fiori protetti in liguria
 

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Qui di seguito ho deciso di riportare le indicazioni sui fiori protetti in tutta la Liguria per gli escursionisti interessati al lato naturalistico
della montagna e in generale per tutti coloro che si recano sui nostri monti affinchè evitino di riportare a valle "quel mazzolin di fiori".


  In fondo trovi l'elenco,le foto e la descrizione dei fiori protetti.   

  LEGGE REGIONALE 30 gennaio 1984 n. 9

Norme per la protezione della flora spontanea.

  ARTICOLO 1
La Regione con la presente legge! in attuazione di quanto previsto dall’articolo 4 secondo comma dello Statuto, dagli articoli 66 e 83 del D.P.R. 24 luglio 1977 n. 616 e dall’articolo 10 della legge 27 dicembre 1977 n. 984, tutela il patrimonio floristico spontaneo per quanto riguarda sia le singole specie sia le comunità vegetali, con particolare riferimento alle entità in pericolo di estinzione sul territorio regionale.
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ARTICOLO 2
È vietataa chiunque, ivi compreso il proprietario del fondo, salvo si tratti di terreno messo a coltura, la raccolta, l’asportazione, il danneggianiento e la detenzione delle specie di piante spontanee e loro parti, da considerarsi molto rare in Liguria elencate nella tabella A allegata alla presente legge.
 

Articolo 3
Delle specie di piante spontanee e loro parti, soggette a progressiva rarefazione sul territorio ligure elencate nella tabella O allegata alla presente legge è consentita la raccolta di non più di cinque esemplari al giorno a persona ivi compreso il proprietario del fondo, salvo si tratti di terreno messo a coltura.
Gruppi e comitive organizzate composte di oltre dieci persone non possono complessivamente raccogliere più di cinquanta esemplari al giorno per ciascuna delle specie di cui al primo comma.

ARTICOLO 4

È vietato estirpare o danneggiare gli organi sotterranei delle specie di piante elencate nelle tabelle A e B allegate alla presente legge, salvo che si tratti di attività colturali.
La raccolta delle specie elencate nella tabella O allegata alla presente legge deve avvenire evitando di scavare alla base delle piante, d’estrarre o comunque danneggiare i loro organi sotterranei.

Articolo 5
Gli elenchi di cui alle tabelle A,B e C allegate alla presente legge
possono essere modificati con deliberazione del Consiglio regionale, su proposta della Giunta.

 

ARTICOLO 6
È vietato il commercio, tanto allo stato fresco quanto allo stato secco, delle specie di piante spontanee elencate nelle tabelle A, B e C allegate alla presente legge.

Articolo 7
È vietato a chiunque, ivi compreso il proprietario del fondo, salvo si tratti di terreno messo a coltura, la raccolta, l’asportazione, il danneggiamento e la detenzione delle piante pulvinate (a cuscinetto), elencate nella tabella B allegata alla presente legge.

ARTICOLO 8
Sono considerate protette le piante officinali spontanee elencate a norma dell’articolo 1 della legge regionale lo aprile 1982 n. 18.
La raccolta delle piante officinali è soggetta ad autorizzazione da parte del Sindaco competente per territorio, previo parere favorevole dell’Ispettorato ripartimentale delle foreste da rilasciarsi su modulo fornito dalla Regione, contenente le prescrizioni e le modalità tecniche di raccolta.
Non è considerato raccoglitore chi raccoglie o detiene per uso proprio o della famiglia, senza fame commercio, piante officinali in quantità non superiore a quella stabilita nell’elenco approvato con r.d. 26 maggio 1932 a 772 o, per quelle che saranno individuate piante officinali, nella quantità che verrà contestualmente stabilita
I richiedenti indicano nella domanda le specie delle piante e le località ove intendono esercitare la raccolta
La autorizzazione deve essere esibita ad ogni richiesta degli organi incaricati della vigilanza.
E vietato a chiunque, ivi compreso il proprietario del fondo, salvo si tratti di terreno messo a coltura, arrecare danno alle piante officinali spontanee di cui al primo comrna del presente articolo.
Resta comunque fermo il disposto del successivo articolo 6 per le piante officinali comprese nelle tabelle allegate alla presente legge.

ARTICOLO 9
La raccolta e/o l’asportazione di esemplari delle specie spontanee di cui alle tabelle A e E nonchè di quantità eccedenti quelle indicate all’articolo 3 della presente legge, con o senza fiori e/o parti sotterra
184nee, può essere consentita per scopi scientifici, didattici o farmaceutici previa autorizzazione della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore incaricato e fermo restando il regime dominicale dei beni stessi L’autorizzazione è personale e a termine e deve precisare la località, lo scopo della raccolta, la specie, il numero approssimativo di esemplari da raccogliere o da asportare.
ll soggetto autorizzato è tenuto a portare con sé l’autorizzazione durante le operazioni di raccolta ed asportazione e di trasporto fino al luogo di destinazione nonchè ad esibirla a richiesta degli organi di vigilanza.

Articolo 10

Sono escluse dai divieti e dalle limitazioni della presente legge le piante non spontanee appartenenti a specie comprese nelle tabelle allegate alla presente legge provenienti da giardini, vivai, serre e colture floricole in genere.
Le piante non spontanee di cui al precedente comma, i loro fiori e parti sotterranee, se poste in commercio, devono essere accompagnate da certificato di provenienza redatto dal produttore.
Chiunque coltiva a tini commerciali piante appartenenti a specie protette ai sensi della presente legge, deve darne comunicazione scritta al Sindaco ed al Presidente della Comunità montana o del Consorzio dei Comuni per l’esercizio delle deleghe in agricoltura competenti per territorio.

Articolo 11
Gli elenchi delle specie protette sono permanentemente depositati a disposizione delia popolazione presso la Regione, le Province, i Comuni, le Comunità montane ed i Consorzi dei Comuni per l’esercizio delle deleghe in agricoltura e divulgati con idonei mezzi illustrativi presso scuole, uffici, enti pubblici e nelle altre sedi ritenute opportune.

