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ARTICOLO 6
È vietato il commercio, tanto allo stato fresco quanto allo
stato secco, delle specie di piante spontanee elencate nelle tabelle A,
B e C allegate alla presente legge.
Articolo 7
È vietato a chiunque, ivi compreso
il proprietario del fondo, salvo si tratti di terreno messo a coltura,
la raccolta, l’asportazione, il danneggiamento e la detenzione delle
piante pulvinate (a cuscinetto), elencate nella tabella B allegata alla
presente legge.
ARTICOLO 8
Sono considerate protette le piante officinali spontanee elencate
a norma dell’articolo 1 della legge regionale lo aprile 1982 n.
18.
La raccolta delle piante officinali è soggetta ad autorizzazione
da parte del Sindaco competente per territorio, previo parere favorevole
dell’Ispettorato ripartimentale delle foreste da rilasciarsi su
modulo fornito dalla Regione, contenente le prescrizioni e le modalità
tecniche di raccolta.
Non è considerato raccoglitore chi raccoglie o detiene per uso
proprio o della famiglia, senza fame commercio, piante officinali in quantità
non superiore a quella stabilita nell’elenco approvato con r.d.
26 maggio 1932 a 772 o, per quelle che saranno individuate piante officinali,
nella quantità che verrà contestualmente stabilita
I richiedenti indicano nella domanda le specie delle piante e le località
ove intendono esercitare la raccolta
La autorizzazione deve essere esibita ad ogni richiesta degli organi incaricati
della vigilanza.
E vietato a chiunque, ivi compreso il proprietario del fondo, salvo si
tratti di terreno messo a coltura, arrecare danno alle piante officinali
spontanee di cui al primo comrna del presente articolo.
Resta comunque fermo il disposto del successivo articolo 6 per le piante
officinali comprese nelle tabelle allegate alla presente legge.
ARTICOLO 9
La raccolta e/o l’asportazione di esemplari delle specie
spontanee di cui alle tabelle A e E nonchè di quantità eccedenti
quelle indicate all’articolo 3 della presente legge, con o senza
fiori e/o parti sotterra
184nee, può essere consentita per scopi scientifici, didattici
o farmaceutici previa autorizzazione della Giunta regionale, su proposta
dell’Assessore incaricato e fermo restando il regime dominicale
dei beni stessi L’autorizzazione è personale e a termine
e deve precisare la località, lo scopo della raccolta, la specie,
il numero approssimativo di esemplari da raccogliere o da asportare.
ll soggetto autorizzato è tenuto a portare con sé l’autorizzazione
durante le operazioni di raccolta ed asportazione e di trasporto fino
al luogo di destinazione nonchè ad esibirla a richiesta degli organi
di vigilanza.
Articolo 10
Sono escluse dai divieti e dalle limitazioni della presente legge le piante
non spontanee appartenenti a specie comprese nelle tabelle allegate alla
presente legge provenienti da giardini, vivai, serre e colture floricole
in genere.
Le piante non spontanee di cui al precedente comma, i loro fiori e parti
sotterranee, se poste in commercio, devono essere accompagnate da certificato
di provenienza redatto dal produttore.
Chiunque coltiva a tini commerciali piante appartenenti a specie protette
ai sensi della presente legge, deve darne comunicazione scritta al Sindaco
ed al Presidente della Comunità montana o del Consorzio dei Comuni
per l’esercizio delle deleghe in agricoltura competenti per territorio.
Articolo 11
Gli elenchi delle specie protette sono permanentemente depositati a disposizione
delia popolazione presso la Regione, le Province, i Comuni, le Comunità
montane ed i Consorzi dei Comuni per l’esercizio delle deleghe in
agricoltura e divulgati con idonei mezzi illustrativi presso scuole, uffici,
enti pubblici e nelle altre sedi ritenute opportune.
Articolo 12
Le funzioni di vigilanza e le funzioni amministrative riguardanti l’applicazione
delle sanzioni amministrative pecuniarie sono delegate alle Comunità
montane ed ai Consorzi dei Comuni per l’esercizio delle deleghe
in agricoltura.
Alle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al successivo articolo
13 si applica la legge regionale 2 dicembre 1982 n. 45.
All’accertamento ed alla sanzione, ivi compresa la notifica delle
violazioni, procedono i soggetti indicati nell’articolo 6 della
legge regionale 2 dicembre 1982 n. 45, nonchè il Corpo Forestale
dello Stato.
Articolo 13
Per le violazioni delle disposizioni della presente legge si applicano
le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:
a) da lire 5.000 a lire 50.000 per la violazione delle disposizioni di
cui all’articolo 8 sesto comma;
b) da lire 10.000 a lire 100.000 perla violazione delle disposizioni di
cui agli articoli 2, 3, 4 e 7;
c) da lire 15.000 a lire 150.000 per chi non provvede alla comunicazione
di cui all’articolo 10 terzo comma;
d) da lire 20.000 a lire 200.000 per chi pone in commercio le piante protette
non spontanee di cui all’articolo 10, primo comma, senza il certificato
di provenienza di cui al secondo comma dello stesso articolo;
e) da lire 50.000 a lire 500.000 perla violazione delle disposizioni di
cui agli articoli 6 e 8 secondo comma;
I) da lire 70.000 a lire 700.000 per irregolarità nell’esercizio
delle attività autorizzate a norma dell’articolo 9.
Sono inoltre confiscate le piante protette ai sensi della presente legge
in relazione alle quali è stata comminata una sanzione amministrativa
pecuniaria di cui al precedente cornrna, lettere b), d), e).
Articolo 14
Sono abrogati, limitatamente al territorio della Regione Liguria, gli
articoli 2, 3,4 e 5 della legge 6 gennaio 1931 n. 99 e gli articoli 1,2
e 3 del td. 19 dicembre 1931 n. 1793.
Articolo 15
Per il finanziamento da parte degli enti delegati delle spese derivanti
dall’attuazione della presente legge si applica l’articolo
16, lettera b), della legge regionale 2 dicembre 1982 n. 45.
