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TECNICHE DI COLTIVAZIONE BIOLOGICA E INTEGRATA DEL TABACCO (BRIGHT E KENTUCKY)

Dr. Giuseppe Altieri, Agroecologo - AGERNOVA International - Perugia

Contenuti

 

PREMESSA

Le pratiche convenzionali di coltivazione, basate sull’impiego di pesticidi, diserbanti e concimi chimici, rendono la tabacchicoltura (come le altre coltivazioni intensive) pericolosa per la salute degli operatori del settore e per i residenti nelle zone di coltivazione, oltre che dispendiosa dal punto di vista economico-energetico in quanto depauperante del bene più prezioso per gli agricoltori: il terreno agrario.

Negli Stati Uniti è stato calcolato (Prof. David Pimentel,Cornell University Ithaca)) che ogni anno si perdono globalmente, per fenomeni di erosione, circa 10 milioni di ettari e che la perdita di terreno fertile equivale annualmente a circa 25-30 US $/Ha. Sussiste inoltre il problema dei residui chimici sul tabacco lavorato che rappresenta un rischio per il consumatore e crea problemi di commercializzazione del prodotto per il rispetto dei tempi di carenza.

D’altro canto per le Regioni Umbria e Toscana, come per altre Regioni Italiane (Campania, Veneto, Lazio, Puglia), il tabacco rappresenta una fonte di reddito e occupazione notevole e come tale va salvaguardata e valorizzata, coniugando gli aspetti economici con quelli ambientali, nell’ottica di uno sviluppo ecosostenibile, in linea con gli obbiettivi delle Politica Comunitaria.

Produrre tabacco nel rispetto della salute degli agricoltori e dell’ambiente è oggi possibile attraverso l’applicazione di tecniche di coltivazione biologica e integrata avanzata.

Va detto innanzitutto, che in agricoltura ogni problema (ad es. la difesa fitosanitaria) deve essere affrontato con una visione globale "agroecologica" del sistema in cui si opera, dal momento che il singolo intervento può avere ripercussioni sulle altre problematiche della coltura. Ad esempio, nella tabacchicoltura l'impiego di insetticidi di contatto, a largo spettro d'azione e di lunga persistenza (piretroidi, geodisinfestanti, etc.) contro un certo insetto (Epithrix hirtipennis, Nottue) provoca una riduzione notevole della presenza di insetti utili, evento che permette alle popolazioni di altri insetti dannosi (gli Afidi) di svilupparsi senza controllo. Sono così necessari altri interventi specifici, molto costosi e di scarsa efficacia, a causa dell'alto ritmo riproduttivo di tali insetti, con conseguente sviluppo di resistenze ai prodotti chimici. Inoltre, l'elevata capacità di diffusione delle forme alate e la tendenza da parte degli afidi a colonizzare la nuova vegetazione apicale delle piante, laddove si concentra la linfa di cui si nutrono (mentre gli organismi utili, molto mobili, vengono più facilmente in contatto con i residui dei prodotti chimici sulla vegetazione basale delle piante trattate), favorisce ulteriormente tali fitofagi dannosi. Da questo esempio si deduce che non si può prescindere, in una corretta difesa fitosanitaria, dalla salvaguardia ed incremento degli insetti utili che si sviluppano a danno delle popolazioni di fitofagi dannosi, instaurando un controllo efficace e duraturo nella stagione produttiva.

A partire dall'anno 1994 gli esperti dello Studio AGERNOVA, con il contributo del Consorzio Difesa delle Colture Intensive di Perugia (1994-97) e dalle Associazioni di Produttori A.R.P.T. (1995-2000), A.PRO.TAB. (1997-99), ASSONOVA-APTAVE (1997) e A.T.I.C. (1998-2000), ha avviato un Programma di "Sperimentazione e Diffusione di tecniche di Difesa Biologica su coltivazioni di Tabacco Bright". Il Programma ha consentito la messa a punto di alcune strategie applicative di Lotta Biologica ed Integrata, diffuse su oltre 700 ettari di Tabacco Bright e altre varietà non da fascia (Burley, Maryland), nelle Regioni Umbria, Toscana, Lazio.

