chiedere un tasso di interesse più alto? O vogliamo anche fissare legislativamente i tassi? Però quando l'anatocismo è a favore dei correntisti (cioè sempre, quando il tasso è presente e positivo), su quello nessuno ha niente da obbiettare eh? Parlare sempre di "equità fiscale", di progressività, di redistribuzione, di lotta all'evasione ecc., fa sospettare la presenza di pulsioni ancora ideologiche vetero-marxiste che demonizzano l'impresa e la "ricchezza" tout court e che non riescono a vedere altro che lotta di classe, altro che invidia e rancore verso l'altro, come se nel momento in cui si hanno lavoratori dipendenti si smettesse di far parte della specie umana e si diventasse un marziano.

Eppure ci sono eccome imprenditori che si dicono contrari al capitalismo, ma la spiegazione è semplice: fanno parte di quella cerchia di imprenditori collusi coi parassiti di stato, che prosperano con raccomandazioni, intrallazzi, connivenze, corruzione, amicizie... l'esempio tipico sono i proprietari delle agenzie interinali, per i quali essere pappa e ciccia coi sindacati è inderogabilmente necessario. Chi è incapace ed inefficiente preferisce odiare/invidiare coloro che sono meritevoli ed efficienti, piuttosto che impegnarsi ad essere come loro; da cui ne deriva il denigrare i disoccupati da parte dei loro carnefici.
La destra è una nebulosa dove ognuno ha la sua interpretazione, per quanto a voi potrà apparire paradossale, è proprio chi è di destra che di solito non ama la disciplina e non si fa inquadrare in un movimento gerarchico e organizzato, per questo motivo si parla in suo riferimento spesso di maggioranza silenziosa; è la sinistra invece che è più dogmatica e per questo sembra più presente e numerosa.

“Che si trattasse di un partito di fanatici lo sapevo già, ma non credevo che tale fanatismo dovesse sfociare in lotte così brutali. Tutti ragionano con un cervello standardizzato, ma nello stesso tempo si controllano e si guardano, pronti ad aggredirsi senza il minimo rispetto. Mi sono reso conto ancora una volta che i rivoluzionari hanno una tremenda paura quando si trovano di fronte ad una commissione d’inchiesta o di indagini. Sono tutti uguali, brutali e vili, senza comprensione e privi di ogni minima forma di rispetto per il prossimo. Sono amici finché loro conviene, ma al momento della lotta sono capaci di dilaniarsi come iene” (Giuseppe Menotti Mancuso, fonte “Rodolfo” del Sid, infiltrato nel partito marxista-leninista d’Italia, 1967)

Ecco, lo scenario dipinto in questa frase, a destra è inimmaginabile proprio!

Quando il merito e l'efficienza sono considerati inutili optional il peggio avanza inesorabile e la rovina diventa una certezza. Quelli secondo i quali il criminale è chi sposta la residenza a Montecarlo, non quel sistema che obbliga a farlo. "I paradisi fiscali sono creati dagli inferni fiscali", concetto che non ho bisogno di leggerlo come aforisma da altri. Gli inferni fiscali voluti dai luddisti che paradossalmente si fanno chiamare col suo ossimoro "progressisti" ... secondo il motto marxiano "C'è un solo modo di uccidere il capitalismo, con le tasse, tasse e ancora tasse", che vogliono le barriere, le dogane, i dazi e le protezioni: erano e sono rimasti nemici del mercato, naturalmente sempre in nome degli interessi del popolo (che grazie al mercato ha conquistato benessere); erano e sono i militi di una sovranità parolaia e tonitruante, che resta aria fritta, quando non diventa condotta politica vera, che porta inevitabilmente alla miseria ed alla follia. I comunisti odierni hanno cambiato abito, ma non testa, e molti lo sono senza saperlo, tutti quelli che criticavano lo spostamento della sede legale della Fiat all'estero come se fosse un'azione se non illecita, immorale. Possono anche mettersi 100 strati di cerone ma il rosso sottostante cercherà sempre di affiorare dal loro profondo, dove resteranno sempre gli stessi costruttori del muro di Berlino.

"Il socialismo marxista rimarrà sempre un fenomeno per gli storici dell'Opinione: come abbia potuto una dottrina così illogica e così stupida esercitare un'influenza così potente e duratura sulle menti degli uomini, e, attraverso loro, sugli eventi della storia" (John Maynard Keynes)

La perversione di un ideologia pazzesca, frutto della mente contorta di un uomo certo di discreta istruzione ma di scarsa intelligenza. L'unica cosa che questo imbecille produsse fu un idea che col suo momentaneo inspiegabile successo ha determinato la sofferenza e la morte di un numero incalcolabile di esseri umani, prodotto i più grandi disastri della storia mondiale, impoverito proditoriamente oltre ogni comprensibile misura un terzo del pianeta, ed imperato incontrastato nell'ambito culturale raccattandovi i peggiori scarti dell'umano intelletto del tipo Julien Benda e Paul Valery con le loro deliranti farneticazioni e roboanti formule lessicali in politichese tese a gettare fumo per arrabattarsi con la loro prosopopea a tentare di giustificare l'ingiustificabile. Al punto che anche quando si accodano anche loro al reddito di cittadinanza, permea sempre il sospetto che dietro ci siano fini reconditi difficilmente afferrabili per chi non è in grado di cogliere le sottigliezze che riescono a scaturire dalla loro diversità antropologica. Vedasi Yanis Varoufakis che per "finanziare" (e finchè non eliminiamo il concetto che il reddito di cittadinanza debba essere finanziato non ne andremo mai fuori...) propone "emissioni azionarie con le quali la Società diventa un azionista in ogni società, e i dividendi distribuiti equamente a tutti i cittadini" che detto in questi termini è un "furbo" espediente per dire "statalizzazione", "furbo" se la statalizzazione potesse dirsi una cosa intelligente, ma dato che così non è, questo o è solo un subdolo sotterfugio semantico da parte di persone che sono rimaste rosse dentro, o è una puerile ingenuità da parte di persone che non sanno nemmeno cosa sia il comunismo e non si rendono conto che quello che stanno facendo è proporre proprio questo.

"Ciò che caratterizza i socialisti di tutti i colori è un tentativo continuo, vario, incessante, per mutilare, per raccorciare, per molestare in tutti i modi la libertà umana" (Alexis de Tocqueville)

Questa logica si inserisce in quella di chi a volte si sente sostenere l'assurdità che i prezzi di ogni cosa dovrebbero essere adeguati ai redditi del compratore, senza comprendere che se tutto fosse in scala una Ferrari costerebbe lo stesso per un miliardario come per un barbone, ma se la Ferrari costa un prezzo accessibile solo a pochi non è perché così ha deciso un orco cattivo, ma perché di Ferrari ne viene prodotta una certa quantità e venduta al prezzo al quale quella quantità viene smerciata, o vogliamo farne produrre una a testa? Tanto per farvi capire la cognizione che ha questa gente, secondo Andrea Baranes, presidente della Fondazione Culturale della rete di Banca Etica (come se le altre banche fossero "non etiche"...), la ricchezza prodotta da tutti gli abitanti della Terra è tale che, se fosse distribuita in parti uguali, "permetterebbe ad ogni essere umano di vivere con un reddito di 2.884 dollari al mese"... che è una cagata pazzesca: beni per 2.884 dollari al mese pro capite non ne esistono. La maggior parte della ricchezza semplificata da questa cifra è composta da beni i cui esemplari esistenti non sono 7 miliardi. Come le dividiamo 1.000 Ferrari tra 7 miliardi di persone? I redditi più alti esistono perché esistono prodotti di maggior valore (e quindi "il ricco" in quanto tale non toglie proprio niente al "povero"). La scusa degli assistenzialisti è sempre quella di "redistribuire" i redditi dai più ricchi ai più poveri. Convenzionalmente sembrerà una filantropica soluzione il concetto di "prendere ai ricchi per dare ai poveri", come un novello Robin Hood. Ma nella realtà quello che viene dato ai poveri viene tolto ad altri poveri, non ai ricchi. Si riduce demagogicamente ad un mero interpassaggio di beni. La concorrenza per i beni non è tra classi, ma interna ad ogni classe; i ricchi non hanno bisogni alimentari maggiori rispetto ai poveri, ed i poveri non mangiano oro. "Se il Papa vendesse uno dei suoi anelli", NON sfamerebbe proprio nessun africano! Questo per il semplice motivo che gli africani non mangiano anelli d'oro! Se il frumento prodotto rimane il medesimo, toglierlo ad alcuni per darlo ad altri non ne aumenta la quantità esistente, ma piuttosto ne disincentiva la produzione. E' facile intuire l'unico risultato ottenuto dai mezzadri quando durante il biennio rosso raccoglievano solo la parte a loro necessaria lasciando marcire quella "del padrone". Come si distribuisce qualcosa che NON ESISTE? Sono sempre quelli che credono che il salario sia stabilibile arbitrariamente dal padrone anziché determinato dalle leggi domanda-offerta del mercato. Viene da chiedersi: se "i salari sono una variabile indipendente", perché allora non pretendono 1 miliardo al mese? Se sono variabili indipendenti non vedo il problema no? O quelli che vogliono "mettere un limite alla ricchezza" con la "doppia valvola", come se il livello di ricchezza verso l'alto avesse una qualche influenza sul potere d'acquisto della base della piramide, "non reinveste che in minima misura la sua ricchezza nell'economia reale, preferendo piuttosto darsi alla finanza speculativa"... ora verrebbe da chiedergli due cose: cosa sarebbe sta "economia reale" e cosa sta "finanza speculativa" e quale differenza c'è tra le due; se reinvestono "in minima parte", coi restanti soldi che fanno secondo loro? Forse secondo loro ci comprano tonnellate di pane per distruggerlo per spregio?

Il problema, ripeto, è l'assenza di una base reddituale con tutte le conseguenze, non la sua entità!!! E' la totale assenza che va a determinate l'inutilizzo di risorse esistenti! Non l'entità dei redditi di chi li ha! Come diceva Ezra Pound "dire che uno Stato non può perseguire i propri scopi per mancanza di denaro è come dire che non si possono costruire strade per mancanza di chilometri", per cui dato che lo scopo REALE macroeconomico delle imposte è quello di "drenare" (togliere, eliminare, cancellare, annullare) dalla circolazione l'equivalente cifra spesa dall'erario qualunque essa sia, se ne ricava che se 250 o 300 euro forniti da un soggetto (il quale può essere ad esempio la Caritas o una mensa pubblica) ad un altro sono si tolti al primo per darli al secondo, i medesimi se erogati come base reddituale "dalla collettività" a ciascun suo soggetto *non sono tolti* a "qualcuno" ma sono una mera "partita di giro", che va però a permettere di recuperare l'equivalente controvalore in risorse oggi lasciate inutilizzate dall'assenza di potere d'acquisto nei soggetti che ne sono altrimenti totalmente privi.

Proprio da manuale della tradizione catto-comunista nordista, causata dal tipico dover dare un colpo al cerchio e uno alla botte per il terrore di perdere consensi volendo accontentare tutti e regolarmente ottenendo il risultato di scontentare tutti... eccola la democrazia... ovviamente, ribadisco, mi riferisco al concetto che ad essa dà chi oggi si è appropriato monopolisticamente del termine, non al concetto in sè. E' incredibile constatare come in questo mondo le uniche persone che abbiano veramente capito il funzionamento della democrazia siano gli anti-democratici... o per meglio dire, tutti quelli che l'hanno compresa ne sono ipso facto contrari. Solo che purtroppo a comandare sono gli altri, almeno finora, ma prima o poi il mondo dovrà progredire, anche ci volessero decine di anni. Certo questo sonno della ragione in cui stiamo vivendo non potrà durare per sempre, ma è frustrante assisterci per chi è cosciente di quanto buio sia il periodo storico che stiamo vivendo mentre tutti gli altri ne sono perfino accecati da una mole di filmografia che definire agiografica è riduttivo (i film propagandistici sono quelli degli altri, ovvio, i loro no, i loro non sono propaganda... sti spudorati!!!). Mi viene veramente da struggermi nel pensare a cosa l'umanità ha rinunciato finora a causa di quelli che nelle loro paranoiche manie di persecuzione e desiderio di poter avere un mostro contro cui scagliarsi ed ergersi chiamano "male assoluto" e che giustificano tutte le distruzioni della guerra nella quale LORO hanno voluto impelagare l'Italia con il pretesto di "estirpare il cancro che avrebbe divorato il mondo" a cui non si può non rispondere "direbbero al primo pesce che uscì dall'acqua e si mise a vivere sulla terraferma" (ovvero, questi gli amputerebbero gli abbozzi di zampe e polmoni scambiandoli per cancro).
Specifico in merito che se io depreco la strada presa dall'Italia dopo il 1929, sono consapevole però che essa va imputata alla monarchia (la quale era il vero potere in Italia, Mussolini, così come qualunque precedente presidente del consiglio, era solo una marionetta che poteva fare solo ciò che la monarchia gli permetteva di fare), per cui vige comunque sempre la prospettiva che una volta liberatisi dalla monarchia si sarebbe potuto abolire tutte le aberrazioni dirigiste e staraciane introdotte nel frattempo e riprendere la strada interrotta nel 1929; purtroppo gli eventi hanno voluto che quando nei fatti liberatisi dalla monarchia, essa sia stata sostituita nel suo potere superiore da un nemico del fascismo ancora peggiore, Hitler. E non sono l'unico ad essere consapevole di chi in realtà egli fosse:

"Adolf Hitler è stato il miglior agente segreto che il capitalismo internazionale abbia mai avuto, il vero responsabile della scomparsa del fascismo" (Stanis Ruinas)

Non so se magari ve l'avevo già scritto in passato, ma la cosa che conseguentemente penso è: se oggi ad uno come me tocca votare il meno peggio con disgusto, in un mondo normale io voterei uno di quei partiti di quel 99% (perché in una democrazia fascista sempre lo stesso arco politico grossomodo vi sarebbe, compreso come oggi quell'1% di mostri che serve a rendere "non mostri" tutti gli altri), non importa quale, in quel caso destra centro o sinistra mi farebbe grossomodo lo stesso (ma probabilmente voterei quello equivalente a quello radicale), si tratterebbe solo di differenze sfumate (e lo stesso vale anche oggi per quelli esistenti, tra loro, eh; il problema è il sistema alla base, non i partiti che divergono solo in sfumature irrilevanti ma sostengono tutti il medesimo sistema, 5 stelle e radicali compresi), e lo voterei non con disgusto come oggi, e nemmeno con nonchalance, ma con CONVINTA GRATITUDINE del mondo nel quale la società espressa politicamente da quello o quei partiti permetterebbe anche a me di vivere! Ora, a questo punto mi si contrappone un pensiero orripilante, che mi fa veramente rabbrividire ed indignare, ed è la ragione per cui ho scritto questa parte che altrimenti fin qui può anche sembrare banale: non è che oggi esiste qualcuno che vota uno degli aberranti partiti esistenti, "non importa quale, destra centro o sinistra sono grossomodo lo stesso, si tratta solo di differenze sfumate", MA "NON con disgusto e nemmeno con nonchalance ma con CONVINTA GRATITUDINE del mondo nel quale la società espressa politicamente da quello o quei partiti permette a loro di vivere"????? La prima volta che mi è sorto questo pensiero l'ho vissuto come paradosso surreale, ma poi ho iniziato a considerare che possa essere sul serio così per molti, e pensare ciò mi ha fatto rabbrividire al pensiero che esista qualcuno che oggi possa essere grato, per sua inconsapevolezza più che altro ovviamente, del mondo schifoso nel quale ci si sta facendo vivere appositamente? E' stato veramente deprimente il pensiero che oggi in questo mondo ad essere gli adattati siano quelli che in un mondo normale sarebbero meritatamente loro i disadattati e quindi, per dirla così, in questo oggi i "vincenti", e viceversa, e quindi loro, i peggiori, a potersi gongolare oggi di ciò, del far seppellire anche tutti gli altri nella merda nella quale sguazzano inconsapevoli pure loro, e questo l'avevo già sempre pensato, ma la novità è stata l'aver pensato proprio che essi siano grati a qualcuno di ciò e quindi che questo qualcuno riceva la gratitudine di qualcuno, non solo un vago voto "meno peggio". Questo è un pensiero orripilante: che qualcuno sia grato e qualcuno riceva gratitudine per il suo agire schifoso che sta nuocendo a tutti loro stessi compresi anche se non lo sanno, in questo mondo oggi!

E poi mi dicono che cercare di proporre pubblicamente le cose che io comprendo significa non sapere "come funziona il mondo" e di "non vivere nel mondo reale" (nel senso sia che sono un illuso se credo che l'umanità possa essere in grado di comprendere le cose che dico sia come posso aspettarmi possano essere applicate)... non è che non lo so, è che non lo accetto! Non è petulanza, è che mi ci struggo! Certo, lo so bene che non vivo nel mondo reale, ma è questo mondo ad essere capovolto rispetto alla normalità, e la colpa non è certo mia! Io posso solo prenderne atto.

"Provare a liberare un popolo che vuole rimanere servile è difficile e pericoloso quanto provare a schiavizzare un popolo che vuole rimanere libero" (Niccolò Machiavelli)

“Gli schiavi felici sono i nemici più agguerriti della libertà” (Marie von Ebner-Eschenbach)


Avevo iniziato a scrivere un altro papiro infarcito di "funzione di consumo aggregato", "indice di Gini", "curva di Kuznets", "teoria del valore-lavoro", "indice Big Mac", "teorema di Coase", "costi di scala", "utilità marginale", "sentiero harrodiano", eccetera, ma ad un certo punto mi sono reso conto che sarei capace di andare avanti all'infinito, non avrei un limite alle cose da scrivere, per cui ho realizzato l'assenza di una motivazione sensata di continuare a farlo, anche perché non credo vi interessi personalmente, comprendo che l'interesse nel lasciarmi continuare a scrivere sta solo nello stampare ed archiviare in modo da poter conservare ad uso e consumo futuro quando ci fosse il motivo di poterle usare contro di me estrapolando specifiche singole frasi dal contesto (non è paranoia ma abitudine, perché è quello che faceva Casson con le mie lettere, non me la metto in testa io dal nulla la verosimilità di una tale prassi), per cui a che pro per me continuare masochisticamente a farlo?

Quindi, per chiuderla qui, in definitiva il discorso è sempre quello iniziale: ok, 1, 2, 3 anni, ok, ma per quanto ancora io dovrei permanere in questa condizione fosse per voi (che non vi chiamate "anatra all'arancia")? Per sempre, se tanto mi da tanto, sbaglio? Per cui non è questione di "adesso", è questione di *ancora per quanto*... datemi una pistola o del cianuro almeno, ma no che mi lasciate così allo sbando credendo di esservi tolti la patata bollente di mano solo perché non vi ho più "disturbati", perché, non so se fosse chiaro, io sono e sono sempre rimasto nella medesima situazione per via della quale a voi mi ci sono inizialmente rivolto eh, non ho il tasto on/off addosso. Quindi dato che spegnermi a piacere non posso, non posso però nemmeno andare avanti così indefinitamente, ed io possibilità di risolverla da me non ne ho, zero, circondato da scimmie come sono da sempre, vaso di coccio tra vasi di ferro, non ho di conseguenza la possibilità di far valere qualunque capacità potessi anche avere (cosa che vale per tutti, mica solo per me), e non è che in 41 anni di esistenza ad una persona intraprendente come me siano mancate le esperienze dirette per poterlo assodare, e pure ampiamente, per cui a questo punto l'unica cosa da fare è accettare con rassegnazione una buona volta il fatto di essere circondato da scimmie e quindi adeguarmi al loro livello, per cui vi rinnovo la mia richiesta di trovarmi un lavoro.
Ho scritto "trovarmi un lavoro", non estorsivamente "farmi una truffa approfittando del bisogno indottomi" eh. Anche "*trovarmi* un lavoro" è un concetto inesatto, sono io quello che ci si offre, questa è la definizione esatta; o tutt'al più "assegnarmi", ma vabbè, devo convincermi ad accettare di essere capitato in un branco di scimmie comandato da un "bambino gigantesco" e quindi adeguarmi al loro lessico da trogloditi.

Nel caso, vi premetto fin da subito che IO SOLDI PER COMPRARE SCARPE ANTINFORTUNISTICHE NON LI HO. Altra aberrazione delle interinali (e vostra?) che non avevo ancora puntualizzato. Ma che razza di idioti ignorantoni bisogna essere per, non solo pretendere, ma proprio trovare una cosa normale che uno che è senza lavoro possa avere i soldi per comprarsele da sè PRIMA??? Ma se non li ho nemmeno per cambiare quelle normali bucate che ho ora!!!! Se non li ho per le necessità, come si può trovare normale che li possa avere addirittura per qualcosa di per me superfluo???? Che me le diano loro e si trattengano la cifra dal primo stipendio sti avidi ignoranti, mica è interesse mio averle porcogiuda!!!!! Ma nemmeno vi rendete conto della demenzialità non solo di pretendere come fosse normale che debba essere il neo-assunto a comprarsi una dotazione di lavoro pagandosela da sè, ma soprattutto pure ANTICIPATAMENTE quando si presume per definizione che soldi ancora non ne abbia!?!?! Probabilmente voi non ve ne rendete conto, ma la cosa tremenda è il pensiero che a questi abomini che fino a qualche anno fa sarebbero stati proprio impensabili, oggi ci stiamo facendo l'abitudine come fosse una cosa normale! Questa è la cosa peggiore, il fatto che non siano più infime eccezioni ma siano diventate la norma perfino data per scontata! Io le dotazioni me le sono sempre pagate da me senza chiedere rimborsi, ma per mia scelta quando i soldi per pagare li avevo, non dietro coercizione senza nemmeno averne i soldi! E a parte questo, loro mi davano più di 3 milioni al mese di stipendio però, non 400.000!!! C'è una certa differenza no? Sti avidi cialtroni, 400 euro e anche devo spenderne (e pure previamente!) 70 di scarpe! Che schifo...

