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Giri di vite e giri di soldi

 Diario della crisi: 2010 - trentasettesimo mese di 72/84.

Si avvicinano i mesi "relativamente duri" della degenerazione sociale!

SAGGIO BREVE

La “guerra incivile” in Libia nella crisi italiana

09/03/2011

Di F. Allegri

Sono mesi che dico ai miei 1000 amati lettori che la crisi economica Italiana poteva partire a Marzo 2011 e che speravo nella consistenza del tesoretto di Tremonti.

Al momento nessuna delle mie fonti ha smentito questa indiscrezione di base e sono qui a constatare che la crisi italiana è partita davvero da Marzo, ma parte piano e da un altro oltremare rispetto a quello che ho citato spesso: parte con la guerra inter - tribale in Libia!

IL PIÙ PICCOLO IMPERO DEL MONDO, QUELLO ITALIANO, NON PUÒ PERMETTERSI UN’INSTABILITÀ POLITICA CHE PARTA DALLA TUNISIA E ARRIVI ALL’EGITTO PASSANDO PER LA LIBIA!

Io non sono un appassionato del PIL, ma so che queste tre parvenze di rivoluzioni nord africane avranno ripercussioni economiche e sociale anche sulla potenza regionale di turno che siamo noi, L’Italia, un paese che compirà presto 150 anni.

L’unico problema che interessa alla nostra stampa quotidiana è quello dei mille disperati di Lampedusa, ma quella è solo la punta di un iceberg.

Io penso alle migliaia di feriti nei luoghi del conflitto, ai danneggiamenti generalizzati e agli scambi commerciali che erano attivi fino ad ieri, con relativi crediti e debiti: IN UN SIMILE CONTESTO DI GUERRA PUÒ DEGENERARE TUTTO E PUÒ FARLO PER MESI E MESI.

Una guerra di Libia sarebbe la migliore delle spiegazioni APPARENTI per una nostra crisi perdurante, ma evidentemente ci sono fatti più gravi e più nostri.

ANCHE IO DARÒ IMPORTANZA ALLA GUERRA, MA COME UNA VARIABILE PARAMETRATA ED ESTERNA: UN FATTORE K.

La crisi libica ci danneggerà perché noi continuiamo ad avere tanti problemi insoluti che evolvono e non scompaiono.

Alcune novità sono veramente surreali: ho scoperto di recente il mondo dei delusi di Berlusconi dopo 15 anni di sviluppo di tale esperienza politica. Che ci abbiano pensato bene?

Che dire, l’anno scorso scrissi vari pezzi che titolai “Anche i politici fanno teatro”, ma non mi sarei mai aspettato di scoprire la storia di un harem che potrebbe costituire una postilla al libro che il professor Sartori intitolò “Il sultanato” e che io commentai a suo tempo.

Sono stato al “Se non ora quando …”, ma tutta la vicenda non mi pare seria e nemmeno grave, a meno che non comincino a spuntare donne incinte o con figli illegittimi del premier.

QUESTA COSA AGGRAVEREBBE IL CASO SURREALE, MA LO RENDEREBBE ANCOR PIÙ PRIVATO.

Già la solita distinzione che gli italiani non sanno più fare ….. come non hanno mai saputo gli americani e gli africani!

DA DOVE VIENE QUESTA DELUSIONE IN UNA PARTE COSPICUA DI EX BERLUSCONIANI?

In alcuni casi è una profonda invidia, in molti altri è una disillusione ovvero la presa di coscienza che quanto scritto nel libro di Sartori è vero: Berlusconi non è uno statista, non è un riformatore e nemmeno un pensatore liberale.

Io lo so da sempre e conosco il mio paese: non mi meraviglia che siano serviti 15 anni per arrivare alla partenza di una lunga maratona tutta da correre.

PER IL RESTO LA DELUSIONE È FIGLIA DELLA CRISI: anche i Berlusconiani vedono un presidente del consiglio che compra ville ai Caraibi e poi non ha i fondi per pagare i ricercatori universitari e non vede l’importanza di finanziare la ricerca scientifica che in molti campi è senza una lira.

NON CI SONO VERI COLLEGAMENTI TRA IL PAESE E QUESTO GOVERNO.

Il PDL? Mi direte. Poche persone, gruppi amici sensibili, quando va bene, realtà minuscole. Ci sono gli eletti, i loro collaboratori qualche iscritto, spesso pure dei tontoloni o dei casi singolari.

Persone che vengono dalla DC o dal PSI con tutti i fantasmi del passato dietro e sopra le loro dichiarazioni; qualche associazione, più eccentrica che numerosa, i potentati tanti quanto esigui.

Non vedo un rischio libico per l’Italia, ma la DISCONNESSIONE totale fra gli atti e le parole dei governanti e la realtà terribile vissuta da molti governati è evidente e crescente, soprattutto è preoccupante a livello nazionale e locale.

Forse questa classe politica merita il discredito, il disprezzo e la delegittimazione, ma io so che abbiamo solo questa e io che sono uno dei pochi costruttori di politici, conosco il lavoro di creazione che andrebbe fatto …..

NON VEDO E NON AUSPICO I VIOLENTI E LE VIOLENZE, MA LASCIATEMI DENUNCIARE LA FARSA CHE VA IN SCENA OGNI GIORNO E CHE COPRE UN’INCAPACITÀ CULTURALE E POLITICA DI AFFRONTARE QUESTA CRISI.

Qui vi invito a leggere le dieci domande che Nader fece ai militanti del tea party lo scorso ottobre.

Noi siamo americanizzati e lo siamo al di là di quanto crediamo a livello cosciente: la nostra costituzione super vecchia fu di gradimento per Washington e non il prodotto di un contratto tra le grandi forze popolare che, tra l’altro, non ci sono più o sono evolute in qualcosa di diverso ma non nuovo.

Da un lato solo gli USA potrebbero costruire una via di uscita da questa super crisi, dall’altro vedo poteri più forti che gioiscono per questo dramma che oggi è libico, ma da dopodomani potrebbe essere anche nostro.

Anzi no, perché c’è un punto che va chiarito e che per ora è la solita mia intuizione.

Ho cominciato a pensare che questa crisi sia destinata a colpire più le donne che gli uomini, più le dipendenti pubbliche che i piccoli imprenditori con il furgone e tanta esperienza.

Sono i deboli quelli che pagano di più nei momenti difficili!

Io non appartengo alle categorie che ho citato e so che ognuno di noi percepisce davvero solo i suoi dolori!

Come salutarvi.

Questo crisi porta anche mutamenti politici: 25 regimi sono già crollati e per ora i nuovi sono divisibili tra quelli migliori e quelli come prima.

Sarei anche in grado di analizzare e spiegare questi crolli, ma su questo tema farò uno scritto in futuro.

Queste conclusioni non sono negative, ma molto provvisorie.

Intanto vi preannuncio che sto per tradurre uno scritto di Moore sulla “scarpata in testa” e l’ultimo scritto di Ralph Nader prima del voto del 2 novembre che vi darà altri spunti interessanti.

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