
L'immagine di una partita.
La pallavolo, o volley (forma
abbreviata dell'inglese volleyball) è uno sport giocato da due
squadre con un pallone su un terreno di gioco diviso da una rete.
Oltre a quella propriamente detta, ci sono
differenti versioni del gioco adottabili per permettere di giocare in
specifiche circostanze, e da esso sono derivate altre specialità, che
possono avere regole simili, ma non identiche, quali il
Beach
Volley, il Footvolley o il Park Volley.
È presente nel programma dei
Giochi
olimpici estivi dal 1964. È uno degli sport più praticati a
livello scolastico.
Già nell'antichità esistevano giochi
con la palla che possono essere considerati i predecessori della pallavolo. I
Romani, per esempio, eseguivano esercizi con la palla a scopo di divertimento e
svago: la palla veniva colpita con la mano aperta, palmo rivolto verso l'alto.
In
Italia una
specie di pallavolo era giocata nel
Medioevo e le
sue origini possono essere ricercate addirittura in antichi giochi
greci
e
romani.
In
Germania
fu introdotto nel 1893 un gioco chiamato
Faustball,
ma il merito della costruzione della pallavolo in forma moderna, nata
ufficialmente nel 1895, va riconosciuto a
William
Morgan, istruttore di educazione fisica presso un college dell'YMCA di
Holyoke, nel
Massachusetts (USA).
In effetti si possono trovare similitudini fra
Una
caratteristica peculiare era quella di non prevedere il contatto fisico tra i
partecipanti, per cui la destrezza, la prontezza dei riflessi, la
capacità di concentrazione e l'agilità prendevano il posto della
qualità fino ad allora primaria nelle
attività sportive: la forza. La minonette era quindi destinata ad atleti
non più massicci e pesanti, bensì agili, con una buona
elevazione, capaci di destreggiarsi nel gioco acrobatico. Fu però
Alfred
T. Halstead, il 6 febbraio del 1895, a cambiare il nome di
minonette, un po' troppo femminile, in Volleyball (letteralmente palla
sparata). Egli riuscì ad imporre questo
sport nei college
YMCA sparsi un po' in
tutti gli Stati Uniti. Due anni dopo la pallavolo si praticava anche nella
maggior parte dell'America del Sud (Brasile,
Argentina,
Uruguay). Nel
1898 la pallavolo giunse a Manila, nelle Filippine, grazie a un insegnante di
educazione fisica americano; proprio ai filippini viene attribuita l'invenzione
della "schiacciata". In Cina e in Giappone ottenne un successo
strabiliante. In Europa arrivò durante la prima guerra mondiale. Per un
lungo periodo è stata giocata in due modi differenti: all'occidentale e
all'orientale, con la cosiddetta regola dei tre tocchi. Nel 1938 venne
introdotto un fondamentale che rivoluzionò il modo di giocare: il
«muro». furono soprattutto i paesi
dell'Est che lo utilizzarono con sistematicità. Nel 1947 i
rappresentanti di 15 federazioni si ritrovarono a Parigi e crearono
Obbligatoriamente
non viene utilizzata alcuna protezione, ma possono essere usate le ginocchiere,
opzionali, dei polsini o delle fasciature per le dita.
Le partite di pallavolo si disputano al coperto in
impianti il cui unico limite è la distanza fra l'area di gioco e il
soffitto che deve essere di almeno 7m; per le competizioni organizzate dalla
FIVB tale distanza deve
essere di almeno 12,5 m.
L'area di gioco è di forma rettangolare e
comprende il campo di gioco (diviso in due settori di 9 m per 9 m,in tutto 18 m,separati dalla rete, e delimitato da linee
che fanno parte del campo stesso), e la zona libera (evidenziata con
colori diversi), cioè la superficie esterna alle linee di delimitazione
del campo, che deve essere larga fra 3 e 5 m dalle linee laterali e fra i 3 e
gli 8 m dalle linee di fondo.
La superficie di gioco, in
legno o materiale
sintetico, deve essere piana ed uniforme, così da non presentare
pericoli per i giocatori.
