Al mattino di capodanno del 1945, la Luftwaffe lanciò un massiccio
attacco ad undici campi d'aviazione Alleati in Belgio ed Olanda: vi
presero parte più di novecento aerei, maggiormente i Bf109 ed i Fw190.
Fu una quasi completa sorpresa e furono distrutti 278 aerei Alleati in
aria ed a terra ed ulteriori 146 furono danneggiati.
Una caratteristica della guerra aerea del 1945 fu l'utilizzo di caccia
cosiddetti "parcheggiati" (generalmente Typhoon e Tempest) che venivano
assemblati in luoghi protetti dagli attacchi a terra. I controllori di
volo (generalmente piloti da combattimento addestrati in tecniche radio),
invece, operavano insieme alle truppe di prima linea ed in contatto radio
con i caccia in volo, che avevano il compito di colpire determinati
obiettivi come e quando richiesto.
Le battaglie aeree continuarono per tutto gennaio e febbraio del 1945 ma
lo sforzo tedesco cominciò ad affievolirsi quando le forze Alleate
attraversarono il fiume Reno e si mossero verso la Germania stessa. In
gennaio pochi Gloster Meteors, i primi aerei a reazione inglesi,
arrivarono in Europa: il loro compito era di affrontare i Me 262, ma i
due tipi di jet non si scontrarono mai in combattimento.
Nell'ultimo mese la Luftwaffe continuò a combattere, nonostante la cronica
mancanza di carburante. Un esempio significativo di questa situazione
avvenne il 3 maggio 1945, quando caccia Alleati volarono su un campo
d'aviazione a Salzburg avvistando sessanta Me262 allineati sulla pista
ma che non tentavano di decollare. I caccia Alleati, conoscendo l'ordine
che i jet dovevano essere catturati intatti, non attaccarono.
La guerra in Europa era finita.
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