22-06-2002
CENTO CITTÀ
Caserta24ore
A cura della redazione di
VITULAZIO SPAZIO WEB
|
al taglio del nastro il centro parrocchiale
la comunità religiosa fa festa per otto giorni di fila Paolo Pozzuoli & Alfredo Di
Lettera |
|
22 giugno 1997-22 giugno
2002: cinque anni esatti sono trascorsi dalla posa in opera della prima
pietra che doveva dare il “la” alla realizzazione di
un modesto centro parrocchiale sull’area retrostante la Chiesa. Ma, grazie al
dinamico don Pietro, ai contributi conferiti dalla C.E.I. ed a quelli, frutto
del sudore e dei risparmi dei fedeli, quel mini centro è andato ad ampliarsi
sempre più fino a diventare quella mega struttura (casa ed uffici parrocchiali, sale per incontri
e catechesi, salone auditorium capace di ospitare circa mille persone, una
grande palco per le celebrazioni) che infine è venuta fuori, forse
troppo grande per una piccola comunità come quella di Vitulazio.
Che importa?! Quello odierno, infatti, non è un
giorno come tutti gli altri: quando, alle ore 19, subito dopo la Celebrazione
eucaristica e la benedizione officiata ed impartita dall’Arcivescovo di Capua, Mons. Bruno Schettino,
che, succeduto a Mons. Luigi Diligenza, si è
altrettanto adoperato per il buon fine dell’opera, il neorealizzato
centro sarà ufficialmente inaugurato, gli astanti, emozionati al massimo,
saranno ben consci di vivere un momento storico! Che
importa se restano ancora da completare - e nessuno, ne siamo certi,
opportunamente sensibilizzato, farà mancare il proprio contributo - il campetto
sportivo con servizi annessi, i locali seminterrati e la pavimentazione
dell’area esterna?. Ancora non basta perché al centro dell’area dovrà sorgere
una Croce alta 33 metri: “la Croce del terzo
millennio” per celebrare Cristo “UMILE NELL’AVERE ED IMMENSO NELL’ESSERE”
che, avendo ai suoi piedi l’intero paese, vigilerà e proteggerà tutti
indistintamente. “Benedico il Signore - ha esternato il parroco, don Pietro –
per la realizzazione del centro parrocchiale, un
dono di Dio alla nostra comunità per la crescita del Suo Regno in mezzo a
noi; Lo benedico in maniera speciale per l’esperienza della Sua Provvidenza
che più volte, nella realizzazione dell’opera, ho potuto in modo evidente
constatare”. Ed alla grande festa
dell’inaugurazione, presente anche la banda di musica della Polizia di Stato
che avrà il compito di allietare la serata, sono state invitate le autorità
militari e civili, i locali responsabili dei vari partiti politici, la
popolazione tutta; trascurati viceversa alcuni organi di stampa. Le manifestazioni
celebrative non si esauriranno nell’arco della serata
odierna perchè continueranno con un programma
articolato, intenso e ricco fino a domenica 30 giugno: già domenica 23, dopo
la S.Messa delle 19, ci sarà l’esibizione
dell’orchestra “E.Caruso”; si passa a lunedì 24,
quando, alle ore 17, i bambini della scuola materna, attori in erba, avranno
modo di farsi apprezzare nella recita preparata per l’occasione mentre un
recital preparato dalle suore - l’inizio dello spettacolo è previsto per le
ore 20,30 – chiuderà la serata; martedì 25 poi, alle 10, nell’auditorium -
presenzierà l’Arcivescovo Mons.Bruno Schettino - il
teologo don Gennaro Mattino incontrerà i sacerdoti
della diocesi “discettando” sul tema “Parrocchia e nuova Evangelizzazione” e
dalle ore 20,30 il noto don Giosy Cento,
accompagnato dal complesso “I Parsifal” si preoccuperà di allietare la
serata; da giovedì 27 a domenica 30, a partire dalle ore 20,30, si ripropone
il “fiera fest” con assaggio, a modico prezzo come
sempre, delle specialità gastronomiche tipiche delle sagre e non: ancora, il
27 vi saranno musica, giochi e divertimenti per i più piccoli con concerto e
recital finale del laboratorio teatrale dell’oratorio “S. Francesco”, mentre
per il 28 è previsto un concerto dei ragazzi dell’oratorio ed una esibizione
del duo musicale “Mimmo e Nadia”, il 29 poi il locale gruppo “vitulaccio 89” porterà in scena l’opera di Eduardo De
Filippo “non ti pago” e, per finire, il 30, alle ore 19 celebrazione
della S. Messa, quindi spettacolo di canti popolari curato da “I Villanova” e teatro dei burattini. si spalancano oggi le porte
dell'"anticamera" paradiso C’è
sempre qualche miscredente, qualche bastian contrario
pronto ad esternare che qualsivoglia struttura, mega
o mastodontica che sia, è da ritenersi senz’altro
abnorme laddove la locale utenza è mini, ancorchè
realizzata su area di pertinenza e con un notevole contributo da parte delle
varie autorità, V. C.E.I.. Non escludono del
tutto che siffatte strutture potrebbero essere, per certi versi, in
contrasto con le virtù cristiane di carità ed umiltà rappresentando opulenza
e benessere in barba ai tanti abbandonati, emarginati, miseri, poveri,
indigenti che ancora oggi pullulano nel mondo intero. Ci arroghiamo il
diritto di rispondere che in tutto questo non si ostentano
esteriorità o megalomania né si ravvisa sperpero di danaro. Inoltre, siffatte realizzazioni non solo non sono centri per pochi
scelti ma non sono insite in esse nemmeno quelle “caratteristiche” che
qualcuno, con molto poco senso di humour, ha osato definire “centro di
benessere”. Invero il solo “benessere” che si può
cogliere non è da riferire alla cura del corpo ma certamente alla cura dell’anima.
La via della redenzione, la purificazione dell’anima - ne siamo più che mai
convinti - passano anche attraverso siffatti centri, un premio per noi miseri
mortali di passaggio quaggiù, che vanno, anzi
devono essere intesi non come un’oasi felice in quest’angolo
del mondo o un asettico un limbo terrestre ma, più verosimilmente, come
l’anticamera del Paradiso cui l’uomo - non lo dimentichi! - deve sempre
aspirare e tendere. |