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Prima Guerra Mondiale

 

La Prima Guerra Mondiale (1914-1918) è la prima dell’età moderna che ha visto coinvolte masse di combattenti di ogni continente. Come le guerre dell’Ottocento, anche questa non fu una guerra dettata dall’odio di un popolo verso l’altro: fu voluta da una classe dirigente che aveva alte mire di espansione economica e territoriale. L’Italia restò inizialmente neutrale, ma dopo un anno di accese polemiche scese in campo al fianco delle potenze occidentali. Il suo scopo era quello di rivendicare all’Austria i territori di Trento e Trieste. Queste mire erano per lo più sconosciute alle classi subalterne, cioè ai soldati: che combattevano perché costretti. Fu una guerra logorante, trascorsa in gran parte con le truppe a fronteggiarsi nelle opposte trincee. Per mesi e mesi i  soldati vivevano con le gambe affondate nel fango, affamati, in attesa dell’ordine di assalto, che avrebbe lasciata inalterata la situazione, e sul campo migliaia di caduti... L’esercito italiano, questa volta, non era composto dai battaglioni del Regno Piemontese piuttosto che dai Cacciatori delle Alpi. Era un esercito con una unica divisa sotto una unica bandiera.    Ma tante lingue: in trincea si potevano ascoltare i dialetti di tutte le regioni d’Italia: piemontese, veneto, calabrese, romano, barese, milanese, ligure ecc. Questo aspetto traspare evidente in molte canzoni dei soldati che pur essendo in italiano presentano piccole espressioni dialettali tali da farci capire la provenienza dell’anonimo autore. Evasione, distrazione, solidarietà, riaffermazione della propria identità queste le principali funzioni dei canti di trincea. Non solo le parole, ma anche la musica serve alle tre funzioni elencate prima: serve a distrarsi, a sentirsi amici dei compagni in trincea, soprattutto a sentirsi ancora legati alla propria vita privata, ai propri cari, al proprio paese. Quando non si andava all’assalto si viveva nell’angoscia della granata nemica o della pallottola del cecchino Infatti la musica di queste canzoni è la stessa musica – cioè ha gli stessi ritmi, gli stessi andamenti melodici – delle canzoni di tutti i giorni di pace: quelle che il soldato cantava all’osteria, in chiesa, per la serenata alla morosa, quelle che servivano per fare festa e per ballare… La musica che si canta in trincea è ancora quella del paese: il soldato la richiama qui per rendere meno insopportabile una realtà così disperante come la trincea: la musica “riporta a casa”.


     Ta-Pum    

        Bandiera Nera

        Era una notte che pioveva

        La Leggenda del Piave