Io comprendo che, come diceva Upton Sinclair, "è difficile che un uomo capisca qualcosa, se il suo stipendio dipende dal non capirla", ma non mi stancherò mai di ripetere che il fatto che una cosa "non la facciate" non implica che *non la dovreste fare* (o meglio, non implica che *non dovreste poterla fare*, mica incolpo voi), in assenza di istituzioni appositamente dedicate a ruoli così scorporati dalla vostra, perché istituzioni poste più in alto di voi o comunque appositamente dedicate alle quali potermi rivolgere non ce ne sono, voi siete quelli in cima ora come ora, e ripeto che il vostro nome non è "anatra all'arancia", per cui quei ruoli oggi "vacanti" ora li ricoprite implicitamente voi in supplenza di istituzioni non appositamente esistenti, che così sia ufficialmente esplicitato o meno; ed io a chiunque sia non chiedo "diritti", non chiedo "equità", non chiedo "giustizia"; e tantomeno chiedo "privilegi", "favoritismi", o di passare ingiustamente davanti ad altri; io chiedo razionalità, logica, buon senso, cognizione, intelligenza, maturità. Di sicuro niente di più, di sicuro non la luna, di sicuro non senza averne lecito motivo di farlo e legittimità di attendermelo, per le ragioni che credo proprio di avervi chiaramente e dettagliatamente esposto e non perciò campandolo in aria come se mi ritenessi speciale. Ergo: non chiedo prese per il culo. Se volete darmi una risposta, basta che essa non sia qualcosa tipo "questi sono i lavori che abbiamo a disposizione", perché mi pare che gli spunti che mi avete finora dato per potermi far scrivere critiche ve li andiate a cercare col lanternino! Non ce n'è bisogno di ulteriori. Piuttosto meglio evitare di farmi infierire oltre, sparare sulla croce rossa non è un mio hobby, non è una cosa che mi piace fare, è una cosa che mi strugge. Però considerate che, come vi avevo già scritto, il vostro silenzio per me equivale al vostro mettere la firma ad avvallare, confermare, ed autorizzare tutto quanto ho scritto, "silenzio-assenso". Perché, anche se il coltello dalla parte del manico lo tenete voi e io lo so bene (con me la ragione ce l'hanno sempre gli altri, questo è il filo conduttore della mia intera esistenza, io sono una merda e gli altri sono tutto loro), vaso di coccio tra vasi di ferro, quindi è inutile puntualizzarlo, ok, ma comunque, nonostante la consapevolezza dell'inutilità di tale azione, se (anche se di questo passo sarebbe più calzante dire "quando", non "se") finisco di nuovo in galera (perché ovviamente la condizionale non ce l'ho più, quindi in ogni caso) la prima cosa che faccio è dare all'avvocato il link alla pagina che contiene tutte queste email.

Io mi aspetto si faccia anche ciò che secondo voi non dovreste, nel momento in cui non fate nemmeno ciò che anche secondo voi dovreste... sarò scemo io allora, non so che dire. Su questa vostra finalità di fungere da specchio per le allodole (il discorso del piatto con una merda dentro, per indurre te a "rifiutare"), un mio amico di facebook l'ha commentata così: "Il controllo di massa funge come i cani pastore, non ti bastonano per farti andare dove vogliono. Piazzano una cosa che ti spaventa e tu vai dall'altra parte". E ribadisco che sto dedicando ora, nel mio piccolo certamente, la mia esistenza a collaborare con altri (perché mica solo io ho avuto queste esperienze) a cercare di rendere edotte le persone sulla realtà del mercato del lavoro, tra cui sulla vera raison d'etre delle istituzioni apparentemente preposte tipo la vostra, sulle prassi che seguite per scoraggiare chi si rivolge a voi, nonché l'intero corollario di demenzialità che addobba fin nei più curati e reconditi dettagli le vostre funzioni. In questo almeno una vera utilità sociale ce l'ho, nel mio piccolo, IO.

Per ora mi propongo di fermarmi qui, a meno che non mi diate voi ulteriori spunti per scrivere, ci vediamo il 17 per il consueto appuntamento di "controllo sociale" del pericolosissimo me. Sia mai che le scimmie ammaestrate a portare pietre su un argine ed il "bambino gigante" che le comanda possano patire nocumento dall'adulto di homo sapiens che gli è capitato nel branco come un vaso di coccio tra vasi di ferro.

"La democrazia è l'arte e la scienza di guidare il circo dalla gabbia delle scimmie" (Henry Louis Mencken)

Anzi, ora, venuta meno la frenesia di scrivervi, mi rileggo tutte le email che vi ho scritto per vedere se ci sono errori da correggere o cose che possono essere fraintese (quest'ultimo è sempre un classico da parte altrui verso le mie parole, da cui uno dei miei caposaldi filosofici diviene "io rispondo di ciò che ho detto, non di ciò che voi capite") da spiegare meglio. Per cui forse nei prossimi giorni ne scrivo un altra, questa quindi è la penultima probabilmente.


Come promesso, dopo aver riletto le varie email correggo eventuali errori, cerco di spiegarmi meglio laddove potrei essere frainteso, e puntualizzo cose sulle quali ci tengo a dare una certa enfasi.

Quando scrivo (nella precedente) che "io almeno un utilità sociale ce l'ho" non intendo sminuire la vostra, intendo deprecarla proprio, ma non perché mi vada di farlo per rancore (che non ho, provo solo compassione; rancore ce l'ho solo verso chi mi nuoce volutamente, non verso chi nemmeno se ne rende conto), ma come accusa sulla base delle cose che leggo nel web (e che sulla base della mia esperienza non posso smentire). Un utilità sociale ce l'avete, certo, in *questa* società: quella di assegnare utilità agli approfittatori. Dal lato dell'offerta i lavori da reddito veri, dal lato della domanda schiavi. Ripeto che non provo rancore o simili verso questo comportamento, ma compassione dato che non vi accuso di farlo consapevolmente. Ma fossi in voi un esame di coscienza sulle effettive finalità del vostro agire da intermediari di approfittatori (e non altro, zero, perché ciò avviene sia dal lato dell'offerta che della domanda, come ho appena scritto) me lo farei. Anche perché, come avevo già scritto nella email del piatto con la merda (email che avevo inviato solo ai servizi sociali), agli occhi della gentaglia approfittatori fate passare quelli come me, inducendo un capovolgimento indegno della realtà causato dal farvi passare per ciò che non siete!!! Per cui anche solo sulle conseguenze indirette di ciò dovreste farvi un esame di coscienza.

"Questa è, di fatto, la definizione di una rivoluzione pacifica, se una simile rivoluzione è possibile. Se l'esattore delle tasse, od ogni altro pubblico ufficiale, mi chiede, come uno ha fatto, 'Ma cosa devo fare?' la mia risposta è, 'Se vuoi davvero fare qualcosa, rassegna le dimissioni'. Quando il suddito si è rifiutato di obbedire, e l'ufficiale ha rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico, allora la rivoluzione è compiuta" (Henry David Thoreau, "Disobbedienza civile")

Mi sono riletto anche email di anni fa, notandovi la differenza rispetto a queste recenti, differenza che definisco con questo concetto: smettere di fare buon viso a cattivo gioco (oggi rispetto a prima). Per cui ne approfitto per ribadire: a me serve un reddito e quindi un lavoro, ADESSO, non "PERCORSI" (sia che abbiano una meta oppure no, perché se anche hanno una meta ma nel frattempo in attesa di raggiungerla sono morto per fame non è che faccia molta differenza eh); è questo il concetto al quale originariamente davo la definizione di "piatto con la merda" e che ora non riuscivo ad inquadrare bene avendo rimosso quel termine, e solo rileggendolo ora per caso ne sono risalito all'origine. A dare lo straccio ne sono già capace adesso, basta solo darmelo in mano, non ho bisogno di "percorsi"... e se non ne sono capace lo imparo sul posto, come ho sempre fatto e come hanno sempre fatto tutti da che mondo è mondo, e non si vede per quale ragione oggi non dovrebbe più essere così. Ma io mi chiedo se di fronte a tutte le mie contestazioni la vergogna la provate... anzi guardate, ne approfitto ora per far leggere pure a voi l'email del piatto con la merda dentro, perché l'essere incappato nel demenziale concetto da voi usato, "percorso", che aveva originato il concetto di "piatto con una merda dentro" mi ha veramente fatto inorridire e venir meno le remore per le quali lo avevo inviato solo ai servizi sociali e non al Sil, è questa:

[è la medesima che trovate verso l'inizio, la seconda]

Sapete chi altri usa il termine "percorso"? I neocatecumenali. Sapete quando termina? Con la morte. La gente esiste adesso, non in prospettiva di finire un "percorso". Non a caso i neocatecumenali sono la tipologia di persone peggiori con le quali si possa aver a che fare, e lo dico per esperienza. E fatalità proprio a me venite a mettermi davanti quella parola, "percorso", come sventolare uno straccio rosso davanti ad un toro!
Come si può venire a parlare di "percorso" ad uno che ha vissuto gli ultimi decenni con perennemente davanti la prospettiva di non più di altri 2 mesi di vita?????

Ho riletto anche quella nella quale chiedevo di interrompere i rapporti con voi, per cui anche se vi avevo scritto ciò, il discorso non cambia: la rinuncia si riferiva all'essere preso per il culo facendomi passare come un ingenuotto che non sa capire e non ha le basi per poterlo fare, non all'essere assegnato ad un lavoro da reddito, un lavoro normale, un occupazione nel vero senso del termine cosa per la quale a voi mi sono rivolto non aspettandomi di vedermi servito un piatto con dentro una porzione di sterco fumante.

Dato che a questo punto posso anche smettere del tutto di far buon viso a cattivo gioco, quando definisco "scimmie" l'umanità che mi ritrovo attorno, ora rimpinguo specificando che riguardo quello che vi avevo già scritto ossia di aver sempre visto i miei coetanei come meno maturi rispetto a me, non è tutto lì: per non apparire come un narcisista avevo appositamente omesso che ciò non riguardava solo i miei coetanei, ma, almeno da una certa età in poi, ma comunque molto precocemente, anche gli adulti veri e propri rispetto al bambino che materialmente ero. Ve l'ho scritto che già a 4-5 anni io zittivo mio papà perché capivo che le cose che diceva non erano normali. Chiamatemi pure narcisista ora, ma prendete atto che io non posso *non notare* qualcosa che mi appare lampante, mica lo decido io che gli altri siano stupidi! Posso omettere di dirlo, ma non posso evitare di *notarlo*! Per farvi capire cosa intendo, dato che a fronte di queste esternazioni ovviamente non credo possiate capire che io NON mi credo migliore degli altri, vi cito un altro dei miei aforismi preferiti, di Giordano Bruno: "Se la Verità parla per bocca di un uomo, il merito non è dell'uomo, ma della Verità", e uno di Ayn Rand: "Più sappiamo, più impariamo che non sappiamo niente". E qui a dimostrazione mi rifaccio al già citato non sapere "come funziona il mondo" del quale io mi rendo ben conto che ha ragione chi me lo imputa: lo scemo sono io, a non riuscire ancora ad accettare di aver a che fare con delle scimmie, o meglio del fatto che l'essere tali rappresenta un vantaggio anzichè uno svantaggio, e quindi per me uno svantaggio. Io sono ben consapevole che la mia NON E' intelligenza, e comunque non faccio apposta a capire cose che gli altri non arrivano a capire, non è una cosa che io scelgo di fare, così come lo "scandagliare" come un radar ciò che mi circonda. Io anzi ho sempre cercato di mostrarmi più modesto per non apparire "diverso" dagli altri. Ma ovviamente con voi non ne ho bisogno di ridimensionarmi, per cui posso parlarvi sinceramente.

"Così diviene possibile l'esistenza di figure che osano a malapena parlare il proprio superiore linguaggio; tale è il poeta, che paragona se stesso all'albatro, le cui ali possenti, create per la tempesta, in un ambiente estraneo e soffocato dalla bonaccia sono soltanto bersaglio di molesta curiosità; tale è il guerriero nato, che ha le apparenze di un perdigiorno dal momento che la vita dei bottegai gli ispira ribrezzo" (Ernst Junger)

Mi sono riletto anche l'email dove vi dicevo dell'esperienza alla manpower, non essendo in seguito più entrati in argomento non vi ho mai detto come è continuata la cosa: fin da subito avevano precisato a tutti che "anche gli esclusi da questa mansione non li lasceremo abbandonati a sè stessi, li seguiremo in attesa di proporgli altre opportunità"... ho poi potuto verificare in cosa consisteva questa promessa: nell'inviarmi fin da subito e a ripetizione spam nella casella email!!! Tanto che ho dovuto metterli nel filtro anti-spam. Voi come la chiamate questa cosa? Io la chiamo più che promessa una minaccia da paventare. Oltre al danno la beffa. Sti pezzi di merda.

E visto che ve l'avevo solo accennato ma senza specificare (anche se non dovrebbe nemmeno essere necessario farlo, ma evidentemente lo è), voi comprendete la differenza tra *voler fare una cosa* ed *essere indotti a fare una cosa*? Nel secondo caso, quello in questione, la vittima sarei io, per il fatto che quella sarebbe la mia percezione, ed è la percezione dell'interessato a definire il senso di una cosa, non quella altrui, è la sua percezione in quanto tale a rendere quella la versione reale della cosa; perciò nei casi a cui mi riferisco, la vittima ne sarei io! Per la semplice ragione che quella sarebbe la mia percezione. E' irrilevante moralmente la *vostra* opinione in merito, le cose non assumono le forme che voi desiderate solo perché voi le desiderate eh. Se voi pensate che la vittima non sarei io, il vostro pensiero non modifica la realtà. Onde per cui la cattiveria che ho fin dall'inizio percepito in riferimento alla cosa in questione la respingo al mittente. La ragione non ce l'avete voi per partito preso, prendetene atto. Ad essere punito sarei io e lo so, certo, la vittima, ma la ragione non l'avreste voi. Sarei punito, da vittima quale sarei. A cosa mi riferisco dovrebbe essere chiaro, e se non lo è la colpa non è mia. Il medesimo discorso può essere esteso anche ad altre questioni più recenti, vedete voi insomma. La differenza tra *voler fare una cosa* ed *essere indotti a fare una cosa*. Sono due concetti diametralmente opposti. Io non ho MAI detto "io voglio...", e io rispondo di ciò che dico, non di ciò che voi capite. Ovviamente sono ben consapevole che i benpensanti forcaioli sofistici egocentrici tra *voler fare una cosa* ed *essere indotti a fare una cosa* non riescono a vederci differenza nella loro ottusità, ma checché ne vogliate dire e pensare la ragione non ce l'avreste voi in questo. Potete *darvela*, questo si, avendo voi il coltello dalla parte del manico come avete, ma di certo NON *averla*. Io posso fregiarmi di non aver in vita mia mai fatto del male a qualcuno volontariamente, neanche quando qualcuno (gli agenti di polizia penitenziaria) lo avrebbe preteso da me. Io solo *REAGISCO* (e solo verbalmente, fisicamente non ne sono stato mai capace nemmeno volendo, se non da bambino in rari casi) a provocazioni altrui.