Il campo è diviso in due dalla linea di
metà campo, tracciata sotto la rete; in ogni metà campo viene
tracciata la linea d'attacco posta parallelamente a quella centrale, a 3 m di
distanza da essa, per delimitare la zona d'attacco. Le linee d'attacco sono
prolungate oltre le linee laterali con cinque tratti di 15 cm, larghi 5 cm,
distanti 20 cm l'uno dall'altro, per una lunghezza totale di 1,75 m. Dal suo
prolungamento ne viene tratteggiata un'altra, parallela alla linea laterale dal
lato delle panchine, distante 1,75 m da essa chiamata Linea dell'Allenatore,
che è vietato oltrepassare.
Tutte le
linee devono essere larghe 6 cm e devono avere un
colore chiaro, contrastante con la superficie di gioco.
La
rete è disposta ad un'altezza nella sua parte superiore di 2,43m per gli uomini, 2,24m per le donne e 2,37 per la mista
(sono previste altezze inferiori per le giovanili); la misurazione deve essere
effettuata nella parte centrale e in corrispondenza dei limiti laterali del
campo: mentre sopra le linee laterali la rete può variare di non
più di 2 cm oltre l'altezza stabilita, al centro dev'essere esatta. Deve
comunque essere simmetrica. Le dimensioni della rete sono di un metro di
larghezza e da 9,50 a 10 m di lunghezza. Due bande bianche verticali, larghe 5
cm e alte 1 metro, sono fissate nella rete esattamente
al di sopra di ciascuna linea laterale. Al loro interno vengono inserite le
antenne che sono due astine in
fibra
di vetro di 1,80 m di altezza e 10 mm di diametro, a strisce bianche e
rosse, larghe 10 cm l'una: ogni antenna si estende 80 cm al di sopra della rete
e servono a delimitare lo spazio di passaggio della palla.
Secondo il regolamento della FIVB, la palla deve
essere di cuoio vero o sintetico e deve avere una forma sferica, una
circonferenza di 65-67 cm, un peso di 260-280 g e una pressione interna di
0.30-0.325 Kg/cm².
La gara viene disputata da due squadre con sei giocatori ciascuna. Ogni squadra ha a disposizione sei
riserve, compreso il libero, che, generalmente, è sempre in campo in
sostituzione di un giocatore di seconda linea, di solito il centrale. Il numero massimo di sostituzioni è sei, con un vincolo: se
A sostituisce B, nello stesso set, B può rientrare in campo solo al
posto di A. Caso a parte è quello del libero: le sostituzioni che lo
coinvolgono non sono conteggiate. Esse sono illimitate, ma ci deve
essere sempre un'azione di gioco fra due di queste sostituzioni. Lo scopo del
gioco è realizzare tanti punti facendo cadere la palla nel campo
avversario (fase di attacco), impedendo, ovviamente, che l'altra squadra faccia
altrettanto (fase difensiva). Una squadra vince un punto quando la palla tocca
il campo avversario, quando tocca la zona libera o finisce fuori dal campo dopo
un tocco di un avversario, in caso di errore (attacco fuori) o fallo dell'altra
squadra.
La partita è divisa in
set, i
quali vengono vinti dalla prima squadra che arriva a 25 punti, con almeno due
punti di margine dall'altra; in caso contrario si va avanti ad oltranza
finché il margine di una delle due non arriva a due punti. Al termine di
ogni frazione di gioco, vi sono 3 minuti di pausa e le squadre sono obbligate a
cambiare campo.
La
partita si disputa al meglio dei 5 set, ossia vince la
squadra che ne conquista tre. Nel caso si arrivi ad un punteggio di set 2-2, il
quinto viene chiamato
tie-break e viene giocato ai 15 punti, sempre con il
vincolo dei due punti di scarto. Nel tie-break non si segue l'alternanza del
possesso di palla da parte della squadra che effettua il primo servizio, che
viene nuovamente scelto casualmente come all'inizio della partita, e il cambio
campo si effettua al raggiungimento dell'ottavo punto.
Il campo è suddiviso in due zone: la zona
d'attacco e la zona di difesa (dalla linea dei tre metri a fondo campo). Vi
è un'ulteriore suddivisione teorica di ogni metà campo in sei
zone numerate. In pratica sia la zona d'attacco sia quella di difesa vengono
suddivise ognuna in tre parti e numerate (dis.1): si assegna il numero 1 alla
zona di difesa a destra, il numero due alla zona d'attacco a destra e si
prosegue in senso antiorario fino alla zona 6, corrispondente a quella centrale
di difesa. La rotazione dei giocatori per il turno al servizio comporta che
ogni giocatore all'inizio di ogni azione occupi una determinata zona del campo:
si avranno quindi tre giocatori di prima linea e tre giocatori di seconda
linea. La rotazione iniziale di ogni set viene decisa dall'allenatore che la
consegnerà all'arbitro il quale controllerà, prima del fischio
d'inizio, l'esatta disposizione dei giocatori.