Articolo 16
All’onere derivante dall’attuazione della presente legge si
provvede mediante utilizzo, in termini di competenza, di quota pari a
lire 40.000.000, facente parte dello stanziamento destinato al finanziamento
del disegno di legge «Istituzione del fondo di garanzia per il credito
agrario» ed iscritto al capitolo 9030 «Fondo occorrente per
far fronte ad oneri dipendenti da provvedimenti legislativi in corso concernenti
spese in conto capitale o di investimento per ulteriori programmi di sviluppo»
dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’anno finanziario
1983 e corrispondente istituzione, ai sensi dell’articolo 31 della
legge regionale 4 novembre 1977 n. 42, nello stato di previsione della
spesa del bilancio per l’anno finanziario 1984, del capitolo 2400
«Spese destinate agli interventi di tutela della flora spontanea»
con lo stanziamento di lire 40.000.000 in termini di competenza.
Agli oneri per gli esercizi successivi si provvede con legge di bilancio.
Articolo 17
La presente legge regionale è dichiarata urgente ed entra in vigore
il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale
della Regione. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla
osservare come legge della Regione Liguria.
| TABELLA
A
1) Aquilegia species
2) Aster alpinus L.
3) Campanula sabatia De Not.
4) Convolvolus sabatius Viv.
5) Cyclamen species
6) Dictamnus albus L.
7) Drosera rotundifolia L.
8) Eryngium spinalba Vill.
9) Fritillaria species
10) Leontopodium alpinum Cass.
11) Leuzea conifera (L.) DC.
12) Lilium bulbiferum L.
13) Lilium martagon L.
14) Lilium pomponium L.
15) Nigritella nigra (L) Reichenb.
16) Ophrys species
17) Paeonia officinalis L.
18) Phyteuma cordatum Balbis
19) Pinguicula vulgaris L.
20) Primula marginata Curtis
21) Pulsatilla alpina (L.) Delarbre
22) Romulea ligustica Parl.
23) Tulipa species
24) Soldanella alpina L.
25) Viola valderia All. |
TABELLA
B
1) Jovibarba allionii (Jordan
et Foun) D.A. Webb
2) Saxifraga caesia L.
3) Saxifraga callosa Sm.
4) Saxifraga oppositifolia L.
5) Sempervivum arachnoideum L.
6) Sempervivum calcareum Jordan
7) Sempervivum tectorun L.
P.T.= protezione totale
P.P.= protezione parziale |
TABELLA
C
1) Arnica montana L.
2) Campanula isophylla Moretti
3) Convallaria majalis E
4) Daphne species
5) Echinops ritro L.
6) Erythronium dens-canis L.
7) Galanthus nivalis L.
8) Gentiana species
9) Gentianella species
10) Iris graminea L.
11) liris lutescens L.
12) Leucojum vernum L.
13) Leuzea rhapontica (L.) J. Holub
14) Narcissus species
15) Orchis species
16) Rhaponticum bicknellii (Briq.) Dostàl
17) Ruscus aculeatus L.
18) Saxifraga cochlearis Reichenb.
19) Scilla bifolia L.
20) Trollius europaeus L.
inizio
pagina |
aquilegia
vulgaris |
L’aquilegia comune
ha un areale vastissimo, che comprende buona parte dell’Europa,
dell’Asia e l’Africa settentrionale occidentale. Come
le altre aquilegie della nostra flora, anche quella comune ha foglie
grandi, dalle linee inconsuete e assai decorative; non potendosi distinguere
un calice da una corolla, è giusto parlare di tepali (5, di
aspetto petaloide), alternati ad altrettanti nettàri (elementi
nel cui interno si produce nettare), dalla forma a cappuccio prolungato
in uno sperone ricurvo. Tutte le aquilegie sono piante molto velenose.
P.T. |
aquilegia reuterii B. |
L'aquilegia di Reuter,
così chiamata in onore di un florista ginevrino del secolo
scorso, è un pregevole endemismo ligure-provenzale. L'areale
va dafl’Imperiese ai monti della Provenza.
Aquilegia reuterii predilige i luoghi sassosi a quote di 1.500-1800
metri, dove fiorisce in luglio-agosto. P.T. |
aquilegia atrata K. |
L’aquilegia nerastra
è presente sia sull’Appennino sia sulle Alpi Liguri,
a quote comprese tra 300 e 1600 metri, in aree prative, radure e margini
dei boschi., dove fiorisce in maggio-giugno. P.T. |
aster alpinus |
L’astro
delle Alpi è una specie circumboreale, diffusa cioé
nelle fredde regioni settentrionali dell’Asia, dell’Europa
e del continente americano. Man mano che si procede verso sud diviene
sempre più raro e finisce col localizzarsi esclusivamente sulle
montagne. In Italia vive nella regione alpina, fino a 3000 metri di
altezza, e sull’Appennino settentrionale e centrale. Si tratta
di un tipico relitto glaciale presente in Liguria. Fiorisce nei mesi
di luglio e agosto. P.T. |
campanula sabatia
 |
Questa campanula
è un endemismo ligure esclusivo, limitato alle province di
Savona e di Imperia.
La specie predilige gli ambienti sassosi e ben soleggiati, dal livello
del mare fino a circa 1000 metri.L’areale della Campanula sabatia
corrisponde, nel complesso, a zone in cui l’influenza dell’uomo
sull’ambiente è molto marcata: anche per questo motivo
è giustificata, quindi, una protezione totale. P.T. |
convolvolus sabatius Viv. |
Il vilucchio
di Capo Noli era stato un tempo segnalato in diverse località
liguri, da Bordighera al promontorio di Portofino: la sua presenza
attuale - allo stato spontaneo - è limitata a Capo Noli. Questa
specie, per i pregi estetici delle corolle azzurroviolette (gialle
nella parte più interna) e soprattutto per la facilità
con cui riesce a ricoprire aree di terreno arido e ingrato con un
fitto tappeto verde-intenso di fusticini e di foglie, è stata
sovente messa a dimora nei giardini. P.T. |
cyclamen species |
L’areale di questo
ciclamino corrisponde alle regioni mediterranee settentrionali; in
Italia lo rinveniamo dal Sud fino alla Liguria e all’Emilia;
nella nostra regione cresce in una ridottissima area del Genovesato,
in seno a lembi di castagneto e di bosco misto di latifoglie, tra
200 e 300 metri sul mare; la fioritura è settembrina .La legge
difende tutte le specie del genere Cyclamen. P.T. |
dictamnus albus L. |
In Liguria la frassinella
era stata segnalata in diverse località del Savonese e soprattutto
del Genovesato. Gli ambienti preferiti dalla frassinella sono i consorzi
di arbusti spaziati, i margini delle boscaglie submontane, le radure,
tra 200 e 800 metri sul mare; la fioritura si compie tra maggio e
giugno: i fiori sono grandi, chiari, con evidenti venature porporine;
la foggia inusuale è accentuata dall’elegante linea degli
stami, protesi in fuori e ripiegati verso l’alto all’estremità.