Dal 1998 sono iniziate le prime sperimentazioni di Tabacco "Biologico Certificato", che attualmente interessa oltre 50 ettari di produzione commerciale di Bright (Toscana, Umbria, Lazio) e 10 ettari di Maryland e Burley (Lazio).

Nel ’97/’98, su richiesta di diversi produttori, con il contributo del Comune di Anghiari e delle Ass. ARPT e APROTAB, sono state realizzate le prime prove di Controllo Biologico e Integrato su Tabacco Kentucky, su una superficie di circa 20 ettari.

Tali prove hanno costituito la premessa alla realizzazione del "Programma pilota per la riduzione dell'impiego di prodotti chimici in tabacchicoltura e lo sviluppo di produzioni Biologiche certificate," finanziato dalla Comunità Montana Valtiberina Toscana nell’ambito del G.A.L. Appennino Aretino (Leader II intervento 20) che ha avuto inizio nel ’99 ( tuttora in corso) e interessa 4 aziende pilota del Comune di Anghiari, con superfici rappresentative in produzione commerciale. Attualmente la produzione di kentucky biologico certificato è di circa 10 ettari.

Lo scopo è quello di produrre un sigaro di qualità ecologica (esente da residui chimici e realizzato nel rispetto dell’ambiente).

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TECNICHE APPLICATE

Controllo biologico degli Afidi (Myzus persicae) per mezzo di organismi utili

Gli afidi rappresentano dei fitofagi pericolosi sia per i danni diretti (sottrazione di linfa e produzione di melata con conseguente sviluppo di fumaggini) che indiretti (in quanto vettori di potenziali virosi). Il protocollo applicativo di Difesa Biologica, messo a punto in Umbria e diffuso in altre Regioni, prevede l’inoculazione multipla preventiva di insetti utili, partendo dalla fase di semenzaio e di pre-trapianto, così da permettere la loro riproduzione precoce a spese dei primi individui di afidi presenti sulla coltivazione e sulla vegetazione spontanea limitrofa. Ciò consente di avere al trapianto una certa presenza aziendale di organismi utili in grado di avviare tempestivamente il controllo degli afidi, a partire dalle forme alate migranti, anche di quelle specie che possono casualmente diffondere virosi da colture limitrofe (es. patata) o da piante spontanee infette, con le cosiddette "punture da assaggio". La strategia di inoculo preventivo consente, inoltre, una riduzione dei costi, in quanto l'ulteriore introduzione di organismi utili, prevista durante la fase di accrescimento della coltura in pieno campo, può essere effettuata con dosi ridotte.

Le specie di insetti utili impiegate su tabacco sono:

L'impiego di insetti utili consente un controllo duraturo degli afidi durante tutta la stagione vegetativa della coltura, una volta che le popolazioni dei predatori e parassitoidi hanno preso il sopravvento su quelle degli insetti dannosi.

Occorre riflettere sul fatto che gli insetti utili rappresentano l'unico sistema di difesa in grado di "autoriprodursi", diffondendo i benefici alle aziende vicine (nessun insetticida è capace di ciò!) Al contrario gli interventi chimici comportano rischi di nuove infestazioni una volta esaurita al persistenza dei principi attivi.

È ormai noto a livello scientifico, che la lotta agli afidi con trattamenti chimici preventivi è controproducente poichè seleziona ceppi resistenti che, grazie alla partenogenesi, riescono a reinfestare in breve tempo le coltivazioni. Gli organismi utili, invece, svolgono un importante ruolo anche nel controllare le popolazioni di afidi resistenti ai prodotti chimici, ugualmente predati o parassitizzati. Ne consegue che l’applicazione su scala territoriale di insetti utili consente una riduzione notevole dei costi unitari d’intervento, e benefici complessivi di natura sanitaria ed ambientale. Sarebbe quanto mai opportuna un‘azione (ad es. con i fondi previsti dai Programmi Agroambientali dell’Unione Europea o dagli aiuti specifici alla tabacchicoltura), finalizzata alla diffusione inoculativa di organismi utili su scala comprensoriale, con dei veri e propri "Programmi Regionali di Lotta Biologica".

In un ottica di sviluppo aziendale/territoriale della lotta biologica, è opportuno citare alcuni accorgimenti per incrementare gli organismi utili naturali sulle coltivazioni .