Articolo 12
Le funzioni di vigilanza e le funzioni amministrative riguardanti l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie sono delegate alle Comunità montane ed ai Consorzi dei Comuni per l’esercizio delle deleghe in agricoltura.
Alle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al successivo articolo 13 si applica la legge regionale 2 dicembre 1982 n. 45.
All’accertamento ed alla sanzione, ivi compresa la notifica delle violazioni, procedono i soggetti indicati nell’articolo 6 della legge regionale 2 dicembre 1982 n. 45, nonchè il Corpo Forestale dello Stato.

Articolo 13
Per le violazioni delle disposizioni della presente legge si applicano le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:
a) da lire 5.000 a lire 50.000 per la violazione delle disposizioni di cui all’articolo 8 sesto comma;
b) da lire 10.000 a lire 100.000 perla violazione delle disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 4 e 7;
c) da lire 15.000 a lire 150.000 per chi non provvede alla comunicazione di cui all’articolo 10 terzo comma;
d) da lire 20.000 a lire 200.000 per chi pone in commercio le piante protette non spontanee di cui all’articolo 10, primo comma, senza il certificato di provenienza di cui al secondo comma dello stesso articolo;
e) da lire 50.000 a lire 500.000 perla violazione delle disposizioni di cui agli articoli 6 e 8 secondo comma;
I) da lire 70.000 a lire 700.000 per irregolarità nell’esercizio delle attività autorizzate a norma dell’articolo 9.
Sono inoltre confiscate le piante protette ai sensi della presente legge in relazione alle quali è stata comminata una sanzione amministrativa pecuniaria di cui al precedente cornrna, lettere b), d), e).

Articolo 14
Sono abrogati, limitatamente al territorio della Regione Liguria, gli articoli 2, 3,4 e 5 della legge 6 gennaio 1931 n. 99 e gli articoli 1,2 e 3 del td. 19 dicembre 1931 n. 1793.

Articolo 15
Per il finanziamento da parte degli enti delegati delle spese derivanti dall’attuazione della presente legge si applica l’articolo 16, lettera b), della legge regionale 2 dicembre 1982 n. 45.

Articolo 16
All’onere derivante dall’attuazione della presente legge si provvede mediante utilizzo, in termini di competenza, di quota pari a lire 40.000.000, facente parte dello stanziamento destinato al finanziamento del disegno di legge «Istituzione del fondo di garanzia per il credito agrario» ed iscritto al capitolo 9030 «Fondo occorrente per far fronte ad oneri dipendenti da provvedimenti legislativi in corso concernenti spese in conto capitale o di investimento per ulteriori programmi di sviluppo» dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’anno finanziario 1983 e corrispondente istituzione, ai sensi dell’articolo 31 della legge regionale 4 novembre 1977 n. 42, nello stato di previsione della spesa del bilancio per l’anno finanziario 1984, del capitolo 2400 «Spese destinate agli interventi di tutela della flora spontanea» con lo stanziamento di lire 40.000.000 in termini di competenza.
Agli oneri per gli esercizi successivi si provvede con legge di bilancio.

Articolo 17
La presente legge regionale è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Liguria.

TABELLA A

1) Aquilegia species
2) Aster alpinus L.
3) Campanula sabatia De Not.
4) Convolvolus sabatius Viv.
5) Cyclamen species
6) Dictamnus albus L.
7) Drosera rotundifolia L.
8) Eryngium spinalba Vill.
9) Fritillaria species
10) Leontopodium alpinum Cass.
11) Leuzea conifera (L.) DC.
12) Lilium bulbiferum L.
13) Lilium martagon L.
14) Lilium pomponium L.
15) Nigritella nigra (L) Reichenb.
16) Ophrys species
17) Paeonia officinalis L.
18) Phyteuma cordatum Balbis
19) Pinguicula vulgaris L.
20) Primula marginata Curtis
21) Pulsatilla alpina (L.) Delarbre
22) Romulea ligustica Parl.
23) Tulipa species
24) Soldanella alpina L.
25) Viola valderia All.

TABELLA B

1) Jovibarba allionii (Jordan et Foun) D.A. Webb
2) Saxifraga caesia L.
3) Saxifraga callosa Sm.
4) Saxifraga oppositifolia L.
5) Sempervivum arachnoideum L.
6) Sempervivum calcareum Jordan
7) Sempervivum tectorun L.

 

P.T.= protezione totale
P.P.= protezione parziale

TABELLA C

1) Arnica montana L.
2) Campanula isophylla Moretti
3) Convallaria majalis E
4) Daphne species
5) Echinops ritro L.
6) Erythronium dens-canis L.
7) Galanthus nivalis L.
8) Gentiana species
9) Gentianella species
10) Iris graminea L.
11) liris lutescens L.
12) Leucojum vernum L.
13) Leuzea rhapontica (L.) J. Holub
14) Narcissus species
15) Orchis species
16) Rhaponticum bicknellii (Briq.) Dostàl
17) Ruscus aculeatus L.
18) Saxifraga cochlearis Reichenb.
19) Scilla bifolia L.
20) Trollius europaeus L.


