Storia di Roncarolo |
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Cenni storici, reperiti nell'archivio parrocchiale (anno 1980 circa) |
STORIA PIU' RECENTE
Il paese, che ora si trova proprio sulla riva del Po, un tempo ne era lontano più diIl possesso del
territorio passò di mano più volte: dai Dal Verme ai Bentivoglio d’Aragona
Visconti, per finire alla
famiglia Landi, cui si deve la modifica del corso del fiume, la cui grande ansa
fu eliminata nel 1595 per volere dei fratelli Cristoforo e Manfredo Landi, che
incaricarono dei lavori l’ing. Alessandro Bolzoni di seguire il disegno
tracciato dal bolognese Scipione Dattari.
La vita del
paese è continuata per secoli pressoché uguale, con la popolazione impegnata
sia in attività agricole sui terreni bonificati e fertili in riva al Po che
nella pesca, attività questa ormai cessata, almeno a livello professionale, a
causa sia dell’inquinamento delle acque che, soprattutto, dello sbarramento
idroelettrico di Isola Serafini, che impedisce la risalita dei pesci autoctoni
più pregiati, come anguille e storioni; una parte notevole nell’economia
delle famiglie di Roncarolo l’ha avuta per secoli il traghettamento di persone
e merci tra la sponda piacentina e quella milanese, unito alla escavazione,
manuale, di sabbia e ghiaia dal letto del fiume, con setacci e barche.
Fino
all’immediato dopoguerra, la popolazione ha superato i mille abitanti, con
nuclei familiari di decine di persone: prova ne è l’edificio
delle scuole elementari, che ha ospitato fino a 50 alunni per anno; dagli
anni ’50 la ricerca di condizioni di vita migliori ha svuotato le case, ed ora
gli abitanti sono circa 250, molti dei quali “immigrati” dalla città alla
ricerca di uno stile di vita più tranquillo.
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Questa
lapide in memoria dei caduti nella guerra di liberazione dalle truppe nazi
– fasciste era in origine posta sul muro della cascina “Baracca” di
Roncarolo, teatro di repressioni contro i partigiani e la popolazione
civile. Situata nella zona golenale del Po, la cascina è stata progressivamente distrutta dalle piene del fiume, per cui nel 2002 la lapide è stata trasferita a lato del piazzale della chiesa di Roncarolo, affinché i nomi dei Caduti ricordino alle nuove generazioni il male che l’uomo può fare all’uomo, col pretesto della diversa ideologia o religione. |