[Il testo qui sopra si riferisce alla ragione per la quale dopo che da 2 anni non mi consideravano li avevo ri-contattati (tramite amministratori locali da me contattati come intermediari di riferimento), ossia il chiedergli supporto nel timore che se qualcuno non avesse fatto qualcosa presto temevo una tragedia familiare.
Il risultato è stato che, innanzitutto da allora ad oggi non hanno fatto NIENTE di quello che avrebbero dovuto (il loro slogan è "non lo facciamo", per cui viene spontaneo chiedersi quale sia la loro funzione per la quale sono pagati...), e a fronte di questo, ossia invece di fare ciò che sarebbe stato ovvio fare e che ci si aspetterebbe facessero, pretendevano DA SUBITO, non si capisce secondo quale demenziale logica e a quale pro, dare medicine A ME (e non essendo *io* il problema, potete capire quale "utilità" avrebbe potuto avere in ogni caso...), mettendosi oltretutto incomprensibilmente ad attaccarmi e provocarmi apertamente ed in maniera spudorata (cessando di farlo solo a seguito di mie proteste ai medesimi amministratori intermediari), anche in questo caso non si capisce a che pro e aspettandosi di indurre quale reazione da parte mia e soprattutto "PERCHE'" ovvero "sulla base di cosa" aspettarsi da parte mia una qualche reazione particolare, dato che il problema non ero certo io ma a loro mi ero rivolto in cerca di aiuto *dal problema* del quale ero e sono io vittima. Il problema in questione è che sono costretto ad abitare con dei genitori maltrattanti, non tanto mio papà quanto mia mamma, ma in ogni caso entrambi (lei finta martire - lui succube) compongono il prototipo da manuale diagnostico della "famiglia Munchausen per procura" con tutto il continuato comportamento implicitamente maltrattante in ogni aspetto dei rapporti e degli atteggiamenti che ne deriva, teso da parte di lei a farsi passare per "martire" tormentando di conseguenza sadicamente gli altri allo scopo di farsi passare per tale ai loro e altrui occhi; a conferma, considerate che da bambino mi portava di continuo dal medico senza che io abbia mai avuto un solo problema di salute; per questo non posso accusarla di avermi effettivamente *fatto* "qualcosa" di specifico, ma di rispecchiare comunque alla perfezione la relativa tipologia di personalità anche senza arrivare al punto di aver *effettivamente "fatto" qualcosa*; e a causa dell'assenza di *fatti specifici* nessuno ha mai fatto nulla nonostante tutto il resto. Senza stare qui a spiegare potete informarvi su internet di cosa si tratti. Praticamente la conseguenza è che io vengo fatto vivere in una condizione costante di terrore, per intenderci. Mio papà è arrivato a giustificarsi che in fondo "si tratta solo di una volta ogni due settimane" (riferendosi alla cadenza media dell'andare via di testa in modo acuto di mia mamma, credendo che *solo quello* sia *il problema* del quale mi lamento), l'ovvia mia risposta sarcastica è stata "ti rigo la carrozzeria della macchina una volta ogni due settimane, che problema c'è, in fondo è solo una volta ogni due settimane no?". Il problema non sono certo le crisi periodiche, ma il comportamento maltrattante comunque cronico continuo in ogni suo minimo aspetto che deriva dal volersi far passare per quella martire che in realtà non è neanche lontanamente (essendo lei invece di una pigrizia che non so se abbia eguali), ma casomai una sadica aguzzina, perché il volersi far passare per martire si traduce nei fatti nel martirizzare quelli che le stanno attorno, perché le persone non sono robot, l'empatia fa soffrire anche chi alla sofferenza solo ci assiste, anche quando si è consci che la lamentela non ha un vero fondamento; lei "finge" di soffrire ma facendolo fa soffrire SUL SERIO chi le sta attorno. Provate ad immaginare come sarebbe abitare con una persona che vi *dimostra* odio (non necessariamente che lo faccia perché "odia", ma che tale dimostrazione deriva come mezzo necessario a farsi passare per martire anche vostra quindi, cosa che in realtà non è mai sussistita proprio neanche lontanamente per quanto mi riguarda) profondamente e non riesce a trattenersi dal dimostrarlo in ogni minimo aspetto perfino del suo atteggiamento anche involontario, negli sguardi, nei gesti, nei movimenti stessi, non tanto con le parole esplicite (ma anche con quelle)... una persona alla quale non potete nemmeno rivolgergli la parola per dirgli una frase gentile per il terrore che ti risponda con la brutalità di una che ti volesse ammazzare... o con cose da lasciare basiti che nemmeno ce le si può aspettare, tipo che se dici "ma non vedi che sono impegnato" ti risponde candidamente come fosse una risposta normale "si ma prima non lo eri", cose surreali ed imprevedibili insomma... che se lo sporco del forno prende fuoco dopo non essere mai stato pulito (e che non vi salti di pensare che potevo pulirlo io: quando è successa questa cosa avrò avuto 10 anni) non ne ricava come una persona raziocinante che "i forni vanno puliti" ma come un animale "i forni sono pericolosi" cessando di usarlo per il resto della vita... che se l'accendigas smette di funzionare ha la stessa reazione che una persona normale avrebbe all'apprendere il decesso di un parente caro... costantemente ad assistere ai suoi tic di reazione psicosomatica ad eventi per lei disturbatori (tipo il solo mio entrare in cucina per prendermi un bicchiere d'acqua; e se vi ho riportato questo come esempio non azzardatevi proprio a pensare che ciò possa essere fondato a causa mia: fin da che io ricordi ha sempre dimostrato insofferenza e rifiuto nei miei confronti, e per forza di cose non posso certo essere stato io ad iniziare!) o di insofferenza (collaterali ad ogni suo gesto, tipo il chiudere una porta) emessi con finta spontaneità ma in realtà chiaramente indirizzati agli astanti (anche questi fosse, nella sua mente, "Dio") con lo scopo di farsi passare per martire dell'evento che "subisce" o che "è costretta" a compiere... una persona insopportabilmente ossessionante, irritante, fastidiosa, *ansiogena* a livelli da rendere un inferno anche il solo stare in sua presenza senza interagirci direttamente... ecco. Che al chiederle se "i tortellini sono col brodo o col ragù", domanda alla quale ci si aspetterebbe come risposta "col brodo", non ci si aspetta certo il suo "se li volevi col ragù dovevi dirlo prima!" detto col tono di una che ti volesse ammazzare... voi in quella mia domanda dove leggete che io abbia detto che li volevo col ragù? Da nessuna parte ovviamente. Quindi secondo voi la sua è una risposta normale? E se vi riporto esempi specifici, essi non sono casi isolati, sono LA NORMA, sempre. Una alla quale non puoi chiedere se "gentilmente la prossima volta puoi mettere meno acqua nel purè", perché avanzare una qualunque richiesta banale tipo questa ad una che si auto-considera già la *perfezione* fatta persona (cosa dal quale esserlo ne è BEN lontana) suona alle sue orecchie come un inaccettabile ingiusta ed immeritata aggressione alla sua auto-referenziale "perfezione", non lei incapace di valutare da sè la consistenza sensata di un normalissimo cibo rendendo necessario farglielo notare indicando come modificare l'errore, e quindi è essere cattivo il chiederglielo gentilmente. Poi ha pure il coraggio di dirmi che i wurstel dovrei scaldarli... dopo che mi tocca mangiarli freddi perché al solo tirar fuori la confezione dal frigo questa spalanca le finestre anche in pieno inverno e si mette a tossire come una tubercolosa! Pensate se pure mi azzardassi ad accendere il gas! Uso esempi culinari non perché io sia fissato con questa cosa, ma perché è l'unico tipo di interazione volontaria che ho con lei dato che impedendomi di cucinare, ora che non posso mangiare al bar sono obbligato a mangiare ciò che cucina lei. Per il resto, con una così è impossibile poterci fare un qualunque discorso (e questo non lo dico io ma chiunque la conosca). Io comprendo che altri non possano capire, perché non essendo questa per loro una situazione tipica l'unico sentimento che proverebbero sarebbe lo spiazzamento e qualora gli capitasse una prima volta ciò che di conseguenza farebbero sarebbe limitarsi a far in modo di evitare di ritrovarsi nella medesima situazione una seconda volta, senza dir nulla, per cui altri non possono capire cosa possa voler dire essere invece nella condizione di non poter evitare ma di doverci essere vittima continuativamente senza via di scampo: dalla seconda volta in poi nessuno potrebbe più esserne solo spiazzato, ma ne proverebbe sofferenza ovviamente, e proverebbe a far cessare quel comportamento chiedendolo. Non "io", ma chiunque. Ecco, a chiedergli di non rispondere in quel modo io vengo definito "rabbioso", io! Come se secondo lei, se avesse risposto con la risposta normale che ci si aspetta, "col brodo", avrei avuto comunque la stessa reazione! Non quindi che il mio chiedere di non rispondere così si riferiva alla sua risposta intrisa d'odio (indipendentemente da quali fossero le parole), no, certo che no, secondo lei sono io "rabbioso" ("così si parla alle persone???" è la frase per la quale sono stato definito così)... vorrei vedere chiunque altro al posto mio! In realtà non ne ho bisogno, lo vedo già da sempre che tutti i parenti la evitano il più possibile. E il cattivo sono io a chiedergli di non trattare così le persone che ha attorno... perché di recente e solo per via della consapevolezza dell'intermediazione in corso avevo riprovato a chiedere di smetterla di maltrattarmi, perché cercare di arrangiarmi da me non è un opzione e non lo è mai stata, altrimenti non mi sarei rivolto ad altri; arrangiarmi da me vorrebbe dire chiedergli di smetterla di maltrattarmi, e mi pare ovvio che ci avevo già provato e pure da un bel pezzo, ottenendone un risultato non solo inutile ma perfino controproducente e paradossale perché oltre a non smettere di maltrattarmi e quindi continuando comunque a farlo, passo poi pure io come il cattivo ("E' inutile tentare di insegnare all'asino... si perde tempo e solo si infastidisce la bestia", praticamente secondo la logica per la quale se uno si mette a dare mazzate a un automobile, il cattivo non è quello che lo fa ma il proprietario dell'auto che dal balcone gli grida di smetterla, capite in che situazione mi trovo io?) e quindi loro ci si sentono quantomeno ancor più giustificati nell'accanirsi ancora di più su di me, risultato che ho ottenuto cercando di farli smettere di maltrattarmi semplicemente *chiedendoglielo*, ottenendo come risposta "non sono libera di fare quello che voglio?" (risposta mia: "sarebbe ottima come strategia difensiva per un assassino davanti al giudice"), risposta incoerente da parte di una che "GUAI" se provavo a cucinare, che anche se oggi ha apparentemente "smesso" di impedirmelo (e almeno di questo certamente devo ringraziare gli assistenti sociali nella loro veste di tramite), però intanto nel corso della vita ho dilapidato un patrimonio in tramezzini al bar per colpa di quella sua maledetta ossessione di volersi far passare per martire (se cucinano gli altri al suo posto, lei non può più farsi passare per martire delle fatiche domestiche, ovvio no? a cucinare ne fosse almeno capace poi... mi ha fatto mangiare merda per tutta la vita, per questo volevo farlo io che invece capace lo sono). Però anche laddove, come in questo caso appena citato, ha acconsentito tramite intermediari alle mie richieste di smettere di maltrattarmi e quindi ha apparentemente smesso di farlo, le si legge comunque addosso il trattenersi, per cui trattenendosi le trasuda di dosso il fremere per poter fare o dimostrare ciò di cui ci si sta chiaramente "sofferentemente" solo trattenendo per costrizione auto-imposta, e non per spontaneità dovuta all'aver compreso che quello che vorrebbe fare è un maltrattamento che non va fatto non perché ci si trattiene ma perché non è giusto maltrattare le persone, soprattutto quelle che ti dovrebbero esser care. Per cui in ogni caso io posso cucinare liberamente solo di nascosto, col terrore che mi scopra prima che io abbia avuto il tempo di arieggiare l'odore e pulire le pentole. Perché anche quando, osservando le mie richieste giuntegli tramite loro, le parole riesce a trattenerle, comunque "tiene il broncio", sbuffando, tossendo, emettendo vari suoni fastidiosi, sbattendo le credenze apposta e cose del genere, o spalancando le finestre apposta anche quando non vi sia alcun odore o esso non possa essere fastidioso, quindi al solo scopo di farti capire che l'azione che stai compiendo la sta infastidendo, in particolare col fare il caffè è una tragedia, ed ancor peggio azzardarsi a friggere patate, guai!!! E così davanti a loro ha la scusa che lei ha apparentemente smesso di maltrattarmi almeno in questo aspetto, con le parole, come se le azioni tese chiaramente a lanciare un messaggio non valessero quanto le parole non dette. Non fa una piega no? Io ora a volte mi azzardo a cucinare anche in sua presenza, ma sempre col terrore di "con quale piede si sia alzata" però. Si vive bene così?
E il chiedere di cessare i maltrattamenti non è solo inutile ma è proprio paradossalmente controproducente, perché come con le parole, anche coi tic se le chiedo di smetterla lo fa ancora di più apposta, perché proprio l'essere rimproverata diventa nelle sue mani il mezzo per potersi far passare per martire, col risultato paradossale che i maltrattamenti si è costretti a lasciarseli infergere in silenzio, perché opporsi darebbe un rinforzo positivo nel momento in cui quello di farsi rimproverare diventa il suo scopo che la spinge a maltrattare appositamente. Non so se il discorso sia molto chiaro, mi rendo conto che è abbastanza contorto: immaginate come possa essere avere in casa una che vi maltratta con lo scopo apposito di farsi da voi rimproverare per potersi così far passare per vittima, e che di conseguenza se le chiedete di cessare i maltrattamenti non solo non lo fa, ma anzi lo fa ancora di più proprio per ottenere lo scopo di farsi rimproverare per potersi sentire vittima! Cosa che, da persona religiosa, la convince di stare progressivamente a meritarsi sempre di più "il paradiso"... tormentando a questo scopo apposito il proprio figlio usandolo come mezzo facendo passare a lui volontariamente le pene dell'inferno per guadagnarsi lei l'ingresso "al paradiso"... sinceramente di meritarsi "il paradiso" non so quante probabilità possa averne e come possa aspettarselo usando come mezzo proprio a questo scopo il fare del male al proprio primogenito... casomai se queste cose esistessero se ne otterrebbe ovviamente l'effetto opposto, no? Ma questo lei non lo capisce, e continua a maltrattarmi nella convinzione che ciò le assicurerà l'ingresso al paradiso. Ed oggi è niente, a seguito dell'intermediazione almeno ci si trattiene come ho spiegato, ma prima, se esasperato provavo a chiederle di smetterla di maltrattarmi, lei lo considerava come un definirla "fallita" e non incolpava lei del suo fallimento ma me del farglielo notare! Voi capite per una che vuole considerarsi una martire, inconsciamente consapevole di essere ben lontana dall'esserlo, essere messa dagli altri davanti alla realtà che essa nega a sè stessa? Lei ha sempre avuto questa cosa che quando qualcuno gli fa una critica non è lei che sbaglia a fare ciò che le viene criticato ma a sbagliare è chi gli fa la critica! E questo verso tutti. Lei è una merda, e cattivo è chi glielo fa notare, giusto no? Non sua, no. Che se ci si azzarda ti si scaglia contro con un furore che neanche il peggior nemico, e se non le si dà corda allora si chiude in cucina ma continuando a borbottare, bofonchiare, andando avanti PER ORE e continuando a farlo imperterrita anche nonostante dopo aver risposto un "si" grondante astio ad ogni ripetuta richiesta di smetterla di torturare in quel modo, e così per ORE ED ORE! La vittima è lei, ovvio, gli altri sono cattivi a chiedergli di smettere di maltrattarli. Se credete sia finita, vi sbagliate: quando verso i 14-15 anni le ho chiesto di smetterla con la disparità di trattamento tra me e mio fratello, lei ha acconsentito, eccome se lo ha fatto (implicitamente, come non fosse bastata l'ipercompensazione precedente a conferma, ammettendo la sua consapevolezza di essersi comportata così fino allora)... NON però smettendo di maltrattare me (ci mancherebbe! sia mai!), ma INIZIANDO A MALTRATTARE PURE LUI! Eccolo il "bel" risultato che ho ottenuto allora chiedendo equità: che da quel momento in poi ha devastato il resto dell'esistenza anche a lui! Riducendolo peggio di me dato che lui non ci era abituato da sempre come invece ero io, e non essendo al corrente del motivo di quel repentino cambio di atteggiamento nei suoi confronti ci si è trovato così spaesato che le cui conseguenze preferisco omettere qui (ma agli assistenti sociali ho spiegato dettagliatamente). Una situazione quindi dalla quale NON ESISTE una via di uscita a parte l'allontanamento dal soggetto maltrattante, cosa attualmente per me impossibile. Dato che di cose come quella del forno ne ho portati anche altri esempi a chi di dovere, a dimostrazione che a mia mamma manca, evidentemente per un danno corticale, la capacità di *apprendere*; e se non posso di questo muovergliene un accusa, loro però si li accuso, di avermici lasciato finora tra le grinfie di una tale persona. Non credo possiate capire cosa vuol dire abitare con una così... un inferno, un vero inferno sulla terra, che ti devasta non solo nella mente ma anche nel fisico coi risvolti psicosomatici relativi. Tanto che per aver potuto tutto sommato reggere come ho fatto io ad una situazione di una tale gravità che da 41 anni patisco mantenendo comunque l'equilibrio psichico credo proprio sia necessario ed indice di essere dotati di una sanità mentale fondamentalmente PERFETTA, e sti maledetti invece hanno trattato me come un matto accusandomi di aver minacciato di ammazzarla quando quello che invece avevo fatto era stato CHIEDERE AIUTO! Cosa che ha ottenuto il risultato che le medicine le vorrebbero dare a me come se il problema fossi io, o come se prendere medicine io cambiasse il comportamento suo. Ed anche qualora avessero potuto fungere a forzare me nel rendermi innaturalmente meno empatico, "vegetale" come si suol dire, perché dopo gli iniziali standard SSRI "alla cazzo" avrebbero preteso farmi prendere pure il classico "per togliersi la responsabilità", l'"eutanasia mentale", il "lavoro fatto a metà socialmente accettabile", sti delinquenti... questa sarebbe la loro soluzione? Prima fare trasfusioni di sangue lasciando la ferita aperta, e poi alterare volutamente la percezione di chi è normale invece di casomai cercare di modificare il comportamento di chi non è normale? Che poi non è quello che chiedevo: io chiedevo di essere semplicemente allontanato dai soggetti maltrattanti ("parentectomia"), questo è quello che io chiedevo e le istituzioni preposte avrebbero dovuto fare mettendone in atto le condizioni tese a permetterlo, niente di più. Un lavoro che mi permettesse di poter pagare un affitto allo scopo di potermi allontanare dalla fonte della sofferenza insomma; una volta allontanato dagli aguzzini non avrei più avuto bisogno di altro dalle istituzioni... tantomeno di inutili e deleterie medicine. Forse è proprio in questo che sta il loro interesse nel non fare nulla? Tenermi, per qualche motivo che solo loro conoscono, legato a loro dalla mia sofferenza? Magari aggravandola appositamente mediante farmaci che non si vede a quale altro scopo nel caso di un soggetto altrimenti sano potrebbero fungere? Provate ad immaginare che andiate da un medico per conto di un altra persona, elencandogli i sintomi di quella persona; il medico prescrive una medicina, che sia quella giusta o meno è irrilevante, ma... anziché alla persona ammalata la prescrive a voi! Ed a causa del mio fargli notare l'assurdità della cosa (perché se credevano di aver trovato uno stupido io li ho informati subito di aver studiato neurochimica), come forma di ricatto mi hanno fatto sospendere la patente di guida facendomi così perdere anche il lavoro di porta-pizze.
E in questo caso pure gratis me le volevano fornire... è curioso come il male e solo esso sia sempre gratis e a farlo non ci si tiri mai indietro eh? Il male non lo si nega mai, a nessuno. E si è disposti pure a pagare (fornendolo gratis, a proprie spese) pur di poterlo fare.
La domanda che mi rimane ancora aperta è: anche qualora considerando sensato il fraintendimento della mia richiesta di aiuto, a cosa era dovuta l'impressione iniziale che la cosa da fare fosse colpevolizzarmi, attaccarmi, e provocarmi?

Di tutte queste cose che qui ne ho solo accennato alcune, io a loro ho parlato e scritto in ogni singolo dettaglio, per email complessivamente di almeno 1 Mb di solo testo inviate nel corso degli anni (sto valutando se mettere on line anche quelle, ma sono cose personali). Ora, alla luce dell'esperienza vissuta, io ho la possibilità di osservare sotto una luce più realistica le tragedie familiari delle quali si ha periodicamente notizia tramite i media, perché se perfino in un caso come il mio nel quale ho chiesto esplicitamente e preventivamente aiuto in tal senso non solo non hanno fatto nulla (a parte parlare con entrambe le parti, questo non posso negarlo, ma abbastanza inutilmente però, quello avevo già provato a farlo io, la loro intermediazione a qualcosa è servita ma non tanto quanto si necessiterebbe) ma addirittura hanno fatto oggetto di colpevolizzazione quella che è la vittima che ha chiesto esplicitamente e volontariamente il loro aiuto cioè io; se le istituzioni si comportano in questo modo, ora mi appare abbastanza chiaro come possano accadere le tragedie familiari e mi sento di giustificare le parti coinvolte, sia "autori" che "vittime", perché i VERI colpevoli sono quelli che dovrebbero e potrebbero fare qualcosa e sono pagati per questo, e invece COME MINIMO di quello che dovrebbero non fanno nulla (eccetto "parlare", pagati per "parlare"); e nonostante tutto, davanti al mio contestargli che a fronte del "non fare ciò che dovrebbero" vorrebbero pure "fare ciò che invece non dovrebbero", prescrivere farmaci come standard "a priori", ciecamente quindi, senza nemmeno prima cercare di capire se ce n'è un senso di farlo, per togliersi le responsabilità secondo "quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto" dandosi ragione tra loro in questo modo ("tra cani grossi non ci si morde", come si suol dire), pretendendo pure davanti a me di averla, imperterriti come se io fossi un cretino! Che poi quello che dovevano fare in realtà sia tutt'altro, non importa... è facile darsi ragione l'un l'altro, "suonarsela e cantarsela", quando si ha il coltello dalla parte del manico e si detiene pure un mezzo di ricatto (la mia patente di guida in questo caso) per poter manipolare a piacimento.
Quando nel corso di altre email scrivo che "mi accontento" il senso è che mi rendo conto di non potermi aspettare nulla, polemicamente parlando quindi, non che "accontentarmi" sarebbe di qualche giovamento.

A chiunque abbia letto e conosce qualcuno di istituzionale al quale poter esporre l'argomento, chiedo per favore di fargli avere almeno questa parte di testo qui sopra]

Ed il fatto che io sia in grado di controllarmi da me, e ben oltre la capacità che ne ha di far ciò qualunque altra persona verso sè stessa (da cui la mia precisazione di essere l'ultima persona ad aver bisogno di essere "controllata", frase che non ho scritto così per iperbole), lo si legge proprio in quella email (e in altre successive) a cui facevo riferimento... da quale universo parallelo provenite voi o io per leggervi in essa l'esatto opposto? Proprio quella email dovrebbe e avrebbe dovuto dimostrarvelo, ma come potevo immaginare che qualcuno leggesse diversamente da ciò che vi leggo io? Ben altro chiedeva quella email, chiedeva quello che voi dovreste fare e che non fate: togliere le persone dalla condizione ambientale la quale è l'unica causa della loro sofferenza indotta da tale condizione laddove sussiste, il che è ciò che dovreste fare, questo e nient'altro poiché di altro poi non ce ne sarebbe nemmeno più il bisogno nel momento in cui la fonte della sofferenza è rescissa. Non "trasfusioni" "lasciando l'emorraggia aperta" pretendendo e arrogandosi pure con spocchia (con queste parole non mi riferisco a voi ma a quello della patente, una pantomima indecente alla quale ho dovuto assistere impotente come se credesse di stare a parlare con un ignorante) che questo sia curare quando la cura esiste ma "non la date" come mi è stato detto come se si stesse credendo di stare a parlare con un bambino cretino che non è in grado di capire.

