LA STORIA

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La Compagnia di Spettacolo “Trans Gabìn Express” nasce a Costanzana, nel Cine Oratorio, all’ombra del campanile della Chiesa Parrocchiale di San Martino, all’inizio degli Anni Settanta.

… Eravamo reduci dalle prime esperienze di gruppo: il Banco di Beneficenza, le gare canore (la “Gaba d’Oro” per grandi e piccoli...), gli spettacoli di arte varia (dove chiunque poteva esibirsi, magari in sketches fai-da-te...), la Messa Beat (le chitarre elettriche per la prima volta in chiesa, però senza la batteria!)...

… Era stato da poco festeggiato il revival del “Trio Los Gabos” (Tino Coppo, Nicolino Rossino e Valter Leone), un gruppo locale specializzatosi in canzoni di impronta sudamericana che faceva l’eco al più famoso “Trio Los Paraguayos”...

... Era appena uscito il primo Long-Playing de “I Celti”... ... ...

Si cominciò con l’adattare in costanzanese (gabìn) proprio alcune loro canzoni, aggiungendoci di nostro la Sigla di presentazione (musica presa in prestito da una vecchia pubblicità di “Carosello”) del nostro complesso che si chiamò, facendo il verso ad un celebre convoglio ferroviario, “Trans Gabìn Express”.

 

Particolarmente curiosa l’idea del treno per un paese che non è a contatto con la strada ferrata... ma rendeva bene le caratteristiche che volevamo avere: velocità progressiva e costante, medie e lunghe distanze, trasporto e traino. Insomma, l’idea di un treno di gente che va e che viene sui binari della tradizione e della fantasia ci sembrava un ottimo spettacolo!

Il nostro convoglio iniziava il suo viaggio debuttando proprio sul palcoscenico del Cine Oratorio con le prime canzoni folk, per ritornarvi regolarmente negli anni a seguire. Nel frattempo, oltre a proporre le canzoni della nostra tradizione popolare, dei Celti, di Gipo Farassino e di altri, cominciammo a comporne di proprie (Aj bigoti, Al magnàn, La giurnà dla buà, Al re dal petroliu...) con l’aiuto di Gianni Olmo, poeta dialettale nella vicina Asigliano, fino ad arrivare al Recital “Perché cantiamo? ... Parchè ‘n pias!”, commentato dalle diapositive degli angoli caratteristici del territorio costanzanese.

 

La Vecchia Guardia Musicale (Netu Pera, Cicòt Coppo, Pierìn Bardone, Giovanni Celoria -nomino solo quelli che non ci sono più- e altri) capeggiata dall’indimenticabile Cicòt Ronza collaborò con noi e nacque “Vicenda nustra-na ‘nsla vita ad Custansa-na”, Operetta folk (testi e musiche originali) ambientata sulla nostra piazza principale e popolata dai personaggi caratteristici del paese: era il 1976.

L’anno seguente ci vide nelle vesti di creatori della tradizione con “La listoria dal Gabìn”. Che la nostra maschera si dovesse chiamare Gabìn era scontato: questo era sempre stato l’appellativo dei Costanzanesi. Ma... la storia di questo personaggio dallo strano nome?... Serviva una “listoria” come quelle che si raccontavano nelle stalle nelle lunghe serate invernali... ... ... Ci pensò la Compagnia... e così al Gabìn si affiancò la Lissiòt, che da allora fece coppia fissa con lui ad ogni Carnevale. I testi dell’ “Opera folk” (trattandosi del Carnevale si scherzava...) erano a cura della Compagnia, le musiche (swing) del desanese Mario Saccagno, che successivamente la locale Banda Musicale avrà come direttore-compositore-arrangiatore.

(Voleva essere, questa Opera folk, il rituale di investitura delle nostre Maschere, da celebrarsi ogni anno in occasione del Carnevale. Da quel lontano 1977 ad oggi non è mai successo, anche se Gabìn e Lissiòt hanno sempre caratterizzato il Carnevale Costanzanese... ... Non succederà mai? ... Eppure i Trans Gabìn Express ci sono ancora, la musica è degnamente rappresentata dalla Banda Musicale e dal 78 Giri Hot Ensemble, il Carnevale viene tutti gli anni...).

