Associazione ALTA VORACITA' - Contro questo Terzo Valico

- 09 aprile 2003 - Tratta TAV/TAC Milano-Genova: "Terzo Valico dei Giovi" - Dalle Osservazioni presentate il 9 aprile 2003 da WWF Italia, Italia Nostra e "Coordinamento interregionale dei comitati dei cittadini contro il Terzo Valico".

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Parte delle  Osservazioni  presentata da  "Alta Voracità"

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Associazione "ALTA VORACITÀ - Contro questo Terzo Valico"
08 aprile 2003

OSSERVAZIONI AL NUOVO PROGETTO DI TERZO VALICO DELLA LINEA GENOVA - MILANO PRESENTATO IL 10 MARZO 2003

Per quanto permessoCi dai tempi volutamente ridotti e dalla parziale ed incompleta documentazione che siamo stati in grado di reperire faticosamente con grande dispendio di energia e mezzi, scusandoci per qualche errore e/o inesattezza vorremmo comunque giustificare il nostro NO a questo ennesimo progetto di terzo valico ferroviario esprimendo le seguenti osservazioni.

1) Prima di valutare la fattibilità di tale progetto è necessario elencare la miriade di opere pubbliche necessarie ad adeguare le attuali strade statali, provinciali e comunali destinate ad essere percorse dai mezzi pesanti utilizzati per trasportare lo smarino e i materiali necessari ai numerosi cantieri.
Merita ricordare che alcuni tratti di strade provinciali non hanno misure minime da consentire le due carreggiate, ancor peggio sono le condizioni di attraversamento di alcuni Comuni, aree industriali e di tratti in galleria (vedi Val Lemme - Crenna).
E' auspicabile che queste opere INDEROGABILMENTE siano attuate prima dell'inizio dei lavori onde evitare gravi danni a cose e persone.

2) Dall'analisi delle merci attuali e dalla valutazione di incremento anche ottimistica dei traffici portuali, emerge chiaramente che si potrebbe raggiungere una posizione critica solo intorno al 2050, tenendo conto che comunque il nodo di Genova nelle previsioni non subirà modifiche sino al 2020, tale handicap impedirà comunque fino almeno a tale data di sfruttare le pendenze ridotte così tanto "indispensabili" secondo i tecnici, per formare treni con numero elevato di carri.
Perché non utilizzare le linee storiche e lo scalo merci di S. Bovo riammodernandolo in modo adeguato a svolgere questo nuovo compito di retro porto di Genova, piuttosto che avviare un'opera così impattante ed onerosa ??

3) Grossi dubbi e perplessità suscita l'approvvigionamento della ghiaia necessaria alla costruzione dell'opera sia per i luoghi di prelievo, in quanto l'ulteriore disalveo del torrente Scrivia (Arquata Scrivia) potrebbe causare danni ancora maggiori di quelli già causati nell'autunno del 2002, sia per le cave di pianura spostate, a quanto ci è dato di sapere, in territorio sempre ubicato in zone di esondazione del torrente Scrivia, all'interno di aree protette e comunque, nonostante la profondità interessata dal prelievo, a nostro avviso insufficiente come quantità e qualità all'approvvigionamento dei cantieri

4) Non meno allarme crea l'argomento relativo alle discariche per milioni di metri cubi di smarino proposteci come occasione di rimodellamento del paesaggio. Molto spesso questo materiale sarà ammassato in vallate e lungo rii con grande preoccupazione per i momenti di piena di questi piccoli o quasi inesistenti corsi d'acqua i quali modificano il loro modo di essere duranti forti precipitazioni.
Ma l'ansia maggiore viene dal pensiero di ripristino ambientale con due milioni e mezzo di smarino previsto nell'ex cava a parete Cementir di Voltaggio, si obietta che non trattandosi di opera soggetta a regolare controllo e manutenzione, bensì di una discarica che deve durare per un tempo indefinito è da scartare l'ipotesi di sistemazione a terre armate, in quanto ciò potrebbe innescare in qualunque momento, vista la vicinanza del torrente Lemme, in momenti di forti o anomale precipitazioni forse danni superiori a quelli tristemente noti, un esempio per tutti: Sarno.
Perplessità e dubbi vengono inoltre sia dalla quantità reale di materiale che può essere stoccato, sia dalla qualità del prodotto medesimo, ricco di componenti utilizzati per l'escavazione e potenzialmente anche d'amianto (in zona sono presenti serpentiniti: tipi litologici suscettibili di contenere minerali amiantiformi), quindi si rischierebbe a lungo termine di dover spendere denaro per ribonificare un'area ufficialmente bonificata. Inoltre dove verranno presi le migliaia di metri cubi di terreno di campagna necessari per costituire uno strato sufficiente ad insediare nuova vegetazione ??