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aquilegia comuneaquilegia vulgaris L’aquilegia comune ha un areale vastissimo, che comprende buona parte dell’Europa, dell’Asia e l’Africa settentrionale occidentale. Come le altre aquilegie della nostra flora, anche quella comune ha foglie grandi, dalle linee inconsuete e assai decorative; non potendosi distinguere un calice da una corolla, è giusto parlare di tepali (5, di aspetto petaloide), alternati ad altrettanti nettàri (elementi nel cui interno si produce nettare), dalla forma a cappuccio prolungato in uno sperone ricurvo. Tutte le aquilegie sono piante molto velenose. P.T.
aquilegia di Reuter aquilegia reuterii B. L'aquilegia di Reuter, così chiamata in onore di un florista ginevrino del secolo scorso, è un pregevole endemismo ligure-provenzale. L'areale va dafl’Imperiese ai monti della Provenza.
Aquilegia reuterii predilige i luoghi sassosi a quote di 1.500-1800 metri, dove fiorisce in luglio-agosto. P.T.
aquilegia nerastra aquilegia atrata K. L’aquilegia nerastra è presente sia sull’Appennino sia sulle Alpi Liguri, a quote comprese tra 300 e 1600 metri, in aree prative, radure e margini dei boschi., dove fiorisce in maggio-giugno. P.T.
astro delle Alpi aster alpinus L’astro delle Alpi è una specie circumboreale, diffusa cioé nelle fredde regioni settentrionali dell’Asia, dell’Europa e del continente americano. Man mano che si procede verso sud diviene sempre più raro e finisce col localizzarsi esclusivamente sulle montagne. In Italia vive nella regione alpina, fino a 3000 metri di altezza, e sull’Appennino settentrionale e centrale. Si tratta di un tipico relitto glaciale presente in Liguria. Fiorisce nei mesi di luglio e agosto. P.T.
campanula sabatia  campanula sabatia         inizio Questa campanula è un endemismo ligure esclusivo, limitato alle province di Savona e di Imperia.
La specie predilige gli ambienti sassosi e ben soleggiati, dal livello del mare fino a circa 1000 metri.L’areale della Campanula sabatia corrisponde, nel complesso, a zone in cui l’influenza dell’uomo sull’ambiente è molto marcata: anche per questo motivo è giustificata, quindi, una protezione totale. P.T.
vilucchio di Capo Noli convolvolus sabatius Viv. Il vilucchio di Capo Noli era stato un tempo segnalato in diverse località liguri, da Bordighera al promontorio di Portofino: la sua presenza attuale - allo stato spontaneo - è limitata a Capo Noli. Questa specie, per i pregi estetici delle corolle azzurroviolette (gialle nella parte più interna) e soprattutto per la facilità con cui riesce a ricoprire aree di terreno arido e ingrato con un fitto tappeto verde-intenso di fusticini e di foglie, è stata sovente messa a dimora nei giardini. P.T.
Ciclamino a foglie d'edera cyclamen species L’areale di questo ciclamino corrisponde alle regioni mediterranee settentrionali; in Italia lo rinveniamo dal Sud fino alla Liguria e all’Emilia; nella nostra regione cresce in una ridottissima area del Genovesato, in seno a lembi di castagneto e di bosco misto di latifoglie, tra 200 e 300 metri sul mare; la fioritura è settembrina .La legge difende tutte le specie del genere Cyclamen. P.T.
frassinella dictamnus albus L. In Liguria la frassinella era stata segnalata in diverse località del Savonese e soprattutto del Genovesato. Gli ambienti preferiti dalla frassinella sono i consorzi di arbusti spaziati, i margini delle boscaglie submontane, le radure, tra 200 e 800 metri sul mare; la fioritura si compie tra maggio e giugno: i fiori sono grandi, chiari, con evidenti venature porporine; la foggia inusuale è accentuata dall’elegante linea degli stami, protesi in fuori e ripiegati verso l’alto all’estremità. P.T.
drosera drosera rotundifolia L. Si tratta di una piccola pianta carnivora, specie circumboreale, occulta abitatrice di torbiere e paludi, presente in Italia sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale.
La drosera ha un pregio tutto particolare per gli adattamenti legati alla sua inusuale capacità di approvvigionarsi di azoto, traendolo dal corpo di piccole prede animali. La fioritura, tutt’altro che appariscente, si compie nel mese di luglio. P.T.
regina delle Alpi eryngium spinalba Vill. L’Eryngium spinaiba condivide con l’alpinum il nobile appellativo di «regina delle Alpi»; si tratta di un interessante endemismo ligure-provenzale, presente, in Italia e in Liguria, soltanto nell’estremo Imperiese, sui rilievi al confine con la Francia.
Predilige le esposizioni a solatio, i suoli pietrosi e le praterie montane e subalpine a roccia superficiale e cotica erbosa diradata, tra 1000 e 2000 metri, in cui fiorisce nei mesi di luglio e agosto. P.T.
fritillaria involucrata fritillaria involucrata       inizio Questa specie è un endemismo della Liguria occidentale e della Provenza, il cui areale è compreso tra i due estremi del M. Carmo di Loano e del Monviso. Si rinviene nei boschi di latifoglie, nelle radure, nelle praterie montane sovente teatro di nebbie; fiorisce tra la fine di aprile e la metà di giugno, a quote comprese tra 1000 e 1800 metri.Il nome latino del genere è scelto con molta arguzia presso gli antichi Romani «fritillus» era il bussolotto in cui scuotere i dadi prima di lanciarli. P.T.