La squadra che parte con il possesso di palla
è la squadra al servizio, mentre l'altra è chiamata squadra in
ricezione. Il giocatore di zona 1 della squadra al servizio si porta dietro la
linea di fondocampo e, al fischio dell'arbitro , mette la
palla in gioco (ha 8 secondi di tempo per farlo) effettuando il servizio; la
palla deve oltrepassare la rete e giungere nel campo avversario. L'azione
continua fino a che la palla non tocca il campo, è inviata fuori dal
campo o una squadra non la rinvia correttamente. La squadra che vince un'azione
di gioco conquista un punto. Se il punto è assegnato alla squadra
già al servizio, essa continua a servire. Quando la squadra in ricezione
vince l'azione, conquista oltre al punto anche il diritto a servire ed i suoi
giocatori ruotano di una posizione in senso orario, in modo che chi si trovava
in zona di battuta passerà in zona 6, mentre il giocatore che era in
prima linea in zona 2 andrà a servire in zona 1.
Le
partite di pallavolo dovrebbero essere dirette da 3
Arbitri, 4
Giudici di Linea e 2
Segnapunti. Ovviamente, tutti questi componenti
del Collegio Arbitrale sono presenti solo nelle gare Internazionali e di Serie
A. A livelli più bassi si trova spesso un solo
arbitro (a volte due) e 1 Segnapunti. Nel caso
ci siano due
arbitri, il 1° svolge le sue funzioni su un
seggiolone posto ad un'estremità della rete, mentre il 2° a terra,
all'altra estremità. Il Segnapunti (sempre presente, a tutte le partite,
anche dei campionati più bassi), compila il Referto di Gara stando
seduto ad un tavolo posto dal lato del 2° Arbitro.(Moreno)
Il
1° Arbitro ha competenza su qualsiasi
fallo, può comminare le
sanzioni disciplinari (penalizzazione,
espulsione e squalifica), può assegnare gli avvertimenti verbali e i
Ritardi di Gioco (avvertimento o penalizzazione), può autorizzare e/o
respingere le richieste di time-out e sostituzioni, può sospendere la
gara e/o farla proseguire pro-forma, ha autorità su tutti i componenti
delle Squadre e del Collegio Arbitrale. Può esprimere insindacabile
giudizio sull'omologabilità del campo di gioco e può decidere di
non far disputare la gara se reputa che il campo non sia regolamentare. In
generale, può decidere su ogni questione, anche su quelle non
specificate dalle Regole. Durante la gara le sue decisioni sono definitive.
Il
2° Arbitro sanziona, fischia e segnala i
falli di invasione sotto la rete e a rete, i falli di posizione della squadra
in ricezione, i falli di rotazione, il fallo di muro dei giocatori difensori,
il fallo di attacco dei giocatori difensori, il tocco della palla con l'antenna
dalla sua parte, le palle dentro/fuori solo se il 1° Arbitro non è
in condizione di vederle. Autorizza inoltre le sostituzioni e i time-out.
Controlla la corretta compilazione del Referto di Gara da parte del Segnapunti.
Controlla le panchine. Può sostituire il 1° Arbitro in caso di
malore ed impossibilità a proseguire la gara…
I ruoli dei sei giocatori in campo sono questi:
1.
Palleggiatore
o Alzatore
2.
Centrale o Centro
3.
Schiacciatore-laterale o attaccante o Mano
o Ala o Banda o Martello
4.
Schiacciatore-opposto o Contromano, Fuorimano
Per definire, a grandi linee, la fisionomia del
gioco della pallavolo, di seguito vengono descritte in breve alcune regole
tecniche. Il servizio spetta alla squadra che ha fatto registrare il punto a
suo favore. Il servizio è il fondamentale con il quale il giocatore che
di turno ricopre la zona 1 invia la palla nel campo avversario, colpendo la
palla fuori dal campo, in una qualsiasi zona dietro la riga di fondo campo, ed
entro l'ideale proseguimento delle due linee laterali. La palla deve superare
la rete nella zona definita dalle due aste laterali senza toccare né il
campo di gioco della squadra in battuta, né alcuno dei suoi giocatori.
