PROGRESSIVE METAL

Abbreviato anche in prog metal, è il genere definito più tecnico e complesso del metal, ricco di virtuosismi e jam session. Il progressive metal nacque dalla commistione tra classic metal e progressive rock.

Il progressive metal riproduce numerosi degli elementi tipici del rock progressivo, sia dal punto di vista dello stile musicale in senso proprio (uso di segnature ritmiche insolite, brani strutturati in suite, enfasi sulle tastiere, contaminazioni con la musica classica) che rispetto ad elementi accessori (per esempio frequenti riferimenti a fantasy e mitologia nei testi, impostazione grafica delle copertine degli album). Tutti questi elementi vengono però reinterpretati integrando la tradizione dell'heavy metal, di cui vengono riprese le sonorità generali (rimitche più aggressive, enfasi sulla chitarra elettrica distorta come strumento chiave sia melodico che ritmico, riff "martellati").

Le caratteristiche fondamentali del progressive metal sono:

· Gli assoli dei chitarristi sovente si basano sulla tecnica dello shred, che si è evoluta proprio grazie all'heavy metal. I bassisti prog metal hanno fatto loro alcune tecniche chitarristiche, come il tapping, gli armonici, e l'utilizzo di scale particolarmente veloci. L'uso delle tastiere nell'heavy metal, soprattutto nei primi anni dalla sua nascita, è sempre stato considerato una specie di "impurità" in questo genere, se si esclude l'uso che ne è stato fatto dai gruppi di gothic metal, che tuttavia si limitavano ad utilizzarla per ricreare suoni di archi o organi da chiesa. I tastieristi prog metal si rifanno quasi completamente allo stile dei tastieristi anni '70; in particolare la tastiera viene usata per realizzare tappeti sinfonici o creare atmosfere atipiche per l'heavy metal oppure sonorità che esulano da quel genere, come musica classica o jazz. Negli ultimi anni le tastiere sono state utilizzata anche per aggiungere delle sonorità tipicamente elettroniche, come dimostrano alcuni esperimenti di Jordan Rudess dei Dream Theater.

· i brani hanno generalmente una durata che va oltre la media dei 4-5 minuti; possono anche arrivare intorno ai 10 minuti se non fino a casi estremi di mezz'ora o addirittura di più. Anche se non mancano le strutture strofa/ritornello, il progressive metal utilizza spesso delle forme più libere, in cui le strofe sono tutte diverse (e quindi, a parte la prima, andrebbero considerate una sorta di bridge) o in cui non esista un vero e proprio ritornello (ad esempio Metropolis pt.1 dei Dream Theater). Per via dell'importanza della componente strumentale, le canzoni spesso contengono una sezione intermedia, in cui si susseguono uno o più assoli.

· I brani si appoggiano su un utilizzo molto frequente di tempi dispari; pur basandosi sugli stilemi tipici metal, vengono spesso riprese alcune sonorità di altri generi; in particolare l'utilizzo di scale di derivazione classica, le dissonanze del jazz e i tempi sincopati della fusion. In alcuni casi, si fa anche ricorso a musiche ispirate al ragtime piuttosto che arrivare a riprendere temi di cartoon o comunque sonorità che, in modo ironico e dissacratorio, spezzano in maniera improvvisa il suono delle chitarre. Quest'ultima caratteristica è tipica dello stile di Jordan Rudess dei Dream Theater.

 

I testi del progressive metal non hanno argomenti predominanti: possono essere ispirati alla mitologia o alla letteratura, come pure possono trattare di dilemmi interiori e drammi personali; quasi sempre in essi trova spazio una certa vena introspettiva. Ogni gruppo tende a specializzarsi su un argomento piuttosto che un altro, anche in base alle immagini evocate dalla loro musica.