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È il genere più cupo della storia dell'heavy metal. I Black Sabbath hanno tracciato i connotati di questa corrente ma tuttavia sono considerati importanti al pari altri gruppi della loro generazione, ovvero Black Widow e i Coven, che sperimentarono sonorità "lugubri" ed amosfere tetre. Il genere è infatti caratterizzato da sonorità molto cupe e lente (viene infatti definito il "metal lento") nei motivi e nei "riffs", che evocano atmosfere drammatiche e decadenti, le quali vengono specificate anche nei testi spesso molto vicini all'occulto e all'introspettivo.
Il tempo è solitamente scandito da cadenzati colpi di cassa a volte sono presenti tappeti di organo o tastiera. Grande importanza, per lo sviluppo del genere infatti, hanno rivestito le tastiere, che contribuirono a sprigionare atmosfere sulfuree e d'effetto, il tutto condito da testi che trattano spesso il tema dell'occulto, della sofferenza, dell'odio o del satanismo. Alcuni gruppi doom metal utilizzano il growl, prassi che ha dato vita ad un vero e proprio sottogenere il Doom death metal (My Dying Bride, primi Anathema), ma il doom più classico è caratterizzato da un canto pulito molto malinconico e sofferente. Altri gruppi come i Cathedral usano una voce sporca, tendenzialmente gutturale, più vicina al metal degli anni '80, ma si tratta sempre di particolarità dovuta alle influenze del caso che il gruppo può avere.
La prima formazione di doom moderno fu quella degli svedesi Candlemass con Epicus Doomicus Metallicus (1986), con cui, in verità, si addizionavano anche melodie relativamente più "epiche" piuttosto che oscure. Un altro gruppo fra i pionieri del genere sono gli inglesi Cathedral (fondati da un ex componente del gruppo grindcore inglese Napalm Death), che invece tendevano ad essere maggiormente influenzati dall'heavy metal classico. |