![]() CHIESA DI S. MARIA DELLE GIUMMARE O DI VALVERDE La
chiesa di S. Maria di Valverde o, come più comunemente è detta, delle Giummare,
fu fondata, con 1'annesso duplice monastero, all'inizio del sec. XII (nel 1103
secondo il Fazello, nel 1114 o 1119 secondo lo Scaturro) dalla contessa normanna
Giulietta, figlia del Gran Conte Ruggero, signora di Sciacca dal 1100 al 1136,
ed è dedicata alla beata Vergine Maria. Ricostruita nel sec. XVI, ha subìto successivamente
vari rimaneggiamenti che hanno modificato profondamente 1'antica struttura originaria
specialmente all'interno che è tutto di forme barocche. Di grande interesse è
la facciata, la quale, tolti il portale e il finestrone centrali, che sono d’età
barocca, ha tutte le caratteristiche di un turrito palazzo medievale piuttosto
che quello di un edificio religioso. Realizzata nel 1530, in stile gotico catalano,
essa si articola in tre corpi dei quali quello centrale, circoscritto da due robusti
pilastri, corrisponde alla chiesa, e quelli laterali, a forma di torri merlate,
la cui severità è attenuata da leggiadre bifore e finestrini ad arco inflesso,
al monastero. Il prospetto della chiesa è coronato da un ballatoio merlato con
piombatoi di difesa sostenuto da una teoria di archetti inflessi che poggiano
su dodici beccatelli. (Questa struttura a sbalzo sbalzo è tipica dei castelli
medioevali). Ai lati della porta d'ingresso della chiesa crescono due palme nane
a ricordo delle giummare che una volta rivestivano i terreni intorno onde derivò
alla chiesa il nome tuttora in uso. L'interno, a una sola navata, conserva quasi
intatta 1'atmosfera barocca originaria con le sue belle tribune dalle panciute
ringhiere in ferro battuto, le caratteristiche grate alle finestre, i comunichini
di bronzo dorato, cose tutte che ci ricordano il tempo della clausura. Numerose
le opere d'arte: sull'altare maggiore e una S.Maria di Valverde, tela del saccense
Gaspare Testone ( 1704-1801 ), e ai lati Angelo custode e S. Michele Arcangelo,
dipinti di Mariano Rossi. I quadri che sono sugli altri altari, Presentazione
di Maria altempio, S. Leonardo, S. Biagio in gloria, tutti dipinti su tela, sono
di Gaspare Testone, mentre gli affreschi della volta, Assunzione della Vergine
con S. Benedetto e altri santi dell'Ordine, i due medaglioni laterali S. Pietro,
S. Paolo e la SS. Trinità sono di Mariano Rossi, allievo del Testone, che li eseguì
nel 1768. Degno di particolare nota è un dipinto su tavola S. Maria di Valverde
(sec. XIV) che fu portato a Sciacca dalle monache di Valverde della vicina Caltabellotta
quando nel 1401 si trasferirono nel monastero delle Giummare che da allora prese
anche il nome di Valverde. E' collocato in una nicchia accanto all'Angelo custode
del Rossi. Al centro della chiesa, una pietra tombale del 1762 indica la sepoltura
delle monache benedettine che in quel tempo vivevano in clausura nel monastero.
A sinistra della navata si accede alla Cappella della Madonna delle Grazie dalla
caratteristica volta a crociera con costoloni e chiave di volta in conci in vista
a forte rilievo. Qui, sull'unico altare, una bella statua marmorea della Madonna
che regge il Bambino (lauranesca, secondo il Bellafiore), e sulle pareti laterali,
a s. un antico Croci fisso dipinto su tavola, forse del XV secolo, e lapidi che
ricordano i saccensi caduti nella guerra 1915-18, a d. un altorilievo della SS.
Trinità (sec. XV?) e una formella di alabastro raffigurante S. Girolamo nel deserto
(sec. XVI). Tra le preziosità delle Giummare, infine, mette conto ricordare un
Ostensorio d'argento con custodia in oro massiccio, datato 1697 e donato da D.
Accursia Perollo, capolavoro di oreficeria siciliana simile a quello esistente
a Modica nella chiesa di S. Giorgio che è opera dei celebri orefici e scultori
Juvara di Messina. IL MONASTERO Fu occupato verso la fine del XIII secolo dai
padri cluniacensi, venuti dalla Francia a Sciacca, dopo che questa fu strappata
ai dominatori musulmani dal Gran Conte Ruggero (1087). Esso, in origine, secondo
I. Scaturro, dovette essere “un monastero duplice... nel quale i padri cluniacensi
e le religiose dovessero formare, con le debite separazioni, due monasteri uniti
in uno, come un corpo unito da due membra”. Scoppiata la rivoluzione dei Vespri
(1282) contro la mala signoria degli Angiò, cacciati dall'Isola tutti i Francesi,
anche i padri, originari della Francia, dovettero lasciare il loro monastero che
poi “fu convertito in regio priorato col titolo di S. Maria delle Giummare di
Sciacca” (Scaturro). Successivamente, e precisamente nel 1382, il monastero fu
occupato dalle monache dell'ordine di S. Benedetto, e nel 1401 dalle monache di
Valverde di Caltabellotta, alle quali si deve la ricostruzione della chiesa dei
padri cluniacensi che da allora prese il nome di S. Maria di Valverde. Con la
ricostruzione della chiesa dei padri cluniancesi, la chiesa delle monache, che
si trovava a una ottantina di metri a sud-est dell'attuale, veniva abbandonata.
I resti di essa erano ancora visibili fino all'inizio del nostro secolo nel luogo
fino a pochi anni fa occupato dall’ENEL. Nel 1619, per timore delle incursioni
dei pirati turchi, le monache delle Giummare, trovandosi il loro monastero fuori
le mura della città, furono trasferite alla Badia Grande. Tre anni dopo, essendosi
provveduto a recingere il monastero di alti e robusti muri, come si può vedere
in alcune antiche stampe, esse poterono rientrare nella propria sede. Divenuto
poi il monastero pericolante, nel 1896 fu abbandonato dalle monache che passarono
nella Badia Grande e nel 1914 dal Comune fu ceduta la parte orientale a una società
elettrica che la demolì per costruirvi un'officina, e la parte occidentale al
Regio Esercito che la utilizzo per vari anni come dormitorio e magazzino di un
distaccamento di fanteria. Quanto rimane dell'antico monastero, oggi è occupato
dagli orfanelli di padre Michele Arena a cui va il merito di averlo salvato, insieme
con la chiesa, dalla rovina.
|