meleàgride di Moggridge fritillaria tubaeformis v. Mogg. Questa varietà è un endemismo delle Alpi Liguri e Marittime il cui areale è compreso tra i monti dell’entroterra di Albenga e i dintorni del Colle della Maddalena.Si rinviene da 1500 a 2000 metri; realmente belli i fiori, grandi, reclinati, di un giallo-oro guarnito da quadrettature bruno-violacee, che compaiono nel mese di giugno. P.T.
stella alpina leontopodium alpinum Cass. La stella alpina è presente lungo la catena alpina, fino a 3000 metri di quota; in Liguria ha il significato di uno splendido relitto glaciale: la ospitano solo due monti dell’Imperiese.
Si tratta di una pianta originatasi nelle aride steppe dell’Asia, migrata sulle montagne europee - dapprima sui loro bordi meridionali all’epoca delle glaciazioni.
La stella alpina predilige i pascoli d’alta quota, in cui fiorisce nei mesi di luglio e agosto. P.T.
fiordaliso ovoide leuzea conifera (L.) DC. La Leuzea conifera è una specie tipica della regione mediterranea occidentale. In Liguria cresce dal livello del mare fino a circa 1000 metri di quota, in seno a praterie collinari e submontane, assolate, aride e pietrose, dove fiorisce nei mesi di giugno e luglio.
Significato di specie dell’antica flora mediterranea cenozoica. P.T.
giglio di S.Giovanni lilium bulbiferum L. La sottospecie del giglio rosso tipica presenta foglie superiori provviste di bulbilli, piccoli bulbi scuri che, staccandosi e cadendo sul terreno, possono dare origine a nuovi individui. In Liguria, sull’Appennino e sulle Alpi Liguri, cresce solo la sottospecie croceum, priva di bulbilli fogliari. ll giglio rosso predilige le praterie submontane e montane, le chiazze inerbite tra gli arbusti, le radure, tra 400 e 1800 metri sul mare; la fioritura si compie tra la fine di maggio ed il mese di luglio. P.T.
giglio martagone lilium martagon L.  inizio Il giglio martagone in Liguria, pur essendo ancora presente sia sull’Appennino sia sulle Alpi Liguri, è in via di rarefazione per le eccessive raccolte degli escursionisti.
ll martagone predilige le radure boschive, i luoghi arbustati, le praterie montane e subalpine, tra 1000 e 2000 metri di quota, dove fiorisce da luglio ad agosto. Esemplari molto ricchi possono superare il metro e mezzo di altezza e portare anche una ventina di fiori. P.T.
giglio pomponio
lilium pomponium L.
ll Lilium pomponium è un endemismo ligure-provenzale segnalato, in Italia, soltanto nell’Imperiese. Vive nelle praterie aride e sassose, submontane e montane, in posizioni soleggiate, tra 800 e 1900 metri di quota; la fioritura si compie tra giugno e luglio.
Questa specie ha fiori realmente meravigliosi: i tepali sono color rosso mattone, rosso minio o cinabro-chiaro, con righe purpureo-scure; la loro forma è ripiegata all’indietro, con volute regolari e delicate. L’infiorescenza può giungere a portare anche una quindicina di fiori, dolcemente reclinati. P.T.
nigritella nigritella nigra (L) Reichenb. La nigritella è una specie delle fredde regioni settentrionali e delle alte catene montuose europee. In Italia è presente sulle Alpi, nell’Appennino settentrionale e sulle vette dell’Abruzzo. In Liguria è del tutto sporadica sull’Appennino e un po’ più frequente sulle Alpi Liguri, al confine con la Francia. Predilige praterie montane e subalpine, tra 1500 e 2200 metri di quota, in cui fiorisce tra giugno e luglio. P.T.
nigritella delle alpi sudocc. nigritella nigra s. corneliana La Nigritella nigra sottospecie corneliana, riconoscibile per il profumo più tenue, per l’aspetto tondeggiante dell’infiorescenza e per il colore del perigonio, più chiaro rispetto a quello della nigritella tipica. E' un bell’endemismo delle Alpi sudoccidentali, che ha sui monti dell’Imperiese, al confine con la Francia, le uniche stazioni liguri e nello stesso tempo quelle più orientali dell’areale. Le esigenze ecologiche sono identiche a quelle della sottospecie tipica, la fioritura è lievemente più precoce e si conclude entro giugno. P.T.
fior ragno ophrys sphecodes Miller L’Ophrys sphecodes è forse la specie che in Liguria raggiunge le quote maggiori, potendo superare, nell’Imperiese, l’altezza di 1000 metri sul mare. La fioritura si completa tra marzo e maggio. La legge garantisce una protezione totale a tutte le specie del genere Ophrys risultano quindi tutelate in Liguria anche il fiore delle api (Ophrys apifera Hudson), il fiore dei bombi (Ophrys bombylfflora Link), l’ofride scura (Ophrys fusca, Link), l’ofride gialla (Ophzys lutea Cav.), l’ofride cornuta (Ophrys scolopax Cav.). P.T.
fiore dei fuchi ophrys fuciflora inizio Il fiore dei fuchi è presente in tutte le regioni italiane . In Liguria compare lungo l’arco delle due Riviere, specie in quella di ponente.
Le esigenze ecologiche sono analoghe a quelle dell’ofride di Bertoloni, rispetto alla quale il fiore dei fuchi tollera quote lievemente superiori e temperature medie un po’ meno elevate. La fioritura si compie nei mesi di maggio e giugno. P.T.
