Labbra sfiorate
Labbra sfiorate in un bacio rubato
un timido tocco vaga sul volto
la pioggia batte sui vetri
antiche canzoni nenie d'amore
l'esterno scompare
carezzo con mano i tuoi neri capelli
sfioro la fresca pelle nel silenzio ovattato...
non avevo mai carezzato un Angelo,
mio sinuoso giunco acerbo bocciolo dai mille profumi
e le tue mani di cera sfiorano le mie in uno strano possesso...
mi appartieni?
ti appartengo?
domande senza senso cui manca risposta
forse d'oblio coperti
dimenticheremo assai presto questo canto di pioggia
le timide carezze gli appuntamenti mancanti
le attese nervose queste belle parole scambiate stasera...
mio dolce Angelo sogno irreale
apparsa d'incanto fra mille profumi rara orchidea dai toni soffusi
torneranno nel sonno le labbra sfiorate?...
[scritta mentre ancora
mi chiedo se davvero esisti nel vero reale,
se davvero pensi che io possa volere questo amore profondo che scioglie il
dolore]
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Lettera a Dio
Mio caro Dio,
oggi ti ho pensato molto, ho pensato ad una persona buona e ad una cattiva…
So che ognuno di noi ha tutto scritto nel tuo grande libro, ma mi chiedo perché
hai preso con te 27 angeli buoni, forse perché volevi compagnia, ed io ti
chiedo perché non prendi colui che è molto più forte…
ieri hai distrutto la vita di molte persone, non solo ieri, ma è tutti i
giorni…
Perché la morte deve essere dietro la porta?
Stanotte ho avuto paura, tornando a casa ho esitato prima di scendere dalla
macchina, avevo paura di non trovare le persone a me care, paura della mia
ombra, paura del buio e, paura del domani, giorno che verrà…
Mi chiedo chi sia questa persona così cattiva, mi chiedo che cosa siamo noi…
nonché chi è colui che ha scelto…
Dio, come vorrei la pace!
Mi chiedo, passando ore ed ore a pensare, chi sia l’Italia, che cosa sia, o
chi siamo.
Beh, posso dire l’Italia è colei che si lascia comandare…
E noi italiani chi siamo?
Noi italiani siamo… siamo… non lo so… so che io forse…
ma mi sento troppo italiana…
Ho paura, paura, oggi… oggi…
oggi la bandiera è a mezz’asta!
Italia, 13 novembre 2003
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A domani, forse...
Passeggiando nel parco sento lo scricchiolare delle foglie secche,
vedo alberi nudi, il parco è deserto, nel fiume pesci che seguono la corrente
non so dove essi vadano, uno strano canto di uccelli sul nudo ramo di un albero...
i miei pensieri che cadono su mille argomenti
seduta su una scalinata di legno che conduce allo scivolo dei bimbi,
sento freddo e mi copro meglio.
Torno a leggere e rileggere, ogni tanto un leggero raggio di sole riscalda il mio viso gelido,
penso: le mie amiche cosa staranno facendo?
chi a Imola, chi a Torino e chi, invece, ad un corso...
penso alla loro felicità e poi mi fermo a pensare alla mia bimba
chissà come sarà, alta o bassa, grassottella o magrolina
una foto non mi sa dire molto,
so che ha sei anni e non so niente più
so che voglio conoscerla, ma non so se mai un giorno arriverà qui,
forse non sa nemmeno che io esisto
poi, d'un tratto, guardo l'orologio e vedo che il famigerato tempo,
la cosiddetta parola tempo,
corre, non mi fa altro che pensare che è tardi, che devo andare
mi ripreparo e... si riparte contro il tempo!
cosa significa tempo, ora, minuti?
Per me sono un incubo.
Tutto ciò che gira intorno ad essa.
Andando via butto ancora uno sguardo al panorama e mi dico
"a domani, forse..."
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