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Le criticità nel processo di sterilizzazione dello strumentario chirurgico e nel processo di sanificazione ambientale |
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Gruppo di lavoro |
Maria Cossu, Colomba Della Donna |
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Relatore |
Colomba Della Donna |
DEFINIZIONE:
"Per sterilizzazione si intende il risultato finale di procedimenti fisici e/o chimici che attraverso
metodologie ripetibili, standardizzabili e documentabili, hanno come obiettivo la distruzione di ogni microrganismo vivente, sia esso patogeno o non patogeno, in forma vegetativa o sporigena".
La sterilizzazione d’elezione per lo strumentario in un intervento di protesi totale d’anca è senz’altro la sterilizzazione a vapore saturo sottopressione ottenuta attraverso autoclave convalidate.
Le norme che regolano questo tipo di sterilizzazione sono:
Queste due ultime norme consentono di convalidare il processo di sterilizzazione come richiesto dal D.L. n°46 del 24-2-97.
E’ opportuno ricordare che le norme armonizzate sono obbligatorie, considerando che le Direttive Comunitarie hanno valenza d’obbligo per gli Stati membri della Comunità Europea.
La sterilizzazione a vapore si ottiene mediante l'intervento combinato di 4 fattori:
Ha il vantaggio di essere:
Il processo di sterilizzazione deve essere convalidato, oltre che della casa costruttrice, dall’ente installatore attraverso dei controlli di processo i quali rispondono a principi fisici, chimici e biologici e si avvalgono di indicatori specifici.
CONTROLLI FISICI
I controlli fisici comprendono test e verifiche:
CONTROLLI CHIMICI
I controlli chimici sfruttano la proprietà di sostanze colorate per modificare il proprio aspetto se sono adeguatamente esposte al calore e alla pressione per tempi adeguati.
Si suddividono in due categorie:
CONTROLLI BIOLOGICI
I controlli biologici sono ritenuti i controlli ottimali per verificare l’adeguatezza del processo in quanto sono in grado di indicare e integrare tra loro non solo i fattori tempo e temperatura, ma anche quei fattori, conosciuti e non, che influenzano la disattivazione biologica.
Gli indicatori biologici sono, infatti, delle preparazioni standardizzate (secondo le norme EN 866) di microrganismi (Bacillus stearothermophilus) in forma di spora, uno stato che conferisce una particolare resistenza del microbo all’agente sterilizzante. Tali controlli hanno, però, lo svantaggio di non poter sempre rilevare la presenza di una zona "fredda" o bolla d’aria, se si trovano dislocati in un punto casualmente diverso da questo.
Necessitano, inoltre, di tempi di osservazione prolungati prima di conoscerne l’esito, in quanto gli indicatori devono essere sottoposti a coltura microbiologica.
FASI DEL PROCESSO DI STERILIZZAZIONE
Il processo di sterilizzazione è articolato in più fasi interdipendenti tra loro; esse sono:
Il materiale immediatamente dopo il suo utilizzo deve essere correttamente decontaminato, lavato in tutte le sue parti, risciacquato con acqua corrente ed asciugato.
Queste fasi possono essere svolte manualmente oppure attraverso macchine lavastrumenti.
Decontaminazione:
La fase della decontaminazione merita essere sottolineata: essa è normata dal Ministero della Sanità attraverso un decreto , il 28/9/90 per la protezione degli operatori dal contagio professionle da HIV nella strutture sanitarie ed assistenziali, pubbliche e private.
La decontaminazione ha un duplice scopo:
Detersione
La pulizia vera e propria, o detersione, dei dispositivi medici rappresenta un requisito essenziale per la sterilizzazione.
La detersione ha lo scopo di ridurre e di eliminare di oltre il 90% l’entità della contaminazione microbica e di rimuovere il materiale organico residuato dalla procedura precedente. La loro persistenza sui dispositivi può, infatti, ostacolare l’azione dell’agente sterilizzante e vanificare l’intero processo.
Se uno strumento non è pulito non si può, in alcun modo, ottenerne la sterilizzazione.
Risciacquo
Il risciacquo, successivo alla pulizia, elimina meccanicamente i residui del materiale organico e tutte le tracce del detergente che potrebbero interagire con gli agenti sterilizzanti.
Asciugatura
Dopo il risciacquo i dispositivi medici devono essere asciugati per evitare fenomeni di corrosione e perché residui di acqua possono compromettere il successivo processo di sterilizzazione.
Il mezzo migliore per ottenere l’asciugatura è l’aria compressa, in particolare per oggetti cavi o tubi.
In alternativa devono essere utilizzati panni monouso che non rilascino filamenti o polvere.
Detersione meccanica con lavastrumenti termodisinfettatrici
Le fasi precedentemente descritte non possono essere validate. Generalmente ci si basa sulla professionalità dell’operatore. Un processo per essere validabile,infatti, deve essere ripetibile con gli stessi livelli di performances che producono documentazione ufficiale. Ecco perché è preferibile utilizzazre il metodo meccanizzato attravrso le macchine lavastrumenti termodisinfettatrici.
