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Aforismi
LA NEVROSI
Aldo Carotenuto
La "nevrosi" è un grido di protesta della persona verso una situazione
sentita come contrastante con la sua vita. Questo è molto importante
capirlo, perché in questo modo noi non rendiamo patologico un comportamento.
Noi rendiamo invece un comportamento, attraverso una nuova modalità di
vederlo, lo rendiamo, in un certo senso, molto individuale. Ci sono delle
persone per le quali è necessario agire in un modo piuttosto che in un
altro. Prendiamo, per esempio, quelle persone che, a un certo punto,
decidono di non mangiare e sviluppano un certo tipo di malattia, la così
detta "anoressia", ma a pensarci bene noi abbiamo avuto quella che è stata
chiamata la "santa anoressia", per cui molte donne, nel passato, erano
addirittura delle sante e si consumavano nel non mangiare, mentre adesso non
sono più sante, ma sono considerate delle malate, che magari vengono curate
in Ospedale. Vorrei far capire una cosa importante: la "nevrosi" è un
disturbo della nostra personalità, ma prima di dire che questo disturbo è
patologico, noi dovremmo intenderci su che cos'è la normalità. E molte volte
noi siamo costretti a riconoscere che la normalità ha un valore storico, nel
senso che ciò che era normale quattrocento anni fa oggi non ci interessa. O
meglio ancora: ciò che era patologico duecento anni fa, adesso non è più
patologico. Io sarei del parere di dire che il nevrotico è la persona che
anticipa, di gran lunga, un mondo nuovo e diverso, per il quale sarebbero
necessari valori completamente diversi rispetto a quelli attuali. Ma siccome
solo allora lui diventa un visionario, diventa una persona che dà fastidio.
Da questo punto di vista, allora si capiscono, appunto, l'esistenza dei
manicomi, l'esistenza di persone, che sono pagate dallo stato per ricondurre
a normalità delle persone, che, in realtà, poi, anormali non sono. A questo
proposito, vorrei per un momento affrontare proprio il problema dei così
detti psicofarmaci. Non bisogna negare naturalmente che ci sono dei momenti
molto duri, in cui bere una tazzina di caffè o prendere uno psicofarmaco è
necessario, perché abbiamo una necessità in quel momento. Ma non si può
pretendere che una persona, che offre al mondo un suo disturbo, se questo
disturbo non viene capito e non se ne afferra il grande messaggio
psicologico, non si può pretendere che venga curata coi farmaci, perché, più
che curare, forse il farmaco non fa altro che attutire. E' come togliere
l'energia elettrica lì dove c'è un corto circuito. Naturalmente il corto
circuito scompare, ma scompare tutta l'elettricità. Questo è un problema, io
direi, molto grave, e che richiede, da parte di tutti noi, un impegno. Cioè
la "nevrosi" è praticamente un disturbo della nostra personalità, che va
preso, veramente, con le molle, perché quel disturbo indica soltanto che
c'è, sia nella persona che nell'ambiente, un tentativo di protesta.
Tratto dal'intevista Il pensiero di Jung , Roma - Dear, 11 luglio 1996
Biografia
di Aldo Carotenuto
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