ofride di Bertoloni ophrys berolonii Moretti   L'ofride di Bertoloni ha una diffusione prevalente nel bacino mediterraneo occidentale. In Liguria si rinviene lungo l’arco delle due Riviere, più diffusa, però, in quella di ponente. Predilige le praterie aride collinari e le associazioni di suffrùtici, cioé di bassi arbusti, spaziati e infrarmmezzati da una magra vegetazione erbacea (le cosiddette «garìghe»), sempre su calcare. Giunge a sfiorare, sui rilievi sopra Albenga e nell’Imperiese, i 1000 metri di quota La fioritura si compie tra aprile e giugno. P.T.
ofride a forma di ragno ophrys arachnitiformis Questa splendida orchidea in Liguria compare sporadicamente lungo le due Riviere, con fiori anche molto variabili da un esemplare all’altro, prediligendo, come tutte le òfridi, i dossi aridi e pietrosi esposti a sud, su suolo calcareo, invasi da una vegetazione stentata, prevalentemente erbacea. Fiorisce in marzo-aprile, a quote comprese tra il livello del mare e 500 metri. P.T.
peonia paeonia officinalis L. La peonia officinale è una specie europea presente in Liguria solo con la sottospecie villosa; compare nelle Alpi Liguri e cresce solo su due monti dell’estremo Imperiese, al confine con la Francia. Nell’Imperiese sono assai numerosi gli ambienti idonei ad ospitarla; è possibile che l’areale ligure in passato fosse più ampio e che alla sua riduzione abbiano contribuito le eccessive raccolte non tanto di fiori quanto di esemplari completi. P.T.
fiteuma di Balbis phyteuma cordatum Balbis Questo fiteuma , è stato inserito tra le specie meritevoli di protezione totale per la sua rarità: è un endemismo delle Alpi Liguri e Marittime rinvenuto, finora, solo in una mezza dozzina di posti, tra la provincia di Imperia (una sola località), quella di Cuneo e le Alpi francesi. Il fiteuma di Balbis è un piccolo miracolo di frugalità: sul monte che lo ospita, nell’entroterra di Bordighera, popola fenditure minime di rocce calcaree, di cui è spesso l’unico abitatore, a quote sui 1600-1900 metri, fiorendo tra la metà di giugno e quella di luglio. P.T.
pinguicula pinguicula vulgaris L.inizio La pinguicola comune, in Liguria, si rinviene sull'Appennino e in alcune località delle Alpi Liguri. Sempre legata ad ambienti umidi, cresce tra 700 e 2000 metri, fiorendo in giugno e luglio.
Come la drosera anche la pinguicola è una piccola pianta carnivora; lo strano fiore, simile ad una scura bocca semichiusa, che termina in una sorta di budello a fondo cieco, non ci deve trarre in inganno: le piccole prede animali vengono invischiate e digerite sulle foglie. P.T.
primula impolverata
primula marginata Curtis
La Primula marginata è un pregevole endemismo delle Alpi sudoccidentali, diffuso dalle Cozie al M. Carmo di Loano. Si rinviene per lo più nelle fessure delle rupi (di rado in luoghi pietrosi), tra 1000 e 2000 metri di quota. All’apice di un rizoma lungo anche una trentina di centimetri, si sviluppa un ciuffetto di foglioline farinose (donde il nome di primula impolverata). La fioritura è precoce (aprile-giugno); i fiori sono davvero leggiadri, purpureo-violetti e di grandi dimensioni rispetto alla modestia del fusticino subaereo. P.T.
anemone alpino pulsatilla alpina   L’anemone alpino in Italia è presente sulle Alpi e sull’Appennino fino alla Campania. In Liguria compare sporadicamente sulle vette appenniniche elevate e diviene invece più frequente sulle Alpi Liguri, specie al confine con la Francia. L’anemone alpino predilige le praterie montane e subalpine, tra 1500 e 2100 metri, dove fiorisce in giugno-luglio. I suoi grandi fiori, bianchi nella sottospecie tipica, giallozolfo nella sottospecie apiifolia, si protendono aperti, proprio questa forma e questi colori consentono di riflettere i
anemone alpino,frutto raggi solari verso la parte centrale del fiore, quella che ospita le strutture riproduttive.Un altro pregevole adattamento è presentato dai frutti, che sono prolungati in una lunga resta piumosa ; proprio sulle reste dei frutti è destinato ad agire il vento, faciitandone la dispersione. La Pulsatilla alpina al rilevante valore estetico dei fiori unisce il pregio della rarità in Liguria e il significato di un bellissimo relitto glaciale: un concentrato di adattamenti al freddo clima delle vette ed alla scarsità di insetti pronubi. P.T.
romulea ligustica romulea ligustica Parl. La distribuzione di questa specie è estremamente caratteristica: Marocco, Algeria, Tunisia, Sardegna, Corsica, Sestri Ponente (nella valle dei Mulinassi).
Questa umile specie della famiglia delle Iridacee, fa parte della cosidetta "microflora mediterranea" precoce, in quanto svolge il suo ciclo vegetativo nel breve periodo compreso tra l’inverno e l’inizio della primavera, senza poi lasciare apparente traccia di sè sul terreno. P.T.
tulipano dei monti tulipa species ll tulipano dei monti si rinviene in Liguria sporadicamente sull’Appennino e sulle Alpi Liguri, a quote comprese tra 800 e 1900 metri, dove fiorisce tra maggio e giugno. Con i suoi fiori, a tepali gialli ravvivati da stile purpuree, conferisce una nota lieta in seno a praterie submontane e montane a volte povere di colori. La legge sulla protezione della flora difende tutte le specie del genere Tulipa; in pratica, oltre al tulipano dei monti vi è solo quello dei campi (Tulipa sylvestris L.), ormai del tutto sporadico sotto gli ulivi, nei campi, nei vigneti. P.T.
soldanella alpina soldanella alpina

La soldanella alpina è presente sulle Alpi, sull’Appennino settentrionale e centrale e infine sul Pollino. In Liguria è sporadica sulle vette appenniniche (es.: Val dAveto) e più comune sui rilievi elevati delle Alpi Liguri, specie al confine con la Francia. Gli ambienti preferiti appaiono le praterie montane e subalpine; le quote sono comprese tra 1500 e 2200 metri; la fioritura è precoce (maggio-giugno). P.T.

 

viola di Valdieri viola valderia All. La viola di Valdieri è un pregevole endemismo delle Alpi Marittime che, con le estreme propaggini orientali del suo areale, lambisce la Liguria in corrispondenza dei monti dell’Imperiese al confine con la Francia. Questa delicata violetta predilige i luoghi sassosi esposti a solatìo, tra 1400 e 1900 metri sul mare, in cui fiorisce nei mesi di maggio e giugno. P.T.
semprevivo di Allioni jovibarba allionii inizio ll semprevivo di Allioni è una piccola crassulacea che forma sui terreno rosette di foglioline carnose, molto ricche di acqua, da cui si distaccano fusticini che portano all’apice un’infiorescenza di fiori gialli. E' diffuso lungo l’arco alpino occidentale. In Liguria è rarissimo: compare sporadicamente nell’estremo Imperiese lungo il confine con la Francia. ll semprevivo di Allioni predilige i luoghi sassosi e rupestri soleggiati, sopra i 1700 metri di quota, dove fiorisce in luglio-agosto. P.T.
sassifraga glauca saxifraga caesia L. La sassifraga glauca in Liguria compare solo sulle Alpi Liguri, dal M. Galero alle vette lungo il confine con la Francia; si rinviene tra 1600 e 2000 metri, nelle fessure delle rupi, dove fiorisce per lo più nel mese di luglio. Gli esemplari di questa sassifraga sono minuscoli cuscinetti di foglioline lunghe pochi millimetri, ricurve, glauche, tutte incrostate di calcàre, dai quali si distaccano peduncoli sottili, destinati a portare ognuno da 2 a 5 fiorellini bianchi. P.T.
saxifraga callosa
saxifraga lingulata
La Saxifraga lingulata subsp. Bellardi è un endemismo ligure-provenzale. In Liguria questa pianta cresce sui rilievi elevati dal M. Carmo di Loano al confine francese. Tipica delle fessure delle rupi, la sassifraga callosa compare anche su ripidi suoli incoerenti; fiorisce tra giugno e luglio; le quote oscillano da 900 a 2000 metri. La ricchezza della fioritura di questa specie non ha rivali tra tutte le sassifraghe italiane: i vistosissimi pennacchi bianchi (anche centinaia di fiori ciascuno) costituiscono un ornamento sontuoso per certe rupi a picco, altrimenti spoglie di vita. P.T.
sassifraga a foglie opposte sax. oppositifolia L. In Liguria la sassifraga a foglie opposte si rinviene solo nell’Imperiese, sui rilievi al confine con la Francia Nelle Grandi Alpi la specie vive per lo più sulle pietraie d’alta quota, dove si configura come una pianta pioniera.In Liguria, lontana da un optimum ecologico, è costretta a rifugiarsi nelle fessure minime delle rocce, per fuggire la concorrenza di piante più competitive. Le quote di rinvenimento nelle stazioni liguri sono comprese tra 1500 e 2000 metri; la fioritura si compie tra la fine di aprile e quella di maggio. P.T.
semprevivo ragnateloso
sempervivum arachnoideum
ll semprevivo ragnateloso è diffuso sulle montagne dell’Europa sudoccidentale. In Liguria compare sulle vette appenniniche più elevate e sui rilievi delle Alpi Liguri. Predilige ambienti rupestri e pietrosi, in cui fiorisce tra la fine di giugno e quella di luglio. Il semprevivo ragnateloso deve il nome alla fitta coltre di peli bianchicci che ricopre la sommità delle minuscole rosette fogliari; un concentrato di adattamenti in grado di vincere l’aridità più prolungata e l’impeto di venti disseccanti quasi quotidiani. P.T.
semprevivo maggiore
sempervivum tectorun
Il semprevivo maggiore è una specie presente in Liguria e nell’Appennino centro-meridionale. Predilige i pendii aridi, anche dell’immediato entroterra, e spesso si rinviene sui muretti delle «fasce», ad occhieggiare tra i sassi con le sue rosette fogliari. E frequente anche sui versanti volti a sud delle Alpi Liguri, fino a quote di circa 2000 metri, in cui fiorisce tardivamente (luglio-agosto). Come tutti i semprevivi ha una resistenza incredibile a prolungate condizioni di aridità. P.T.
arnica montana arnica montana L’arnica in Liguria è presente sia sulle maggiori vette appenniniche sia su quelle delle Alpi Liguri. Cresce nelle praterie montane e subalpine, tra i cespugli di rododendro, nelle radure dei lariceti, fiorendo nei mesi di luglio e agosto. Qua e là l’amica può essere anche abbondante e a volte i suoi grandi capolini gialli costituiscono un aspetto dominante nella fioritura dei prati di montagna. L’arnica è spesso impiegata nella medicina popolare. P.P.
campanula a foglie eguali
campanula isophylla Moretti
Questa specie è l’endemismo più pregevole della flora ligure: cresce infatti nelle fessure minime delle rupi calcaree tra la Caprazoppa e Capo Noli, dal livello del mare fino a quasi 400 metri di quota. La Campanula isophylla riesce a vivere perfino in minuscoli fori ciechi della roccia, che rimangono totalmente celati dal fusticino e dalle foglie. P.P.
mughetto convallaria majalis inizio ll mughetto è una specie circumboreale presente in Italia lungo le Alpi e nell’Appennino settentrionale e centrale. In Liguria è stato segnalato in pochissime località appenniniche e alpine, cresce ai margini dei boschi, nelle radure e in aree prative, tra 700 e 1700 metri, dove fiorisce tra maggio e i primi di luglio. P.P.
dafne alpina daphne alpina La dafne alpina è una specie diffusa dalle regioni centrali dell’Asia alle montagne dell’Europa meridionale. In Liguria compare sporadicamente nell’alta Vai dAveto mentre è un po’ più frequente sulle Alpi Liguri, dai monti dell'entroterra di Albenga ai rilievi lungo il confine con la Francia.
Si tratta di un piccolo arbusto a rami contorti che alligna su suoli pietrosi, tra 1000 e 2000 metri sul mare; la fioritura, tutt’altro che appariscente, si compie in giugno-luglio. P.P.
dafne odorosa daphne cneorum La dafne odorosa,in Liguria, si rinviene in varie località del genovesato, dal l Beigua alla Val d’Aveto, legata ai substrati serpentinosi, cioè a queile rocce verdastre, ricche di magnesio. Fiorisce tra aprile e giugno a quote che vanno da 300 a 1500 metri sul mare.
La dafne odorosa è un suffrutice, cioè una piantina legnosa bassa; le sue infiorescenze sono ricche di fiorellini rosei dal profumo molto delicato. P.P.
fior di stecco daphne mezereum Il fior di stecco, così chiamato per la sua fioritura precoce, che precede la comparsa deile foglie, è un piccolo arbusto a distribuzione eurosiberiana. In Liguria è relativamente frequente nelle radure e ai margini dei boschi di caducifoglie, ed anche negli arbusteti subalpini, nelle aree inerbite tra i cespugli di rododendro; le quote di rinvenimento sono comprese tra 500 e 2100 metri; la fioritura si compie in aprile-giugno. La legge difende anche due altre specie liguri di dafne: lo gnidio (Daphne gnidium L.) e la laureola (Daphnelaureola L.). P.P.
cardo-pallottola echinops ritro L.              inizio L’Echinops ritro, come sottospecie tipica, si rinviene in Liguria in poche località, per lo più distanti tra loro, dai dintorni di Albenga al confine francese, dal livello del mare fino a circa 1000 metri di quota; il periodo di fioritura è compreso tra la seconda metà di giugno e la fine di luglio. P.P.
erythronium dens-canis Così chiamato per la forma del suo bulbo allungato che ricorda quella di un dente canino. E specie eurosiberiana. In Liguria la ritroviamo nei luoghi umidi ombrosi, nei boschi di castagno e di faggio, dove tende a rarefarsi per l’accumulo eccessivo di fogliame, non più rimosso, che impedisce alla pianta di svilup parsi regolarmente. P.P.
bucaneve galanthus nivalis L. Il bucaneve in Liguria si rinviene sporadicamente sia sull’Appennino sia sui contrafforti meridionali e orientali delle Alpi Liguri. Predilige gli ambienti ombrosi, umidi e freschi, a quote comprese tra 200 e 1000 metri. La fioritura è molto precoce: si compie tra la fine di febbraio e quella di aprile. P.P.
genziana
gentiana species
La Gentiana verna in Liguria è frequente sulle vette elevate delle Alpi Liguri e sporadica sugli alti rilievi appenninici. Predilige le praterie montane e subalpine, da 1500 a 2200 metri di quota, dove fiorisce tra giugno e luglio. Spesso vari fusticini di Gentiana verna crescono assai ravvicinati, dando origine a compatti cuscinetti di un blu intenso. La legge tutela tutte le specie liguri del genere Gentiana: la genziana asclepiadea (Gentiana asclepiadea L.), quella di palude (Gentiana pneumonanthe L.), la genziana minore (Gentiana cruciata L.), quella di koch (Gentiana kochiana Perr. et Song.), molto simile alla ligustica, e la genziana sfrangiata (Gentiana ciliata L.). P.P.
genziana ligure gentiana ligustica La genziana ligure ha una notevole ampiezza ecologica: cresce nelle fessure delle rocce, nelle praterie montane e subalpine ed anche nei boschi di latifoglie; fiorisce tra maggio e luglio, a quote comprese tra 800 e 2000 metri. La Gentiana ligustica è assai simile ad altre specie di genziana piccine ma dai fiori giganti, di un blu molto decorativo, comuni sulle Alpi e sugli Appennini. P.P.
genziana maggiore gentiana lutea La genziana maggiore cresce sugli alti crinali dell’Appennino e nelle Alpi Liguri, per lo più su versanti esposti a solatio. Tra i 1400 e 2000 metri; la fioritura si compie tra la fine di giugno e quella di luglio. Provvista di un rizoma molto profondo e di una tagliache può sfiorare i 2 metri di altezza, questa genziana tende a diffondersi nelle praterie montane e subalpine. Gli unici rischi le derivano da un’eccessiva raccolta di rizomi per l’industria dei liquori. Occasionali confusioni con il veratro ( Veratrum album L.), velenoso mortale, hanno portato ad esiti letali. P.P.
genzianella campetre gentianella species         inizio La genzianella campetre, in Liguria, è segnalata su vari rilievi appenninici e alpini.
Nel linguaggio comune vengono chiamate genziane le specie di maggiori dimensioni e genzianelle le altre (comprese la ligustica e la kochiana). In realtà il genere Géntianella differisce dall’affine Gentiana perché raggruppa forme che presentano corolle barbate alla fauce. Nelle genziane, invece, la fauce della corolla è glabra. P.P.
giaggiolo gramineo iris graminea L. L’Iris graminea in Liguria è stata segnalata solo in alcune località dell’Appennino genovese, in seno a praterie submontane sassose, tra 600 e 1100 metri, in cui fiorisce da metà giugno all’inizio di luglio. Provvista di rizomi abbastanza profondi, tende a formare chiazze piuttosto ricche di esemplari. Le piante del genere liris hanno fiori caratteristici, provvisti di un perigonio formato da tre elementi esterni e tre interni, guarniti da uno stilo che risulta composto da tre diramazioni di aspetto petaloide. P.P.
giaggilo tirrenico iris chamaeiris B. L’Iris chamaeiris in Liguria è presente solo in pochissime località della Riviera di Ponente, dove cresce in seno a luoghi pietrosi soleggiati, negli spazi lasciati aperti da una magra vegetazione erbacea e bassoarbustiva, spesso aggredita dagli incendi; si rinviene dal livello del mare fino a circa 800 metri di quota; la fioritura è precoce (marzo-maggio). Nel testo della legge sulla tutela defla flora l’Iris chamaeiris compare sotto il sinonimo di Iris lutescens L. P.P.
leucojum vernum L. Il campanellino in Liguria compare sporadicamente sia sull’Appennino sia sui contrafforti meridionali delle Alpi Liguri. E simile al bucaneve nelle esigenze ecologiche e nel periodo di fioritura. La fioritura, molto precoce, si compie tra la fine di febbraio e quella di aprile. P.P.
fiordaliso ovoide leuzea rhapontica La Leuzea conifera cresce dal livello del mare fino a circa 1000 metri di quota, in seno a praterie collinari e submontane, assolate, aride e pietrose, dove fiorisce nei mesi di giugno e luglio.
Una rarità in Liguria,una specie dell’antica flora mediterranea cenozoica. P.T.
narciso narcissus poeticus inizio È il più noto dei Narcisi della flora spontanea ligure, per la pregevolezza ed il profumo dei suoi fiori. Soggetto ad inconsulte raccolte, è fortunatamente protetto dalla dislocazione profonda del suo bulbo. Diffuso nella zona montana ligure, può scendere, in alcune località della cerchia di colline intorno a Genova, a quote relativamente basse. P.P.
narciso trombone narcissus pseudonarcissus ll trombone si rinviene sia sull’Appennino sia sulle Alpi Liguri, nelle praterie collinari e montane, tra 200 e 1800 metri di quota. La fioritura si compie tra marzo e maggio.
ll trombone è il narciso dal colore più vivace (ma esistono esemplari quasi bianchi) e con la forma più vistosa, legata anche all’inconsueto sviluppo della paracorolla, cioè di quella specie di coppa che è situata nella parte centrale del perigonio. P.P.
narciso narcissus radiiflorus Il Narcissus radiiflorus ha foglie più sottili ei tepali stretti rispetto al Narcissus poeticus, ben distanziati tra loro.
La legge prevede una protezione estesa a tutte le specie che compongono il genere Narcissus. P.P.
narciso tazzetta narcissus tazetta Il Narcissus tazetta cresce nelle praterie collinari e submontane, in pratica dal livello del mare fino a circa 1000 metri di quota; fiorisce tra marzo e maggio.
Le dimensioni del perigonio sono inferiori a quelle che si hanno nelle altre specie; l’infiorescenza è però più ricca (fino ad un massimo di una ventina di fiori per esemplare). P.P.
orchidea cimicina orchis coriophora  L’orchidea cimicina, è così chiamata peri suo odore sgradevole; in Liguria è sporadica nella Riviera di levante, un po’ più frequente in quella di ponente (Savonese estremo e Imperiese). L’orchidea cimicina predilige le praterie collinari e submontane e gli spazi inerbiti tra arbusti e suffrutici, dal livello del mare fino a circa 1000 metri di quota; fiorisce tra maggio e giugno. Caratteristici ed inusuali i fiori; la sottospecie fragrans ha un tenue odore che ricorda quello della vaniglia. P.P.
orchidea maschia orchis mascula   inizio L’Orchis mascula è una specie europea presente in numerose le località liguri.Si può rinvenire in una vasta fascia altitudinale, compresa tra 200 e 1800 metri di quota, in praterie collinari e montane, luoghi arbustati, radure e margini dei boschi. L’orchidea maschia ha fiori di discrete dimensioni, dalla forma agile e slanciata, di un bel colore rosso-violaceo; le infiorescenze possono essere molto ricche e ostentare decine e decine di fiori su un asse lungo anche una trentina di centimetri. P.P.
orchidea militare orchis militaris L’orchidea militare si rinviene in Liguria nell’estremo lembo occidentale del Savonese e nell’Imperiese.
Si rinviene da poche centinaia di metri sul mare fino a circa 1800 metri d’altezza, in seno a praterie collinari e montane, a luoghi arbustati, a radure boschive; fiorisce nei mesi di maggio e giugno. P.P.
giglio caprino orchis morio L’Orchis morio in Liguria è diffusa sia nella Riviera di levante sia in quella di ponente, dal livello del mare fino a circa 1200 metri, dove fiorisce, da aprile a giugno, in seno a praterie collinari e submontane e negli spazi inerbiti tra arbusti e suffrutici.
Il colore dei fiori è molto variabile: da tonalità di un viola assai scuro (le più frequenti) fino ad un bianco latteo. P.P.
orchidea farfalla orchis papilionacea Si tratta di una specie ampiamente diffusa nelle zone mediterranee in senso lato, presente in tutte le regioni italiane ed anche, in Liguria, in entrambe le Riviere. Predilige le aree prative collinari e submontane, dal livello del mare fino a circa 700 metri, fiorendo in aprile-maggio.
L’infiorescenza di questa specie ha linee semplici ma molto decorative, legate anche alla forma slanciata dei fiori. P.P.
orchidea aperta orchis patens D. inizio Questa specie, presente in Italia soltanto in Liguria, unisce il pregio della rarità a quello estetico, con i suoi fiori grandi in cui ad uno sperone corto e tozzo si contrappongono tepali elegantemente slanciati. In Liguria l’Orchis patens si rinviene in seno a praterie collinari e submontane, ai margini dei boschi ed anche sulle spallette stradali, da 100 a 500 metri di quota. Si conoscono alcune località del Genovesato. P.P.
orchidea purpurea orchis purpurea L’orchidea purpurea in Liguria cresce del tutto sporadica nel Genovesato, è un poco più frequente nel Savonese ed appare più diffusa nell’Imperiese. Si rinviene da 200 a 1000 metri di quota, in seno a praterie collinari e submontane aride ed in luoghi arbustati, dove fiorisce in aprile-maggio. Si tratta di una specie di rispettabili dimensioni, che occasionalmente giunge a sfiorare il metro di altezza. P.P.
orchidea provenzale orchis provincialis L’Orchis provincialis è una specie diffusa, in Liguria, in entrambe le Riviere, da 200 fino a 900 metri sul mare. Si rinviene in aree prative collinari e submontane, in luoghi parzialmente arbustati ed ai margini dei boschi, dove fiorisce in aprile-maggio.
Questa specie ostenta fiori molto eleganti, di un colore che va dal giallo carico ad una tenue tinta biancastra, su cui spiccano punteggiature aranciate, rosse o brune. P.P.
orchidea tridentata orchis tridentata L’orchidea tridentata è una specie della regione mediterranea che a nord si spinge fino all’Europa media.In Liguria si rinviene in entrambe le Riviere, soprattutto in quella di ponente. Vive nelle praterie collinari e submontane, nelle chiazze erbose tra gli arbusti, al margine dei boschi, da 200 a 1200 metri sul mare, florendo tra aprile e la metà di giugno. P.P.
orchidea strinata orchis ustulata L’Orchis ustulata si rinviene in entrambe le Riviere, da 200 a 1700 metri sul mare, in seno a praterie collinari e montane, dove fiorisce tra la fine di aprile e la metà di luglio. I fiori dell’orchidea strinata, pur nella loro piccolezza e semplicità di linee sono molto decorativi, per il contrasto tra il colore bianco del labello, le delicate punteggiatire purpuree e i toni bruno-nerastri dei tepali esterni: proprio questi ultimi giustificano il nome della specie (ustuiata in latino significa «bruciacchiata»). P.P.
rapontico di Bicknell
rhaponticum bicknellii
Il rapontico di Bicknell è un interessante endemismo delle Alpi Liguri, rinvenuto finora in sole quattro località, due in provincia di Imperia, due in quella di Cuneo. E un’entità che si è differenziata in tempi relativamente recenti dalla Stemmacantha heleniifolia, una specie diffusa lungo la catena alpina. ll rapontico di Bicknell ha un robusto apparato radicale, un fusto alto anche più di un metro e mezzo, foglie di dimensioni cospicue e un gigantesco capolino, produttore di una miriade di frutti. P.P.
pungitopo ruscus aculeatus L.  inizio ll pungitopo è abbastanza frequente in Liguria, per lo più nelle leccete e nei boschi misti submontani, dal livello del mare fino a circa 600 metri di quota.Da un rizoma strisciante si distaccano fusti eretti, verdi, striati, che portano tanti cladòdi laminari, coriacei, di un bel verde cupo, con una spina apicale (i cladodi sono rami trasformati che sostituiscono le foglie nello svolgere la fotosintesi clorofiffiana). Le foglie, appunto, mancano; i fiori, inseriti al centro dei cladodi, sono ben poco appariscenti; il frutto è invece una bella bacca sferica, di un colore rosso-vivo a maturità. P.P.
sassifraga spatolata saxifraga cochlearis La sassifraga spatolata è un endemismo ad areale particolarmente ristretto: si rinviene sui rilievi tra l‘entroterra di Nizza (Val Vésubie) e quello di San Remo (Valle Argentina), e poi sulle rupi del Monte di Portofino. Le quote oscillano tra 200 e 1900 metri sul mare; la fioritura si compie in aprile-giugno. P.P.
scilla bifolia scilla bifolia L. La Scilla bifolia si rinviene sia sull’Appennino sia sulle Alpi Liguri, ma è poco frequente; predilige i bordi dei boschi misti di caducifoglie, le radure, le praterie montane, tra 800 e 1800 metri, dove fiorisce tra aprile e l’inizio di giugno. P.P.
botton d’oro trollius europaeus L. inizio Il botton d’oro, in Liguria, cresce sulle vette appenniniche più elevate (M. Antola, rilievi dell’alta Val d’Aveto) e sulle Alpi Liguri, prediligendo praterie montane e subalpine, tra 1400 e 2100 metri, dove fiorisce in giugno-luglio.
ll botton d’oro tenderebbe ad espandersi nelle aree prative, in quanto è rifiutato dal bestiame per la sua velenosità; i suoi nemici sono proprio i gitanti. P.P.
Bibliografia : "Fiori protetti in Liguria" - Enrico Martini - CARIGE
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