E’ preferibile utilizzare il metodo meccanizzato attraverso l’uso di macchine lavastrumenti termodisinfettratrici.
Con questa modalità tutte le fasi precedentemente descritte sono svolte dalla macchina a condizione che siano rispettati i parametri indicati dalla macchina stessa.
Le macchine termodisinfettatrici arrivano ad una temperatura di 95°C per poter permettere la termodisinfezione dello strumentario.
Inoltre per lo strumentario cavo esistono appositi carrelli ad iniezione per il lavaggio e l’asciugatura all’interno.
Prima del confezionamento è necessario controllare che tutto il materiale da sottoporre a sterilizzazione sia pulito, integro e funzionante
Confezionamento
Il confezionamento ha lo scopo di garantire che, dopo la sterilizzazione, i dispositivi mantengano tale condizione e siano protetti dalla contaminazione.
Il materiale da utilizzare per il confezionamento deve rispondere ai seguenti requisiti:
Raccomandazioni
All’interno di tutti i containers è necessario porre un indicatore chimico di esito .
I materiali più comunemente usati per il confezionamento sono:
In relazione al confezionamento importante è porre attenzione sul sistema di tracciabilità . Esso è un sistema di controllo duraturo nel tempo, che, attraverso una serie di dati riportati sulla confezione, consente di identificare ed eventualmente rintracciare il dispositivo sterilizzato in ogni momento del suo percorso dallo scarico dall’autoclave al suo utilizzo e di risalire all’operatore responsabile del processo.
N.B. Ogni metodo di sterilizzazione deve garantire la rintracciabilità del dispositivo sterilizzato Su ciascuna confezione devono essere riportati, pertanto, i seguenti dati:
La barriera antimicrobica costituita dall’imballaggio può essere compromessa da vari fattori ambientali. Si rende necessario, pertanto, garantire le migliori condizioni di stoccaggio individuando locali puliti e asciutti, con porte e finestre chiuse e un accesso limitato, con un grado di umidità inferiore al 50% e una temperatura tra i 18° ed i 22°C.
Il materiale sterilizzato deve essere riposto in modo tale che il suo utilizzo sia sequenziale con la data di sterilizzazione, per evitare che le confezioni scadano o, per errore, possano essere utilizzate dopo la scadenza.
I risultati dei controlli di processo, devono essere registrati su apposite schede raccolte in registri e conservati per 10 anni.
AVVERTENZA
Molti dei presidi utilizzati sono monouso e come tali devono essere utilizzati. Il riferimento tecnico relativo ai dispositivi medici è rappresentato dalla Direttiva 93/42/CEE, valida per tutti i paesi che aderiscono al Comitato Europeo di Normazione (CEN).
La Direttiva, che disciplina l’immissione sul mercato di tutti i dispositivi medici, è stata recepita in Italia con il Decreto Legislativo n°46 del 24 febbraio 1997 (supplemento ordinario alla G.U.n°54 del 6.03.97). Qualsiasi dispositivo medico che la casa costruttrice fornisce come presidio monouso non può e non deve essere risterilizzato. Qualora il presidio venga risterilizzato, indipendentemente dal ruolo ricoperto,
Ricordarsi Che La Responsabilità È’ Personale.
QUALI SONO LE CRITICITA’ NEL PROCESSO DI STERILIZZAZIONE DELLO STRUMENTARIO UTILIZZATO IN UN INTERVENTO DI PROTESI TOTALE D’ANCA
Lo strumentario utilizzato in un intervento di protesi totale d’anca è molto complesso e presenta molte criticità presenti in alcune o in tuttele fasi del ciclo di preparazione alla sterilizzazione.
Partiamo da alcune certezze comuni a tute le realtà. Lo strumentario utilizzato nell’intervento di PTA è:
Ognuna di queste caratteristiche costituisce una criticità nelle diverse fasi del processo di sterilizzazione.
Quali e in quale fase?
Come si possono affrontare queste criticità?
SANIFICAZIONE AMBIENTALE
La sanificazione ambientale ha il fondamentale scopo di ridurre la trasmissione delle infezioni ospedaliere. E’ necessario infatti rimuovere lo sporco in quanto le particelle di sporcizia e polvere possono fare da supporto, protezione, e trasmissione a microrganismi.
Insieme al processo di sterilizzazione e ad altri fattori rappresentano misure efficaci e dimostrate di prevenzione della ferita chirurgica secondo le Linee guida del CDC riprese anche nelle ultime Linee Guida del nostro Piano Sanitario Nazionale.