Per il Natale 1977 arrivò -meglio: ritornò- “Gelindo”, dal nome del famoso pastore della nostra tradizione, rappresentazione popolare del Santo Natale che segnò l’inizio della nostra attività teatrale vera e propria. Per l’occasione arrivò in qualità di suggeritore il mai dimenticato Pidròt Michelone, ideale anello di congiunzione tra la nostra Compagnia e la vecchia Filodrammatica dell’Oratorio che lo aveva avuto nelle vesti di apprezzato attore. Il “Gelindo” ebbe grande successo, numerose repliche e diverse riprese negli anni seguenti.

... E così si arrivò, dopo più di un trentennio dall’ultima volta, sempre su quel medesimo palco, alla “Passione di Gesù”. Era la Pasqua 1979 e, per tre volte, ogni cinque anni, i Trans Gabìn Express proposero il testo più rinomato della tradizione popolare costanzanese (l’ultimo allestimento addirittura nel Duomo di Vercelli) sempre con notevole partecipazione di pubblico. La “Passione” vide per la prima volta farci da regista il vercellese Guido Zamara che iniziò con la Compagnia una collaborazione durata più di un decennio.

... Gli Anni Ottanta ci trovarono alle prese con il Teatro d’Autore: “Celestino V” da “L’avventura d’un povero cristiano” di Ignazio Silone fu il primo passo in questa direzione, seguito da “Bertoldo e Bertoldino padre e figlio alla corte di Re Alboino” dal libro di Giulio Cesare Croce per la partecipazione dei ragazzi delle locali Scuole Elementari, alcuni dei quali successivamente contribuirono al ricambio generazionale nelle file che, per svariate ragioni, iniziavano ad assottigliarsi.

... Intanto alcuni appassionati di teatro “allievi” di Guido Zamara -che poi formeranno la Compagnia Teatrale “Fragile”- si uniscono a noi: ne derivano “Il barbiere di Siviglia” di Pierre Augustin Caron de Beaumarchais, le riprese di “Gelindo” e “Passione di Gesù”, per arrivare successivamente a “Ex voto – Scene da un Santuario”, lavoro teatrale realizzato all’interno del nostro Santuario della Madonna delle Grazie: una sorta di storia del paese filtrata attraverso i quadri votivi. Il testo della rappresentazione, opera di Pino Marcone, scrittore appassionato di storia di Vercelli e dintorni, è contenuto in un libro -scritto dal Pino ed edito dai Trans Gabìn Express- unitamente a notizie storiche su Costanzana e documentazioni riguardanti il suo Santuario che per otto sere ospita pubblico ed attori uniti ai piedi della Madonna delle Grazie, punto focale della vita del paese, col sottofondo dell’organo magistralmente suonato dal villanovese Giovanni Parissone, autore della colonna sonora originale della pièce.

.. Sono iniziati gli Anni Novanta: dopo una nuova collaborazione con Pino Marcone e il suo “Spazio Scenico” in “Osteria della Corona Grossa”, dove si celebrano le osterie e i loro avventori nel periodo tra le Due Guerre, la Compagnia si ringiovanisce ulteriormente e, come sempre, segue il proprio fiuto artistico che l’ha sempre portata a viaggiare tra le più disparate esperienze, mantenendola e rafforzandola Compagnia di Spettacolo quale si è sempre dichiarata. E’ la volta di William Shakespeare e del suo “Sogno di una notte di mezza estate”, in versione “tridimensionale”, tradotto, cioè, parte nell’idioma di Dante, parte in dialetto costanzanese, parte nello slang da discoteca: ne viene fuori una sorta di cocktail che accontenta i gusti del nostro pubblico -costituito “tradizionalmente” da persone di ogni età e condizione- facendo conoscere per la prima volta il Bardo di Stradford-on-Avon ai più. Alcune amiche dell’Oratorio di Giarole, che avevano collaborato con la Compagnia nell’ultimo allestimento di “Gelindo”, ci risolvono i problemi spiccatamente coreografico-musicali, continuando ad offrirci il loro impegno anche per il lavoro successivo, “... As time goes by... Al temp ch’al pasa... Il tempo che passa...”, dedicato al nostro paese e ai suoi abitanti che ce l’hanno fatto amare, sulle note del leitmotiv del film “Casablanca” e delle canzoni di Fred Buscaglione. L’allestimento è frutto di un grosso sforzo che vede impegnati tutti i Gabìn (di nascita o di adozione) disponibili: attori, musicisti (alcuni “prestati” dalla Banda Musicale con Mario Saccagno in testa) e fotografi (ritornano le diapositive) uniti a commentare il 1961 attraverso storie che riaffiorano dalla nebbia dei ricordi di chi scrive.