Se la palla tocca la rete ma, passando sopra di essa, giunge nel campo
avversario, il servizio è valido. Il servizio non può essere
murato. Il giocatore che effettua il servizio non deve calpestare la linea di fondo campo od oltrepassarla durante
l'esecuzione della battuta (può però oltrepassarla in salto,
ossia staccare prima della linea e atterrare dentro il campo, dopo aver colpito
la palla). Il giocatore al servizio ha a disposizione 8 secondi per battere, dal
fischio dell'arbitro.
Per ogni azione di gioco, la squadra ha a
disposizione tre tocchi per inviare la palla nel campo avversario; nel caso di
un quarto tocco l'azione è considerata fallosa (fallo di "quattro
tocchi").
Uno stesso giocatore non può eseguire due
tocchi consecutivi, sia nel senso che non può passarsi la palla da solo
sia nel senso che deve colpirla in modo netto ( non necessariamente con una
sola parte del corpo). Vi sono però alcune eccezioni a questa regola,
come in ricezione (primo colpo dopo il servizio) e a muro. L'azione tecnica del
muro non viene infatti conteggiata nel numero di
tocchi per azione o come tocco da parte dell'atleta: se un giocatore tocca la
palla mentre sta effettuando il muro, la sua squadra può effettuare
ancora tre passaggi e il giocatore che ha murato può subito ri-toccare
la palla rimasta dalla sua parte della rete, in “autocopertura”,
senza incorrere nel fallo di “doppio tocco”.
La palla non può essere fermata o
trattenuta e può essere colpita con qualunque parte del corpo;
costituisce fallo il contatto e il successivo accompagnamento della palla con
il palmo della mano.
Se la palla tocca la rete e ritorna indietro
può essere rigiocata, nel limite dei tocchi rimasti a disposizione della
squadra e a patto che non sia lo stesso giocatore che ha indirizzato la palla
in rete a rigiocarla (fallo di “doppio tocco”).
I giocatori di seconda linea (ovvero quelli
occupanti le posizioni 5, 6 e 1) non possono inviare
la palla nel campo avversario se si trovano nella zona di attacco (tra la linea
“dei tre metri” e quella centrale) e la colpiscono quando essa si
trova completamente sopra il bordo superiore della rete. In ogni caso il fallo
si concretizza solo al momento in cui l'attacco è completato, ossia la
palla viene toccata dal muro e/o supera completamente il piano verticale della
rete. Possono viceversa inviarla nel campo avversario se la colpiscono sotto
l'altezza della rete o se la colpiscono mentre “staccano” (senza
toccare la linea dei tre metri) dalla zona di difesa.
I giocatori difensori non possono eseguire un
muro
effettivo.
Se un giocatore mette il piede nel campo
avversario, oltrepassando completamente la linea centrale commette fallo
(invasione). Non è fallo, a meno di non interferire con il gioco
avversario, toccare il campo avversario con qualsiasi altra parte del corpo.
Un giocatore commette fallo di invasione in ogni caso anche se durante il gioco tocca l'antenna o la banda
(nastro) superiore della rete o la rete stessa.
Le linee che delimitano il campo sono tracciate
all'interno delle sue dimensioni: la palla che colpisce la linea è palla
“dentro”.
La palla che tocca le antenne (le astine che
delimitano il campo, attaccate alla rete), tocca la rete all'esterno delle
antenne o tocca il soffitto o le mura della palestra o un qualsiasi altro
oggetto o persona che non sia considerato giocatore regolarmente in campo,
è da considerarsi fuori. Qualora la palla passi completamente o
parzialmente al di fuori dello spazio di passaggio (ossia quello delimitato
internamente dalle antenne), con direzione la zona libera avversaria, essa
può essere recuperata purché la palla rientri nel campo di gioco
della squadra che l'aveva inviata con traiettoria parzialmente o totalmente al
di fuori dello spazio di passaggio e il recupero avvenga regolarmente (non vi
sia cioè un doppio tocco, un fallo di trattenuta/accompagnata, avvenga nei limite dei 3 tocchi per squadra).