5) La certezza di intercettare falde acquifere più o meno profonde non è stata mai negata: l'entità del danno oltre a determinare una riduzione certa della qualità dell'acqua alle zone interessate, potrebbe ulteriormente ridurre la portata d'acqua di rii e torrenti danneggiando l'approvvigionamento di Comuni anche non interessati dall'opera, senza contare il pericolo di nuocere irreparabilmente ad ecosistemi. Inoltre il tracciato si svolge in terreno "molto fratturato" e quindi instabile ed a permeabilità medio alta (tipica delle falde acquifere). Da condiderarsi anche la vicinanza della Faglia SESTRI-VOLTAGGIO di cui è incerta l'eventuale intercettazione con il tracciato della galleria.
Per un opera d'interesse definito prioritario non sono ancora ad oggi certi i fondi disponibili mentre sono certi, visti i presupposti, l'incremento dei costi e dei tempi previsti per la realizzazione del progetto, inoltre una simile opera una volta terminata ha un'ottima possibilità di divenire preziosa ed inesauribile fonte di lavori di manutenzione.

6) Meriterebbe una attenta ed ulteriore analisi l'area dove la galleria esce nel Comune di Arquata Scrivia (loc. Moriassi) in quanto a breve distanza è ubicato il sito archeologico di LIBARNA dove gli scavi finora effettuati hanno portato alla luce anche un anfiteatro il quale viste le dimensioni presupporrebbe un insediamento romano di ben più vasta estensione che potenzialmente non avendo avuto altra possibilità di espansione data la configurazione del terreno, è logico presumere essersi sviluppato proprio nell'area interessata dal progetto.

7) Nella malaugurata eventualità che il progetto venisse attuato nonostante i dubbi e le perplessità sollevate, merita ricordare che viste le dimensioni dell'opera numerose saranno le ditte appaltatrici e sub-appaltatrici interessate ai lavori di realizzazione, si chiede pertanto un attento controllo della loro professionalità e delle loro posizioni sociali e soprattutto del loro capitale sociale, in quanto vista l'entità e le problematiche elencate non è possibile escludere gravi danni a cose e persone.
Qualora si verificassero drammatici eventi non vorremmo che oltre il danno ci fosse la beffa di non poter recuperare almeno i danni economici, sarebbe quindi auspicabile che venisse sottoscritto un cospicuo fondo di garanzia da parte delle ditte interessate.

8) Un effetto collaterale non meno rilevante legato all'opera, vista la dichiarata durata dei lavori riguardanti la realizzazione del progetto, che comunque sono destinati a superare i tempi previsti ,è la perdita di valore degli immobili e dei terreni soprattutto della Val Lemme area tipicamente turistica, dove il traffico e l'inquinamento dovuto al passaggio di un grande numero di mezzi pesanti e a ciò che essi trasportano, diventerà insostenibile. Va ricordato inoltre che su buona parte di quest'area è prodotto un vino d.o.c.g. di grandissimo pregio a livello mondiale, il GAVI, che sicuramente non trarrà nessun beneficio da tutto questo.

IL CATACLISMA che si intende scaraventarci addosso con i suoi ingiustificati misteri, con i suoi pressappochismi, con la sua capillare (e per ciò sin troppo evidente) rete di connivenze, Ci induce a pensare che il cosiddetto "Terzo Valico" sia giustificato solo dalla insaziabile voracità dei soliti noti e di quei (troppi) nostri concittadini da noi incautamente delegati ad amministrare la cosa pubblica.

Non è chiara l'analisi costi benefici e non si capiscono i motivi per cui da un progetto iniziale in cui il capitale era al 60% privato, si sia arrivati all'attuale, dove le ditte finanziatrici sono praticamente inesistenti.

I vari contatti che Noi abbiamo avuto ci hanno tra l'altro confermato come davanti a questa grandiosa opera di preminente interesse pubblico siano cadute tutte le barriere ideologiche, l'unità d'intenti manifestata da tutte le forze politiche, nessuna esclusa al di qua e al di là dell'Appennino, ha del commovente!!

Concludendo:
è un progetto attuato nel totale disprezzo per coloro che vivono e lavorano nelle zone coinvolte, continua ad apparire, progetto dopo progetto, come un opera non necessaria, voluta da chi (forse con eccessiva leggerezza) la spaccia come "opera Prioritaria" dandone per scontata l'attuazione.



Associazione "Alta Voracità - Contro questo Terzo Valico"
Sede: Loc. Vallegge n 31 Gavi (AL) - cap 15066 - Tel. 0143/64.33.82
E-mail: altavoracita@libero.it - Sito Web: http://digilander.libero.it/altavoracita/


Il presidente - Gigliola Gualco



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- WWF Italia, Italia Nostra, Coordinamento interregionale dei comitati dei cittadini contro il "Terzo Valico" - 09 aprile 2003