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Patologia |
Ospite |
Meccanismo patogenetico |
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Kuru |
Uomo |
Infezione alimentare da cannibalismo |
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Malattia di Creutzfeld-Jakob |
Uomo |
Mutazione del gene Prnp |
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Nuova variante Creutzfeld-Jakob |
Uomo |
Infezione alimentare con materiale bovino contaminato |
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Malattia di Creutzfeld-Jakob sporadica |
Uomo |
Mutazione somatica o conversione spontanea della PrPc |
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Gerstmann-Straussler-Scheinker |
Uomo |
Mutazione ereditaria del gene Prnp |
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Insonnia fatale famigliare |
Uomo |
Mutazione ereditaria del gene Prnp |
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Scrapie |
Ovini e caprini |
Infezioni da vaccini contaminati con PrPsc in pecore geneticamente suscettibili |
| BSE | Bovini | Infezione alimentare da frattaglie e farina di ossa contaminate con PrPsc |
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Encefalopatia trasmissibile nel visone |
Visone | Infezione alimentare da frattaglie e farina di ossa contaminate con PrPsc |
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Malattia del dimagrimento cronico |
Cervidi | ? |
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Encefalopatia felina spongiforme |
Felini | Infezione alimentare da frattaglie e farina di ossa contaminate con PrPsc |
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Encefalopatia degli ungulati degli zoo |
Ruminanti degli zoo | Infezione alimentare da frattaglie e farina di ossa contaminate con PrPsc |
La BSE (Bovine Spongiform Encephalopathy), una malattia degenerativa cronica del cervello dei bovini, è ritenuta.una malattia nuova in quanto il primo caso è stato osservato nel Regno Unito nel 1986. Nel mondo ci sono stati più di 180.000 casi, la maggior parte dei quali osservata nel Regno Unito, ma sono stati confermati casi in animali nativi nel Belgio, Danimarca, Francia, Islanda, Lussemburgo, Liechtenstein, Olanda, Portogallo, Svizzera. Negli ultimi tempi è stata osservata anche in Germania e in Italia. Di tutte le EST, la BSE è quella più nota per l’epidemia scatenatasi nel Regno Unito, ma soprattutto per la recente dimostrazione di un legame tra la BSE e la nuova variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob. La trasmissione può avvenire attraverso l’infezione naturale o artificiale oppure si può avere un'origine iatrogena oppure genetica, ma anche in questo caso non tutte le forme hanno le stesse modalità di trasmissione. Le forme umane non si trasmettono per via verticale (da madre a figlio), mentre per la Scrapie la trasmissione verticale è ritenuta molto probabile. D’altro canto per le forme umane sono riconosciuti meccanismi di trasmissione di tipo ereditario autosomico dominante, per la Scrapie è ritenuto importante anche il patrimonio genetico nel determinare la suscettibilità della malattia, ma per le forme del bovino e del visione non sembra essere importante il patrimonio genetico. L’incidenza non è simile tra le EST. Nell’uomo la malattia di Creutzfeld-Jakob è diffusa in tutto il mondo con un’incidenza di circa un caso per milione di persone per anno; la Scrapie della pecora invece colpisce solo alcune greggi che presentano però un’alta percentuale di animali ammalati. L’eziologia della BSE, cosi come delle altre malattie del gruppo, è attribuita ad una proteina prione, considerata una componente infettiva proteica priva di acidi nucleici. Dal punto di vista biochimico, i prioni sono glicoproteine di membrana presenti su tutte le cellule di tutti i tessuti. In condizioni patologiche, oltre alla presenza della forma normale (PrPc) si ha l’accumulo della forma patologica (PrPsc) nel cervello; si ritiene che questa si formi in seguito ad una modificazione della configurazione della proteina normale in quella patologica. La proteina normale PrPc o PrPsen (sen = sensibile alle proteasi) è una proteina normalmente presente nell’organismo ed è coinvolta nel processo di legare e trasportare gli ioni Cu++ necessari agli enzimi per prevenire i danni ossidativi. Il mancato legame con lo ione Cu++ potrebbe svolgere un ruolo importante nel determinismo delle lesioni e, quindi, della sintomatologia tipica dell' encefalopatia spongiforme e di altre malattie degenerative encefaliche. La PrPc verrebbe degradata dalle proteasi lisosomiali, mentre la forma patologica no e si accumula all’interno della cellula fino a provocarne la morte. In seguito alla lisi della cellula la PrPsc si deposita nello spazio intercellulare dando luogo, in alcuni casi, alla formazione di vere e proprie "placche amiloidee". Rimane tuttavia da chiarire se e come avvenga la modificazione della proteina normale in quella patologica. Forse queste modificazioni sono attribuibili a modificazione del gene (Prnp) che codifica per la proteina, oppure la modificazione potrebbero essere il risultato di una trasformazione indotta da un agente virale (teoria virale) oppure da un acido nucleico legato ad una molecola di PrP (teoria del "virino"). In ogni caso, i fattori patogeneticamente più importanti sono rappresentati dall’elevata resistenza alla degradazione, dalla mancata risposta "immunitaria" infiammatoria da parte dell’organismo e dall’estrema resistenza a numerosi agenti fisici o chimici in grado di inattivare altri microrganismi.
| PROCEDURE IN GRADO DI INATTIVARE GLI AGENTI INFETTIVI DELLE EST | ||
| Procedura ad alta efficienza | Temperatura o concentrazione | Tempo |
| NaOCl (ipoclorito di Sodio) | 2% di Cloro attivo | 1 ora |
| Autoclave in NaOH (idrossido di Sodio) 2 M | 121 °C | 30 minuti |
| Acido formico (tessuto cerebrale fissato in formalina) | 98% | 1 ora |
In ogni caso tutte le encefalopatie spongiformi sono caratterizzate da un lungo periodo di incubazione (nell’uomo può raggiungere e talvolta superare i 20 anni di incubazione). Il quadro sintomatologico è simile e tutte le forme presentano sintomatologie di tipo neurologico con decorso clinico cronico ad esito letale.
Le lesioni anatomopatologiche sono localizzate a livello del sistema nervoso centrale. Le lesioni istologiche sono di natura degenerativa, osservandosi alterazione spongiforme dei neuroni e del neuropilo, gliosi astrocitaria, perdita neuronale con o senza placche amiloidi.

SNC di ovino: Nucleo del nervo Facciale, vacuolo all’interno di un neurone
Al momento non esistono test diagnostici per la diagnosi sugli animali vivi: la diagnosi può essere effettuata solo attraverso l’identificazione della proteina PrPsc. La proteina può essere messa in evidenza mediante tre tecniche:
colorazione immunoistochimica su materiale cerebrale fissato in formalina;

SNC di capra: colorazione immunoistochimica che mette in evidenza una placca amiloide (Anticorpo PEO306)
western-blot su materiale cerebrale fresco o congelato;
evidenziazione delle SAF (Scrapie Associated Fibrils, derivate dalla polimerizzazione di un residuo polipeptidico della PrPsc) mediante colorazione negativa al microscopio elettronico.