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PARTI
COSTITUTIVE DI UN'IMBARCAZIONE A VELA
Qui di seguito è
rappresentata un'imbarcazione a vela. In basso troverai tutte le
informazioni sulle sue parti costitutive. Puoi consultarle normalmente
oppure, cliccando su una parte specifica della
figura, trovare nel testo una breve descrizione della parte a cui si
riferisce. Ulteriori informazioni le puoi trovare nelle pagine accessibili
tramite i link qui di fianco.
L'imbarcazione a vela è costituita dalle seguenti parti:
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SCAFO:
Ad esclusione delle piccole barche, dette derive, la quasi totalità delle
imbarcazioni a vela sono provviste di una consistente zavorra
situata nella parte bassa dello scafo, detta carena. E' formata da blocchi di
piombo, ghisa o cemento. Tale zavorra è contenua in una specie di protuberanza
sporgente sotto la chiglia e talvolta assume l'aspetto di un bulbo, da qui il
nome di carena a bulbo. La funzione di questa massa pesante è quella di ridurre
il pericolo di rovesciamento, in gergo scuffia, a seguito della pressione
esercitata dal vento sui due lati delle vele. I materiali usati per la
costruzione degli scafi vanno dal legno alle fibre sintetiche fino all'alluminio
laminato. Per
CHIGLIA
dello scafo si intende la travatura che corre da prua a poppa situata nella
parte inferiore. Nella chiglia, a poppavia, è presente il
timone, una lamina verticale ruotante intorno ad un
asse in modo da potersi orientare obliquamente rispetto all'asse longitudinale
della barca. Inclinando il timone, la pressione dell'acqua su di esso genera una
forza resistente che muove la poppa e fa ruotare la barca. Nel disegno
è rappresentato uno scafo con chiglia a bulbo. Continua con un approfondimento
oppure torna alla
figura qui sopra. |
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VELATURA:
rappresenta l'elemento propulsore dello scafo utilizzando appropriatamente la
forza dei venti. Il tipo più comune oggi è denominato v. Marconi. Si
compone di vele triangolari (in figura due) di cui una molto grande e situata a
proravia dell'albero, chiamata Fiocco, e l'altra più piccola e situata a
poppavia detta Randa. La randa è provvista
di un'asta orizzontle detta boma in cui è inferita la
base. Le fibre utilizzate per tessere le tene sono
sintetiche: therital, dracon, tergal. Quando il fiocco, come in figura,
è tanto grande da sporgere a poppavia dell'albero prende il nome di f.
Genova. Continua con un approfondimento
oppure torna alla figura qui
sopra. |
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ALBERO:
del complesso di propulsione è l'elemento principale. Si costruisce in legno,
alluminio anodizzato, titanio... insomma materiali che lo rendano robusto,
leggero ed elastico. Anche per questo sono solitamente a sezione ovale e cavi
internamente. In basso prende contatto con la chiglia e con lo scafo. Nella
chiglia si incastra con la parte inferiore, detta maschio, in una cavità detta
scassa, passa attraverso la coperta dello scafo per mezzo di un foro detto
mastra, leggermente più grande dell'albero stesso. Il bloccaggio nella mastra
è assicurato da appositi cunei. Continua con un approfondimento
oppure torna alla figura qui
sopra. |
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MANOVRE FISSE:
Il sistema di cavi che sostiene l'albero prende il nome di m. f. o manovre
dormienti. Sono cavi generalmente metallici che si distinguono in
sartie e stralli. Gli stralli legano l'estremità superiore dell'albero
rispettivamente alla prua, stralli di prua, e alla poppa, stralli di poppa. Le
sartie legano invece l'estremità superiore dell'albero ai bordi dello scafo,
rispettivamente a babordo, sartia di babordo, e a tribordo, sartia di tribordo.
Sarà necessario, essendo nel caso delle sartie piccola la distanza dell'albero
dai bordi, allontanarle dall'albero stesso, affinchè non creino impaccio, per
mezzo di crocette. Tutti questi cavi vengono tesi
per mezzo di tendicavi a tornichetti o a corridoi. Paterazzi (sartie volanti)
sono cavi tesi dalle crocette al fine di aumentare la resistenza dell'albero.
Sartiole sono invece cavi aggiuntivi che riducono la flessione dell'albero verso
poppa. figura |
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MANOVRE CORRENTI:
Il sistema di cavi che serve per manovrare le vele prende il nome di m.c.
Scorrono in carrucole dette bozzelli.
Prendono il nome di DRIZZE se hanno il compito di issare o ammainare le vele o
di SCOTTE se servono a tendere la vele agli angoli. Tutti gli altri cavi per
sostenere pennoni o altre aste prendono il nome di amantigli.
figura |
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