Venendo ad argomenti più frivoli, rileggendo le varie email ho trovato alcuni spunti da chiarire o enfatizzare, dato che se in queste email vi ho parlato solo di reddito di cittadinanza e fiscalità monetaria, non è "tutto qui" eh, tutto il resto verrebbe anche solo spontaneamente a modificarsi da sè rispetto ad oggi come loro conseguenza anche indiretta, di cui il credito sociale è solo la base di partenza atta a *permettere* poi tutto il resto. Per dirne una, la spesa pubblica, il reddito di base in sè consentirebbe di ridurla già di per sè per la sua influenza sulle dinamiche del mercato (recupero di risorse oggi inutilizzate), inoltre essendo necessariamente inseribile solo in un contesto di stato minimo (del quale fungerebbe da compensazione dei difetti, assolutamente inevitabile in un modo o nell'altro per permettere l'esistenza tout court del settore pubblico ridotto al minimo, mica ci sono altre realistiche possibilità, alla faccia dei finti "liberisti" che utopisti loro si lo sono, non certo io), perché è di questo contesto che si sta parlando, mica del contesto odierno, anche solo da questo ne deriverebbe una riduzione del livello di spesa pubblica, ma dato che il reddito di base è complementare alla fiscalità monetaria, è complementariamente ad essa che permetterebbe di perfino abolire le seppur residue imposte; non dico che vadano proprio eliminate del tutto (nonostante potrebbe essere benissimo fatto) ma che dovrebbero essere fatte appositamente sussistere in una certa misura minima solo a scopo planistico e perciò calibrate appositamente solo a questo scopo di indirizzo. Se avessi dovuto spiegarvi tutto il programma generico della destra, l'assetto corporativo, la democrazia organica, il sistema fiscale planistico georgista-pigouviano, impostazione della miniarchia (privatizzazioni), laissez faire (eliminazione del concetto di incentivo pubblico, solo imposte pigouviane; abolizione di ogni laccio burocratico del tipo dello statuto dei lavoratori e ogni altro simile), abolizione dei dazi e la sostituzione delle accise con imposte settoriali fisse (pigouviane a corpo e a misura), appalti concessioni e licenze ("liberalizzazioni" pigouviane: ingresso su base d'asta e tariffa-barriera minima, auto-imposizione volontaria di categoria a scopo di barriera all'ingresso), indirizzo di destinazione del territorio (piano del fanfaniano Fiorentino Sullo sul tipo nordeuropeo; non so se sapete che la corrente fanfaniana era nella Dc quella "protesa" verso il fascismo), pensioni ("tontina"), "debito pubblico" (*ricchezza nazionale aggregata* sarebbe meglio dire), amministrazione pubblica (fondata sulla massima devoluzione), servizi sociali (residui ammortizzatori sociali per una maggior fluidità del sistema produttivo), sistema giudiziario e penale, legislazioni civile e penale, indirizzamento pigouviano della distribuzione e dei trasporti, eccetera, oltre che entrare nei dettagli di reddito di cittadinanza e fiscalità monetaria, dovrei scrivere un enciclopedia! Per cui anche il credito sociale ve l'ho solo accennato a grandi linee, vi ho anche già detto che se i 5 stelle avessero voluto proporlo avrebbero trovato già tutto bello e pronto senza bisogno di spremersi le meningi, ed invece purtroppo l'impostazione da loro data a quello che loro definiscono indebitamente reddito di cittadinanza è totalmente sballata ed anzi essendomi reso conto di aver illustrato nelle varie email in maniera intricata qualcosa di semplice, provo a riscriverlo qui in modo semplice: il concetto che lo esprime è "scollegare il concetto di lavoro dal concetto di reddito", che è un discorso più complesso di come la superficiale frase parrebbe far credere, quindi "il lavoro retribuito non è più necessario" non vuol dire nè "il lavoro non è più necessario" e nemmeno "si deve lavorare gratis" come mi par di capire tutti, ognuno da loro rispettivo punto di vista, lo leggano, ma semplicemente appunto "il lavoro retribuito non è più necessario" sulla base del concetto che "nessun lavoro in realtà è *pagato*"; ammettendo la cifra di "zero reale" sia +300, sopra di essa rendi il reddito da lavoro progressivamente superfluo (è ovvio che a 301 lo sarà solo poco, ma man mano che si cresce lo sarà sempre di più), mentre sotto lo lasci via via inderogabilmente necessario, 300 sarebbe la cifra nella quale le due propensioni si incontrano equivalendosi, e di conseguenza è il punto nel quale vi sarebbe la maggior predisposizione sia da alcuni a desiderare che da altri ad accettare meno ore possibile (ovvero nel quale sempre le due predisposizioni si incontrano equivalendosi), di conseguenza dove il monte globale di ore lavorative si suddividerebbe tra il numero maggiore di persone possibile in quel preciso frangente ceteris paribus ossia indipendentemente dal raggiungimento dell'"ottimo paretiano", dato comunque che la riduzione ceteris paribus degli orari di lavoro è possibile solo al raggiungimento dell'ottimo paretiano ovvero letteralmente quando non c'è niente di più da poter fare. Per cui verrebbe spontaneo porsi la domanda: dato che oggi di cose da poter fare ancora ce ne sono eccome, allora cosa limita gli orari di lavoro anche laddove non ci sono leggi ad imporli? Semplice, il costo di opportunità sulle ulteriori ore lavorabili aggiuntive chiamato "legge dell'utilità marginale decrescente" o "legge dei costi marginali crescenti". Perchè allora invece di utilizzare solo le ore più utili di tutti, vengono spremuti fino al limite estremo dell'utilità meno persone possibile al contempo perfino sprecando le intere ore utili di tutti gli altri? Per le esternalità appostevi, ovvero contributi e imposte sui redditi, che vanno ad aumentare artificialmente il costo degli interi orari in maniera aggregata andando ad appianare artificialmente l'opportunità percepita di ogni unità oraria (cioè non permette variabilità delle linee di domanda/offerta a seconda dell'orario, che restano fisse indipendentemente da tutto; come con i premi delle polizze vita che sono fissi come vi avevo già detto). Una situazione normale vorrebbe invece che l'utilità marginale decrescesse progressivamente, cosa che le esternalità impediscono, determinando proprio la situazione nella quale chi utilizza la manodopera sia costretto a spremerla il più possibile, e la manodopera è costretta a spremersi il più possibile (perché le frontiere dell'opportunità sono spostate artificialmente dall'appianamento delle utilità). L'abolizione delle esternalità determinerebbe proprio la diminuzione del costo di opportunità della prima unità oraria ed un aumento progressivo delle ulteriori ore, ovvero rimetterebbe le frontiere sul loro punto di equilibrio naturale variabile, e quindi ristabilirebbe l'utilità decrescente; ora, nonostante la percezione così sia variata, l'uniformazione dei salari orari dal lato della domanda, come potrete capire non permetterebbe comunque di comportare modifiche reali sugli orari, per cui vi chiederete a che pro... certamente, se così fosse, ma consideriamo una contemporanea introduzione di un reddito di base che in quanto base reddituale renderebbe più conveniente la rinuncia alle ore aggiuntive la cui opportunità sarebbe percepita come più costosa rispetto ad oggi dall'eliminazione delle esternalità che oggi le appianano. Ora, essendo ciò regolato comunque dalla legge domanda/offerta, non permetterebbe comunque la diminuzione ceteris paribus degli orari (perchè il risultato sarebbe solo la variabilità delle linee di domanda/offerta a seconda dell'orario ossia l'aumento di salario delle ore aggiuntive), ma eliminerebbe la disoccupazione (perché ad essere maggiormente convenienti sarebbero le prime ore lavorate di chiunque) con la conseguenza, come detto non di una riduzione di orari, ma ceteris paribus aumento di produttività e di produzione che potrebbe essa portare al raggiungimento dell'ottimo paretiano e quindi alla naturale diminuzione degli orari di lavoro.
Il reddito di base è necessario per portare il sistema economico stesso sui binari di una normalità che non è MAI esistita! La compressione salariale e' dovuta all'artificioso aumento del costo del lavoro (tramite tasse sul lavoro e vincoli demenziali), il che fa si che parte dell'offerta rimanga inutilizzata. L'assunto più illogico ed ignorante a contestazione è: non si può ottenere una crescita infinita in un pianeta finito. Tutto ciò descrive la limitatezza di una tale visione: la capacità di combinazione tecnologica delle risorse genera un aumento dell'output con il medesimo input. Detto in parole povere faccio di più con meno risorse. Al diminuire della quantità di risorse in un sistema, aumenta il prezzo, dunque diminuisce il consumo ed il bisogno rimanente genera nel mercato spinta innovatrice alla ricerca di nuovi metodi di combinazione delle risorse. Se stiamo danneggiando il pianeta la risposta non è certo la decrescita felice, perché oltre ad essere un concetto ingenuo è anche un concetto presuntuoso ed illogico perché è contro la logica del libero mercato. Le risposte possono essere incentivi pigouviani alle imprese verso la sostenibilità e per aumentare il tasso di riciclabilità di una risorsa. Comunque libero mercato certamente non significa liberi individui o pari opportunità come sembrano intenderlo i decrescisti, ma supervisione dello stato senza eccessivi interventismi (che come si sa sono più probabilmente soggetti a corruzione e inefficienza perché gli individui che li attuano non hanno interessi personali nella riuscita dell'opera). E nella decrescita felice, l'unico fine è un atto egoistico di un individuo che vuole raccontarci quanto ha vissuto bene nell'isoletta. Si certo, e tutti i restanti 7 miliardi di persone? Esiste solo lui al mondo? Lo sapere quale sarebbe il risultato se TUTTO il mercato fosse "equo e solidale"? Sarebbe semplicemente il normale MERCATO! E poi che sarebbe sto "sfruttamento"?... perchè il sospetto è che sia la solita etichetta che i piagnucolosi di ogni risma attaccano a qualsiasi scambio volontario nella speranza che il "sovrano" obblighi la controparte a pagare per quello che offrono più di quello che vale... Per cui ribadisco che io non incolpo voi personalmente, anche io come voi quando fate la spesa si cercano i prezzi più convenienti, o no? Tutti hanno interesse a guadagnare, e ci mancherebbe. Pagare poco ovvero cercare di risparmiare mica è concorrenza sleale o cattiveria. I salari sono prezzi, ed il prezzo non prevede alcuna dimensione morale, ma viene determinato dalla domanda e dall’offerta. I commercianti che sembrano far pagare più del dovuto non fanno altro che spingere il prezzo ai limiti estremi: se lo alzano più di quanto i clienti sono pronti a pagare, questi smetteranno di acquistare e i primi dovranno abbassare il prezzo. Discorso diverso ovviamente è quando una risorsa non si può "spegnere" temporaneamente, allora si che dovrebbe intervenire un meccanismo atto a poterla mantenere attiva, o meglio, SMETTERE DI OSTACOLARLO quando sarebbe perfino matematicamente spontaneo e ciò che l'uomo dovrebbe limitarsi a fare sarebbe solo *GESTIRLO*. E' perciò compito della politica generare un ambiente adeguato e garantire la fluidità sociale ed imprenditoriale necessaria ad incrementare la domanda di lavoro. La competitività dei "bassi salari", non è altro che sintomo di un sistema fragile e disorganizzato che nel lungo termine annichilisce la spinta generatrice di valore di coloro che permangono e slancia gli individui maggiormente ricercati ad approfittare dell'unica libertà rimasta, ossia quella di circolazione globale degli individui. Si ma per andare dove? Nel mio caso ve l'ho già detto, in Giappone il peggiore sarei io e loro assumono i migliori non i peggiori come qua. La solita storiella autorazzista dei "furbi autoctoni" lascia il tempo che trova, di fronte ad evidenti necessità. Così come i commenti del tipo "prendere soldi senza lavorare! Ma siamo nel paese dei balocchi?", semplicemente vomitevoli e dovuti ad un ignoranza abissale di chi non riesce a guardare più in là del proprio naso. Tra persone che vedono nel mondo solo negatività, altre che pare vivano nel mondo della favole... ma persone che vivono nella realtà e la vedono come tale ce ne sono???? Il reddito di base va inteso come un diritto, non come un "boccone che arriva" oggi "da attendere". E qui occorre rispondere di nuovo al "cosa ti manca? vivrai comunque meglio di chiunque altro nella storia dell'umanità", si certo, il problema non è questo, magari fosse così, ci si potrebbe benissimo accontentare. Ma qui si parla che ci sarà chi non avrà niente ma proprio il NULLA più totale, tipo che ci sarà il 90% delle persone che finirà sotto i ponti a mangiare erba. Cosa succederà quando anche i parenti e le organizzazioni di carità rimarranno anche loro con una mano davanti e una dietro passando da mantenitori a mantenuti loro stessi? Quando tra 20-30 anni ci saranno milioni di sessantenni che non avranno alcuna pensione e più nessuno a sostenerli, cosa si farà? Perché prima o poi ciò accadrà, è inevitabile. Finché non accade si può andare avanti, ma è chiaro che quando si comincerà ad avere una disoccupazione strutturale enorme sarà necessario un cambio di paradigma, altrimenti avere anche solo metà della popolazione disoccupata senza alcun sostegno sarebbe una bomba sociale che non converrebbe a nessuno miliardari compresi.

“Noi siamo fieri del progredire della nostra civiltà, esaminiamo con soddisfazione ciò che consideriamo come suoi successi in tutte le branche della vita sociale, ma osserviamo pure che la nostra esistenza è spesso fondata sui principi più ingiusti e crudeli, e che l’umanità dell’avvenire ne parlerà con la stessa ripugnanza che noi proviamo oggi per la schiavitù e la tortura, come errori di altri tempi, che la civiltà ha abolito” (Lev Tolstoj)

Alla luce di tale consapevolezza, che senso ha dire "sono favorevole al reddito di base, ma solo per poco tempo"??? Che senso avrebbe secondo loro??? Se deve essere "solo per poco tempo" allora tanto vale non farlo! Quale scopo avrebbe oggi con un limite temporale??? Sembrano quelli che quando è stato inventato il cinema lo consideravano solo una moda passeggera destinata a durare poco tempo. Mentre invece man mano che si va avanti appare sempre più chiaro che la discussione sull’opportunità o meno di introdurre un reddito di base si dimostra sempre più superflua... bisogna mettersi in testa che non è più una questione di se, ma di quando. Gli scenari futuri lasciano pensare che assicurare a tutti un reddito di base sarà piuttosto una scelta obbligata, a quel punto anche solo per far fronte all’automazione del mondo del lavoro, che nei prossimi anni porterà ad un allargamento della forbice tra licenziati e riassorbiti sempre più insostenibile. Una situazione del genere obbligherebbe volenti o nolenti gli stati a creare un reddito di cittadinanza. Il punto è: perché non ora???? Si aspetta che sia già tardi? Per molti lo è già o lo è già stato! E' già ora tardi!!!! Quindi già ora la situazione paventata si sta realizzando, con una marea di gente che a fronte della produzione potenziale non ne ha accesso per motivi artificiali. Già oggi non c'è alcuna tutela per i 50enni che, se escono dal mondo del lavoro, sono troppo "vecchi" per ricollocarsi e troppo "giovani" per maturare il diritto a una pensione che non avranno mai. Bene, allora restituitemi i contributi "versati" che almeno mi arrangio. La possibilità di potere ritirare il monte contributivo dovrebbe servire proprio a questo, e potrebbe essere fatto proprio sotto forma di reddito di base. Il problema difatti non è che ci sia qualcuno che abbia accesso ad una cosa superflua che esiste (e quindi qualcuno può usufruirne proprio poiché esiste). Il problema è quando qualcuno NON ha accesso a qualcosa che esiste, e quindi l'accesso è impossibilitato per ragioni innaturali. Tanto per rispondere a quelli del "Per mangiare devi lavorare! Devi produrre quello che mangi! Se sei fesso mangi pane e cipolle! Se sei capace mangi caviale! Il capace non deve dividere il suo caviale con i fessi e incapaci!": con il reddito di cittadinanza il capace continuerà a mangiare caviale, ed il fesso il pane e cipolla almeno lo avrà. O secondo loro magari sarebbe meglio lasciar morire di fame la gente alla quale il pane gli viene impedito di produrselo? Ok, ma il lavoro lo dovete fare tutto, allora, fuori la corda ed il cappio! Purtroppo come sempre la comprensione delle cose è inficiata dall'incapacità di guardare alle conseguenze e non alla mera erogazione come se fosse fine a se stessa. Soluzioni che in apparenza sembrano andare a favorire gli approfittatori a scapito dei bisognosi, possono tuttavia essere più convenienti alla collettività. Non è tutto oro quel che luccica. Ma provate anche voi stessi ad immaginare quali conseguenze potrebbe determinare un reddito di base. Perchè dire "a tutti, anche a chi non abbia difficoltà" non è che poi sarebbe esente da conseguenze come se fosse fine a se stesso eh. Lo scopo sono le conseguenze, non il dare tot ai tizi. Se lo si analizza sul solo dare tot ai tizi, non si potrà capirne il senso, e quindi si daranno risposte basate sul solo dare tot ai tizi. "Dare soldi anche a chi non ne avrebbe bisogno non è giusto"... lo scopo del reddito di cittadinanza non è dare soldi a chi ha bisogno, ma fare in modo che più nessuno abbia bisogno. "Perchè già sto paese è pieno di ineguaglianze"... ah e darlo solo a qualcuno e a qualcun'altro no sarebbe l'uguaglianza? Strano concetto che hanno di uguaglianza... Un pò come quelli che rispondono che la differenza tra schiavitù e lavoro salariato sta nel libero arbitrio... si certo ma cos'è il libero arbitrio in assenza di alternative? La libertà di scegliere tra la ghigliottina e l'impiccagione? Douglas stesso ha definito la libertà come la capacità di scegliere e di rifiutare una scelta, una possibilità che però nella realtà oggi non esiste. Un pò come la differente concezione di libertà personale tra dittatura e democrazia: "la dittatura è una persona che decide se devi vivere o morire; la democrazia sono più persone che decidono se devi vivere o morire" E questi ti obbiettano "di che vi preoccupate?", sottintendendo che nessuno morirà di fame... si ma non è certo questo il modo giusto, vivere alle spalle di parenti o di carità e cose così, nella perenne incertezza del futuro. Non lo è ora, non lo sarebbe nel futuro paventato, e non lo è stato mai, per questo ridurre lo scopo del reddito di cittadinanza alla disoccupazione incipiente è solo perché oggi vi è tale motivazione, ma non significa che il suo scopo sia questo, è solo che queste persone non riescono ad andare oltre alla sua funzione come toppa, mentre invece le sue ragioni sono indipendenti dalla disoccupazione attuale, per cui avrebbe dovuto essere fatto decenni fa, non oggi che la situazione è già critica da quel punto di vista! Ed invece se ne saltano fuori con nuovi sussidi che non risolvono un bel nulla! Prima delle ultime elezioni c'era chi auspicava che vincessero i 5 stelle "solo perchè appena i boccaloni grillini si accorgeranno che i 780 euro non spettano a loro scoppierà finalmente il casino di cui, forse, questo paese ha bisogno". Occorre dire che la proposta 5 stelle ha dei vantaggi: farebbe cessare "l'accanimento terapeutico" sull'Italia traghettandola verso un meritatissimo fallimento con perdita di sovranità sul modello Grecia. Ossia "tanto peggio tanto meglio". Un casino che i potenti si arrabattano con tutte le forze a posticipare, rattoppando qua e là, oggi con supporto 5 stelle. No non è che la classe politica non riesca a trovare una soluzione ai problemi, è che NON c'è la volontà di farlo perchè la miseria e lo scontro sociale fa comodo a tanti oltre a stabilire forme di controllo che destabilizzano la vita comune a favore della loro dittatura schiavistica! E tanto per cambiare, la loro soluzione va come sempre a peggiorare ulteriormente le cose, come ad esempio per far fronte al costo del lavoro artificialmente gonfiato dalle imposte gli imprenditori chiedono immigrati ma non vogliono pagare le relative tasse necessarie a ripianare le esternalità che l'immigrazione comporta... dato che se l'immigrazione consente di ridurre il costo del lavoro, va però a rendere disoccupati gli autoctoni, i veri disperati che non vengono coi barconi, ma che abbiamo nella porta accanto alla nostra. Barconi invisibili in un oceano di ignoranti.

"Non c'è nessuna barca che possa raccoglierci. Se si affonda lentamente, se si annega, nessuno al mondo se ne accorgerà" (Simone Weil)

Io fin da piccolo osservando la società che mi circondava davo perfino per scontato che esistesse qualcosa come il reddito di base, è da adulto che sono rimasto incredulo nell'apprendere che invece una cosa simile non è mai esistita. Esso andrebbe ad eliminare la dipendenza da qualcuno, parenti o carità che sia, rendendo così implicitamente la persona parte attiva della comunità del territorio, e a differenza dei sussidi è un sostegno NON per rendere l'individuo totalmente indipendente e autonomo ma per renderlo maggiormente partecipe alla vita comunitaria, tanto che la sua filosofia stessa non è quella di un "assistenza" ma di una controprestazione al contributo che il cittadino da al sistema economico rispettando le leggi dello stato (siamo cioè in una visione del contratto sociale nella quale l'individuo accetta l'autorità dello stato ricevendo in cambio non solo protezione ma anche il sostentamento base) ed in specifico quelle garanti della proprietà privata (come retribuzione di un canone per i diritti di utilizzo della propria "quota" spettante di risorse), nonché a essere disponibili alle eventuali esigenze della comunità (ad esempio la chiamata alle armi, già ve l'avevo spiegato il discorso della legittimità di pretenderlo dopo avermi negato tutto fino allora: ogni condanna emessa per renitenza alla leva finora è stata illegittima moralmente). Dai sussidi esso differisce anche per la sua radice filosofica: un sussidio è qualcosa di ricevuto, mentre reddito è qualcosa di prodotto, quindi è proprio per questo che non si chiama sussidio ma reddito, perchè il suo fondamento filosofico è che non è qualcosa di regalato da altri, non è qualcosa di cui la collettività si fa "carico", ma qualcosa di tuo che ti viene restituito o per meglio dire retribuito (non "re-dis-tribuito" perciò) in cambio di qualcosa che tu "hai concesso" in uso ad altri (sarebbe più esatto dire "ti tocca concedere" perchè non c'è mai stata e non c'è possibilità di scelta), e non è giusto dover morire di fame o di freddo o gettato alla carità della strada solo perché non ha redditi di alcun genere, né da lavoro, né immobiliari, né pensionistici o altre rendite private, né da fondi, ecc, non per propria colpa ma perchè questi diritti li ha dovuti cedere ad altri vedendoseli quindi sottrarre (non per niente il termine spesso usato per definire chi non possiede proprietà è "diseredato") con l'avvallo delle istituzioni pubbliche.