Se
un giocatore appartenente alla squadra in battuta cerca di coprire, mediante le
mani o il corpo, il compagno che sta effettuando il servizio, così
togliendo la possibilità alla squadra in ricezione di vedere il pallone,
commette il fallo di “velo” (affinché il fallo si
concretizzi la palla deve passare sopra il giocatore, che deve, o spostarsi
volontariamente per disturbare il giocatore in ricezione, oppure avere le mani
sopra la testa).
Per
“fondamentale” si intende un'azione specifica che compie il
giocatore di pallavolo. Vengono chiamati “fondamentali” in quanto
devono far parte del bagaglio tecnico di ogni giocatore; dovrebbero essere
appresi fin dai primi anni nei quali il bambino si dedica al gioco qualunque
sia la sua specializzazione nel futuro (centrale, laterale, opposto, alzatore,
libero). Nella pallavolo ci sono cinque fondamentali:palleggio,
bagher, schiacciata, muro e servizio. Ogni fondamentale, alcuni maggiormente,
altri meno, è diviso in varianti che ne differenziano l'esecuzione.
Uno
dei fondamentali più importanti nella pallavolo è il palleggio,
in quanto costituisce i due terzi di ogni azione. Nella pallavolo si parla di
passaggio o palleggio, poiché non essendoci la possibilità di
toccare due volte consecutive la palla, si ha sempre bisogno di un compagno che
la rimandi nel campo avverso. Quindi palleggio e passaggio si identificano.
Quando nel 1950 sono apparse le prime respinte a braccia unite si è parlato
di "salvataggio" non potendo classificare bene il colpo. Sono stati i
cecoslovacchi ad usare per primi la tecnica delle braccia unite per respingere
i palloni che arrivavano a grande velocità: le braccia venivano messe
sotto la palla, come una scavatrice, dalla quale poi hanno preso il nome di
"bagher". Nel giro di vent'anni il bagher è diventato il
più importante tocco dei tre che si hanno a disposizione. Quindi ora non
si può più parlare di tecnica di salvataggio, bensì di
passaggio. Quando il "bagher" è indirizzato all'alzatore si
chiama "appoggio". Per distinguere i vari modi di respingere la palla
nella terminologia odierna del campo di gioco, viene definito palleggio il
passaggio effettuato con le mani e bagher quello eseguito con le braccia. Quando
il passaggio viene indirizzato allo schiacciatore, viene chiamato alzata. A
seconda che la palla venga inviata davanti, dietro o lateralmente al corpo
abbiamo rispettivamente il palleggio avanti, il palleggio dietro e il palleggio
laterale. In generale, il palleggio è uno dei fondamentali più
importanti in quanto si impostano con esso quasi tutte le azioni d'attacco e di
contrattacco. Di tutti i tipi di passaggi è il più facile,
perché si esegue sopra alla testa permettendo attraverso le dita di
controllare continuamente il pallone. A livello tecnico, il palleggio si
effettua portando le mani sopra la fronte, in modo tale che i pollici e gli
indici formino una figura simile ad un cuore rovesciato o maschera da sub.
Contemporaneamente il resto della mano avvolge la palla e gli arti inferiori in
coordinazione delle braccia, flettendosi, danno, al
rilascio del pallone, la forza desiderata. Ad un buon livello agonistico la
maggior parte delle alzate è "in salto", vale a dire senza
toccare terra al momento del palleggio, questo al fine di velocizzare il gioco
e spiazzare il muro avversario, ma anche perché il primo tocco risulta
spesso troppo alto e vicino a rete per rimanere con i piedi a terra.
La tecnica del bagher consiste nel respingere il
pallone con la parte radiale o con la parte interna delle braccia unite. A
seconda delle varie direzioni in cui si muovono le braccia si avrà il
bagher in avanti o quello laterale. Il bagher in avanti (o frontale) è
quello più utilizzato: è il passaggio con le braccia che invia la
palla davanti al corpo. Quando il pallone in arrivo ha una velocità
limitata si accompagna il bagher utilizzando anche le gambe, in modo da
imprimergli la forza necessaria per spostarlo (ad esempio in ricezione su
battuta float). Quando invece il pallone in arrivo è molto forte come in
ricezione su una battuta in salto o in difesa per contrastare una schiacciata,
il bagher si utilizza come piano di rimbalzo, stando praticamente immobili, in
quanto la velocità va attutita o comunque limitata. L'uso del bagher
è legato alla ricezione della battuta, alla difesa e in qualsiasi altro
tocco dove la palla è troppo bassa per essere palleggiata o schiacciata.
