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Nei TIA e nell’ictus ischemico non cardioembolico è indicato il trattamento antiaggregante con ASA 100-325 mg.  

Nei TIA e nell’ictus ischemico non cardioembolico è indicato il trattamento associando ASA 50 mg/die a dipiridamolo 400 mg/die.  

In pazienti con ictus ischemico o TIA, nei quali ASA sia non tollerata o inefficace, è indicato il trattamento con ticlopidina 500 mg/die, controllando l’emocromo nei primi 3 mesi di trattamento.  

Nell’ictus o TIA cardioembolico associato a cardiopatie e valvulopatie emboligene è indicata la terapia anticoagulante orale mantenendo l’INR tra 2 e 3.  

Nei TIA e nell’ictus ischemico da aterosclerosi dei tronchi sovraortici con ipercolesterolemia è indicato il trattamento con statine, perché riduce gli ictus e gli IMA.  

Non esistono evidenze che l’uso di anticoagulanti orali con INR tra 2 e 3 nell’ictus ischemico e TIA sia efficace.  

Nell’ictus ischemico e TIA non cardioembolico non è indicato l’uso di anticoagulanti orali con INR tra 3 e 4,5 perché comporta complicanze emorragiche encefaliche.  

Nell’ictus o TIA embolico associato a fibrillazione atriale non valvolare, la terapia anticoagulante orale è indicata mantenendo un INR di 2-3,5.  

Nei pazienti con ictus o TIA embolico associato a fibrillazione atriale non valvolare che non possono essere sottoposti alla terapia anticoagulante orale è indicato il trattamento con ASA 325 mg/die.  

Nei pazienti con ictus o TIA embolico associato a fibrillazione atriale non valvolare che non possono essere sottoposti alla terapia anticoagulante orale o a terapia con ASA è indicato il trattamento con indobufene 100-200 mg x 2 al giorno.  

Nei pazienti con ictus embolico o TIA che presentino cardiomiopatia dilatativa isolata o associata a fibrillazione atriale non valvolare o trombo ventricolare, è indicata la terapia anticoagulante orale mantenendo un INR 2-3.

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Nei pazienti con ictus ischemico o TIA nei quali il forame ovale pervio sia identificato come unica causa possibile dell’evento è indicato il trattamento con ASA 325 mg/die.

Nei pazienti con ictus ischemico o TIA nei quali il forame ovale pervio sia identificato come unica causa possibile dell’evento e coesista aneurisma del setto o trombosi venosa profonda, è indicata la terapia anticoagulante orale mantenendo INR 2-3.

Nei pazienti con ictus ischemico o TIA nei quali il forame ovale pervio sia identificato come unica causa possibile dell’evento e presentino recidive di ictus durante la terapia anticoagulante orale, è indicata la chirurgia.  

In pazienti portatori di protesi valvolari con recidiva di ictus dopo ictus ischemico o TIA, durante un trattamento con anticoagulanti orali a dose appropriata, è indicata l’associazione di anticoagulanti orali e dipiridamolo 400 mg/die o ASA 100 mg/die.

 

 

                                                                                          MAINEX

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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             ICTUS:   
LINEE GUIDA ITALIANE
Stesura 23 febbraio 1999

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