07-08-2002
CENTO CITTÀ
Caserta24ore
A cura della redazione di
VITULAZIO SPAZIO WEB
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il consorzio batte cassa ma la bonifica resta una chimera |
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(PAOLO POZZUOLI) Gli intestatari di terreni e fabbricati
cadenti in agro del comune di Vitulazio,
fino ad oggi affetti da un patema d’animo, hanno potuto finalmente
tirare un sospiro di sollievo: il Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore
del Volturno non si è affatto dimenticato di loro. Come ogni esattore che si
rispetti, ha puntualmente proceduto a notificare a
ciascuno l’ammontare del tributo, dell’imposta dovuti come da calcoli
effettuati dei quali i contribuenti ignorano i criteri di calcolo. Un ente, il Consorzio di Bonifica, che parte da lontano. Infatti, l’istituzione risale ai primi anni del secolo
scorso come unione di proprietari di fondi rustici i quali traggono benefici
dalla bonifica di suoli paludosi ed insalubri. Le finalità, infatti, fino
agli anni trenta, prevedevano l’eliminazione delle zone paludose e si
preoccupavano di debellare la malaria e di creare le condizioni per poter
fattivamente utilizzare quegli spazi di territorio ancora inaccessibili.
Negli anni cinquanta gli interventi cominciano a toccare i terreni
prettamente agricoli e si intensificano e si
esauriscono con la realizzazione di strutture tali(canalette
in superficie alimentate da cisterne raccoglitrici di acque e canali ad una
certa profondità alimentati dalle acque del fiume Volturno)da consentire
l’irrigazione dei fondi rustici e quindi l’impermeabilizzazione di vaste zone
del territorio, il rinnovo dei sistemi fognari in alcuni centri abitati e
l’uso di una particolare rete di scolo per scarichi abusivi. Nell’anno 1992
la Corte Costituzione con la sentenza n.66
stabilisce che le attività di bonifica vanno ad inquadrarsi “in una intelaiatura di funzioni estremamente complessa ed
articolata nella quale sono compresi poteri attinenti allo sviluppo economico
della produzione agricola, all’assetto paesaggistico ed urbanistico del
territorio, alla difesa del suolo e dell’ambiente, alla conservazione,
regolarizzazione e utilizzazione del patrimonio idrico”. A tanto sono seguite
le richieste di contributi anche a proprietari di unità
immobiliari abitative solo in determinate zone di alcune Città forse perchè i suoli sui quali sono sorte in tempi remoti
rientravano di fatto in aree che ebbero a “beneficiare” di migliorie dovute a
bonifica. Tuttavia il tributo, sempre corrisposto a
malincuore e di modesta entità nei tempi passati, è stato negli ultimi tempi
duramente e continuamente contestato sia dai singoli contribuenti che dalle
amministrazioni comunali che si sono fatte portavoce delle “lamentele” dei
loro amministrati. Per alcuni viene
considerato particolarmente oneroso, per altri ritenuto una sovrapposizione
di altri similari come quelli in città, già notificati e pagati, per altri
ancora addirittura illegittimo in quanto i contadini non hanno mai utilizzato
l’acqua che scorre nei canali sia perché è oltremodo arduo attingerla sia
perché si ignorano le caratteristiche e la qualità di quell’acqua.
D’altra parte, a voler essere realisti, chi si azzarderebbe ad attingere dal
canale che attraversa le campagne di Bellona e Vitulazio una sola goccia d’acqua notando quel bidone
affiorato dopo l’intervento di maquillage effettuato nei giorni scorsi sul
canale, lasciato lì, ben visibile nella foto, del quale si disconosce il
prodotto contenuto?. Se a tanto si aggiunge lo stato
(V. foto) in cui è “lasciata” la
strada laterale di servitù, il quadro è completo. Ed è, incontestabilmente, una ulteriore prova di mancanza di rispetto per lo stesso
contribuente che, percorrendola così com’è, rischia la personale incolumità. Ma è anche vergognoso per l’istituzione, assente e
disinteressata, pur deputata alla manutenzione. Da tanto è scaturita quella
lotta al tributo che ha comportato una lunga serie di ricorsi alle varie
autorità tributarie e giudiziarie che stanno mettendo a dura prova la
sopravvivenza dell’ente in uno alla garanzia del pagamento degli
stipendi ai dipendenti. Si auspicano, in definitiva, regole
certe ed interventi decisi finalizzati esclusivamente agli interessi ed alla
tranquillità sia del consorzio che del contribuente. Il quale non può essere
sempre vessato e sottoposto a continui stillicidi in special modo da quelle
istituzioni, una volta idealizzate ed intese quale sinonimo di trasparenza e
garanzia. |