P.T. |
drosera rotundifolia L. |
Si tratta di
una piccola pianta carnivora, specie circumboreale, occulta abitatrice
di torbiere e paludi, presente in Italia sulle Alpi e sull’Appennino
settentrionale.
La drosera ha un pregio tutto particolare per gli adattamenti legati
alla sua inusuale capacità di approvvigionarsi di azoto, traendolo
dal corpo di piccole prede animali. La fioritura, tutt’altro
che appariscente, si compie nel mese di luglio. P.T. |
eryngium spinalba Vill. |
L’Eryngium spinaiba
condivide con l’alpinum il nobile appellativo di «regina
delle Alpi»; si tratta di un interessante endemismo ligure-provenzale,
presente, in Italia e in Liguria, soltanto nell’estremo Imperiese,
sui rilievi al confine con la Francia.
Predilige le esposizioni a solatio, i suoli pietrosi e le praterie
montane e subalpine a roccia superficiale e cotica erbosa diradata,
tra 1000 e 2000 metri, in cui fiorisce nei mesi di luglio e agosto.
P.T. |
fritillaria involucrata  |
Questa specie è
un endemismo della Liguria occidentale e della Provenza, il cui areale
è compreso tra i due estremi del M. Carmo di Loano e del Monviso.
Si rinviene nei boschi di latifoglie, nelle radure, nelle praterie
montane sovente teatro di nebbie; fiorisce tra la fine di aprile e
la metà di giugno, a quote comprese tra 1000 e 1800 metri.Il
nome latino del genere è scelto con molta arguzia presso gli
antichi Romani «fritillus» era il bussolotto in cui scuotere
i dadi prima di lanciarli. P.T. |
fritillaria tubaeformis v. Mogg. |
Questa varietà è
un endemismo delle Alpi Liguri e Marittime il cui areale è
compreso tra i monti dell’entroterra di Albenga e i dintorni
del Colle della Maddalena.Si rinviene da 1500 a 2000 metri; realmente
belli i fiori, grandi, reclinati, di un giallo-oro guarnito da quadrettature
bruno-violacee, che compaiono nel mese di giugno. P.T. |
leontopodium alpinum Cass. |
La stella alpina è
presente lungo la catena alpina, fino a 3000 metri di quota; in Liguria
ha il significato di uno splendido relitto glaciale: la ospitano solo
due monti dell’Imperiese.
Si tratta di una pianta originatasi nelle aride steppe dell’Asia,
migrata sulle montagne europee - dapprima sui loro bordi meridionali
all’epoca delle glaciazioni.
La stella alpina predilige i pascoli d’alta quota, in cui fiorisce
nei mesi di luglio e agosto. P.T. |
leuzea conifera (L.) DC. |
La Leuzea conifera è
una specie tipica della regione mediterranea occidentale. In Liguria
cresce dal livello del mare fino a circa 1000 metri di quota, in seno
a praterie collinari e submontane, assolate, aride e pietrose, dove
fiorisce nei mesi di giugno e luglio.
Significato di specie dell’antica flora mediterranea cenozoica.
P.T. |
lilium bulbiferum L. |
La sottospecie
del giglio rosso tipica presenta foglie superiori provviste di bulbilli,
piccoli bulbi scuri che, staccandosi e cadendo sul terreno, possono
dare origine a nuovi individui. In Liguria, sull’Appennino e
sulle Alpi Liguri, cresce solo la sottospecie croceum, priva di bulbilli
fogliari. ll giglio rosso predilige le praterie submontane e montane,
le chiazze inerbite tra gli arbusti, le radure, tra 400 e 1800 metri
sul mare; la fioritura si compie tra la fine di maggio ed il mese
di luglio. P.T. |
lilium martagon L.  |
Il giglio martagone in
Liguria, pur essendo ancora presente sia sull’Appennino sia
sulle Alpi Liguri, è in via di rarefazione per le eccessive
raccolte degli escursionisti.
ll martagone predilige le radure boschive, i luoghi arbustati, le
praterie montane e subalpine, tra 1000 e 2000 metri di quota, dove
fiorisce da luglio ad agosto. Esemplari molto ricchi possono superare
il metro e mezzo di altezza e portare anche una ventina di fiori.
P.T. |

lilium pomponium L. |
ll Lilium pomponium è
un endemismo ligure-provenzale segnalato, in Italia, soltanto nell’Imperiese.
Vive nelle praterie aride e sassose, submontane e montane, in posizioni
soleggiate, tra 800 e 1900 metri di quota; la fioritura si compie
tra giugno e luglio.
