Recensione a "La bambinaia francese" di B. Pitzorno

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Quando Laura, bontà sua, mi ha chiesto di scrivere la recensione de "La bambinaia francese" di Bianca Pitzorno per il Little Corner mi sono venuti in mente un'infinità di possibili modi per iniziarla. Sapendo poi indicativamente che tipo di gusti hanno i lettori del sito era quasi come giocare in casa. Bastava insistere sul personaggio di Olympe, una ragazza che veste da uomo del settecento per volere della nonna, sui riferimenti alla rivoluzione francese, spacciare la storia come l'amore di due ragazzi cresciuti insieme ed educati allo stesso modo anche se di condizione sociale diversa e tutti avrebbero esclamato: "oh, come Lady Oscar!". Beh, non è così: l'avrete immaginato. E comunque sarebbe stato troppo facile e noioso parlarvi di questo libro facendo dei paralleli forzati. Così ho pensato di andare un po' a ruota libera e vedere quello che ne viene fuori.

Ho avuto modo di parlare con Roberto Denti, colui che per primo ha aperto una libreria interamente dedicata alla letteratura per ragazzi, autore di diversi libri e amico personale della Pitzorno. Mi ha riferito che questo libro le era costato tre anni di lavoro: tre anni pieni di dubbi, ripensamenti e crisi. Strano, leggendolo non si direbbe, tanto la storia scorre sicura, vivace e senza intoppi. Ma sarà che chi è bravo è bravo sempre, come dice la saggezza popolare. E poi la Pitzorno eccelle in uno stile assolutamente privo di arzigogoli, di una semplicità lieve, diretta e ricercata.

"La bambinaia francese" è un romanzo storico, ambientato tra la Francia e l'Inghilterra dal 1832 al 1840. Sempre grazie a Roberto Denti ho saputo che l'autrice si è ritenuta fortunata di averlo iniziato tre anni fa, in modo da farlo uscire in un periodo in cui i romanzi storici vanno di moda, e pensava al "Il codice Da Vinci" e ad "Elisa di Rivombrosa" in particolare. Beh, moda o non moda, sta di fatto che in tre mesi di pubblicazione, da ottobre a gennaio, "La bambinaia francese" ha venduto 50.000 copie. E non è poco, considerando che è stato pubblicato in una collana per ragazzi, pur non essendo pensato per questo tipo di pubblico, e messo negli scaffali corrispondenti.

Magari, intanto che lo leggi, ti fai prendere dalla storia e dalla passione per personaggi. Certo che se questo monsieur Edouard si levasse dai cabasisi staremmo tutti meglio! Questo Cittadino Marchese è proprio un mito! Voglio essere come lui! E poi che bellino Touissant! Che sveglio che è! Cresci Bene che Ripasso! Ma tu guarda questa Sophie: sembrava tanto gatta morta e invece... come le dice e le canta! Ce la faranno a liberare Céline e far tornare a casa Adèle? E poi Olympe prima della fine deve per forza "infilzare come un tordo quell'uomo crudele del marchese d'Arconville" così davvero "tutta Parigi le farà un grande applauso"! E via di questo passo.

Ma poi, nei momenti di pausa della lettura, ti tornano in mente tanti collegamenti a cose che hai già letto, o visto, e scatta il gioco della "Caccia alla citazione". Tipo Remi, o meglio "Senza famiglia" di Malot, oppure la Fantine dei "Miserabili" di Hugo e tre quarti della sua produzione, compreso Nôtre Dame de Paris e chi vuol capire capisca; e poi, se proprio ci vogliamo vedere Lady Oscar, ci possiamo pure vedere Lady Oscar che invece è "Mademoiselle di Maupin" di Gautier, ma anche le memorie di Saint-Simon (se non erro) e tanti altri. E poi, chi come me è appassionato di balletto e opera, si può esaltare a vedere in azione cose che ha sempre studiato in teoria. Ma anche gli appassionati di storia si divertiranno con i riferimenti alla storia francese, americana e inglese. E non mancano neanche le scienze esatte o applicate (ma quanta ne sa quella donna?!). Per non parlare della mega fanfic che si è inventata su Jane Eyre!

E infine c'è un livello di coinvolgimento più personale, quando smetti di fare giochini scemi tipo "Acchiappa la citazione" e simili, e ti limiti a sottoscrivere in pieno quello che leggi finché finisci per smaniare che anche tutti quelli che ti interessano leggano il libro per poterne parlare assieme. E così vorrei fare con voi con due brani del libro, anche se ne avrei voluti riportare molti ma molti di più.

Il primo è sulle donne, è un tantino femminista, tanto femminista da sembrare il contrario, per opera del personaggio di Olympe a cui, non solo tutta Parigi farebbe un grande applauso, ma anche qualcuno dalle parti dell'Italia.

"... hanno vissuto quasi un anno nella stessa casa quindi miss Jane si è potuta rendere conto del suo pessimo carattere e di tutti i suoi difetti. Se nonostante tutto ha deciso di sposarlo, sostiene Olympe, sono fatti suoi e non tocca a noi preoccuparci. Sapete come è fatta la nostra mademoiselle de Soulignac: difende le donne a spada tratta, ma quando le vede rinunciare alla libertà perché sono innamorate, le disprezza e dice che avranno quello che si meritano."

E l'altro parla di scuola, forse interessa solo me, ma sarà che mi sarebbe piaciuto da matti avere un maestro come il Cittadino Marchese.

"-Dunque, hai frequentato per due anni la Scuola del Mutuo Soccorso Operaio, cittadina - le disse <il Cittadino Marchese> invitandola a sedere nella poltrona di fronte.

-Quasi tre - puntualizzò Sophie.

-E sei abituata ad una disciplina severa. Avrai trovato molto singolare la lezione di stamattina.

-Scusate, monsieur, ma di che lezione si trattava? Per un momento ho creduto che la materia fosse botanica. Ma poi vi siete messi tutti quanti a parlare d'altro... <di schiavitù>

-Hai imparato cose che prima non sapevi, oppure no?

Sophie si morse le labbra com'era sua abitudine quando cercava di concentrarsi. Sì, accennò col capo. Aveva imparato molte cose nuove.

-Visto? Il nome della materia non ha importanza. E neppure chi insegna a chi. Il sapere è uno scambio reciproco. Tra i miei allievi ci sono molti specialisti, come avrai potuto notare.

-Ma non siete voi l'insegnate?

-Io sono il direttore d'orchestra."

Di fatto tutte le persone a cui l'ho fatto leggere hanno trovato qualcosa del genere che le ha colpite, in bene o in male. E se, dopo che avrete letto il libro me le vorrete comunicare, il mio indirizzo lo avete.

Ciao!

 

pubblicazione sul sito Little Corner dell'aprile 2005

 

Mail to brumilde@libero.it

 

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