Discussione 2: la stenotipia (figura professionale)


La stenotipia

La stenotipia è un metodo di scrittura che si effettua con l’ausilio di un computer e di una speciale attrezzatura di immissione dati, questa attrezzatura speciale consiste in una macchina collegata al computer e che sostituisce la tastiera. Questa macchina permette la digitazione delle parole con la pressione di uno o più tasti in contemporanea e aggiunge direttamente lo spazio o la punteggiatura (almeno quella più usuale, come , e .) dopo la parola scritta, rispettando in questo modo la sintassi.

 

Attrezzatura per la stenotipia:

-         Computer, un portatile è necessario nei casi in cui si voglia la trascrizione in diretta del parlato. Le caratteristiche del portatile sono relativamente basse dati i programmi che vengono richiesti per questo tipo di lavoro, quindi qualsiasi portatile del costo di circa 600,00 – 750,00 € soddisfa i requisiti minimi.

Ormai tutti i portatili hanno almeno il masterizzatore CD ed è consigliato l’acquisto di una tastiera da collegare quando si effettua l’integrazione (la tastiera in questo lavoro è la parte più soggetta a usura e in un portatile è difficilmente sostituibile), nel caso di un fisso meglio dotarlo di una buona scheda audio per digitalizzazioni audio migliori e di un masterizzatore DVD in modo da facilitare le operazioni di back-up. Sul computer dovrà girare il Word (o equivalente programma di videoscrittura) e SoundForge (o equivalente programma di registrazione audio in formato mp3) mentre si effettua la diretta, Word e TextMedia (o equivalente programma di controllo del pedale e lettore audio) mentre si effettua l’integrazione o la sbobinatura di lavori preregistrati.

o       Word o programma equivalente di videoscrittura, per velocizzare alcune operazioni di impaginazione del verbale è consigliabile la creazione di macro;

o       TextMedia o programma equivalente per l’utilizzo del pedale, questo è acquistabile presso la Meeting Service S.p.A. (PD) e consiste di programma, adattatore USB, cavetto di collegamento e pedale, ad un costo di circa 400,00 €;

o       SounfForge o programma equivalente per la registrazione dell’audio, oltre alla registrazione permette anche operazioni di ridefinizione o ripulitura del suono che possono tornare utili nel caso di registrazioni scadenti o con molti rumori di fondo, questo programma è acquistabile anche on-line dal sito della SONY ad un costo di circa (reperire costo suite SoundForge).

-         Macchina di immissione dati che andrà collegata al portatile può essere di 2 tipi principalmente (si esclude quella solamente meccanica senza interfaccia computer), la differenza tra i due tipi consiste nella presenza o meno di una memoria interna, questa può essere necessaria o meno a seconda del tipo di lavori in diretta che si intendono seguire. Questa macchina è acquistabile presso la Stenotype Italia s.r.l.. Presso questa ditta è anche possibile effettuare manutenzione e/o riparazioni..

-         Lettore di cassette, questi particolari lettori (principalmente di SONY (per cassette audio “normali”, C-60 e C-90) e Philips (per microcassette, una volta utilizzate presso i Tribunali, ora la registrazione avviene direttamente in digitale)) sono dotati di un attacco per il pedale, questo pedale ha 3 funzioni, una per ogni “tasto”, avanti – indietro – play, quando si preme il pedale della funzione play si sente la registrazione, nel momento in cui si alza il piede e la si interrompe la registrazione in automatico si riavvolge di alcuni secondi in modo che quando si riprende si risentono le ultime parole trascritte.

o       Lettori cassette “normali”, (SONY BM-87DST) sono sostituibili da un normale lettore a cassette e collegandoli al computer è possibile effettuare la digitalizzazione dell’audio come se si fosse in diretta.

o       Lettori microcassette, (Philips DT720 T) dovrebbero essere ormai in disuso dato che nei Tribunali la registrazione viene effettuata direttamente in digitale. Queste microcassette hanno una dimensione leggermente diversa dalle normali microcassette di uso “comune” quindi non è possibile utilizzare i miniregistratori per digitalizzare l’audio.

-         Cuffie, normalissime cuffie, meglio se dotate di controllo volume sul filo, cavo lungo (circa 3m) e adattatore jack in caso non sia presente nell’impianto quello piccolo standard ma quello grande. Costo circa 20,00 €.

-         Stampante laser, consigliabile ad alti volumi di stampa sia per la velocità che per il costo pagina, meglio se dotata di interfaccia di rete. Costo da 120,00 € per il modello base laser. Per alcuni lavori potrebbe servire una rilegatrice.