Questa specie ha fiori realmente meravigliosi: i tepali sono color
rosso mattone, rosso minio o cinabro-chiaro, con righe purpureo-scure;
la loro forma è ripiegata all’indietro, con volute regolari
e delicate. L’infiorescenza può giungere a portare anche
una quindicina di fiori, dolcemente reclinati. P.T. |
nigritella nigra (L) Reichenb. |
La nigritella è
una specie delle fredde regioni settentrionali e delle alte catene
montuose europee. In Italia è presente sulle Alpi, nell’Appennino
settentrionale e sulle vette dell’Abruzzo. In Liguria è
del tutto sporadica sull’Appennino e un po’ più
frequente sulle Alpi Liguri, al confine con la Francia. Predilige
praterie montane e subalpine, tra 1500 e 2200 metri di quota, in cui
fiorisce tra giugno e luglio. P.T. |
nigritella nigra s. corneliana |
La Nigritella
nigra sottospecie corneliana, riconoscibile per il profumo più
tenue, per l’aspetto tondeggiante dell’infiorescenza e
per il colore del perigonio, più chiaro rispetto a quello della
nigritella tipica. E' un bell’endemismo delle Alpi sudoccidentali,
che ha sui monti dell’Imperiese, al confine con la Francia,
le uniche stazioni liguri e nello stesso tempo quelle più orientali
dell’areale. Le esigenze ecologiche sono identiche a quelle
della sottospecie tipica, la fioritura è lievemente più
precoce e si conclude entro giugno. P.T. |
ophrys sphecodes Miller |
L’Ophrys
sphecodes è forse la specie che in Liguria raggiunge le quote
maggiori, potendo superare, nell’Imperiese, l’altezza
di 1000 metri sul mare. La fioritura si completa tra marzo e maggio.
La legge garantisce una protezione totale a tutte le specie del genere
Ophrys risultano quindi tutelate in Liguria anche il fiore delle api
(Ophrys apifera Hudson), il fiore dei bombi (Ophrys bombylfflora Link),
l’ofride scura (Ophrys fusca, Link), l’ofride gialla (Ophzys
lutea Cav.), l’ofride cornuta (Ophrys scolopax Cav.). P.T.
|
ophrys fuciflora  |
Il fiore dei
fuchi è presente in tutte le regioni italiane . In Liguria
compare lungo l’arco delle due Riviere, specie in quella di
ponente.
Le esigenze ecologiche sono analoghe a quelle dell’ofride di
Bertoloni, rispetto alla quale il fiore dei fuchi tollera quote lievemente
superiori e temperature medie un po’ meno elevate. La fioritura
si compie nei mesi di maggio e giugno. P.T. |
ophrys berolonii Moretti |
L'ofride di
Bertoloni ha una diffusione prevalente nel bacino mediterraneo occidentale.
In Liguria si rinviene lungo l’arco delle due Riviere, più
diffusa, però, in quella di ponente. Predilige le praterie
aride collinari e le associazioni di suffrùtici, cioé
di bassi arbusti, spaziati e infrarmmezzati da una magra vegetazione
erbacea (le cosiddette «garìghe»), sempre su calcare.
Giunge a sfiorare, sui rilievi sopra Albenga e nell’Imperiese,
i 1000 metri di quota La fioritura si compie tra aprile e giugno.
P.T. |
ophrys arachnitiformis |
Questa splendida orchidea
in Liguria compare sporadicamente lungo le due Riviere, con fiori
anche molto variabili da un esemplare all’altro, prediligendo,
come tutte le òfridi, i dossi aridi e pietrosi esposti a sud,
su suolo calcareo, invasi da una vegetazione stentata, prevalentemente
erbacea. Fiorisce in marzo-aprile, a quote comprese tra il livello
del mare e 500 metri. P.T. |
paeonia officinalis L. |
La peonia officinale è
una specie europea presente in Liguria solo con la sottospecie villosa;
compare nelle Alpi Liguri e cresce solo su due monti dell’estremo
Imperiese, al confine con la Francia. Nell’Imperiese sono assai
numerosi gli ambienti idonei ad ospitarla; è possibile che
l’areale ligure in passato fosse più ampio e che alla
sua riduzione abbiano contribuito le eccessive raccolte non tanto
di fiori quanto di esemplari completi. P.T. |
phyteuma cordatum Balbis |
Questo fiteuma
, è stato inserito tra le specie meritevoli di protezione totale
per la sua rarità: è un endemismo delle Alpi Liguri
e Marittime rinvenuto, finora, solo in una mezza dozzina di posti,
tra la provincia di Imperia (una sola località), quella di
Cuneo e le Alpi francesi. Il fiteuma di Balbis è un piccolo
miracolo di frugalità: sul monte che lo ospita, nell’entroterra
di Bordighera, popola fenditure minime di rocce calcaree, di cui è
spesso l’unico abitatore, a quote sui 1600-1900 metri, fiorendo
tra la metà di giugno e quella di luglio. P.T. |
pinguicula vulgaris L. |
La pinguicola comune, in
Liguria, si rinviene sull'Appennino e in alcune località delle
Alpi Liguri. Sempre legata ad ambienti umidi, cresce tra 700 e 2000
metri, fiorendo in giugno e luglio.
Come la drosera anche la pinguicola è una piccola pianta carnivora;
lo strano fiore, simile ad una scura bocca semichiusa, che termina
in una sorta di budello a fondo cieco, non ci deve trarre in inganno:
le piccole prede animali vengono invischiate e digerite sulle foglie.
P.T. |

primula marginata Curtis |
La Primula
marginata è un pregevole endemismo delle Alpi sudoccidentali,
diffuso dalle Cozie al M. Carmo di Loano. Si rinviene per lo più
nelle fessure delle rupi (di rado in luoghi pietrosi), tra 1000 e
2000 metri di quota. All’apice di un rizoma lungo anche una
trentina di centimetri, si sviluppa un ciuffetto di foglioline farinose
(donde il nome di primula impolverata). La fioritura è precoce
(aprile-giugno); i fiori sono davvero leggiadri, purpureo-violetti
e di grandi dimensioni rispetto alla modestia del fusticino subaereo.
P.T. |
pulsatilla alpina |
L’anemone
alpino in Italia è presente sulle Alpi e sull’Appennino
fino alla Campania. In Liguria compare sporadicamente sulle vette
appenniniche elevate e diviene invece più frequente sulle Alpi
Liguri, specie al confine con la Francia. L’anemone alpino predilige
le praterie montane e subalpine, tra 1500 e 2100 metri, dove fiorisce
in giugno-luglio. I suoi grandi fiori, bianchi nella sottospecie tipica,
giallozolfo nella sottospecie apiifolia, si protendono aperti, proprio
questa forma e questi colori consentono di riflettere i |
 |
raggi solari
verso la parte centrale del fiore, quella che ospita le strutture
riproduttive.Un altro pregevole adattamento è presentato dai
frutti, che sono prolungati in una lunga resta piumosa ; proprio sulle
reste dei frutti è destinato ad agire il vento, faciitandone
la dispersione. La Pulsatilla alpina al rilevante valore estetico
dei fiori unisce il pregio della rarità in Liguria e il significato
di un bellissimo relitto glaciale: un concentrato di adattamenti al
freddo clima delle vette ed alla scarsità di insetti pronubi.
