Il vangelo di Tommaso       

 

Vai a LABORATORIO DI ANALISI DEL VANGELO DI TOMMASO

 

1. I logia del vangelo di Tommaso

 

Il vangelo di Tommaso è considerato il più importante di tutti i vangeli apocrifi perchè è quello che, secondo il parere di vari studiosi della cosiddetta third quest, potrebbe aver conservato parole di Gesù secondo tradizioni indipendenti dai vangeli canonici e forse più antiche di essi. Osserviamo, comunque, che questo risultato non è l'opinione di tutti gli studiosi, per esempio l'autorevole biblista americano John P. Meier nel suo libro "Un ebreo marginale" critica fortemente l'utilizzo del vangelo di Tommaso come fonte attendibile per la ricostruzione del Gesù storico (cfr. pp. 127-154 dell'edizione italiana del suo libro).

 

Il testo dell'apocrifo contiene complessivamente 114 detti (in greco lÒgia, al plurale) di Gesù introdotti con la formula: "Gesù disse". Il vangelo non contiene alcun racconto o cornice narrativa, si presenta semplicemente come una collezione di brevi discorsi e aforismi attribuiti a Gesù. Completamente assenti sono le opere miracolose descritte nei vangeli canonici e anche in molti altri vangeli apocrifi, così come mancano i grandi discorsi escatologici che la letteratura canonica in vari passaggi attribuisce a Gesù. In esso è assente anche la tradizionale narrazione della morte in croce e risurrezione di Gesù, compreso il processo davanti alle autorità giudaiche e romane. L'incipit del vangelo di Tommaso recita: "Queste sono le parole segrete che Gesù il Vivente ha detto e Didimo Giuda Tommaso ha trascritto", pertanto esso si configura come una speciale rivelazione che è stata ricevuta dall'apostolo Tommaso direttamente da Gesù. Una analoga rivelazione è contenuta nel vangelo di Giuda, con riferimento a Giuda Iscariota, l'apostolo che tradì Gesù Cristo secondo i vangeli canonici. Naturalmente non abbiamo alcuna prova che il testo sia effettivamente stato scritto dall'apostolo Tommaso, verosimilmente si tratta di uno pseudoepigrafo. Il nome di Tommaso nell'apocrifo è scritto come didimoj Ioudaj Qwmai (Didimo Giuda Tommaso) ma didimoj in greco significa fratello, così come Tommaso in aramaico significa sempre fratello.

 

Il testo completo del vangelo apocrifo di Tommaso è stato scoperto in epoca moderna nel 1948 a Nag Hammadi, in Egitto, dopo che era stato perduto per molti secoli. La sua pubblicazione è avvenuta nel 1959. Si tratta di un papiro contenente 114 detti attribuiti a Gesù, scritto in lingua copta. Il papiro copto di Nag Hammadi, denominato Codice II, è databile paleograficamente al IV secolo dopo Cristo ma il testo originale del vangelo di Tommaso è molto più antico, come attestano altri frammenti scoperti ad Oxyrhynchus nel 1897 e nel 1903: si tratta dei papiri P.Oxy. 1, P.Oxy. 654 e P.Oxy. 655 che da soli contengono una buona metà del vangelo apocrifo di Tommaso. I frammenti di Oxyrhynchus sono databili paleograficamente alla fine del II secolo dopo Cristo. Essi sono molto importanti in quanto sono in greco per cui è più semplice, oltre che metodologicamente corretto, confrontarli con il testo greco dei vangeli canonici per valutare la possibile dipendenza (o indipendenza) testuale da questi.

 

Nel vangelo di Tommaso vi sono molti logia che ricorrono anche nei vangeli canonici o nel resto del Nuovo Testamento. Per esempio il logion 9 corrisponde alla classica parabola del seminatore che conosciamo dai tre sinottici:

 

VdT, Logion 9. Gesù disse: ecco, il seminatore è uscito: ha riempito la mano ed ha sparso i semi. Alcuni sono caduti sulla strada, gli uccelli sono venuti e li hanno beccati. Altri sono caduti sulla roccia, non hanno potuto mettere le radici nella terra e non hanno prodotto spighe. Altri ancora sono caduti tra le spine, che hanno soffocato il frumento e i vermi li hanno divorati. Altri ancora sono caduti sulla terra buona e questa parte ha prodotto ottimo frutto: essa ha reso sessanta per uno e centoventi per uno.