 

[appena pronto verrà aggiunto un riassunto costi]

 

Questa è tutta l’attrezzatura che può servire per il lavoro di stenotipia, a seconda del tipo di contratto sarà necessaria tutta o solo in parte. Il minimo indispensabile è: computer (con relativi programmi indicati), macchina per stenotipia, cuffie e pedale.

 

Stenotipista:

Come si diventa stenopista? Bisogna seguire un corso presso apposite scuole (durata di circa 6 mesi) a cui seguirà un esame di abilitazione oppure è possibile acquistare il materiale del corso (manuali e audiocassette) e poi sostenere l’esame di abilitazione.

La maggior parte di queste scuole di stenotipia si trovano al centro/sud, per questo la maggior parte del personale che lavora nelle varie ditte è del sud e si trasferisce al nord dove questo lavoro è molto richiesto.

Il corso non è lunghissimo ma per acquisire velocità e ridurre gli errori di battitura la pratica è abbastanza lunga (almeno un paio di anni) e comunque nel tempo si migliora sempre. Più sigle si apprendono (e questa è solo questione di tempo) e più velocemente di effettuerà il lavoro. In questo lavoro è importante anche la “resistenza”, udienze e consigli durano ore, quasi sempre senza soste e quasi mai (se non mai!) è previsto un cambio.

L’errore più comune che fanno i “giovani” stenotipisti è quello di cercare di scrivere tutto, infilando errori in quasi ogni parola che scrivono, questo in sede di integrazione rende il lavoro lungo da correggere, ed è quasi sempre più veloce riscrivere il tutto utilizzando la diretta come scaletta per sapere chi ha parlato.

Lo scopo della diretta dovrebbe essere quello di avere un testo da leggere durante il processo o il consiglio quando viene sollevato un dubbio su quanto detto, stenotipisti che abbiamo abbastanza esperienza per poter dare questo tipo di servizio sono molto pochi e quindi di fatto la cosa credo che si riveli inutile, così come la spesa per questo servizio. Certo è comunque raro che venga richiesta la rilettura in diretta, spesso si riascolta direttamente la registrazione audio, quindi si conferma l’inutilità del servizio. I tempi di consegna tra stenotipia e sbobinatura poi sono quasi identici, forse variano nel caso la diretta termini prima delle 14.00, in questo caso la consegna è il giorno dopo, mentre solitamente per la sbobinatura è di 3 giorni indipendentemente dall’ora di fine udienza.

Parlando del “problema” dell’utilità della diretta forse i clienti pensano (sperano?) che questa venga “risolta” dalla serietà della ditta/società/cooperativa che ha in gestione l’appalto, meglio non farci troppo affidamento (e si vede nei casi in cui viene obbligatoriamente richiesto il lavoro da parte di chi ha partecipato per la prova in diretta della gara d’appalto, in questo modo si hanno le prove di quello che si potrà avere).

Spesso e volentieri poi le dirette (o i lavori in generale) vengono eseguite/seguite da personale con assunzione da apprendista (e che quindi devono ancora acquisire la necessaria esperienza) o da liberi professionisti “non qualificati” (hanno lo “status” da stenotipista e si presume che abbiano anche l’esperienza ma questo non è sempre vero, solamente non avevamo la “voglia” di farsi la gavetta necessaria per acquisire l’esperienza necessaria).

Per la stenotipia, come per molti altri lavori, si procede a tappe:

-         corso da stenotipista ed esame di abilitazione;

-         pratica

o       apprendista (e questa spesso viene rifatta anche dopo anni di esperienza ma si cambia datore di lavoro, questo perché cercano di guadagnarci in ogni modo) e poi da dipendente, in teoria per non avere orari di lavoro massacranti e avere il tempo per fare esperienza senza un carico di lavoro eccessivo (non molto rispettata come cosa…)

o       libero professionista (ci sono i casi in cui la persona è particolarmente dotata per questo lavoro e si è impegnata molto e comunque è a conoscenza che richiederà molto impegno e fatica per rispettare le scadenze previste da questo tipo di contratto, ma direi che sono molto rari… più facile che la persona che sceglie questa strada si sopravvaluti e voglia bruciarle le tappe…)

-         libera professione, questa è la naturale evoluzione della carriera di uno stenotipista, dopo aver raggiunto una buona velocità e precisione si possono scegliere quattro strade (tenendo conto ovviamente delle spese che comporta la partita IVA):

o       lavorare il più possibile (riducendo drasticamente il tempo libero dato che non si sa l’esito di un’udienza o di un consiglio come carico di lavoro) in modo da fatturare un elevato numero di pagine e quindi un compenso molto elevato, solitamente uno stenotipista ha un compenso calcolato su tot caratteri a pagina;

o       lavorare quanto serve per arrivare ad uno stipendio da dipendente (occorre tener conto del fatto che il lavoro da stenotipista solitamente copre circa 9 mesi all’anno e che le tasse, compreso il versamento dell’IVA, sono a carico proprio, certo si possono trovare anche lavori di sbobinatura per integrare o direttamente un altro lavoro, magari diverso, per i periodi dell’anno (estate principalmente) in cui le udienze/consigli sono sospese);

o       un mix tra queste prime scelte, cioè tra il minimo e il massimo che posso fare;

o       tenere la stenotipia, per lo più a livello di sbobinatura, come secondo lavoro per integrare uno stipendio da altro lavoro.