P.T. |
romulea ligustica Parl. |
La distribuzione
di questa specie è estremamente caratteristica: Marocco, Algeria,
Tunisia, Sardegna, Corsica, Sestri Ponente (nella valle dei Mulinassi).
Questa umile specie della famiglia delle Iridacee, fa parte della
cosidetta "microflora mediterranea" precoce, in quanto svolge
il suo ciclo vegetativo nel breve periodo compreso tra l’inverno
e l’inizio della primavera, senza poi lasciare apparente traccia
di sè sul terreno. P.T. |
tulipa species |
ll tulipano
dei monti si rinviene in Liguria sporadicamente sull’Appennino
e sulle Alpi Liguri, a quote comprese tra 800 e 1900 metri, dove fiorisce
tra maggio e giugno. Con i suoi fiori, a tepali gialli ravvivati da
stile purpuree, conferisce una nota lieta in seno a praterie submontane
e montane a volte povere di colori. La legge sulla protezione della
flora difende tutte le specie del genere Tulipa; in pratica, oltre
al tulipano dei monti vi è solo quello dei campi (Tulipa sylvestris
L.), ormai del tutto sporadico sotto gli ulivi, nei campi, nei vigneti.
P.T. |
soldanella alpina |
La soldanella
alpina è presente sulle Alpi, sull’Appennino settentrionale
e centrale e infine sul Pollino. In Liguria è sporadica sulle
vette appenniniche (es.: Val dAveto) e più comune sui rilievi
elevati delle Alpi Liguri, specie al confine con la Francia. Gli
ambienti preferiti appaiono le praterie montane e subalpine; le
quote sono comprese tra 1500 e 2200 metri; la fioritura è
precoce (maggio-giugno). P.T.
|
viola valderia All. |
La viola di
Valdieri è un pregevole endemismo delle Alpi Marittime che,
con le estreme propaggini orientali del suo areale, lambisce la Liguria
in corrispondenza dei monti dell’Imperiese al confine con la
Francia. Questa delicata violetta predilige i luoghi sassosi esposti
a solatìo, tra 1400 e 1900 metri sul mare, in cui fiorisce
nei mesi di maggio e giugno. P.T. |
jovibarba allionii  |
ll semprevivo
di Allioni è una piccola crassulacea che forma sui terreno
rosette di foglioline carnose, molto ricche di acqua, da cui si distaccano
fusticini che portano all’apice un’infiorescenza di fiori
gialli. E' diffuso lungo l’arco alpino occidentale. In Liguria
è rarissimo: compare sporadicamente nell’estremo Imperiese
lungo il confine con la Francia. ll semprevivo di Allioni predilige
i luoghi sassosi e rupestri soleggiati, sopra i 1700 metri di quota,
dove fiorisce in luglio-agosto. P.T. |
saxifraga caesia L. |
La sassifraga
glauca in Liguria compare solo sulle Alpi Liguri, dal M. Galero alle
vette lungo il confine con la Francia; si rinviene tra 1600 e 2000
metri, nelle fessure delle rupi, dove fiorisce per lo più nel
mese di luglio. Gli esemplari di questa sassifraga sono minuscoli
cuscinetti di foglioline lunghe pochi millimetri, ricurve, glauche,
tutte incrostate di calcàre, dai quali si distaccano peduncoli
sottili, destinati a portare ognuno da 2 a 5 fiorellini bianchi.
P.T. |

saxifraga lingulata |
La Saxifraga
lingulata subsp. Bellardi è un endemismo ligure-provenzale.
In Liguria questa pianta cresce sui rilievi elevati dal M. Carmo di
Loano al confine francese. Tipica delle fessure delle rupi, la sassifraga
callosa compare anche su ripidi suoli incoerenti; fiorisce tra giugno
e luglio; le quote oscillano da 900 a 2000 metri. La ricchezza della
fioritura di questa specie non ha rivali tra tutte le sassifraghe
italiane: i vistosissimi pennacchi bianchi (anche centinaia di fiori
ciascuno) costituiscono un ornamento sontuoso per certe rupi a picco,
altrimenti spoglie di vita. P.T. |
sax. oppositifolia L. |
In Liguria
la sassifraga a foglie opposte si rinviene solo nell’Imperiese,
sui rilievi al confine con la Francia Nelle Grandi Alpi la specie
vive per lo più sulle pietraie d’alta quota, dove si
configura come una pianta pioniera.In Liguria, lontana da un optimum
ecologico, è costretta a rifugiarsi nelle fessure minime delle
rocce, per fuggire la concorrenza di piante più competitive.
Le quote di rinvenimento nelle stazioni liguri sono comprese tra 1500
e 2000 metri; la fioritura si compie tra la fine di aprile e quella
di maggio. P.T. |
sempervivum arachnoideum |
ll semprevivo
ragnateloso è diffuso sulle montagne dell’Europa sudoccidentale.
In Liguria compare sulle vette appenniniche più elevate e sui
rilievi delle Alpi Liguri. Predilige ambienti rupestri e pietrosi,
in cui fiorisce tra la fine di giugno e quella di luglio. Il semprevivo
ragnateloso deve il nome alla fitta coltre di peli bianchicci che
ricopre la sommità delle minuscole rosette fogliari; un concentrato
di adattamenti in grado di vincere l’aridità più
prolungata e l’impeto di venti disseccanti quasi quotidiani.
P.T. |
sempervivum tectorun |
Il semprevivo
maggiore è una specie presente in Liguria e nell’Appennino
centro-meridionale. Predilige i pendii aridi, anche dell’immediato
entroterra, e spesso si rinviene sui muretti delle «fasce»,
ad occhieggiare tra i sassi con le sue rosette fogliari. E frequente
anche sui versanti volti a sud delle Alpi Liguri, fino a quote di
circa 2000 metri, in cui fiorisce tardivamente (luglio-agosto). Come
tutti i semprevivi ha una resistenza incredibile a prolungate condizioni
di aridità. P.T. |
arnica montana |
L’arnica
in Liguria è presente sia sulle maggiori vette appenniniche
sia su quelle delle Alpi Liguri. Cresce nelle praterie montane e subalpine,
tra i cespugli di rododendro, nelle radure dei lariceti, fiorendo
nei mesi di luglio e agosto. Qua e là l’amica può
essere anche abbondante e a volte i suoi grandi capolini gialli costituiscono
un aspetto dominante nella fioritura dei prati di montagna. L’arnica
è spesso impiegata nella medicina popolare. P.P. |

campanula isophylla Moretti |
Questa specie
è l’endemismo più pregevole della flora ligure:
cresce infatti nelle fessure minime delle rupi calcaree tra la Caprazoppa
e Capo Noli, dal livello del mare fino a quasi 400 metri di quota.
La Campanula isophylla riesce a vivere perfino in minuscoli fori ciechi
della roccia, che rimangono totalmente celati dal fusticino e dalle
foglie. P.P. |
convallaria majalis  |
ll mughetto è una
specie circumboreale presente in Italia lungo le Alpi e nell’Appennino
settentrionale e centrale. In Liguria è stato segnalato in
pochissime località appenniniche e alpine, cresce ai margini
dei boschi, nelle radure e in aree prative, tra 700 e 1700 metri,
dove fiorisce tra maggio e i primi di luglio. P.P. |
daphne alpina |
La dafne alpina è
una specie diffusa dalle regioni centrali dell’Asia alle montagne
dell’Europa meridionale. In Liguria compare sporadicamente nell’alta
Vai dAveto mentre è un po’ più frequente sulle
Alpi Liguri, dai monti dell'entroterra di Albenga ai rilievi lungo
il confine con la Francia.
Si tratta di un piccolo arbusto a rami contorti che alligna su suoli
pietrosi, tra 1000 e 2000 metri sul mare; la fioritura, tutt’altro
che appariscente, si compie in giugno-luglio. P.P. |
daphne cneorum |
La dafne odorosa,in Liguria,
si rinviene in varie località del genovesato, dal l Beigua
alla Val d’Aveto, legata ai substrati serpentinosi, cioè
a queile rocce verdastre, ricche di magnesio. Fiorisce tra aprile
e giugno a quote che vanno da 300 a 1500 metri sul mare.
La dafne odorosa è un suffrutice, cioè una piantina
legnosa bassa; le sue infiorescenze sono ricche di fiorellini rosei
dal profumo molto delicato. P.P. |
daphne mezereum |
Il fior di
stecco, così chiamato per la sua fioritura precoce, che precede
la comparsa deile foglie, è un piccolo arbusto a distribuzione
eurosiberiana. In Liguria è relativamente frequente nelle radure
e ai margini dei boschi di caducifoglie, ed anche negli arbusteti
subalpini, nelle aree inerbite tra i cespugli di rododendro; le quote
di rinvenimento sono comprese tra 500 e 2100 metri; la fioritura si
compie in aprile-giugno. La legge difende anche due altre specie liguri
di dafne: lo gnidio (Daphne gnidium L.) e la laureola (Daphnelaureola
L.). P.P. |
echinops ritro L.  |
L’Echinops ritro,
come sottospecie tipica, si rinviene in Liguria in poche località,
per lo più distanti tra loro, dai dintorni di Albenga al confine
francese, dal livello del mare fino a circa 1000 metri di quota; il
periodo di fioritura è compreso tra la seconda metà
di giugno e la fine di luglio. P.P. |
erythronium dens-canis |
Così
chiamato per la forma del suo bulbo allungato che ricorda quella di
un dente canino. E specie eurosiberiana. In Liguria la ritroviamo
nei luoghi umidi ombrosi, nei boschi di castagno e di faggio, dove
tende a rarefarsi per l’accumulo eccessivo di fogliame, non
più rimosso, che impedisce alla pianta di svilup parsi regolarmente.
P.P. |
galanthus nivalis L. |
Il bucaneve in Liguria
si rinviene sporadicamente sia sull’Appennino sia sui contrafforti
meridionali e orientali delle Alpi Liguri. Predilige gli ambienti
ombrosi, umidi e freschi, a quote comprese tra 200 e 1000 metri. La
fioritura è molto precoce: si compie tra la fine di febbraio
e quella di aprile. P.P. |
gentiana species |
La Gentiana
verna in Liguria è frequente sulle vette elevate delle Alpi
Liguri e sporadica sugli alti rilievi appenninici. Predilige le praterie
montane e subalpine, da 1500 a 2200 metri di quota, dove fiorisce
tra giugno e luglio. Spesso vari fusticini di Gentiana verna crescono
assai ravvicinati, dando origine a compatti cuscinetti di un blu intenso.
La legge tutela tutte le specie liguri del genere Gentiana: la genziana
asclepiadea (Gentiana asclepiadea L.), quella di palude (Gentiana
pneumonanthe L.), la genziana minore (Gentiana cruciata L.), quella
di koch (Gentiana kochiana Perr. et Song.), molto simile alla ligustica,
e la genziana sfrangiata (Gentiana ciliata L.). P.P. |
gentiana ligustica |
La genziana ligure ha una
notevole ampiezza ecologica: cresce nelle fessure delle rocce, nelle
praterie montane e subalpine ed anche nei boschi di latifoglie; fiorisce
tra maggio e luglio, a quote comprese tra 800 e 2000 metri. La Gentiana
ligustica è assai simile ad altre specie di genziana piccine
ma dai fiori giganti, di un blu molto decorativo, comuni sulle Alpi
e sugli Appennini. P.P. |
gentiana lutea |
La genziana
maggiore cresce sugli alti crinali dell’Appennino e nelle Alpi
Liguri, per lo più su versanti esposti a solatio. Tra i 1400
e 2000 metri; la fioritura si compie tra la fine di giugno e quella
di luglio. Provvista di un rizoma molto profondo e di una tagliache
può sfiorare i 2 metri di altezza, questa genziana tende a
diffondersi nelle praterie montane e subalpine. Gli unici rischi le
derivano da un’eccessiva raccolta di rizomi per l’industria
dei liquori. Occasionali confusioni con il veratro ( Veratrum album
L.), velenoso mortale, hanno portato ad esiti letali. P.P. |
gentianella species  |
La genzianella campetre,
in Liguria, è segnalata su vari rilievi appenninici e alpini.