 

Si tratta di una celebre parabola che è narrata grosso modo con le stesse parole anche in Matteo 13:4-8, Marco 4:3-8 e Luca 8:5-8. Ma nei sinottici la parabola viene spiegata come metafora della parola e degli insegnamenti di Gesù che devono portare frutto e condurre gli uomini a compiere opere buone. E' lo stesso Gesù Cristo che spiega agli Apostoli il significato della parabola, secondo i sinottici. Nel vangelo di Tommaso manca qualunque tentativo di spiegazione, le parole di Gesù sono registrate freddamente, private di ogni tipo di spiegazione e del tutto avulse da un contesto narrativo.

 

Anche il Logion 16 è una tipica espressione presente anche nei sinottici:

 

VdT, Logion 16 Gesù disse: gli uomini certamente credono che io sia venuto a portare la pace nel mondo, ed essi non sanno che io sono venuto a portare sulla terra le discordie, il fuoco, la spada, la guerra. Infatti saranno cinque in una casa e si schiereranno tre contro due e due contro tre, padre contro figlio e figlio contro padre, e si leveranno come solitari.

 

Questo detto di Gesù, difatti, è riportato anche in Matteo 10:34-36 e Luca 12:49,51-53. Esso viene spiegato come metafora delle divisioni che solleva la predicazione di Gesù, destinata a dividere tra loro gli uomini. Ma il detto del vangelo di Tommaso contiene una aggiunta in più rispetto a Matteo e Luca: "e si leveranno come solitari". Questa frase aggiuntiva che conclude il logion viene solitamente utilizzata per interpretare in chiave gnostica tutto il logion. Gesù Cristo, più che aver compiuto una predicazione in chiave escatologica, nell'interpretazione gnostica è un maestro che ha rivelato insegnamenti segreti e particolari (cfr. l'incipit del vangelo di Tommaso) ad alcuni discepoli. Questi insegnamenti non sono comprensibili se non a pochi eletti, destinati ad essere dei solitari rispetto al resto dell'umanità e a dividersi e separarsi dal resto del mondo. Gli insegnamenti gnostici consentono di raggiungere difatti una conoscenza suprema e assoluta della realtà, che permette di raggiungere Dio. Il regno di Dio non è una promessa destinata a realizzarsi in chiave escatologica ma è il raggiungimento di una particolare condizione metafisica dell'anima da parte del seguace della dottrina gnostica: il regno di Dio non viene sulla Terra o presso gli uomini, lo si raggiunge attraverso la comprensione dei principi dello gnosticismo. Da questa prospettiva, il sacrificio di Gesù sulla croce e la sua risurrezione non hanno alcun valore: il vangelo di Tommaso li nega come fatti storici, dunque non ne parla, oppure volontariamente ha deciso di ignorarli per motivi teologici.

 

Il logion 57 è la ben conosciuta parabola della zizzania, nota da Matteo 13:24-30:

 

Logion 57 Gesù disse: - Il Regno del Padre è simile a un uomo che getta il buon seme. Di notte è venuto il suo nemico e ha seminato zizzania in mezzo al buon seme. Ma l'uomo non ha loro permesso di strappare la zizzania. Ha detto loro: «Per timore che voi strappiate la zizzania e strappiate insieme anche il frumento». Poiché nel giorno della mietitura la zizzania sarà riconoscibile e si strappa e si brucia sul fuoco.

 

Il testo della parabola è molto più scarno e stringato nel vangelo di Tommaso rispetto a quello di Matteo. Allo stesso modo, vi sono numerosi altri logion che sono riconducibili a parabole o detti presenti anche nei vangeli canonici. In tutti i casi le parabole o le parole di Gesù non vengono mai spiegate oppure inserite in una particolare cornice narrativa ma vengono semplicemente riportare così come sono state pronunciate, anche se molte di esse, secondo i sinottici, sono poi state spiegate da Gesù stesso con parole più comprensibili.