Lo scopo del reddito di cittadinanza non è di aiutare ("sussidiare") i poveri, ma di eliminare la povertà cioè fare in modo che non ci possa più essere nessuno che abbia il bisogno di essere aiutato. Si tratta di un discorso di fluidità del sistema economico, non di assistenza sociale: in futuro, come già oggi si comincia a vedere, ci sarà una certa parte di popolazione che dal reddito lavorativo sarà del tutto esclusa, e ciò crea dei disguidi dell'intero sistema economico a fronte dell'aumento della produzione a seguito dei miglioramenti tecnologici ("produttività"): questa produzione esistente come potrà essere acquistata da chi non ha nemmeno 1 euro con cui poter scambiare qualcosa? La cifra di non più di 300 euro è proprio per questo motivo, per fungere intanto certamente anche da sopravvivenza permanentemente per chi non ha altri redditi (gli consentono di non morire di fame perlomeno), non tale da incentivare a non voler ricavare ulteriore reddito da un lavoro, ma soprattutto fungere da base per permettere ai datori di poter fornire salari a loro sostenibili senza patemi. Se uno ha un reddito base di 300 euro, accetterà di lavorare per 500 euro al mese anzichè esigerne 800, quindi anche nel caso teorico che venissero mantenute le imposte, la cifra che al produttore viene presa con esse viene restituita con il minor costo del lavoro (oltrechè con la percentuale di smercio in più dovuta all'aumentata propensione alla spesa, per quanto minima, in seguito all'aumento di quel residuo di potere d'acquisto oggi distrutto). In ogni caso deve essere il potere d'acquisto dei redditi a calibrarsi sull'entità delle imposte (georgismo), e non il contrario, per cui la prospettiva della persistenza di imposte in percentuale è totalmente da escludere. Il reddito di cittadinanza in ogni caso non è una spesa per i contribuenti, perchè questi soldi da un lato escono e dall'altro rientrano pareggiando i conti di chi contribuisce ("partita di giro"), e non è un favoritismo per alcuni: è oggi che alcuni sono appositamente ed inutilmente sfavoriti! Non invertiamo le cose! Tanto che il reddito di cittadinanza non dovrebbe ottenersi dietro domanda, ma l'opposto: automatico per tutti, la domanda casomai se ce ne fosse bisogno (e non c'è, basterebbe non ritirarlo) dovrebbe essere fatta per rinunciarvi ("tassa volontaria sulla stupidità"). E, sempre in ogni caso anche oggi, quanto sarebbe il reddito lordo di uno il cui odierno è di 50 mila e ne "paga" di imposte 30.000 se non esistesse alcuna esazione fiscale? Sarebbe di 20.000. Si chiama legge dell'equilibrio economico generale. I soldi che uno paga in tasse non sono soldi suoi perché essi vengono ottenuti unicamente in funzione del doverli pagare in imposte; se esse non esistessero quei 30.000 non resterebbero a lui in quanto non li avrebbe proprio ottenuti; li ottiene appunto solo in quanto doverli pagare (e li potrebbe trattenere solo tramite evasione/elusione fiscale nel momento in cui tutti gli altri "pagano"), fungendo da sostituto d'imposta scaricandoli sul prezzo della propria attività li fa pagare ai suoi clienti; quindi le imposte si pagano si, ma non sui redditi bensì sui consumi, ognuno dal paperone al barbone paga le medesima proporzione di spesa pubblica sulla base dei suoi acquisti (per cui la quantità varia si ma solo al variare dell'entità dei consumi, chi più consuma più paga). Conoscete la famosa frase della Thatcher "non esistono soldi pubblici ma solo soldi dei contribuenti"? Ecco è una cagata immane dato che in realtà, in riferimento agli stessi soldi ai quali si riferisce lei cioè quelli pagati in imposte, a non esistere sono invece proprio i soldi dei contribuenti, perchè ripeto sono soldi che senza il doverli pagare in imposte essi non avrebbero ottenuto e li ottengono come sostituti solo in funzione del doverli pagare come imposte. Non si chiamano mica a caso "imposte" eh. Non dimentichiamo un altro dettaglio non trascurabile: dato che il reddito di cittadinanza sarebbe retribuito solo ai cittadini (da cui il nome), ne deriva che i lavoratori stranieri (qualora non divenuti cittadini secondo le leggi vigenti) avrebbero un potere d'acquisto di tot euro (la cifra di reddito di cittadinanza qualunque essa fosse) inferiore a quello dei cittadini pur ricevendo lo stesso salario ceteris paribus, per cui consentirebbe di praticare una discriminazione economica non imputabile al datore di lavoro e quindi non passibile di critiche, disincentivando così automaticamente l'immigrazione di massa senza bisogno di interventi dirigistici. Si otterrebbero perciò due piccioni con una fava.
Una volta qualcuno mi ha contestato che la "teoria A+B" del credito sociale si rifarebbe direttamente alla teoria del valore-lavoro marxista, ma non è così, in quanto la teoria del valore-lavoro marxista vorrebbe spiegare la formazione dei PREZZI come lavoro umano intrinseco, per cui c'è una differenza fondamentale che praticamente mette sul piano opposto la teoria del valore-lavoro marxista ed il credito sociale, dato che, anche se mai esplicitato da Douglas, dalla sua analisi se ne ricava certo implicitamente ma comunque certamente la spiegazione NON della formazione dei prezzi (da cui se così fosse ne uscirebbe un risultato ovviamente errato) ma dell'equivalenza matematica dei COSTI come interamente lavoro umano (ossia interamente reddito da lavoro, compreso quello accumulato nei mezzi di produzione); c'è una differenza fondamentale quindi: la teoria di Douglas concorda pienamente con la scienza economica (non la nega e non la depreca quindi come invece fa Marx) sulla formazione dei prezzi secondo la legge domanda-offerta e relative altre che spiegano appunto la formazione dei prezzi. Per cui un collegamento con la teoria del valore-lavoro ci sarebbe pure nella visione macroeconomica che il valore di una merce è effettivamente PER INTERO lavoro umano, poichè, l'obiezione a ciò, ossia che il valore delle merci è determinato dalla legge domanda-offerta, non stride con ciò ma anzi è tale legge che va a definire proprio matematicamente il valore del lavoro umano (cioè il costo del lavoro) stesso e quindi di conseguenza, come scienza economica dice, che verrà svolto lavoro umano laddove la legge domanda-offerta per quella merce ne determini un valore superiore al costo del lavoro umano impiegato per produrla (il famoso plusvalore marxiano) e di conseguenza che se tale bene ha un valore inferiore al costo del lavoro umano tale bene non verrà prodotto. Il valore che una moneta prende in quanto merce rispetto a tutte le altre merci è la conseguenza del valore delle proprie merci (tra le quali la manodopera). E' il lavoro che prende valore dal valore dei beni, non il contrario. Praticamente vi è un inversione diametrale di causa-effetto tra teoria del valore-lavoro e "teoria A+B", ed in questo sta effettivamente la loro assimilazione: nell'essere letteralmente e diametralmente l'una l'opposto dell'altra... Per cui così come in scienza economica anche nel credito sociale il concetto marxista di plusvalore non esiste, essendo compreso che la frazione di valore esuberante i costi è soggetta a precise leggi matematiche che vanno a comporne il prezzo e quindi non certo "un furto di parte del lavoro umano intrinseco nella merce" come invece è per il marxismo, dato che il lavoro (cioè il reddito) umano sta solo interamente nei costi e assolutamente non nella frazione esuberante che va a farne il prezzo e che equivale a quello che prende nome tasso di rendimento del capitale (oltre alla frazione relativa alle imposte come costo spurio quindi da non prendere in considerazione nel computo in questione). Questa è la teoria stessa di Douglas, ossia che mancando al totale dei redditi aggregati una determinata frazione di valore presente invece nei prezzi, parte del prodotto non potrà essere matematicamente distribuita ma la cifra va in risparmio (e ciò fa del risparmio una cosa deleteria in quanto andante ad ingigantire tramite il moltiplicatore la massa monetaria, da cui la necessità di drenarla tramite il cosiddetto "debito pubblico"); ciò non riguarderebbe ogni specifico bene ma il complesso dei beni e più precisamente tra il complesso dei beni solo quelli di consumo autonomo (essendo quelli di consumo indotto totalmente usufruiti mediante spostamento tendenziale e spontaneo della massa monetaria verso le fasce patrimoniali superiori), dei quali quindi vi sarebbe per una parte (definita "marginale") di alcuni di essi un inutilizzo (mancata possibilità stessa di acquisto e quindi mancata produzione, carenza di domanda marginale poi ripresa anche da Keynes) artificialmente indotto solo dall'assenza di potere d'acquisto e non dal raggiunto limite delle capacità produttive ("ottimo paretiano"). La soluzione di Douglas è appunto andare a compensare tale discrepanza matematica mediante l'erogazione universale ed incondizionata della cifra aggregata mancante come un reddito fondamentale (da cui "di base") il cui presupposto sia la sola cittadinanza (da cui il sinonimo usato da altri autori "di cittadinanza") come retribuzione sotto forma di dividendo di un prodotto nazionale recuperato le cui cifre siano da ottenersi non mediante l'esazione fiscale (che non farebbe altro che redistribuire inutilmente sempre la medesima cifra aggregata) ma tramite la creazione apposita dell'esatta cifra mancante sotto forma monetaria. Cioè quello che già si fa ma in maniera squilibrata tramite il quantitative easing, ergo in pratica la fiscalità monetaria sarebbe un "elicottero monetario" ma attuato razionalmente, perché nel momento in cui tale retribuzione è presente sarebbero i valori di tutto il resto ad adeguarsi spontaneamente per "effetto reddito" su quello del reddito di base, sul lungo periodo. Secondo l'ottusa visione mainstream questa lacuna si ripercuoterebbe spontaneamente nell'adeguamento del valore della moneta al valore dei beni aggregati ossia in deflazione (e quindi il porvi rimedio tramite la retribuzione di un reddito di base in inflazione); in realtà non è così: nella realtà si esplica solo nell'impedire il raggiungimento della piena potenzialità produttiva (o "ottimo paretiano") solo a fronte della quale potrebbe anche ridursi l'orario lavorativo pro capite. Difatti il credito sociale nasce dal presupposto della regolazione della massa monetaria, come alternativa al "quantitative easing" da sempre usato dalle banche centrali di ogni paese, riforma monetaria con lo scopo precipuo, come riportato da Douglas, di "diffondere il potere economico e politico ai singoli individui" per "costruire una nuova civiltà basata sulla sicurezza economica assoluta per l'individuo", ciò che lui chiama "democrazia economica" o "controllo democratico del credito" (da cui il termine che ha scelto per definirlo, "credito sociale", ovvero del circolo della moneta nel sistema distributivo dei beni), ed in chiara contrapposizione al marxismo riferisce il credito sociale come "aristocrazia dei produttori al servizio della democrazia dei consumatori". La sua teoria nasce applicando principi di ingegneria (ovvero di logica matematica) al sistema economico. Per questo possiamo definire i suoi fautori come i "puristi" dell'applicazione della logica matematica all'economia. Il credito sociale non va confuso con l'"elicottero monetario" di Milton Friedman, che è, come il quantitative easing, un metodo di mera creazione della massa monetaria cioè del mezzo fisico "banconota", non di distribuzione della ricchezza che esso veicola. L'attuale metodo, il quantitative easing, comporta, per lo più, uno scambio con depositi bancari e l’acquisto di debito (i titoli di Stato) da ripagare: "do ut des" si procede con un acquisto di titoli di Stato, allo scopo di assecondare la domanda del mercato (cioè non di andare ad influirvi esso stesso) evitando così un eccessivo rialzo dei tassi ed allo scopo di mantenere invariato il costo del denaro da parte della banca centrale; attraverso la liquidità raccolta vengono effettuate le spese pubbliche e di conseguenza tagliate le imposte da parte del governo. Nella solita visione tipica della visione economica social-democratica avulsa dalle leggi matematiche e dal buon senso logico, l'idea alla base dell'elicottero monetario vede la banca centrale che, nella lotta contro la deflazione (che ovviamente loro interpretano come deleteria anzichè come sintomo della crescita economica quale invece dovrebbe essere e che quindi dovrebbe solo essere compensata appunto tramite l'erogazione della base reddituale dalla cui annichilazione deriva appunto la deflazione), cerca di stimolare la propensione al consumo (e quindi la domanda, secondo loro, come se i beni nascessero dal nulla in seguito alla necessità percepita) dei risparmiatori attraverso questa nuova massa monetaria, non più scambiata con le banche tramite titoli, ma distribuita direttamente senza contropartite. Per cui con l'elicottero monetario le forze in atto andrebbero direttamente ai soggetti come moneta anzichè indirettamente come minori tasse (che resterebbero perciò interamente calcolate sulla spesa pubblica), e secondo la sinistra "dei diritti", cronicamente incapace di andare oltre analisi sentimentali e belle parole, permetterebbe di "influenzare direttamente la domanda aggregata e rilanciare la spesa pubblica, aumentare i consumi dei beni primari e, quindi, influire direttamente sulle piccole e medie imprese che vedono aumentare i propri profitti innescando un circolo virtuoso per esse e per i loro lavoratori" (sempre piccole e medie imprese... e quelle grandi che sono, il diavolo???), senza creare i presupposti per un reciproco scambio: una sorta di "beneficenza finanziaria", o "quantitative easing per il popolo" come lo definisce qualcuno, con lo scopo, secondo quelli del "lato della domanda" come abbiamo visto, di far aumentare i consumi, come se ciò fosse una cosa buona! Viene da chiedersi perchè non propongano di ridiffondere il virus del vaiolo, sai come aumenterebbero i consumi di bare? Milton Friedman per primo descrisse l'elicottero monetario nel 1969 in un suo studio sulle alternative al quantitative easing, e negli ultimi tempi in tema di deflazione dell'euro il concetto è tornato con forza d'attualità: banconote che "piovono" dal cielo direttamente ai cittadini (e non agli erari come il quantitative easing), per colmare la deflazione derivante dall'assenza di retribuzione della base reddituale ma sorpassando l'intermediario bancario e la reciprocità. L'unico esempio pratico di "elicottero monetario" è stato compiuto in Cambogia dopo la caduta dei Kmer rossi, ma fu una necessità dato che avendo loro distrutto tutti i soldi, questo era l'unico modo di reintrodurli in circolo. Tuttavia oggi, presunto "pilota" dell'elicottero sarebbe un certo Mario Draghi, il quale avrebbe discrezionalità su come, quando e dove portare questa "benevola perturbazione". E non serve che faccio commenti, giusto?

"Il debito è il sistema moderno per imporre la schiavitù" (Ezra Pound)

Non serve che faccio commenti nel senso che dato che la regolazione della massa monetaria quelli la effettuano discrezionalmente e "una tantum" a seconda delle necessità che essi valutano (le *loro* necessità quindi), e il credito sociale invece lo prevede in maniera permanente e costante (tramite nuova emissione di moneta), si potrebbe definire il reddito di cittadinanza come un "elicottero monetario" permanente, ed il credito sociale come la contemporanea sussistenza in maniera permanente di entrambi i sistemi di "finanziamento monetario della spesa pubblica", composto da fiscalità monetaria che è praticamente un quantitative easing permanente a tasso di interesse negativo, e da reddito di cittadinanza come "dividendo nazionale" (come lo chiamava più specificatamente Douglas) ossia "elicottero monetario" permanente. Friedman insomma ha solo scoperto l'acqua calda, un "reddito di cittadinanza" "una tantum" e per tutt'altri scopi.

Poi vorrei chiarire che la fiscalità monetaria non ha nulla a che fare con la tesi sul valore indotto e sulla proprietà del portatore di Auriti, sono due cose totalmente distinte, il problema è che i detrattori sia della fiscalità monetaria che di Auriti non so se per ignoranza o per dolo continuano ad assimilare le due cose per delegittimarle entrambe assieme come "teoria antisemita". Ma anche se le teorie auritiane sono in specifico incentrate sulla questione giuridica fanno comunque parte del filone scientifico-filosofico monetario rifacentesi al tomismo, al pauperismo francescano, alla dottrina sociale della chiesa cattolica, al distributismo. Il reddito di cittadinanza della fiscalità monetaria ne è originariamente una conseguenza, secondo la logica seppur banale interpretata da questo punto di vista che se tramite essa si possono abolire le imposte ovvero portarle a zero, una volta azzerate allora tanto vale, essendo possibile farlo proprio tramite il suo meccanismo stesso, non solo eliminare il negativo andando a zero ma andare anche sopra zero erogando un positivo, concetto che ha preso nome originariamente reddito di cittadinanza. E' solo successivamente che Douglas ne ha compreso indipendentemente la logica matematica vergandone perciò la relativa legge.
Ribadisco che il reddito di cittadinanza non deriva dalle imposte prese da altri (che senso avrebbe??? cioè dai tot soldi dopo aver preso la medesima cifra???), difatti si chiama reddito proprio per indicare che non è una redistribuzione ma è un utile, è il dividendo di un prodotto nazionale oggi inutilizzato, e non essendo preso tramite imposte la relativa ricchezza non viene sottratta a nessuno. Il reddito di base assume quindi inevitabilmente la forma di caposaldo inalienabile del liberismo in quanto è necessaria inevitabile compensazione per poter permettere di attuare la "miniarchia" (privatizzazione di tutto) altrimenti assolutamente utopica da realizzare effettivamente se non nelle fanciullesche fantasie di un trickle down fine a sè stesso, quando se lo blocchi tramite cuneo fiscale e distruzione deliberata della base reddituale per pregiudizio vuol dire averne completamente frainteso il suo senso stesso... facendo diventare esso stesso una redistribuzione, una redistribuzione inversa, per cui i redistributori socialisti sono loro, chi pur pretendendo di dirsi liberista è favorevole a questa redistribuzione, inversa, nella loro ignoranza che una redistribuzione non deve necessariamente essere in positivo per essere tale ma può benissimo essere anche in negativo, sempre ridistribuzione socialista rimane il sottrarre la base reddituale! Totale assenza di redistribuzioni si avrebbe solo retribuendo una base reddituale che vada ad equivalere appunto allo "0 reale"; sottrarre totalmente o parzialmente la base reddituale facendola andare *sotto zero* reale è *redistribuire*! Peccato che quelli che oggi si spacciano per liberisti senza esserlo non lo sappiano e non ci arrivino a capirlo, e anzi quando glielo si fa notare dimostrino la loro incapacità di accettare cose che a loro non interessano o non aggradano e quindi si dimostrino apertamente tramite questo loro disinteresse o contrarietà quei "rossi dentro" che in realtà essi sono. Per non parlare dell'estrema destra... c'era più fascismo in Amintore Fanfani che in sti 4 rintronati! Questo mondo è talmente statalista che oggi gli anti-liberisti (sul tipo di Ilaria Bifarini, cretinetta sedicente "economista bocconiana redenta") imputano come origine dei problemi quelle forzature dirigistiche che negli ultimi decenni sono state fatte passare paradossalmente come "liberalizzazioni", che anziché portare al libero mercato hanno eliminato dei monopoli naturali per sostituirli forzosamente con degli oligopoli artificiali... per cui è stata un azione deleteria, certamente, ma è stato tutto l'opposto che liberismo!!!! Dove lo vedano in questo mondo il libero mercato quelli, non si sa, e loro non sanno indicarlo a parte far passare per liberismo una pianificazione sovietica. Di fare le cose c'è modo e modo, e quello la cui conseguenza è che gli oligomonopolisti devono farsi concorrenza importunando i potenziali clienti non è certo quello normale, questa prassi dimostra che non c'è stato niente di naturale in quella che si è mostrata proprio tramite questa conseguenza essere una forzatura artificiale di qualcosa che naturalmente avrebbe seguito uno spontaneo iter totalmente diverso se si fosse lasciato fare alla mano invisibile come liberismo comanda.

"Non ha importanza di quanto lo Stato controlli l'economia, per qualsiasi problema si darà la colpa alla libertà ancora disponibile" (Sheldon Richman)

Sul mercato non ci si "accaparra" un bel niente. L'unico modo per ottenere il favore di tutti i clienti è offrire il servizio migliore al minor prezzo; non è necessario importunare parossisticamente i potenziali clienti. Se monopolio significa offrire il miglior servizio possibile al prezzo più basso possibile, ben venga il monopolio. Invece appena si crea un minimo di concorrenza sui prezzi, ecco che si invoca la mano protettiva dello stato. E man mano, anche per le piccole imprese, in questo modo restano attive solo quelle insane, che possono solo tirare a campare approfittando di un mercato del lavoro schiavista lasciato allo sbando (che è cosa ben diversa da uno spontaneo laissez faire, nel quale il potere di contrattazione è bilaterale e quindi le condizioni sono alla pari), perché sanno di essere protetti perché apparentemente (ma solo apparentemente!) fanno le veci di qualcosa che le istituzioni non fanno (quello che *dovreste fare* voi). Quelli che vengono indicati come professionisti che chiedono tariffe fissate legalmente sono delle capre ignoranti di economia elementare e aspiranti parassiti (loro si!!!). Dopotutto se si vive in un paese dove chi lavora eticamente è massacrato da regolamenti assurdi e imposte indecenti, è ovvio che resti spazio solo per parassiti d'annata, per aspiranti tali, e schiere di ignoranti in cerca di protezioni e sovvenzioni. L'Italia è talmente statalista che non riesci a trovare alcuna differenza fra un tassista e un forestale. Ma non tutti sono fortunati come i tassisti dove lo stato garantisce loro il sussidio (quello si!!!) sotto forma di protezionismo rispetto ad ogni forma di concorrenza. Avete presente come si inalberano berciando come dei cani idrofobi ogni volta che si osa accennare a toccare i loro privilegi (tipo contro Uber)? Ma il problema non sono *i* tassisti ma la "mentalità da tassista", è quella che bisogna cambiare, e la si cambia in un modo: scatenandogli contro la celere la prossima volta che osano aprire bocca su legiferazioni che li riguardano!!! Sequestrando e vendendo all'asta i loro veicoli e revocando SOLO A LORO la possibilità futura di continuare a fare i tassisti! Potrà farlo CHIUNQUE come dovrebbe essere in un mondo normale (solo pagando le relative tasse fisse e nient'altro), eccetto appositamente SOLO loro, quelli attuali, per solo puro dispetto stavolta si! Questo è quello che si meriterebbe quella gentaglia, e non solo i tassisti, li uso come paradigma.

