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Dream Theater

Ecco il report del concerto che i Dream Theater hanno tenuto lo scorso 7 febbraio a Roma.. il nostro collaboratore GG Patr1 era lì per noi e ci racconta un pò come è andata..

Ampollosi. Straordinariamente autocelebrativi.
Queste le forti impressioni della data romana del tour dei Dream Theater. Si sapeva che avrebbero suonato all'incirca tre ore, ma un conto è immaginarsi un concerto tanto lungo ed un altro è esservi presenti. A Roma i Dream hanno addirittura suonato per ben tre ore e mezzo! Nonostante l'acustica pessima del Palalottomatica (si sentiva molto meglio sotto il palco che vicino al mixer o sugli spalti!) ed una non proprio carichissima performance da parte del gruppo (si vedeva lontano un miglio che accusava la stanchezza di una serie di show titanici), i Dream Theater hanno regalato ai presenti un grande spettacolo, una scaletta micidiale, direi perfetta se non fosse per la totale mancanza di pezzi tratti del primo bellissimo loro album. Non è comunque il caso di rimpiangere nulla.
Il concerto inizia alle 20:30 con una serie d'immagini mandate sul più grande dei tre schermi che sovrastavano la scena, immagini che percorrono l'intera carriera dei Dream. Poi inizia subito lo show vero e proprio con As I Am e This Dying Soul. Per questo tour i Dream hanno fatto le cose in grande: la regia mandava su ogni stacchetto delle immagini (per la verità a volte inappropriate) sugli schermi e ad ogni assoletto inquadrava l'elemento principale del gruppo. Si passa ad Under a glass moon, con dietro immagini spaziali di asteroidi e pianeti: La Brie si riscalda ed inizia a cantare in maniera veramente impeccabile. Beyond this life è il tributo a Franc Zappa: durante la parte centrale del pezzo, infatti, Petrucci e compagni suonano dei temi di Zappa coadiuvati dalle immagini mandate sugli schermi del folle compositore. Hollow years e The great debate dilatano un po'lo show, ma poi tocca a Endless sacriface, uno dei momenti più emozionanti dell'intero concerto, e delle ultime Another day e Finally free che chiudono la prima parte dello show. 
Riesco ad infilarmi tra la gente ed arrivo vicino le transenne. Dopo un quarto d'ora di pausa e in preda alla preoccupazione che non suonassero pezzi tratti da Awake i Dream tornano sulla scena: Metropolis riapre le danze tra l'esaltazione generale del Palalottomatica. Si continua con Caught in a web e a seguire l'assolo, per la verità scarsissimo, di batteria. È la volta di Honor thy fater. L'assolo di Rudess, con i rimandi a Impressioni di settembre della PFM suonati col sorrisino stampato sulla faccia, precede il trittico Erotomania, Voices, Silent man. Petrucci ha qualche problema con i pedali e la chitarra, ma l'esecuzione è comunque impeccabile. Nella successiva In the name of god Petrucci e Rudess si lanciano in dei duetti veramente mozzafiato.Il concerto termina, ma c'è ancora tempo per un bis: a Bologna, il giorno prima, avevano suonato una cover dei Maiden, e quindi c'era una strana attesa. Dopo tre ore di concerto, però, i Dream sono capaci di tornare sul palco e suonare interamente A change of season! Ultimo atto di coraggio in un concerto veramente bello. 
Due ultimi appunti. A volte sulle parti in cui il protagonista era La Brie, si accendeva un faretto rosso sotto la sua faccia: Terribile! Bruttissimi anche i poggiapiedi alti un metro d'avanti la pedaliera di Petrucci: John! Il piede i rocchettari lo mettono sulle spie…

Data:

 07/02/2004

GG Patr1

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