Il fondamentale del bagher è quello più tecnico nella pallavolo
in quanto prevede una posizione di gambe piegate per la successiva spinta,
schiena dritta o piegata a seconda della situazione e di braccia mobili, ferme
o con gomiti piegati a seconda dell'intensità della velocità e
forza del pallone. In alcune regioni nei campionati giovanili il bagher
è obbligatorio nella ricezione.
Una
variante è costituita dal bagher in rullata o in tuffo, necessari per
raggiungere palloni troppo lontani per posizionare le gambe correttamente. La
rullata è laterale destra o sinistra, il tuffo è in avanti e
consiste nel raggiungere la palla un attimo primo dell'atterraggio, che
è attutito con entrambe le braccia o con un solo braccio se l'altro
è già sul terreno per colpire la palla con il dorso della mano e
palmo sul terreno.
I fondamentali di attacco si utilizzano per
inviare il pallone nel campo avversario cercando di ottenere un punto. La
prerogativa dei fondamentali di attacco è il salto del giocatore,
poiché colpendo il pallone sopra l’altezza della rete, è
possibile imprimere una traiettoria discendente; inoltre più la palla
viene colpita in alto, maggiori sono le traiettorie e le angolazioni possibili.
Quando il pallone viene inviato nel campo avversario da un giocatore che non ha
effettuato un salto si parla quasi sempre di “free ball”
perché la squadra avversaria riceve un pallone facile da giocare, la cui
traiettoria e potenza non necessitano di essere affrontati con il muro e la
difesa. I modi di effettuare un attacco sono diversi, e sono in funzione del
muro e della difesa che il giocatore in attacco ha di fronte. Variabili come
l’altezza e la posizione del muro, la posizione della difesa, e ancora il
punto in cui viene colpito il pallone, la posizione del giocatore, la distanza
da rete del pallone, influenzano il tipo di attacco a disposizione dello
schiacciatore. Questi può decidere di puntare su un colpo potente fuori
dal muro, oppure utilizzare le mani del muro per eseguire il cosiddetto
“mani e fuori”, oppure può sorprendere la difesa con un pallonetto
o una palla smorzata.
Pallonetto:
Per pallonetto si intende un palleggio effettuato
ad una mano che sorprende l'avversario passando sopra o lateralmente al muro. .
Rappresenta una delle varianti ai colpi forti d'attacco nel caso di giocatori
esperti, dove si cerca di sorprendere la difesa piazzata per ricevere un
pallone potente, mentre costituisce la principale arma d'attacco nel
minivolley.
Smorzata:
È il colpo che smorza il rimbalzo della
palla provocando un volo cortissimo e una veloce ricaduta al suolo. La parabola
risultante è simile a quella del pallonetto.
Schiacciata:
È il colpo o lo
"schiaffo" che si dà alla palla, con una sola mano, cercando
generalmente di colpire il più forte possibile affinché
l'avversario non riesca a recuperare la palla, che finisce sul suo campo, o non
riesca a controllarla, mandandola fuori.
Schemi di
attacco:
Palla alta:
La palla alta è l'alzata di base per gli
schiacciatori laterali e consiste in un'alzata con parabola alta nella zona di
attacco dello schiacciatore in modo che questi possa compiere un gesto di
attacco. La palla alta permette all'attaccante di valutare sempre la
traiettoria dell'alzata, in modo da prendere il tempo e valutare la posizione
del salto in maniera accurata.
Palla
super:
La
palla super si gioca con gli schiacciatori laterali(Banda
e opposto) e consiste in un pallone alzato con una parabola più tesa e
veloce rispetto alla tradizionale palla alta. Questo schema costringe il muro e
la difesa avversari a velocizzare l'organizzazione della difesa contro
l'attacco dello schiacciatore. Il vantaggio dell'attaccante è quello di
trovare spesso la difesa e soprattutto il muro composti non al meglio, e quindi
avere più possibilità di conseguire il punto. Questo schema
necessita di una precisione più alta dell'alzatore in quanto
l'attaccante non ha la possibilità di adeguare la propria posizione e il
proprio tempo con quelli della palla che è molto rapida. Per cui questo
schema si gioca prevalentemente con una ricezione perfetta o al limite poco
distante dalla linea dei tre metri.