Il Blocco Operatorio viene considerata una zona ad alto rischio, quindi la sua sanificazione è di primaria importanza. La maggior parte delle infezioni chirurgiche deriva da una contaminazione avvenuta in Sala Operatoria ( CDC Guidelines for Prevention of Surgical Wound Infection).
L’ambiente inanimato è raramente considerato causa di trasmissioni di infezioni; gli oggetti inanimati e le superfici, tuttavia, potrebbero contribuire alla trasmissione secondaria contaminando le mani del personale o i dispositivi medici che entrano a contatto diretto con il paziente.
Numerosi studi hanno dimostrato che è possibile impedire la propagazione degli agenti microbici attraverso la pulizia quotidiana e regolare.
Per tenere sotto controllo il più possibile l’insorgere di una infezione chirurgica è quindi indispensabile che tutto il microclima della Sala Operatoria ( insieme di componenti chimici, fisici e biologici che contribuiscono alla sicurezza e al benessere psicofisico dell’individuo) sia sotto controllo.
Parlando di sanificazione tutti noi siamo portati a collegare la sanificazione con le sostanze detergenti e disinfettanti che gli operatori utilizzano ogni giorno sugli e negli ambienti.
Esiste però una sanificazione altrettanto importante che è quella dell’aria. E’ stato infatti dimostrato che esiste una correlazione tra la contaminazione dell’aria ed il rischio di infezioni chirurgiche e che questa contaminazione è responsabile di circa l’8% delle sepsi chirurgiche. ( Brachman)
Entrando nel merito dell’argomento di questa giornata un certo Liwell ha dimostrato ad esempio che per quanto riguarda gli interventi di artroprotesi il tasso di IC diminuisce del 50% quando la carica microbica in aria passa da 150 a 10 ufc/mc (Unità Formanti Colonie per Metro Cubo): Traducendo questo concetto in pratica corrente vuol dire che ad esempio in una Sala Operatoria in piena attività se abbiamo un ricambio d’aria tradizionale (a flusso turbolento) ci sarà una contaminazione molto superiore > 180 ufc/mc di quanto non lo sia se abbiamo dei ricambi d’aria a flusso laminare < a 20 ufc/mc.
Ma… non in tutte le sale operatorie esistono condizionamenti d’aria a flussi laminari. Come comportarci allora per tenere sotto controllo la contaminazione aerogena?
Se la parte riguardante le qualità dell’aria riveste una notevole importanza, ciò non toglie che se manca " il fattore umano" tutto può essere vanificato e non ci sono flussi laminari né antibiotico profilassi che tenga. Lavorando tutti in sala operatoria sappiamo che all’interno di essa si contraddistinguono aree ad alto rischio e aree a basso rischio. Ricordiamo solo i principi che vengono dettati dalle Linee Guida per una corretta sanificazione poiché le modalità sono demandate ai protocolli aziendali e alla loro applicazione e verifica.
GLOSSARIO
Sterilizzazione:
Per sterilizzazione si intende il risultato finale di procedimenti fisici e/o chimici che attraverso
metodologie ripetibili, standardizzabili e documentabili, hanno come obiettivo la
distruzione di ogni microrganismo vivente, sia esso patogeno o non patogeno, in forma vegetativa o sporigena".
Disinfettante:
Germicida che inattiva virtualmente tutti i microorganismi patogeni, ma non necessariamente tutte le forme microbiologiche presenti sugli oggetti inanimati;
Disinfezione:
Utilizzo di prodotti e metodiche atti a ridurre la carica microbica su un substrato;
Pulizia:
Rimozione dello sporco da un substrato, effettuata con acqua, azione meccanica e detergenti.
Sanificazione:
L’insieme di processi atti a rendere gli impianti e gli ambienti igienicamente idonei alle perone e alle funzioni ad essi destinate, senza alterare le caratteristiche fondamentali del loro stato
BIBLIOGRAFIA
ABSTRACTS
Sia il processo di sterilizzazione che di sanificazione rientrano in quelle principali misure di prevenzione pre-intra e post operatorie raccomandate da tutte le linee guida internazionali ,dal CDC nonché riprese dal nostro PNLG.
La prevenzione del rischio infettivo in un a sala operatoria e a maggior ragione nella chirurgia protesica passa inevitabilmente attraverso alcuni elementi fondamentali di fondata evidenza scientifica:
Le nostre realtà sono molto eterogenee; importante quindi è ritrovarsi sui principi fondamentali, sulle "Raccomandazioni" quali vogliono essere le linee guida" che in quanto raccomandazioni sono di carattere generale ed universali indipendentemente dai mezzi a disposizione. Importante è che queste raccomandazioni siano rispettati rigidamente e uniformemente dal personale interessato. L’ambiente inanimato è raramente considerato causa di trasmissioni di infezioni; gli oggetti inanimati e le superfici, tuttavia, potrebbero contribuire alla trasmissione secondaria contaminando le mani del personale o i dispositivi medici che entrano a contatto diretto con il paziente.