Inoltre dal momento che i virus più pericolosi per il tabacco provengono dalla patata sarebbe opportuno avviare presto il controllo delle popolazioni di afidi su questa coltura attraverso inoculi di insetti utili ed attuando altri interventi specifici .

In casi particolari di andamento stagionale sfavorevole (clima fresco-umido) e laddove viene forzata eccessivamente la concimazione chimica azotata (es. impiego di nitrati alla sarchiatura), la quale favorisce lo sviluppo degli afidi, può rendersi necessaria l’integrazione del controllo biologico con prodotti insetticidi, al fine di ridurre i costi relativi alle quantità di insetti utili da impiegare.

Nelle produzioni biologiche, laddove non si pone il problema dell’uso di azoto o di altri prodotti di sintesi, in genere le problematiche dovute agli afidi sono ridotte ed è possibile intervenire, nel caso, con saponi caustici naturali, selettivi verso gli ausiliari ed efficaci nel lavaggio della melata. In particolare nelle varietà da trinciato (Bright, Burley, ecc.) l’uso di insetticidi naturali (rotenone, piretro) è sconsigliato per interventi specifici contro gli afidi, in quanto parzialmente dannosi nei confronti degli insetti utili (anche se in modo limitato, vista la breve persistenza).

Sul kentucky da fascia in produzione biologica, che necessita di maggiori interventi con bioinsetticidi "abbattenti", per ridurre le erosioni fogliari da Epithrix hirtipennis, bisogna in genere prevedere un incremento delle dosi di impiego di insetti utili.

Nelle produzioni integrate "avanzate", ovvero laddove si adotta il "principio di sostituzione" di tecniche a maggior impatto ambientale e sanitario (prodotti chimici di sintesi) con altre di tipo agroecologico, sono generalmente sufficienti le strategie sopra descritte per il controllo degli afidi. L’Unione Europea, d’altronde, con i Programmi Agroambientali (Reg. 2078/92 e Piani di Sviluppo Rurale 2000-2006), nonché con gli aiuti specifici alla tabacchicoltura, incentiva l’impiego di tecniche biologiche di difesa, prevedendo contributi a copertura dei maggiori costi. Dalle esperienze condotte in sette anni di attività si può affermare che il costo del controllo biologico degli afidi può variare orientativamente dalle 150.000 alle 300.000 lire ad ettaro, a seconda delle condizioni agroecologiche delle coltivazioni, e si riduce in genere nel tempo. Una difesa di tipo chimico ha un costo medio diretto per le aziende di 100-150.000 lire ad ettaro. L’uso di insetticidi chimici di sintesi contro gli afidi, nella produzione integrata, è in genere sconsigliato, anche perché le eventuali infestazioni si manifestano per lo più a ridosso della cimatura, pratica che consente di abbattere le popolazioni dei fitofagi, concentrate sui germogli.

 

Pulce del tabacco (Epithrix hirtipennis): impiego di insetticidi naturali

Sul tabacco Bright e altre varietà non da fascia, in coltivazione biologica, contro E. hirtipennis può essere impiegato un prodotto insetticida di origine naturale: la polvere bagnabile micronizzata di Derris elliptica in miscela con olio bianco, ad azione di contatto "abbattente" e per ingestione. La breve attività di contatto del prodotto lo rende compatibile con gli insetti utili impiegati contro gli afidi. La miscela con olio bianco migliora l'azione insetticida e la persistenza del prodotto. In media sono necessari 2-3 interventi nella stagione vegetativa, in base all’andamento climatico (il caldo-secco favorisce E. hirtipennis). Per potenziare l’effetto abbattente, in caso di forti infestazioni, è possibile addizionare alla miscela insetticida del piretro naturale.

A partire dal ’99 è stato sperimentato un insetticida naturale liquido a base di Rotenone (estratto concentrato del principio attivo della D. elliptica), anche per ovviare alle difficoltà di distribuzione della polvere micronizzata di D. elliptica (intasamento di filtri e ugelli nel caso di attrezzature non idonee). Va detto, a tal proposito, che sarebbero necessarie sperimentazioni ad hoc per la messa a punto di attrezzature per l’irrorazione di prodotti antiparassitari biologici, le cui caratteristiche, ovviamente differiscono da quelle dei prodotti chimici. Ad esempio, il divieto di macchine irroratrici a lunga distanza (atomizzatori), se è comprensibile nel caso di impiego di prodotti tossici e pericolosi per la loro deriva, si spiega meno nel caso di aziende biologiche che adoperano prodotti innocui per l’uomo e l’ambiente e che, con tali attrezzature potrebbero migliorare notevolmente il controllo di E. hirtipennis.

