Sandro Penna

 

Nacque il 12 giugno 1906 a Perugia. Morì il 21 gennaio 1977 a Roma

Il timbro dei suoi versi è di classica e assoluta purezza, le sue strofe sono brevi e i suoi versi,

di una dolce cantabilità, lontani da ogni esperienza contemporanea.

 


Il mio Amore era nudo
in riva di un mare sonoro.
Gli stavamo d'accanto
- favorevoli e calmi -
io e il tempo.
Poi lo rubò una casa.
Me lo macchiò un inchiostro. lo resto
in riva di un mare sonoro.



La vita... è ricordarsi di un risveglio
triste in un treno all'alba: aver veduto
fuori la luce incerta: aver sentito
nel corpo rotto la malinconia
vergine e aspra dell'aria pungente.
Ma ricordarsi la liberazione
improvvisa è più dolce: a me vicino
un marinaio giovane: l'azzurro
e il bianco della sua divisa, e fuori
un mare tutto fresco di colore.



 

Autunno
Il vento ti ha lasciata un'eco chiara,
nei sensi, delle cose ch'ài vedute
- confuse - il giorno. All'apparir del sonno
difenderti non'sai: un crisantemo,
un lago tremulo e una esigua fila
d'alberi gialloverdi sotto il sole.



Se la vita sapesse il mio amore!
me ne andrei questa sera lontano.
Me ne andrei dove il vento mi baci
dove il fiume mi parli sommesso.
Ma chi sa se la vita somiglia
al fanciullo che corre lontano ...

 


 

Nel sonno incerto sogno ancora un poco.
E' forse giorno. Dalla strada il fischio
di un pescatore e la sua voce calda.
A lui risponde una voce assonnata.
Trasalire dei sensi - con le vele,
fuori, nel vento? - lo sogno ancora un poco.


E' pur dolce il ritrovarsi
per contrada sconosciuta.
Un ragazzo con la tuta
ora passa accanto a te.
Tu ne pensi alla sua vita
- a quel desco che l'aspetta.
E la stanca bicicletta
ch'egli posa accanto a sé.

Ma tu resti sulla strada
sconosciuta ed infinito.
Tu non chiedi alla tua vita
che testare ormai com'è.


 

Se son malato vago tra la folla
del sobborgo. Ma l'umido grigiore
invernale mi rende triste e solo.
A soffi sale sulla via un afrore
caldo da una palestra sotterranea
ove giovani e nude belve assalgono
nemici immaginari, in basso a scatti soffiando.
Un vecchio mendicante guarda,
con me, la scena senza nostalgie.

 


Se la notte d'estate cede un poco
su la riva del mare sorgeranno
- nati in silenzio come i suoi colori -
uomini nudi e leggeri che vanno.
Ma come il vento muove il mare, muovono
anche, gridando, gli uomini le barche.

Sorge sull'ultimo sudore il sole

 


 

Basta all'amore degli adolescenti
sentirsi possedere
dal sole entro la sabbia calda immoti.
Tutto è così. Non viene un forte vento
a rovesciare la calma accecante.

La sera, all'ombra della cattedrale,
con gridi e gridi giuocano i fanciulli.
Ma nel silenzio è inutile la voce

anche delle campane.

Volafarfalla

 

 

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