Emily Dickinson

serena2001

La vita

 

- 17 -

 

Confusa solo per un giorno o due 

imbarazzata - ma non spaventata -

camminando nel mio giardino, incontro

una ragazza del tutto inaspettata.

 

Fa un cenno, ed appaiono foreste - 

ogni cosa comincia ad un suo invito.

In un tale paese certamente

io non sono mai stata.

 

La gioia di trovare qualcuno che ti accompagni alla scoperta di nuovi mondi.

- 55 -

 

Le cortesie pių piccole

- un fiore o un libro -

piantano sorrisi come semi

che germogliano nel buio.

 

Apprezzare le piccole cose che fanno grande una vita. 

 

- 99 -

 

Nuovi piedi percorrono il giardino, 

nuove dita smuovono la zolla - 

un trovatore sopra l'olmo

tradisce la solitudine.

 

Nuovi bambini giocano sul prato

nuovi stanchi dormono di sotto - 

torna ancora la pensosa primavera

e torna ancora la neve - puntuale.

 

Le stagioni della vita nel loro rinnovarsi.

- 113 -

 

Portare la nostra parte di notte,

la nostra parte di mattino.

Di immensa gioia riempire il nostro spazio,

il nostro spazio riempire di disprezzo.

 

Qui una stella, lā un'altra stella.

Qualcuno smarrisce la via!

Qui una nebbia, lā un'altra nebbia.

Poi, il giorno!

 

Sapere di essere parte di tutto  in un momento di sconforto, sapere perō poi, che si vedrā la luce. 

 

- 301 -

 

Rifletto: il mondo č breve 

e l'angoscia - assoluta - 

molti soffrono.

E con questo?

 

Rifletto: potremmo morire -

la vitalitā piu' intensa

non puō impedire il decadimento.

E con questo?

 

Rifletto: un giorno in cielo 

in qualche modo sarā tutto uguale -

qualche nuova equazione sarā data.

E con questo?

 

Periodo fatalista?

- 347 -

 

Quando la notte č quasi terminata

e l'alba č tanto vicina

che possiamo toccare gli spazi - 

č ora di lisciarsi i capelli

 

e preparare le fossette nelle guance - 

e stupirsi di esser stati in pena

per quella vecchia, svanita mezzanotte - 

che ci atterrė soltanto per un'ora.

 

Mi piace l'immagine di "preparare le fossette nelle guance", una lode al sorriso. Non mi piace che in questo caso la notte sia vista solo in senso angosciante... la notte č anche magia per me. Ma č sempre bello vedere l'alba dopo la notte.

- 412 -

 

Lessi la mia sentenza con fermezza -

la controllai per essere sicura

di non aver frainteso

nella clausola finale

la data e la forma della vergogna -

e poi la frase

"Dio abbia misericordia" dell'anima -

i giurati si espressero cosė.

Cercai di abituare la mia anima

alla sua fine, perchč in quel momento

non le sembrasse estranea l'agonia -

ma lei e la morte, fatta conoscenza,

s'incontrassero tranquille, come amiche -

salutandosi e passando senza un cenno -

e lė si concludesse la faccenda.

 

Amo dire... "Se esiste vita, non c'č morte", e anche... "Che la morte ci colga vivi"... due eventi in cui siamo soli... quando si nasce... quando si muore.. non aver paura nč di vivere nč di morire...

- 435 -

 

Molta follia č divino buon senso

per chi sa vedere.

Molto buon senso, completa la follia.

Ma č la maggioranza che prevale,

in questo come in tutto il resto.

Acconsenti? Sei sano di mente.

Obietti? Se pericoloso, e certo

si farā bene a incatenarti subito.

 

Tutto e l'incontrario di tutto? Chi č il giudice chi č il giudicato? Chi si aspetta cosa da chi? Ah.. come č bella la vita... 

 

- 449 -

 

Morii per la Bellezza, e non appena

mi ebbero accomodata nella tomba

un uomo morto per la Veritā

venne deposto nella stanza attigua.

 

Mi chiese piano perchč fossi morta.

"Per la Bellezza", gli risposti pronta,

"Io per la Veritā", soggiunse lui.

"Sono una cosa sola, siam fratelli".

 

Come parenti incontratisi una notte,

conversammo da una stanza all'altra,

finchč il muschio ci raggiunse le labbra,

ricoprendo per sempre i nostri nomi.

 

La Bellezza e la Veritā che parlano... perchč pensare che del muschio chiuda le loro labbra... credo che la Vera Bellezza sia Veritā.... come la Veritā dia Vera Bellezza... hanno molto molto e ancora di piu' da dire...

- 566 - 

 

Gemeva per la sete, moribonda,

una tigre. E io cercai nella sabbia - 

raccolsi alcune gocce da una roccia

e le portai in mano.

 

La morte aveva coperto i suoi forti

occhi d'un velo, ma osservando bene

vidi un'immagine d'acqua e di me -

impressa nella retina.

 

Non ebbi colpa io che corsi piano -

non ebbe colpa lei che morė

mentre ero ormai sul punto di raggiungerla -

la colpa fu - il fatto che era morta.

 

Non tutto dipende da noi... nonostante quello che possiamo fare... anche se ne sentiamo il rimorso o la colpa... accade... č la vita... 

- 654 -

 

Un lungo, lungo sonno, un sonno intenso - 

che non dā segno di accorgersi dell'alba -

nč battendo le palpebre

nč stirando le braccia - un sonno libero..

 

C'č mai stata indolenza pari a questa?

Su una sponda di pietra crogiolarsi 

mentre passano i secoli, ignorando

beatamente se sia mezzogiorno?

 

Come č bello a volte lasciarsi vivere e non pensare a nulla... assaporare solo le bellezze e gli attimi della vita... senza ke nulla ti incalzi.. e ke tutto ti rimbalzi eheheheh

- 1577 -

 

Tutti hanno diritto al mattino,

alla notte solo alcuni.

Alla luce dell'aurora

pochi eccelsi privilegiati.

 

Il risveglio, nella consapevolezza del ritorno alla vita nella semplicitā della vita, nella sofferenza del sentiero percorso.