Rispetto al prodotto in polvere, il Rotenone liquido ha manifestato un maggior potere abbattente ma minore persistenza d’azione che si esplica prevalemtemente per contatto. Anche in questo caso la miscela con olio e piretro ne migliora l’efficacia.

Nella coltivazione biologica del tabacco da fascia (Kentucky) il controllo di E. hirtipennis risulta più complesso, in quanto iI danno che la pulce produce (erosioni sulle foglie) è molto rilevante per questo tipo di tabacco. Il parametro qualitativo preminente è infatti l'integrità della foglia, con notevole differenza nel valore di mercato del prodotto finale.

Dalle sperimentazioni sin qui condotte, grazie al contributo della Comunità Montana Valtiberina Toscana, (tuttora in corso per il 2000) è possibile trarre alcune utili indicazioni, nonostante siano necessarie ulteriori ricerche ed affinamento delle metodologie di controllo di E. hirtipennis, per poter ottenere un "kentucky biologico" con percentuali di fascia confrontabili alle produzioni convenzionali.

In ogni caso, valutando opportunamente le soglie economiche d’intervento (a partire dagli individui delle prime generazioni della "pulce"), intensificando i trattamenti insetticidi nella fase critica (luglio-agosto) - laddove è necessaria soprattutto adeguata tempestività – migliorando le dosi di impiego e le modalità di irrorazione dei prodotti, è stato possibile nel 2000 aumentare la percentuale di prodotto biologico da fascia. Ciò grazie anche al lavoro di "selezione" durante la raccolta sul campo, dal quale non si può prescindere se si vuole ottenere una valorizzazione qualitativa del prodotto.

Il costo della difesa con bioinsetticidi (Rotenone, Derris, piretro, olio bianco) risulta superiore (circa il doppio a causa del prezzo dei prodotti e del maggior numero di trattamenti) rispetto alla difesa chimica convenzionale che pure necessita di un forte carico di interventi (4-6 a seconda della stagione) se si vuole ottenere un elevata percentuale di fascia per il sigaro toscano.

Esiste però la possibilità di un adeguata valorizzazione sul mercato del tabacco kentucky biologico certificato, in modo da coniugare esigenze economiche e qualità dell’ambiente di lavoro, con un valore aggiunto per il consumatore individuato nella qualità ecologica (assenza di residui chimici e produzione nel rispetto dell’ambiente).

Per quanto concerne la Produzione Integrata Avanzata, nel caso di tabacchi da trinciato, i maggiori costi dovuti all’intervento con bioinsetticidi sono ampliamente coperti dai contributi previsti dai Programmi Agroambientali (Reg. 2078/92). Sul tabacco kentucky da fascia è possibile mantenere gli standard produttivi e di qualità, sostituendo, nella prima fase di coltivazione, l’uso di prodotti chimici con bioinsetticidi e limitando l’impiego di pesticidi al periodo critico di luglio-agosto, realizzando così una riduzione significativa (60-80%) nei trattamenti chimici.

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MONITORAGGIO E CONTROLLO DEGLI INSETTI TERRICOLI

Elateridi (ferretti)

Gran parte degli input chimici apportati al tabacco sono rappresentati dai geodisinfestanti, presidi fitosanitari ad ampio spettro d'azione che, il più delle volte, risultano inutili per la difesa della coltura dagli insetti terricoli. Tali trattamenti effettuati in maniera preventiva senza valutarne la reale necessità.

E' opportuno, invece, eseguire monitoraggi delle specie terricole (Elateridi ed altre) per rilevarne l'effettiva presenza e stabilire razionalmente gli interventi.