Nel linguaggio comune vengono chiamate genziane le specie di maggiori
dimensioni e genzianelle le altre (comprese la ligustica e la kochiana).
In realtà il genere Géntianella differisce dall’affine
Gentiana perché raggruppa forme che presentano corolle barbate
alla fauce. Nelle genziane, invece, la fauce della corolla è
glabra. P.P. |
iris graminea L. |
L’Iris
graminea in Liguria è stata segnalata solo in alcune località
dell’Appennino genovese, in seno a praterie submontane sassose,
tra 600 e 1100 metri, in cui fiorisce da metà giugno all’inizio
di luglio. Provvista di rizomi abbastanza profondi, tende a formare
chiazze piuttosto ricche di esemplari. Le piante del genere liris
hanno fiori caratteristici, provvisti di un perigonio formato da tre
elementi esterni e tre interni, guarniti da uno stilo che risulta
composto da tre diramazioni di aspetto petaloide. P.P. |
iris chamaeiris B. |
L’Iris chamaeiris
in Liguria è presente solo in pochissime località della
Riviera di Ponente, dove cresce in seno a luoghi pietrosi soleggiati,
negli spazi lasciati aperti da una magra vegetazione erbacea e bassoarbustiva,
spesso aggredita dagli incendi; si rinviene dal livello del mare fino
a circa 800 metri di quota; la fioritura è precoce (marzo-maggio).
Nel testo della legge sulla tutela defla flora l’Iris chamaeiris
compare sotto il sinonimo di Iris lutescens L. P.P. |
leucojum vernum L. |
Il campanellino in Liguria
compare sporadicamente sia sull’Appennino sia sui contrafforti
meridionali delle Alpi Liguri. E simile al bucaneve nelle esigenze
ecologiche e nel periodo di fioritura. La fioritura, molto precoce,
si compie tra la fine di febbraio e quella di aprile. P.P. |
leuzea rhapontica |
La Leuzea conifera cresce
dal livello del mare fino a circa 1000 metri di quota, in seno a praterie
collinari e submontane, assolate, aride e pietrose, dove fiorisce
nei mesi di giugno e luglio.
Una rarità in Liguria,una specie dell’antica flora mediterranea
cenozoica. P.T. |
narcissus poeticus  |
È il più
noto dei Narcisi della flora spontanea ligure, per la pregevolezza
ed il profumo dei suoi fiori. Soggetto ad inconsulte raccolte, è
fortunatamente protetto dalla dislocazione profonda del suo bulbo.
Diffuso nella zona montana ligure, può scendere, in alcune
località della cerchia di colline intorno a Genova, a quote
relativamente basse. P.P. |
narcissus pseudonarcissus |
ll trombone si rinviene
sia sull’Appennino sia sulle Alpi Liguri, nelle praterie collinari
e montane, tra 200 e 1800 metri di quota. La fioritura si compie tra
marzo e maggio.
ll trombone è il narciso dal colore più vivace (ma esistono
esemplari quasi bianchi) e con la forma più vistosa, legata
anche all’inconsueto sviluppo della paracorolla, cioè
di quella specie di coppa che è situata nella parte centrale
del perigonio. P.P. |
narcissus radiiflorus |
Il Narcissus radiiflorus
ha foglie più sottili ei tepali stretti rispetto al Narcissus
poeticus, ben distanziati tra loro.
La legge prevede una protezione estesa a tutte le specie che compongono
il genere Narcissus. P.P. |
narcissus tazetta |
Il Narcissus tazetta cresce
nelle praterie collinari e submontane, in pratica dal livello del
mare fino a circa 1000 metri di quota; fiorisce tra marzo e maggio.
Le dimensioni del perigonio sono inferiori a quelle che si hanno nelle
altre specie; l’infiorescenza è però più
ricca (fino ad un massimo di una ventina di fiori per esemplare).
P.P. |
orchis coriophora |
L’orchidea
cimicina, è così chiamata peri suo odore sgradevole;
in Liguria è sporadica nella Riviera di levante, un po’
più frequente in quella di ponente (Savonese estremo e Imperiese).
L’orchidea cimicina predilige le praterie collinari e submontane
e gli spazi inerbiti tra arbusti e suffrutici, dal livello del mare
fino a circa 1000 metri di quota; fiorisce tra maggio e giugno. Caratteristici
ed inusuali i fiori; la sottospecie fragrans ha un tenue odore che
ricorda quello della vaniglia. P.P. |
orchis mascula  |
L’Orchis
mascula è una specie europea presente in numerose le località
liguri.Si può rinvenire in una vasta fascia altitudinale, compresa
tra 200 e 1800 metri di quota, in praterie collinari e montane, luoghi
arbustati, radure e margini dei boschi. L’orchidea maschia ha
fiori di discrete dimensioni, dalla forma agile e slanciata, di un
bel colore rosso-violaceo; le infiorescenze possono essere molto ricche
e ostentare decine e decine di fiori su un asse lungo anche una trentina
di centimetri. P.P. |
orchis militaris |
L’orchidea militare
si rinviene in Liguria nell’estremo lembo occidentale del Savonese
e nell’Imperiese.
Si rinviene da poche centinaia di metri sul mare fino a circa 1800
metri d’altezza, in seno a praterie collinari e montane, a luoghi
arbustati, a radure boschive; fiorisce nei mesi di maggio e giugno.
