Capitolo 7

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CENNI DI METEREOLOGIA

 

IL VENTO

CHE COSA E’ IL VENTO

Il vento è il risultato di un grande movimento di aria che si sposta sulla terra. Costituisce il carburante per una barca a vela. Il movimento dell’aria sulla terra dipende da molti fattori, alcuni generali e alcuni locali, questi fattori generano stati di pressione differenziali. o gradienti di pressione.  

Venti sinottici e rosa dei venti

Immaginiamo di essere al centro del mediterraneo e di osservare le direzioni da cui giungono i venti dominanti. Tenendo in mano una bussola, orientata naturalmente con il suo Nord verso il Nord geografico, vedremo che soffia:

da Nord ( 0°) la Tramontana, così detta perché i marinai delle repubbliche la vedevano giungere dalle zone montuose,
da Sud (180°) il Mezzogiorno (o Ostro), diritto dal punto dell'orizzonte in cui il sole è allo zenith in quell'ora.
da Ovest il Ponente,
da Est (90°) il Levante,
da Sud Ovest (225°), dalla Libia, il Libeccio,
da Sud Est (135°), dalla Siria, lo Scirocco,
da Nord Ovest (315°) il Maestrale detto anche Maestro, perché proveniente dalla rotta maestra cioè quella che dal centro del mediterraneo avrebbe riportato nel porto di casa,
da nord est (45°), dalla Grecia, il Greco.

Questi venti, non generati da locali circostanze climatiche ma bensì da evoluzioni meteorologiche su grande scala, si dicono Sinottici e la loro iscrizione sul quadrante della bussola genera la Rosa dei venti.

 

  

Fattori generali

La circolazione dell’atmosfera sulla terra è dovuta a due principali fattori: il riscaldamento della superficie terrestre e la forza di Coriolis. Come puoi immaginare, l’aria calda si espande, ed è quindi più leggera dell’aria fredda. Le regioni equatoriali della terra sviluppano enormi quantità di aria calda, mentre le regioni polari enormi quantità di aria fredda. Questo provoca spostamenti di aria fredda dai poli verso le regioni più temperate, e aria calda dall’equatore verso i poli. Se la terra non ruotasse queste due masse d’aria stazionerebbero sulle rispettive regioni. La terra ruotando su se stessa crea un movimento di aria dai poli verso l’equatore e viceversa chiamata "Forza di Coriolis". Nell’emisfero nord questo effetto si traduce con grandi spostamenti di aria da nord verso sud e da ovest verso est. Nell’emisfero sud avviene il contrario. Questo sviluppa quelli che noi chiamiamo cicloni e anticicloni. Infatti i cicloni girano in senso antiorario, e gli anticicloni in senso orario.

Sebbene lo scopo di questo manuale non sia quello di sperimentare la teoria della "Forza di Coriolis", vi farò un esempio che vi aiuterà meglio a capirne che questa forza esiste davvero. Sedetevi su uno sgabello girevole e tenete in una mano un’asse di legno su cui avrete provveduto a piazzare una ruota, anche di bicicletta. Assicuratevi che tenendo l’asse con la mano, la ruota giri liberamente, chiamate un amico che con qualsiasi mezzo faccia ruotare il più velocemente possibile la ruota, e poi, appena la ruota é libera di girare, provate a "brandeggiare" l’asse in modo da far cambiare l’asse di rotazione ed il suo angolo. Troverete che il risultato di questo esperimento é quantomeno sorprendente.

Fattori locali

Le condizioni locali dipendono da piccoli (relativamente!) spostamenti di aria. Differenti temperature sulla terra e sul mare causano movimenti di aria detti convettivi, l’evaporazione e la condensazione dell’aria creano grandi quantità di scambi di energia. Tutti questi fattori combinati generano un complesso sistema chiamato "tempo metereologico". Questo sistema è così complicato e difficile che ogni previsione può essere errata. Questo è il motivo per cui i bollettini meteorologici spesso non sono esatti nelle previsioni come desidereremo. Ci sono, comunque, alcune caratteristiche che sono associate a differenti tipi di masse di aria che possono essere utilizzate per prevedere tendenze generali, come in condizioni locali, che, se capite, ci possono dire che condizioni avremo per veleggiare.

 

 

SISTEMI E FRONTI

Il bollettino meteo dice che è in avvicinamento un sistema di alta pressione o che sta arrivando un fronte freddo. Vediamo che cosa significa.

La pressione

Ci sono due tipi di pressione: Bassa e Alta. L’aria tenderà a muoversi da un nucleo di alta pressione a quello di bassa pressione. A causa della forza di Coriolis, questo movimento avverrà, nell’emisfero nord da sinistra verso destra (da ovest verso est) e il contrario in quello sud. Questo causa un moto circolare all’interno delle aree di pressione. Nell’emisfero nord l’aria nelle alte pressioni, circola dall’interno verso l’esterno, nelle basse dall’esterno verso l’interno. Questa movimento circolatorio può essere molto forte quando si trovano valori molto bassi nel centro, causando i tornadi o cicloni, che formano venti molto forti.

