Relazione sull 'esperienza

 

Descrizione vera e propria dell’ esperimento

 

Con le fotocellule posizionate a 10cm l’ una dall’ altra abbiamo fatto partire la slitta togliendo il giglione di blocco da un forellino della rotaia; i primi tre rilevamenti cronometrici ci hanno fatto vedere che il carrellino compieva 10cm in 0.30 sec cioè in 3 decimi di secondo.

Analogamente accadeva al variare della distanza che si presentava tra le due fotocellule. Appuntati i rilevamenti sulla tabella consultabile nelle altre pagine di questa relazione, siamo passati all’ elaborazione dei dati per compilare la tabella stessa e per trarre poi le conclusioni dell’ esperimento.

 La tabella presentava varie “tappe”: 15 colonne dove annotare – in ordine – massa del carrellino, massa che traina il carrellino, i tempi, l’ errore della scala della rotaia (Ds), gli spazzi che separavano le fotocellule, la media dei tempi, l’ errore del cronometro (Dt), la velocità, l’ errore relativo alla velocità (DV), la media di tutte le velocità, l’ errore riscontrato su di essa, la velocità e il suo rispettivo calcolo dell’ errore che ci viene fornita dal grafico e in fine gli errori rilevati trascritti sottoforma di percentuale.

 

Dopo un lungo lavoro costituito da calcoli e formule non sempre apprese e non sempre molto chiare siamo arrivati a tracciare il grafico spazio – tempo; in seguito dopo lunghe discussioni con il professore abbiamo accertato la validità e l’ esattezza del grafico notando che tutte le intersezioni rientravano nello spazio compreso nelle rette; anche se dalla tabella è emerso che il nostro esperimento era affetto dal 2% di errore.

Finito questo grafico siamo passati alla stesura di quello velocità – tempo rafforzando ancora di più la nostra sicurezza d’ aver svolto bene l’ esperimento.

 

 

 

 

 

 

Difficoltà ed Errori

Nonostante ci siamo serviti di strumenti elettronici , e quindi estremamente precisi, ci accorgiamo di aver commesso entrambe le categorie di errori:

·   Errori accidentali:

sono errori dovuti all’ operatore o alla grandezza da misurare e avvengono casualmente in eccesso o in difetto. Sono dovuti all’ imperfezione dei sensi dell’ operatore o alla limitata precisione degli strumenti. Nel nostro caso l’ oscillazione del pesetto che implicava un moto non uniforme del carrello è stata la possibile fonte di errore. Un’ altra imprecisione è stata l’ errata posizione del secondo sensore non sempre alla giusta distanza rispetto al primo intervallo di spazio (errori di parallasse).

·     Errori Sistematici:

Sono errori che si presentano sempre uguali quando andiamo ad effettuare una misurazione. Sono dovuti all’ errata taratura degli strumenti, all’ imperfezione della      scala e a sbalzi di temperatura.Nel nostro caso l’ errore è da attribuirsi allo strumento ed è di 0,01 secondi.Un altro possibile errore può essere determinato dall’ aria emessa dal compressore; infatti la pressione dell’aria non dovrebbe subire mutamenti. Inoltre abbiamo provato a rendere nulla la forza d’attrito ma questa permane sempre anche se      in minima parte e ciò implica un altro errore sistematico.