Adria è situata oggi a circa 25 Km dal mare Adriatico ed è attraversata dal Tartaro-Canal Bianco, canale che la collega con il Po di Levante, il ramo padano isolato dalla corrente principale dopo la deviazione del Po a Porto Viro fatta dai Veneziani fra il 1599 ed il 1604 per incanalare le acque del fiume nella sacca di Goro ed evitare l'interramento della laguna di Venezia.
Nel 1938 un ramo del Canal Bianco è stato interrato a sud della città, ove ora scorre il letto principale navigabile.
L'antica città sorgeva, come l'attuale tra l'Adige ed il Po in una zona che fu soggetta, attraverso i secoli, agli innumerevoli mutamenti del grande delta padano, fra lagune e paludi.
Plinio ricordava le "Atrianorum paludes quae Septem Maria appellantur" e asserisce che la città era dotata di "nobili portu"
Nulla sappiamo del territorio adriese durante la preistoria. Fra i materiali dei vecchi scavi si sono potuti individuare solo alcuni frammenti di ceramica del tardo Bronzo e del periodo di transizione Bronzo-Ferro. Ciò non esclude che la zona fosse abitata anche prima e che si possa un giorno trovarne documentazione.
La complessa storia d'Adria, formata dal confluire di diversi popoli, fa subito pensare ai Greci, ma insieme agli Etruschi e ai Veneti, quindi ai Galli ed ai Romani.


La presenza dei Greci a Adria è documentata dal materiale archeologico con luminosa evidenza.
Frammenti di vasi bellissimi dei più celebri pittori di ceramica Attica sono conservati nel Museo. E' certo in ogni modo che Adria fu raggiunta dal commercio greco già poco prima della metà del VI sec. a.C. Il materiale greco che giunge abbondantemente testimonia senz'altro lo scambio che Adria effettuava con la Grecia dei prodotti agricoli della sua fertile pianura e dell'ambra del Baltico.
Adria dovette quindi essere un emporio, un fondaco dei Greci, qualcosa di più di uno scalo, per questo poteva bastare la presenza di un piccolo nucleo di Greci navigatori, commercianti, magazzinieri.
La presenza degli Etruschi e la conseguente serie di fonti storiche che dicono Adria città etrusca, non ne attribuiscono le origini agli etruschi. Questi dovettero essere attratti dal porto, dallo scalo commerciale greco che vi si era già costituito. E' noto che agli Etruschi, ovunque insediati, è spettato in genere il compito di sollecitare il commercio con i Greci. Adria etrusca dovrebbe sorgere vicina all'instaurarsi della potenza etrusca nell'Etruria padana, a Felsina soprattutto, cioè, secondo quanto generalmente sostenuto, alla fine del VI, inizi del V sec. a.C.
La sconfitta navale di Capua del 474-473, che ricacciò gli etruschi dalla zona tirrenica è stata assunta come dato fondamentale e momento determinante del sospingersi di questo popolo verso il nord d'Italia alla ricerca di altre terre e di sbocchi marittimi nell'Adriatico.
E' da supporre quindi che dalla seconda metà del VI sec. Adria possa aver accolto un insediamento di Etruschi che, accanto ai Veneti sempre presenti come gruppo etnico fondamentale e, ai Greci, pochi, addetti al loro fondaco, furono probabilmente quelli che dettero consistenza di nucleo urbano ad Adria, la ressero politicamente, vi introdussero la scrittura, l'inumazione, ne migliorarono con opere idrauliche il terreno, fecero del suo porto, il più settentrionale dell'Adriatico certamente di grande interesse per il controllo marittimo e commerciale di quel mare e della pianura padana, un centro di accoglimento di merci greche ed etrusche, le convogliarono lungo i fiumi verso i centri della Padania e per il Po, il Ticino, l'Adige, più oltre verso le grandi vie carovaniere.
E' ben noto quanto si deve al commercio etrusco per l'introduzione di materiale greco, etrusco, mediterraneo in genere oltre le Alpi. Lo testimoniano le tombe principesche della Germania sud-occidentale, della Svizzera e della Francia orientale. Dalla fine del VI sec., lungo il V e gli inizi del IV a.C., Adria risulta nel suo complesso un fiorente centro culturale greco-etrusco, sostenuto da un sinergismo di Veneti ed Etruschi. L'influenza gallica ad Adria nel IV e nel III sec. a.C. è ben documentabile, ma anche in questo caso si pone il problema dell'esistenza o meno di un periodo di occupazione politica, di una Adria cioè gallica.
Di fatti d'armi non abbiamo notizia, ma il problema non può essere separato da quello della discesa dei Galli in Italia e della occupazione da parte loro dell'Italia settentrionale. La discesa al nord dei Galli travolse i centri etruschi della valle padana. a differenza di Spina, che come sappiamo scomparve nel III sec. a.C. soppressa dai Galli, Adria continua la sua vita con popolazioni venete e galliche che convivono e che pian piano si amalgamano. Lentamente la vita adriese entra gradatamente nella sfera di influenza romana partecipe di quel processo di romanizzazione che investe nel II sec. a.C. tutta la Cisalpina. Nel 396 a.C. Roma conquista Veio estendendo la sua influenza su tutta l'Etruria meridionale. Per più di due secoli gli Etruschi, su iniziativa dell'una o dell'altra città, ostacolarono l'ulteriore espansione romana, nel 295 a.C. coalizzati con gli Umbri, i Galli ed i Sanniti, furono sconfitti dai Romani in una grande battaglia a Sentino: nel giro di qualche decennio furono completamente assoggettati da Roma che li incluse, mediante trattati particolari, nella serie dei suoi alleati nella penisola, finché non concesse loro la cittadinanza romana con la guerra sociale del 90 a.C.. Nonostante la perdita dell'autonomia politica, gli Etruschi continuarono però ad esercitare anche in seguito una grande influenza in Italia, sul piano culturale, religioso, artistico. Roma che sotto Augusto aveva fatto dell'Etruria la settima regione d'Italia assorbì molto di essi nelle istituzioni, nei modi di vita, nella lingua, nei gusti, l'amore per il lusso, i banchetti, le danze, la musica come si trova attestato nelle pitture tombali.
Lo spirito creativo del popolo etrusco (l'abile artigianato, la tecnica approfondita) riemergerà dopo molti secoli nella Toscana dell'età rinascimentale.