Solitamente credo che venga scelta la terza opzione, anche se poi magari il datore di lavoro la fa tendere verso la prima opzione dato che c’è un grandissimo ricambio (o meglio fuga…) di personale…

Rianalizzando le scelte possibili con l’aggiunta di questa considerazione:

o       la prima opzione vista, cioè lavorare il più possibile;

o       rimanere dipendente, con i vari avanzamenti di livello per anzianità, aggiornamenti annuali dello stipendio da contratto collettivo nazionale e “puntando i piedi” per quelli che sono i diritti/doveri richiesti dal contratto per avere il miglior compromesso lavoro/stipendio;

o       lavoro di sbobinatura per integrare un altro stipendio quando serve.

 

Altri aspetti da considerare:

Un altro aspetto da considerare in questo lavoro è la responsabilità. Lo stenotipista ha la responsabilità sul testo da lui scritto, può contenere solo una minima percentuale di errori e comunque questi non devono alterare il senso del testo, solo errori minimi di battitura sono accettabili. Questo perché, soprattutto nelle dirette e sbobinature di udienze penali, i verbali vengono utilizzati dagli Avvocati, dal Pubblico Ministero e dal Giudice/Collegio per raggiungere la sentenza, quindi è in “gioco” la vita o il futuro di una persona.

Inoltre spesso non sono affiancati da un fonico (addetto alla registrazione audio) e si ritrovano anche la responsabilità della registrazione audio pur non potendo controllare direttamente lo stato del sistema (spesso e volentieri si trova alle spalle dello stenotipista per “motivi estetici” e/o di ingombro, imputabili anche all’inadeguatezza di molte aule.

Sotto questo punto di vista credo che i vecchi sistemi (con VHS e microcassette Philips) garantissero maggiore sicurezza (oltre ad avvenire una doppia registrazione, la registrazione era controllata in tempo reale e se il sistema rilevava un problema ad una cassetta o nella registrazione emetteva immediatamente un suono di avviso), questi nuovi sistemi digitali non prevedano una doppia registrazione su due sistemi distinti, viene effettuata solo ed esclusivamente su un computer, se questo per qualche motivo non effettua la registrazione o durante la registrazione si danneggia il disco fisso la registrazione è compromessa e/o difficilmente recuperabile (di questo non ho sicurezza ma mi informerò). Entrambi i sistemi hanno una registrazione multitraccia, spesso però per “problematiche” di installazione più microfoni vengono collegati alla stessa traccia…

 

Conclusioni:

In conclusione il lavoro da stenotipista è un ottimo lavoro nel momento in cui si accettano tutte le varie tappe e quello che comportano ma quello che spesso lo fa “scadere” e/o rivalutare è il rapporto col datore di lavoro, e questo non dipende dallo stenotipista, purtroppo…

Il datore di lavoro, anche per sopravvivenza ma più spesso per mire espansioniste o manie di grandezza, tende ad espandersi in maniera incontrollata e/o non razionale, prendendo appalti sottocosto/distanti e quindi con guadagni minimi se non negativi e/o costi di gestione/logistici elevati, arrivando ad imporre contratti  e/o singoli lavori ad un prezzo decisamente basso e non conveniente per lo stenotipista, questi lavori vengono imposti assieme agli altri come requisito necessario per il proseguimento del contratto, l’unica alternativa è la rescissione del contratto, quindi il licenziamento.

Purtroppo date le condizioni attuali del lavoro questa non è sempre possibile, e anche quando è possibile, informandosi nell’ambiente ci si rende conto che le condizioni proposte da altre parti non sono molto diverse, in questo modo si è creato un circolo vizioso da cui è difficile uscirne.

Altro dettaglio che vincola i lavoratori in generale ad un datore di lavoro sono gli stipendi/fatture arretrati che devono ancora percepire, anche in ritardo di mesi…

Soprattutto ora che la gara di appalto per la stenotipia nei Tribunali è a livello nazionale e che anche i consigli (comunali, provinciali…) hanno richieste che la ditta individuale (o la piccola cooperativa/società) non può garantire (a parte il prezzo a pagina che solitamente è più vantaggioso per il cliente, questo per i costi di gestione più bassi).