 

Il Logion 71 viene solitamente interpretato come una evidente allusione alla distruzione del Tempio di Gerusalemme:

 

Logion 71 Gesù disse: io distruggerò questa casa e nessuno potrà ricostruirla di nuovo!

 

Si tratta di un detto che ha paralleli in Matteo 26:61 e in Marco 14:58. Secondo Giovanni 2:21 Gesù allude qui metaforicamente al tempio costituito dal suo corpo che verrà distrutto (messo a morte) durante la Passione per poi risorgere. Il logion del vangelo di Tommaso sembra invece collegarsi concretamente alla distruzione del Tempio, metaforicamente intesa come abolizione del culto ebraico, sostituito dal culto di Gesù Cristo. Per alcuni studiosi la presenza di questo logion nel vangelo di Tommaso implica che esso sia stato scritto posteriormente al 70 d.C., quando il Tempio di Gerusalemme venne effettivamente distrutto dai Romani. Esso costituirebbe quindi una profezia post eventum della distruzione del Tempio, che del resto si trova anche nei sinottici con maggiori dettagli. Ma vi sono anche ottimi argomenti che portano a concludere che il detto non è necessariamente stato scritto post eventum. Per un approfondimento occorre riesaminare la complessa questione della profezia della distruzione del tempio che compare nei sinottici.

 

Oltre a detti rintracciabili nel Nuovo Testamento, essenzialmente nei sinottici, sebbene spesso interpretati in modo diverso, nel vangelo di Tommaso vi sono anche insegnamenti originali che si discostano dalla classica dottrina cristiana. Per esempio nel Logion 12 abbiamo:

 

VdT, Logion 12 I discepoli dissero a Gesù: - Sappiamo che tu ci lascerai: chi è che sarà grande sopra di noi? - Gesù rispose loro: - Dovunque andrete seguirete Giacomo il Giusto, colui a motivo del quale sono stati creati il cielo e la terra.

 

Questo detto di Gesù Cristo che non compare nel Nuovo Testamento colloca su un piano molto elevato la figura di Giacomo il Giusto, il capo della Chiesa di Gerusalemme ucciso per ordine del sommo sacerdote Anano verso il 62 d.C., come raccontato da Giuseppe Flavio nelle Antichità Giudaiche. I vangeli canonici raccontano di alcune discussioni sorte tra gli apostoli su chi di loro dovesse essere considerato il più grande. Secondo i vangeli canonici il primato tra gli apostoli spetta a Pietro ma qui Gesù non indica come suo successore, se così si può dire, l'apostolo Pietro ma Giacomo il Giusto che secondo la tradizione cristiana, ma anche secondo Giuseppe Flavio (cfr. Ant. 20.9.1) era fratello di Gesù Cristo. La tradizione di un primato di Giacomo o almeno di una sua autorità pari a quella di Pietro è comunque un tema presente anche negli Atti degli Apostoli, nelle lettere di Paolo, nel vangelo apocrifo degli Ebrei, in San Girolamo (Comm. in Mich. VII, 7) e in Eusebio di Cesarea (Hist. Eccl., II, 3).

 

Il vangelo di Tommaso contiene anche molti altri detti di Gesù che non sono riportati nei vangeli canonici. L'insieme dei detti originali costituisce circa un terzo di tutti i detti del vangelo di Tommaso. Per esempio, il logion 28 afferma:

 

VdT, Logion 28 Gesù disse: - Ho preso posto al centro dell'universo e nella carne mi sono manifestato a costoro. Ma li ho trovati tutti ubriachi: non ho trovato in mezzo a loro nemmeno uno che avesse sete. E l'anima mia si è addolorata per i figli dell'uomo, perché essi sono ciechi nel cuore, e poiché sono venuti al mondo nudi, essi cercano di uscire di nuovo nudi dal mondo. Ma ora essi sono ubriachi. Quando avranno smaltito il vino, allora si pentiranno.

 

Nel logion 61 è una donna, Salomè, a interrogare Gesù. La frase "tu che hai preso posto nel mio giaciglio e mangi alla mia tavola" sembra alludere addirittura ad una particolare relazione tra Gesù e questa donna:

 

VdT, Logion 61 Disse Salomè: - Chi sei tu, signore? Hai preso posto nel mio giaciglio e mangi alla mia tavola come se qualcuno ti avesse invitato.  Gesù le disse: - Io sono Colui che viene da ciò che è integro; mi sono state donate delle cose di mio Padre. - Io sono tua discepola! - Per questo io dico: se uno è integro verrà inondato di luce, ma se è diviso verrà avvolto nelle tenebre.

 

Il vangelo di Tommaso e la dottrina dello gnosticismo

 

Il vangelo è poi intriso di molti riferimenti riconducibili alla dottrina gnostica, per questo si è parlato e si parla di Tommaso come di un vangelo gnostico. Lo gnosticismo era un movimento filosofico-religioso che si diffuse soprattutto tra il II e il III secolo dopo Cristo. Gli storici hanno discusso a lungo sul ruolo giocato dallo gnosticismo nei primi secoli dell'era cristiana. Difficile pervenire a conclusioni che possano essere accettate indistintamente da tutti. Secondo alcuni vi sono concetti dello gnosticismo che hanno radici precristiane. Per altri la dottrina gnostica è la forma più antica del cristianesimo, combattuta e vinta dalla Chiesa che ha poi imposto la propria visione della vicenda storica di Gesù. Secondo altri lo gnosticismo è semplicemente una delle tante eresie, una interpretazione diversa della vicenda di Gesù Cristo e dei suoi insegnamenti rispetto a quella più antica ed "ufficiale" del cristianesimo di stampo paolino. Lo gnosticismo venne considerato eretico dalla Chiesa cristiana e combattuto fermamente dai suoi apologeti fin dall'inizio del II secolo. In greco gnwsij (gnosi) significa conoscenza, secondo gli gnostici Gesù Cristo impartì particolari insegnamenti segreti durante la sua vita terrena e successivamente, nel periodo compreso tra la sua Risurrezione e la sua Ascensione. Questi insegnamenti esoterici dovevano illuminare gli eletti sulla conoscenza dell'universo, dell'uomo e del mistero della vita, avvicinando l'uomo alla perfezione divina. Tommaso, almeno nella costruzione letteraria di questo apocrifo, fu uno di questi personaggi che ricevettero questi particolari insegnamenti esoterici, l'incipit del vangelo di Tommaso recita infatti: "queste sono le parole segrete che Gesù il vivente ha detto e Giuda Didimo Tommaso ha trascritto". In greco l'aggettivo apokrifoj (apocrifo) significa nascosto, segreto, oscuro e non ha una connotazione espressamente negativa. Quando i vangeli gnostici, che riportano rivelazioni segrete, nascoste (apocrife) vennero banditi dalla Chiesa il termine venne utilizzato spregiativamente per dire che quei vangeli erano proibiti, vietati ed eretici rispetto alla dottrina della Chiesa. Il vangelo di Tommaso non è il solo testo apocrifo ad essere inquadrabile nella categoria dei vangeli gnostici. Tracce di gnosticismo sono presenti anche nel vangelo di Giuda (l'Iscariota) che riceve una rivelazione segreta da Gesù, esattamente come Tommaso.

 

Il logion 62, nella prima parte, è tipicamente gnostico, Gesù rivela i misteri a coloro che ne sono degni. Questi insegnamenti non devono inoltre essere rivelati indistintamente a tutti. Per questo il testo del vangelo di Tommaso è scarno e del tutto privo di ogni spiegazione e integrazione dei detti di Gesù:

 

VdT, Logion 62 - Gesù disse: Io rivelo i miei misteri a coloro che sono degni dei miei misteri. Quello che fa la tua destra, lo ignori la tua sinistra.

 

La seconda parte del logion 62 è rintracciabile anche in Matteo 6:3 ma in un contesto completamente diverso. In Matteo si allude infatti al concetto di fare in segreto la propria elemosina per non trarne facili e scontate lodi. Nel vangelo di Tommaso, invece, si allude a non rivelare gli insegnamenti segreti di Gesù, siamo quindi davanti a un concetto completamente diverso.

 

Un tema ricorrente nel vangelo di Tommaso è quello della dottrina emanazionistica. Essa è una tipica concezione dello gnosticismo. Poichè Dio è l'Essere supremo e Immanente, presso di Lui non vi è alcuna distinzione tra cose diverse ma solo la perfezione concentrata in un essere unico. Dio, punto di origine e vertice di tutto l'Universo, si esprime attraverso manifestazioni (ipostasi) che sono formate a coppie (sigizie), ciascuna di un elemento maschile e di un elemento femminile, padre e madre della sigizia seguente. Dalle prime quattro coppie, spirituali, discendono, sempre a coppie, gli Eoni inferiori (decade e dodecade) fino a Psyche-Hule (Anima e Materia) che compongono l'uomo terrestre. Ogni essere è quindi composto da elementi contrari, a coppie (alto e basso, esterno ed interno, maschile e femminile) e la perfezione è possibile raggiungerla solo attraverso la fusione di queste coppie di contrari. Così il logion 22 recita:

 

VdT, Logion 22 - Gesù vide dei bambini che stavano poppando. Egli disse ai suoi discepoli: - Questi bambini che stanno poppando sono simili a coloro che entrano nel Regno. Essi allora gli domandarono: - Se saremo piccoli, entreremo nel Regno? Gesù rispose loro: - Quando farete in modo che due siano uno, e farete si che l'interno sia come l'esterno e l'esterno come l'interno, e l'alto come il basso, e quando farete del maschio e della femmina una cosa sola, cosicché il maschio non sia più maschio e la femmina non sia più femmina e quando metterete un occhio al posto di un occhio e una mano al posto di una mano e un piede al posto di un piede, un immagine al posto di un immagine, allora entrerete.

 

Il concetto dei bambini che sono degni di entrare nel regno non è certo una novità introdotta da questo apocrifo, esso è presente difatti anche nei sinottici, precisamente in Matteo 19:13-15, Marco 10:13-15 e Luca 18:13-17. Ma mentre nei sinottici è dipinto un quadro idilliaco nel quale i bambini possono ricevere il regno ed è contenuto il messaggio a farsi bambini, cioè persone semplici e pure di cuore, qui viene elaborata una teoria molto più sofisticata. Tra l'altro questo logion (ma ve ne sono altri simili) smentiscono il luogo comune secondo cui tutti i detti del vangelo di Tommaso sono sempre più scarni e brevi dei detti compresi nel vangeli canonici. La perfezione, dice Gesù, è raggiungibile solamente quando tutte le forze contrapposte che agitano l'animo umano sono annullate. Forse "fare del maschio e della femmina una cosa sola" allude al superamento dei problemi sessuali o più in generale delle differenze tra gli uomini. I gradi più alti della conoscenza gnostica si raggiungono solo superando e annullando tutte le forze contrarie che dividono l'uomo al suo interno e per estensione dividono gli uomini tra loro. Un logion molto simile è il 114, che legge:

 

VdT, Logion 114 Simon Pietro disse loro: - Maria si allontani di mezzo a noi, perché le donne non sono degne della Vita! - Gesù disse: - Ecco, io la trarrò a me in modo da fare anche di lei un maschio, affinché anch'essa possa diventare uno spirito vivo simile a voi maschi. Perché ogni donna che diventerà maschio entrerà nel Regno dei Cieli.

 

Anche il logion 114 sottolinea che la perfezione che consente di entrare nel Regno dei Cieli viene raggiunta annullando qualunque differenza e distinzione. Infatti presso Dio non vi è distinzione o divisione di alcuna cosa. Si legga anche il logion 106:

 

VdT, Logion 106 Gesù disse: - Quando di due farete uno solo, diventerete figli dell'Uomo, e se direte: "Montagna spostati!", quella si sposterà.

 

Enrico Norelli nel libro: Le origini del Cristianesimo (a cura di R: Penna), Carocci, Roma, 2004 scrive a commento del vangelo di Tommaso:

 

[...] la salvezza non passa qui per la morte di Cristo, nè si compie definitivamente in una futura irruzione del regno di Dio, con giudizio finale e risurrezione dell'essere umano come unità psicosomatica. Conta la storia dell'io, non quella del mondo. Alcuni studiosi pensano che questa prospettiva sapienziale, priva di attesa escatologica, corrispondesse al messaggio originario di Gesù, ma ciò pare difficile; essa può piuttosto (ma è impossibile esserne certi) costituire una reazione alla delusione dell'attesa del ritorno di Cristo e della fine del mondo. Il vangelo di Tommaso comprende molte parole di Gesù che si ritrovano nei vangeli sinottici, ma l'interpretazione che ne viene qui data è molto diversa: il quadro di riferimento è vicino a quelle che diventeranno le strutture di pensiero fondamentali dei gruppi gnostici, i quali identificano l'essere umano con lo spirito divino che è in lui e negano ogni forma di risurrezione che non sia il risveglio dello spirito e il suo ricongiungimento alla sostanza divina. In un testo come il vangelo di Tommaso troviamo una lettura di Gesù che non ha bisogno di raccontare la storia del personaggio, perchè ciò che conta per la salvezza non è il suo destino, ma il contenuto della sua rivelazione. (E. Norelli, in: Le Origini del Cristianesimo, pag. 200).

 

2. Indagine sul contenuto del vangelo di Tommaso

 

Nella tabella sottostante ho suddiviso ogni logion del vangelo di Tommaso in una categoria ben definita con l'obiettivo di individuare come possa essere stato composto questo vangelo e che legame abbia con i vangeli canonici. Con una avvertenza fondamentale: la suddivisione riguarda il contenuto delle parole e dello stile del logion non necessariamente il significato. Così alcuni logion sono classificati ad esempio come appartenenti ai sinottici o ad un particolare evangelista perchè coincide lo stile e l'insieme delle parole, ma Tommaso dà un significato diverso rispetto ai vangeli canonici o aggiunge/omette alcune parole rispetto a quanto troviamo nei testi canonici. Si tratta di una analisi di massima, purtroppo esistono solo porzioni in greco di questo apocrifo così che un confronto lessicale con i vangeli canonici non è affatto semplice. Sono state isolate dai 114 logia 125 proposizioni, che si possono suddividere come nella sottostante tabella.

 

Combinazione

Logion del vangelo di Tommaso

Totale

Percentuale

Solo MT (Mt speciale)

8, 16, 30(b), 32, 39(b), 40, 57, 62(b), 76(a), 88, 90, 93, 102, 109

14

11,2 %

Solo MC (Mc speciale)

21(c)

1

0,8 %

Solo LC (Lc speciale)

3, 10, 14(a), 61(a), 63, 72, 79(a), 79(b), 113

9

7,2 %

Affinità con GV

1, 13, 24, 29, 31, 38(b), 40, 77, 91(a), 91(b)

10

8,0 %

SINOTTICI

4(a), 4(b), 5, 6(b), 9, 13, 20, 22, 25, 31, 33, 35, 44, 47(b), 48, 65, 66, 67, 99, 100, 106

21

16,8 %

MT + LC

2, 16, 17, 21(b), 26, 34, 36, 39(a), 41, 45, 46, 47(a), 54, 55, 64, 68, 69(a), 69(b), 73, 76(b), 78, 86, 89, 91(b), 94, 95, 96, 101, 104, 107

30

24,0 %

MC + LC

-

0

0,0 %

MT + MC

14(b), 71

2

1,6 %

Lettere paoline

5, 53

2

1,6 %

Indipendenti dai

testi canonici

6(a), 7, 11, 15, 18, 19, 21(a), 23, 27, 28, 37, 42, 43, 49, 50, 51, 52, 56, 58, 59, 60, 70, 74, 75, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 87, 92, 97, 98, 103, 105, 108, 110, 111, 112, 114

41

32,8 %

 

Il quadro che emerge è piuttosto interessante. La maggioranza relativa dei detti del vangelo (circa un terzo del materiale) è sostanzialmente indipendente dai testi canonici e non ha alcun riscontro in essi. Una parte dei logia pari al 16,8 % è simile per linguaggio e stile a quanto contenuto nei sinottici, ovvero comprende frasi e detti che si trovano simultaneamente in Matteo, Marco e Luca e quindi riflettono essenzialmente la tradizione del vangelo di Marco, considerato il testo più antico rispetto a tutti i sinottici. Ma una porzione corrispondente al 24 %, un quarto di tutto il VdT, quindi una quota piuttosto significativa, va oltre il testo di Marco ripreso da Luca e Matteo in quanto dimostra di conoscere elementi comuni a Matteo e Luca ma non a Marco, che si pensa quindi essere posteriore alla composizione del vangelo di Marco. Qualche logion, ma in percentuale inferiore ai casi precedenti, proviene poi da fonti che sono state utilizzate in maniera indipendente da Matteo e da Luca. Vaghi e fondamentalmente allusivi sono i riferimenti al vangelo di Giovanni, considerato dalla filologia neotestamentaria il più tardo di tutti, sebbene qua e là compaiano riferimenti al dualismo tra luce e tenebra caratteristici del quarto vangelo (canonico). Qualche vaga allusione a concetti espressi dalle lettere di Paolo è presente, ma anche qui in maniera molto vaga e difficilmente catalogabile: probabilmente il riferimento più diretto di tutti rimane il logion 53 nel quale si parla della circoncisione secondo lo spirito contrapposta a quella giudaica secondo la carne, proprio come in Romani 2:25-29, 1 Corinzi 7:10, Galati 5:6 e Colossesi 2:11, un concetto ricorrente nelle lettere di Paolo.

 

Come interpretare questi dati nel contesto della datazione del testo di Tommaso? I frammenti di Oxyrhynchus, datati alla fine del II secolo dopo Cristo, dimostrano che il testo è stato composto certamente al massimo verso la fine del II secolo dopo Cristo. Esso quindi è relativamente antico e non è una interpolazione sorta molti secoli dopo la predicazione di Gesù. Alcuni studiosi, in verità una minoranza, dato il carattere dei detti riscontrati nel vangelo e la sua struttura, completamente diversa da quella dei sinottici e Giovanni, si sono spinti ad affermare che sono i sinottici a dipendere dal vangelo di Tommaso e non il contrario: esso deve quindi essere considerato una delle fonti più antiche su cui è stato costruito il testo dei sinottici, qualcosa di molto vicino al concetto di fonte Q. Matteo, Marco, Luca e Giovanni avrebbero copiato e adattato ai loro scopi teologici un certo numero di detti di Gesù, alterandone il significato. Il testo di Tommaso risalirebbe quindi alla fine del I secolo dopo Cristo, se non addirittura prima. Il concetto guida è qui quello della lectio brevis: molti detti sono più scarni rispetto a quelli dei sinottici + Giovanni, inoltre manca qualunque riferimento alle vicende della storia di Gesù Cristo, ai miracoli, alla risurrezione e alle vicende della Passione, a parte il riferimento al "prendere la croce" nel logion 55 che potrebbe essere utilizzato per sostenere che la vicenda della crocifissione e delle sofferenze patite da Gesù erano note all'autore del testo. L'ipotesi più probabile è che il vangelo di Tommaso, un testo nel quale l'influenza dello gnosticismo è evidente, sia stato composto nel II secolo ma utilizzando una fonte di detti di Gesù andata perduta. Questa fonte sarebbe stata utilizzata anche da Matteo e Luca, i quali si avvalsero anche di Marco, per cui all'interno di Tommaso si troverebbero tracce di questa antica fonte, utilizzata per scopi teologici diversi da quelli dei sinottici.

 

Ma vi sono anche considerazioni che portano a concludere che il vangelo è un'armonia dei sinottici costruita dagli gnostici che hanno modificato in chiave gnostica alcuni detti e parabole di Gesù, attribuendo loro un significato più filosofico ed esoterico di quello che appare nei vangeli canonici, assai più pratici e legati al contesto sociale. Mentre abbiamo citazioni relative ai vangeli canonici, alla loro genesi e composizione, fin dall'inizio del II secolo d.C., il primo riferimento al vangelo di Tommaso avviene per opera di Ippolito, che scriveva tra il 222 e il 235 dopo Cristo. Così nonostante un gruppo ristretto di studiosi della third quest voglia attribuire se non direttamente al vangelo ma alla fonte da esso direttamente utilizzata una data molto antica (metà del I secolo) la maggioranza degli esperti propende per una datazione più bassa, collocata attorno alla metà o al più all'inizio del II secolo dopo Cristo. Esistono significative ragioni per sostenere questa tesi. Nel vangelo di Tommaso abbiamo infatti molto materiale (circa il 15%) comune con i sinottici, anche se non va dimenticato che l'interpretazione data nei logia ha sfumature diverse nei due casi, ma la maggioranza del materiale, circa un terzo dei detti, è comunque indipendente dai sinottici e non si ritrova in esso. Perchè nessuno di questi detti è in qualche modo presente nei vangeli canonici, se era noto agli evangelisti? Inoltre va osservato che un altrettanto significativo 25% di materiale presente in Tommaso è comune a Luca e Matteo ma è sconosciuto a Marco, quasi come se Tommaso sia stato scritto dopo il vangelo di Marco, che omette tutto quel materiale. Infine è significativo che alcuni logia di Tommaso siano discorsi o frasi presenti solo in modo indipendente in Luca, Matteo e Giovanni senza che siano simultaneamente presenti in almeno due vangeli canonici. Questo dimostra che in realtà il testo di Tommaso conosce separatamente ad uno ad uno tutti i vangeli canonici, ed ha attinto informazioni soprattutto dal materiale sinottico ma anche separatamente fra i tre sinottici. Dato che Giovanni è effettivamente il vangelo canonico meno utilizzato in Tommaso e le rare allusioni sono spesso molto vaghe è possibile che il vangelo sia stato scritto soltanto poco tempo dopo il vangelo di Giovanni, quando il suo testo non era ancora autorevole e consolidato presso i cristiani. A questo proposito è interessante notare che il vangelo di Giovanni veniva effettivamente poco utilizzato nella Chiesa primitiva, fino al periodo di Ireneo di Lione (140-200 d.C. circa). Potrebbe quindi proprio essere la metà del II secolo dopo Cristo la data di stesura del vangelo di Tommaso. Seguendo questa prospettiva il vangelo di Tommaso ci appare quindi come una serie di sentenze e parabole di Gesù Cristo estratte essenzialmente dai sinottici e reinterpretate in chiave gnostica e filosofica, estrapolate dal contesto sociale e politico del Nuovo Testamento e dalla realtà storica. Inoltre l'autore del vangelo avrebbe inserito non poche sentenze nuove rispetto ai sinottici, sempre interpretabili secondo la dottrina gnostica. Del resto sappiamo che armonie e reinterpretazioni dei sinottici nei primi secoli non sono certo una novità, per esempio il Diatessaron di Taziano (120-170 d.C. circa) si configura proprio come un nuovo documento il cui testo è stato scritto armonizzando vari brani dei vangeli sinottici ed è rimasto in vigore nella Chiesa siriaca fino al V secolo dopo Cristo. Ancor l'eretico Marcione (85-160 d.C. circa) riteneva canonico solo il vangelo di Luca e alcune lettere di San Paolo, costruì una nuova edizione più breve e scarna del vangelo di Luca nella quale erano tolti molti riferimenti al mondo e alla cultura ebraica e in cui era stata tolta la nascita di Gesù. Il testo marcionita di Luca risultava quindi più breve e scarno, se oggi ne venisse ritrovata una copia potrebbe sembrare un documento più antico di Luca sulla base del principio della lectio brevis preferenda, ma in realtà sappiamo da altre fonti storiche che non è così.

 


 

Per approfondire si veda la sezione di questo sito:

 

LABORATORIO DI ANALISI DEL VANGELO DI TOMMASO

 

Gianluigi Bastia, ultimo agg.: 25/12/2007.