"Ho un bel guardare, leggere, osservare, interrogare; non vedo un solo abuso, che si eserciti su scala abbastanza ampia, che sia cessato per la volontaria rinuncia di coloro che ne traggono profitto" (Frédéric Bastiat)

Le cose possono essere incentivate con la concorrenza anziché con draconiane regole dirigistiche. La regolamentazione ed il proibizionismo creano criminalità, povertà, monopoli artificiali od oligopoli, limitazione della libertà, aumento di burocrati e delle tasse, invadenza dello Stato, aumento dei prezzi, diminuzione della qualità di beni e servizi. La liberalizzazione crea libertà, prosperità, libero scambio, diminuzione di burocrati, diminuzione delle tasse, diminuzione dello "Stato" e del crimine, diminuzione dei prezzi e aumento della qualità di beni e servizi.

"Gli uomini d’affari favoriscono la libera impresa in generale ma s'oppongono ad essa quando questa viene a riguardarli" (Milton Friedman)

Il monopolio è deleterio solo quando vi è impedimento legale nel settore, attuato da parte di privilegiati allo scopo di tagliare fuori la concorrenza, quindi un monopolio artificiale. E' solo quando l'ammissione all'attività è impedita che chi vi è dentro può imporre prezzi monopolistici. Prima John Stuart Mill in "Principi di economia politica" e poi Alfred Marshall in "Principi di economia" hanno analizzato i monopoli; Marshall formulò il concetto di surplus (o rendita) del consumatore ovvero la differenza tra l'importo massimo che il consumatore è disposto a pagare per un bene e il prezzo effettivo di acquisizione. Ma in un monopolio naturale ossia nel quale nessun altro entra perché non vi vede convenienza, sui prezzi del monopolista non vi è alcun profitto, è azzerato, perché se ci fosse vi entrerebbero spontaneamente dei concorrenti! In ogni banalissimo testo scolastico di economia viene spiegato chiaramente perché i monopoli naturali non sono per niente una cosa deleteria come la gente crede (cioè perché il credere che determinino ricarichi indefinitamente al rialzo per il consumatore è solo una leggendaria stupidaggine pregiudiziale); in una condizione di capitalismo totale, nei settori della distribuzione (elettricità, gas, telefono, acqua) verrebbero a crearsi naturalmente dei monopoli (che possono essere anche locali eh! non necessariamente nazionali. Ma sempre monopoli sarebbero) che non a caso nei testi di economia vengono definiti appunto "monopoli naturali" proprio perché si creano spontaneamente come conseguenza stessa della libera concorrenza (alla faccia di chi, ripeto, paradossalmente chiama "liberalizzazioni" quella che in realtà è stata ed è una forzatura dirigistica!). Tanto che i monopoli naturali non potrebbero nemmeno definirsi monopoli, non essendolo in realtà; i monopoli veri e propri (quelli artificiali) in realtà sorgono solo come conseguenza delle regole dirigistiche dello Stato. Ovviamente le leggi antitrust non perseguono i monopoli imposti per legge dalle istituzioni, ma solo quelli formatisi dall'imprenditoria privata, cioè quelli che monopoli nemmeno lo sarebbero essendo naturali. Il risultato è che si impedisce ai produttori di servire meglio i consumatori, e la legislazione va proprio contro quegli stessi fini che intende perseguire. Abbiamo così l'abuso della posizione dominante quando si vende a un prezzo maggiore degli altri, il cartello quando si vende allo stesso prezzo degli altri, o la concorrenza sleale quando si vende a un prezzo inferiore degli altri (dumping). Tutti errori che derivano dal concetto che siano i costi a determinare i prezzi, e da una analisi statica dei concetti di concorrenza e monopolio senza alcuna considerazione per i processi dinamici. I monopoli inefficienti sono quelli artificialmente favoriti dallo Stato, a riguardo dei quali esiste senza dubbio un palese sfruttamento a danno dei consumatori (i costi determinati dal mantenere in piedi il monopolio ricadono ovviamente sui prezzi). Anche sui cartelli, è sbagliato definire che c'è cartello monopolistico quando un settore di aziende controlla il prezzo delle sue produzioni. In un sistema di libero mercato ogni tipo di azienda può chiedere il prezzo che vuole, ma per effettuare la transazione serve comunque anche la volontarietà anche del compratore, altrimenti la merce rimane invenduta. Lo stereotipo che il consumatore perda la sua sovranità è un emerita cazzata nel caso dei beni elastici (cioè la maggior parte dei beni), perché l'interesse del venditore indipendentemente dalle quote di mercato anche quando è monopolista o in cartello è di smerciare TUTTO il prodotto che vende e per poterlo fare dovrà adeguare il prezzo su quello che gli consenta di ottenere lo smercio totale di ciò che produce o commercia; praticare un prezzo più alto il cui risultato sarebbe un costoso accumulo di scorte per lui non avrebbe senso. Per quanto riguarda invece i beni anelastici, sottostà comunque alla concorrenza dei beni sostituti (un prezzo alto del biglietto aereo di una tratta in monopolio indurrà a preferire il treno o la nave). In realtà non esistono funzioni di prezzo e non si può definire il monopolio su ipotetiche funzioni di prezzo impossibili da calcolare. Nella vita reale ci sono solo prezzi di mercato e contratti volontari, oppure in alternativa prezzi imposti e coercizione. Esistono solo prezzi di libero mercato, o prezzi come risultato di privilegi dello stato che favoriscono pochi a danno di molti. Non esiste maggiore ipocrisia che la difesa della concorrenza la quale persegue gli imprenditori privati e si dimentica dei veri monopoli a danno dei consumatori, sempre e solo risultato di privilegi statali. La concorrenza non ha bisogno di difese. Il consumatore non beneficia dello smantellamento di una posizione dominante di monopolio nei settori dove non c'è privilegio ma libero accesso, anzi generalmente finisce con il pagare i beni più di quanto li pagasse prima, e lo possiamo verificare tutti con le bollette del telefono. Dopotutto basti considerare i sexy shop, notoriamente dotati di prezzi spropositati. Eppure vi è concorrenza. ciò conferma che non è concorrenza o monopolio a determinare i prezzi, ma piuttosto le propensioni e le rendite dei soggetti. Secondo Schumpeter la vera concorrenza sta nel rinnovarsi. In ogni caso, rimane il fatto che non è assolutamente vero che i monopoli sono privi di concorrenza, poiché ci sono i "beni sostituti" (sono quei beni il cui aumento di domanda di uno causa un uguale aumento di domanda dell'altro; all'opposto ci sono i beni "complementari": due beni sono complementari se la loro domanda si sviluppa nella stessa direzione. Auto e combustibili. Più auto più domanda di combustibile. Il prezzo di uno sale e sale anche l'altro, ceteris paribus) a fargli concorrenza! Quando si costringe un'azienda presunta monopolista a frammentarsi in diversi rami operativi (è accaduto alla microsoft mi pare), il risultato è molto spesso quello di eliminarne le economie di scala. I costi marginali pertanto aumentano. Non ci sono istituzioni più ipocrite e dannose di quelle a difesa della concorrenza. La concorrenza non ha bisogno di difese, ripeto.

“Il Tribunale di difesa della concorrenza è il peggiore nemico del consumatore” (Jesús Huerta de Soto)

Ognuno in realtà dovrebbe essere libero di vendere nel mercato al prezzo che vuole. La "teoria dell’equilibrio economico generale" dice che quando un settore produce profitti essi vengono ripianati (azzerati) dall'ingresso di altri concorrenti e quindi ciascuna azienda sarà indotta in ogni caso a mantenere i prezzi più bassi possibile anche essa detenga un monopolio naturale o di fatto. Lo squilibrio si ha solo quando tale ingresso è proibito, proprio dalle legislazioni anti-trust! Ovvero quando il monopolio è artificiale. Le istituzioni a difesa della concorrenza sono ipocrite e dannose nel loro garantire interessi particolari a determinati cartelli. La legislazione antitrust è equiparabile alla Santa Inquisizione. Essa si mette in moto sulla base delle accuse mosse dagli imprenditori poco efficienti e spesso avviene sulla base di deboli motivazioni, portando ad esempio alla condanna per semplici indizi. Inoltre, quali sono gli imprenditori che vengono eliminati quando qualcuno ricorre a politiche aggressive di prezzo? Sono quelli marginali, i più inefficienti. E generalmente sono proprio questi concorrenti inefficienti a denunciare ed accusare di concorrenza sleale coloro che vendono i prodotti "sotto costo" quando casomai sono loro (gli inefficienti) a non essere in grado di reggere i costi! E allora si rivolgono a papino antitrust. Cercando nel frattempo di scaricare i costi sulla manodopera fino all'unghia, approfittando di un mercato del lavoro ugualmente avulso dal laissez faire, anche con l'intermediazione di istituzioni come la vostra (in passato vi avrebbero definiti "caporali" e perseguiti penalmente; ma c'è tempo... diamo tempo al tempo, la storia non è finita). E chi è oggi e da decenni in Italia il maggior apologeta di questa "Santa Inquisizione"? Silvio Berlusconi e il suo partito, che di conseguenza con quale cognizione non si collochi a sinistra come a rigor di logica dovrebbe, mi è ignoto. Un soggetto di un ignoranza e palese stupidità talmente abissali, scialbo e banale (un Barbara Palombelli in versione maschile), che si capisce benissimo come possa aver avuto fortuna in *questo* mondo, non servono dietrologie alla Travaglio per spiegarselo. Analogamente al suo "mini-me" caporal Brugnaro, il comunista mascherato, prototipo stesso del peggior fabianista.

"Non ci dovrebbero mai essere compromessi riguardo i principi morali. In qualsiasi compromesso tra il cibo ed il veleno, solo la morte può avere il sopravvento. In qualsiasi compromesso tra il bene e il male, solo il male trae beneficio” (Ayn Rand)

Io vi ho già detto che in anni, per non dire ormai decenni, ho l'impressione di essere L'UNICO vero liberista al mondo, mentre quelli si fermano alle sole nozioni acquisite, ma come degli zombi ad analizzarle con la loro testa per andare avanti non ci riescono proprio... no, secondo loro la conoscenza si ferma qui oggi, andare avanti nella comprensione delle cose SOLO basandosi su quelle già note (alle quali loro appunto si fermano e basta, e delle quali io di certo non nego la bontà ma la confermo, solo che io vado anche oltre) non esiste per loro... come se milioni di anni fa un australopiteco avesse pensato "ok, abbiamo imparato ad afferrare un bastone/sasso, ora non ci serve nient'altro di più". Quando proprio chi ha studiato l'economia ed è quindi fautore dello stato minimo liberista dovrebbe, proprio per questo, essere il più fervido sostenitore del reddito di base e della fiscalità monetaria, ed invece paradossalmente (in un mondo normale, ma non in questo mondo capovolto) ne è il contrario, ne sono anzi i più accaniti avversatori, ed è una cosa che non ho modo razionale di spiegarmi, se non tramite l'ottuso pregiudizio che li blocca. Non c'è altra possibile spiegazione di questo masochismo.

Proprio qualche giorno fa Beppe Grillo disse una frase in riferimento agli autistici, imputandogli che fanno esempi che lui non capisce... ah e se lui non capisce una cosa la colpa è di chi quella cosa la dice, non che lui non ci arriva a capirla? Praticamente ha ammesso pubblicamente di essere un cretino senza rendersene conto. Io se una cosa non la capisco chiedo lumi, non mi faccio un idea sulla base dei miei bias! Tantomeno mi permetto di sentenziare senza averla capita! Quando qualcuno mi dice qualcosa che io non so, io non vado a rispondergli "non è vero". Bene da sempre c'è un comportamento particolare delle persone che mi è difficile capire, sempre e solo in questo preciso ambito, l'economia, ed è appunto questo, quando io, che lo so, vado a dirgli che l'economia non è una cosa opinabile ma una scienza esatta matematica, tutti invariabilmente mi rispondono che non è vero. Ora di fronte ad una cosa simile, cosa se ne dovrebbe pensare? E' normale che dicendo una cosa che tu sai a qualcuno che non la sa, questo ti risponda che non è vero? Ma se uno pretende di capirne di economia e perfino dare lezioni agli altri, non potrebbe almeno prima prendersi un banalissimo testo di economia per le scuole (esistono eh! Lo dico sempre a quelli del "non è vero")? Ma è permesso che io che il dato di fatto che l'economia è, ovviamente, una scienza matematica, e lo so perchè l'ho studiato su tali libri, non perchè me lo "invento" io come invece fanno loro, devo ogni volta sentirmi rispondere "non è vero" da persone che proprio con questa risposta mi dimostrano che di economia non ci hanno mai aperto un libro (eccetto magari scritti da persone come loro, cioè non libri scolastici destinati all'istruzione ma libri di "opinioni", saggi)? E che per qualche ragione a me incomprensibile ne ricavano una cognizione totalmente avulsa da ogni buon senso logico che non si capisce nemmeno da cosa la possano aver partorita. Vorrei che questi mi rispondessero una volta alla classica domanda che gli faccio e alla quale nessuno mi risponde mai: se in una società c'è un pollo e 10 euro, quale sarà il valore del pollo in euro? E se rispondono una cifra diversa da 10 euro, secondo quale astrusa logica? Ma è futile prepararsi ulteriori risposte da dare, tanto a quella non rispondono mai, tergiversano e basta per portare l'acqua al loro mulino.
Voi come vi sentireste se diceste il vostro nome a qualcuno, e questi vi rispondesse "non è vero"? Neanche "non ti credo" che potrebbe anche essere comprensibile, ma proprio "non è vero", come affermazione. Poi non ho ragione di definirli scimmie? In economia non ci sono e non ci possono essere "opinioni"! Quella è la finanza!