Il monitoraggio degli adulti di elateridi si attua con trappole a feromoni, mentre per il campionamento della larve si usano carotatori e/o trappole attrattive; si valuta inoltre il fattore di rischio per i diversi appezzamenti, in relazione alle caratteristiche agronomiche, agli avvicendamenti, alla piovosità estiva, all'entità delle popolazioni degli anni precedenti.

Dopo numerosi anni di esperienza in tabacchicoltura, posso personalmente affermare che non è stato mai reputato necessario intervenire contro gli elateridi e mai si sono avuti danni di rilevanza economica da parte di questi insetti su oltre 1000 ettari di coltivazioni assistite dallo Studio AGERNOVA in Umbria, Toscana e Lazio.

Nel caso estremo in cui si rivelino necessari trattamenti, questi vanno fatti in maniera localizzata, al trapianto, con bioinsetticidi a base di Neem, prodotto ad azione repellente e sistemico che ha effetto anche contro gli afidi, riducendone la prolificità.

 

Lepidotteri Nottuidi (Nottue)

L’impiego di geodisinfestanti chimici è notoriamente inutile contro i lepidotteri Nottuidi, le cui infestazioni sono condizionate dall’andamento climatico e dalla natura dei terreni (preferiscono quelli fresco-umidi).

Per il controllo delle nottue (Scotia ipsilon, S. segetum), le tecniche applicate prevedono il monitoraggio precoce dei voli degli adulti, mediante installazione di trappole a feromoni sugli appezzamenti da trapiantare a tabacco. La presenza delle larve e lo stadio in cui sono in grado di danneggiare la coltura vengono inoltre valutati, attraverso campionamenti e modelli matematici previsionali basati sulle somme termiche espresse in "gradi giorno", calcolate a partire dalle catture degli adulti di una certa entità.

In caso di necessità è possibile impiegare in post-trapainto Derris o Rotenone addizionati ad Olio bianco e Piretro o in miscela coll’insetticida microbiologico Bacillus thuringiensis, avendo cura di intervenire sulle larve giovani, quelle più pericolose (in quanto devono ancora alimentarsi) e nello stesso tempo più sensibili ai trattamenti. I trattamenti vanno eseguiti dopo il tramonto con dosi abbondanti di irrorazione, in quanto è difficile colpire le larve nascoste nel terreno, vicino alle piantine. Nell’eventualità di infestazioni scalari può essere necessario un doppio intervento nella fase di post-trapianto

Sempre contro i nottuidi è stato, inoltre, sperimentato l'impiego di un insetto utile il Podisus maculiventris, predatore di larve di lepidotteri, con risultati però negativi.

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DIFESA ANTICRITTOGAMICA

La difesa anticrittogamica "biologica" si basa su trattamenti preventivi con prodotti rameici (in relazione all’andamento stagionale), uso di zolfo, impiego di cultivar tolleranti ai fitopatogeni, e sulla corretta gestione degli avvicendamenti colturali.

La concimazione organica, la corretta lavorazione dei terreni e l’impiego di sovesci consentono, inoltre, un miglior equilibrio microbico e nutrizionale nel terreno con riduzione dei ristagni idrici e conseguente miglioramento del quadro generale fitopatologico della coltivazione biologica rispetto a quella convenzionale.

Naturalmente la difesa antiperonosporica necessita di maggiori attenzioni, dal momento che non si possono usare prodotti "curativi".

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GESTIONE DELLE INFESTANTI

Per la gestione ecologica delle infestanti su tabacco sono state applicate tecniche agronomiche classiche (sovesci, piani di rotazione, lavorazioni mirate del terreno) integrate con l'utilizzo di macchine innovative (strigliatrici, sarchiatrici).

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GESTIONE DEI TERRENI E FERTILIZZAZIONE CONSERVATIVA

I terreni utilizzati per le coltivazioni agrarie vengono nella maggioranza dei casi fertilizzati con concimi esclusivamente di sintesi, senza nessun apporto di sostanza organica; sempre più spesso, inoltre, viene praticata la monocoltura ripetuta. Queste pratiche, unite a lavorazioni sempre più profonde, hanno portato alla perdita di una grossa frazione della sostanza organica (si calcola che nell'arco di 25 anni siano andati perduti circa 2/3 della S.O.).

Le funzioni della S.O. umificata nel terreno sono molteplici e fondamentali: