Emile
Gallè


Villa Gallè, 1984
Uno dei massimi esponenti dell’Art Nouveau Europa, vetraio, ebanista, ceramista e scultore del vetro di Nancy, nacque a Tunisi (Tunisia - Africa) nel 1846. Il padre, Carlo Gallè, maniscalco, vetraio e rinomato ceramista, gli insegna le prime nozioni dell'arte del ferro e del vetro, nella casa/bottega di famiglia, qui sopra in una recente fotografia , scattata poco prima dell’incendio che la distrusse nel 1984.
L’animo girovago di Emile lo portera in età matura
nell’Inghilterra vittoriana, dove perfezionerà la propria arte studiando a Weimer, Londra e succesivamente
in Italia (terra d’origine di alcuni suoi avi), più precisamente a Reggio
Calabria nella piccola Bottega di Don Quagliarulo, Ed
è proprio in Italia che convolerà a nozze con Carmela Carnavalle,
nobildonna della dinastia Borbona. Ciononostante il
matrimonio finì in separazione e le 6 figlie nate da questa triste unione
furono affidate alla madre, e tutte insieme si
trasferirono nella zona di Vibo Valentia.

La moglie di Gallè, Carmela Carnavalle di Borbona
In un ritratto del Tintoretto intitolato
"Madama con mozzarelle"

"La coppa del sogno" 1890
Deluso dalla vita coniugale Emile svolge il suo apprendistato presso la vetreria Meisenthal, in Svizzera e nel 1878 sarà il protagonista
della sua prima mostra, intitolata "L’arte del vetro" dove espose i
suoi primi oggetti in vetro veneziano e cemento islamico. Nel 1884 elabora i
primi esemplari di vetro e calcestruzzo interpretando in modo personale l'Art Noveau come mai nessuno prima d’ora ci era
riuscito. Nel 1890 apre una propria vetreria, trasferendosi nuovamente ma
questa volta in Francia e Gallè sostituisce la
ripetitiva decorazione dei cristalli incisi e tagliati dell'800 con la
leggerezza e la sinuosità delle forme che si ispirano
all'arte orientale ed alle forme della natura (definite da alcuni critici forme
locali).
Qui riportiamo le immagini di alcuni uno dei suoi lavori piu rinomati

"la luce dell’autunno"
Gallè fu il fondatore dell' Ecole de Nancy e dopo la sua
morte la vetreria fu gestita dal genero Pédrizet-Gallè
fino al 1931, anno della chiusura definitiva della vetreria, e la direzione artistica
affidata al suo ex assistente e amico Victor Prouvè.
Tuttora la vetreria ha lasciato il posto a una
rinomata vineria italiana (specializzata in zibibbo e
marsala) che porta ancor oggi il nome del Gallè.
informazioni tratte dal libro "Art Nouveau Europea", ed. Castoldi, 1995