Primo
tempo:
Il
primo tempo viene giocato quasi esclusivamente dai giocatori che ricoprono il
ruolo di centrale. A differenza della palla super e della palla alta,
l'attaccante comincia la sua azione rincorsa di attacco prima che il
palleggiatore abbia alzato la palla. Questi può effettuare il salto in
diverse posizioni, tutte in posizioni vicine all'alzatore, rispetto a quanto
non lo siano i giocatori laterali. La vicinanza al palleggiatore e il tempo molto
anticipato rendono lo schema molto veloce in quanto passa pochissimo tempo dal
momento in cui la palla esce dalle mani del palleggiatore, al momento che viene
colpita dall'attaccante. Questo schema di attacco è di estrema
importanza nella pallavolo moderna in quanto porta notevoli benefici alla
squadra che attacca. In primo luogo la velocità di esecuzione costringe
il centrale avversario che è a muro, a saltare anch'essi in anticipo per
avere possibilità di murare l'attacco. Saltando in anticipo (muro a
opzione) si hanno più possibilità di murare l'attacco di primo
tempo avversario, ma nel caso che il pallone vada ai giocatori laterali con una
palla super, il centrale non ha più possibilità di raggiungerlo e
di effettuare la propria azione di muro. Invece attendendo l'alzata del
palleggiatore (muro di attesa), il centrale avversario ha tempo di osservare
dove viene giocata la palla e di seguirla per effettuare il muro, ma nel caso
venga attaccato un primo tempo non avrebbe tempo per murarlo al meglio.
Si chiama “muro” la parte del corpo
(solitamente formata dagli arti superiori) che uno o più giocatori di
prima linea possono innalzare al di sopra della rete al fine di arrestare il
colpo avversario. Il giocatore a muro può toccare il pallone
oltrepassando l'asse verticale della rete, se il pallone è stato
direzionato verso il campo di chi sta murando. Il muro può essere
eseguito da un singolo giocatore oppure da due o tre giocatori (in questi
ultimi casi si parla di “muro collettivo”).
Condizione affinché il muro sia considerato
valido è che i giocatori si trovino nelle vicinanze della rete e abbiano
almeno una parte del corpo al di sopra del bordo superiore della rete. Il muro
non può interferire con il gioco avversario.
Si
parla di “tentativo di muro” quando il muro non tocca la palla, di “muro effettivo” quando il muro tocca
la palla. Il giocatore “libero” non può effettuare né
muro né tentativo di muro.
Si chiama “servizio” (o più
semplicemente “battuta”) il colpo netto che mette in gioco la palla
inviandola nel campo avversario. Il servizio deve essere effettuato con una
mano o con il braccio dopo che la palla è stata lasciata dalla/e mano/i, entro 8 secondi dal fischio di autorizzazione del primo
arbitro. La limitazione è stata imposta per impedire che il pallone
venga trattenuto da una o due mani eseguendo dei lanci con effetti speciali.
Nel gioco della pallavolo il servizio ha un'importanza capitale in quanto il
battitore può mettere in difficoltà la ricezione avversaria in
maniera tale che la propria squadra possa avere maggiori possibilità di
conquistare il punto mediante il muro (su un attacco reso prevedibile dalla
ricezione) o con il contrattacco. Il punto può essere conquistato
già con il servizio e in questo caso prende il nome di ace.
In base a dove verrà colpita la palla si
parlerà di battuta “al salto”, battuta
“dall'alto” o battuta “dal basso” (quest'ultima,
chiamata anche servizio di sicurezza, è obbligatoria fino alle categorie
under 13). Fra i vari tipi di battuta dall'alto, una delle più
frequentemente usate è chiamata “flottante”:
si tratta di un servizio molto difficile da ricevere perché la palla,
pur avendo una velocità minore rispetto alla battuta al salto,
può presentare un repentino cambio di traiettoria, sia in verticale che
in orizzontale, che mette in seria difficoltà il ricevitore.