... Giunge poi il momento di fare una nuova capatina in Inghilterra, questa volta da Agatha Christie, alle prese con il suo lavoro più amato e rappresentato, “Trappola per topi”, un valido banco di prova per affinare le doti interpretative dei “nuovi acquisti”.

... Il ritorno del “Gelindo” unitamente ad un paio di “esperimenti” (un “noir” ispirato al celebre Dylan Dog e “Sganarello” di Molière) per saggiare le forze dei più giovani e la Compagnia è pronta per affrontare Luigi Pirandello ne “La ragione degli altri”: lo spettacolo, proposto in un allestimento che sottolinea l’attualità della situazione pirandelliana, viene apprezzato a Costanzana, a Tricerro, a Vercelli e a Borgo d’Ale.

Dalla locandina de “Il piacere dell’onestà”

... Nel 1982 i Mondiali di Calcio vittoriosi per l’Italia ci avevano impedito di portare in scena “La locandiera” di Carlo Goldoni, ma il grande commediografo veneziano resta sempre comunque nel nostro mirino... e così, nella primavera del 2000, arriva anche il turno di Mirandolina e dei suoi spasimanti, tra le musiche di Pietro Antonio Locatelli e Antonio Salieri, e i dipinti di Giovan Battista Tiepolo, prima a Costanzana, poi a Tricerro e a Bianzé.

 

... Siamo così entrati nel Nuovo Millennio... e il treno continua il suo viaggio.

... Nell’estate 2001, con alcuni monologhi di Carlo Artuffo in Caffé Concerto”, ho avuto il piacere di tenere a battesimo il “78 Giri Hot Ensemble”, un formazione di amici della Musica guidata da Mario Saccagno (ancora lui!) da sempre in sintonia con i Trans Gabìn Express, continuando così un rapporto di collaborazione che ci vede sempre sulla scena ad onorare il nostro paese. Mi sono ritrovato così, ancora una volta, nel cortile dell’Oratorio, lo stesso dove nel 1984 fu allestita all’aperto una “Passione di Gesù” in grande stile... ... e mi è venuto di pensare a quante persone ci chiedono di riprendere questo sempre gradito appuntamento con la tradizione e a quante persone mancano per mettere in cantiere un’impresa come questa: se i Trans Gabìn Express diventassero il punto d’incontro per gli attori dilettanti della Bassa Vercellese... .... ma forse sto andando troppo avanti... ...

...Proseguiamo il cammino e arriviamo all’estate 2002; una nuova sfida ci attende, di nuovo Luigi Pirandello, questa volta ne “Il piacere dell’onestà” in un allestimento scarno ispirato alle opere di Piet Mondrian. Per accentuare l’intima natura dei suoi personaggi ci saranno fra l’altro i tanghi appassionati di Astor Piazzolla a dare risalto alle personalità di Baldovino e di Agata.

… Lo spettacolo viene proposto, oltre che a Costanzana, anche a Motta dei Conti e a Confienza.

… Nel giugno 2003 è la volta di una delle commedie brillanti di Neil Simon, ”The Sunshine boys” ovvero per noi “I ragazzi irresistibili” .

… E nel giugno 2005, un adattamento da "Charley's Aunt" di Brandon Thomas: "La zia di Charley...non è una donna come tutte le altre..."

... Per ora concludo con quanto ho detto della Compagnia in occasione di uno spettacolo:

“Trans Gabìn Express: attraversare il presente ricordando il passato per capire il futuro di un paese dove i sentimenti anticipano i ragionamenti, le percezioni vanificano le spiegazioni e la vita ha senso quando si superano le divisioni vivendo le stesse emozioni: noi siamo qui.”.

Pino Ferraris

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