       

Ci sono differenze fondamentali tra le alte e le basse pressioni. L’aria in una bassa pressione è molto più stabile che in una alta. In una bassa pressione l’aria entra, in una alta l’aria esce. L’aria, uscendo dall’alta pressione si raffredda lentamente e si condensa. L’aria fredda è più pesante dell’aria calda, e questo provocherà la formazione di nubi e temporali.

In un nucleo di alta pressione il flusso iniziale di aria arriva dalle alte latitudini verso le più basse. Siccome quest’aria è più fredda di quella in superficie, è anche più pesante. L’aria più densa continua ad affluire mischiandosi con l’altra aria sia in superficie che negli alti strati dell’atmosfera. Poiché in un’alta pressione gli strati sottostanti sono carichi di umidità, si associa all’alta pressione il bel tempo, buona visibilità e condizioni di brezza. Nel caso di basse pressioni di una certa importanza, la grande massa di aria caldo-umida si mischia formando situazioni di tempo perturbato e piovoso.

Quando si trova un gradiente di forte pressione tra alte e basse pressioni, il vento può essere molto forte, o rinforzarsi. Questo è chiamato vento di gradiente.

Sistemi frontali

Un altro metodo di classificazione delle masse d’aria è dato dalla temperatura relativa rispetto alle altre masse. Quando c’è una grande differenza di temperatura tra masse di aria adiacenti si formano i fronti. Se questo avviene tra aria fredda e aria calda è fronte freddo. Al contrario si tratta di fronte caldo. Quando l’aria calda e l’aria fredda sono mischiate, ma sono stazionarie ci si trova in un fronte occluso o fronte stazionario.

In un fronte freddo che avanza, l’aria fredda circostante è più densa di quella calda nella direzione del quale sta avanzando. L’aria fredda che avanza tenderà a scivolare sotto quella calda, spostandola verso l’alto.

Se l’aria calda contiene una buona percentuale di umidità questa condenserà causando precipitazioni di una certa importanza.

L’innalzamento di grandi masse di aria calda ed umida, può causare manifestazioni di bassa pressione piuttosto gravi. E’ infatti piuttosto frequente osservare fenomeni temporaleschi dovuti appunto all’arrivo di un fronte freddo, che si "insinua" sotto il fronte caldo. D’altra parte lo spostamento sulla superficie di venti dovuti al fronte freddo possono essere bruschi tanto da aver causato alcuni disastri aerei.

I fronti caldi in genere occupano un’area molto maggiore rispetto a quelli freddi. Quando un fronte caldo incontra uno freddo si sovrappone in maniera graduale sopra l’aria fredda. Si formano quindi nubi stratificate che generano piogge o precipitazioni.

In un fronte occluso si possono osservare imprevedibili elementi, comuni sia ai fronti freddi che a quelli caldi. In aggiunta al fatto che i fronti occlusi causano sgradevoli condizioni climatiche, essi possono anche stazionare in una certa area per molto tempo.

CONDIZIONI LOCALI

I sistemi e i fronti sono fenomeni in grande scala che influenzano le condizioni del tempo. A questi elementi si devono aggiungere condizioni di tempo locali, importanti anch’esse. Specialmente nei pressi della costa si possono trovare situazioni di tempo locale. Ed è proprio il luogo dove si pratica lo sport della vela.

Brezza di mare

Nel caldo dell’estate ognuno di noi cerca un po’ di refrigerio in riva al mare, aspettando la brezza che arriva. Quando veleggiamo, questa brezza è quella che permette alle nostre vele di gonfiarsi. La brezza di mare si forma lungo la costa, dovunque ci sia una significativa differenza di temperatura tra il mare e la terra.

Il meccanismo che permette di formare la brezza di mare è alquanto semplice. Poiché il mare si scalda più lentamente della terra, si crea una grande differenza di temperatura tra l’aria sopra il mare e quella sopra la terra. L’aria che staziona sulla terra, più calda e quindi più leggera, sale verso gli strati superiori dell’atmosfera, lasciando posto all’aria fredda che stazionava sul mare.

Questo forma un movimento convettivo di aria dal mare verso la terra, formando quella che chiamiamo brezza di mare: questo fenomeno accade quando c’è irradiazione solare, cioè di giorno. Di notte invece, il processo si inverte e si forma un movimento di aria dalla terra verso il mare chiamato, appunto, brezza di terra. La velocità di questi venti è influenzata da vari fattori, le baie, i golfi, montagne etc.

Nella parte ovest dell’Australia ad esempio, la brezza di mare vicino a Fremantle può arrivare ad una velocità di 25 nodi.

