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La più vicina a terra delle isole è Procida, forse la meno conosciuta, per quel che riguarda il turismo nautico, ma certamente da non sottovalutare. È divisa da Capo Miseno dall'omonimo canale, che presenta non poche difficoltà di attraversamento per le numerose secche presenti. La principale, quella del Torrione è segnalata da una meda luminosa. Marina di Procida è sulla parte nord dell'isola, costituta da una riva banchinata e da tre moli, quello di ponente, quello sottoflutto e quello di levante a scogliera. Ponendo molta attenzione all'enorme traffico dei traghetti di linea, ci si può ormeggiare al porto turistico, in costruzione ma che già offre 250 metri di banchina. Tutta di tufo giallo, cosparsa di agrumeti e vigneti, Procida ha mantenuto intatto il fascino dei borghi marinari. La "palazzata", l'agglomerato di abitazioni sorto spontaneo senza un piano generale di costruzione, è il frutto di una architettura tipica della zona, che qui ha dato sfogo a tutte le sue potenzialità. Più all'interno la grande piazza d'armi, il cuore della Terra Murata, con l'abazia di San Michele, ricordo della dominazione spagnola al cui tempo fu ricostruita dopo le distruzioni saracene. Circumnavigando Procida, si può trovare rifugio a ridosso dell'isola Vivara, legata a terra da un istmo artificiale, sede di un parco naturale protetto, coperta da una fitta vegetazione e sormontata da una torre. Nella cala formata dalle due isole si può sostare egregiamente, oppure si può accedere al vicino porto di Chiaolella che può accogliere natanti fino ad un massimo di 15 metri di lunghezza. |
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