P.P. |
orchis morio |
L’Orchis morio in
Liguria è diffusa sia nella Riviera di levante sia in quella
di ponente, dal livello del mare fino a circa 1200 metri, dove fiorisce,
da aprile a giugno, in seno a praterie collinari e submontane e negli
spazi inerbiti tra arbusti e suffrutici.
Il colore dei fiori è molto variabile: da tonalità di
un viola assai scuro (le più frequenti) fino ad un bianco latteo.
P.P. |
orchis papilionacea |
Si tratta di una specie
ampiamente diffusa nelle zone mediterranee in senso lato, presente
in tutte le regioni italiane ed anche, in Liguria, in entrambe le
Riviere. Predilige le aree prative collinari e submontane, dal livello
del mare fino a circa 700 metri, fiorendo in aprile-maggio.
L’infiorescenza di questa specie ha linee semplici ma molto
decorative, legate anche alla forma slanciata dei fiori. P.P. |
orchis patens D.  |
Questa specie, presente
in Italia soltanto in Liguria, unisce il pregio della rarità
a quello estetico, con i suoi fiori grandi in cui ad uno sperone corto
e tozzo si contrappongono tepali elegantemente slanciati. In Liguria
l’Orchis patens si rinviene in seno a praterie collinari e submontane,
ai margini dei boschi ed anche sulle spallette stradali, da 100 a
500 metri di quota. Si conoscono alcune località del Genovesato.
P.P. |
orchis purpurea |
L’orchidea purpurea
in Liguria cresce del tutto sporadica nel Genovesato, è un
poco più frequente nel Savonese ed appare più diffusa
nell’Imperiese. Si rinviene da 200 a 1000 metri di quota, in
seno a praterie collinari e submontane aride ed in luoghi arbustati,
dove fiorisce in aprile-maggio. Si tratta di una specie di rispettabili
dimensioni, che occasionalmente giunge a sfiorare il metro di altezza.
P.P. |
orchis provincialis |
L’Orchis provincialis
è una specie diffusa, in Liguria, in entrambe le Riviere, da
200 fino a 900 metri sul mare. Si rinviene in aree prative collinari
e submontane, in luoghi parzialmente arbustati ed ai margini dei boschi,
dove fiorisce in aprile-maggio.
Questa specie ostenta fiori molto eleganti, di un colore che va dal
giallo carico ad una tenue tinta biancastra, su cui spiccano punteggiature
aranciate, rosse o brune. P.P. |
orchis tridentata |
L’orchidea tridentata
è una specie della regione mediterranea che a nord si spinge
fino all’Europa media.In Liguria si rinviene in entrambe le
Riviere, soprattutto in quella di ponente. Vive nelle praterie collinari
e submontane, nelle chiazze erbose tra gli arbusti, al margine dei
boschi, da 200 a 1200 metri sul mare, florendo tra aprile e la metà
di giugno. P.P. |
orchis ustulata |
L’Orchis ustulata
si rinviene in entrambe le Riviere, da 200 a 1700 metri sul mare,
in seno a praterie collinari e montane, dove fiorisce tra la fine
di aprile e la metà di luglio. I fiori dell’orchidea
strinata, pur nella loro piccolezza e semplicità di linee sono
molto decorativi, per il contrasto tra il colore bianco del labello,
le delicate punteggiatire purpuree e i toni bruno-nerastri dei tepali
esterni: proprio questi ultimi giustificano il nome della specie (ustuiata
in latino significa «bruciacchiata»). P.P. |
rhaponticum bicknellii |
Il rapontico
di Bicknell è un interessante endemismo delle Alpi Liguri,
rinvenuto finora in sole quattro località, due in provincia
di Imperia, due in quella di Cuneo. E un’entità che si
è differenziata in tempi relativamente recenti dalla Stemmacantha
heleniifolia, una specie diffusa lungo la catena alpina. ll rapontico
di Bicknell ha un robusto apparato radicale, un fusto alto anche più
di un metro e mezzo, foglie di dimensioni cospicue e un gigantesco
capolino, produttore di una miriade di frutti. P.P. |
ruscus aculeatus L.  |
ll pungitopo
è abbastanza frequente in Liguria, per lo più nelle
leccete e nei boschi misti submontani, dal livello del mare fino a
circa 600 metri di quota.Da un rizoma strisciante si distaccano fusti
eretti, verdi, striati, che portano tanti cladòdi laminari,
coriacei, di un bel verde cupo, con una spina apicale (i cladodi sono
rami trasformati che sostituiscono le foglie nello svolgere la fotosintesi
clorofiffiana). Le foglie, appunto, mancano; i fiori, inseriti al
centro dei cladodi, sono ben poco appariscenti; il frutto è
invece una bella bacca sferica, di un colore rosso-vivo a maturità.
P.P. |
saxifraga cochlearis |
La sassifraga spatolata
è un endemismo ad areale particolarmente ristretto: si rinviene
sui rilievi tra l‘entroterra di Nizza (Val Vésubie) e
quello di San Remo (Valle Argentina), e poi sulle rupi del Monte di
Portofino. Le quote oscillano tra 200 e 1900 metri sul mare; la fioritura
si compie in aprile-giugno. P.P. |
scilla bifolia L. |
La Scilla bifolia si rinviene
sia sull’Appennino sia sulle Alpi Liguri, ma è poco frequente;
predilige i bordi dei boschi misti di caducifoglie, le radure, le
praterie montane, tra 800 e 1800 metri, dove fiorisce tra aprile e
l’inizio di giugno. P.P. |
trollius europaeus L.  |
Il botton d’oro,
in Liguria, cresce sulle vette appenniniche più elevate (M.
Antola, rilievi dell’alta Val d’Aveto) e sulle Alpi Liguri,
prediligendo praterie montane e subalpine, tra 1400 e 2100 metri,
dove fiorisce in giugno-luglio.
ll botton d’oro tenderebbe ad espandersi nelle aree prative,
in quanto è rifiutato dal bestiame per la sua velenosità;
i suoi nemici sono proprio i gitanti. P.P. |
| Bibliografia : "Fiori
protetti in Liguria" - Enrico Martini - CARIGE |
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