La brezza può esistere anche quando l’acqua è più calda della terra. In giornate fredde e nuvolose oppure di notte e magari in zone di mare attraversate da correnti (d’acqua) calde, la temperatura appunto, calda dell’acqua, scalda l’aria sovrastante che quindi si innalza e provoca uno spostamento di aria che richiama quella più fredda della terra che per effetto della non radiazione solare, impedita da nuvole spesse, non ha avuto modo di scaldarsi, così come enunciato nell’esempio precedente.

Infatti in una località nell'ovest dell’Irlanda, la brezza di terra si accompagna con nebbia, a causa della corrente calda del mare. Tutte queste brezze si possono chiamare venti termici.

I terreni costieri

La morfologia della costa può avere effetti notevoli sulle condizioni dei venti locali. Alte scogliere o promontori possono incanalare una brezza di terra, incrementandone la velocità e cambiandone la direzione. Questo tipo di brezze sono spesso prevedibili, ed esistono spesso in prossimità di porti naturali ed estuari di fiumi.

Quando si regata in una zona con questo tipo di morfologia territoriale, bisogna informarsi in modo da prevederne l’evoluzione, ed eventualmente avvantaggiarsi nella pianificazione della regata.

Nuvole locali

Quando una superficie irregolare si scalda si formano, come detto, le termiche. L’aria caldo-umida, sollevandosi, si raffredda condensandosi e formando quelli che si chiamano cumuli In certe condizioni queste nuvole possono evolvere in grossi cumulo-nembi caratterizzati da grandi sviluppi verticali, che generano normalmente temporali.

I cumuli hanno effetti prevedibili sulla direzione e sull’intensità del vento nella zona geografica sottostante ad essi. Poiché l’aria sotto un cumulo è in ascesa, si forma un risucchio di aria dai dintorni nello spazio lasciato libero dall’aria calda sollevata in alto. Questo comporta che i venti che si formano al passaggio della nuvola seguano la sua direzione. Poiché queste nuvole sono ben visibili, la variazione della brezza nei loro pressi è veramente determinabile.

Un cumulo di pioggia ha effetti diametralmente opposti. Poiché la temperatura dell’aria, a contatto con la pioggia, si raffredda repentinamente, l’aria discenderà rapidamente dal centro della nuvola verso l’esterno con una certa violenza. La direzione del vento sotto una nuvola di pioggia muove dal centro verso l’esterno.

 

RAFFICHE E SALTI

In ogni tempo è il vento che ci permette di veleggiare, sia in direzione che in forza. Repentini aumenti della forza del vento sono chiamate raffiche, diminuzioni dello stesso, calme. Variazioni della direzione del vento sono chiamati salti di vento. Questi possono essere sia stabili che variabili.

Come abbiamo visto, il movimento dell’aria è circolatorio. Questa circolazione avviene anche in piccola scala, all’interno di piccole masse di aria chiamate cellule. La dimensione di queste cellule è di qualche centinaio di metri sia in orizzontale che in verticale. All’interno di queste cellule l’aria ruota in modo circolare, in cellule adiacenti il vento circola in direzioni opposte. Quando una di questa cellule arriva sulla superficie dell’acqua, cambia improvvisamente sia in direzione che in intensità. Quando la direzione del movimento dell’aria dentro la cellula ha la stessa direzione del vento dominante, si ha la raffica o la calma. Quando il movimento è perpendicolare a quello dominante, si ha il salto di vento. Lo spostamento del vento è molto comune quando sono predominanti i sistemi di alta pressione perché una grande quantità di aria si muove verso l’alto.

Salti di vento

Lo schema di queste rotazioni del vento è piuttosto regolare. Questi salti sono visibili sulla velatura, mentre sono difficilmente riconoscibili osservando la superficie dell’acqua. Molti tipi di nuvole alte sono estremamente regolari, le loro forme sono spesso simili tra loro e seguono schemi prevedibili, spesso osservandole assomigliano alle onde del mare. Quando è presente un sistema circolatorio di una cellula di pressione, il vento seguirà un movimento oscillatorio. Questi venti, se si impara a riconoscerli, possono essere di grande aiuto al velista per impostare la sua tattica o per recuperare posizioni.

Le correnti

Come l’aria, anche l’acqua nella quale navighiamo è in movimento. Le correnti esistono, specie vicino alle coste, e interessano il moto delle barche. L’effetto della corrente sul moto dell’imbarcazione è diretto a cambiarne la direzione, così da rappresentare un vettore (di corrente) da tenere in dovuta considerazione nel seguire una rotta.

Si dice che i fenomeni che agiscono al di sopra della superficie del mare, siano il 50% di quelli totali che influenzano il movimento, la velocità e la direzione della barca a vela.

Le correnti vicino alle coste sono, di norma, di marea; può significare che possono cambiare direzione più volte nell’arco della giornata. Un movimento di marea che arriva dal largo è detto flusso il contrario è detto riflusso.

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Aggiornato il: 23 gennaio 2002