In definitiva il paradigma che enfatizzo ci si dovrebbe mettere in testa che definisce il reddito di base non è che la sua retribuzione sarebbe qualcosa di dato, no, è OGGI che esso ci sta venendo NON *negato*, ma proprio SOTTRATTO; purtroppo questo concetto la gente non ci arriva a capirlo, e fanno il diavolo a quattro sul dover pagare 100 euro all'anno di canone rai, ma per la sottrazione di 300 euro al mese (valore di beni sprecati, distrutto) non fanno un fiato ed anzi SONO LORO STESSI a fare il diavolo a quattro in questo caso per RIFIUTARLI! Pagare 100 euro all'anno no, pagarne 300 al mese si, non c'è problema per loro. Alcuni per il semplice motivo che NON LO SANNO che gli stanno venendo sottratti (A TUTTI, nessuno escluso); bisogna informarli. Se oggi fanno il diavolo a 4 per 100 euro di canone rai, cosa farebbero se sapessero che in questo momento gli stanno venendo sottratti 250-300 euro al mese? Niente, a quanto pare ne sono lieti, dato che sono proprio quelli che fanno il diavolo a 4 per 100 euro di canone rai a voler impedire la retribuzione (anche a loro stessi, purché non vada ad altri! quello è l'importante per ogni cosa: che non vada anche ad altri) della base reddituale che oggi viene sottratta. Ma una volta informati, ed una volta iniziato a retribuire ciò che spetta, chi è contrario non si capisce cosa potrebbe avere da protestare: se ne è contrario ovvero se lo rifiuta, basterebbe semplicemente che il suo non lo ritirasse, semplice. Assumerebbe così la forma di tassa sulla stupidità. Perché pretendere di fare i conti in tasca agli altri? Perché la gentucola è sempre ben disposta a rinunciare a qualcosa purché implichi il toglierla anche ad altri. Ma a parte i 300 di reddito di base, fanno il diavolo a 4 per 100 euro di canone rai, ma per i restanti 5-10.000 euro pro capite che paghiamo come ricarico sui prezzi dei consumi, derivati dalle imposte che i produttori e commercianti devono pagare come sostituti scaricandoli poi sui loro prezzi, di quelli nessuno si lamenta con tale fervore? Ripeto: poi se chiamo scimmie tutti gli altri passo pure per narcisista!
Non si vive di rendita con un reddito di cittadinanza, a meno che a voi bastino 250-300 massimo euro al mese per vivere di rendita dato che questa è la cifra grossomodo aderente di un reddito di cittadinanza. Quella dei 5 stelle quanto è, 780? Ecco, quindi quello dei 5 stelle NON E' un reddito di cittadinanza ma un sussidio per indigenti. Se continuiamo a chiamare una cosa col nome di un altra delegittimiamo anche quella vera assieme a quella falsa, bisognerebbe smetterla di chiamare quella insulsa cagata dei 5 stelle con un nome che non corrisponde a ciò che è, altrimenti delegittimiamo anche il vero concetto di reddito di cittadinanza che invece è una cosa buona, solo che purtroppo oggi non esiste alcun partito che la sostenga, il che è una cosa che a me dimostra la sua bontà... ma provate a pensarci: un politico ha la possibilità di proporre fattibilmente l'abolizione delle tasse e la "retribuzione di soldi a tutti", fattibilmente e non come demagogica promessa da marinaio, e nemmeno populistica essendo fondata su basi scientifico-matematiche di economia standard e non su astrusità campate in aria dallo stregone no-global di turno che non si è mai aperto un testo di economia, anzi è di natura prettamente liberista e non utopista... ed egli non ci si fionda a capofitto??? Promettono una marea di cagate frivole (tipo l'abolizione del canone rai...) e surreali, populiste e demagogiche, o perfino inutili o deleterie, ma una cosa certo roboante ma fattibilissima come questa, no.
Anche i 5 stelle, per questa loro errata comprensione del senso stesso del concetto di reddito di cittadinanza commettono l'errore di proporre una cifra esageratamente avulsa rispetto a quella che avrebbe un senso col reddito di cittadinanza: 780 euro hanno un senso come appunto sussidio temporaneo per pochi disoccupati, sostitutivo del salario, mentre per il concetto di reddito BASE di cittadinanza, UNIVERSALE, PERMANENTE ed INDIPENDENTE, INTEGRATIVO dell'eventuale salario (non sostitutivo!), la cifra adeguata (e realisticamente sostenibile) sarebbe sui 300 euro, a fungere da base appunto a chi ha già un reddito proprio, e a fungere da "meglio di niente" a chi oggi non ha alcun altro reddito. Se i 5 stelle insistono in questa loro particolare impostazione sussidiaria, che lascino il termine esatto a chi lo ha concepito e da decenni lo porta avanti (la destra), e chiamino la loro proposta col suo nome cioè sussidio temporaneo di disoccupazione, non reddito di cittadinanza che ha anche nella parola stessa tutto un altro significato.
Ma poi io continuo a non capacitarmi di questo: perché si accaniscono a voler per forza usare un termine che non gli compete? E' proprio necessario? Il termine cambia il contenuto? No, e allora perché? Hanno vergogna a chiamarlo con la definizione che gli corrisponde cioè sussidio di indigenza? Perché dover e voler per forza usare il termine che definisce tutt'altra cosa? Oltretutto arrogandosi pure di stabilire che il loro banale lieve allargamento dell'attuale Naspi (perché tale è, negarlo è nascondersi dietro un dito, l'ha ammesso pure la Fornero), e non quello vero, è IL reddito di cittadinanza? Potete capire cosa voglia dire ciò per uno come me che da almeno 20 anni studio e sostengo il reddito di cittadinanza? Oltre al danno, pure la beffa. Se dopo aver passato tutta la vita a comportarvi bene e a cercare di fare del bene qualcuno si appropriasse della vostra identità e assumesse le vostre sembianze e dopo aver lui e solo lui raccolto ed usufruito di tutti i frutti del vostro buon comportamento (che a voi non veniva riconosciuto e per qualche ragione ora a lui si), si mettesse ad andare in giro a molestare infanti e truffare anziani e sui giornali venisse messo il vostro nome e la vostra foto, come vi sentireste? Capite cosa vuol dire dall'iniziale incredula soddisfazione, 5-6-7 anni fa, di vedere che finalmente ANCHE QUALCUN'ALTRO si aggregava ad una NOSTRA proposta, si è passati ora al sentirsi chiedere "le prove" di questa paternità e addirittura che siano gli ultimi arrivati ad arrogarsi di pretendere di stabilire cosa sia il reddito di cittadinanza? Ma è normale ciò? E' giusto? Forse nel vostro immaginario anche voi credete che il termine "reddito di cittadinanza" l'avesse inventato Beppe Grillo pochi anni fa? Capite cosa vuol dire per uno come me che da 20 anni sostiene il reddito di cittadinanza, vedersi espropriato del solo termine che lo definisce per vederlo appiccicato ad una cosa che non c'entra un bel niente con ciò che è? A me non interessa veder riconosciuta la proprietà, l'importante non è di che colore è il gatto, l'importante è che prenda i topi, a me interessa solo che il reddito di cittadinanza venga introdotto, chiunque sia a farlo, anche se ciò costasse veder rimossa la paternità all'estrema destra fascista che da sempre lo porta avanti, anche a costo di sentir tutti applaudire alle parole di Guy Standing "il reddito di cittadinanza può fermare l’ondata dei movimenti populisti neofascisti" mentre attua i loro programmi!!!! Anche fossero i comunisti a proporlo (cosa che però sarebbe paradossale essendo il marxismo antitetico filosoficamente a retribuzioni incondizionate universali: se lo proponessero non sarebbero ipso facto più comunisti), li sosterrei in ciò. Ma io mi chiedo, ma nessuno dei 5 stelle ha mai provato a leggere la voce su wikipedia? Eppure essa dà la definizione esatta di reddito di base (vi compare con tale sinonimo), seppur omettendone le origini e la proprietà, in 5 anni che la voce esiste nessuno di loro veramente si è preso la briga di leggersi la definizione perlomeno su wikipedia????
Quando specifico queste cose io rimango sempre allibito a sentirlo definire "nome" e quindi che "non è importante il nome"... quindi secondo loro io me la prendo per il nome? No io non sto dicendo proprio per niente che "il nome" è sbagliato, reddito di cittadinanza o sussidio di indigenza NON SONO *i nomi*, sono la definizione, sono il *cosa è*! E quelli stanno dando la definizione sbagliata, totalmente avulsa dal senso del sussidio che propongono, una definizione che nemmeno gli appartiene poi, che Grillo ha travisato alla grande, non so se volutamente o meno, da quanto espostogli da Giacinto Auriti. Al loro sussidio possono dare il nome che gli aggrada, secondo voi qualcuno potrebbe avere obiezioni sul NOME che qualcuno dà al proprio sussidio??? Andrea, Alberto, Marco, Giorgio, sono nomi di persone e uno vale l'altro, ma uomo è la definizione di cos'è, io non critico il nome che gli danno, ognuno è libero di dare alle proprie cose il nome che più gli aggrada, ma se un uomo lo definite cavallo questo non è il nome ma la definizione di COSA è! Che poi io non gli sto chiedendo di cambiare definizione al loro sussidio, io gli sto chiedendo di sostenere il reddito di cittadinanza nella sua definizione semantica, quello vero, per dirla in parole semplici, che NON E' un sussidio come invece è la cosa che quelli propongono ora, la cosa che loro stanno proponendo ora è solo un mero e lieve allargamento di platea della già esistente Naspi e Rei, e perdipiù con assurde regole capestro talmente farraginose che definirlo draconiano è lusinghiero, di cui tra l'altro nemmeno si capisce il senso, l'utilità stessa, di tutta quella pianificazione in stile sovietico, vera e propria porta per le strade infernali della formazione continua e del controllo del cittadino, con l’enorme appesantimento burocratico, e quindi dei relativi enormi costi occulti d'impianto e di gestione, che l'illiberale sistema di accertamento, controllo e erogazione da loro previsto comporta... sono infatti coinvolti nel progetto, a vario titolo: Centri per l’impiego, Ministero del Lavoro, Regioni, Comuni, INPS, Agenzia delle Entrate, ASL, Scuole, Università e centri di formazione, Agenzie formative accreditate e una mitica Struttura Informativa Centralizzata (SIC!), "nella quale confluiranno i dati anagrafici del richiedente, lo stato di famiglia, la certificazione dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), la certificazione del reddito al netto delle imposte, riferito all'anno in corso, la certificazione del reddito di cittadinanza percepito, i dati in possesso dell'INPS, quelli relativi ai beni immobili di proprietà, alle competenze certificate, allo stato di frequenza scolastica del minore". Ciliegina sulla torta, l’istituzione di un ineffabile "Osservatorio Nazionale del Mercato del Lavoro e delle politiche sociali"... altra fuffa socialista, altro carrozzone per imboscati. Questo, solo sul fronte pubblico. Dal punto di vista del "beneficiario", per accedere al sussidio, sarà necessario sostenere continui adempimenti formativi, con la creazione del "fascicolo personale elettronico del cittadino" e del "libretto formativo elettronico del cittadino", cose che, per le numerose "simpatiche" interferenze intrusive e moleste nella vita privata ("test dei mezzi" lo chiamereste voi burocrati), sanno tanto di *STASI*. Ripeto: la puzza di comunismo non riescono proprio a togliersela di dosso quelli, che rimarranno nel loro intimo sempre i medesimi costruttori del muro di Berlino. Chiediamoci stupefatti poi come sia potuto accadere... quando li abbiamo nel nostro stesso pianerottolo!!!! O, nel vostro caso, magari siete voi stessi. Tornando al tema, il beneficiario deve, tra l'altro, "svolgere con continuità un'azione di ricerca attiva del lavoro, secondo le modalità definite d'intesa con i servizi competenti, documentabile attraverso l'accesso dedicato al sistema informatico nazionale per l'impiego e con la registrazione delle azioni intraprese anche attraverso l'utilizzo della pagina web personale di cui all'articolo 10, comma 9, sulla quale possono essere salvati i dati riferiti alle comunicazioni di disponibilità di lavoro inviate ed ai colloqui effettuati. L'azione documentata di ricerca attiva del lavoro non può essere inferiore a due ore giornaliere". In definitiva, un sistema paranoico, tipico del socialismo reale. Tutti sotto controllo: conta documentare l'attività, non il risultato. Conta portare pietre sull'argine, non che l'argine trattenga i flutti. Io non so se voi vi siate mai premurati di leggere il programma "ufficiale" (o uno di essi, l'hanno cambiato e modificato talmente tante volte che non mi è nemmeno stato possibile stargli dietro tanto che oggi non so come sia diventato): esso lascia francamente basiti. E' una vera supercazzola farraginosa pregna di ciarpame semantico sovietico che, muovendo da provvedimenti socialistoidi europei, quali la risoluzione del Parlamento europeo del 20 ottobre 2010 e la Carta sociale europea, documenti peraltro interpretati pure estensivamente, riporta a pieno titolo al sindacalese dei "gloriosi" anni Settanta, il decennio rosso. Ma perché queste modalità cervellotiche e inesigibili? E perché differenziare i soggetti? "PER EVITARE ABUSI", ecco la solita solfa dei dementi rossi. Come se il fine primario delle persone fosse quello di fregare le istituzioni. Di cosa si ha paura? Della caduta del tabù del lavoro come "diritto"?
Guy Standing sottolinea come le politiche sociali sono oggi dominate dal targeting sui poveri, una categorizzazione priva di senso dato che la povertà è una condizione e non una tipologia o una sottospecie come parrebbe la interpretino i "rossi dentro". Di conseguenza dato che chi si trova in condizione di indigenza non ha marchiato "povero" in fronte, la tesi che i sussidi dovrebbero andare solo ai poveri è inevitabilmente seguita da svariate distinzioni perfino tra "chi se lo merita" e "chi non se lo merita" (e tra questi ultimi ovviamente rientra chi rifiuta i piatti pieni di merda "generosamente offertigli" dagli assistenti sociali). Ciò significa che i legislatori devono creare regole per acquisire o perdere i diritti. Quindi fare altre regole per punire chi si ritenga abbia infranto le regole per l'ottenimento dei diritti. A ogni passaggio sono previsti esami e giudizi arbitrari. Il sistema genera l'iniquità. C'è anche una contraddizione fra il garantire a tutti il diritto alla sussistenza e a una vita dignitosa e la convinzione che chi ha bisogno di aiuto dovrebbe adattarsi alle norme statali di comportamento (oltre a quelle sociali ovviamente). Ai disoccupati dicono che devono cercare un lavoro tutti i giorni e rimanere in allerta permanente. Devono essere disposti ad accettare un numero di ore (e non retribuite) di viaggio per recarsi al lavoro che per loro può anche superare le 24 ore della giornata comprensive di quelle di lavoro e di sonno, tanto che gli frega a loro della matematica? Devono essere disposti a traslocare (se sono disoccupati con quali soldi???) per andare dove non hanno amici o parenti. Il lavoro devono non solo dimostrare di cercarlo, ma perfino di fare ciò secondo criteri che soddisfino le aspettative dei burocrati cioè di gente che perlopiù non ne capisce un tubo di come funzioni il mercato del lavoro (tipo voi). La deriva verso il test dei mezzi e il targeting ha creato inevitabilmente le trappole della povertà. Non essendoci alcun incentivo ad accettare i lavori peggiori, la trappola della povertà ha portato alla coercizione sotto forma di "workfare" (così Standing chiama quello che la sinistra italiana chiama "lavoro di cittadinanza") e di "lavoro per il lavoro", lavoro improduttivo e riproduttivo solo di sè stesso fatto di cicli di inutili aggiornamenti e riscritture del curriculum, in cui non si può rinunciare a nulla in un impegno continuativo col rischio di rimanere indietro (anche se non è chiaro rispetto a chi o cosa); il lavoro per il lavoro è ormai la regola, un inutile ed improduttivo spreco di risorse. Difatti un aspetto troppo spesso ignorato è che i disoccupati devono svolgere una marea di lavoro non retribuito che praticamente occupa tutto il loro tempo. Il disoccupato paradossalmente non ha MAI un momento libero nel corso della sua vita. E' l'ultima persona che possa permettersi di perdere tempo. E poi arriva quello che consiglia di fare volontariato... o "percorsi"...
La clausola presente nella proposta di legge dei 5 stelle della ricerca di lavoro per 2 ore al giorno, che non si vede nemmeno in che modo possa essere verificata se non con i cervellotici metodi draconiani appunto indicati nella stessa proposta, è ciò che Standing chiama "tempo terziario" e definisce in termini spregiativamente realistici "lavoro per il lavoro", carenza del controllo del tempo, sistema oppressivo che rende sfruttati ed induce una stretta sul tempo fonte di ansia e depressione, col risultato che nonostante la mancanza di cose da fare non elimina la noia ma ad essa aggiunge un attività vista come inutile che alla noia aggiunge paradossalmente l'impressione di avere sempre troppe cose da fare, una condizione che lascia le persone stremate, stressate, frustrate, depresse, e incapaci delle azioni coerenti che sarebbero necessarie in una situazione nella quale ci si sente oppressi dalla necessità di agire, impedendolo e quindi andando a provocare la condizione opposta a quello che questa stretta draconiana, non si sa secondo quale logica, dovrebbe essere finalizzata secondo i suoi fautori. E tutto questo è ciò che avviene senza obblighi. Pensate cosa sarebbe se fosse pure un obbligo come i 5 stelle vorrebbero imporre!
La pressione va dal lavoro riproduttivo, con la sollecitazione a preparare il miraggio di un domani attraverso cicli di aggiornamento e riscrittura del curriculum ("credenzialismo"), fino agli impegni riguardanti la gestione finanziaria personale, destreggiandosi con i debiti e i vari modi di campare. Prendersi una pausa da queste attività inutili significa rischiare di perdere un occasione e rimanere indietro (forse da qui il concetto sbandierato dai 5 stelle "chi è rimasto indietro"?) anche se non si capisce rispetto a chi e a cosa. Per i disoccupati un alto livello di "lavoro per il lavoro" è la norma. "Lavoro per il lavoro": ricerca di lavoro attività spossante e totalizzante non retribuita e perdipiù costosa verso chi per definizione stessa non ha mezzi per sostenerla, basti pensare anche al solo biglietto dell'autobus... come può fare il disoccupato che non ha e comprensibilmente non può avere i soldi per il biglietto dell'autobus??? Purtroppo sono i datori ad avere il coltello dalla parte del manico, è questo il più grosso problema... Standing sostiene che i candidati dovrebbero pretendere pagamenti per ogni colloquio, cosa ovviamente impossibile da fare poiché richiederebbe un organizzazione tesa a punire i "crumiri" ed una solidarietà impossibile da ottenere dalla massa stupida e ignorante. Certo non si può non notare con costernazione come l'unico caso in cui uno sciopero sarebbe giusto, è l'unico che non avrebbe alcuna possibilità non solo di riuscire ma proprio di poter essere organizzato a causa dell'assenza di un organizzazione comune ed univoca tra i disoccupati, impossibilitata a nascere per via dello stigma imposto ed auto-imposto. Seppur Standing sembri dare la colpa ai datori di lavoro, ciò è sbagliato perché il problema non è originato da fattori imputabili ad essi, non è proficua la coercizione di stampo marxista contro la libertà di contrattazione. L'origine è ne più ne meno che l'assenza di mezzi collettivi atti a riempire la nicchia, cioè di un reddito di base che consenta oltre alla mera sopravvivenza stessa le spese da sostenere per lavorare gratis cioè il "lavoro per il lavoro" e le spese ad esso correlate. Ma anche la rinuncia alle alternative e l'espletazione delle pressanti e totalizzanti pratiche burocratiche. Alla luce di ciò, abbiamo un ulteriore punto a favore del reddito di base, cui verrebbe ad aggiungersi alla miriade di punti già presenti anche quello di fungere da pagamento per i colloqui ovvero retribuzione di mezzi per poter sostenere il costo della ricerca di lavoro. Per "poter pagare il biglietto dell'autobus" diciamo. Il reddito di base renderebbe più facile un efficace ricerca del posto di lavoro permettendo agli aspiranti di essere più selettivi e ponderati anziché dover per disperazione accettare il primo posto che capita; non più cuochi a fare i meccanici e meccanici a fare i cuochi; ciò aumenterebbe anche la pressione sui datori di lavoro perché usino con maggiore efficienza i dipendenti e per meno tempo ciascuno (nel momento in cui abolendo il cuneo fiscale non vi sarebbe più "costo marginale crescente"). Con un reddito di base le persone non cercheranno più un impiego perché devono SOPRAVVIVERE, ma perché nessuno desidera accontentarsi di SOPRAVVIVERE. Potranno così negoziare le loro condizioni di lavoro per soddisfare le loro comodità, più che i loro bisogni vitali. Le condizioni di lavoro miglioreranno per motivare le persone, che già avranno una base di reddito, a impegnarsi di più. I primi potranno più facilmente negoziare condizioni di lavoro migliori a tempo parziale, se desiderano, e gli altri potranno ottenere un lavoro più facilmente. Dal canto loro, le IMPRESE saranno sollevate dalla responsabilità di far VIVERE le persone. Saranno incoraggiate ad automatizzare i compiti più ripetitivi e meno attraenti.
E invece questi propongono il "lavoro di cittadinanza", quello che Standing chiama "workfare", che ha per forza di cose un effetto artificialmente depressivo sugli stipendi in generale, anche se di quanto dipende dal livello degli stipendi erogati a chi è in workfare e dal tipo e dalla portata dei posti in workfare. Costringere alcuni ad accettare lavori mal pagati e usarlo come minaccia per indurre altri ad accettarli mentre altrimenti non l'avrebbero fatto incoraggia i datori di lavoro ad abbassare tutte le paghe. Siete soddisfatti?

"La completa libertà di mercato non è politicamente fattibile. Perché? Perché è solo nell’interesse generale e non nell’interesse di qualcuno particolare. I benefici di un dazio sono visibili. I sindacati possono vedere che sono 'protetti'. Il danno che fa un dazio è invisibile. Si diffonde largamente. C’è gente che non ha lavoro per via dei dazi ma non lo sa" (Milton Friedman)

Vano è far capire a questa gente uno dei cardini della scienza economica ovvero che quello che conta in economia è ciò che NON SI VEDE. L’errore del cattivo economista è quello di concentrarsi esclusivamente sulle conseguenze dirette e visibili, ignorando completamente le conseguenze indirette e invisibili. A loro volta le trappole della povertà portano ad ulteriori regole coercitive ed illiberali e relative ingiuste sanzioni tese a contrastare l'inevitabile e comprensibile azzardo morale che sorge dalla valutazione dei pro e contro e da quello che Standing definisce "immorale" pur non essendolo proprio per niente ovvero l'evasione ed il lavoro nero. Tirare a fregare un sistema stupido e ignobile è moralmente legittimissimo!! Sono eroi quelli che in questo modo contrastano il sistema che in quel modo crea barriere alla piena cittadinanza e quelli che lo sostengono.

"Oggi, la frode è provocata dalla legge. La legalità ha ucciso non la giustizia ma anche il buon senso. La legge è violata perché è assurdo osservarla" (Luigi Einaudi)

"L'estensione dello stato causa la proliferazione delle leggi; la proliferazione delle leggi causa la moltiplicazione degli illeciti, reali o potenziali; la moltiplicazione degli illeciti causa infine, prima la diffusione e poi la banalizzazione dei crimini. Lo stato non è più la soluzione dei problemi ma diventa il problema" (Giulio Tremonti)

E se proprio creare barriere alla cittadinanza fosse il loro scopo? E se è così, a che pro? Solo per infastidire gli altri? In tal caso è o no lecito attribuire ai contrari al reddito di base la necessità di una visita psichiatrica? Questa gentaglia incapace di vedere la realtà imposta la questione in termini di "noi che lavoriamo" contro "loro, una manica di scansafatiche che campano con sussidi pagati da noi"... sempre "gli altri", eh? Ma vorrei proprio vederli cosa farebbero loro se vincessero una rendita vitalizia alla lotteria! Sarebbero i primi, anzi, I SOLI, a lasciare il lavoro e vivere di rendita! I soli perché tipicamente ad essere assunti e quindi a lavorare sono le persone peggiori, le più pigre, le più accidiose, le più indolenti, le più insofferenti, le più pretenziose, mentre i migliori sono gli ultimi ad essere assunti e quindi sono quelli che restano privi di impiego. Questo è un dato di fatto evidente e perciò innegabile per chiunque abbia esperienza di ricerca lavoro e quindi vede coi propri occhi chi viene assunto e chi scartato (dalle agenzie interinali e dall'assistenza sociale; forse con le assunzioni dirette da parte di privati è diverso ancora oggi). Altra ironia dopo quelli ai quali stanno bene le eredità ma non i sussidi. Quelli che dichiarano di credere nella riduzione del ruolo dello stato ma allo stesso tempo sono in prima fila a esigere più regole e più severe per i sussidi, quelli altrui ovviamente, ci mancherebbe. Alla faccia della coerenza! Ma dopotutto rientra nella mentalità dei fannulloni parassiti lavoristi che impestano internet con i loro deliri e le loro accuse lanciate con la bava alla bocca verso chi eticamente migliore di loro. L'esperienza mi ha mostrato chiaramente che più uno è parassita e più egli accusa gli altri di esserlo, è quasi una legge matematica. Standing mostra come chi predica questo dualismo lo fa cinicamente (invece dal mio punto di vista questo termine può andar bene solo come eufemismo di problemi mentali ben più gravi e profondi), forse raccontandosi che si comportano così solo per evitare di essere scavalcati da altri che non soltanto ci credono veramente ma lo propagandano addirittura, novelli emuli di Collodi. Un ragionamento utilitarista certo, ma qual'è l'alternativa all'utilitarismo? La sinistra parte da una premessa: secondo loro le disuguaglianze sono accentuate dalle forze di mercato, dalla concorrenza e dallo sfruttamento; dal momento che guardano alla società in termini di classe, non solo come a un aggregato di individui, credono che la politica debba rispettare i principi della compassione e dell'immedesimazione. No, le disuguaglianze sono CAUSATE (e non solo accentuate) dalle barriere alle forze di mercato, alla concorrenza e a tutte le libertà di impresa e di lavoro. Senza queste barriere, di compassione ed immedesimazione non ci sarebbe più nemmeno il bisogno perché sono ci sarebbe più nessun soggetto bisognoso. I valori della compassione, dell'empatia e della reciprocità sono stati sostituiti dal pietismo, dal disprezzo e dall'individualismo. E' come il discorso che vi avevo già fatto riguardo quelli che si nascondono dietro un dito dicendo che la democrazia rispetta la libertà delle minoranze come se fosse una benevola elargizione... la libertà elargita per benevolenza è appesa ad un filo e quindi non è libertà! Voi sapete come in Urss veniva ironicamente parafrasata la "Glasnost"? "Gorbaciov si sta radendo, quando la sua nipotina va da lui e gli chiede cosa stia facendo; nonno Michail la manda via con una bonaria pacca sulla schiena, quando invece avrebbe potuto facilmente sgozzarla col rasoio che teneva in mano". Il reddito di cittadinanza toglierebbe il rasoio dalle mani del "bambino gigantesco", eliminando il "potere immenso e tutelare" di uno stato paternalista che pretende di regolare ogni aspetto, lasciandolo invece alla libertà personale di procurarsi da sè i beni che si ritiene necessari e di garantire la propria sorte autonomamente. Lo stato potrebbe smettere quindi di essere "assoluto, particolareggiato, regolare, previdente e mite", non perchè esso decida così (il che equivalendo alla conferma di essere tale, sarebbe un controsenso), ma spontaneamente per il venir meno in modo automatico delle cose che determinano tale prerogativa, responsabilizzando le persone all'indipendenza anzichè tenerle legate a sè come una chioccia; lo stato diverrebbe in tal modo mero regolatore, ordinatore e disciplinatore, tramite la base retribuita a tutti dal reddito di cittadinanza in sostituzione di tutti i campi dove oggi le istituzioni pubbliche si intromettono. Da qui poi la possibilità di realizzare la democrazia organica. La socialità umana in tal modo potrebbe arrivare a creare un armonia che rende superfluo lo stato, al contrario della carenza di socialità che fa si che gli individui socialmente problematici debbano essere controllati da un istituzione superiore. Questo non è un discorso anarchico, perchè non si tratta di una forzatura ma di ciò che avverrebbe spontaneamente da sè in seguito all'introduzione di un reddito di base.

