Questione di misure (la consacrazione dell’enorme) - (Laura e Alessandra)

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Laura, sul blog, il 2-12-09 (ma il post rimugina da oltre un mese, solo che non trova il tempo)

Altra cosa su cui rimuginavo: Sex Symbol or not?

Voglio dire, André dalle spalle immense, squadrate, dai fianchi tanto magri da essere impossibile piazzarci un intestino, André narrato in fanfic, magnificato in disegni. Evabbè. André TROMBEUR, autore, suo malgrado, nel fandom, di inenarrabili (nel senso letterale, ahimé) prestazioni. Va bene. André piace.

Ma come mai, presso un numero sempre più crescente di fan, forse di età un po' più matura di altre, sebbene continui indefessa la stima per il Grandier, invece è il Soisson ad essere il reale sex-symbol, il personaggio realmente al centro delle fantasie? Quando si tratta di trasgredire, fateci caso, è con lui che avvengono le trasgressioni più forti e, spesso, più proficue del fandom, mica col Grandier, che viene relegato sì al ruolo di stallone, ma classico, il candidato paterfamilias, il terribile inseminator, l'infiocinatore delle ovaie femminili, quello sfigato che, ogni volta che anche solo pensa di trombare, rischia di ingravidare mezzo parterre muliebre di personaggi. Povero Grandier, con lo spermatozoo, come dicono Sonia e Sydreana, col mirino! Non sarà il caso di  finanziargli una vasectomia radicale, tipo ci diamo un taglio, suvvia, un taglietto, e passa la rogna? O una scorta di pillola-cerotto-klaira o una sovvenzione di essure alle sventurate che sono sottoposte a un cotale rischio? E, invece, zitto zitto, il Soisson ha uno zoccolo duro (LOL) di mature estimatrici, che ne fanno il loro... ehm... stallone... non riproduttore (tranne eccezioni, colpa mia)... -_-; In effetti, come mai tanta differenza?

In fondo, la Ikeda ha fatto riprodurre due individui inutili come Rosalie e Bernard, mica i nostri! Eppure, eccolo là, il candidato *PAPI* (ehm, di questi tempi...) perfetto, il tonto pronto ad ingravidare l'utero di turno.

Chissà come mai? Il Grandier è troppo classico? Troppo tradizionale? Troppo amato, idealizzato, al punto che, con lui, non si osa e lo si condanna al ruolo de quo? Questione, dunque, di ruoli? Di... spalle? Ampie, amplissime, smisurate? Mentre il Soisson sarebbe trasgressivo e, quindi, con lui si oserebbe, liberandolo dal gravoso compito di fecondare le meschine?

L'enorme, insomma, come in fase di proof-reading di Chris abbiamo chaimato Al, alla distanza (ehm, sempre questione di... misure -_-;), la spunta.

Alessandra, nei commenti al post, il 3-12-09

Ebbene cara, la questione è meno banale di quel che sembra. Confermo l'ENORME predilezione erotica per il Soisson (ma essendo io donna d'altri tempi le mie predilezioni erotiche di tal genere tendono a convertirsi poi, sempre, in predilezioni romantiche, ed è questo il guaio: come si fa a pretendere di caricare una famiglia e l'obbligo della fedeltà sulle spalle, sì, ben robuste, del Soisson, ma a tutt'altro genere di esercizi vocate? Ci vuole una bella presunzione, dico io. E' come chiedere a Jessica Rabbit di mettersi ad allevar coniglietti). Il Soisson scatena la dopamina, il Grandier la serotonina o al massimo l'endorfina, quella che ti fa "troimber" con gioia e dopo ti rende tenero, coccolone a disposto alla paternità (sua). E' un dato di fatto, fedele e pertanto così felice mimesi di una condizione reale. Il Soisson, appartenendo alla categoria "bello e dannato" ed essendo chiaramente tipo da poche pippe (in senso figurato), solletica l'interesse sgarzolino della fimmina-fan, la qual partendo dal presupposto che da costui non ci si potrà certo mai aspettare un impegno, giustamente limita le sue ambizioni alla sfera erotica che, seppur parziale, è sempre un gran bel pezzo di sfera. Parallelo un po' datato e retroattivo ma, insomma, è come Marilyn che aveva frotte di ammiratori figurantisi nei "panni" del suo Chanel n. 5 e per nulla interessati al fatto che fosse una potenziale buona massaia. Il Grandier invece, tutt'altro paio di maniche, è colui cui tutto si può chiedere, il sostegno paziente e la spalla su cui piangere, l'eterno paziente innamorato disposto a comprendere senza farsi valere se non proprio costretto: quello che scatena, sì, l'appetito famelico delle fan, ma solo perché le fan lo vedono da fuori e, non essendo Oscar, non se lo trovano alle calcagna ogni giorno, gentile, inoffensivo e con gli occhioni da cucciolo in attesa della carezza. Altrimenti lo snobberebbero anche loro, du' palle dottore... Salvo poi, va da sé, guardarlo all'improvviso con occhi nuovi e lupeschi e pigliarselo di corsa, come di corsa se lo piglia Oscar, non appena il cucciolotto, messo alle strette, rivela di possedere anche lui zanne ben affilate e solidi, solidissimi argomenti. Di avere i suoi lati oscuri e le sue ombrosità, di non essere ulteriormente disposto a far da predellino alla sua bella e ormai (ignara fino a quel momento d'esserlo diventata) dipendente fanciulla. La quale, privata d'un botto del predellino, stramazza a terra, va in crisi depressiva, si accorge contestualmente che il pane era a portata di mano ed era lei a non avere i denti, che tra l'altro è un gran bel tozzo di pane, e subito gli salta addosso felice prima che lui ci ripensi in extremis che sarebbe una perdita tragica e irrimediabile e le costerebbe lo zitellaggio a vita. E, avendo scoperto con sorpresa le sue inespresse ma inequivocabili doti di trombeur sotto mentite spoglie, un po' per vendetta e un po' per garantirsi un'assicurazione sulla vita e non farselo sfuggire mai più, pensa bene di mettere a sua volta a colui che per vent'anni fu la sua palla al piede un paio di palle al piede nuove di zecca che si spupazzeranno a vita perché capiranno ormai di aver fatto sei al Superenalotto e di non poter aspirare a niente di meglio di quello che già possiedono. Così è l'amour... E il povero Soisson, nel frattempo? Ridotto al rango di sterile sollazzo dei momenti di svago, soddisfa le sue eventuali pulsioni paterne recandosi alla banca del seme. Tragedia di un uomo il cui romantico cuore è nascosto da ettari di pettorali lucenti e zavorrato da quintali di attrezzatura erotica. E che d'altronde s'inguaia da sé in quanto disprezza la timida fanciulla della porta accanto a lui destinata, fantasticando sulla missione impossibile di trasformare in massaia la prima Oscar che gli capita a tiro. Così va il mondo...

*alessandra*

 

Laura, 2 dicembre 2009 sul blog                                                   Alessandra, 3 dicembre 2009

 

pubblicazione sul sito Little Corner del dicembre 2009

 

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