L’alterazione (che riguarda soprattutto NOMI, AGGETTIVI, AVVERBI)[1] si forma con l’aggiunta di suffissi. Vediamo quali sono e quali sfumature di significato conferiscono alle parole a cui si aggiungono.

 

ESEMPI

Suffisso

Categoria

Esprime ....

 

 

 

 

carino, ragazzino

-ino

diminutivo

piccolezza, dimensione inferiore, giovane età, graziosità

bauletto, micetto

-etto

 

 

vinello

-ello

 

 

 

cantuccio

-uccio

vezzeggiativo

graziosità, benevolenza, gradevolezza, simpatia, affetto

bambolotto, cucciolotto

-otto

 

 

peluzzo

-uzzo

 

 

 

fratellone, benone, curiosone, calzone, omaccione

-one

accrescitivo

grandezza oltre il normale

 

ragazzaccio, postaccio, poveraccio

-accio

peggiorativo o dispregiativo

un’idea negativa, un giudizio di “poco valore”, qualità negative

giovinastro, poetastro

-astro

 

 

 

N. B. Alcuni nomi sembrano alterati perché presentano terminazioni analoghe ai suffissi che compaiono nelle alterazioni. Questi nomi, in realtà sono primitivi: non esprimono sfumature di significato rispetto a un altro nome, ma possiedono un significato proprio.

 

cane

canino

colle

colletto

botte

bottone, bottino

tifo

tifone

matto

mattone

abisso

abissino

lampo

lampone

getto

gettone

burro

burrone

merlo

merletto

lupo

lupino

naso

nasello

bacca

bacchetta

monte

montone

paglia

pagliaccio

monte

montone

rapa

rapina

viso

visone

foca

focaccia

baro

barone

mulo

mulino

tacco

tacchino

 

 



[1] Anche i verbi possono subire alterazione.

Esempi: leggiucchiare

                dormicchiare

                mangiucchiare

                giocherellare

In questo caso i suffissi esprimono un’alterazione della modalità dell’azione che risulta ripetuta, saltuaria o intermittente