Il ministro britannico della salute: "sappiamo che lavorare può essere positivo per il benessere"... evidentemente si riferiva al suo di lavoro... Lawrence Mead poi ha affermato che "la disoccupazione deve essere resa un esperienza sgradevole"... ah, *deve essere resa*, perché non lo è già di per sè, no, certo che no... deve esserlo resa appositamente... ma mica è finita qui: "in modo che non si abbia voglia di prolungarla o ripeterla" cioè in pratica come dire che la disoccupazione è una condizione (ed il fatto che lui involontariamente ammetta che di "esperienza" si tratta è già indicativo della cognizione che ne ha delle cose che dice) che le persone cercano appositamente!!! E nemmeno qui è finita: "i disoccupati dovrebbero criticare sè stessi"... ecco, finché continueremo a lasciare affidate le redini della società a gentaglia di una tale stupidità ed ignoranza, non lamentiamoci poi. E soprattutto non deploratemi se io li chiamo scimmie. Se si considera che questo è un membro di una commissione sul welfare britannico, capite in che mani siamo. David Hume diceva che la pietà è parente del disprezzo. Il perdente è un fallito, degno di aiuto finché dimostra gratitudine e apparente sincero sforzo. Se non segue la nostra guida deve essere convinto a emendarsi, e se non lo fa dovrebbe essere costretto o punito. Secondo Standing invece una persona di buon senso è guidato dalla compassione (che quindi manca nei primi), ovvero nell'immedesimarsi e pensare che l'escluso potrebbe essere lui un giorno, perché nessuno è immune. Ognuno dovrebbe avere la stessa sicurezza di tutti gli altri, e tra questi compresi quelli che invece si credono immuni dagli eventi esterni sfortunati e si permettono oggi di negare la giustizia agli altri. Soltanto quando tutti avranno la sicurezza fondamentale potranno riuscire a uscire dal fondo. Ma chi siamo noi per sapere cosa vuole un altra persona e cosa è meglio per lui? Solo l'interessato può saperlo. Nessuno dovrebbe avere il diritto di costringere un altro ad una scelta personale. Secondo Standing questo distingue il buon senso dall'irrazionalità. Il problema è, come sempre, che le persone stupide purtroppo non sanno di esserlo, ed è una cosa che personalmente a me rode parecchio quando una persona ignorante si permette di pretendere di fare lui la lezione a me su cose che io so e lui a me che le so mostra di non saperle. Cosa darei perché potesse leggermi nel pensiero! Secondo Standing empatia e compassione significano che, anche se forse non capiamo o non amiamo le vostre idee o azioni, non abbiamo il diritto di condannare o punire, a meno che non si danneggino gli altri. Ovviamente sorge spontaneo il dubbio su come possa conciliarsi ciò con le accuse fatte ai disoccupati da queste stesse persone... uno di sinistra dovrebbe accettare che la sanzione sia giustificata solo se si scopre attraverso un giusto processo che uno ha violato una giusta legge (Standing dice "approvata democraticamente", solo che non necessariamente una cosa approvata dalla maggioranza diventa automaticamente pure giusta, nei fatti spesso è proprio il contrario). Secondo Rawls una politica progressista per il cambiamento istituzionale è socialmente giusta soltanto se aumenta la sicurezza dei gruppi più insicuri della società, cioè DI TUTTI dato che tutti possono rientrare sotto tale definizione. Nessuno è un dio esente dalle vicissitudini esistenziali, insomma. Peccato che quelli convinti che la povertà sia una tipologia e non una condizione non lo sappiano e quindi quando accade a loro di entrare in quella condizione si trovino talmente spaesati da arrivare spesso ad uccidersi (ed io verso chi riesce ad uccidersi per ragioni frivole non ne posso avere alcun rispetto). Un cambiamento istituzionale è socialmente giusto soltanto se non è paternalista quindi se non impone a certi gruppi controlli che non siano imposti ai gruppi più liberi della società. Un cambiamento istituzionale è socialmente giusto soltanto se rafforza i diritti e non aumenta il potere discrezionale e senza controlli di chi tratta con i cittadini. Concedere un potere discrezionale ai burocrati e ai loro agenti, un dominio arbitrario e incontrollato, è chiaramente una scelta regressiva che limita la libertà e lo fa solo verso i gruppi vulnerabili, mai coi pezzi di merda. Standing puntualizza la differenza tra un liberista e uno di sinistra nell'immedesimazione, con il liberista che considera la disoccupazione una colpa della persona, e quello di sinistra che dà la colpa al sistema economico liberista, per cui i fortunati devono i loro salari alti a coloro che sono sfortunati da essere senza lavoro. Quest'ultima affermazione è verissima, ma Standing, che come detto non riesce a togliersi di dosso il puzzo di comunismo, concorda con la versione di sinistra. Insomma, nessuno riesce a vedere la realtà. E a problemi errati non si possono fornire risposte giuste... per risolvere un problema è per forza necessario conoscere qual'è il problema. E' possibile che mi paia di essere l'unico al mondo a capirlo???

La contrarietà morale al reddito di cittadinanza da parte della sinistra (che se lo approvasse smetterebbe di essere tale ipso facto eh) è espressa chiaramente da una frase ottocentesca di Gertrude Himmelfarb: "Il sostentamento senza lavoro metterebbe i poveri in una condizione di dipendenza che è inaccettabile per i proletari rispettabili, in quanto è proprio la loro indipendenza a definirne la rispettabilità"... a quanto pare la dipendenza è condizione assai gradita per chi si ispira alla, e pratica la, visione politico-morale del mondo della sinistra. La cosa surreale è che poi quelli di sinistra accusano di questa cosa la destra... ed a ragion veduta in questo caso, se fosse vera si intende, essendo un ragionamento prettamente laburista e non certo liberista. Io da persona di destra, liberista, essendo oggetto di tale accusa da sinistra (che è la versione corretta ripeto, per quanto insulsa), rispondo che è paradossale un simile capovolgimento delle cose, ah "Il sostentamento senza lavoro metterebbe i poveri in una condizione di dipendenza", non proprio *il lavoro* per definizione stessa? Tra l'altro proprio l'uso del termine "dipendenza" è perfino farsesco essendo esso tipicamente usato proprio per definire il lavoro *dipendente*. Casomai è il lavoro a mettere le persone in una condizione di dipendenza, almeno i liberisti dovrebbero smetterla di glorificare il lavoro, il lavoro è necessario ma non è un feticcio da adorare come dei masochisti. Certo che a sentire la parola lavoro mi vengono le convulsioni (cosa della quale sono stato accusato dai soliti *VERI* fannulloni che ne accusano gli altri per i sensi di colpa che provano, paradossalmente proprio nel momento in cui "lavorando" lo stavo facendo, come in questo momento, gratis certo, ma di certo non sono steso sul divano, sto *elaborando*, cosa che poi potrei fare pure stando disteso sul divano, pensandoci bene, per cui io non ho mai un attimo di pausa, io lavoro continuamente eccetto da quando prendo sonno a quando mi risveglio), perché un motore che gira a vuoto mi fa si venire le convulsioni, nel sapere che non è attaccato ad un alternatore per PRODURRE qualcosa di utile ma brucia combustibile per niente. Il fatto che quella parola viene usata anche per attività non solo inutili ma perfino deleterie alla collettività mi fa venire le convulsioni, si. Il portare pietre su un argine invece di piantare dei pali mi fa venire le convulsioni, certamente. Quale utilità apporta alla collettività i call center pubblicitari, i volantinaggi pubblicitari, la vendita di suonerie, il marketing piramidale, e tutte le varie truffe che oggi sono lo standard delle attività disponibili ai disoccupati? Piuttosto mi stupisco del fatto che queste aberrazioni arrivano da gente che di contro dice peste e corna degli statali, e nel sentire tessere le lodi del lavoro improduttivo da gente che si arroga poi di deprecarlo non si sa sulla base di quale coerenza, indica che la loro non è una critica motivata, ma solo una misantropica ossessione nel denigrare l'intera umanità, tutti merde eccetto loro no? Io sono un fanatico della produzione, per questo odio la parola lavoro. La parola lavoro andrebbe dimenticata e sostituita da quelle che rispecchiano ciò che dovrebbe essere, produzione, o attività, o reddito.

"E' importante non confondere lavoro e occupazione" (Alain de Benoist)

Il lavoro parassitario spreca già di per sé risorse (non credo doverle elencare tutte no? trasporto del soggetto, corrente elettrica per l'attività parassitaria sul pc, carta consumata, ecc), e determina un reddito intero (ciò che va oltre la base) di fatto inesistente che va però come potere d'acquisto al soggetto, con tutte le relative conseguenze (le medesime della spendita di denaro falso); il reddito di base (DI BASE) è una base reddituale che non può determinare consumo indotto ma consente solo di recuperare risorse oggi sprecate proprio a causa dell'assenza di reddito da parte della fetta di popolazione appunto oggi completamente priva, consumi autonomi e non indotti, quindi il reddito di base NON TOGLIE NIENTE a chi ha già oggi un reddito o ne avrebbe nel caso in questione un altro, perché quei beni sono beni oggi non prodotti (dato che nessuno regala nulla) nonostante la potenzialità produttiva lo consenta. Il reddito di base per via dell'"equilibrio economico generale" non apporta niente al crescere del reddito di chi un reddito già lo ha, quindi anche in questo caso non può indurre consumi ulteriori rispetto ad oggi. Il reddito di base consente SOLO il RECUPERO di risorse oggi sprecate dalla sua sottrazione; il lavoro parassitario invece quando fonte di reddito oltre quello basilare oltre a determinare sprechi ingiustificabili ed evitabili anche toglie reddito reale a tutti gli altri senza apportare un'utilità corrispettiva. E non saltatemi fuori come mio papà con la cagata che il valore di una cosa lo dà l'utilità percepita, perché cio è vero, certamente, per chi scimmia tra scimmie o uomo tra uomini. Ma quale valore dà una scimmia (stavolta vera) sulla base dell'utilità per essa ad un automobile, ad un computer, ad un vaso di fiori? Il medesimo che dà quella eufemistica a ciò che produco io! E non parlo senza cognizione: ho provato a vendere dei libri (scientifici, scolastici, educativi, già letti, non nel senso che "li ho prodotti io", non è questo il senso, è solo un esempio che vi porto) ad un negozio di libri usati... non li ha accettati, dicendo che si riesce a smerciare solo romanzi d'amore, tutt'al più saggistica, ma assolutamente non libri scolastici (cioè gli unici che io cercherei se potessi permettermelo). Poi io non lo devo percepire come capovolto questo mondo, no...
Ognuno è libero di leggere ciò che gli pare, certo, ma lo scenario che emerge dalla risposta che mi ha dato quello è desolante... "assolutamente non libri scolastici"... a me piange il cuore al solo pensiero di un libro che viene bruciato in un inceneritore... pensate cosa vuol dire vivere nel terrore di avere in casa uno che me li butta via di nascosto, per puro sadismo, perché altre possibili spiegazioni non ce ne possono essere dopo che da tutta la vita lo imploro di smettere di farlo.

Ma tornando al mercato del lavoro, le politiche lavoriste puntano a massimizzare il numero delle persone che hanno un posto senza stare a pensare a quanto esso sia inutile, svilente, o sprechi risorse. Standing lo definisce "feticismo del lavoro"; io lo chiamo semplicemente "lavorismo". Non si può sostenere sensatamente che tutto il lavoro compensato è produttivo e quello non compensato non lo è: spesso è l'esatto contrario! Ora ditemi quale differenza voi vedete tra una riunione d'ufficio e un gruppo di persone che discute seduta in un bar... Ma visto che sono sul posto di lavoro e vengono pagate, sono considerate lavoro e lodate, mentre chi discute seduto al bar è deprecato! E per fortuna mi accorgo di non essere l'unico ad esserne consapevole visto che anche Standing utilizza questo stesso paragone per definire come convenzionalmente il concetto di lavoro non viene misurato sulla base dell'utilità che apporta alla collettività ma solo se è compensato o no. Come mio papà, che vi avevo detto che addirittura ne inverte la terminologia a suo uso e consumo. Ovviamente i dementi escludono da questo giudizio i "volontari", quelli pur non essendo pagati vengono lodati, poco importa se il lavoro volontario comunemente inteso contrariamente a quanto i dementi pensano è economicamente deleterio alla collettività e quindi i volontari andrebbero a rigor di logica e buon senso deprecati peggio di chi sta al bar a discutere... ma dato che viviamo in un mondo capovolto, chi fa il male altrui, i volontari, è lodato, e chi o non fa nè male nè bene standosene seduto al bar o chi produce senza essere pagato in modi diversi dal volontariato canonico (e porto come esempio anche solo la banale scrittura di questo testo e la mia intera vita di impegno politico per cercare di fare il bene collettivo) viene deprecato. Diversamente dalle controparti pagate (o da chi non fa nulla), i volontari non pagati (ossia che pagano loro, è più esatto dire. ricordate che "nessun lavoro è in realtà pagato"? se non ti fai pagare sei tu quello che paga realmente) hanno un impatto sociale distorsivo sul mercato del lavoro e quindi sulla vita di altre persone; permettono ai beneficiari di tagliare posti creando disoccupazione e spingono verso il basso stipendi e condizioni di chi svolge (o potrebbe svolgere) la medesima mansione ma pagato ("compensato"). Facile per loro, dato che per poter fare il volontario è ovvio che abbiano già un reddito "da papino" e giocoforza anche piuttosto cospicuo. La deleteria distorsione che ciò provoca nel sistema economico (ogni cosa ha il suo valore e quindi costo) non viene valutata, eh? Ma loro sono bravi, sono volontari... facile così! Tutti lavorerebbero gratis se... fossero pagati!!! "Nessun lavoro è in realtà pagato", ci tengo a mettere in enfasi questo concetto. Dato che il necessario reddito fornito da papino come lo vogliamo interpretare se non come un pagamento preventivo seppur incondizionato? I volontari oggi devono solo vergognarsi, in questo sistema odierno. Solo con il reddito di cittadinanza le accuse ai volontari non avrebbero più ragion d'essere e verrebbero meno, ovvero diverrebbero VERAMENTE e SOLAMENTE utili e meritevoli di lode, in un sistema dove la disoccupazione non esista e vi sia il reddito di base per tutti. Allora si ben venga il volontariato da parte di chi si sente di aver qualcosa di cui farsi perdonare alla collettività o per mero egocentrismo di farsi vedere migliore degli altri avendone i mezzi per poterlo fare. Liberi di pagare loro. Avendo quantomeno i soldi per il biglietto dell'autobus per recarsi sul luogo di volontariato sarebbero capaci tutti, bella forza!

Poi ti tocca sentire questa gentaglia che arriva a metterti in bocca le parole, tipo dare per scontato (come se lo pensassi io stesso!!!!) che essendo disoccupato io non sia "flessibile", cosa che, qualunque cosa significhi questa parola per loro, io non ho mai detto ne pensato, ma volendo interpretare cosa si intenda con questa parola per loro anche in questo caso l'uso di tale parola assumendo ai miei occhi la forma di un eufemismo mi fa cadere le braccia perché denota ignoranza su come sia la realtà, e ripeto che se io non conosco una cosa non vado a pretendere di pontificare, tantomeno a chi quella cosa invece la conosce bene (ma nemmeno a chi non la conosce... se non so di cosa sto parlando), e addirittura metterla in bocca come fosse scontato che io stesso lo pensassi di me, ma è normale ciò??? Eppure in forum dove su questo argomento oramai dovrebbero tutti esserne al corrente, perchè non sono l'unico ad avergli spiegato come è la realtà, e ci sono state diverse discussioni tempo fa, come quella sulla bufala della fabbrica di etichette di Treviso ed il famigerato ristorante di Bologna, che non sono casi limite ma solo sono stati pubblicizzati per la manifesta cretineria dei responsabili nell'auto-pubblicizzare una cosa della quale loro erano i "colpevoli" credendo di poterne invertire le colpe verso le loro potenziali vittime, che alla realtà dei fatti gli si è comprensibilmente ritorta contro, e se non è stupidità questa non so cosa lo sia; un pò come quel demente che si chiedeva "come incentivarli"... "Flessibilità" oggi assume la forma di un eufemismo per...? Però loro a lavorare al polo nord per 10 euro al giorno non ci andrebbero, sempre "gli altri", sempre "gli altri".
Come sogno il momento in cui tutte le cose torneranno nel verso giusto... un mondo dove non ci sia più niente da migliorare o comunque solo bazzecole e contingenze (le sfumature del colore della cioccolata uso dire io, a fronte di quelle del colore della merda delle quali stanno a discutere i politicanti oggi)... dove lo stupido sono io e non tutti gli altri... un mondo dove non aver più ragione di struggersi di fronte all'estrema stupidità che oggi impera in questo nel quale vi è la medesima sensazione, in uno come me, di impotenza che si proverebbe a "giocare a scacchi con un piccione" come dice il famoso paragone: "puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui". Che soddisfazione sarebbe, vedere gli attuali adoratori di questa merda rodersi della felicità altrui che loro oggi avversano, vederli angustiarsi, loro, per un sistema che dia la felicità a tutti, loro stessi compresi (eccetto nel loro misantropico rosicamento), apportata da un sistema sensato e razionale. Purtroppo è utopia oggi come oggi e come già detto, quella gentaglia cade sempre in piedi, così anche quando accadesse se ne salterebbero fuori con "l'ho sempre detto" ed a raccogliere i frutti sarebbero loro, sempre gli stessi, quelli che oggi tengono il mondo capovolto, mentre chi oggi vuole farlo tornare nel verso giusto verrebbe ignorato. Poco male, certo, l'importante sarebbe che le cose andassero per il verso giusto, per tutti, non importa chi se ne prenderebbe i meriti. Non ci sarà alcuna "Norimberga" per i responsabili di questo sfacelo, non preoccupatevi.

Ripeto che non sono contro l'unità europea, ma contro l'unità europea sotto *questo sistema* dato che essa stringe ancor più le briglie ad una possibilità di cambiamento di sistema a livello nazionale. Un Europa unita fascista ben venga, ma anche un mondo unito, se sotto il fascismo. A vostro uso e consumo di estrapolarla e usarmela contro.
L'euro non rappresenta più un problema per il momento, i danni che doveva fare li ha già fatti, non ha senso chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati; quando crollerà crollerà, non c'è niente da poter fare per evitarlo, prima o poi accadrà inevitabilmente, è solo questione di quando, non di "se". A meno che non si introducano le seconde monete a livello nazionale, questo è l'unico modo di salvare quella comune odierna. In un Europa unita fascista. Di certo non in *questa* Europa. Con la fiscalità monetaria a doppia moneta l'erario pubblico otterrebbe dal mercato (tramite l'intermediario bancario) la moneta scritturale (la cui quantità esistente sarebbe regolata unicamente dalla legge domanda-offerta e non verrebbe creata a casaccio) scambiandola ("pagandola") con quella d'uso ad un prezzo maggiore; in questo modo la loro circolazione si regolerebbe automaticamente secondo le leggi economiche che regolano la circolazione monetaria, senza necessità di pianificare percentuali e metodi complicati di esazione. L'erario stamperebbe a volontà tutta la moneta d'uso di cui necessita per comprare dal mercato la moneta scritturale con la quale pagare la spesa pubblica, e per poterla ottenere dovrebbe pagarla sempre di più, per cui la moneta scritturale avrebbe un valore più alto di quella d'uso (per "aggio"), per cui quella scritturale verrebbe usata dal mercato solo per il ciclo "mercato-banche-erario-mercato" mentre per la circolazione normale (mercato-banche) verrebbe usata solo quella d'uso (poiché in quanto di minor valore consentirebbe di acquistare più beni, legge di Gresham); essendo i prezzi internazionali ed i conti computati in quella scritturale l'inflazione (ovvia e prevista) di quella d'uso non potrebbe avere alcuno degli effetti per cui l'inflazione è deprecata. Prezzi internazionali e conti si manterrebbero immutati nel loro valore reale essendo computati in quella scritturale il cui valore cresce continuamente rispetto a quella d'uso ma rimane stabile rispetto a tutti gli altri valori (prezzi dei beni, monete estere, oro, petrolio ecc). Questi sono i dettami del cosiddetto "credito sociale" di Clifford Hugh Douglas. In questo modo non sarebbe nemmeno necessario abbandonare l'euro, basterebbe introdurre la doppia moneta; l'euro resterebbe come moneta scritturale cioè di computo (anche pur esistente in esemplari fisici che però sarebbero poco usati per i tagli piccoli in quanto moneta più costosa, legge di Gresham; solo i titoli di valore alto, da 1.000 euro in sù sarebbero solo in euro), mentre quelle nazionali sarebbero quelle d'uso (a emissione a scopo fiscale, usata comunemente poiché meno costosa); dopotutto questo dovrebbe essere anche per il dollaro, ora io non ho ancora compreso del tutto la MMT, ma sulla base di ciò che ho capito essa dovrebbe comunque in ogni caso prevedere la doppia moneta come l'ho descritta, anche nei paesi sovrani come gli Usa. L'erario acquisterebbe dal mercato (dalle banche quindi, nella loro funzione di intermediari col mercato) la moneta di computo (con cui paga la spesa pubblica) pagandola in moneta d'uso (stampata appositamente) allorquando quella di computo ricavata con le normali imposte non sia sufficiente.

E, ultima cosa: io se mentre sto parlando a qualcuno vedo che quello si gira a guardare una porta ne deduco che ho detto qualcosa che lo ha messo a disagio. Non vado a ipotizzare che possa aver visto "uno gnomo". Rasoio di Occam.


Piccola errata corrige riguardo la precedente, aggiungo dopo "tempo al tempo":

il, anzi, UN, "percorso", prima o dopo quelli come me lo faranno fare a quelli come voi se le cose vanno avanti così!


Un "percorso" che contempla l'uso delle scarpe antinfortunistiche da parte di chi ve lo farà percorrere, preciso


Per ancor più precisione, un "percorso" che contempla, da parte di chi ve lo farà percorrere, l'uso (indossandole a vostro "supporto" e in via "privilegiata") di quelle scarpe antinfortunistiche verso le quali pare quelli come voi provino una morbosità feticistica (non preoccupatevi, ce le pagheremo da noi previamente, "per non gravare sul bilancio della ditta"), giusto per "incentiva